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riassunto del Pathological Gambling capitoli 3 e 6
Tipologia: Appunti
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Capitolo 3 Fenomenologia del gioco d’azzardo
♦ Studi di epistemologia descrittiva: prevalenza di gioco problematico o patologico
Per comprendere il fenomeno azzardo da un punto di vista comportamentale, sociale e sanitario è necessario interrogarsi sulla sua diffusione e sulle caratteristiche delle persone che manifestano tale disturbo. La ricerca epistemologica si occupa di analizzare la distribuzione e la frequenza, nella popolazione, di eventi di rilevanza sanitaria osservandone le cause, il decorso e le conseguenze; proprio per questo molti ricercatori che si occupano in vari paesi del mondo di gioco d’azzardo ne hanno fatto uso. In generale si può affermare che la ricerca epistemologica sul gioco d’azzardo rispetto ad altri disturbi come la dipendenza da sostanza, è un ambito poco esplorato in quanto si iniziò a studiarlo intorno agli anni ’90. Le ricerche epistemologiche che hanno come tema il gioco d’azzardo si sono sviluppate negli Stati Uniti, in Canada, in Nuova Zelanda, in Australia, in Spagna e in Europa si sono sviluppate poche indagini epistemologiche su questo fenomeno (in Svezia è stato condotto un sondaggio nazionale di grandi dimensioni su questo fenomeno); inoltre recentemente il regno unito e la svizzera hanno rinnovato le indagini sul gioco d’azzardo. In Italia sono state effettuate, anche, due importanti ricerche con campioni rappresentativi della popolazione nazionale, i cui risultati sono stati diffusi solo attraverso comunicati stampa senza alcuna pubblicazione scientifica, successivamente, sempre in Italia , nel 2008 un altro studio realizzato per conto di un centro della Sapienza università di Roma ha coinvolto un campione di 2000 persone italiane di età compresa tra i 18 e 70 anni; gli strumenti utilizzati in queste ricerche sono stati sia il SOGS che il PGSI e la percentuali di soggetti che presentano problemi di gioco risultano essere differenti tra loro in quanto i campioni stessi erano differenti per età. I risultati differenti ottenuti da tali ricerche nei vari paesi sono ancora argomento di dibattito, l’ipotesi più diffusa sostiene che tali differenze siano dovute alle differenti modalità di accesso al gioco d’azzardo e alla differente disponibilità di denaro.
♦ Tipologia di giocatore
Tra gli anni ’70 ed oggi diversi autori hanno condotto ricerche sul gioco d’azzardo patologico e hanno teorizzato la presenza di differenti tipologie di giocatori d’azzardo; si tratta di riflessioni estremamente utili in quanto suggeriscono al clinico quale specifico intervento attuare sul giocatore d’azzardo che attraversa uno specifico percorso che può essere differente da quello di un altro giocatore.
…………………………….
♦ Fattori di rischio
Vi sono soggetti che pur presentando uno o più fattori di rischio tra quelli individuati dalle ricerche, non sono giocatori eccessivi, ed altri che, pur rispondendo ai criteri del DSM-V per il disturbo da gioco d’azzardo, non evidenziano nessuno dei fattori di rischio e di vulnerabilità legati a tal disturbo. L’identificazione dei diversi fattori di rischio e di vulnerabilità per la dipendenza da gioco d’azzardo è uno dei primi obiettivi per costruire appropriare misure di prevenzione; in letteratura i fattori di rischio associati al disturbo da gioco d’azzardo possono essere raggruppati in due macro- aree: fattori individuali (individuo) e fattori socio-ambientali (contesto).
INDIVIDUO
Fattori socio- demografici secondo i risultati di diverse ricerche, i fattori socio-demografici hanno un’influenza determinante nell’insorgenza o meno del gioco problematico e/o patologico. Molti studi confermano un legame tra gioco d’azzardo disordinato e alcune variabili demografiche di base: età, genere, gruppo etnico di appartenenza , classe socio-economica e stato civile.
Età: essere adolescenti, adulti, anziani gli adolescenti e i giovani adulti sono più esposti al rischio di una dipendenza da gioco d’azzardo in quanto durante quest’età i comportamenti rischiosi sono più frequenti. Da alcune ricerche effettuate sembra che il coinvolgimento nel gioco d’azzardo decresca con l’aumentare degli anni (individui over 65) ma tuttavia altre ricerche dimostrano il contrario. Gli anziani, spesso costituiscono il bersaglio dell’industria del gioco ed inoltre essi possono essere considerati come più vulnerabili a causa del maggior tempo libero a disposizione, della maggior quantità di denaro e soprattutto a causa di tutti i cambiamenti che questo periodo di vita porta con se (pensionamento, perdita delle persone care, malattie, ecc..). Le motivazioni che sembrano spingerli ad un’attività di gioco sempre più crescente sono la ricerca di qualcosa di divertente, il voler migliorare il proprio tenore di vita ed, addirittura le donne vedono il gioco come una fuga dalla routine quotidiana spesso noiosa e piena di solitudine; l’anziano trova spesso molte difficoltà a riconoscere il suo problema ed esso può causare in lui dipendenza da alcool, depressione, disturbo d’ansia e di panico, disturbo della personalità borderline ecc... La prevalenza del disturbo da gioco d’azzardo in soggetti affetti da morbo di Parkinson risulta sette volte superiore a quella della popolazione normale. Le conseguenze che comporta un eccessivo gioco d’azzardo durante quest’età riguarda il campo economico in quanto l’anziano non godendo più di un reddito di lavoro corre maggiormente il rischio di esaurire i propri risparmi, mentre l’impatto sulle relazioni e sul lavoro può risultare meno grave o assente. Con l’invecchiamento precoce della popolazione e con l’aumento della disponibilità dei giochi d‘azzardo cresce sempre più il rischio per le persone anziane di sviluppare una dipendenza da gioco.
Genere: uomini e donne che giocano d’azzardo il gioco d’azzardo sembra colpire maggiormente e più precocemente i maschi infatti numerose ricerche dimostrano che la possibilità di diventare un giocatore patologico è due volte maggiore per gli uomini. La variabile genere influisce anche sulla tipologia di gioco preferita, sulla quantità di denaro investita, sul tempo dedicato al gioco e sulla frequenza delle giocate. Inizialmente le ricerche tendevano a generalizzare i sintomi degli uomini e delle donne affetti da dipendenza da gioco ma in seguito Volberg, Boughton, Falenchuk, e molti altri criticarono ciò sostenendo che le donne che si presentavano ai servizi di consulenza per problemi legati al gioco d’azzardo hanno caratteristiche differenti dagli uomini. È stato dimostrato che le donne tendono ad iniziare a scommettere più tardi nella loro vita ma progrediscono più rapidamente rispetto agli uomini fino a far diventare il gioco una patologia, ciò indica che è necessario un intervento più precoce per le giocatrici.
Il gioco d’azzardo eccessivo rappresenta una forma di coping disfunzionale in risposta ai problemi della vita quotidiana; È dimostrato che la percentuale di pensieri erronei è molto più alta nei giocatori patologici che nei giocatori “sani”, inoltre vi sono altre numerosi fattori e/o caratteristiche del comportamento che differenziano un giocatore d’azzardo patologico e un giocatore “sano”, tra cui:
I tratti temperamentali che seguono sono associati alla “addictive personality” e caratterizzano i giocatori d’azzardo, a vari livelli a seconda del loro grado di gravità.
Ancora, ulteriori ricerche hanno dimostrato che altre dimensioni di personalità sono collegate al comportamento da gioco d’azzardo:
fortuna, nel secondo caso i soggetti sono convinti che sia il caso o la fortuna a dirigere la propria vita, sono più a rischio di diventare giocatori patologici e preferiscono giochi “di testa”.
Comorbilità Psichiatrica essa rappresenta un altro importante fattore di rischio in merito al gioco d’azzardo problematico. Comorbilità è il termine usato per descrivere la co-presenza di due o più disturbi presenti nello stesso individuo nel periodo di tempo preso in esame, si può parlare di:
Dipendenza da sostante la dipendenza da alcol o da altre sostanze accompagna, spesso, il disturbo da gioco d’azzardo; numerose ricerche infatti indicano una prevalenza dei giocatori d’azzardo tra gli alcolisti e i tossicomani rispetto alla popolazione generale ed altri studi indicano, addirittura, delle sovrapposizioni tra i vari tipi di dipendenze. Lesieur, Blume e Zoppa in uno studio condotto su 458 adulti ricoverati per alcolismo e altre dipendenze hanno riscontrato che: tra gli alcolisti il 5% era giocatore d’azzardo patologico e il 10% presentava problemi di gioco; tra i soggetti dipendenti da alcol combinato con altre sostanze, i giocatori d’azzardo patologici rappresentavano il 12% mentre il 10% presentava problemi causati dal gioco. Anche da studi condotti in Italia, emerge che i giocatori d’azzardo patologici sono maggiormente alcolisti e tossicomani. La co-occorrenza tra gioco d’azzardo patologico e altre forme di dipendenza è confermata da due studi epistemologici di grandi dimensioni condotti in Nord-America:
Fattori socio-economici, cross-culturali e religiosi sembra esserci un legame tra il reddito e il gioco d’azzardo eccessivo, tale legame è determinato dal tasso di povertà in quanto più un soggetto si trova in una situazione di povertà più egli perde lucidità e svolge azioni controproducenti che posso riguardare sia il gioco d’azzardo che la criminalità o il prestito dei soldi accettando tassi elevati di interessi che non si potranno pagare. Ancora, il vicinato sembra avere una grande influenza sui comportamenti problematici ed infatti se come detto prima i giocatori d’azzardo sono soprattutto poveri, questa è una ragione per sostenere l’influenza del vicinato in quanto le persone appartenenti a ceti sociali più passi vivono spesso negli stessi quartieri. In caso dei fattori tran-culturali e religiosi, sembra ci sia una maggior prevalenza di gioco d’azzardo eccessivo e di gioco d’azzardo in generale in alcuni gruppi e minoranze etniche, si pensi ad esempio ai Maori della Nuova Zelanda che sono maggiormente esposti a dipendenza da gioco d’azzardo, fumo, alcol e altre sostante in quanto tutto ciò è stato introdotto da poco nella loro cultura per mano degli europei, infatti ancora non esiste una parola nel loro linguaggio per definire tutto ciò, e si sa la novità ha sempre un richiamo particolare.
Disponibilità di giochi, tipologia di giochi e marketing il legame tra la disponibilità del gioco d’azzardo e la diffusione del gioco d’azzardo sistematico e patologico appare piuttosto contraddittorio, il National Council on Problem Gambling ha evidenziato come il gioco d’azzardo sia presente soprattutto dove è maggiormente disponibile; in merito a ciò, Volberg h più volte affermato che nelle zone in cui cresce la disponibilità dei giochi, cresce anche il consumo. Certamente, l’introduzione di nuove forme di scommessa in un territorio porta con se dei cambiamenti, ciò viene confermato da una ricerca condotta in Australia da H. Sharley finalizzata all’analisi dell’impatto che i dispositivi economici di gioco d’azzardo hanno avuto su tre piccole comunità rurali. I partecipanti indicarono che le macchinette avessero cambiato gli stili di vita di gran parte della società ed inoltre sono stati evidenziati, anche,alcuni mutamenti nei comportamenti le cui conseguenze si riversavano sulle attività sociali, sportive e culturali della gente. Dalle interviste telefoniche effettuate la maggior parte degli intervistati ha affermato che l’introduzione dei dispositivi elettronici di gioco, da un lato ha aumentato l’occupazione, ha fatto pubblicità ai clubs e ai pubs, ma dall’altro lato, essi hanno aumentato il numero dei fallimenti e delle bancarotte, ha fatto aumentare il numero dei giocatori problematici, ha arrestato i tradizionali luoghi per il tempo libero e vi è stato un incremento dei fenomeni di micro-criminalità. Inoltre, la possibilità che alcuni tipi di giochi siano più “problematici” di altri continua ad essere scarsamente documentata. È evidente come molti fattori ambientali influenzano i comportamenti di gioco delle persone , tra questi vi è anche la “facilitazione sociale” cioè l’effetto delle persone che fanno la stessa cosa o del pubblico sul soggetto che compie un’azione. Va evidenziato anche il modo in cui l’azzardo va commercializzato ai membri di una comunità cioè attraverso numerose strategie di marketing come messaggi radiofonici e televisivi, spot pubblicitari, cartelloni, ecc.., anche se è stato suggerito che l’impatto delle pubblicità sui soggetti è minimo. Queste pubblicità tendono a trasmettere solo il lato “positivo” del gioco non trattando affatto delle conseguenze, inoltre risulta molto dannosa la continua esposizione degli adolescenti o dei soggetti hanno già un problema a tali pubblicità, in quanto stimolano al gioco. Elemento da non trascurare è anche la progettazione delle attrezzature di gioco e “l’interior design” dei luoghi di gioco che di recente fa uso di simboli culturali per comunicare che l’azzardo è divertente, emozionante e può rendere le persone ricche.
♦ Considerazioni conclusive sui fattori di rischio e i fattori protettivi nelle addiction
In quanto forma di dipendenza riconosciuta il disturbo da gioco d’azzardo mostra numerose somiglianze alle dipendenze da sostanza anche per ciò che riguarda i fattori di rischio e i fattori protettivi.
♦ Segni psicologici e fisici del gioco problematico
Una persona con problemi di gioco d’azzardo inizia via via perdere interesse per le cose importanti della sua vita: famiglia, relazioni, lavoro. Man mano che la dipendenza da gioco d’azzardo va avanti emergono problemi fisici e psicologici, segni e sintomi che coinvolgono sia il giocatore che i suoi familiari e le situazioni sociali che li riguardano. Alcuni sintomi sono:
Capitolo 6 Gioco d’Azzardo, costi sociali e prevenzione
Il gioco d’azzardo produce un impatto socio-economico considerevole che assume svariate connotazioni e molti degli effetti che esso causa sono difficilmente quantificabili. La comunità è, di solito, chiamata a coprire i costi delle cure sanitarie, dei trattamenti, delle perdite, dei procedimenti giudiziari, civili e penali conseguenti al gioco d’azzardo eccessivo, e ancora la lotta al crimine e le spese sociali per la sicurezza. Inoltre, i danni che questa forma di dipendenza causa alle famiglie e ai contesti di lavoro, hanno anche un impatto sulla comunità più allargata. Anielski e Braatan hanno recentemente proposto un quadro di riferimento per l’analisi dell’impatto sociale ed economico del gioco d’azzardo che valuta complessivamente 6 aree: salute e benessere, economia e finanza, occupazione ed istruzione, tempo libero e turismo, legalità e giustizia, cultura. All’interno di ciascuna di queste aree hanno incluso un totale di 34 variabili/indicatori per valutare i costi e i benefici del gioco.
♦ Impatto sulla comunità : costi e criminalità
Tra i costi più fastidiosi che la comunità deve pagare a causa della diffusione dei problemi legati al gioco d’azzardo vi rientrano i comportamenti illegali, essi si verificano principalmente in individui con diagnosi di Disturbo da gioco d’azzardo molto grave e meno frequentemente in individui con forme più lievi. I comportamenti illeciti in questione includono: appropriazione indebita di denaro, furto, emissione di assegni a vuoto, contraffazione di assegni, furto di carte di credito, frode fiscale, accettazione di scommesse clandestine, ecc… tutto ciò può sfociare, addirittura nell’arresto e/o l’incarcerazione.
Circa il 50% degli uomini e delle donne in carcere in Nuova Zelanda, con diagnosi di disturbo da gioco d’azzardo, ha riferito di aver commesso reati per sostenere le scommesse. Alcuni studi hanno evidenziato come gli uomini siano più propensi a commettere azioni illecite a causa del gioco, rispetto alle donne, ma questo risultato non è universalmente riconosciuto. Tra i meccanismi che portano a mettere in atto azioni illecite a causa del gioco d’azzardo, assume un ruolo rilevante l’impulsività, seguita dalle pressioni finanziarie ecc.. I giocatori d’azzardo patologici che si dedicano a comportamenti illegali legati alla loro dipendenza dovrebbero beneficiare di trattamenti di maggiore durata e intensità. C’è da dire che le ricerche relative a questo fenomeno presentano dei limiti in quanto hanno preso in esame solo soggetti in trattamento ed inoltre tali ricerche si fondano sulle dichiarazioni degli stessi giocatori, mentre sarebbe utile consultare anche i familiari, gli amici, o i documenti giudiziari. C’è da sottolineare che è stato riscontrato che l’introduzione di nuove offerte di gioco contribuisca ad aumentare il numero di giocatori e quindi di coloro che possono essere coinvolti dal mondo dei giochi illegali.
♦ Prevenzione del Gambling Disorder
Per prevenzione si intende un insieme di azioni finalizzate ad eliminare o ridurre i rischi che possono generare danni sugli individui. Esistono diverse tipologie di prevenzione che si differenziano dal target a cui sono indirizzate. Caplan distingue tre forme di prevenzione:
Esistono altre iniziative di prevenzione: Azioni di prevenzione rivolte alla popolazione o ad una comunità nel suo insieme
Azioni di prevenzione rivolte a gruppi che non giocano d’azzardo ma che sono considerati a rischio o vulnerabili:
A proposito della prima categoria di restrizioni, le azioni dovrebbero essere le seguenti: ■ Limitazione delle tipologie di gioco maggiormente dannose Le politiche per ridurre i danni correlati al gioco d’azzardo dovrebbero includere restrizioni sulle forme di gioco che espongono i soggetti ad un maggior rischio di dipendenza. I produttori dovrebbero progettare e costruire dispositivi che siano popolari ma che non inneschino meccanismi di dipendenza. Allo stesso tempo, i gestori dei locali hanno la responsabilità di garantire che i propri clienti non siano stimolati a giocare d’azzardo e che non venga fornito loro alcol in quantità elevate da poter alterare il loro giudizio; essi devono individuare i primi segni di una eccessiva attività di gioco ed intervenire in modo tempestivo per ridurre le perdite. Sarebbe proficuo formare i gestori e i lavoratori presenti nei luoghi della scommessa al riconoscimento del problema di gioco.
■ Limitazione del numero di formati di gioco sui quali poter scommettere Limitare il numero di tipologie di gioco disponibili sarebbe un modo per ridurre il danno; purtroppo non ci sono evidenze empiriche che confermano la bontà di questo intervento, vi sono molti paesi che limitano certe forme di gioco ma non ci sono paesi che limitano il numero massimo di tipologie di gioco consentite.
■ Limitazioni riguardo il posizionamento dei luoghi di gioco Un’altra iniziativa politica di prevenzione riguarda la localizzazione dei contesti di gioco. La ricerca dimostra che alcuni gruppi di residenti urbani siano più sensibili rispetto ad altri, ad esempio i giovani e quartieri più poveri e dai redditi più bassi sono più a rischio. Quindi, è utile mantenere lontani i centri scommesse dai quartieri più degradati, dalle scuole e dai centri di raduno giovanile.
A proposito della seconda categoria di restrizioni, seguendo le indicazioni di Williams e colleghi per esempio i programmi di auto-esclusione rientrano in questa categoria insieme alle seguenti azioni: ■ Divieto di gioco d’azzardo hai minori Limitare il gioco d’azzardo ai soli maggiorenni è una politica comune a livello mondiale, ma nonostante ciò la percentuale di gioco d’azzardo problematico tra adolescenti e giovani è alta, varia dal 2% al 6% e in alcuni paesi è superiore a quella degli adulti. Alcuni paesi non hanno leggi specifiche che vietano il gioco d’azzardo giovanile e la loro applicazione è più rigorosa nei contesti in cui hanno accesso solo gli adulti (casinò, club, ecc.) e meno nei luoghi pubblici accessibili a tutti. La ricerca afferma che l’esposizione precoce all’azzardo rappresenta un grave fattore di rischio di insorgenza di una futura dipendenza da gioco, inoltre, gli adolescenti sono neurologicamente più vulnerabili degli adulti e più inclini ad assumere comportamenti rischiosi. L’innalzamento dell’età legale per il gioco d’azzardo sarebbe una buona strategia per diminuire il danno esattamente come la promozione di un gioco responsabile sin da bambini.
■ Limitare l’ingresso ai luoghi della scommessa ai soli non residenti Alcuni paesi non consentono ai residenti locali di giocare al casinò mentre in altri paesi l’accesso ai residenti è molto limitato. Questa politica vuole garantire che le entrare vengano da fuori il territorio circoscritto e cerca di proteggere la popolazione da eventuali dipendenze, ma tuttavia una mancanza di evidenza empirica sull’efficacia di questa politica.
■ Limitare l’ingresso solo alle classi socio economiche più elevate Limitare l’ingresso ai luoghi della scommessa solo alle classi socio economiche più elevate rappresenta un’azione di prevenzione che può risultare utile a limitare i danni.
In alcuni paesi europei, ad esempio, si richiede un abbigliamento più formale all’ingresso del casinò, sia per mantenere l’ambiente sofisticato, sia per soddisfare le classi socio-economiche più elevate. Tuttavia, questa azione di prevenzione riguarda soltanto un contesto specifico, i casinò, tralasciando tuti gli altri set di gioco.
La terza categoria di restrizioni, include le seguenti azioni di prevenzione: ■ Modifica dei parametri dei dispositivi elettronici dei gioco La ricerca ha sottolineato che vi sono alcune misure da adottare che sembrano ridurre i danni, esse sono: la diminuzione della dimensione massima di vincita, la riduzione della velocità di gioco e la frequenza delle “quasi vincite”, eliminazione dei dispositivi che accettano banconote, innalzamento della quota della puntata minima, introduzione di messaggi a comparsa a favore della prevenzione, riduzione dei posti a sedere, introduzione di orologi sullo schermo, limitazioni della privacy, ecc..
■ Introduzione della strategia del “pre-impegno” Si tratta di una strategia che prevede l’impostazione, prima dell’inizio del gioco, dei limiti di tempo, della frequenza e/o dei soldi scommessi; ciò sembra utile per ridurre i danno in quanto permette ai giocatore di prendere decisioni in modo del tutto razionale prima di impegnarsi nel gioco. Il “pre-impegno” può essere obbligatorio, facoltativo, volontario, revocabile, di breve durata ed è disponibile solo per alcuni dispositivi di gioco elettronici o per alcuni siti internet; ciò rappresenta una limitazione in quanto i giocatori “a rischio” e chi gia ha sviluppato una dipendenza da gioco, sceglieranno una strategia di pre-impegno volontaria, facoltativa o revocabile. I parametri di pre-impegno per i giocatori d’azzardo online variano a seconda del sito, mentre, per il gioco off line il pre-impegno è attuato mediante l’utilizzo di una smat-card.
■ Eliminare le carte fedeltà o eliminare i parametri Le carte fedeltà o carte premio sono state pensate per premiare le persone in relazione alla loro quantità di gioco, in modo da indurli a scommettere ancora di più. Quindi sarebbe opportuno eliminarle se si vuole ridurre il rischio di dipendenza.
■ Impostazione dei limiti di perdita massima L’ impostazione dei limiti di perdita massima rappresenta una strategia efficace ma in molti luoghi di gioco non c’è nessun limite alla quantità di denaro che una persona può perdere o se esso c’è, si tratta di un limite troppo alto che non offre nessuna protezione.
■ Intervenire proattivamente con i giocatori “a rischio” Sarebbe una strategia efficace formare i gestori e i lavoratori presenti nei luoghi della scommessa al riconoscimento del problema di gioco che presenta sintomi e segni molto evidenti, ed infatti la formazione di questi è avvenuta in molti paesi (in alcuni è addirittura obbligatoria) e risulta utile per individuare giocatori con un problema evidente e per indirizzare quest’ultimi verso percorsi di trattamento adeguati.
■ Limitare l’accesso al denaro Vietare credito, limitare prelievi bancomat o rimuovere gli sportelli automatici da o vicino i luoghi di gioco, sono pratiche efficaci ma spesso ostacolate a causa del potenziale disagio che si recherebbe anche ai giocatori non problematici.
■ Restrizioni all’uso concomitante di alcol e tabacco
Le iniziative di prevenzione più comunemente attuate risultano meno efficaci e quando sono attuate misure potenzialmente più efficaci (es. la riduzione del numero dei dispositivi elettronici di gioco, ecc..) le riduzioni sono state troppo piccole per essere significative. Ciò fa notare che i responsabili politici hanno il desiderio di attuare interventi di prevenzione efficaci a patto che non creino disagi ai giocatori non problematici e non riducano le entrate del governo ma, la realtà è che la prevenzione efficace comporta necessariamente delle perdite.