Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Osservazione del Comportamento Infantile: Guida per Educatori, Appunti di Psicologia dello Sviluppo

L'importanza dell'osservazione del comportamento infantile nel contesto educativo. Vengono discusse le metodologie di osservazione, come la costruzione di griglie di osservazione focalizzate su comportamenti sociali e cognitivi. Si sottolinea l'importanza di evitare interpretazioni soggettive e di concentrarsi su comportamenti direttamente osservabili. Anche esempi di comportamenti da osservare in diverse aree dello sviluppo, come l'integrazione nel gruppo dei pari, le capacità cognitive, lo sviluppo del linguaggio e la gestione delle emozioni. Inoltre, vengono presentate le capacità di comprensione e produzione del linguaggio nei bambini dai 6 ai 36 mesi, offrendo un quadro completo per valutare lo sviluppo infantile. Il documento evidenzia come l'osservazione possa guidare gli educatori nel supportare al meglio i bambini nel loro percorso di crescita.

Tipologia: Appunti

2024/2025

In vendita dal 25/06/2025

francesca-marcone-5
francesca-marcone-5 🇮🇹

4 documenti

1 / 30

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
!
PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO !
!
!
Libro: OSSERVARE PER EDUCARE
!
1- IL METODO OSSERVATIVO!
!
1.1 L’osservazione per l’acquisizione delle conoscenze !
Il metodo osservativo è fondamentale per l'acquisizione delle conoscenze nell'ambito
dell'educazione. Più l'educatore conosce in modo approfondito e personalizzato l'individuo, maggiori
saranno le probabilità di trovare strategie efficaci per l'educazione. Questa conoscenza
individualizzata consente un impatto positivo sulla formazione della persona, soprattutto se
l'educatore può osservare il bambino in un gruppo ristretto. L'osservazione diretta permette di
cogliere i cambiamenti evolutivi che il bambino subisce nel periodo che va dai 2 ai 10 anni di vita,
identificando anche eventuali aree di debolezza.!
!
L'ambiente educativo e familiare ha un ruolo chiave nel facilitare lo sviluppo del bambino.
L'osservazione diretta permette di identificare l'impatto di questi ambienti sul bambino e di
individuare eventuali aree di debolezza. Inoltre, anche i genitori apprezzano molto il fatto che
l'insegnante conosca il loro figlio, poiché spesso chiedono informazioni su come si comporta rispetto
agli altri, soprattutto nell'ambiente scolastico o educativo.!
!
Come può l’insegnante a raggiungere il tipo di conoscenza approfondita e individualizzata per
svolgere il proprio compito di insegnante e di educatore? !
A questa domanda possiamo rispondere basandoci su un metodo e non su dei test standardizzati ,
ovvero sul metodo riguardante l’OSSERVAZIONE DIRETTA dove attraverso essa osserviamo i
comportamenti dei bambini nel contesto educativo permettendo di conoscere meglio il singolo
bambino con accuratezza . I test, invece , danno una “fotografia” statica delle capacità del bambino
in un momento preciso, ma non possono cogliere la dinamicità del suo processo evolutivo.
L’osservazione, a differenza dei test, permette di cogliere le modifiche e le sfumature che si
manifestano nel tempo.!
!
1.2 Come e quando osservare!
L’OSSERVAZIONE SISTEMATICA è una pratica fondamentale per gli educatori, che va oltre il
semplice “guardare” le attività dei bambini. Essa richiede un approccio metodico e strutturato,
guidato da specifici obiettivi conoscitivi e l’uso di tecniche di registrazione per documentare le
osservazioni.!
Il primo passo per un’osservazione efficace è definire gli scopi, con l’obiettivo principale di valutare il
livello di sviluppo di ciascun bambino. Questo permette di pianificare interventi educativi
personalizzati e monitorare il progresso. Sebbene la conoscenza globale del bambino sia l’obiettivo
finale, è importante raccogliere informazioni su diverse aree di sviluppo, come quelle sociali,
linguistiche, cognitive e relazionali.!
!
1.2.1 Diventare osservatori !
Lavorando, ogni insegnante ed educatore tende a registrare automaticamente una serie di episodi e
comportamenti riferiti ai diversi bambini, e che entrano a far parte del bagaglio di conoscenze relativo
ad un particolare individuo.Queste osservazioni spontanee sono preziose, ma potrebbero essere
distorte da vari fattori: !
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e

Anteprima parziale del testo

Scarica Osservazione del Comportamento Infantile: Guida per Educatori e più Appunti in PDF di Psicologia dello Sviluppo solo su Docsity!

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

Libro: OSSERVARE PER EDUCARE

1- IL METODO OSSERVATIVO

1.1 L’osservazione per l’acquisizione delle conoscenze

Il metodo osservativo è fondamentale per l'acquisizione delle conoscenze nell'ambito dell'educazione. Più l'educatore conosce in modo approfondito e personalizzato l'individuo, maggiori saranno le probabilità di trovare strategie efficaci per l'educazione. Questa conoscenza individualizzata consente un impatto positivo sulla formazione della persona, soprattutto se l'educatore può osservare il bambino in un gruppo ristretto. L'osservazione diretta permette di cogliere i cambiamenti evolutivi che il bambino subisce nel periodo che va dai 2 ai 10 anni di vita, identificando anche eventuali aree di debolezza. L'ambiente educativo e familiare ha un ruolo chiave nel facilitare lo sviluppo del bambino. L'osservazione diretta permette di identificare l'impatto di questi ambienti sul bambino e di individuare eventuali aree di debolezza. Inoltre, anche i genitori apprezzano molto il fatto che l'insegnante conosca il loro figlio, poiché spesso chiedono informazioni su come si comporta rispetto agli altri, soprattutto nell'ambiente scolastico o educativo. Come può l’insegnante a raggiungere il tipo di conoscenza approfondita e individualizzata per svolgere il proprio compito di insegnante e di educatore? A questa domanda possiamo rispondere basandoci su un metodo e non su dei test standardizzati , ovvero sul metodo riguardante l’ OSSERVAZIONE DIRETTA dove attraverso essa osserviamo i comportamenti dei bambini nel contesto educativo permettendo di conoscere meglio il singolo bambino con accuratezza. I test, invece , danno una “fotografia” statica delle capacità del bambino in un momento preciso, ma non possono cogliere la dinamicità del suo processo evolutivo. L’osservazione, a differenza dei test, permette di cogliere le modifiche e le sfumature che si manifestano nel tempo.

1.2 Come e quando osservare

L’ OSSERVAZIONE SISTEMATICA è una pratica fondamentale per gli educatori, che va oltre il semplice “guardare” le attività dei bambini. Essa richiede un approccio metodico e strutturato, guidato da specifici obiettivi conoscitivi e l’uso di tecniche di registrazione per documentare le osservazioni. Il primo passo per un’osservazione efficace è definire gli scopi, con l’obiettivo principale di valutare il livello di sviluppo di ciascun bambino. Questo permette di pianificare interventi educativi personalizzati e monitorare il progresso. Sebbene la conoscenza globale del bambino sia l’obiettivo finale, è importante raccogliere informazioni su diverse aree di sviluppo, come quelle sociali, linguistiche, cognitive e relazionali.

1.2.1 Diventare osservatori

Lavorando, ogni insegnante ed educatore tende a registrare automaticamente una serie di episodi e comportamenti riferiti ai diversi bambini, e che entrano a far parte del bagaglio di conoscenze relativo ad un particolare individuo.Queste osservazioni spontanee sono preziose, ma potrebbero essere distorte da vari fattori:

  1. È facile che a rimanere impressi nella memoria siano episodi o comportamenti che nel corso della giornata hanno attirato maggiormente l’attenzione per la loro eccezionalità o per la necessità di particolari interventi.Tuttavia, queste caratteristiche spesso non sono rilevanti, anzi potrebbero costituire elementi di giudizio fuorvianti che ostacolano la nostra comprensione del normale atteggiamento dei bambini nel contesto educativo.
  2. Alcuni bambini, per le caratteristiche del loro temperamento, possono attirare verso di loro l’attenzionedell’insegnante con più facilità rispetto ad altri. Un modo semplice per verificare l’esistenza di questa possibilità consiste nel trascrivere alla fine di ogni giornata (o turno) ciò che è “rimasto in mente” del comportamento dei diversi bambini, in modo da potersi rendere conto se le registrazioni di un particolare bambino sono più numerose rispetto a quelle degli altri e se il comportamento registrato si è verificato all’interno di episodi particolari o se rappresenta un comportamento normalmente eseguito dal bambino.
  3. Alcuni comportamenti non vengono colti spontaneamente dall’insegnante, in quanto egli non è consapevole della loro possibile rilevanza: nel corso della somministrazione alle maestre d’asilo nido e di scuola materna del Questionario per la valutazione del comportamento sociale, è stata riscontrata una difficoltà a fornire una risposta per i quesiti 19 e 20 (“se il bambino è assente da scuola i compagni si accorgono della sua mancanza e chiedono di lui all’insegnante” e “quando il bambino torna all’asilo dopo un periodo di assenza qualche compagno lo saluta in modo particolare”). L’insegnante dichiarava di “non averlo mai notato” o “di non averci prestato attenzione”: tali items, tuttavia, sono molto utili per determinare il tipo di relazione che il bambino ha instaurato con i pari.
  4. È inevitabile che ciò che viene registrato nella mente non sia l’episodio/comportamento esattamente come è stato osservato/emesso, ma piuttosto l’interpretazione che noi gli abbiamo dato nel momento in cui l’abbiamo osservato. Nella registrazione delle osservazioni spontanee spesso manca l’oggettività di descrizione, che invece dovrebbe diventare consuetudine del buon osservatore. Solo separando le interpretazioni degli episodi comportamentali dai fatti su cui si basano è possibile verificare se gli stessi fatti possono dare luogo a interpretazioni diverse da parte di persone diverse e se i fatti osservati siano sufficienti a interpretare correttamente il comportamento. Per diventare buoni osservatori, è necessario rendersi conto che ciò che si è osservato non è sufficiente per formulare un giudizio adeguato: la validità dell’osservazione nella valutazione del comportamento infantile in situazioni naturali non dipende solo dalla possibilità e capacità dell’osservatore si cogliere un evento comportamentale nella sua completezza (registrandone gli antecedenti, i partecipanti e le modalità di svolgimento in modo dettagliato), ma è indispensabile poter osservare lo stesso individuo in situazioni/contesti diversi o simili, in interazione con soggetti diversi. È importante non esprimere una valutazione basandosi sull’osservazione di un singolo episodio, in quanto questo non potrebbe essere per niente rappresentativo del comportamento usuale del bambino osservato.

1.2.2 Tempi e situazioni di osservazione

L’osservazione dei bambini nel normale contesto educativo è un compito complesso che richiede molto tempo. Una raccolta sistematica di osservazioni su tutti i bambini di un gruppo richiede un’accurata pianificazione, in modo che a tutti sia riservata la stessa quantità di attenzione in una varietà di situazioni diverse. Le situazioni di gioco negli spazi ampi e quelle più strutturate permettono di osservare le abilità di interazione dei bambini. Quando il bimbo gioca da solo, è utile osservare la complessità del gioco che è in grado di mettere in

rappresentazioni complicate delle azioni dei bambini, che l’approccio etologico ha insistito sull’uso di “microcategorie” nell’osservazione del comportamento infantile: secondo tale approccio, nell’osservazione del comportamento infantile doveva essere evitato l’uso di categorie interpretative come “socievolezza” o “aggressività”, limitandosi a registrare solo i comportamenti direttamente osservabili (come:“sta vicino ad un altro bambino” o “morde un altro bambino”). L’approccio evidenzia i rischi che si possono correre usando descrizioni del comportamento eccessivamente “soggettive” e quindi con poca validità scientifica. Tuttavia, i singoli comportamenti osservabili sono interessanti solo perché rappresentano indizi esterni di un qualche aspetto dello sviluppo e della competenza infantile. Non è quindi possibile stabilire se sia meglio utilizzare una serie di categorie “semplici” (che fanno riferimento ai comportamenti osservabili), o se convenga categorizzare il comportamento infantile in unità più complesse dotate di significato. Quando usiamo categorie complesse diventa cruciale la definizione che ne viene data: più è articolata e specifica, più protegge dal rischio di interpretazioni soggettive da parte dell’osservatore. Le categorie comportamentali complesse, come ad esempio il "gioco simbolico", sono utilizzate dagli studiosi per indagare lo sviluppo e la competenza infantile. Tuttavia, la definizione di queste categorie è cruciale per evitare interpretazioni soggettive da parte degli osservatori. È importante specificare se si fa riferimento all'uso di oggetti o se si vuole includere anche giochi simbolici senza oggetti, e se l'oggetto usato per "simbolizzare" qualcos'altro è simile o diverso dall'oggetto simbolizzato. Inoltre, è necessario distinguere se il bambino è impegnato in un gioco simbolico da solo o con altri, e se il gioco è semplice o complesso. L'obiettivo finale è che le categorie siano precise e affidabili, ovvero che uno stesso comportamento non possa essere classificato in categorie diverse e che due osservatori diversi lo codifichino allo stesso modo. Abbiamo definito la griglia di osservazione come insieme di descrizioni comportamentali legate da specifiche relazioni. Il tipo di relazione che intercorre tra i comportamenti che devono essere osservati definisce anche la tipologia a cui la griglia di osservazione appartiene, e possiamo distinguere tre tipologie:

  1. GLI SCHEMI DI CODIFICA
  2. LE CHECKLIST
  3. LE SCALE DI VALUTAZIONE

1.3.1. Gli schemi di codifica

Per costruire uno SCHEMA DI CODIFICA è necessario definire in modo chiaro i comportamenti da osservare, basandosi su una conoscenza delle linee di sviluppo e delle caratteristiche del fenomeno da indagare. La consultazione di schemi di codifica usati da altri ricercatori può essere utile per la costruzione di uno schema proprio. È importante notare che un comportamento può essere classificato da più schemi contemporaneamente, ma solo un osservatore esperto può prestare attenzione a tutti gli aspetti osservabili contemporaneamente. In questo caso, la videoregistrazione può essere un utile strumento per focalizzarsi su ogni aspetto del comportamento.

. Tuttavia, solo l’osservatore esperto è capace di prestare attenzione contemporaneamente ai diversi aspetti osservabili di un comportamento che si svolge sotto i suoi occhi: in questo caso la videoregistrazione è indispensabile, perché attraverso il filmato consente di focalizzarsi ogni volta su aspetti diversi, ottenendo una CODIFICA MULTIDIMENSIONALE. La codifica multidimensionale è un sistema che permette di ottenere una rappresentazione

complessa e dettagliata del comportamento umano. È composta da schemi che devono possedere tre caratteristiche fondamentali: le categorie devono codificare manifestazioni diverse della stessa variabile osservata, devono essere allo stesso livello di ampiezza e devono essere mutualmente esclusive. Inoltre, gli schemi possono essere organizzati in modo gerarchico.

1.3.2. Le checklist

Le CHECKLIST sono uno strumento utile per rilevare lo sviluppo di una competenza specifica e limitata. Sono composte da una serie di comportamenti descritti in ordine logico di sviluppo, e l'osservatore deve indicare la presenza o assenza di tali comportamenti nel bambino. È importante che i comportamenti siano differenziabili in modo chiaro e descritti in modo oggettivo Se vogliamo costruire una checklist sullo sviluppo delle competenze motorie dobbiamo innanzitutto conoscere le tappe principali dello sviluppo motorio, individuare i comportamenti che esemplificano meglio le competenze presenti in ogni tappa e poi descrivere tali azioni in termini di azioni che il bambino sa fare (e non che non sa fare). I maggiori vantaggi della checklist sono la sua facilità e rapidità d’uso: una volta identificati gli obiettivi che vogliamo raggiungere e descritti in modo chiaro i comportamenti osservabili, la sua compilazione è molto veloce. Lo svantaggio maggiore è che gli aspetti del comportamento infantile riducibili a checklist sono pochissimi.

1.3.3. Le scale di valutazione

Le SCALE DI VALUTAZIONE sono utilizzate quando l'ambito di sviluppo da osservare non è riconducibile a un singolo comportamento, ma è inferibile da un insieme di comportamenti diversi. In questo caso, l'osservatore registra la frequenza e l'intensità con cui i comportamenti si manifestano, e può anche esprimere un giudizio globale sulla competenza sottostante. Tuttavia, c'è il rischio di soggettività nel giudizio. A questo giudizio quantitativo di tipo analitico, possiamo sostituire un giudizio quantitativo di tipo globale, tramite il quale l’osservatore (dopo un periodo di osservazione) codifica in modo sintetico la frequenza con cui un certo comportamento si manifesta (es. “raramente”, “qualche volta”,“abbastanza spesso”, “molto spesso”). Come maggiore vantaggio abbiamo il risparmio di tempo, ma si presenta anche un grande rischio relativo all’inevitabile soggettività del giudizio che potrebbe creare problemi di attendibilità.

1.4 Principali tecniche di rivelazione del comportamento

L’osservazione può quindi assumere forme diverse a seconda degli scopi per cui viene programmata:

  1. in alcuni casi, la semplice COMPARSA DI UN COMPORTAMENTO è indice sufficiente per inferire la presenza di una competenza sottostante: se osserviamo un bambino di 14 mesi che afferra un cubetto di legno e lo porta all’orecchio iniziando a vocalizzare, possiamo inferire la presenza di una capacità di rappresentazione simbolica della realtà (gioca a parlare al telefono)
  2. in altri casi è rilevante la FREQUENZA con cui un comportamento si manifesta: la comparsa sporadica di comportamenti aggressivi potrebbe indicare la presenza di qualche tipo di disagio nel bambino che necessita di ulteriori approfondimenti

proprio modo di porsi in relazione con gli allievi; per analizzare i processi di apprendimento ecc. Le variabili che si prestano ad essere analizzate nei contesti educativi sono numerosissime, ma possono essere suddivise in due grandi classi:

  • LE VARIABILI RELATIVE AL CONTESTO EDUCATIVO
  • LE VARIABILI RELATIVE AL PROCESSO EDUCATIVO

2.1.1 Variabili relative al contesto

Le variabili di contesto che influenzano il processo educativo sono diverse, alcune sono direttamente osservabili, altre possono essere analizzate in modo indiretto attraverso interviste, questionari o autodescrizioni. All’interno del contesto educativo individuiamo tre soggetti principali: l’insegnante, l’allievo e il contesto della classe/scuola/comunità. L’osservazione delle “variabili di contesto” si propone di analizzare le caratteristiche principali di quei fattori che, interagendo tra loro, influenzano il processo educativo ed i risultati finali. Quando ad essere osservato è il BAMBINO , le caratteristiche osservabili sono molto numerose. A seconda della finalità conoscitive che l’educatore si pone, può essere necessario raccogliere informazioni sulla personalità del bambino, sulle sue competenze, sui suoi atteggiamenti e aspettative. Se l’educatore non conosce ancora i bambini che gli sono stati affidati, la sua osservazione sarà diretta all’approccio che i bambini hanno verso le situazioni che si verificano in classe. In altri casi l’educatore può essere interessato a conoscere le abilità di ciascun bambino relative ad una specifica area di sviluppo, al fine di organizzare attività mirate a potenziare/accrescere le capacità dei bambini in quella specifica area. In questo caso l’osservazione viene usata come fase che precede la programmazione dell’attività educativa o didattica e, dopo la realizzazione dell’attività prevista, l’educatore potrebbe voler osservare gli eventuali risultati raggiunti dai bambini mediante lo svolgimento dell’attività medesima. Per comprendere come l’osservazione possa essere usata per la conoscenza dei bambini, facciamo due esempi: Supponiamo di essere interessati a conoscere il livello di sviluppo linguistico di una classe appena affidataci.Questa informazione può esserci utile nel caso in cui volessimo proporre ai bambini attività che richiedono specifici livelli di sviluppo linguistico, ma anche per adottare in classe un linguaggio adatto al livello di sviluppo raggiunto dai piccoli. A tal fine l’insegnante potrà proporre agli allievi di raccontare un evento piacevole accaduto di recente e valutare la ricchezza del vocabolario, la complessità della struttura delle frasi, la correttezza fonologica della produzione ecc. Il secondo esempio fa riferimento all’osservazione che l’insegnante può condurre il primo giorno di inserimento del bambino al nido o all’asilo. Queste informazioni sono fondamentali per l’insegnante perché consentono di conoscere le modalità tipiche di interazione e comunicazione che il bambino ha con i genitori, le sue reazioni tipiche alle situazioni di disagio (come trovarsi in un ambiente nuovo o separarsi dalla madre). Quando il focus dell’attenzione è l’EDUCATORE , potrebbe essere interessante osservare i comportamenti che sono espressione della sua professionalità. È importante osservare quanto è sensibile ai segnali inviati dai bambini, se è capace di rispettare il piano di lavoro programmato ecc.; sarebbe interessante anche verificare tramite osservazione se le modalità comunicative utilizzate nella relazione con gli allievi siano adeguate al livello di sviluppo raggiunto dai bambini. Va ricordato che le caratteristiche dell’educatore sono influenzate dalle esperienze formative pregresse e dall’esperienza maturata con il lavoro, ma anche dalle aspettative e teorie implicite su infanzia e sviluppo.

Quando l’interesse è volto agli aspetti del CONTESTO CLASSE , l’osservazione si soffermerà ad analizzare gli aspetti di organizzazione degli spazi, degli orari, degli arredi, la ricchezza dei materiali didattici disponibili, che concorrono a facilitare o ostacolare il processo di insegnamento- apprendimento. L’organizzazione, la funzionalità e la qualità del contesto della classe, sono in parte influenzate anche dalle scelte effettuate a livello più generale dalla scuola e dalla collettività: come l’organizzazione e la dimensione della scuola, i fondi disponibili per il miglioramento della didattica, la composizione del tessuto sociale in cui la scuola è inserita, sono tutti elementi che possono incidere sull’organizzazione del contesto della classe e sulle risorse in esso disponibili. Per avere un’idea degli elementi che concorrono a determinare la qualità del contesto educativo, è utile fare riferimento alle dimensioni prese in considerazione dalla Scala di valutazione dell’asilo nido (SVANI): essa è composta da 35 items che valutano la qualità dei servizi educativi extradomestici per bambini fino ai tre anni. La SVANI prende in esame sette aree di interesse:

  • ARREDI E MATERIALI A DISPOSIZIONE DEI BAMBINI : l’osservazione in quest’area prende in esame gli arredi e i materiali necessari per la cura nei momenti di routine (pranzo e sonno). Anche gli arredi e i materiali a disposizione dei bambini nelle attività di apprendimento, nei momenti di relax e gioco libero, sono oggetto di osservazione.
  • CURE DI ROUTINE : l’osservazione è focalizzata sui modi in cui sono organizzati i momenti di routine, quali benvenuto, pasti/merende, sonno, cambi, educazione all’igiene.
  • ASCOLTARE E PARLARE : l’osservazione è focalizzata sulle stimolazioni di tipo verbale offerte dal contesto (numero di libri a disposizione per ciascun bambino, uso del linguaggio da parte degli insegnanti ecc.)
  • ATTIVITÀ DI APPRENDIMENTO : l’osservazione è focalizzata sulla disponibilità di materiale adatto all’età dei bambini e utile a stimolare lo sviluppo attraverso attività motorie e artistiche o mediante giochi di costruzione, finzione o attività in giardino
  • INTERAZIONE : l’osservazione intende verificare se le scelte relative all’organizzazione degli spazi e dei tempi favoriscono gli scambi tra pari e tra adulto e bambino. Vengono prese in esame anche le scelte di inserimento del bambino al nido.
  • ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ QUOTIDIANE : l’osservazione è focalizzata sull’orario che regola le attività di routine e quelle di gioco.
  • BISOGNO DEGLI ADULTI : l’osservazione si focalizza sulla disponibilità e sull’organizzazione degli spazi riservati agli educatori o ai genitori, sulle condizioni che favoriscono lo scambio di comunicazioni fra genitori ed educatori

2.1.2 Variabili relative al processo

Le variabili relative al processo educativo fanno riferimento alle interazioni che intervengono nel contesto educativo, fra comportamenti osservabili dell’educatore e quelli del bambino, fra quelli osservabili nell’interazione fra pari e fra comportamenti che caratterizzano le interazioni tra colleghi. L’attenzione non è rivolta alle caratteristiche dell’ambiente fisico o a quelle dei soggetti che partecipano al processo educativo, ma al processo educativo stesso. Quando osserviamo le interazioni tra EDUCATORE e BAMBINO , l’attenzione è rivolta alle modalità utilizzate dall’insegnante per gestire l’apprendimento e al modo in cui l’allievo partecipa a tali attività. In una situazione in cui l’insegnante guida il bambino nella ricerca di una soluzione ad un problema, possiamo prestare attenzione ai suggerimenti che offre, alle procedure correttive adottate, ai cambiamenti che i comportamenti dell’insegnante producono sul comportamento dell’allievo ecc. In una situazione di interazione tra ADULTO e BAMBINO al nido, possiamo analizzare le

L’osservazione delle caratteristiche presenti nel contesto, e di eventuali limiti entro i quali si può produrre cambiamento (es. risorse economiche della scuola), aiuterà a stabilire i livelli di cambiamento desiderati e le strategie attuabili per raggiungerli. Questo compito può essere facilitato dall’uso di una scala di valutazione per la qualità del contesto, la quale offre sia un indice numerico, sia indicazioni sulle caratteristiche del contesto considerate buoni indicatori di qualità. Queste informazioni offrono utili spunti sulle modifiche da apportare al contesto e sui cambiamenti a cui puntare, dopo aver considerato i limiti oggettivi imposti da alcune caratteristiche non facilmente o non direttamente modificabili dall’operatore: per esempio, nella scala SVANI viene considerato un buon indicatore di qualità il fatto che i bambini, almeno qualche volta a settimana, possano giocare all’aria aperta. La scala prevede anche che, ai fini di un’adeguata stimolazione verbale, sia messo a disposizione dei bambini un numero sufficiente di libretti (3 a testa); questo specifico obiettivo può essere raggiunto anche nel caso in cui le risorse finanziare non lo permettano: le maestre possono costruire da sole dei libretti, chiedere ai genitori di donare libri alla scuola ecc. L’osservazione, intesa come fase conoscitiva preliminare della programmazione:

  • è uno strumento indispensabile per la definizione degli obiettivi della programmazione stessa
  • può indirizzare l’educatore nella scelta delle metodologie e degli strumenti più adeguati per realizzarla
    • aiuta l’educatore a individuare i criteri di verifica e di valutazione del processo educativo stesso. L’uso dell’osservazione nella fase conclusiva della programmazione ha lo scopo di verificare i risultati dell’apprendimento o le modificazioni prodotte dall’intervento educativo. Le variabili prese in considerazione potranno riferirsi ai cambiamenti osservabili nel bambino, nell’educatore, nell’interazione fra i partecipanti al processo educativo, nel contesto. L’uso dell’osservazione ai fini della valutazione dei risultati, comporta che le informazioni raccolte vengano usate per evidenziare due diversi tipi di scarto:
    1. Lo SCARTO ESISTENTE tra le CARATTERISTICHE di alcune specifiche variabili rilevate prima dell’intervento e le stesse caratteristiche registrate al termine dell’intervento. Questo scarto fornisce indicazioni sui cambiamenti che le caratteristiche del comportamento analizzato hanno subito in seguito all’intervento. Maggiore è lo scarto, maggiore sarà stata la quantità di apprendimento.
  1. Lo SCARTO ESISTENTE tra i RISULTATI ATTES I e quelli PREVISTI. Questo indice è importante per la programmazione delle successive attività relative alla stessa area di intervento. L’indice ottenuto segnala che qualcosa, nell’ambito delle attività programmate, ha funzionato in modo diverso rispetto alle nostre aspettative.L’educatore è chiamato ad individuare a quale livello di è verificato l’intoppo e a porvi rimedio. Diverse cause possono produrre questo scarto:
    • l’educatore potrebbe aver commesso un errore nella valutazione iniziale delle caratteristiche del bambino
  • nella programmazione delle attività e nella previsione dei risultati potrebbero non essere stati tenuti in considerazioni alcuni ostacoli alla realizzazione dell’intervento non facilmente superabili
    • l’errore potrebbe essere causato da una stima errata del tempo necessario a produrre un cambiamento o dell’entità dei cambiamenti ottenibili. 2.3 L’osservazione negli incontri con i genitori L'osservazione può essere utilizzata anche per facilitare la comunicazione e la collaborazione tra genitori ed educatori. In questo caso, l'uso di materiale videoregistrato può essere di grande aiuto per presentare ai genitori il servizio e la sua organizzazione. Alcune scuole dell'infanzia organizzano incontri con i genitori prima dell'inserimento dei bambini, durante i quali viene mostrata una videoregistrazione che illustra le caratteristiche del servizio e le scelte educative adottate. Questo utilizzo dell'osservazione richiede un lavoro preliminare di preparazione del materiale e un'attenta

osservazione per identificare gli aspetti organizzativi e le scelte educative che garantiscono un buon livello di qualità del servizio. Questi incontri hanno lo scopo di far conoscere ai genitori il contesto in cui il bambino passerà parte delle sue giornate e di spiegare al genitore il motivo di particolari scelte educative. Tale impiego dell’osservazione richiede un attento lavoro preliminare di preparazione del materiale, preceduto da un’accurata osservazione che consenta di identificare gli aspetti organizzativi e le scelte educative che assicurano un buon livello di qualità del servizio. Gli educatori devono identificare, tramite un’attenta osservazione e discussione dei dati disponibili:

  1. Gli aspetti che caratterizzano l’organizzazione del servizio : spazi disponibili e le loro funzionalità, ritmi della giornata e loro funzionalità rispetto agli obiettivi del servizio, turni di personale
  2. Gli obiettivi educativi del servizio e le strategie programmate per il loro raggiungimento : organizzazione e funzione dei momenti di routine quali l’igiene, i parti o il sonno, regole che caratterizzano la vita di gruppo come quella di non portare giochi da casa se non si è disposti a condividerli con i compagni ecc.
  3. Sequenze di comportamenti o situazioni-tipo che dimostrino l’importanza delle scelte operative fatte : ad esempio, se gli educatori hanno constatato tramite osservazione che l’arrivo dei bambini in sezione quando l’attività di gioco strutturato è già iniziata ha l’effetto di ostacolare la concentrazione e di far diminuire l ’interesse per l’attività in corso, o di incrementare il livello di conflitto all’interno del gruppo, tali sequenze di comportamento vanno identificate e presentate ai genitori per giustificare la richiesta di puntualità al momento dell’ingresso Dato che la visione del filmato spinge i genitori a fare domande, è necessario che il filmato non duri più di 20 minuti,in modo da poter dedicare uno spazio adeguato anche alla discussione e alla riflessione su quanto emerso dalla proiezione. Un altro possibile impiego dell’osservazione come mezzo per fornire informazioni ai genitori è quello del “ DIARIO DI BORDO ”. Il diario di bordo è un mezzo utile per mantenere una comunicazione attiva con i genitori dei bambini. Ogni giorno, vengono annotate informazioni riguardanti i pasti, il sonno e le attività svolte dai bambini. Questo permette ai genitori di avere un resoconto dettagliato della giornata dei loro figli e di conoscere meglio le loro abitudini e il loro umore. Inoltre, il diario di bordo è uno stimolo per gli educatori a prestare attenzione alle richieste dei bambini e a valutare i loro progressi nelle diverse aree di sviluppo. È importante concordare con i genitori quali aspetti del comportamento del bambino includere nella descrizione del diario. Quella del diario di bordo è infatti una delle poche occasioni che i genitori hanno di conoscere il comportamento del bambino in loro assenza e in contesti extrafamiliari. La possibilità di usare il diario con tutte queste finalità è legata al modo in cui lo stesso viene annotato: sarebbe infatti opportuno disporre di uno schema da tener presente durante la compilazione. Disponendo di uno schema-tipo da seguire, l’educatrice potrà affinare le proprie capacità di osservazione cercando di attenersi il più possibile allo schema predisposto e confrontando le proprie descrizioni con quelle delle colleghe che operano nella stessa sezione. Soprattutto per quanto riguarda l’attività di gioco, sarebbe opportuno indicare ogni volta:
  • il tipo di attività proposta : area di sviluppo interessata, materiali, tempi, organizzazione dell’attività- le reazioni del bambino: approccio iniziale al gioco, livello di coinvolgimento e interesse, umore, comportamento di gioco prevalente o particolare
  • le interazioni del bambino con i pari e con l’educatrice L'osservazione può essere un utile strumento educativo anche negli incontri con i genitori. In particolare, può essere utilizzata per sviluppare e affinare le competenze genitoriali. Ad esempio,

le conoscenze e le abilità acquisite in una situazione emotivamente neutra alle interazioni reali che avranno con i loro bambini. L'addestramento con video-feedback è una tipologia di intervento individuale, che si differenzia dall'addestramento di gruppo per due motivi: viene utilizzato un approccio psicoterapeutico e si basa sull'osservazione di sequenze videoregistrate della coppia genitore-bambino. Anche in questo caso, si procede con l'analisi dei comportamenti della coppia e l'associazione di informazioni teoriche per migliorare la relazione tra genitore e figlio. Un esempio che si può osservare è l’esperimento realizzato dall’Università di Bari: L’intervento è suddiviso in 5 sessioni, ognuna delle quali affronta un tema diverso:

  1. Nel primo incontro ai genitori viene consegnata una piccola dispensa contenente alcune informazioni teoriche sulla sensibilità materna e sul ruolo che essa riveste nello sviluppo del bambino. Al genitore si chiede di giocare con il bambino con giochi nuovi proposti dall’educatore (questo evita che la madre si senta in difficoltà nel dover inventare qualcosa e contribuisce a catturare maggiormente l’attenzione del bambino). Questa videoregistrazione di 20 minuti viene usata nell’incontro successivo.
    1. Il secondo incontro , effettuato ad una distanza di una settimana dal primo, si concentra sulla visione della videoregistrazione del primo incontro. Si comincia a parlare del bambino mentre si visiona il filmato. L’educatore sottolinea i segnali emessi dal bambino e chiede al genitore di interpretarli. L’incontro termina con la videoregistrazione dei comportamenti che saranno oggetto di discussione nell’incontro successivo: alla madre viene chiesta la disponibilità di lasciarsi videoregistrare mentre fa il bagno al piccolo.
  2. Il terzo incontro inizia con la visione del video del momento del bagno. L’educatore evidenzia i segnali di benessere e disagio del piccolo e invita il genitore a fare lo stesso. Viene poi predisposta la videoregistrazione da usare nell’incontro successivo, che ha come tema “Il gioco del cucù e il gioco libero”. Al genitore viene consegnato un foglio informativo sul bisogno del bimbo di sentirsi compreso dal genitore e sicuro in sua presenza.
  3. Il quarto incontro è dedicato ai feedback sulle risposte adeguate emesse dal genitore in risposta ai segnali del bambino. Vengono rivisti gli spezzoni di filmato nei quali ad un segnale del bimbo ha fatto seguito una risposta adeguata da parte del genitore, che ha prodotto nel bambino una reazione piacevole (es. bimbopiange, mamma lo prende in braccio, bimbo smette). L’incontro termina con la registrazione di una situazione simile a quella filmata nell’incontro precedente, al fine di evidenziare eventuali cambiamenti di intervento avvenuti grazie alla discussione.
  4. Nell’ ultimo incontro la discussione del filmato è centrata sulle sequenze in cui il bambino manifesta un’emozione, alla quale segue una risposta della madre. Vi è inoltre la possibilità di usare dei video-feedback anche con le insegnanti di sostegno che trovano difficile interpretare alcuni segnali del bimbo. Può accadere, infatti, che un bambino con handicap sia portato a sviluppare modalità di comunicazione particolari e non sempre di facile comprensione e codifica. In questi casi la visione del filmato può aiutare a comprendere meglio la situazione del bambino e a sviluppare strategie di intervento più mirate. 2.4. L’osservazione come strumento di formazione L’uso della formazione nell’ambito della formazione di insegnanti, educatori e operatori si pone due obiettivi di base:
  5. Sviluppare la capacità di osservare
  6. Favorire l’acquisizione di competenze professionali attraverso l’osservazione di situazioni reali o simulate

2.4.1. Apprendere osservando L’apprendimento tramite osservazione è la prima esperienza “sul campo” che viene proposta ai tirocinanti che si preparano a diventare educatori, insegnanti o operatori che affiancano tali figure. In tutti questi casi, la persona informazione necessita, prima di tutto, di conoscere il contesto educativo nel quale si troverà ad operare: dovrà conoscere quali sono i ritmi che scandiscono la giornata al nido, all’asilo, in una classe elementare o in una comunità di giovani; dovrà farsi un’idea delle diverse modalità educative messe in atto dagli insegnanti nello stesso contesto e dovrà abituarsi a cogliere le relazioni che esistono tra le strategie educative adottate dagli educatori e le reazioni degli allievi a tali proposte. L’apprendimento per osservazione può essere attuato in forme diverse: a. Una prima possibilità è quella di esaminare la documentazione delle proposte educative già realizzate dagli educatori che operano nella struttura nella quale si sta svolgendo l’osservazione. A questo fine, quasi tutti gli asili nido e scuole dell’infanzia dispongono di un’ampia documentazione delle attività svolte nel corso degli anni scolastici. Tali documentazioni possono assumere forme diverse (cartelloni, raccolte di foto, videoregistrazioni ecc.) a seconda della creatività, competenza e impegno degli educatori che vi hanno lavorato. In alcuni casi, oltre alla documentazione delle attività svolte, si dispone di una videoteca strutturata, destinata agli educatori in formazione. Alcune scuole dispongono di videoregistrazioni finalizzate a stimolare una riflessione su specifiche strategie educative, sulle motivazioni che hanno portato ad adottarle e sui risultati ottenuti dalla loro realizzazione. Questi materiali contribuiscono alla formazione dell’educatore solo se questi ha la possibilità di riflettere, assieme ad esperti, sugli elementi costitutivi della situazione educativa studiata (quindi i soggetti del processo educativo, sugli elementi materiali e sulle finalità pedagogiche),sull’importanza e sul significato di alcune scelte organizzative e sulla compatibilità di tali proposte con le proprie convinzioni o rappresentazioni circa la validità di specifiche strategie educative. b. L’addestramento può avvenire mediante l’osservazione di un modello (es. il tutor). Questa soluzione offre vantaggi, ma anche svantaggi, poiché l'allievo potrà osservare solo le abilità professionali del tutor, influenzate dai suoi atteggiamenti e stili di personalità. Ciò può portare ad una conoscenza parziale delle competenze da acquisire e ad una chiusura ad approcci nuovi. Una modalità di formazione attraverso osservazione che può ridurre questi rischi, prevede la suddivisione del processo di formazione in quattro fasi diverse:

  1. PREPARAZIONE TEORICA : che deve fornire la cornice teorica relativa ad ogni specifica abilità professionale da acquisire o perfezionare. Si tratta quindi di risultati più importanti delle ricerche relative alle competenze da acquisire e alla descrizione dei comportamenti specifici che costituiscono validi indicatori delle competenze stesse.
  2. OSSERVAZIONE ED IDENTIFICAZIONE DELLE ABILITÀ il soggetto dovrebbe essere aiutato ad identificare, nelle situazioni osservate, le competenze professionali di interesse, le loro componenti comportamentali, i vantaggi e gli svantaggi che l’uso di tali abilità comporta nei diversi contesti presi in esame. L’uso delle videoregistrazioni è utile in quando permette al soggetto in esame di rivedere più volte il filmato (anche assieme al tutor) potendo cogliere nei comportamenti esaminati una moltitudine di sfumature che potrebbero altrimenti sfuggire, e ancora la videoregistrazione potrebbe essere preparata da chi organizza la formazione in modo tale che riproponga le modalità e i contesti più svariati nei quali l’abilità da acquisire può manifestarsi.
  3. ESPERIENZA DIRETTA : il tirocinante prende parte attivamente ad un intervento educativo che

a una "miopia" dell'osservatore per alcuni aspetti specifici della situazione. Questi errori possono essere superati attraverso la discussione e la presa di coscienza delle cause che li hanno determinati.

3- STRUMENTI PER L’OSSERVAZIONE DEL GIOCO

3.1. L'importanza del gioco nella prima infanzia

Nella scuola dell'infanzia, il gioco assume un ruolo fondamentale per lo sviluppo dei bambini. Durante i primi anni di vita, i bambini passano la maggior parte del tempo a giocare ed esplorare, sviluppando abilità comportamentali e cognitive. Il gioco permette loro di interagire con la realtà circostante e di organizzare sequenze sempre più complesse. Inoltre, il gioco simbolico e di finzione si sviluppa parallelamente ad altre abilità cognitive come il linguaggio e la risoluzione dei problemi. Durante la prima infanzia, si possono individuare tre fasi del gioco che corrispondono a trasformazioni cognitive: la FASE DI DECENTRAMENTO , in cui i bambini producono atti di finzione rivolti alla realtà esterna; la FASE DI DECONTESTUALIZZAZIONE , in cui il gioco di finzione diventa sempre più indipendente dal supporto ambientale; e la FASE DI INTEGRAZIONE , in cui si sviluppano attività di gioco organizzate sequenzialmente e gerarchicamente. Queste fasi sono importanti per valutare lo sviluppo dei bambini e possono essere utilizzate per favorire il loro funzionamento cognitivo. Per valutare il comportamento di gioco nella prima infanzia, è possibile utilizzare l'osservazione e l'analisi del gioco con oggetti. Questo permette di individuare sequenze di sviluppo sistematiche e di comprendere la relazione tra il gioco e altre competenze cognitive. Inoltre, l'osservazione del gioco può essere utile per favorire il funzionamento cognitivo dei bambini attraverso specifiche modalità di intervento.

3.2. L'osservazione del gioco nella scuola dell'infanzia

Nella scuola dell'infanzia, le occasioni di gioco sono molteplici e possono essere utilizzate per osservare il comportamento dei bambini. Tuttavia, è importante considerare il tipo di materiali a disposizione, che influisce sul tipo di gioco che i bambini possono svolgere. Inoltre, per favorire la comparsa di giochi collaborativi, è consigliabile limitare l'ampiezza del gruppo di bambini che ha accesso a un certo tipo di materiale. Con i bambini sotto i tre anni, l'osservazione del gioco dovrebbe essere condotta in modo individuale, proponendo vari tipi di giocattoli e osservando l'utilizzo spontaneo o su imitazione. Le strategie sviluppate al fine di poter valutare il comportamento precoce di gioco con oggetti, sono raggruppabili in due categorie:

  1. la prima fa riferimento all'osservazione non intrusiva del comportamento di gioco libero dei bambini. In questa categoria, le varie strategie utilizzate possono variare per il grado in cui le osservazioni vengono condotte in ambienti naturali piuttosto che strutturati. Esistono due principali approcci per osservare il comportamento di gioco dei bambini: l'approccio NATURALISTICO (il bambino viene osservato mentre gioca con i propri giocattoli in un ambiente familiare, senza essere influenzato dalla presenza dell'osservatore) e quello STRUTTURATO (l'osservazione avviene in un ambiente appositamente predisposto e il bambino viene presentato a una serie di oggetti specifici). Entrambi gli approcci hanno vantaggi diversi, ma entrambi sono utili per comprendere il comportamento di gioco dei bambini.

L'approccio strutturato permette di limitare le influenze esterne sul comportamento di gioco dei bambini, in modo da poter osservare le differenze individuali in modo più accurato. Inoltre, un ambiente strutturato può essere utile per stimolare atti di gioco più elaborati nei bambini che non hanno accesso a materiale stimolante. Questo approccio è particolarmente utile per progettare programmi educativi e di intervento mirati per singoli bambini o gruppi. L'approccio naturalistico permette di osservare il comportamento di gioco dei bambini nel loro ambiente quotidiano, senza influenzarli in alcun modo. Questo è importante per comprendere il ruolo del gioco nello sviluppo delle abilità e dei concetti nei bambini. Inoltre, questo tipo di osservazione è fondamentale per progettare programmi educativi e di intervento mirati per singoli bambini o gruppi.

3.3. Il gioco spontaneo

L'osservazione del comportamento di gioco libero, sia in contesti naturali che strutturati, può essere condotta seguendo procedure diverse:

  1. La procedura sviluppata da Rubenstein e Howes è di tipo strettamente naturalistico: l'osservatore deve evitare sia di stimolare il bambino al gioco che di introdurre e proporre nuovi giocattoli in alternativa al materiale usato spontaneamente dal bambino. Ogni atto di gioco è classificato sulla base di una scala a 5 livelli, di complessità crescente, che è utile nell'osservazione di bambini di età compresa tra 8 e 30 mesi. Le categorie incluse sono:
  • CONTATTO ORALE (portare l'oggetto alla bocca)
  • CONTATTO TATTILE PASSIVO (tenere in mano l'oggetto)
  • MANIPOLAZIONE ATTIVA (es. scuotere l'oggetto)
  • SFRUTTAMENTO DELLE PROPRIETÀ TIPICHE DI UN OGGETTO es. far suonare il campanello)
  • GIOCO CREATIVO O IMMAGINATIVO (es. far finta che un astuccio sia un telefono)
  1. La procedura sviluppata da Morgan, Harmon e Bennet è indirizzata alla valutazione del comportamento di gioco di bambini di età compresa tra 8 e 24 mesi e prevede l'osservazione di 40 minuti di gioco libero in presenza di un set standardizzato di giocattoli. Ogni 24 secondi l'osservatore deve registrare il più elevato livello di gioco osservato, sulla base di 6 categorie raggruppate in 3 livelli: A. ESPLORAZIONE PASSIVA :
  • sguardo all'oggetto
  • contatto minimo con l'oggetto
  • esplorazione orale dell'oggetto B. GIOCO ATTIVO :
  • esplorazione manuale attiva dell'oggetto C. GIOCO DI LIVELLO ELEVATO
  • utilizzo convenzionale o funzionale dell'oggetto
  • gioco di finzione Queste due procedure sono rivolte quindi alla valutazione del comportamento esplorativo tipico del periodo senso-motorio
  1. La tecnica usata da McCune Nicolich è stata ideata allo scopo di esaminare più nel dettaglio il gioco simbolico presente nei bambini più grandi (tra 15 e 30 mesi). La procedura prevede l'osservazione di 30 minuti di gioco libero con una serie di 36 oggetti che favoriscono attività simboliche e giochi di ruolo che evocano situazioni di routine familiare. L'attività di gioco simbolico osservata dal momento in cui il bambino entra in contatto con l'oggetto fino a quando la sua attenzione non è più focalizzata su di esso, viene direttamente classificata sulla base di una griglia di codifica che include 5 macrocategorie comportamentali:
  • SCHEMI PRESIMBOLICI SEMPLICI : il bambino riconosce l'uso corretto degli oggetti (es.

attuazione e permette di minimizzare l'influenza che l'osservatore può avere sul comportamento di gioco del bambino.

  1. La decisione di usare strategie di valutazione strutturate in modo da includere fasi di modellamento in cui l'esaminatore deve per forza interagire con il bambino, nasce dalla convinzione che i giochi di finzione di basso livello osservabili durante il gioco libero non siano rappresentativi delle effettive abilità possedute dai bambini. Solo una valutazione del comportamento di tipo multidimensionale può favorire una più profonda e completa comprensione del funzionamento del bambino. 4- STRUMENTI PER L’OSSERVAZIONE DEL COMPORTAMENTO SOCIALE

4.1. La competenza sociale nell'interazione tra pari

La COMPETENZA SOCIALE è la capacità di raggiungere obiettivi personali nelle interazioni sociali e di mantenere relazioni positive con gli altri. Essa è formata da " abilità ", le quali fanno riferimento a specifici comportamenti che possono avere luogo nelle interazioni sociali. Lo SVILUPPO SOCIALE è l'insieme delle modificazioni che ciascuna abilità subisce nel corso dello sviluppo. Nella psicologia dello sviluppo le INTERAZIONI SOCIALI tra pari sono quelle che avvengono tra bambini della stessa età o più in generale tra bambini. Queste interazioni sono fondamentali per lo sviluppo sociale dei bambini e possono essere osservate fin dai primi mesi di vita. La scuola dell'infanzia è un ambiente privilegiato per lo studio di queste interazioni, poiché i bambini hanno la possibilità di interagire con i loro coetanei in modo prolungato e familiare. L'osservazione del comportamento sociale è uno strumento fondamentale per comprendere le abilità sociali dei bambini. Un metodo semplice per rilevare queste abilità è quello di annotare la frequenza dei contatti sociali che ogni bambino ha con i compagni. È importante ripetere l'osservazione in situazioni diverse per ottenere informazioni più complete. È anche utile distinguere tra comportamenti sociali positivi e negativi per avere una visione più completa del comportamento sociale dei bambini. Nei primi anni di vita gli oggetti rivestono un ruolo di mediatori nelle interazioni sociali: un bambino interagisce con il compagno toccando l'oggetto con cui l'altro sta giocando, passendoglielo, indicandoglielo. A queste prime forme di interazione seguono forme di gioco in cooperazione sempre più complesse, fino ad arrivare alla capacità di impegnarsi con gli altri in giochi dotati di regole. I bambini " socialmente competenti " mostrano numerose abilità che li aiutano nell'instaurare e mantenere interazioni sociali positive con i pari:

  • sanno inserirsi senza essere respinti in un gruppo di compagni che è già impegnato in un'attività di gioco
  • sanno rispettare il proprio turno di gioco e di parola
  • sanno risolvere in modo positivo i conflitti
  • esibiscono comportamenti di aiuto nei confronti dei compagni in difficoltà Alcuni bambini sviluppano queste abilità in modo naturale, grazie alle caratteristiche familiari o

temperamentali; altri invece devono essere aiutati a svilupparle.

4.2. La rilevazione del "tasso di interazione"

Il TASSO DI INTERAZIONE è un indicatore che permette di distinguere tra i bambini che hanno frequenti contatti sociali e quelli che invece si trovano in una condizione di isolamento rispetto ai pari. Questo indicatore si basa sulla frequenza di comportamenti sociali positivi e negativi di ogni bambino e può essere utile per individuare i bambini che necessitano di un aiuto per sviluppare le proprie abilità sociali. È utile distinguere tra comportamenti sociali

  • Positivi : includono scambio di oggetti, imitazione reciproca, giocare insieme, scambiarsi emozioni positive come il sorriso o gesti affettuosi come gli abbracci
  • Negativi : includono la sottrazione di oggetti, il rifiuto di cooperare, l'interferenza distruttiva nelle attività altrui e in generale manifestazioni verbali e non verbali di aggressività (come insultare o colpire un compagno). Il passo successivo potrebbe essere quello di analizzare in modo più dettagliato la natura dei contatti sociali che intervengono tra i bambini e i tipi di comportamenti che questi mettono in atto quando stanno "per conto loro". Possiamo raggiungere questo obiettivo tramite l'uso di uno schema di codifica focalizzato sulla natura del gioco che i bambini sono capaci di intraprendere da soli o insieme ai compagni.

4.3. Il gioco sociale

Il gioco sociale è un aspetto fondamentale nello sviluppo dei bambini e può assumere diverse forme. Secondo la Parten, il gioco tra bambini può essere: PARALLELO il bambino gioca vicino ad un compagno, spesso usando lo stesso tipo di materiale, ma la sua attività è indipendente da quella del compagno ASSOCIATIVO due bambini giocano insieme, ma i loro scopi possono differire e non c'è una reale cooperazione in vista di uno scopo comune COOPERATIVO esiste un'organizzazione sottostante al gioco, condivisa dai partecipanti, che spesso comporta una differenziazione dei ruoli Inoltre, è importante considerare anche il gioco imitativo e la complessità cognitiva del gioco intrapreso dai bambini. È inoltre importante rilevare se il bambino passa il tempo vagando senza meta, osservando i compagni senza riuscire a inserirsi nel loro gioco o impegnandosi in attività solitarie.

4.4. La rilevazione dei comportamenti prosociali

I COMPORTAMENTI PROSOCIALI sono azioni che hanno come fine quello di aiutare o produrre beneficio nell'altro, senza aspettarsi ricompense esterne. La principale componente cognitiva di tali comportamenti consiste nella capacità di riconoscere gli stati emotivi dell'altro, prerequisito fondamentale per l'empatia. La lettura empatica degli stati emotivi altrui, può tuttavia non condurre direttamente alla comparsa di comportamenti prosociali: il bambino, infatti, potrebbe non sapere quali comportamenti mettere in atto per aiutare o produrre beneficio nel compagno. Per sviluppare un programma di educazione al comportamento prosociale può essere utile rilevare quali siano le MANIFESTAZIONI SPONTANEE di tale comportamento. Uno schema di codifica