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Paniere risposte aperte e chiuse Traumatologia prof. Picerno, Panieri di Traumatologia

Paniere risposte aperte e chiuse Traumatologia prof. Picerno

Tipologia: Panieri

2022/2023

In vendita dal 28/09/2023

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PANIERE TRAUMATOLOGIA DELL’APPARATO LOCOMOTORE prof. Pietro Picerno
Lezione 001
01. quali sono i fattori alla base delle lesioni da sport?
determinanti e di rischio
esogeni ed endogeni
predisponenti e determinanti
modificabili e non modificabili
02. che cos'è una lesione da sovraccarico?
una lesione caratterizzata da un trauma unico ed efficace
una lesione causata da microtraumi ripetuti nel tempo
una lesione causata da un carico eccessivo
nessuna delle risposte
03. che cos'è una lesione acuta?
una lesione caratterizzate da un dolore acuto al momento dell'infortunio
una lesione diretta
una lesione caratterizzata da un trauma unico ed efficace
nessuna delle risposte
04. Quali sono, come si dividono e da cosa sono caratterizzati i fattori alla base delle lesioni da sport
Le lesioni muscolari sono molto frequenti nello sport e possono dipendere da: 1)EVOLUZIONE
FISIOLOGICA DI LESIONI ACUTE E SUBACUTE IMPORTANTI (fibrositi post-traumatiche da
riparazione di una lesione acuta importante, o da evoluzione fibrotica in lesioni subacute da
sovraccarico); 2)FIBROSI CRONICHE AB INITIO (fibrosi dei muscolo ischio-crurali): negli
ostacolisti, in cui la prima gamba, nella discesa dall’ostacolo, effettua una contrazione eccentrica
con arresto brusco sul terreno per la immediata ripresa della corsa; nei maratoneti, lesioni
subclinche che evolvono verso una fibrosi localizzata generalmente all’inserzione prossimale
ischiatica dei muscoli flessori del ginocchio (sindrome degli ischiocrurali); 3) SINDROME O
DOLORE MIOFASCIALE.
I primi due scenari prendono il nome di fibrositi. Tra le sindromi dolorose muscolo-scheletriche,
quella miofasciale è sicuramente una delle più frequenti; presenta dolore muscolare continuo,
associato a contrattura, limitazione funzionale. Ciò che caratterizza questa condizione sono i
trigger point TP, cioè un’area di ipersensibilità circoscritta di muscolo o fascia-banderella
palpabile indurita e dolente alla palpazione.
I fattori predisponenti, esogeni ed endogeni sono: le fibre restano contratte a causa di
atteggiamenti posturali scorretti reiterati per diverso tempo, come stare ore davanti al computer; i
trigger points miofasciali si associano frequentemente a numerose altre condizioni cliniche
dolorose, come emicrania, cefalea tensiva, algodisfunzione temporomandibolare, cervicalgia,
dolore di spalla, epicondilite, sindrome del tunnel carpale, mal di schiena, dolore pelvico e
sindrome da colpo di frusta; altri fattori sono le lesioni muscolari da sport stress e ansia possono
facilitare questo tipo di condizione.
05. Che rapporto c'è tra fattori determinanti e fattori di rischio nelle lesioni da sovraccarico?
Le
Le lesioni da sovraccarico sono patologie causate da sollecitazioni eccessive ripetute sui vari distretti
dell’apparato muscolo scheletrico. Sono dovute a fattori predisponenti ed a fattori determinanti
che possono essere esogeni o estrinseci, cioè fattori esterni all’organismo ed endogeni o intrinseci,
cioè propri dell’organismo. Se i due fattor coesistono si parla di causa multifattoriale. Sono fattori
esogeni superfici da gioco, equipaggiamento sportivo, condizioni atmosferiche e errori di
allenamento. I fattori endogeni si dividono in non modificabili: alterazioni congenite del sistema
muscolo-scheletrico, età e sesso; modificabili con l’esercizio fisico: peso corporeo, scarso
riscaldamento prima dell’attività, squilibrio neuromuscolare, insufficiente mobilità articolare,
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PANIERE TRAUMATOLOGIA DELL’APPARATO LOCOMOTORE prof. Pietro Picerno

Lezione 001

01. quali sono i fattori alla base delle lesioni da sport?

 determinanti e di rischio

 esogeni ed endogeni

 predisponenti e determinanti

 modificabili e non modificabili

02. che cos'è una lesione da sovraccarico?

 una lesione caratterizzata da un trauma unico ed efficace

 una lesione causata da microtraumi ripetuti nel tempo

 una lesione causata da un carico eccessivo

 nessuna delle risposte

03. che cos'è una lesione acuta?

 una lesione caratterizzate da un dolore acuto al momento dell'infortunio

 una lesione diretta

 una lesione caratterizzata da un trauma unico ed efficace

 nessuna delle risposte

04. Quali sono, come si dividono e da cosa sono caratterizzati i fattori alla base delle lesioni da sport

Le lesioni muscolari sono molto frequenti nello sport e possono dipendere da: 1)EVOLUZIONE FISIOLOGICA DI LESIONI ACUTE E SUBACUTE IMPORTANTI (fibrositi post-traumatiche da riparazione di una lesione acuta importante, o da evoluzione fibrotica in lesioni subacute da sovraccarico); 2)FIBROSI CRONICHE AB INITIO (fibrosi dei muscolo ischio-crurali): negli ostacolisti, in cui la prima gamba, nella discesa dall’ostacolo, effettua una contrazione eccentrica con arresto brusco sul terreno per la immediata ripresa della corsa; nei maratoneti, lesioni subclinche che evolvono verso una fibrosi localizzata generalmente all’inserzione prossimale ischiatica dei muscoli flessori del ginocchio (sindrome degli ischiocrurali); 3) SINDROME O DOLORE MIOFASCIALE. I primi due scenari prendono il nome di fibrositi. Tra le sindromi dolorose muscolo-scheletriche, quella miofasciale è sicuramente una delle più frequenti; presenta dolore muscolare continuo, associato a contrattura, limitazione funzionale. Ciò che caratterizza questa condizione sono i trigger point TP, cioè un’area di ipersensibilità circoscritta di muscolo o fascia-banderella palpabile indurita e dolente alla palpazione. I fattori predisponenti, esogeni ed endogeni sono: le fibre restano contratte a causa di atteggiamenti posturali scorretti reiterati per diverso tempo, come stare ore davanti al computer; i trigger points miofasciali si associano frequentemente a numerose altre condizioni cliniche dolorose, come emicrania, cefalea tensiva, algodisfunzione temporomandibolare, cervicalgia, dolore di spalla, epicondilite, sindrome del tunnel carpale, mal di schiena, dolore pelvico e sindrome da colpo di frusta; altri fattori sono le lesioni muscolari da sport stress e ansia possono facilitare questo tipo di condizione.

05. Che rapporto c'è tra fattori determinanti e fattori di rischio nelle lesioni da sovraccarico?

Le Le lesioni da sovraccarico sono patologie causate da sollecitazioni eccessive ripetute sui vari distretti dell’apparato muscolo scheletrico. Sono dovute a fattori predisponenti ed a fattori determinanti che possono essere esogeni o estrinseci, cioè fattori esterni all’organismo ed endogeni o intrinseci, cioè propri dell’organismo. Se i due fattor coesistono si parla di causa multifattoriale. Sono fattori esogeni superfici da gioco, equipaggiamento sportivo, condizioni atmosferiche e errori di allenamento. I fattori endogeni si dividono in non modificabili: alterazioni congenite del sistema muscolo-scheletrico, età e sesso; modificabili con l’esercizio fisico: peso corporeo, scarso riscaldamento prima dell’attività, squilibrio neuromuscolare, insufficiente mobilità articolare,

errata esecuzione del gesto tecnico. Le più esposte ed interessate a lesioni croniche da sovraccarico sono i tendini (a cui spesso sono associate infiammazioni delle borse, dato che molte di queste si interpongono tra tendine e osso), seguiti dalle lesioni ed erosioni cartilaginee, lesioni muscolari (che per la maggior parte sono lesioni acute cronicizzate) e, infine, fratture da stress.

06. Descrivere gli effetti delle proprietà viscoelastiche dei legamenti sulla curva tesione-lunghezza

La curva tensione-

lunghezza indica quanto si

deforma o allunga un

legamento

La curva tensione-lunghezza indica quando si deforma o allunga un legamento posto sotto tensione nelle sue condizioni di riposo, in tensione, nel punto di lesione e, se continua la tensione, di rottura. I legamenti hanno componenti viscose, ciò vuol dire che la loro resistenza aumenta all’aumentare della tensione con cui sono allungati (ma si rompono comunque se portati oltre il loro limite di deformazione/lunghezza). Se la velocità di deformazione è alta allora si rompe il corpo del legamento, mentre se è lenta allora il

legamento si stacca dalla sua inserzione (avulsione).

07. Elencare le fasi principali del processo di guarigione di un muscolo dopo lesione acuta e in quali di queste lo stretching e la mobilizzazione lievi dell'arto ha un Effetto positivo.

I

I processi di guarigione di un muscolo dopo una lesione acuta si completano in un periodo di circa 3 settimane. Ci sono 3 fasi:

  • distruzione (caratterizzata da rottura e da necrosi delle fibre muscolari, dalla reazione infiammatoria e dalla formazione di un ematoma);
  • riparazione (fagocitosi del tessuto necrotizzato, rigenerazione delle fibre muscolari, produzione di tessuto cicatriziale connettivo e proliferazione capillare e nervosa nella zona lesionale);
  • rimodellamento, (maturazione delle fibre rigenerate, contrazione, riduzione e riorganizzazione del tessuto cicatriziale. E’ utile rieducare la muscolatura con una mobilizzazione lieve e lo stretching allo scopo di rielasticizzare, per quanto possibile, il tessuto di riparazione, perché una prolungata immobilizzazione ha effetti negativi sul processo di rigenerazione e riparazione. Lo stretching, che ovviamente è assistito ed eseguito sempre sotto la soglia del dolore, è importante nella fase di rimodellamento del processo di guarigione, in quanto essa avviene tramite cicatrizzazione con accorciamento del muscolo, e questo accorciamento va controllato il più possibile.

Lezione 002

01. una frattura a spirale è causata da

 un trauma diretto

 nessuna delle risposte

 la lesione avviene lontano dal punto di contatto con l'ambiente esterno

 la lesione avviene nel punto di contatto con l'ambiente esterno

 la lesione avviene indirettamente

04. nella lesione acuta diretta

 la lesione avviene lontano dal punto di impatto

 la lesione avviene diretamente

 la lesione avviene nel punto di contatto con l'ambiente esterno

 nessuna delle risposte

05. qual'è la causa del DOMS?

 microlesioni delle fibre muscolari

 contrazione eccentrica ad elevata intensità

 una contrazione eccentrica seguita da una contrazione concentrica

 accummulo di acido lattico

06. qual'è il meccanismo traumatico di una contrattura?

 nessuna delle risposte

 una brusca contrazione concentrica

 una contrazione eccentrica seguita da una contrazione concentrica

 un colpo diretto

07. qual'è la causa del dolore nel DOMS?

 microlesioni delle fibre muscolari

 la presenza di acido lattico nei muscoli

 contrazione eccentrica ad elevata intensità

 lesioni delle fibre muscolari

08. qual'è un fattore predisponente una sindrome miofasciale?

 cattiva ossigenazione del muscolo

 posture scorrette prolungate

 nessuna delle risposte

 una brusca contrazione concentrica

09. qual'è il meccanismo traumatico di una lesione acuta tendinea?

 una contrazione eccentrica seguita da una contrazione concentrica

 nessuna delle risposte

 un colpo diretto

 una brusca contrazione concentrica

10. qual è la differenza tra una contrattura muscolare e una sindrome miofasciale?

 la contrattura è caratterizzata da trigger points

 la sindrome miofasciale è una lesione cronica e la contrattura è subacuta

 nessuna delle risposte

 nella sindrome mio fasciale è tutto il muscolo ad essere rigido, mentre nella contrattura la

rigidità è localizzata in una piccola area del muscolo (trigger point)

11. quali di queste è una lesione acuta muscolare indiretta?

 nessuna delle risposte

 periostite

 strappo

 contrattura

12. quali di queste è una lesione acuta muscolare diretta?

 contusione

 strappo

 stiramento

 nessuna delle risposte

13. quali di questi è un fattore predisponente una lesione acuta muscolare indiretta?

 un colpo diretto

 nessuna delle risposte

 mancato riscaldamento

 il volume di allenamento

14. quali di questi è un fattore determinante una lesione acuta muscolare diretta?

 un colpo diretto

 contrazione eccentrica

 mancato riscaldamento

 nessuna delle risposte

15. qual è la differenza tra una lesione muscolare acuta diretta e indiretta?

 nella diretta, la lesione avviene direttamente

 nell'indiretta, il dolore viene avvertito successivamente all'evento lesivo

 nella diretta, la lesione avviene nella zona dell'impatto

 nessuna delle risposte

16. qual è la differenza tra una contrattura muscolare e una sindrome miofasciale?

 nella sindrome mio fasciale è tutto il muscolo ad essere rigido, mentre nella contrattura la

rigidità è localizzata in una piccola area del muscolo (trigger point)

 l'estensione dell'area di muscolo contratta

 la contrattura è caratterizzata da trigger points

 nessuna delle risposte

17. quali di queste è un fattore determinante una lesione acuta della cartilagine articolare?

 nessuna delle risposte

 una rottura legamentosa

 una distorsione

 una rottura tendinea

18. qual è la differenza tra lesioni muscolari acute e subacute?

 le subacute non sono caratterizzate da un processo infiammatorio

 nessuna delle risposte

 le subacute sono meno gravi delle acute

 le subacute non sono caratterizzate dal lesione anatomica

19. quali sono le lesioni muscolari subacute?

 crampo, contrattura, DOMS

 crampo, contrattura, stiramento

correlate ai seguenti fattori: mancanza di riscaldamento pre-esercizio; sollecitazioni eccessive, movimenti bruschi e violenti; risposta difensiva a lesione muscolare; problemi articolari, squilibri posturali e muscolari, mancanza di coordinazione, preparazione fisica non idonea. I muscoli più interessati alle contratture muscolari sono: tricipiti della sura, bicipite femorale e anche altri flessori della gamba, quadricipite femorale, sartorio, muscolo gracile, trapezio

24. Perchè uno stiramento si tratta con massaggio decontratturante?

Il massaggio decontratturante è un tipo di massaggio che agisce in profondità sui tessuti connettivi e muscolari, con il preciso scopo di sciogliere contratture e, più in generale, tensioni della muscolatura. Il massaggio, nel caso dello stiramento, agisce producendo il riscaldamento e la decontrazione dei muscoli, migliora l’estensibilità muscolare e tendinea, riattiva la circolazione del sangue e facilita quella linfatica, scioglie i cristalli di acido lattico e riduce notevolmente il dolore. Lo stiramento rientra nelle lesioni muscolari indirette, dopo lo stiramento la contrattura è un azione riflessa dovuta al fatto che la lesione comporta una rottura del reticolo endoplasmatico e una conseguente uscita degli ioni di calcio. L'aumento di questi ioni provoca, nelle 24\48 ore successive una contrazione riflessa delle miofibrille all'interno e nei dintorni della zona della lesione. E’ importante che il massaggio decontratturante venga effettuato lontano dalla zona della lesione e non dove si avverte il dolore.

25. Definizione, caratteristiche, fattori di rischio della sindrome miofasciale

La sindrome del dolore miofasciale è un disturbo del dolore cronico. In questa condizione, la pressione sui punti sensibili dei muscoli (punti trigger) provoca dolore nei muscoli e talvolta in parti del corpo apparentemente non correlate e questo è indicato come dolore. Il dolore miofasciale può svilupparsi in qualsiasi muscolo del corpo. I muscoli più colpiti sono la parte superiore della schiena, le spalle e il collo. Fattori di rischio della sindrome del dolore miofasciale

  1. Malattie quali: fibromialgia, artrite reumatoide, ipotiroidismo ecc
  2. Incidente da colpo di frusta
  3. Postura scorretta del computer
  4. Meccanica del corpo di sollevamento scadente
  5. Chirurgia
  6. Fatica

26. elencare quali sono le caratteristiche in comune e le differenze tra una contusione ed una

distrazione di terzo grado

La contusione è una lesione acuta muscolare da trauma diretto che si verifica quando il muscolo viene colpito con violenza da un agente esterno e avviene solitamente in quelle discipline nelle quali si realizza un contatto fisico con l’avversario, ma anche in discipline individuali in cui l’atleta sbatte contro attrezzature. La distrazione o strappo di terzo grado è anch’essa una lesione acuta muscolare, ma da trauma indiretto, e si manifesta con un dolore acuto improvviso con buon ricordo e preciso riferimento al gesto tecnico scatenante, ed è quindi caratterizzata da precisa localizzazione del dolore e impotenza funzionale immediata (abbandono immediato dell’attività fisica). Quindi il meccanismo traumatico è differente. Entrambe queste lesioni sono caratterizzate dallo stravaso ematico e da un danneggiamento (interruzione) di una percentuale di fibre muscolari, così come da un deficit funzionale (perdita di ROM e forza): nella contusione di terzo grado vi è presenza di ecchimosi e di ematoma e di una perdita di forza da moderata a severa; nello strappo di terzo grado vi è presenza di ecchimosi ed ematoma, e di una rottura parziale o totale della superficie di sezione anatomica del muscolo nel livello muscolare interessato dalla lesione, con perdita di continuità del muscolo palpabile e visibile e il deficit di forza (funzionale) è assoluto. I processi di guarigione da questi due diversi tipi di lesione sono un’altra

caratteristica comune, mentre diverse sono le modalità di prevenzione: la contusione si previene con equipaggiamento protettivo, mentre la distrazione si previene manipolando i fattori di rischio, come un adeguato riscaldamento prima della attività.

fattori di rischio, come un

adeguato riscaldamento

prima della attività.

Lezione 005

01. cosa differenzia la tendinosi da una tendinite?

 sono sinonimi

 la tendinosi è prettamente un processo degenerativo

 nessuna delle risposte

 la tendinite colpisce i tendini sprovvisti di guaina

02. quali tra questi è un fattore di rischio endogeno?

 nessuna delle risposte

 il terreno di gioco

 la calzatura

 ginocchio valgo

03. quali di questi è un fattore determinante una lesione scheletrica acuta indiretta?

 nessuna delle risposte

 un colpo diretto

 la superficie di gioco

 una distorsione

04. quali di questi è un fattore di rischio per una lesione scheletrica da sovraccarico?

 fatica muscolare

 carico allenante

 tutte le risposte

 errata tecnica esecutiva

05. lesione da sovraccarico che colpisce i tendini sprovvisti di guaina

 tendinopatia

 tenosinovite

 peritendinite

 tendinite

06. un esempio di lesione da sovraccarico muscolare è

 la contrattura

 il crampo

articolazioni instabili o di sport particolarmente a rischio) con lo scopo di distribuire il carico lontano dall’articolazione e quindi ridurre il carico sui legamenti; riabilitativi (utilizzati in fase post- operatoria); funzionali (utilizzati in post riabilitazione) donano la sensazione di sostegno a muscoli e legamenti. Lezione 009

01. quale struttura che compone il disco intervertebrale supporta il carico maggiore?

 nucleo polposo

 nessuna delle risposte

 anello fibroso

 nucleo fibroso

02. come si nutre il disco intervertebrale?

 grazie alla linfa inerstiziale

 è un tessuto che non ha bisogno di nutrienti

 meccanismo di pompa

 per irrorazione sanguigna

03. che cos'è il locus minoris resistentiae?

 il punto debole della vertebra

 il punto debole del disco intervertebrale

 il punto debole del corpo vertebrale

 nessuna delle risposte

04. qual'è il tratto vertebrale più mobile sul piano trasversale?

 cervicale

 toracico

 dorsale

 lombare

05. come si giustifica la presenza delle curve fisiologiche della colonna vertebrale?

 per aumentare la resistenza alle torsioni

 per aumentare la resistenza alle compressioni assiali

 nessuna delle risposte

 per migliorare la mobilità articolare

06. a cosa è dovuta la mobilità di ciascuno dei tratti del rachide?

 nessuna delle risposte

 allo spessore del corpo vertebrale

 all'inclinazione delle faccette articolari

 all'estensibilità del legamento longitudinale

07. elencare i nomi delle lesioni scheletriche acute del tratto cervicale

Lesioni stabili: lussazione monolaterale di faccetta; frattura a cuneo; frattura a scoppio del tratto cervicale basso; frattura di Clay Shoveler.

Lussazioni instabili: lussazione bilaterale di faccette; teardrop; frattura di Hangman; frattura di Jefferson Lezione 010

01. un esempio di stiramento muscolare del tratto cervicale è

 nessuna delle risposte

 il torcicollo

 il colpo di frusta

 la cervicale

02. qual'è il metodo con cui si può diagnosticare in maniera più certa un esito neurologico a

seguito di una lesione vertebrale?

 test dei riflessi tendinei

 nessuna delle risposte

 TAC

 elettromiografia

03. quando una lesione scheletrica acuta vertebrale si definisce instabile?

 quando è compromessa l'integrità di tutte e 3 le colonne

 quando è compromessa l'integrità di 2 delle 3 colonne

 quando è compromessa l'integrità di 1 delle 3 colonne

 nessuna delle risposte

Lezione 011

01. qual'è la differenza tra un ernia di Schmorl e un ernia discale classica?

 il tratto vertebrale interessato

 nella prima, la protusione è intervertebrale

 non vi è alcuna differenza sostanziale

 nella prima, la protusione è intravertebrale

02. cos'è la spondilolisi?

 nessuna delle risposte

 frattura del'arco vertebrale

 frattura dei processi spinosi della vertebra

 scivolamento del corpo vertebrale

03. quali sono i meccanismi traumatici prinicipali delle lesioni vertebrali acute?

 iperflessione, iperestensione e compressione

 flessione, estensione e compressione

 nessuna delle risposte

 flessione, iperestensione e compressione

04. quali di queste è la frattura cosiddetta da "cintura di sicurezza"?

 nessuna delle risposte

 Chance

 Hangman

 Jefferson

01. c'è differenza tra una protusione discale ed un enria estrusa?

 dipende dal contesto

 nessuna delle risposte

 si

 no

02. c'è differenza tra una protusione discale ed un ernia protusa?

 no

 nessuna delle risposte

 si

 dipende dal contesto

03. che cos'è la lombalgia?

 nessuna delle risposte

 una patologia multifattoriale caratterizzata da sintomatologia dolorosa nel rachide lombare

 una lesione acuta muscolare dovuta ad un sollevamento errato dei carichi

 un dolore irradiato all'arto inferiore

04. qual è la differenza tra un’ernia estrusa e un ernia protusa?

 nella estrusa, il materiale del nucleo non va oltre lo spazio intervertebrale

 l'estrusa è caratterizzata da distaccamento del lembo di materiale del nucleo migrato

 nella protusa, il materiale del nucleo non va oltre lo spazio intervertebrale

 nessuna delle risposte

05. cos'è una parestesia?

 nessuna delle risposte

 sesnazione di formicolio

 sensazione di un corpo estraneo dentro la pelle

 anestesia locale

06. c'è differenza tra un'ernia ed una protusione discale?

 no

 si

 nessuna delle risposte

 dipende dal contesto

07. per sollevare un carico da terra perché è consigliabile avvicinare il carico al proprio corpo?

 per migliorare la presa

 per poter utilizzare i quadricpiti invece che gli estensori del tronco

 per diminuire il braccio della resistenza esterna

 nessuna delle risposte

08. che cos'è la lombocruralgia?

 nessuna delle risposte

 una sintomatologia dolorosa che ha come origine una compressione delle radici nervose a

livello di L2-L3 ed L3-L

 dolore irradiato all'arto inferiore lungo il decorso sensitivo del nervo crurale composto

dalle radici L4, L5 e S

 dolore irradiato a livello del tratto lombare fino al piede

09. quali tra questi fattori non è causa di lombalgia?

 spondilolistesi

 sindrome di Maigne

 sindrome delle faccette articolari

 schiacciamento del corpo vertebrale

10. spiegare il perchè l'impiego dei muscoli estensori del tronco durante il sollevamento di un

carico da terra produce compressione sulle vertebre lombari

I muscoli estensori della

I muscoli estensori della colonna hanno un braccio di forza molto piccolo (circa 6 cm), quindi questi devono “sforzarsi” molto per sollevare un carico; la forza del carico da sollevare si manifesta sulla colonna vertebrale con una componente compressiva. Essendo i muscoli inseriti sui processi spinosi, parte della tensione muscolare è trasferita sui dischi intervertebrali come forze compressive che si sommano alla forza compressiva generata dal carico esterno sulle vertebre lombari.

11. spiegare perchè una postura scorretta comporta un aumento della compressione del disco

intravertebrale

Durante le normali attività

quotidiane i dischi sono

sottoposti a continue

Durante le normali attività quotidiane i dischi sono sottposti a continue pressioni discali, con una intensità diversa in base alla tipologia di attività effettuata. Una postura scorretta comporta un aumento della compressione del disco intravertebrale e porta ad una serie di fenomeni degenerativi come disidratazione del nucleo, sofferenza della porzione elastica dell’anello fibroso che comportano nel tempo la fuoriuscita di ernie discali, e disturbi neurologici più gravi. In una postura scorretta non è possibile mantenere le normali curve fisiologiche della colonna vertebrale e ciò comporta che nel tempo, a causa dello stress a cui viene sottoposto il disco, porterà ad una lenta e graduale perdita dei liquidi, alterando il sistema ciclico di idratazione/disidratazione del disco, diminuendo le sue proprietà ammortizzanti del rachide. Col tempo si formano fessurazioni all’anello fibroso e sotto carico potrebbe dislocare materiale del nucleo e portare a formazione di ernie.

12.elencare e motivare qualsi sono gli elementi per un corretto sollevamento di un carico da

terra

Per prevenire il rischio di lesioni da sollevamento di un carico si attuano 4 soluzioni: 1. diminuire il più possibile il braccio della forza del carico da sollevare, avvicinando il carico al fulcro; 2. utilizzare la contrazione degli addominali, perché la pressione elevata è contenitiva per le ernie e alleggerisce la colonna vertebrale di parte del carico; 3. mantenere il più possibile le curve fisiologiche della colonna vertebrale; 4. cercare di non estendere il rachide, cioè cercare di non far lavorare gli estensori del rachide, sollevando il carico usando gli estensori del ginocchio (quadricipite) e i flessori dell’anca.

Lezione 014

01. la discopatia

 nessuna delle risposte

03. spiegare l'importanza del ritmo scapolo-omerale nella riabilitazione della spalla

Nella

Nella riabilitazione della spalla analizzare il ritmo scapolo-omerale ha una rilevante importanza nel valutare l’efficacia del lavoro di recupero in quanto è in grado di determinare se i muscoli della cuffia dei rotatori lavorano all’unisono per dare stabilità dinamica necessaria per il movimento corretto della spalla, in quanto ci potremmo trovare di fronte ad alterazioni del ritmo scapolo- omerale a causa di disfunzioni dei muscoli motori di questo ritmo, in seguito ad eventi traumatici. L’abduzione dipende da una perfetta coordinazione muscolare tra deltoide e cuffia dei rotatori: il deltoide innalza l’omero, ma la grande tuberosità omerale si scontra con l’arco acromiale schiacciando il legamento coracoacromiale; la cuffia dei rotatori, quindi, tiene fissata la testa dell’omero alla glena, la fa ruotare esternamente portando dietro la grande tuberosità permettendo il proseguimento del movimento. Paolo Evangelisti paragona questa sinergia ad un ballo di coppia poiché come se non c’è ritmo tra due ballerini ci si pesta i piedi, così se non c’è ritmo tra scapola ed omero i tendini della cuffia dei rotatori vengono pestati. Alterazioni del ritmo scapoloomerale detta discinesia contribuiscono all’instabilità della spalla e sindrome da

conflitto coracoideo.

Lezione 018

01. durante l'elevazione dell'omero

 nessuna delle risposte

 la scapola non si muove

 la scapola scapola si muove con un rapporto di 1 a 1

 la scapola si muove con un rapporto di 1 a 2

02. come si risolve il conflitto anatomico non patologico tra grande tuberosità dell'omero e acromion dopo i 90°

di elevazione del braccio?

 con il rinforzo della cuffia dei rotatori

 con una retrazione della scapola

 con una rotazione esterna dell'omero

 nessuna delle risposte

03. durante l'elevazione dell'omero

 la scapola insegue la testa dell'omero fino a 90° di elevazione

 la scapola insegue sempre la testa dell'omero

 nessuna delle risposte

 la scapola non segue la testa dell'omero

04. da cosa è causato il conflitto anatomico non patologico tra omero e acromion dopo i 90° di elevazione del

braccio?

 nessuna delle risposte

 dal contatto tra acromion e grande tuberosità omerale

 da uno squilibrio tra deltoide e cuffia dei rotatori

 da un deficit del sovraspinato

05. che ruolo ha la cuffia dei rotatori nella stabilità della spalla?

 nessuna delle risposte

 centramento e stabilizzazione della testa dell'omero nella cavità glenoidea

 compressione e centramento della testa dell'omero nella cavità glenoidea

 garantire il ritmo scapolo-omerale

06. che cos'è l'indice gleno-omerale?

 è un vincolo dinamico di stabilità gleno-omerale

 è il rapporto tra diametro della glena e diametro della testa omerale

 nessuna delle risposte

 è il rapporto tra diamentro della testa dell'omero e labbro della glena

07. l'indice gleno-omerale

 nessuna delle risposte

 fa aumentare la stabilità glenoomerale quando è basso

 aumenta all'aumentare del diametro della testa dell'omero

 aumenta all'aumentare del diametro della glena

08. quali tra questi è un vincolo statico della stabilità gleno-omerale?

 l'inclinazione della glena sul piano frontale

 l'inclinazione della glena sul piano trasversale

 lo shaft angle

 tutte le risposte

09. qual'è il ruolo del cercine glenoideo?

 bloccare la testa omerale nella glena evitando la sua discocazione

 aumentare la concavità della glena

 entrambe le risposte

 nessuna delle due

10. chi è il maggiore resistore alle traslazioni della testa omerale lungo tutte le direzioni a braccio

abdotto a 90°

 nessuna delle due

 il legamento gleno-omerale inferiore

 i legamenti gleno-omerali inferiore e mediano

 il legamento gleno-omerale superiore

11. quali tra queste strutture funge da depressore della testa dell'omero oltre alla cuffia dei

rotatori?

 il sottoscapolare

 il gran dorsale

 il deltoide

 il tendine del capo lungo del bicipite

12. muscoli che muovono la scapola nel ritmo scapolo-omerale

 trapezio superiore, trapezio medio, trapezio inferiore

 trapezio superiore, trapezio inferiore, serrato

 nessuna delle risposte

 trapezio superiore, trapezio inferiore, deltoide

13. durante l'elevazione dell'omero (braccio destro), la scapola ruota sul torace

 in senso orario

 non ruota sul torace

 in senso antiorario

 nessuna delle risposte

14. chi sono i motori del ritmo scapolo-omerale?

 tutte le risposte

 piccolo pettorale retratto

04. perché l'impingement subacromiale può portare a discinesia scapolare?

 l'impingement non porta a discinesia scapolare

 è una risposta compensatoria

 nessuna delle risposte

 perché lesiona i tendini della cuffia

05. l'impingement subacromiale

 nessuna delle risposte

 può essere causato solo da problematiche alla cuffia dei rotatori

 può essere causato sia da problematiche alla cuffia dei rotatori che da discinesia scapolare

 può essere causato solo da discinesia scapolare

06. perché la testa dell'omero deve essere sempre centrata nella glena?

 per garantire una buona mobilità articolare

 per evitare l'impingement subacromiale

 tutte le risposte

 per garantire la stabilità dell'articolazione gleno-omerale

07. perché la glena deve sempre seguire la testa dell'omero?

 per evitare l'impingement subacromiale

 tutte le risposte

 per garantire la stabilità articolare

 per garantire una buona mobilità articolare

08. qual è la differenza tra impingement esterno ed interno?

 nessuna delle risposte

 l'esterno interessa il tendine del sovraspinoso e l'interno il tendine del sottoscapolare

 l'interno è intra-capsulare e l'esterno è extra-capsulare

 l'esterno interessa il tendine del sovraspinoso e l'interno il tendine del capo lungo del bicipite

09. spiegare le cause dell'impingemente funzionale esterno

Esistono due tipi di impingement: interno ed esterno, in base al fatto se sono dentro o fuori la capsula dell’articolazione gleno-omerale. L’impingement esterno consiste nello schiacciamento del tendine del sovraspinoso e della borsa sinoviale tra testa dell’omero e arco acromiale a causa di un restringimento dell’area sub-acromiale quando la spalla è abdotta oltre i 60°. L’impingement sub- acromiale o impingement esterno può essere classificato in strutturale e funzionale. Nell’impingement strutturale la causa di riduzione dello spazio è o a causa di osteofiti dell’articolazione acromio-clavicolare o a causa della conformazione dell’acromion. L’impingement funzionale si definisce funzionale perché avviene durante l’elevazione dell’omero: lo spazio sub-acromiale è ridotto dalla migrazione verso l’alto della testa omerale per una disfunzione dei muscoli della cuffia o dei muscoli scapolari. Interessa principalmente i giovani, atleti come lanciatori, nuotatori e pallanuotisti che compiono azioni ripetitive con il braccio abdotto

Lezione 020

01. la scapola può fratturarsi in conseguenza a

 nessuna delle risposte

 un trauma diretto

 un trauma indiretto

 sia a un trauma diretto che indiretto

Lezione 021

01. qual è la differenza tra una lesione di tipo Bankart e una lesione di tipo SLAP?

 la Bankart interessa soprattutto gli atleti "overhead"

 la Bankart non è una lesione del labbro glenoideo

 nessuna delle risposte

 la porzione del labbro glenoideo interessata da lesione

02. la cuffia dei rotatori è coinvolta durante il sollevamento di un carico da terra?

 no

 dipende da come viene effettuato il movimento

 dipende dall'entità del carico

 si

03. quali di queste affermazioni è più corretta

 tutte le risposte sono corrette

 la dislocazione del tendine del capo lungo del bicipite avviene sempre per una lesione della guaina che

lo ricopre

 l'integrità della guaina che ricopre il tendine del capo lungo del bicipite può lesionarsi se si lesiona o il

tendinde del sovraspinoso o il tendinde del sottoscapolare o il legamento gleno-omerale superiore o il

legamento coraco-omerale

 l'integrità della guaina che ricopre il tendine del capo lungo del bicipite può lesionarsi se si lesionano le

strutture ad esse annesse

04. la dislocazione del tendine del capo lungo del bicipite può essere associata

 solo ad una lesione del tendine del sottoscapolare

 ad una lussazione gleno-omerale

 sia ad una lesione del tendine del sottoscapolare che del sovraspinoso

 solo ad una lesione del tendinde del sovraspinoso

05. quali di queste affermazioni è vera

 nessuna delle risposte è vera

 il tendine del capo lungo del bicipite non è soggetto a dislocazione

 la dislocazione del tendine del capo lungo del bicipite può avvenire in conseguenza ad una lussazione

della testa dell'omero

 la dislocazione del tendine del capo lungo del bicipite può avvenire in conseguenza ad una lesione del

tendine del sottoscapolare

06. una lesione completa traumatica del tendine di un muscolo della cuffia dei rotatori è più solita accadere

 negli anziani

 sia in giovani che negli anziani

 nessuna delle risposte

 nei giovani

07. qual'è il ruolo della cuffia dei rotatori durante il sollevamento di un carico da terra?

 nessuna delle risposte

 contrastare la forza del deltoide

 stabilizzare la testa dell'omero nella cavità glenoidea

 coadiuvare l'azione di forza dei muscoli deltoide e trapezio

08. quali di queste affermazioni è falsa

 un meccanismo lesivo di tipo meta è associato solo ad una lussazione di spalla

 nessuna delle risposte

 un meccanismo lesivo di tipo meta è associato ad una lesione della cuffia dei rotatori

 un meccanismo lesivo di tipo meta accade sovente nei rugbisti