Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Parmenide, Zenone e Melisso, Sintesi del corso di Filosofia

Riassunto su Parmenide, Zenone e Melisso

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 21/11/2021

sara-antonelli-9
sara-antonelli-9 🇮🇹

4.4

(15)

47 documenti

1 / 1

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Fondatore della scuola eleatica fu Parmenide nato ad Elea
Secondo Parmenide di fronte all’uomo esistono due vie:
il sentiero della verità basato sulla ragione che ci porta conoscere l’essere vero
il sentiero dell’opinione basato sui sensi che ci porta conoscere l’essere apparente.
Parmenide ci dice che la ragione risponde a una cosa: l’essere è e non può non essere mentre il non
essere non è e non può essere.
Questa tesi suppone la validità di due principi:
il principio di identità per il quale ogni cosa è se stessa
il principio di non contraddizione per il quale è impossibile che una stessa cosa sia e nello stesso
tempo non sia ciò che è.
Con Parmenide inizia lo studio dell’ontologia ovvero lo studio dell’essere.
La ragione ci porta conoscere gli attributi dell’essere vero: ingenerato, imperituro, eterno, immutabile,
immobile, unico, omogeneo, finito.
-L’essere di Parmenide si configura come una realtà necessaria ovvero come qualcosa che non può non
essere o essere diverso da con me.
-L’essere si può pensare e dire mentre il non essere non si può né pensare né dire.
Per Parmenide la sfera ontologica e quella del pensiero formano un tutt’uno con quella linguistica: linguaggio,
logica e ontologia.
Il linguaggio appare come una costruzione artificiosa dell'uomo, una convenzione priva di spessore ontologico.
-Le vie prospettate da Parmenide sono tre:
la via della verità assoluta che dice solo l’essere,
la via dell’opinione ingannevole (la Doxa fallace, che dice anche il non essere)
la via dell’opinione plausibile (la Doxa plausibile che offre una spiegazione verosimile della realtà
percepita con i sensi).
Zenone di Elea fu scolaro e amico di Parmenide, egli riduce all’assurdo le dottrine che ammettono la
molteplicità il mutamento al fine di confermare la tesi di Parmenide.
-I pitagorici al contrario ritenevano che la sostanza delle cose fosse il numero e ammettevano la molteplicità
delle cose.
-Contro la pluralità delle cose, Zenone osserva come si deve riconoscere che se le cose fossero molte il
loro numero sarebbe un tempo finito einfinito:
finito perché non possono essere né più nemmeno di quanti sono;
infinito perché tra due cose ce ne sarà sempre una terza e tra queste e le altre due ce ne sarà un’altra
ancora e così via.
Gli argomenti più famosi di Zenone sono diretti contro la realtà del movimento.
1. Secondo Zenone non si può arrivare all’estremità di uno stadio partendo dall’estremità opposta perché
bisognerebbe arrivare prima alla metà di esso e prima ancora alla metà di questa metà e così via
all’infinito.Non è possibile percorrere in un tempo infinito, infiniti spazi di tempo
2. il secondo è quello dell’Achille. Una tartaruga non sarà mai raggiunta dal veloce Achille sia un passo di
vantaggio nei suoi confronti così la distanza tra Achille e la tartaruga non si ridurrà mai a zero.
Melisso di Samo era anch’egli discepolo di Parmenide e sostiene che l’essere è infinito.
Sia Parmenide sia Melisso affermano l’eternità dell’essere ma: se per Parmenide l’essere finito era eterno
perché fissato nella sua perfezione in un eterno presente,Melisso concepisce l’essere come esteso in un
tempo infinito.
Parmenide aveva negato il divenire e la molteplicità.
Melisso riconosceva come unica incongruenza rispetto ai caratteri dell’essere il divenire ovvero il fatto che
qualcosa possa non essere più ciò che era .

Anteprima parziale del testo

Scarica Parmenide, Zenone e Melisso e più Sintesi del corso in PDF di Filosofia solo su Docsity!

Fondatore della scuola eleatica fu Parmenide nato ad Elea Secondo Parmenide di fronte all’uomo esistono due vie: ● il sentiero della verità basato sulla ragione che ci porta conoscere l’essere vero ● il sentiero dell’opinione basato sui sensi che ci porta conoscere l’essere apparente. Parmenide ci dice che la ragione risponde a una cosa: l’essere è e non può non essere mentre il non essere non è e non può essere. Questa tesi suppone la validità di due principi: ● il principio di identità per il quale ogni cosa è se stessa ● il principio di non contraddizione per il quale è impossibile che una stessa cosa sia e nello stesso tempo non sia ciò che è. Con Parmenide inizia lo studio dell’ontologia ovvero lo studio dell’essere. La ragione ci porta conoscere gli attributi dell’essere vero : ingenerato, imperituro, eterno, immutabile, immobile, unico, omogeneo, finito. -L’essere di Parmenide si configura come una realtà necessaria ovvero come qualcosa che non può non essere o essere diverso da con me.

  • L’essere si può pensare e dire mentre il non essere non si può né pensare né dire. Per Parmenide la sfera ontologica e quella del pensiero formano un tutt’uno con quella linguistica: linguaggio, logica e ontologia. Il linguaggio appare come una costruzione artificiosa dell'uomo, una convenzione priva di spessore ontologico. -Le vie prospettate da Parmenide sono tre: ● la via della verità assoluta che dice solo l’essere, ● la via dell’opinione ingannevole (la Doxa fallace, che dice anche il non essere) ● la via dell’opinione plausibile (la Doxa plausibile che offre una spiegazione verosimile della realtà percepita con i sensi). Zenone di Elea fu scolaro e amico di Parmenide, egli riduce all’assurdo le dottrine che ammettono la molteplicità il mutamento al fine di confermare la tesi di Parmenide. -I pitagorici al contrario ritenevano che la sostanza delle cose fosse il numero e ammettevano la molteplicità delle cose. -Contro la pluralità delle cose, Zenone osserva come si deve riconoscere che se le cose fossero molte il loro numero sarebbe un tempo finito e infinito : ● finito perché non possono essere né più nemmeno di quanti sono; ● infinito perché tra due cose ce ne sarà sempre una terza e tra queste e le altre due ce ne sarà un’altra ancora e così via. Gli argomenti più famosi di Zenone sono diretti contro la realtà del movimento.
    1. Secondo Zenone non si può arrivare all’estremità di uno stadio partendo dall’estremità opposta perché bisognerebbe arrivare prima alla metà di esso e prima ancora alla metà di questa metà e così via all’infinito. Non è possibile percorrere in un tempo infinito, infiniti spazi di tempo
    2. il secondo è quello dell’Achille. Una tartaruga non sarà mai raggiunta dal veloce Achille sia un passo di vantaggio nei suoi confronti così la distanza tra Achille e la tartaruga non si ridurrà mai a zero. Melisso di Samo era anch’egli discepolo di Parmenide e sostiene che l’essere è infinito. Sia Parmenide sia Melisso affermano l’eternità dell’essere ma: se per Parmenide l’essere finito era eterno perché fissato nella sua perfezione in un eterno presente, Melisso concepisce l’essere come esteso in un tempo infinito. Parmenide aveva negato il divenire e la molteplicità. Melisso riconosceva come unica incongruenza rispetto ai caratteri dell’essere il divenire ovvero il fatto che qualcosa possa non essere più ciò che era.