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pascal, quarta superiore, filosofia, Appunti di Filosofia

pascal, quarta superiore, filosofia

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 04/02/2023

aannnnaabb
aannnnaabb 🇮🇹

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PASCAL
Blaise (=Biagio) Pascal nasce a Clermont nel 1623. A 17 anni (1640) scrive un saggio sulle coniche. Il padre
riscuote le tasse, quindi per dargli una mano inventa una macchina: MACHINE ARITMETICS o PASCALIN
(prototipo della calcolatrice) nel 1642. Dal 1647 al 1654 vive una vita dissoluta a Parigi. Nel 1653 sua sorella
Jacquelin entra nella comunità di Port Royal e viene raggiunta l’anno seguente dallo stesso Pascal (in
seguito ad una notte d’estasi si converte improvvisamente). Tra i solitari di Port Royal si affermano le idee
del vescovo Cornelio Giansenio, secondo cui la dottrina agostiniana implica che il peccato originale abbia
tolto all’uomo la libertà del volere e lo abbia reso incapace del bene (l’uomo è incline al male e può salvarsi
solo in virtù della grazia divina). Muore il 19/8/1662 a 39 anni dopo una lunga agonia e i suoi pensieri
vennero raccolti dai suoi amici di Port Royal e pubblicati nel 1669, con il titolo di Pensieri (opera principale).
IL PROBLEMA DEL SENSO DELLA VITA
È l’interrogativo che tormenta ed esaspera l’uomo. L’uomo non sa chi lo ha messo al mondo, non sa cosa è
il mondo, non sa egli stesso cos’è, non sa cos’è il suo corpo, i suoi sensi e la sua anima. Vive nell’ignoranza e
in un angolo dell’universo (immenso) e non sa neppure perché è collocato proprio lì e non da un’altra
parte. Gli interrogativi legati alle tematiche esistenziali (uomo, Dio, anima) sono gli unici appropriati
all’uomo, il resto è svago e inutile curiosità.
IL DIVERTISSEMENT
Solitamente viene tradotto con distrazione, diversione, divertimento. È l’atteggiamento di oblio e
stordimento di sé nella nelle occupazioni quotidiane, per non pensare alle domande esistenziali e alla
propria condizione insoddisfacente. È una “fuga da sé” e seconda Pascal l’uomo fugge da 2 cose:
-INFELICITA’
-INTERROGATIVI SULLA VITA E SULLA MORTE
Per non pensare a questo, l’uomo ricerca il gioco, la conversazione, la guerra, attività pratiche (ricerca il
trambusto e la fatica). Rimanere a riposo e senza fare nulla infatti annoia e induce a pensare.
IN REALTA’: il divertimento non genera felicità ed è solo un’illusione: l’unica cosa che sembrava distrarre e
consolare l’uomo dalla sua miseria, in realtà è la più grande delle miserie. Il divertimento non è un
atteggiamento degno dell’uomo; l’uomo deve saper accettare la propria condizione e non chiudere gli occhi
e evitarla.
LIMITI DEL PENSIERO SCIENTIFICO
1) ESPERIENZA: da un lato è un punto di forza, dall’altro è un qualcosa con cui la religione deve fare i
conti, in quanto frena e limita i suoi poteri.
2) INDIMOSTRABILITA’ DEI SUOI PRIMI PRINCIPI:
3) L’IMPOTENZA DI FRONTE AI PROBLEMI ESISTENZIALI: la scienza di fronte agli interrogativi umani
risulta impotente, muta, estranea e, in relazione ai destini degli uomini, vana.
Secondo Pascal il nostro pensare è animato da 2 spiriti:
- SPIRITO DI GEOMETRIA (esprit de geometrie): ha per oggetto le realtà fisiche e gli enti astratti
della matematica, procede in modo discorsivo e dimostrativo (sillogismo e deduzione), è
perfettamente adatto alle scienze.
- SPIRITO DI FINEZZA (esprit de finesse): ha per oggetto l’uomo e gli aspetti più profondi della sua
esistenza e si fonda sul cuore, sul sentimento e sull’intuito; (intuizione->intus+ire). La cosa più
preziosa per l’uomo non è la scienza, ma la conoscenza dell’uomo stesso (bisogna conoscere sé
stessi).
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PASCAL

Blaise (=Biagio) Pascal nasce a Clermont nel 1623. A 17 anni (1640) scrive un saggio sulle coniche. Il padre riscuote le tasse, quindi per dargli una mano inventa una macchina: MACHINE ARITMETICS o PASCALIN (prototipo della calcolatrice) nel 1642. Dal 1647 al 1654 vive una vita dissoluta a Parigi. Nel 1653 sua sorella Jacquelin entra nella comunità di Port Royal e viene raggiunta l’anno seguente dallo stesso Pascal (in seguito ad una notte d’estasi si converte improvvisamente). Tra i solitari di Port Royal si affermano le idee del vescovo Cornelio Giansenio , secondo cui la dottrina agostiniana implica che il peccato originale abbia tolto all’uomo la libertà del volere e lo abbia reso incapace del bene (l’uomo è incline al male e può salvarsi solo in virtù della grazia divina). Muore il 19/8/1662 a 39 anni dopo una lunga agonia e i suoi pensieri vennero raccolti dai suoi amici di Port Royal e pubblicati nel 1669, con il titolo di Pensieri (opera principale). IL PROBLEMA DEL SENSO DELLA VITA È l’interrogativo che tormenta ed esaspera l’uomo. L’uomo non sa chi lo ha messo al mondo, non sa cosa è il mondo, non sa egli stesso cos’è, non sa cos’è il suo corpo, i suoi sensi e la sua anima. Vive nell’ignoranza e in un angolo dell’universo (immenso) e non sa neppure perché è collocato proprio lì e non da un’altra parte. Gli interrogativi legati alle tematiche esistenziali (uomo, Dio, anima) sono gli unici appropriati all’uomo, il resto è svago e inutile curiosità. IL DIVERTISSEMENT Solitamente viene tradotto con distrazione , diversione , divertimento. È l’atteggiamento di oblio e stordimento di sé nella nelle occupazioni quotidiane, per non pensare alle domande esistenziali e alla propria condizione insoddisfacente. È una “ fuga da sé ” e seconda Pascal l’uomo fugge da 2 cose:

- INFELICITA’ - INTERROGATIVI SULLA VITA E SULLA MORTE Per non pensare a questo, l’uomo ricerca il gioco, la conversazione, la guerra, attività pratiche (ricerca il trambusto e la fatica). Rimanere a riposo e senza fare nulla infatti annoia e induce a pensare. IN REALTA’: il divertimento non genera felicità ed è solo un’illusione: l’unica cosa che sembrava distrarre e consolare l’uomo dalla sua miseria, in realtà è la più grande delle miserie. Il divertimento non è un atteggiamento degno dell’uomo; l’uomo deve saper accettare la propria condizione e non chiudere gli occhi e evitarla. LIMITI DEL PENSIERO SCIENTIFICO

  1. ESPERIENZA : da un lato è un punto di forza, dall’altro è un qualcosa con cui la religione deve fare i conti, in quanto frena e limita i suoi poteri.
  2. INDIMOSTRABILITA’ DEI SUOI PRIMI PRINCIPI :
  3. L’IMPOTENZA DI FRONTE AI PROBLEMI ESISTENZIALI : la scienza di fronte agli interrogativi umani risulta impotente, muta, estranea e, in relazione ai destini degli uomini, vana. Secondo Pascal il nostro pensare è animato da 2 spiriti: - SPIRITO DI GEOMETRIA (esprit de geometrie): ha per oggetto le realtà fisiche e gli enti astratti della matematica , procede in modo discorsivo e dimostrativo ( sillogismo e deduzione ), è perfettamente adatto alle scienze. - SPIRITO DI FINEZZA (esprit de finesse): ha per oggetto l’ uomo e gli aspetti più profondi della sua esistenza e si fonda sul cuore, sul sentimento e sull’intuito; ( intuizione -> intus+ire ). La cosa più preziosa per l’uomo non è la scienza, ma la conoscenza dell’uomo stesso (bisogna conoscere sé stessi).

LIMITI DELLA FILOSOFIA

La filosofia non risolve i problemi esistenziali e metafisici, infatti le indagini dei filosofi sull’uomo e le dimostrazioni dell’esistenza di Dio sono state vane.

- Per Pascal l’ esistenza di Dio non è dimostrabile : non si sa, è un concetto oscuro e problematico e le prove metafisiche dell’esistenza di Dio giungono solo ad un Dio puramente astratto che appare lontano dall’uomo. - La filosofia è incapace anche di spiegare la condizione dell’uomo. Per Pascal l’uomo ricopre una posizione mediana , nell’ordine:  Delle cose : è compreso tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, è nulla di fronte al tutto e tutto di fronte al nulla (mix di essere e non essere).  Della conoscenza : è compreso tra ignoranza assoluta e scienza assoluta, non è così ignorante da non sapere nulla ma neanche così dotto da sapere tutto.  Del pratico : vuole realizzare il bene e conseguire la felicità, ma non è in grado di farlo.  Questa posizione di medietà rende l’uomo desiderio frustrato , compreso tra volere e non potere. È un essere ambiguo, in cui sono compresenti la grandezza e la miseria). META-FILOSOFIA È per Pascal l’unica vera filosofia, consapevole dei limiti della filosofia. Unisce religione e ragione e vede la fede come lo strumento che può risolvere gli interrogativi che la ragione da sola non può chiarire. SCOMMESSA SU DIO Pascal affronta anche il tema della “ SCOMMESSA ”: l’uomo deve scegliere tra il vivere come se Dio ci fosse e vivere come se non ci fosse. NON può non scegliere, perché non scegliere è già una scelta negativa. Bisogna scommettere senza esitare e bisogna scommettere considerando l’eventuale perdita/vincita.  SCOMMETTERE SU DIO: - Se Dio esiste si GUADAGNA l’ infinito (beatitudine eterna) - Se Dio non esiste si GUADAGNA il finito (piaceri mondani, beni finiti)  SCOMMETTERE CONTRO DIO: - Se Dio esiste si PERDE l’ infinito (beatitudine eterna) - Se Dio non esiste si GUADAGNA il finito (piaceri mondani, beni finiti)