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Questo testo tratta del ruolo della chiesa e degli stati assoluti durante l'età moderna (secoli xvi-xviii). Viene descritto il vasto movimento religioso, la scoperta dell'america e l'espansione coloniale, la riscoperta dei testi antichi e il metodo culto, la diffusione della giurisprudenza e la nascita delle corti supreme. La piccola università spagnola di salamanca ha una grande importanza per la diffusione di un metodo nuovo impartito dai professori di teologia morale interessati al diritto.
Tipologia: Appunti
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Parte terza: L'età moderna (secoli XVI-XVIII) CHIESA E STATI ASSOLUTI Il vasto e profondo sommovimento religiose del 500 generato dalla riforma protestante e dalla controriforma, influisce anche nel campo del diritto. Il tema è molto importante anche per capire la nascita dell'assolutismo su cui si affermerà poi lo stato moderno. La riforma protestante diede vita a diverse posizione ideologiche nel rapporto tra stato e chiesa, Lutero e Calvino furono sostenitori del principio di obbedienza al principe, altri ebbero diverse idee. La controriforma della chiesa alla riforma protestante si ebbe nel concilio di Trento avvenuto in più riprese nel 500, dove vennero tracciati dei confini di differenza tra cattolicesimo e protestantesimo e dove si discusse anche dei rapporti tra stato e chiesa. Importante in questo campo la figura dell'inquisizione spagnola. All'interno della monarchia francese trova enunciazione la teoria della sovranità che porta all'assolutismo. Lo stato moderno nasce da qui, da un procedimento apparentemente contrastante che vede l'aumento significativo dei poteri del sovrano, ma anche la divisione di questi poteri ad organi esterni ad esso, tra cui gli organi rappresentativi come le corti. In questo periodo è da citare anche la scoperta dell'america 1492, che diede inizio all'espansione coloniale, tale espansione portò anche all'espansione del diritto del popolo colonizzante sul popolo colonizzato. LA SCUOLA CULTA Un primo indirizzo innovatore della nuova età e quello della scuola culta. La riscoperta dei testi antichi in campo umanistico si trasferì anche nel mondo del diritto. Celebre è la vicenda di Lorenza Valla che dichiarò di preferire una pagina di Cicerone all'intera trattazione di Bartolo, e per tale affermazione dovette lasciare Bologna. Il metodo dei culti si diffonde principalmente in Francia dove ha per esponente Gullielme Budè, in Germania troviamo invece Zasius, ma il vero fondatore della scuola culta fu Andrea Alciato autore di "Adnotationes" nel 1515 e di "Paradoxa", "Dispuntiones" e "Pretermissa" nel 1518. Sulla scia di Alciato una folla di testi viene rianalizzata secondo il metodo culto. Alla base del metodo culto troviamo un indirizzo storico-filologico in quanto i culti cercano sempre nuovi testi antichi, un indirizzo critico in quanto essi non prendono per valido il diritto romano, un indirizzo sistematico in quanto essi sistemano la materia e un indirizzo teorico. PRATICI E PROFESSORI L'indirizzo culto fu ben lontano dal ricevere in europa un consenso generale, non mancarono comunque i luoghi in cui esso si diffuse maggiormente come in Francia, luogo in cui era nato. Si contrapposero così il mos italicus al mos gallicus. Nell'età moderna a differenza dell'indirizzo culto enorme rilievo ebbe la creazione di testi ed enciclopedie di singoli istituti di diritto utilizzati allo scopo pratico. Nasce così in europa la dottrina dei pratici. La piccola università spagnola di Salamanca ha nel seicento una grande importanza per la diffusione di un metodo nuovo impartito dai professori che vi insegnavano, in quanto essi erano professori non di diritto ma di teologia morale, che si interessarono al diritto, analizzando tantissimi istituti compresi il contratto e le obbligazioni. Esponenti di questo indirizzo furono Francisco Vitoria, DOmenico Soto, Francisco Suarez e altri. Un'altra università che divenne importante nel seicento è quella olandese di Leida, dove l'indirizzo culto era affermato, colpì di questa scuola l'eleganza con cui si affrontava lo studio dei testi antichi, al punto tale da denominarla scuola elegante. In questa scuola nacque un indirizzo importantissimo che mirava a trovare quanto di pratico vi fosse nei testi antichi e romani. Tale indirizzo è denominato Usus Modernus Pandectorum. DOTTRINA GIURIDICA E PROFESSIONI LEGALI Il diritto romano deve la sua persistenza per via della sua completezza, autorità e polivalenza, nonchè alla sua qualità. Con l'invenzione della stampa nel 400 si ha una rivoluzione importantissima anche nel mondo del diritto, prima non pochi erano i giuristi che non potevano permettersi nemmeno il corpus iuris glossato per via dei costi elevati della trascrizione manuale, ora con l'invenzione della stampa ogni giurista disponeva di una biblioteca giuridica di decine e decine di testi. Ciò inevitabilmente pose un cambiamento di metodo nel mondo del diritto in quanto ogni giudice poteva ora attingere da più fonti. Tutto ciò poteva mettere a rischio la certezza del diritto. Pertanto si diffuse la prassi della Communis Opinio Doctorum, ossia della validità dell'opinio comune dei giuristi su un determinato argomento. La formazione delle professioni legali continuò per lungo tempo secondo il metodo bolognese ma anche il metodo gallico si diffuse molto. Importante è la divisione su più livelli delle professioni legali, ad esempio gi avvocati erano divisi in 3 piani, i patrizi, i procuratori e i causidici che avevano solo la
rappresentanza in processo. LA GIURISPRUDENZA Nei secoli dell'età moderna la giurisprudenza assume un ruolo importante come fonte di diritto, ci riferiamo alla nascita delle corti supreme, titolari della funzione giudicante di ultima istanza. Le corti si diffusero in tutta europa, sia nella procedura che nei poteri vi sono alcuni tratti comuni e alcuni tratti di differenza. Importante è la nascita in Francia, poi in Italia e in europa delle raccolte di decisioni, esse avevano grande valore non tanto per l'importanza di precedente giudiziario valido per i casi simili, ma più che altro per la qualità dei suoi contenuti e il prestigio della corte che lo creava. DIRITTI LOCALI E LEGISLAZIONE REGIA Importante è per l'età moderna la continuazione dell'esistenza dei diritti particolari e locali, ad essi si aggiunge una nuova fonte di diritto proveniente dall'alto, cioè la legislazione regia, che solitamente era spettante al sovrano, ma che in alcuni stati prevedeva discipline diverse. GIUSNATURALISMO Tra le correnti che troveranno vita nel seicento, il giusnaturalismo è una delle più importanti. Esso aveva come base comune la concezione di un contratto sociale e di un diritto naturale. Il contratto sociale è concepito come un patto originario tra gli uomini per conseguire alla pace, importante esponente della cultura giusnaturalista fu Grozio, autore di "Iure belli ac pacis", dove secondo la sua concezzione alla base della pace tra gli uomini vi è una serie di patti. Visione simile alla sua ha anche Pufendorf, per egli la pace è garantita dai patti tra gli uomini, ma alla base di ciò vi è il comando di Dio. Distante dalla concezione dei due è Hobbes promotore dell'idea che alla base della pace tra gli uomini vi fosse il sovrano, quindi una visione assolutistica, che sarà contrastata da Locke autore di una visione di supremazia popolare. Altri esponenti furono anche Lebniz autore del sistema del diritto naturale e Thomassius che distinse il diritto da tutto ciò che non lo era. GIURISTI DEL SETTECENTO La giurisprudenza del settecento conosce molti giuristi, in Italia importanti furono Gravinia nel campo del diritto civile e Averani nel campo dello studio del diritto giustiniano. In Germania troviamo tra le figure di spicco Bohomer, Wolff ed Heneicke, in Francia Pothier e altri. IL SISTEMA DELLE FONTI L'età moderna vede la conferma e la nascita di vecchie e nuove fonti del diritto. Si può distinguere un binomio tra diritti locali e particolari da una parte e diritto romano e canonico dall'altra, a tale divisione si aggiunge un terzo elemento ossia la legislazione regia. La diversificazione delle fonti porterà ad un evento giurisprudenziale storico, la crisi e il declino del diritto romano, che culminerà con le codificazioni del 1700. IL DIRITTO INGLESE Nell'età moderna il common law è ormai un sistema di diritto ben strutturato e solido. Esso comunque non smise di evolversi e diffondersi. Nel campo della giustizia importantissima è l'evoluzione della giuria che diviene da tesimone a vero e proprio giudice, in quanto e essa a decidere la sentenza, dando al giudice il solo compito di applicare la sentenza secondo diritto. Importante in quest'epoca è la diffusione di un sistema di giustizia parallelo al common law ossia l'equity, promosso dalla cancelleria che da sempre aveva avuto poteri in campo giuridico. L'equity prevedeva che la sentenza fosse disposta secondo equità a discrezione del cancelliere. L'equity come il common law divenne un sistema importantissimo, nella seconda metà del seicento in seguito ad uno scontro tra parlamento e monarchia, l'quity fu abolità e assorbita dal common law che divenne l'unico sistema di diritto inglese. Promotore del common law fu fra gli altri il giurista Edward Coke. Importante in questo periodo è la nascita dei reports ossia delle trascrizioni dei dibattiti processuali. Un ustituto del common law che nasce nel seicento e che resisterà fino ad oggi diventando un pilasto del sistema è l'affermarsi della stare decisis ossia del precedente giudiziario vincolante. Parte quarta: L'età delle riforme (1750-1814) ILLUMINISMO GIURIDICO L'inizio dell'illuminismo si fa coincidere con la nascita dell'opera "esprit de lois" di Montesque nel 1748. Nella sua opera egli si propose di tracciare un disegno delle relazioni tra stato e diritto. Importante è anche la divisione triplice delle forme di governo ossia quella democratica, quella monarchica e quella dispotica. Inoltre egli è autore della divisione dei poteri in 3 rami il legislativo, l'esecutivo e il giudiziario. Nel 1750 vede la luce l'enciclopedia giuridica alla quale collaborerà Russeau, scrittore di origine ginevrina trasferitosi in Francia entra a contatto con i massimi esponenti dell'illuminismo, suo è il breve trattato sul contratto sociale, nella quale indica molto apertamente la sua visione di sovranità appartenente al popolo. Tra gli illuministi francesi il più famoso è senza dubbio Voltaire. Egli nei suoi trattati più volte criticò le ingiustizie effettuate dagli ordinamenti giuridici. In Italia i due centri nel quale
patto di restaurazione che prevedeva in primis il ritorno dei sovrani che erano in carica prima della rivoluzione al potere, e in secondo luogo la negazione del principio rappresentativo. Ciò portò alla nascita di molte associazioni segrete di reazione alle decisioni del congresso di Vienna. Mentre nel campo politico si continuava in un periodo di dissesto e scontro, nel campo legislativo si era ormai giunti alla consapevolezza della necessità della codificazione, così nacquero nel regno di sicilia prima, e nel ducato di parma, di toscana, regno di sardegna di milano e altri poi, le prime codificazioni di stato. La dottrina giuridica vede in questo periodo in Italia la figura di Romagnosi come elemento di spicco nel campo del diritto penale. LA SCUOLA STORICA E LA DOTTRINA TEDESCA Mentre a Parigi e Vienna nascevano le prime codificazioni, in Germania prendeva vita una nuova dottrina giuridica. Nasce la scuola storica tedesca che vede come primo esponente Savigny. Professore a Marbug, egli nel suo corso di metodologia, rese noto il programma che caratterizzerà la sua esistenza, ossia quello di costruire un sistema del diritto coerente e unitario, mediante gli strumenti storico-sistematici. Egli fu autore di diverse opere tra cui nel 1814 la pubblicazione di una rivista giuridica chiamata "rivista per una scienza del diritto basata sulla storia", nel 1815 vede la luce il testo "storia del diritto romano nel medioevo", e intorno alla metà del secolo vede la luce "storia del diritto romano attuale". Egli è anche al centro di una discussione che lo vede vincitore nei confronti di Thibaut, sulla necessità o meno di una codificazione tedesca. La tesi di Savigny ossia quella che i tempi non fossero ancora maturi fu la più accreditata. Alle spalle dell'ideologia di Savigny si sviluppano due filoni dottrinali, quello storico-antiquato, e quello dogmatico-giuridico che vede in Puchta il massimo esponente. Della scuola storica, facevano parte anche Mittermaier, autore di un trattato sul diritto penale, e Von Gneist, Von Mohl e Von Stein. Questi nomi bastano a far capire quanto importante sia divenuta nella prima metà del secolo la dottrina della scuola storica tedesca. CODICI E LEGGI DEL SECONDO OTTOCENTO Nel 1848 si diffonde in europa un clima di sollevazione che aveva alla base motivazioni comuni a tutti i paesi, ossia l'insofferenza verso i regimi a suffraggio limitato, cioè a rappresentanza politica ristretta, e limitazioni sulla libertà di stampa e di opinione. In Italia con l'avvento dell'unità nazionale del 1860 si avverte la necessità di una codificazione comune. Nascono così nel 1865 il codice di procedura civile Pisanelli e il codice civile (riproduzione del codice francese), successivamente nel 1876 il codice penale zanardelli e nel 1913 il codice di procedura penale. Nel frattempo fuori dalla penisola non mancarono nuove codificazioni, come quella spagnola del 1888, quella tedesca commerciale del 1861 e quella civile BGB del 1900. In Svizzera il civile vide la luc nel