Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


parentela nelle scienze umane, Guide, Progetti e Ricerche di Scienze Umane

ricerca di approfondimento sulla parentela nelle scienze umane

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2021/2022

Caricato il 07/01/2023

ale-trudd
ale-trudd 🇮🇹

7 documenti

1 / 2

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Truddaiu Alessandra, 4^C L.S.U.
TEMA DI SCIENZE UMANE
Molteplicità delle forme di famiglia
Prima parte
La famiglia è un nucleo sociale rappresentato da due o più individui che vivono nella stessa
abitazione e di norma, sono legati tra loro col vincolo del matrimonio o da rapporti di parentela o
di affinità. La complessità del concetto di famiglia risiede, innanzitutto, nella pluralità dei piani che
la compongono: formale-strutturale, giuridico, affettivo, relazionale, rappresentazionale. Non
esistono per la famiglia confini ben marcati e stabili, bensì confini porosi e mobili, sottoposti a
continue ridefinizioni.
La famiglia per le scienze umane è un insieme di individui che hanno un legame affettivo e
formano una istituzione educativa. I vari studi svolti con il passare degli anni hanno portato alla
conclusione di aver trovato in tutte queste società umane elementi “universali culturali”, ovvero
elementi comuni in tutti questi insiemi sociali. Una specializzazione delle scienze antropologiche
che studia i legami di parentela con ottica comparativa è l’antropologia della parentela ed
evidenzia il forte legame tra natura e cultura che caratterizza il genere umano. La parentela è un
vincolo naturale o giuridico esistente tra due o più persone e socialmente riconosciuto. Alla base
della parentela vi sono tre tipi di legame: il matrimonio o affinità, la filiazione ho consanguineità, il
legame tra i sibling o co-filiazione. Possiamo affermare che con il passare degli anni e nelle diverse
epoche storiche il concetto di famiglia è cambiato, diventando come affermano Christoph Wulf e
Andrea Borsari una struttura flessibile e aperta. Pertanto, non esiste una sola tipologia di famiglia,
quella tradizionale, ma con i tradizionali ruoli stereotipati scomparsi e le attribuzioni di status
svaniti la struttura sta mutando. La tipica famiglia occidentale è monogamica (una persona può
avere un solo coniuge fin quando dura il matrimonio) ed è più spesso endogamica che esogamica:
anche se in questi ultimi anni la situazione sta cambiando, la maggioranza delle persone si sposa
ancora nell'ambito del proprio gruppo razziale, etnico, religioso e anche all'interno della classe
sociale di appartenenza. Inoltre, la famiglia occidentale è per lo più di tipo nucleare, anche se può
capitare che facciano parte della famiglia il nonno, la nonna o altri parenti. Dal punto di vista dei
rapporti di autorità, la famiglia occidentale è sempre p spesso di tipo egualitario, anche se in
parte è ancora patriarcale: le donne, pur godendo della parità giuridica con l'uomo e pur contando
sempre di più, non hanno tuttavia ancora raggiunto un'effettiva parità all'interno della famiglia per
autorità e mansioni. Ciò si rivela, per esempio, nella persistenza di un elemento chiaramente
patrilineare: per lo più, la moglie aggiunge al proprio il cognome del marito e i figli assumono
quello del padre. Infine, la famiglia occidentale è bilaterale: vengono ritenuti parenti i congiunti sia
del marito sia della moglie e la proprietà si trasmette sia ai figli sia alle figlie. Ovviamente, rispetto
a questo modello ideale e dominante ci sono state e ci sono nel mondo occidentale delle
eccezioni. Gli italiani, i francesi, gli americani e altri popoli occidentali ereditano, come abbiamo
detto, un insieme di idee sull'amore che fanno parte della cultura occidentale, idee che plasmano
le attese delle persone quando cominciano una relazione e che contribuiscono a definire questa
stessa relazione. Prima confinata a ristrettissime élite, a partire dal XVIII secolo la ricerca
dell'amore diventa, per complessi motivi culturali e sociali, un momento cruciale nella crescita
personale. Per le sempre più numerose donne della borghesia in espansione, che incominciavano
a restare a casa mentre gli uomini lavoravano altrove e a godere di una parte "libera" del loro
pf2

Anteprima parziale del testo

Scarica parentela nelle scienze umane e più Guide, Progetti e Ricerche in PDF di Scienze Umane solo su Docsity!

Truddaiu Alessandra, 4^C L.S.U. TEMA DI SCIENZE UMANE

Molteplicità delle forme di famiglia

Prima parte La famiglia è un nucleo sociale rappresentato da due o più individui che vivono nella stessa abitazione e di norma, sono legati tra loro col vincolo del matrimonio o da rapporti di parentela o di affinità. La complessità del concetto di famiglia risiede, innanzitutto, nella pluralità dei piani che la compongono: formale-strutturale, giuridico, affettivo, relazionale, rappresentazionale. Non esistono per la famiglia confini ben marcati e stabili, bensì confini porosi e mobili, sottoposti a continue ridefinizioni. La famiglia per le scienze umane è un insieme di individui che hanno un legame affettivo e formano una istituzione educativa. I vari studi svolti con il passare degli anni hanno portato alla conclusione di aver trovato in tutte queste società umane elementi “universali culturali”, ovvero elementi comuni in tutti questi insiemi sociali. Una specializzazione delle scienze antropologiche che studia i legami di parentela con ottica comparativa è l’antropologia della parentela ed evidenzia il forte legame tra natura e cultura che caratterizza il genere umano. La parentela è un vincolo naturale o giuridico esistente tra due o più persone e socialmente riconosciuto. Alla base della parentela vi sono tre tipi di legame: il matrimonio o affinità, la filiazione ho consanguineità, il legame tra i sibling o co-filiazione. Possiamo affermare che con il passare degli anni e nelle diverse epoche storiche il concetto di famiglia è cambiato, diventando come affermano Christoph Wulf e Andrea Borsari una struttura flessibile e aperta. Pertanto, non esiste una sola tipologia di famiglia, quella tradizionale, ma con i tradizionali ruoli stereotipati scomparsi e le attribuzioni di status svaniti la struttura sta mutando. La tipica famiglia occidentale è monogamica (una persona può avere un solo coniuge fin quando dura il matrimonio) ed è più spesso endogamica che esogamica: anche se in questi ultimi anni la situazione sta cambiando, la maggioranza delle persone si sposa ancora nell'ambito del proprio gruppo razziale, etnico, religioso e anche all'interno della classe sociale di appartenenza. Inoltre, la famiglia occidentale è per lo più di tipo nucleare, anche se può capitare che facciano parte della famiglia il nonno, la nonna o altri parenti. Dal punto di vista dei rapporti di autorità, la famiglia occidentale è sempre più spesso di tipo egualitario, anche se in parte è ancora patriarcale: le donne, pur godendo della parità giuridica con l'uomo e pur contando sempre di più, non hanno tuttavia ancora raggiunto un'effettiva parità all'interno della famiglia per autorità e mansioni. Ciò si rivela, per esempio, nella persistenza di un elemento chiaramente patrilineare: per lo più, la moglie aggiunge al proprio il cognome del marito e i figli assumono quello del padre. Infine, la famiglia occidentale è bilaterale: vengono ritenuti parenti i congiunti sia del marito sia della moglie e la proprietà si trasmette sia ai figli sia alle figlie. Ovviamente, rispetto a questo modello ideale e dominante ci sono state e ci sono nel mondo occidentale delle eccezioni. Gli italiani, i francesi, gli americani e altri popoli occidentali ereditano, come abbiamo detto, un insieme di idee sull'amore che fanno parte della cultura occidentale, idee che plasmano le attese delle persone quando cominciano una relazione e che contribuiscono a definire questa stessa relazione. Prima confinata a ristrettissime élite, a partire dal XVIII secolo la ricerca dell'amore diventa, per complessi motivi culturali e sociali, un momento cruciale nella crescita personale. Per le sempre più numerose donne della borghesia in espansione, che incominciavano a restare a casa mentre gli uomini lavoravano altrove e a godere di una parte "libera" del loro

tempo, l'amore concentrava in un solo evento determinante tutti i problemi riguardanti la sopravvivenza, la mobilità e il successo, che stavano diventando d'importanza critica per la stessa classe media. L'amore romantico è quindi una caratteristica culturale tipica delle società industrializzate contemporanee. Esso è massicciamente sostenuto e rappresentato in varie forme di cultura popolare attraverso libri, periodici, fumetti, canzoni, film e TV. Seconda parte 2.Gli antropologi hanno studiato le diverse usanze matrimoniali dei popoli e sono giunti alla conclusione che il rito del matrimonio è un'esigenza per la società in cui i due futuri coniugi vivono. Esistono una grande verità di matrimoni: romantico, fondato sull’amore e su progetti di vita in comune(diffuso in Occidente), combinato o forzato, in cui le famiglie dei due bambini decidono il loro consorte (diffuso in Pakistan, in India e Marocco), preferenziale, in cui i genitori dei due futuri sposi consigliavano vivamente a sposare un proprio cugino, così da evitare i conflitti che possono nascere quando la sposa proviene da un altro gruppo , per così dire, resta in famiglia (diffuso in Medio-Oriente) e poliandria adelfica, un'unione poligamica in cui una donna sposa due o più individui che sono tra loro fratelli, in tal modo i fratelli restano uniti nella stessa famiglia e ciò serva non frazionare la proprietà terriera in unità troppo piccole (diffusa nel Tibet, nelle Isole Marchesi e i Toda dell’India).

  1. Al giorno d'oggi è importante saper distinguere il sesso dal genere: il primo termine si riferisce alle caratteristiche biologiche dell'essere umano, quindi ciò che distingue il maschio dalla femmina; il secondo termine, invece, è usato per indicare la differenza sessuale come costrutto sociale o culturale , cioè il modo in cui maschile e femminile sono percepiti dalla società , possiamo inoltre dire che il genere può variare nel tempo e nello spazio come dimostrano gli studi antropologici in base a come si sente l'individuo in questione. Con ruoli di genere si intende l’insieme delle norme e delle credenze che socialmente e culturalmente vengono associate al maschile e al femminile. In altre parole, ogni contesto socioculturale riconosce dei comportamenti, degli stereotipi e delle attitudini come propri di un dato genere. Per esempio, ad un maschio si può attribuire il colore blu, si può insegnare che non dovrà piangere e che dovrà giocare a calcio, mentre ad una femmina che vestirà di rosa, che indosserà gonne e che probabilmente farà la ballerina. Spesso avviene che le società partano dai connotati biologici del nascituro per attribuirvi fin da subito un genere ed assegnarvi ruoli e comportamenti, dimenticando semplicemente che si possano preferire comportamenti e attività che canonicamente apparterebbero a un altro genere. È infatti importante sottolineare come, nonostante la rigidità di alcuni contesti culturali, la natura umana sia varia e flessibile e che di fatto non esistano attività, interessi o caratteri esclusivamente maschili o femminili.