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Ovidio e Livio + testi, Appunti di Latino

Appunti completi su Ovidio e Livio, più i seguenti testi: “T2 in amore vince chi inganna”, “T4 Apollo e Dafne”, “T5 Narciso innamorato di sè stesso” “T7 Pigmalione” “T5 La punizione di Tarpea”, “T6 Lucrezia”, “T8 Annibale” + Muzio Scevola

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 10/12/2022

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giada-arcarisi 🇮🇹

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Ovidio
LE HEROIDES (le Eroine)
La seconda opera di Ovidio è una raccolta in versi elegiaci di 21 lettere fittizie.!
In queste lettere alcune protagoniste del mito, si volgono per iscritto ai propri amati, raccontando in
prima persona le proprie sofferenze d’amore.!
Nelle prime 15 epistole troviamo delle lettere singole scritte dall’eroine ai loro uomini, come per
esempio, quella di Penelope a Ulisse o quella di Didone a Enea.!
Le altre 6, sono state aggiunte nella seconda edizione dell’opera, sono delle coppie di lettere di due
innamorati, come per esempio, quella di Paride ed Elena, Aconzio e Cidippe, Ero e Leandro.!
Nelle Heroides emerge non sono l’amore ma anche un altro grande tema della poesia: il mito
greco, il quale riscritto poi in modo originale sarà il centro delle metamorfosi.!
Le Heroides ci presentano le protagoniste del mito in una prospettiva nuova ,differente, particolare.
Le donne, quasi tutte di stirpe regale o divina diventano donne comuni, ovvero provano anch’esse
sentimenti del tutto umani proprio come il dolore. !
Queste lettere rivelano la grande cultura letteraria e anche l’abilità poetica di Ovidio infatti sono
presenti molte allusioni e citazioni letterarie spesso anche ironiche anche se molti dei componimenti
sembrano riprendere il genere retorico delle sausoraie ovvero dei discorsi scritti come esercitazioni
retoriche nelle quali ci si indirizzava a personaggi del mito per persuaderli o dissuaderli riguardo a
scelte cruciali.!
ARS AMATORIA!
È un’opera organizzata in 3 libri con un totale di 2300 versi elegiaci pubblicata tra l’1 aC e l’1 dC.!
Proprio come negli amores Ovidio parla in prima persona presentandosi al pubblico come il
precettore dell’arte di amare, come colui che dopo tanti anni di avventure d’amore vuole insegnare
l’arte della seduzione.!
L’ars amatoria si mostra come un manuale teorico pratico. A Roma esistevano già libri di Ars
rhetorica e Ars poetica destinati a trasmettere un sapere tecnico (nulla è meno prevedibile e tecnico
dell’amore) infatti la novità assoluta è stata l’idea di ridurre ad “arte”i giochi irrazionali e imprevedibili
dell’amore.!
Ovidio si ispirò per esempio a opere greche di argomento simile come i frammenti di “un’arte
d’amare“ della poetessa Filenide di Samo, ritroviamo insegnamenti di natura amorosa anche nella
poesia elegiaca greca e negli epigrammi erotici dei poeti ellenistici.!
Ovidio ci dà una visione dell’amore diversa da quella della poesia erotica tradizionale perché
l’amore secondo lui è sinonimo di piacere e di leggerezza quindi un’esperienza svincolata da ogni
morale.!
La sua “arte di amare” in realtà è “l’arte di sedurre”. !
Lo scopo principale di una persona esperta in amore (esperto d’amore) e infatti di riuscire a sedurre
in qualsiasi circostanza, riuscire a conquistare un amante vincendo la propria battaglia e infine
riuscire a tenerla legata a sé. !
Secondo Ovidio alla fine della conquista non ci sarà un grande amore o un unione stabile ma!
troveremo amori sempre nuovi per ricominciare il gioco.!
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Ovidio

LE HEROIDES (le Eroine) La seconda opera di Ovidio è una raccolta in versi elegiaci di 21 lettere fittizie. In queste lettere alcune protagoniste del mito, si volgono per iscritto ai propri amati, raccontando in prima persona le proprie sofferenze d’amore. Nelle prime 15 epistole troviamo delle lettere singole scritte dall’eroine ai loro uomini, come per esempio, quella di Penelope a Ulisse o quella di Didone a Enea. Le altre 6, sono state aggiunte nella seconda edizione dell’opera, sono delle coppie di lettere di due innamorati, come per esempio, quella di Paride ed Elena, Aconzio e Cidippe, Ero e Leandro. Nelle Heroides emerge non sono l’amore ma anche un altro grande tema della poesia: il mito greco , il quale riscritto poi in modo originale sarà il centro delle metamorfosi. Le Heroides ci presentano le protagoniste del mito in una prospettiva nuova ,differente, particolare. Le donne, quasi tutte di stirpe regale o divina diventano donne comuni, ovvero provano anch’esse sentimenti del tutto umani proprio come il dolore. Queste lettere rivelano la grande cultura letteraria e anche l’abilità poetica di Ovidio infatti sono presenti molte allusioni e citazioni letterarie spesso anche ironiche anche se molti dei componimenti sembrano riprendere il genere retorico delle sausoraie ovvero dei discorsi scritti come esercitazioni retoriche nelle quali ci si indirizzava a personaggi del mito per persuaderli o dissuaderli riguardo a scelte cruciali. ARS AMATORIA È un’opera organizzata in 3 libri con un totale di 2300 versi elegiaci pubblicata tra l’1 aC e l’1 dC. Proprio come negli amores Ovidio parla in prima persona presentandosi al pubblico come il precettore dell’arte di amare, come colui che dopo tanti anni di avventure d’amore vuole insegnare l’arte della seduzione. L’ars amatoria si mostra come un manuale teorico pratico. A Roma esistevano già libri di Ars rhetorica e Ars poetica destinati a trasmettere un sapere tecnico (nulla è meno prevedibile e tecnico dell’amore) infatti la novità assoluta è stata l’idea di ridurre ad “arte”i giochi irrazionali e imprevedibili dell’amore. Ovidio si ispirò per esempio a opere greche di argomento simile come i frammenti di “un’arte d’amare“ della poetessa Filenide di Samo, ritroviamo insegnamenti di natura amorosa anche nella poesia elegiaca greca e negli epigrammi erotici dei poeti ellenistici. Ovidio ci dà una visione dell’amore diversa da quella della poesia erotica tradizionale perché l’amore secondo lui è sinonimo di piacere e di leggerezza quindi un’esperienza svincolata da ogni morale. La sua “arte di amare” in realtà è “l’arte di sedurre”. Lo scopo principale di una persona esperta in amore (esperto d’amore) e infatti di riuscire a sedurre in qualsiasi circostanza, riuscire a conquistare un amante vincendo la propria battaglia e infine riuscire a tenerla legata a sé. Secondo Ovidio alla fine della conquista non ci sarà un grande amore o un unione stabile ma troveremo amori sempre nuovi per ricominciare il gioco.

libro I Ovidio spiega come conquistare un amante. Il seduttore “apre la caccia” frequentando teatri alla ricerca di delle “prede” , per poi cercare di convincere qualsiasi bellezza diffidente ad accettare il corteggiamento. Da qui iniziano molti consigli da parte di Ovidio, come per esempio, diventare amica della servetta della ragazza, per avere un complice/alleato, aspettare il momento giusto, scriverle delle lettere, riempirla di regali, essere assidui e insistenti ma allo stesso tempo scomparire al momento giusto. libro II Spiega come rendere duraturo l’amore dicendo che i due innamorati devono evitare di litigare (perché il litigare é la dote delle mogli) bisogna dedicarsi continue attenzioni, bisogna recitare, bisogna fingere un po’, evitare la noia ma soprattutto ricordarsi che la natura dell’amore è effimera. libro III È rivolto alle donne e capovolge la prospettiva, Ovidio sveste i panni del seduttore e offre alla donna la possibilità di battersi ad armi pari con l’altro sesso, dando consigli su come valorizzare la bellezza e ogni altra arma di seduzione. Gli insegnamenti però spesso vengono interrotti da digressioni di argomento mitico, che raccontano le vicende di alcune eroine della mitologia e delle loro passioni felici o soddisfatte. LE METAMORFOSI È un poema epico-mitologico in esametri, quindi di argomento mitico, suddiviso in 15 libri Incentrato sul tema della metamorfosi ovvero della trasformazione. L’opera venne terminata quando Ovidio fu condannato all’esilio nell’8 d.C. Nella metamorfosi i temi e gli eroi del mito greco assumono una vita nuova e piena di passioni. Molto importante è il fatto che si manifesti un’altra faccia di Ovidio : non più sono un poeta d’amore ma anche narratore , un narratore capace di raccontare una sequenza infinita di episodi, collegandoli in una struttura continua in modo tale che alla fine anche i miti più diversi e lontani si trovano fusi insieme in un unica cornice. La cornice dell’opera cioè la prospettiva con cui si guarda al mito, è la metamorfosi : quindi il cambiamento di forma di un essere umano in qualcos’altro (forma per cui un essere umano alla fine di fortunate vicende viene, spesso per pietà, trasformato dagli dei in un animale, in una pianta o in una costellazione) In epoca ellenistica racconti sulle metamorfosi divenne un vero e proprio genere letterario “I Metamorfosi” Le metamorfosi raccontano dalle origini del mondo, il principio fu il caos poi seguono il corso della storia dell’umanità come ad esempio il diluvio provocato da Zeus annientare il genere umano E poi la più antica metamorfosi inserita a incastro nella vicenda di Deucalione e Pirra, Più altri racconti nel racconto e infine si conclude con una digressione filosofica (Pitagora predica la necessità del mutamento) e finisce con le lodi a Cesare e ad Augusto. Lo stile di Ovidio a volte è accelerato e drammatico a volte sottile ironia, in altre si abbandona a descrivere scene fiorite, piene di colori ed i dettagli, quindi animati da una fantasia ricchissima. Gli esametri corrono eleganti e armoniosi.

nelle metamorfosi) l’ambientazione rimane a Cipro, ma Pigmalione diventa un artigiano che, disgustato dei vizi delle donne, decide di creare la compagna perfetta, secondo lui l’unico modo per creare una donna perfetta e scolpirne una senza difetti nei vizi, una statua( blocco di candido avorio)di rara bellezza, di cui finisce per innamorarsi, la riempie di amore, le offre doni ed è più bella di qualsiasi altra donna che sembra una donna viva (l’arte quindi si nasconde) La vera arte si rivela come arte? No ma riesce a sembrare comunque qualcosa di spontaneo, l’arte non si limita ad imitare la natura ma, un artista può creare qualcosa di più bello (superiorità dell’arte sulla natura) L’aspetto più originale della lavorazione di Ovidio sta nel fatto che alla fine, su preghiera dello stesso Pigmalione, Che da Venere, di dare vita alla sua statua, tornato a casa è diventata viva, la dea Venere a pietà di lui e trasformata stato in una donna vera, coronando il loro amore felice. EFFETTO PIGMALIONE= Modo sbagliato di insegnare, plasmare qualcuno a livello morale: non lo aiuta a sviluppare le sue caratteristiche ma lo indirizza fortemente, lo influenza.

Livio

Tito Livio (cognome ignoto), si dedica alla missione di raccogliere la memoria di Roma. Nacque a Patavium (Padova) nel 59 a.C., gli antichi gli riconoscevano una certa patavinitas (padovanità) nel modo di esprimersi (non si sa se alludessero all’accento tipico di quella zona del Veneto o all’atteggiamento conservatore che emerge dalla sua opera). La sua famiglia faceva parte della classe dirigente repubblicana (agiata, importante e famosa). Definito un ‘artista della storia’, la sua opera può essere letta su un duplice livello: -fonte storica per conoscere l’età repubblicana -opera di letteratura di grande cura ed elaborazione formale. Livio grande sostenitore della res pubblica, costituzione che considerava la forza di Roma. rapporti cordiali con Augusto; vita di un letterato dedito ai suoi studi. Morì nel 17 d.C. Gli AB URBE CONDITA libri(=dalla fondazione): chiamati anche Annales o Historiae Narrano la storia di Roma in 142 libri (dalla fondazione all’età contemporanea, fine nel 9 a.C.). Di questi 149 libri ne rimangono solo 35 : (Un quarto dell’opera) -I primi 10 (I-X) che raccontano fondazione di Roma, epoca regia e fase più antica della storia repubblicana fino alle guerre sannitiche (293 a.C.). -I libri XXI-XLV, che narrano un periodo decisivo della storia romana (inizio seconda guerra punica, 218 a.C., fino al 167 a.C., anno della vittoria a Pidna nella terza guerra macedonica). Opera gigantesca, difficile da padroneggiare e conservare, fatti riassunti libro per libro chiamati Periochae =sommario) che abbiamo ancora oggi. Iniziò a scriverli dopo il 30 a.C. Fino alla sua morte. Libri divisi in gruppi di 10 (decadi) o 5 (pentadi) pubblicati a mano a mano. Contenuto libri superstiti: -la prima decade= le origini: libro I ripercorre la storia del periodo monarchico e termina con la cacciata di Tarquinio il superbo e l’instaurazione della repubblica. Libri II-X primo periodo repubblicano (lotte contro latini ,etruschi e Volsci e saccheggio di Roma dai galli, guerre contro i sanniti) descrive con orgoglio i valori che fecero grande Roma (libertas, purezza

dei costumi ,lealtà, solidarietà, senso di dovere, spirito di sacrificio, onore), descrizione nostalgica e idealizzata.

  • La terza decade= Annibale alle porte (perduti): guerra contro Pirro e prima guerra punica; drammatica seconda guerra punica, quando Roma vide il baratro ma si riprese con la vittoria nella battaglia di Zama. I libri XXXI-XLV= conflitti con i regni ellenistici di macedonia e Siria fino alla vittoria sul re macedone Perseo a Pidna, egemonia di Roma sul mondo greco. Libri XLVI-CXLII= (perduti): i fatti dal 166 al 9 a.C. I temi e il metodo: il suo unico interesse è la storia di Roma , che solo a un certo punto s'incrociò con le grandi strade della storia internazionale (guerre contro Cartagine). Le piccole guerre locali ottengono la stessa attenzione di quelle contro Cartagine e per la conquista dell'Oriente. La prospettiva con cui racconta non è imparziale, è la prospettiva di Roma. Per raccontare la grande ascesa di Roma adotta il metodo di racconto tradizionale della storiografia romana, quello annalistico = anno per anno. Ha a disposizione una mole enorme di documenti di cui però si dice abbia rielaborato le opere degli storici precedenti che su quelle fonti si basavano, infatti il suo metodo storiografico dipende dall’opera consultata. Il suo scopo non è indagare gli eventi per darne una nuova interpretazione, ma realizzare un’opera letteraria per raccontarli in modo avvincente e dar spazio alla grandezza dei personaggi che avevano segnato la storia di Roma. Storiografia e scopo dell’opera: All’interno dell’opera troviamo numerosi discorsi diretti e fa parlare in prima persona i suoi personaggi, aumentando l’effetto patetico della narrazione. Livio accenta il carattere drammatico degli eventi, isola i momenti cruciali e li colora con grande intensità coinvolgendo emotivamente chi legge, ‘ teatro della storia ’, considerato più un genere letterario, perciò il compito dello storico era quello di appassionare e intrattenere, oltre che informare. Ma aveva anche uno scopo più elevato = offrire un insegnamento morale , perciò emergono personaggi grandi non solo nel bene , ma anche nella crudeltà e nel vizio e forniscono un modello di comportamento tanto in positivo, quanto in negativo. T5 p257 LA PUNIZIONE DI TARPEA Dopo il rapimento, le sabine si erano tranquillizzate tuttavia i loro genitori spingono i concittadini ad attaccare Roma. I primi sono i Ceninesi, rapidamente respinti, Romolo ne uccide il re consacrandone le spoglie a Giove sul Campidoglio, dove nascerà il primo tempio di Roma, quello di Giove Feretrio. Intanto anche Antemnati e Crustummini dichiarano guerra a Roma, ma è solo con i sabini che lo scontro diventa impegnativo (guidati dal re Tito Tazio). Le sorti della città sono in pericolo anche a causa del tradimento di Tarpea , figlia del comandante della rocca sul Campidoglio, che, come tutti i traditori pagherà caro il suo gesto con la morte causata dai sabini (qui Livio vuole dare un insegnamento morale= chi tradisce non deve aspettarsi nessuna lealtà, ricompensa del tradimento=disprezzo e morte). Tarpea (vergine vestale) venne corrotta con dell’oro da tazio e costretta a far entrare i soldati nella fortezza, muore sepolta viva sotto gli scudi dei Latini che volevano mostrare di aver conquistato la cittadellla con la forza e non con altri mezzi. Si dice che lei avesse concordato come ricompensa ‘quello che essi portavano al braccio sinistro’ (bracciali d’oro molto belli e preziosi), ma si portavano anche gli scudi sul braccio sinistro perciò venne uccisa con ciò che aveva espressamente richiesto.