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Appunti ortopedia riassunti dal libro Grassi "Manuale di Ortopedia e Traumatologia". Fratture, mezzi di sintesi, test ortopedici, malformazioni congenite dello scheletro, scoliosi, cifosi, fratture ginocchio, fratture colonna vertebrale, osteomalacia e rachitismo, osteoporosi, morbo di Paget, Artrosi, Artrite,
Tipologia: Appunti
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-diretto lesioni nel punto di applicazione della forza
-indiretto lesioni a distanza
-possono coesistere
DIAGNOSI RADIOLOGICA:
Trattamento ridurre il dolore ed evitare aggravamento
Metodo riposo, ghiaccio, farmaci, immobilizzazione, chirurgia
FRATTURE guarigione spontanea se:
consolidazione:
RIDUZIONE= ripristinare forma originaria, ricondurre nella posizione i frammenti dislocati
OSTEOSINTESI= fissazione dei frammenti
MEZZI DI SINTESI= dispositivi atti a mantenere in posizione i frammenti di frattura (interni o esterni)
Ematoma di frattura presenta sangue scuro. Filo di Kirschner per compattare e tenere insieme la frattura o vite.
POST CHIRURGIA= immobilizzazione 10 giorni, profilassi anti-trombo-embolica con eparina (arti inferiori, colonna, bacino e per anziani soprattutto arti superiori), deambulazione con stampelle
CONTUSIONE= semplice, ecchimotica, schiacciamento colorazione diversa della cute (ecchimosi=livido)
FERITA= escoriata, lacerocontusa
MECCANISMO INDIRETTO
-lesioni da stiramento
-lesione da strappo (parziale, totale)
-lesione da sovraccarico (contrattura muscolare, tenosinovite, cioè infiammazione delle guaine, degenerazione)
CONTUSIONE= lesione con edema locale e danno cellulare reversibile, generalmente dei tessuti più superficiali, ma può interessare le strutture articolari o l’osso se trauma intenso in zone con scarsa copertura di tessuti molli
-escoriata se la cute è abrasa
-ecchimotica se vi è soffusione emorragica (sangue si espande nei tessuti)
-con ematoma (raccolta di sangue)
SCHIACCIAMENTO= danno cellulare irreversibile, coinvolgente spesso tessuti più profondi
DISTRAZIONE/STIRAMENTO= alterazione di una struttura tensile per eccessivo allungamento di una sua porzione con conseguente danno cellulare e vascolare
STRAPPO MUSCOLOTENDINEO= idem ma interessa porzioni più ampie, porta a cicatrizzazione in allungamento minore tensione del muscolo
TENDINITE E TENOSINOVITE= infiammazione delle strutture tenosinoviali per eccessivo attrito (possibili anche altre cause)
DISTORSIONE= sollecitazione di un’articolazione oltre i limiti fisiologici, con temporanea perdita di contatto tra i capi articolari e stiramento o lacerazione delle strutture capsulari e legamentose
LUSSAZIONE= perdita completa di contatto tra i capi articolari
SUBLUSSAZIONE= perdita parziale
Per ridurre la lussazione serve rilassamento muscolare
FRATTURE:
Cause esogene:
Cause endogene:
Sintomi: dolore sproporzionato con esacerbazione nell’esecuzione di movimenti passivi, tensione compartimentale, parestesie, deficit di contrattilità, paralisi motoria e anestesia, assenza del polso solo se lesione vascolare.
localizzazione principale a livello della gamba e del piede; manifestazioni locali quali edema, alterazioni vasomotorie, rigidità articolare e osteoporosi, possibile esito verso manifestazioni distrofiche e atrofiche. Evento scatenante è trauma come frattura, distorsione, intervento chirurgico, microtrauma ripetuto. Dolore urente, pulsante, trafittivo con allodinia e iperpatia (dolore che compare in ritardo e permane anche quando non vi è più lo stimolo). Alterata sensibilità al caldo e al freddo, disturbi trofici, eritema, edema, rigidità articolare.
La scoperta degli antibiotici ha modificato la prognosi, ma nell’osso l’antibiotico spesso non può arrivare ai germi. Vie di contaminazione:
INFEZIONI OSTEOARTICOLARI:
OSTEOMIELITE EMATOGENA ACUTA caratteristica dell’età giovanile e dell’infanzia storicamente, ora è più rara di una volta ma è presente in immunodepressi adulti (HIV, diabetici, ecc). In infanzia e nell’adolescenza c’è una ricchissima vascolarizzazione nella zona metafisaria; la cartilagine di accrescimento fa barriera tra vascolarizzazione metafisaria ed epifisaria. Nell’adulto l’osteomielite diffonde sempre ad interessare l’articolazione.
sintomi a questo punto se non nel punto dell’infezione. Si localizza nell’osso perchè la regione metafisaria ha alto flusso ematico ma bassa pressione, essendo riccamente vascolarizzata ha condizioni favorevoli di nutrizione, di ossigeno. I germi responsabili dell’osteomielite sono stafilococchi aureus che sono aerobi o anaerobi facoltativi. I canali nell’osso non sono estensibili come nel resto del corpo, si chiama embolo settico, batteri trovano maniera di fermarsi e quando si fermano proliferano. Se si ha edema a livello osseo ho più flusso, più ristagno.
Sequestro osseo mantiene strutture del self ma è inanimato, non ho vascolarizzazione e cellule attive. Colonie dei batteri aderiscono e proliferano, costruendo (in qualche settimana) un mantello protettivo chiamato glicocalice. All’interno del glicocalice potrebbero anche annidarsi più tipi di batteri. Niente lo può smantellare, bisogna togliere sequestro e se si arriva dopo il glicocalice si ha cronicizzazione dell’infezione. Vale anche per osteomielite non ematogena acuta. Quella acuta invece ha una sua storica classificazione, le ossa lunghe in cui c’è metafisi che cresce in fretta sono le più colpite. Se colpisce lattante può distruggere l’articolazione, dato che nel bambino sotto un anno di età sono presenti vasi transfisari che fanno sì che l’osteomielite possa diffondersi all’estremità dell’osso. Rigenera e cerca di ricostruire l’osso di prima ma questa forma di articolazione nuova creerà quadri limitati e in età adulta andrà incontro all’artrosi.
Nell’adulto zona interessata è soprattutto caviglia. Focolaio si riaccende perché nella fase di smantellamento dell’osso necrotico la colonia di batteri viene liberata, ridà i sintomi.
Bottone ipertrofico è spesso segno di un’infezione poco attiva ma che sta per venire fuori.
stimoli di crescita come se fosse una frattura e allungo. Tecnica del trasposto utile, rigenerato in distrazione è la terapia più nota con allungamento degli arti.
Osso autologo= osso prelevato dallo stesso soggetto. La lisatura produce dei detriti.
polmonare o dei linfonodi ilari; da questo focolaio primitivo si liberano micobatteri che per via ematica o linfatica raggiungono segmenti scheletrici dove si impiantano. In genere ossa spongiose con alta vascolarizzazione e lento flusso circolatorio (vertebre, epifisi e metafisi delle ossa lunghe), articolazioni con ampia sinovia. Elemento costitutivo è tubercolo (nucleo centrale di necrosi ossea circondata da popolazione cellulare mista). Processo infiammatorio provoca assottigliamento e riassorbimento delle trabecole ossee con formazione di cavità ripiene di materiale caseoso (carie tubercolare); può portare alla demarcazione di sequestri ossei. Frequente formazione di ascessi ossifluenti, cioè ascessi freddi che si fanno strada nelle parti molli circostanti fino a ulcerare la cute e aprirsi all’esterno, dando origine a fistole. Cartilagine articolare non partecipa in modo attivo data la sua poca vascolarizzazione, ma va incontro a necrosi, scollamento e ulcerazione, permettendo la diffusione dell’infiammazione. Tumefazione nella sede osteo-articolare con contrattura muscolare antalgica; diminuzione densità ossea e riduzione rima articolare.
SPONDILITE TUBERCOLARE germe tubercolare quando infetta l’osso non fa il glicocalice. Guarigione avviene con fusione dell’articolazione danneggiata che va in anchilosi. Posizione funzionalmente utile dell’anca è flessione di 25°, con cui riesco a camminare e a sedermi. Si chiama morbo di Pott, midollo ha poco spazio data ipercifosi toracica di 120°. Interessa soprattutto le vertebre lombari e dorsali, provocando una progressiva distruzione del corpo vertebrale; esso determina una marcata cifosi del rachide, con prominenza posteriore delle spinose (gibbo angolare o spondilitico). E’ frequente il rilievo di ascessi ossifluenti che nella loro evoluzione naturale migrano lungo il decorso del muscolo psoas, fistolizzandosi in regioni inguinale. Insufficienza respiratoria e neuropatie periferiche dovute alla sofferenza midollare e da farmaci assunti. TRIADE DI POTT tubercolosi associata a gibbo e dolore.
COXITE TUBERCOLARE dolore spesso riferito al ginocchio, limitazione funzionale e zoppia. Assunzione di atteggiamenti viziati in flessione, adduzione ed extrarotazione dell’anca, atrofia glutea e linfoadenopatia satellite. Osteoporosi marcata fino a distruzione dei capi articolari. Rima articolare scompare
GONILITE TUBERCOLARE dolore, zoppia e limitazione funzionale, atrofia del quadricipite con tumefazione del ginocchio (tumore bianco)
Scintigrafia è esame diagnostico in cui viene iniettato radiofarmaco, si va a vedere dove si è localizzato. E’ aspecifica ma sensibile. Leucociti marcati è un radiofarmaco che va negli ascessi.
Forma tumorale più frequente nell’osso sono le forme secondarie o le metastasi ossee. Questo per un meccanismo identico a quello della diffusione delle infezioni, per via ematogena si localizzano nello scheletro. Cellule metastatiche che si staccano dalla massa principale del tumore vanno in circolo e vengono coperte da piastrine, vanno ad aderire da qualche parte. Si
fermano di più dove c’è alto flusso e bassa velocità. Localizzazione secondaria nell’osso è molto frequente e causa una serie di risposte simili a quelle dell’infezione, stimola la osteolisi nel 90% dei tumori, fa eccezione la prostata in cui è stimolata osteogenesi, o alcune forme di tumore alla mammella. 10% delle neoplasie che colpiscono l’osso originano all’interno dell’apparato muscoloscheletrico, che ha una complessa quantità di cellule al suo interno. Si parla di tumori che formano l’osso e sono quelli maligni quelli che spesso colpiscono la prima e seconda decade di vita. La distribuzione in età è così frequente che se ho alterazione dell’osso in soggetto giovane mi oriento verso tumore primitivo, nell’adulto penso che sia metastasi. Molti tumori primitivi dell’osso danno solo tumefazione, non è detto che diano dolore. Si capisce che è un tumore perché ho escrescenza, ipertrofia o osteolisi (non è cattiva se legata a tumore). Tumore benigno è sempre ben circoscritto, non ci sono reazioni intorno e non si accresce nell’osso. Tumore maligno con bordi sfumati, infiltrazioni, erosioni e scompare la struttura dell’osso. Se con la prima radiografia ho dei dubbi vado oltre, altri esami sono scintigrafia (sensibile ma molto aspecifica), tac (importante perché fa vedere la struttura dell’osso esattamente, anche abbastanza i rapporti con i tessuti molli circostanti e se fatta col mezzo si contrasto endovena, angiotac, vedo se la zona in cui ho lesione viene vascolarizzata ampiamente o no) dato che la caratteristica dei tumori maligni è di essere molto vascolarizzati. Siccome dove c’è metastasi si ha quasi sempre risposta infiammatoria si ha spesso edema. La pet è tac e scintigrafia fatte insieme, dato che la scintigrafia non ha risoluzione spaziale mentre la tac si; non si usa mezzo di contrasto radioattivo tradizionale ma una sostanza che si fissa in tute le cellule che hanno elevato metabolismo glucidico, sensibile a cellule tumorali e infezioni.
su base cartilaginea:
rotondeggiante circondata da un orletto sclerotico (nidus) nel quale si possono osservare calcificazioni puntiformi. Il tessuto tumorale è formato da trabecole di osso immaturo fittamente stipate, tra le quali si sviluppa una rete di capillari dilatati. Presenti numerosi osteoblasti e osteoclasti accanto a fibroblasti e fibre nervose. Tessuto osteoide è più maturo al centro (parte vecchia del tumore) dove le trabecole confluiscono in ammassi più compatti, più calcificati e poveri di cellule. Terapia è asportazione del nidus e dell’orletto sclerotico.
Su base fibrosa e istiocitaria:
estensione del tumore ai tessuti molli), aggressiva (interruzione della corticale con estensione ai tessuti molli, l’osteolisi raggiunge la cartilagine articolare). va distitno dal sarcoma gigantocellulare.
Esempio di malattia congenita è la sindrome di Down, che è anche genetica, ma non è ereditaria. Se la malformazione è di poco conto è dismorfismo; se è enorme l’alterazione (bambino con due teste) si dice mostruosità.
Ci sono malformazioni presenti anche per cause extrageniche, ma la maggior parte sono di origine genica: alterazione del codice genetico, ereditata o per nuova mutazione, che induce un’alterazione nel fenotipo. Fenotipo dipende sia dalla genetica sia dall’ambiente, ad esempio displasia d’anca e piede torto. Alcune cause extrageniche possono essere toxoplasma, fumo, ecc e a seconda di come agiscono le malformazioni sono a carico del sistema nervoso, della formazione degli arti ecc.
OSTEOGENESI IMPERFETTA= osteoporosi severa fin dalla nascita, errore nella sintesi del collagene, non riesce ad essere adeguatamente calcificato, si hanno deformità e fratture in età variabile; alcune forme sono letali (esempio deformità della gabbia toracica), adesso si riesce a sopravvivere. Disordini ereditari del tessuto connettivo, caratterizzato da fragilità ossea; pazienti soggetti a fratture per traumi di bassa intensità; osteopenia, ipostaturalità, progressive deformità scheletriche, sclere blu, dentinogenesi imperfetta, lassità legamentosa e sordità. Va da forme letali in epoca perinatale a quadri lievi. Causata da una condizione di eterozigosi di mutazioni dominanti di due geni che codificano per il collagene I, proteina della matrice extracellulare dell’osso, della cute, dei tendini e dei denti.
ARTROGRIPOSI= ragazzi che nascono con rigidità articolare, possono avere problemi psichici importanti; in alcuni casi anche lo sviluppo del cranio e delle ossa facciali sono problematici
MALFORMAZIONI COMUNI :
Vizi di differenziazione locoregionale della colonna:
MALFORMAZIONI GRAVI DA ARRESTO DELLO SVILUPPO DEGLI ARTI:
Queste malformazioni sono state molto evidenti anche nel disastro di Chernobyl
TRATTAMENTO: se possibile tentativo di trattamento conservativo per guidare l’accrescimento scheletrico altrimenti chirurgico con questi obiettivi
ESOSTOSI OSTEOCARTILAGINEA/ OSTEOCONDROMA= tumore osteocartilagineo benigno che forma cartilagine che poi si ossifica
ACONDROPLASIA= forma più diffusa di nanismo, è un nanismo disarmonico con arti brevi e tronco normale. E’ affetta solo la cartilagine di accrescimento delle ossa lunghe e anche i peduncoli vertebrali, ha canale vertebrale di dimensioni minori. L’accorciamento degli arti è prevalente nel segmento prossimale (omero, fmore). Patologia che hanno frequentemente è stenosi del canale
vertebrale. La chirurgia viene in aiuto con utilizzo di fissatori esterni per fare allungamento delle ossa. Allontano ossa che ho interrotto guadagnando massimo 12-14 centimetri.
articolare, in una depressione dell’ala iliaca. Con l’inizio della deambulazione la testa può risalire nella fossa iliaca esterna e può fissarsi in modo definitivo scavando un neocotile.
A livello capsulo-legamentoso:
A livello muscolare:
Ipertrofia del pulvinar (cuscinetto di tessuto adiposo normalmente interposto tra testa del femore e fondo dell'acetabolo)
Cercine tende a essere ipoplasico e anche la testa, la capsula articolare tende ad essere lassa, per cui anche legamento rotondo tende a essere stirato. Capsula molto lassa, cotile meno coprente e
cercine si stende. Se non faccio niente l’anca tenderà a sublussarsi e la testa tenderà ad andare verso l’alto per la tensione dei muscoli glutei. Cercine va a introflettersi e impedisce manovra di riposizionamento dell’anca. Diagnosi deve essere fatta alla nascita, dato importante per sospettare questa patologia è se c’è familiarietà. Se faccio entro i primi 3 giorni della nascita 2 prove:
Segni clinici tardivi nel caso di DCA non trattata sono:
Che sia scatto di entrata o di uscita non cambia, ma se si sente bisogna fare un’ecografia neonatale. Alla nascita oltre la metà delle anche hanno segni di maturità che lasciano in dubbio se c’è o no displasia dell’anca. Segni di certezza sono:
Altro segno è Duchenne insufficienza del medio gluteo; metto baricentro verso testa del femore, si sposta il busto verso il lato sano.
Diagnosi di certezza si fa con ecografia, che si fa solo in caso di scatto, altrimenti si fa al 2°-3° mese. Viene raccomandata solo alla popolazione in cui si ha rischio di displasia d’anca, come la popolazione lombarda. Se non riesco a farla faccio la radiografia, per monitorare evoluzione dei casi che si sono cominciati a seguire con l’ecografia.
Ecografia è un metodo che sfrutta ultrasuoni, rimbalzano sulle superfici. Sul piano ossei rimbalzano tantissimo. Si calcolano angoli di copertura dell’acetabolo e del cercine glenoideo e si confrontano con il regolo di Graf. Dal 2c sono anche gravi. IIA che viene considerato normale non va sottovalutato.
Con la radiografia posso vedere se l’angolazione del cotile è normale o sfuggente, se la testa femorale è presente e di dimensioni elevate o assente e di dimensioni piccole. Il nucleo di accrescimento della testa del femore non è presente alla nascita. Femore distale alla nascita è già
PIEDE TORTO CONGENITO = dovuto ad alterata tensione di tensioni muscolari e capsulari. Predilige il maschio alle femmine ed è molto frequente nelle popolazioni arabe. Più evidente della displasia dell’anca. Varianze:
Trattamento deve iniziare dal primo giorno tramite: manipolazioni correttive, apparecchi gessati (tecnica di Ponseti), tutori e scarpe, terapia chirurgica. Solo nei casi che non rispondono al trattamento conservativo si va ad affrontare la chirurgia. La tecnica di Ponseti è risparmiatrice dei tessuti e molto meno aggressiva del trattamento chirurgico esteso. Si agisce con derotazione del piede a pochi giorni dalla nascita, praticando contemporaneamente una lieve pressione sul collo dell’astragalo sublussato dorsalmente e lateralmente per farlo rientrare nella pinza malleolare. Le correzioni si devono poi contenere con apparecchi gessati femoro-podalici a ginocchio flesso per 10 giorni e poi cambiate fino al raggiungimento della massima extrarotazione. La correzione dell’equinismo si può ottenere mediante tenotomia del tendine achilleo. Correzione completa si ha con tutore Dennis-Brown, formato da due scarpine in cuoio unite da una barra metallica che le mantiene alla distanza corrispondente a quella delle spalle.
Apparecchio gessato va dal piede alla coscia e deve essere frequentemente modificato. Una volta ottenuta la posizione la si può tenere.
SCOLIOSI = deviazione sul piano frontale della colonna che è persistente o permanente ed è dovuta a una deformazione dei corpi vertebrali che causa alterazioni anche sugli altri piani. La vertebra si sviluppa deformata sul piano trasverso, si ha deficit rotazionale e conseguenza su lordosi e cifosi. Il gibbo è la sporgenza delle coste sulla convessità di una curva conseguenza della rotazione vertebrale. Il deficit rotazionale comporta anche che a livello dorsale le coste si spostino, presenza di sporgenza a livello dorsale o lombare detta gibbo. Scoliosi può essere a una o più curve, in cui c’è vertebra apice. Vertebra normale non scoliotica è quella che ha piatto vertebrale superiore e inferiore paralleli. E’ una malattia spesso a carattere familiare. Si fa abbassare pz e si vede se la colonna rimane dritta o no. Posso fare valutazioni dell’articolarità. Nella scoliosi in anteroposteriore posso misurare angoli tra le vertebre, metodo di COBB dove si sfruttano angoli
complementari: individuo prima vertebra normale, faccio l’ortogonale e incrocio quella con la vertebra dritta sottostante. La misurazione in gradi mi permette di fare una prognosi: sopra i 40° sono gravi, sotto i 20° sono lievi. Valutare anche peduncoli che danno segni di rotazione delle vertebre. Guardare se nelle creste iliache è presente o no nucleo di accrescimento del bacino, che compare verso i 12-13 anni prima lateralmente. Durante l’accrescimento la scoliosi tende ad aggravarsi, ma può riprendere ad aggravarsi anche successivamente.
Le deviazioni inferiori a 10° sono chiamate asimmetrie spinali. Esistono vari tipi di scoliosi:
Infantile in età inferiore ai 3 anni, soggetti presentano anche ritardo mentale, plagiocefalia Giovanile Adolescenza Dell’adulto
Scoliosi deve essere differenziata da atteggiamenti scoliotici, che sono curve compensatorie causate da eterometrie degli arti inferiori e asimmetrie della cerniera lombo-sacrale antalgiche da contratture della muscolatura paravertebrale.
Lo sviluppo scheletrico che seguirà il paziente è dettato da due indici:
In genere valori che superano i 20° sono soggetti a rischio sostanziale di progressione.
Segni clinici:
ADAMS FORWARD BENDING TEST corrisponde ad una flessione in avanti con palmo delle mani una contro l’altra, permette di valutare la rotazione vertebrale, la cui entità è indicata con l’angolo di Cobb. La curva scoliotica è compresa tra due vertebre, definite vertebre limite, che presentano il maggior grado di inclinazione sul piano frontale. Alterazioni anche a carico dei dischi intervertebrali, che appaiono assottigliati e degenerati nel versante concavo della curva, e della gabbia toracica, che mostra gibbo posteriore sul lato convesso della curva e uno anteriore sul lato concavo che compromette funzionalità respiratoria dopo i 60°-70°.
Metodi di Cobb usato anche per misurare i valori della cifosi toracica il cui range varia dai 20° ai 45°.