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Paniere compilato di EDUCAZIONE PERMANENTE DEGLI ADULTI- Prof. Marinacci -eCampus, Panieri di Sociologia dell'Educazione

Paniere compilato con risposte chiuse corrette di EDUCAZIONE PERMANENTE DEGLI ADULTI del Prof. Marco Marinacci per il cdl in Scienze Pedagogiche dell'università eCampus

Tipologia: Panieri

2021/2022

In vendita dal 15/03/2022

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Set Domande
EDUCAZIONE PERMANENTE DEGLI ADULTI
SCIENZE PEDAGOGICHE
Docente: Marinacci Marco
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Set Domande

EDUCAZIONE PERMANENTE DEGLI ADULTI

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

Lezione 002

  1. Che cosa rese maggiormente possibile l'invenzione della scrittura?
    1. la preservazione e la diffusione della comunicazione.
    2. la preservazione e la diffusione del sapere.
    3. la comunicazione e la diffusione del linguaggio.
    4. la comunicazione e la diffusione del sapere.
  2. Di che cosa si occupa la pedagogia?
    1. si occupa dei bambini e dell'infanzia, di adolescenti, giovani, adulti, anziani e disabili nelle loro fasi di vita.
    2. si occupa esclusivamente adulti, anziani nelle fasi della loro vita.
    3. si occupa esclusivamente dei bambini e dell'infanzia e di adolescenti.
    4. si occupa esclusivamente dei bambini e dell'infanzia.
  3. Dal punto di vista psicologico che cos’è l'apprendimento?
    1. è una funzione dell'adattamento di un soggetto, ovvero un processo attivo di acquisizione di comportamenti stabili in funzione dell'adattamento ai cambiamenti nell'ambiente (o contesto), che costituiscono per il soggetto problemi da risolvere.
    2. è una funzione dell'apprendimento di un soggetto, ovvero un processo attivo di acquisizione di comportamenti stabili in funzione dell'adattamento ai cambiamenti nell'ambiente (o contesto), che costituiscono per il soggetto problemi da risolvere.
    3. è la funzione conservativa di un soggetto, ovvero un processo attivo di acquisizione di comportamenti stabili in funzione dell'adattamento ai cambiamenti nell'ambiente (o contesto), che costituiscono per il soggetto problemi da risolvere.
    4. è una funzione della comunicazione di un soggetto, ovvero un processo attivo di acquisizione di comportamenti stabili in funzione dell'adattamento ai cambiamenti nell'ambiente (o contesto), che costituiscono per il soggetto problemi da risolvere.
  4. Cosa vuol dire apprendere?
    1. vuol dire cercare nuove modalità di agire o reagire, per adattarsi ai cambiamenti dei contesti ambientali, compresi i contesti relazionali.
    2. vuol dire disporre di nuove modalità di agire o reagire, per adattarsi ai cambiamenti dei contesti ambientali, compresi i contesti relazionali.
    3. vuol dire pensare a nuove modalità di agire o reagire, per adattarsi ai cambiamenti dei contesti ambientali, compresi i contesti relazionali.
    4. vuol dire acquisire nuove modalità di agire o reagire, per adattarsi ai cambiamenti dei contesti ambientali, compresi i contesti relazionali.
  5. Che cos’è la pedagogia?
    1. E’ la scienza umana che studia l'educazione e la formazione dell'uomo nella sua interezza ovvero lo studio dell'uomo nel suo intero ciclo di vita.
    2. E’ la scienza umana che studia l'educazione e la formazione dell'uomo ovvero la consapevolezza dell'uomo nella sua vita di studi.
    3. E’ la scienza umana che studia l'uomo nella sua interezza ovvero lo studio dell'uomo nel suo intero ciclo di vita.
    4. E’ la scienza umana che studia la vita dell'uomo nella sua interezza ovvero lo studio dell'uomo nel suo intero ciclo di vita.
  6. Il candidato descriva la relazione che corre tra apprendimento e pedagogia.

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

Lezione 003

  1. Nella società basata sulla conoscenza che ruolo riveste l’educazione?
    1. l’educazione riveste un ruolo professionale per il conseguimento delle competenze necessarie per poter affrontare gli ostacoli di un mercato competitivo che richieda una propensione attiva ad apprendere in qualunque momento della vita.
    2. l’educazione riveste un ruolo marginale per il conseguimento delle competenze necessarie per poter affrontare gli ostacoli di un mercato competitivo che richieda una propensione attiva ad apprendere in qualunque momento della vita.
    3. l’educazione riveste un ruolo fondamentale per il conseguimento delle competenze necessarie per poter affrontare gli ostacoli di un mercato competitivo che richieda una propensione attiva ad apprendere in qualunque momento della vita.
    4. l’educazione riveste un ruolo particolare per il conseguimento delle competenze necessarie per poter affrontare gli ostacoli di un mercato competitivo che richieda una propensione attiva ad apprendere in qualunque momento della vita.
  2. Come deve essere concepita l’educazione lungo tutto l’arco della vita?
    1. come un‘opportunità estremamente positiva e utile.
    2. come un‘opportunità negativa positiva e inutile.
    3. come un‘opportunità né positiva né utile.
    4. come una mancata opportunità.
  3. IL CANDIDATO DESCRIVA LA RELAZIONE CHE CORRE TRA EDUCAZIONE E PEDAGOGIA.

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

Lezione 005

  1. Il candidato descriva i punti chiave della Riforma Gentile.
    1. IL CANDIDATO DESCRIVA I PUNTI CHIAVE DELLA RIFORMA GENTILE.

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

Lezione 006

  1. Quali sono gli articoli che la Costituzione della Repubblica italiana dedica all'istruzione? 11- 32- 34- 33-
  2. In che cosa consiste l’insegnamento?
    1. in qualunque manifestazione, anche isolata, del proprio pensiero che, riguardando l'arte e la scienza, abbia in sé forza tale da illuminare altri sullo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
    2. in qualunque manifestazione, anche isolata, del proprio pensiero che, riguardando l'arte e la scienza, abbia in sé forza tale da illustrare altri sullo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
    3. in qualunque manifestazione, anche isolata, del proprio pensiero che, riguardando l’arte e la cultura, abbia in sé forza tale da istruire altri sullo sviluppo dello studio e della ricerca scientifica e tecnica
    4. in qualunque manifestazione, anche isolata, del proprio pensiero che, riguardando l'arte e lo studio, abbia in sé forza tale da illuminare altri sullo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica
  3. Quale libertà è strettamente collegata alla libertà di insegnamento?
    1. la libertà di pensiero
    2. la libertà di istruzione
    3. la libertà di coscienza
    4. la libertà di religione
  4. Il candidato tracci i principi costituzionali che regolano l'istruzione in Italia.
  5. Il candidato tratteggi per sommi capi il percorso legislativo dell'istruzione in Italia.

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

Lezione 008

  1. Cosa ridisegna la L.148/1990?
    1. Le tre opzioni operative di partecipazione tra cui le famiglie possono scegliere (modulo, tempo lungo e tempo pieno).
    2. Le tre opzioni significative della didattica tra cui le famiglie possono scegliere (modulo, tempo lungo e tempo pieno).
    3. Le tre opzioni organizzative della didattica tra cui le famiglie possono scegliere (modulo, tempo lungo e tempo pieno).
    4. Le tre opzioni scolastiche della didattica tra cui le famiglie possono scegliere (modulo, tempo lungo e tempo pieno).
  2. Con quale provvedimento il legislatore precisa le finalità della scuola elementare?
    1. Con la L. 5-6-1990, n. 149
    2. Con la L. 5-6-1990, n. 146
    3. Con la L. 5-6-1990, n. 148
    4. Con la L. 5-6-1990, n. 147
  3. Con quale Decreto (a seguito della delega del Parlamento 10-4-1991, n. 121, successivamente modificata dalla L. 20-4-1993, n. 126) il Governo ha unificato le disposizioni legislative relative alle scuole di ogni ordine e grado, ivi comprese le scuole italiane all'estero?
    1. D .Lgs. 16-4-1994, n. 296.
    2. D .Lgs. 16-4-1994, n. 294.
    3. D .Lgs. 16-4-1994, n. 297.
    4. D .Lgs. 16-4-1994, n. 295.
  4. Con la L. 5-6-1990, n. 148 si dà attuazione alla riforma di quale ordinamento?
    1. Della scuola elementare.
    2. Della scuola di avviamento professionale.
    3. Della scuola media
    4. Della scuola materna

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

Lezione 010

  1. Tra le novità principali voluti dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini che cosa fu reintrodotta nella scuola secondaria di primo grado?
    1. La valutazione finale.
    2. La valutazione trimestrale
    3. La valutazione di ammissione agli esami di maturità.
    4. La valutazione numerica decimale.
  2. Tra le novità principali voluti dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini ci fu l'introduzione di due nuovi licei. Quali?
    1. scienze della formazione e musicale e coreutico
    2. scienze umane e musicale e coreutico
    3. scienze storiche musicale e coreutico.
    4. scienze sociali e musicale e coreutico
  3. Quale fu lo scopo principale dei provvedimenti scolastici voluti dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, iniziati ufficialmente con la legge 133/2008 e proseguiti con legge 169/
    1. “ integrare il sistema scolastico italiano”
    2. “ riformare il sistema scolastico italiano”
    3. “ estendere il sistema scolastico italiano”
    4. “ ampliare il sistema scolastico italiano”
  4. Il candidato descriva i punti salienti dei provvedimenti scolastici voluti dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, iniziati ufficialmente con la legge 133/2008 e proseguiti con la legge 169/2008.

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

  1. Autonomia della “BUONA SCUOLA”. Alle superiori, le scuole attivano materie opzionali in risposta alle esigenze dei loro ragazzi. Le competenze maturate dagli studenti, anche in ambito extra scolastico (volontariato, attività sportive, culturali, musicali), sono raccolte in un apposito curriculum digitale che conterrà informazioni utili per l'orientamento e l'inserimento nel mondo del lavoro e hanno un peso all’esame di maturità. Pertanto come diventa il curriculum?
    1. Flessibile.
    2. Opzionale
    3. Unico.
    4. Personalizzato.
  2. Autonomia della “BUONA SCUOLA”. A che cosa devono prestare più attenzione i Leader educativi?
    1. All’organizzazione della vita scolastica.
    2. Alla promozione della vita scolastica.
    3. Alla ricreazione della vita scolastica.
    4. All’educazione della vita scolastica.
  3. Autonomia della “BUONA SCUOLA”. Con la Buona scuola viene dato più spazio all’educazione ai corretti stili di vita, alla cittadinanza attiva, all’educazione ambientale, e attraverso che cosa si guarda al domani?
    1. attraverso lo sviluppo delle competenze formative degli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media).
    2. attraverso lo sviluppo delle competenze scientifiche degli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media).
    3. attraverso lo sviluppo delle competenze dimostrate dagli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media).
    4. attraverso lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media).
  4. Autonomia della “BUONA SCUOLA”. Di quale Piano devono essere promotori i Leader educativi?
    1. Del Piano di studi collettivo.
    2. Del Piano di studi collegialmente approvato.
    3. Del Piano di studi individuale
    4. Del Piano dell'offerta formativa.
  5. Che cosa ha inteso disciplinare la “Ripubblicazione del testo della legge 13 luglio 2015, n. 107” (La buona scuola)?
    1. L’autonomia delle istituzioni scolastiche.
    2. I piani di studio.
    3. L’organizzazione delle istituzioni scolastiche.
    4. La direzione delle istituzioni scolastiche.
  6. Con l’autonomia della “BUONA SCUOLA” di quanti anni diventano i Piani dell’offerta formativa (POF)?
    1. biennali
    2. triennali
    3. pluriennali
    4. quadriennali
  7. Con l’autonomia della “BUONA SCUOLA” da chi sono elaborati i Piani dell’offerta formativa (POF)?
    1. Collegio dei docenti.
    2. Collegio dei docenti e studenti
    3. Collegio docenti/famiglie
    4. Collegio degli studenti

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

  1. Autonomia della “BUONA SCUOLA”. Da chi sono approvati i Piani dell’offerta formativa (POF) elaborati dal Collegio dei docenti?
    1. Consiglio di circolo o d’Istituto
    2. Consiglio dei docenti
    3. Consiglio di Presidenza
    4. Consiglio superiore docenti-famiglie-studenti
  2. Autonomia della “BUONA SCUOLA”. Cosa vengono potenziate con la Buona Scuola?
    1. Le competenze filosofiche: pedagogia per gli studenti stranieri e filosofia per tutti.
    2. Le competenze linguistiche: inglese per gli studenti stranieri e Italiano per tutti.
    3. Le competenze scientifiche: biologia per gli studenti stranieri e medicina per tutti.
    4. Le competenze linguistiche: l’Italiano per gli studenti stranieri e l’Inglese per tutti.
  3. Autonomia della “BUONA SCUOLA”. Che cosa sono diventati i dirigenti scolastici?
    1. Manager.
    2. Progettisti scolastici.
    3. Leader educativi.
    4. Educatori Professionale Scolastici (EPS).
  4. Autonomia della “BUONA SCUOLA”. I Leader educativi hanno la possibilità, a partire dal 2016, di mettere in campo la loro squadra individuando, sui posti che si liberano ogni anno, i docenti con il curriculum più adatto per realizzare che cosa?
    1. Il progetto formativo scolastico comunale
    2. Il progetto formativo scolastico regionale.
    3. Il progetto formativo scolastico provinciale
    4. il progetto formativo del loro istituto.
  5. Autonomia della “BUONA SCUOLA”. L’individuazione dei docenti da parte dei presidi avviene all’interno di quali ambiti?
    1. Ambiti regionali.
    2. Ambiti zonali.
    3. Ambiti scolastici.
    4. Ambiti territoriali.
  6. Autonomia della “BUONA SCUOLA”. Per l’individuazione dei docenti da chi sono predisposti gli “ambiti territoriali”?
    1. dagli Uffici Scolastici Comunali.
    2. dagli Uffici Scolastici Zonali.
    3. dagli Uffici Scolastici Regionali.
    4. dagli Uffici Scolastici Provinciali (ex Provveditorati).
  7. Autonomia della “BUONA SCUOLA”. I dirigenti scolastici possono ridurre il numero di alunni per classe per evitare quale fenomeno?
    1. Il fenomeno delle aule-stalle.
    2. il fenomeno delle aule-pollaio.
    3. Il fenomeno delle aule-gabbia.
    4. Il fenomeno delle aule-cella.

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

Lezione 013

  1. La classificazione della figura di “Specialista di formazione” può essere ulteriormente suddivisa in tre sotto figure. Quale è errata?
    1. Il programmatore.
    2. Il progettista.
    3. Il ricercatore.
    4. Il docente.
  2. La classificazione della figura di “Tecnico di formazione” può essere ulteriormente suddivisa in tre sotto figure. Quale è errata?
    1. Il formatore programmatore.
    2. Il formatore organizzatore.
    3. Il formatore manager.
    4. Il formatore “tutor”.
  3. Il candidato dia una definizione di apprendimento in contesti informali.
  4. Il candidato indichi quali sono le figure professionali orientate alla formazione.
  5. IL CANDIDATO DESCRIVA COME SI COSTRUISCE UN CORSO DI FORMAZIONE.

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

Lezione 014

  1. Una suddivisione professionale dei formatori la si ha nello sviluppo delle specializzazioni di ruolo che gli stessi hanno scelto. Quale è errata?
    1. Formatore processista.
    2. Formatore docente.
    3. Formatore progettista.
    4. Formatore realizzatore

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

Lezione 018

  1. Cosa occorre per il mantenimento e il ripristino nei contenuti del messaggio?
    1. Controllo e verifica.
    2. Codificazione e verifica.
    3. Modificazione e verifica.
    4. Ripetizione e verifica.
  2. La comunicazione tecniche e metodi. Quanti effetti dei sistemi di comunicazione esistono?
    1. quattro (trasmissione verbale, trasmissione non verbale, trasmissione efficiente del contenuto e trasformazione del contenuto)
    2. tre (trasmissione verbale, trasmissione efficiente del contenuto e trasformazione del contenuto)
    3. Uno (trasmissione verbale)
    4. due (trasmissione efficiente del contenuto e trasformazione del contenuto)
  3. Che tipo di tipologie della comunicazione abbiamo secondo le “caratteristiche”?
    1. informativo – comportamentali – culturali
    2. verbali – non verbali
    3. due persone – piccolo gruppo – medio gruppo – grande gruppo
    4. razionali - emotivi
  4. Che tipo di tipologie della comunicazione abbiamo secondo la “forma”?
    1. due persone – piccolo gruppo – medio gruppo – grande gruppo
    2. verbali – non verbali
    3. razionali - emotivi
    4. informativo – comportamentali – culturali
  5. Quali sono i principali problemi della comunicazione oltre a competenze e preparazione?
    1. Raccomandazioni per potenziare l’apprendimento.
    2. Raccomandazioni per attivare le collaborazioni.
    3. Raccomandazioni per ridurre le attività inutili.
    4. Raccomandazioni per ridurre l’ansia.
  6. Cosa può portare alla paralisi ed al crollo di un sistema di comunicazione e di integrazione?
    1. Informazioni inappropriate.
    2. Errate informazioni.
    3. Un sovraccarico di informazioni.
    4. Informazioni inconsistenti.
  7. Che cos’è una comunicazione?
    1. E’ l’insieme di azioni attraverso le quali un sistema (fonte) influenza un altro sistema (ricevente) mediante segnali trasmessi attraverso un canale di collegamento tra i due sistemi.
    2. E’ l’insieme dei processi attraverso i quali un sistema (fonte) influenza un altro sistema (ricevente) mediante segnali trasmessi attraverso un canale di collegamento tra i due sistemi.
    3. E’ l’insieme di segnali attraverso i quali un sistema (fonte) influenza un altro sistema (ricevente) mediante segnali trasmessi attraverso un canale di collegamento tra i due sistemi.
    4. E’ l’insieme delle attività attraverso le quali un sistema (fonte) influenza un altro sistema (ricevente) mediante segnali trasmessi attraverso un canale di collegamento tra i due sistemi.

SCIENZE PEDAGOGICHE

Docente: Marinacci Marco

  1. Qual è una componente essenziale della comunicazione?
    1. Il feedback.
    2. L’attività.
    3. La ricerca.
    4. Lo strumento.
  2. La comunicazione tecniche e metodi. Cosa non coesiste nello scambio di informazioni?
    1. Flusso di autorità
    2. Comunicazioni laterali
    3. Flusso di gruppo
    4. Comunicazioni informali
  3. Il candidato indichi quali sono le principali tipologie di comunicazione.
  4. Il candidato descriva sinteticamente tecniche e metodi collegati alla comunicazione.