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Paolo e Francesca Dante, Appunti di Lingue e letterature classiche

V Canto dell'Inferno di Dante Alighieri

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 10/02/2019

Alisya_1
Alisya_1 🇮🇹

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Nel V Canto dell’Inferno viene raccontata la storia di un amore peccaminoso ma potente, un amore
vero e forte, che è costato la vita dei due amanti, Paolo e Francesca. Questa storia viene narrata
attraverso le sole parole di Francesca, che si rivolge con disponibilità a Dante, mentre l’anima di
Paolo non proferisce parola e piange incessantemente. La storia d’amore di Paolo e Francesca è
l’esempio di quanto questo sentimento non possa essere controllato o dominato, di quanto sia
impossibile cercare di razionalizzare e gestire un sentimento che di per sé è irrazionale e ingestibile.
Dal racconto emerge l’irresistibile forza dell’amore che ha costretto Francesca a ricambiare l’amore
di Paolo perché l’Amore non tollera che non si riami se si è amati. La forza di questo sentimento è
tale da superare le barriere della morte e proseguire anche oltre. I due hanno prova dei loro
sentimenti, dei quali prima non erano ancora del tutto a conoscenza, nel momento in cui, leggendo
la storia di Lancillotto e Ginevra, si sentono loro stessi i protagonisti di quel racconto. L’amore di
Lancillotto nei confronti di Ginevra, un amore impossibile e peccaminoso, è lo stesso amore che
Paolo prova per Francesca, sposa di suo fratello. Le labbra di Lancillotto che baciano quelle di
Ginevra sono le labbra di Paolo che, tremanti, baciano quelle di Francesca. In quel momento il libro
non è più soltanto un insieme di storie, diventa la prova lampante dell’amore dei due amanti, stessa
prova d’amore che li condurrà insieme alla morte. Dante rimane colpito nel profondo dalla storia
dei due, quasi come se si sentisse egli stesso colpevole di quell’amore incestuoso, di quella morte
prematura e ingiusta. Lui conosce bene l’amore cortese e la letteratura, e rendersi conto che anche
attraverso di essa possano essere commessi peccati tanto gravi come l’adulterio lo fa sentire
colpevole, quasi carnefice di quella stessa morte. La consapevolezza che un sentimento nobile come
l’amore possa diventare peccato se non controllato dalla ragione lo distrugge fino a fargli perdere i
sensi.
Questa storia ci mette di fronte a due realtà che, in fine, coincidono. Il Dante personaggio prova
infinita pietà per i due amanti e per il loro amore, ma il Dante scrittore sa che quell’amore
peccaminoso non può essere perdonato da Dio, e difatti condanna le due anime all’inferno, ma
seppur nella sofferenza, le lascia insieme nell’aldilà, facendo proseguire senza fine quell’amore che
soltanto con la morte può permettersi di essere infinito.

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Nel V Canto dell’Inferno viene raccontata la storia di un amore peccaminoso ma potente, un amore vero e forte, che è costato la vita dei due amanti, Paolo e Francesca. Questa storia viene narrata attraverso le sole parole di Francesca, che si rivolge con disponibilità a Dante, mentre l’anima di Paolo non proferisce parola e piange incessantemente. La storia d’amore di Paolo e Francesca è l’esempio di quanto questo sentimento non possa essere controllato o dominato, di quanto sia impossibile cercare di razionalizzare e gestire un sentimento che di per sé è irrazionale e ingestibile. Dal racconto emerge l’irresistibile forza dell’amore che ha costretto Francesca a ricambiare l’amore di Paolo perché l’Amore non tollera che non si riami se si è amati. La forza di questo sentimento è tale da superare le barriere della morte e proseguire anche oltre. I due hanno prova dei loro sentimenti, dei quali prima non erano ancora del tutto a conoscenza, nel momento in cui, leggendo la storia di Lancillotto e Ginevra, si sentono loro stessi i protagonisti di quel racconto. L’amore di Lancillotto nei confronti di Ginevra, un amore impossibile e peccaminoso, è lo stesso amore che Paolo prova per Francesca, sposa di suo fratello. Le labbra di Lancillotto che baciano quelle di Ginevra sono le labbra di Paolo che, tremanti, baciano quelle di Francesca. In quel momento il libro non è più soltanto un insieme di storie, diventa la prova lampante dell’amore dei due amanti, stessa prova d’amore che li condurrà insieme alla morte. Dante rimane colpito nel profondo dalla storia dei due, quasi come se si sentisse egli stesso colpevole di quell’amore incestuoso, di quella morte prematura e ingiusta. Lui conosce bene l’amore cortese e la letteratura, e rendersi conto che anche attraverso di essa possano essere commessi peccati tanto gravi come l’adulterio lo fa sentire colpevole, quasi carnefice di quella stessa morte. La consapevolezza che un sentimento nobile come l’amore possa diventare peccato se non controllato dalla ragione lo distrugge fino a fargli perdere i sensi.

Questa storia ci mette di fronte a due realtà che, in fine, coincidono. Il Dante personaggio prova infinita pietà per i due amanti e per il loro amore, ma il Dante scrittore sa che quell’amore peccaminoso non può essere perdonato da Dio, e difatti condanna le due anime all’inferno, ma seppur nella sofferenza, le lascia insieme nell’aldilà, facendo proseguire senza fine quell’amore che soltanto con la morte può permettersi di essere infinito.