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L'osservazione prevede 2 momenti: 1. la selezione dell'informazione osservata 2. la riorganizzazione dell'informazione selezionata in un quadro interpretativo Strumenti di osservazione, per l'osservazione strutturata: - le guide o griglie di osservazione —> elenchi di comportamenti attesi - le check list + per controllare la presenza o l'assenza di un comportamento - le scale di valutazione — per definire l'intensità di determinati caratteri e comportamenti - a basso grado di strutturazione — dove l'osservatore annota semplicemente ciò che accade. Protocollo che guidi l'osservazione 1. sapere cosa e quali processi di intendono osservare — osservazione su aree specifiche 2. condurre l'osservazione su compiti/attività precisi 3. condurre un'osservazione trasversale (capacità attuali) e longitudinale dinamica (capacità potenziali presunte) — osservazione strumenti in possesso e strumenti da migliorare Osservare secondo modelli ICF Nell’attività e partecipazione 2 qualificatori: 1. qualificatore capacità — abilità intrinseca 2. qualificatore performance — fa in un ambiente naturale 20/10/25 LE DISABILITÀ E | DIVERSI BISOGNI Disabilità motorie e sensoriali Suddividiamo i portatori di disabilità in 4 categorie: 1. portatori di disabilità sensoriale - riguardano i sensi (vista, udito, ma anche tatto, gusto, olfatto) 2. portatori di disabilità motorie - riguardano la motricità e l'efficienza degli organi delle parti del corpo deputati al movimento 3. portatori di disabilità intellettive - riguardano carenze a livello intellettivo, di apprendimento , di vita autonoma 4. portatori di disabilità psichica - riguardano i problemi psichici e relazionali (psicosi) e i problemi psicologici (nevrosi gravi e invalidanti) e Pluridisabili - condizione di presenza di più deficit, di più limitazioni compresenti nella stessa persona e Disabilità acquisite - una condizione di riduzione di abilità, che la persona possedeva, in seguito ad una modificazione dello stato di salute e Invecchiamento 17 Disabilità motoria Il movimento può essere danneggiato in uno degli aspetti che lo caratterizzano e precisamente: e tonomuscolare - si riferisce all'attività del muscolo che si mantiene e si adatta ai bisogni delle azioni da svolgere che si realizzano grazie alle cellule nervose che innervano il muscolo e postura - corrisponde all’atteggiamento spaziale assunto dal corpo umano in seguito a una distribuzione differenziata del tono muscolare dipendente dalla personalità, dallo stato d'animo, dal sesso, dall’età e da eventuali patologie e coordinazione, - indica la capacità di eseguire un movimento, controllandolo e regolandolo in base alle necessità e prassia - l’abilità di compiere correttamente gesti coordinati e diretti al perseguimento di uno scopo Classificazione in base alla localizzazione del danno: e danno periferico e dannocentrale Bisogni di un sogg. con disabilità motoria e barriere architettoniche =. —» maggiore impedimento per lo svolgimento delle attività quotidiane - rischi di influenze a livello emotivo, crescita personale, impegno nella vita sociale e Leggen.13/89 - garantire il diritto fondamentale di tutti i cittadini con disabilità di muoversi agevolmente nei luoghi pubblici, accedere alle parti comuni degli edifici e spostarsi con naturalezza negli ‘ambienti residenziali e domestici. Disabilità sensoriali Disabilità visiva: — def.= | deficit visivi vanno quindi dalla cecità alla presenza di diversi gradi di capacità visiva e dipendono da + fattori: 1. Acuità visiva residua (visus misurato in decimi) 2. Percezione del Contrasto 3. Caratteristiche del Campo visivo residuo (porzione di spazio sul piano orizzontale e verticale che l'occhio può abbracciare) - legislazione— legge 3 aprile 2001 n.138 Classificazione e qualificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accentramento oculistici. - l'autonomia nella mobilità -.. differenziazione tra disabilità dalla nascita o acquisita Lo sviluppo del soggetto con disabilità visiva dipende dalla variabilità individuale nelle possibilità di usare il residuo visivo e di utilizzo di ausili esterni - area blind linee di intervento devono considerare: 18 - emiplegia, metà del corpo - diplegia, 2 arti - tetraplegia, 4 arti Patologie delle condotte motorie che non presentano evidenti danni organici... - impaccio motorio: una serie di gesti goffi e pesanti o un’impossibilità a ottenere un rilassamento muscolare attivo - disgrafia: qualità della scrittura insufficiente in assenza di deficit neurologico intellettivo I principali bisogni di un soggetto con disabilità motoria... - barriere architettoniche: principale impedimento per lo svolgimento regolare delle attività legge... 2. intellettive: carenze intellettive 3. psichica: da tenere conto.. ® Piluridisabilità: presenza di + deficit e Disabilità acquisite: riduzione di abilità che la persona possedeva in passato e Invecchiamento 27/10/25 LE DISABILITÀ INTELLETTIVE L'opinione della psicologia occidentale si è evoluta nel tempo e valutata da test intellettivi e apprendere adattarsi all'ambiente e metacognizione Le teorie più attuali e generali dell’intelligenza prestano attenzione quindi alla capacità di ragionare, ma anche alla capacità di agire e interagire. Cos'è la disabilità intellettiva? Come si può definire? «... è una disabilità caratterizzata da limitazioni significative sia nel funzionamento intellettivo che nel comportamento adattivo, che si manifestano nelle abilità adattive concettuali, sociali e pratiche. Tale disabilità insorge prima dei 18 anni» (Luckasson et al., 2002) — la base su cui si fanno le diagnosi 1)comportamento adattivo, 2) disabilità intellettiva e 3) Definisce la media del funzionamento intellettivo valutato con i test +di 100 alto 85 nella media - di 85 ci possono essere delle problematiche ( in alcuni casi non ancora 104 e diagnosi ma borderline Punteggi dl 1 Comportamento adattivo 20 viene definito come «l'efficacia e il grado con cui l'individuo raggiunge gli standard di indipendenza personale e responsabilità sociale propri dell’età o del gruppo culturale di appartenenza» (Grossman, 1973,p.11) Sono tutte quelle capacità che sviluppiamo in base all'ambiente adatte all'età che si ha. Interazione dell'individuo con il proprio ambiente Attività che l’individuo generalmente svolge per rispondere alle attese di autonomia personale e responsabilità sociale per persone di pari età e contesto culturale. Diventa un elemento di osservazione e valutazione insieme al QI per fare una valutazione. Viene valutato in quanto: - età-specifico - contesto-specifico - espressione di una performance tipica - un costrutto multidimensionale: è un qualcosa che definiamo noi dando significato ad azioni e compiti Comprendere i fattori che possono impedire messa in atto di abilità: = Mancanza di opportunità - Motivazione - Limitazioni fisiche— difficoltà di adattamento che viene confuso come un ritardo intellettivo - . Disturbi piscopatologici 4 dimensioni principali che vengono analizzate: 1. comunicazione (comprensione e produzione del linguaggio orale e scritto) 2. Abilità quotidiane (cura di sé, attività domestiche, uso dei servizi della comunità e attività lavorative professionali) 3. Socializzazione (sviluppo di relazioni interpersonali, comprensione e problem solving sociale, attività ludiche e di tempo libero, autocontrollo e rispetto delle regole sociali) 4. Abilità motorie (fini e grossolane) Disabilità intellettiva e Disturbi mentali Un riferimento è il DSM - Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders - Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali consiste in una classificazione delle malattie psichiatriche basata sulla sintomatologia; la classificazione è nosografica (prescinde dalle caratteristiche personali del paziente), è il più diffuso e influente testo di psichiatria nel mondo occidentale (versioni 1952, 1968, 1980, 1987, 1994, 2000 DSM-IV-TR, 2013 DSM V) è pubblicato dall’APA (Associazione Psichiatrica Americana) DSM 5 del 2013 Ordina e classifica tenendo conto di alcuni aspetti. il DSM-5 prevede dei capitoli che seguono due criteri ordinatori: 1. l’età della vita, per cui si comincia dall'età infantile con i disturbi del neurosviluppo, per finire con i disturbi neurocognitivi (demenze ed altro) più tipici dell'anziano; 2. una supposta comune diatesi dimensionale sottostante, per cui si andrebbe da disturbi di tipo “internalizing” (emotivi e somatici) a disturbi di tipo “externalizing” (impulsività, uso di sostanze, etc.). Importanti anche le determinanti culturali nel definire (distinzione normale/patologico), mantenere, amplificare o arginare, curare o stigmatizzare i comportamenti individuali, all'interno della famiglia e del gruppo sociale: - Sindrome culturale (culturale syndrome) - Idioma culturale dello stato di sofferenza (cultural idiom of distress) - Spiegazione culturale o causa percepita (cultural explanation or perceived cause) Disturbi mentali 21 Per la valutazione si utilizzano i costrutti: - Età equivalenti o età test o classe equivalenti (delle varie funzioni cognitive, come le varie forme di memoria, ma anche dei vari aspetti del linguaggio, dell'adattamento a livello di attività quotidiane, di rapporti sociali, delle prestazioni scolastiche ecc.) - Profilo (più informativo se si basa su età equivalenti/età test) - Potenziali di sviluppo e di apprendimento (che richiedono non solo la conoscenza dell'individuo, ma anche della progressione delle fasi di sviluppo nei vari aspetti dello sviluppo tipico) Nel vecchio DSM FUNZIONI INTELLETTIVE e diagnosi nel DSM IV Nel DSM IV venivano proposti quattro livelli di compromissione. 1. Ritardo mentale lieve QI tra 50-70, sono quasi l’80% della popolazione ritardata. Di difficile individuazione precoce, in grado di raggiungere una sufficiente autonomia personale. 2. RM moderato QI tra 35-49, sono il 12% Soggetti in grado di apprendere gli elementi fondamentali della comunicazione e di ottenere soddisfacenti risultati nelle attività lavorative e nella sfera relazionale, con costanti attenzioni e supervisioni. Per l'apprendimento, la loro capacità di astrazione non consentirebbe il superamento di un livello equivalente alla nostra seconda elementare. 3. RM grave QI tra 20-34, sono il 7% Evidenti difficoltà, scarsissime capacità verbali di comunicazione, eloquio ridotto al minimo, alterazioni gravi dello sviluppo motorio. Nell’età scolare si riuscirebbe a provvedere alle più elementari pratiche igieniche, non si prevedono esiti in seguito alla formazione di tipo professionale. 4. RMgravissimo QI inferiore a 20, l'1% Capacità minime a livello senso-motorio, necessità assistenza continua. Un ulteriore livello di gravità riguarda le persone la cui intelligenza non può essere stimata. AUTISMO Il termine “autismo” fu utilizzato dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler all’inizio del ‘900 come derivazione della parola greca “autùs” che significa “se stesso” riferiva di una particolare forma di ritiro dal mondo, causata dalla schizofrenia. É nel 1943 con Leo Kanner, psichiatra austriaco, che si ha un'analisi più dettagliata e completa della sindrome definita “autismo precoce infantile” , lo psichiatra descrisse sintomi quali: - incapacità di relazionarsi, - disinteresse per gli altri bambini, - perle relazioni con il mondo esterno, - comportamento ossessivo, - ansia nei confronti di cambiamenti nell’ambiente. Un altro aspetto che Kanner notò l'interesse per campi molto ristretti, per i quali però potevano dimostrare abilità cognitive e mnemoniche molto sviluppate. nello stesso periodo ... Sempre un psichiatra austrico, Hans Asperger, in quel periodo descrisse soggetti con: 23 - buone capacità cognitive e mnemoniche, e = con menomazioni nella comunicazione verbale e non verbale, con - caratteristiche specifiche negli aspetti pragmatici del linguaggio, in particolare nelle abilità conversazionali. Le due osservazioni finirono per definire due quadri diagnostici molto simili: l’autismo di Kanner e la Sindrome di Asperger. Quindi buone capacità cognitive ma grosse difficoltà nelle abilità sociali, principali deficit a livello sociale e non cognitivo. Dagli anni '40 fu l'impostazione psicodinamica a dare un riferimento teorico per l’autismo, imputandone la causa a una alterazione relazionale madre-bambino. Ancora oggi non si conoscono le cause ma si ipotizzò erroneamente J Bettelheim propose il concetto di “madre frigorifero”, aprendo la strada alla diffusione di una serie di interpretazioni prive di fondamenti scientifici che colpevolizzavano i genitori dei bambini creando in questo modo un’altra occasione di sofferenza emotiva oltre a quella dovuta al disturbo dei propri figli. Nel 1979 Lorna Wing (che riprese le teorie di Asperger) e Judith Gould smentirono l'ipotesi sostenuta da Kanner secondo la quale i bambini con autismo presentavano sempre un'intelligenza nella norma; esse rilevarono che “ il 60% di bambini affetti da autismo presentava anche gravi difficoltà intellettive, il 25% difficoltà intellettive di grado medio e il 15% un'intelligenza nella norma e/o al di sopra di essa”. es.ipersensibilità sensoriale. Si aprirono molti studi su questa condizione ... Cos'è? È una disabilità di neurosviluppo caratterizzata da difficoltà che investono principalmente tre aree: 1. comunicazione e linguaggio, 2. interazione sociale 3. comportamento ripetitivo e stereotipato Il grado di autismo varia: = comunicazione e linguaggio, interazione sociale e comportamento ripetitivo e stereotipato - a lieve, con livelli di intelligenza normali o elevati, ma comporta comunque gravi conseguenze sociali, adattive. Cap.1 Disturbi dello sviluppo neurologico Disturbi della comunicazione Nel DSM-5 sono state riformulate le definizioni di alcuni disturbi del DSM-IV: - il Disturbo del linguaggio, - il Disturbo della fonazione, - il Disturbo della fluenza verbale (balbuzie) ad esordio infantile. Presente una nuova etichetta diagnostica chiamata Disturbo della comunicazione sociale, cioè una condizione di difficoltà persistente dell'uso pragmatico della comunicazione verbale e non verbale. Disturbo dello Spettro Autistico uno dei cambiamenti più significativi rispetto al DSM-IV il Disturbo dello spettro autistico già nella definizione indica che esistono diversi livelli di gravità dei sintomi autistici che possono, quindi, essere valutati in modo dimensionale. 24 l'intervento precoce, intensivo, strutturato funziona meglio, è di mantenimento e più larga generalizzazione + Struttura significa che il programma è coerente e prevedibile, che è ben organizzato e che ha lo scopo di far sì che gli alunni comprendano il rapporto esistente tra il loro comportamento e le comportamento produce. Alcuni elementi strutturali comuni a tutti i programmi per bambini autistici. - chiara identificazione di obiettivi individualizzati - uso di routine costanti, elemento efficace per comprendere e prevedere ciò che avviene nel loro mondo, è utilizzato per ridurre l'incertezza nei bambini e per aiutarli a comprendere le varie fasi che si susseguono - ambiente fisico idoneo al perseguimento degli obiettivi 03/11/25 GLI STRUMENTI DELL'’EDUCATORE E TECNICHE DI INSEGNAMENTO Tipologie di intervento finalizzate a: - Facilitare apprendimenti significativi - Facilitare la comunicazione - Contenere problemi comportamentali Dalle teorie comportamentiste... Principi: e le manifestazioni del comportamento sono apprese dall’esterno e non autoprodotte, quindi acquisibili e l’apprendimento in questa prospettiva è un insieme di modificazioni relativamente stabili del comportamento soggettivo acquisite proprio nella relazione che l'individuo stabilisce con l'ambiente e il condizionamento è un apprendimento di nessi psicologici, imparando ad associare le risposte soggettive alle molteplicità di stimoli esterni, ogni individuo costruisce il proprio repertorio comportamentale dalle teorie comportamentali, quali concetti per la didattica? L'insegnamento è programmato, cioè riconducibile a schemi di programmazione didattica, che hanno come riferimento gli obiettivi generali della formazione. Insegnare implica sapere cosa si vuole insegnare, quali argomenti presentare, quali risposte aspettarsi e quando presentare i rinforzi, un metodo di lavoro che non lascia spazio alla casualità, ma che richiede una rigorosa intenzionalità dell’agire. L'azione didattica viene a focalizzarsi soprattutto e suirisultati da conseguire, che divengono obiettivi da definire in modo molto chiaro e preciso, e sull'organizzazione degli stimoli e quindi la modalità di presentazione dei contenuti. Teorie comportamentali e didattica Nascono i principi fondamentali da seguire nella costruzione di ogni curricolo formativo: 1. definizione chiara degli obiettivi da raggiungere, 2. selezione delle esperienze formative più adatte per raggiungere gli obiettivi; 3. organizzazione sequenziale delle esperienze formative prescelte; 4. valutazione diretta all'accertamento del raggiungimento degli obiettivi intesi. Apporto delle teorie comportamentali alla didattica 26 Nasce la programmazione per obiettivi si tratta di un percorso di progettazione dove vi è un rapporto tra mezzi e fini e il processo di acquisizione viene concepito in termini lineari, definibili attraverso sequenze di obiettivo che procedono dal semplice al complesso. Vengono introdotti altri concetti che a tutt'oggi rientrano nel linguaggio utilizzato nel lavoro programmato con le disabilità, soprattutto laddove sono presenti gravi difficoltà... tra le applicazioni. e Insegnamento strutturato e strategie di visualizzazione e Il video modeling e Le strategie comportamentali (es. Analisi comportamentale applicata ABA) — sono dei metodi costosi dal punti di vista della formazione e chi ci vuole accedere. La task analysis o analisi del compito È la suddivisione di un compito complesso nelle forme semplificate. — suddividere il compito in una serie di azioni semplici che permette di comprendere se c'è qualcosa che sa gia fare per lo svolgimento del compito, quindi viene introdotto lo strumento osservativo per controllare tutti i passaggi per poi anche definire cosa insegnare. L'idea è quella dello sviluppo sequenziale e gerarchico, dal semplice al complesso e quindi la proposta di percorsi di ‘apprendimento che procedono per gradi, in cui le conoscenze vengono via via inserite nel processo solo dopo che sono stati acquisiti tutti i prerequisiti necessari, evitando bruschi salti. Vengono definiti sotto-obiettivi e ogni sotto-obiettivo sviluppa una abilità specifica, che deve essere appresa e consolidata, — solo successivamente i diversi sotto-obiettivi verranno concatenati (chaining) tra loro nella costruzione della capacità d'azione che risponderà all'obiettivo primario. esempio: Attività relative alle autonomie (cura d i - Osservare attentamente ogni singolo passaggio previsto in un compito, e È ne aannotando le azioni in ordine sequenziale e logico. - Scomporre il compito nei passaggi sequenziali previsti ("catena comportamentale") Descrivere ogni azione necessaria per completare il compito e includere eventuali chiarimenti rispetto a ciò che è necessario per portare avanti quel compito (es. l'ambiente, gli strumenti, le capacità mentali). Presentare la sequenza utilizzando uno strumento idoneo per il bisogno del singolo individuo — può essere un semplice elenco, una tabella, oppure si possono utilizzare supporti visivi quali immagini o fotografie o il video modeling. Permette dunque di creare strumenti di osservazione finalizzati a ricavare elementi di conoscenza / abilità presenti e assenti. Obiettivi principali: 1. Semplificare l'apprendimento 2. Insegnare autonomie anche in situazioni di bisogni complessi Identificare prerequisiti, ovvero identificare le ‘competenze necessarie per ogni sotto-attività e quali errori potrebbero verificarsi 3. Valutare ovvero identificare quali passaggi di un compito una persona è già in grado di svolgere autonomamente e quali deve imparare a svolgere Chaining o concatenamento Dopo che il soggetto ha esercitato le risposte (sotto-obiettivi) uno ad uno. Il procedimento prevede la concatenazione di tutte le risposte in ordine, l'ordine deve essere riprodotto in modo sequenziale e adeguato al compito. es. lavarsi le mani Il soggetto si esercita nell'aprire il rubinetto... nel mettere le mani sotto il rubinetto... nel strofinare le mani... poi deve concatenare questi passaggi ... Il feedback 27 Si utilizza soprattutto quando vi sono soggetti con un linguaggio ricettivo limitato Molti apprendimenti si basano sull’imitazione — Tale capacità è presente nel bambino fin dai primi mesi di vita Il bambino che imita viene solitamente rinforzato dall’adulto nel gesto imitato (es. batte le mani, l'adulto lo loda e batte le mani con lui...) — Tale capacità permane e ci permette di apprendere per tutta la vita (es. soprattutto nel fare le cose, nell’imparare una procedura, nel vestirsi ...) Importante sempre l'elemento del feedback. Per soggetti con capacità limitate l'imitazione può essere un'importante risorsa. È importante quindi che impari a imitare, tale capacità va incentivata attirando l’attenzione, proponendo ad esempio un gesto (es. toccarsi il naso con la punta del dito indice), mostrandolo, eventualmente ricorrendo ad aiuti (prompts) per attivare quel gesto, dando rinforzo quando lo compie. Programmi funzionali e Programmi che vengono in aiuto ad obiettivi di autonomia e il termine “funzionale” caratterizza i vari tipi di programmi ridotti e rende evidente le finalità adattive (x ‘adattarsi alla vita quotidiana) e hanno come obiettivo insegnare direttamente quelle abilità comunicative e sociali che sono richieste nella vita quotidiana Linguaggi programma “shop talk” Consiste in un insieme di attività ed esercizi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi relativi a cinque grandi aree di contenuto che sono le seguenti: 1.Routine di comunicazione sociale Operazioni come: - Rispettare i turni in una attività - Esprimere e accettare parole di ringraziamento - Formulare cortesemente richieste e riconoscere le relative risposte Le diverse attività didattiche vengono scelte sulla base della predisposizione dello studente ad imitare certi comportamenti quando sono presentati dall'insegnante e sulla base dell'impatto positivo che il comportamento potrà avere sulla qualità delle relazioni interpersonali che l'alunno potrà intrattenere. Sono contemplate anche le espressioni non verbali. 2.Informazioni sulla propria identità Operazioni come: - Mostrare la propria carta di identità - Fornire proprio nome e cognome, domicilio, numero di telefono, nome di un genitore ... Conta molto la precisione e la chiarezza nella risposta. La domanda può essere posta con modalità diverse, con varie formule e/o difficoltà grammaticali: “Qual è il tuo nome?” “Chi sei?” “Come ti chiami?" “Dimmi il tuo nome per favore" “Mi dica il Suo nome per cortesia" “Come hai detto che ti chiami?” bisogna generalizzare quel compito a situazioni simili ma non uguali. 3.Abilità linguistiche di base Vanno da un livello minimo di conversazione ad un livello relativamente complesso. Ogni lezione prevede almeno un compito di esercitazione linguistica, scelto in funzione della capacità di comprensione o espressione dei valori semantici di base, della morfologia, del vocabolario e della sintassi - Sul piano ricettivo si cerca di sviluppare una comprensione delle forme più semplici del linguaggio usato in famiglia e in società. - Sul piano espressivo si mira a sviluppare la capacità di rispondere appropriatamente e di comunicare i propri bisogni fondamentali. 29 4.Espressioni linguistiche dei concetti di base Riguarda un corretto uso linguistico dei concetti base (spazio, quantità, tempo ...) e di semplici nozioni scientifiche riguardanti la salute, la sicurezza personale ecc. esempio: - il concetto di tempo include termini come “ora” “tardi” “pronto” “finito” 0 concetti temporali più complessi come “settimana” “mese” “anno”... le relazioni spaziali “qui” “là” “in” “sopra” ... La quantità “più” “molti” - Il concetto di salute includono termini come implica termini come si riferisce ad abitudini alimentari, igiene, cura di ferite, sapere individuare e descrivere i più comuni malesseri e dolori... - Il concetto di sicurezza si riferisce a comportamenti in strada, a bordo di un veicolo, all'uso di strumenti pericolosi 5.Propedeutica al lavoro Compiti con simulazioni di varie attività lavorative. Lo studente dovrebbe eseguire un compito dopo dimostrazione da parte dell'insegnante. | compiti possono non richiedere operazioni verbali ma basarsi sull’imitazione. Quando essi richiedono delle operazioni verbali queste devono essere chiare, semplici... Obiettivo— simulare comportamenti e capacità comunicative che vengono richiesti sul lavoro. @S: si richiede allo studente di maneggiare certi strumenti e di interagire con i propri compagni ed insegnanti in modo socialmente adeguato ... Alcune strategie di insegnamento 1. La tecnica dell’alternanza Consiste nell’alternare esercizi di apprendimento nuovi con vecchi esercizi a basso rischio di errore. - Scopo è mantenere viva l’attenzione 2. La tecnica dell'iterazione della risposta (bis) Quando uno studente risponde spontaneamente in modo corretto ad un compito espressivo che comporta un altro rischio di errore, egli può essere stimolato ad eseguire più volte la stessa risposta per ottenere prestazioni sempre più precise 3. La tecnica della ripetizione dello stimolo È un modo particolare di presentare, in un compito ricettivo, lo stimolo discri critico in base a cui si deve dare la risposta. Essa riduce gli errori che potrebbero derivare da una scarsa attenzione e da una eccessiva impulsività nel rispondere, inoltre induce attenzione più selettiva e duratura facilitando l'apprendimento di nuove risposte. esempio: - ripetere lo stimolo che lo studente deve ricordare “Trova la chiave ... chiave ... chiave ...” finchè lo studente la trova in un mucchio di oggetti. In seguito si invita lo studente ad unirsi alla ripetizione ... mentre l'ins si ritira progressivamente. - ripetere elementi della domanda prima di prendere gli oggetti, “Portami il pettine e il sapone” Ripetere “pettine e sapone” prima di cercarli 4. La tecnica dell'evidenziamento (highlighting) È l’esagerazione di una caratteristica rilevante dello stimolo, l’evidenziare cioè gli elementi critici per l'apprendimento discriminativo . - es. lo stimolo verbale può essere evidenziato alzano il volume della voce, cambiando l'intonazione, rallentando il ritmo di elocuzione e accompagnando lo stimolo con lunghe pause “Mostrami il ... maglione rosso” Una volta che lo studente è in grado di fare la discriminazione fra stimolo rilevante (evidenziato) ed altri stimoli della stessa classe, la tecnica può essere sfumata (fading) pur cercando di mantenere risposte corrette. nativo, ossia lo stimolo 5. La tecnica dell'aiuto differito È impiegata per ridurre al minimo gli errori durante l’acqui collocazione nel tempo di suggerimenti (prompts). - @S.. ‘Cosa è questa? DI chiave” la risposta corretta, anche se suggerita, va premiata. Alla prova successiva si ritarda il suggerimento di alcuni secondi ione di nuove discriminazioni e riguarda la 30 4. soluzione di problemi Bisogna: - saper leggere - buona competenza linguistica - buona memoria - comprensione pianificare le soluzioni Matematica funzionale Si tratta di programmi empiricamente sperimentati che aiutano a fissare- - dei punti di partenza - - gli obiettivi finali e prestano attenzione alle fasi-chiave della sequenza di insegnamento - - - - prevedono molta pratica o eseri delle abilità - usano compiti funzionali (es. insegnare la corrispondenza biunivoca usando cerchi e quadrati è diverso che usare cannucce e bicchieri) non richiedono l’uso di repertori di linguaggio - espressivo e ricettivo troppo impegnativi Partono da un livello per arrivare ad abilità finali abbastanza sofisticate Prerequisiti: e imitazione Deve essere in grado di imitare le risposte che da lui ci si aspetta nel corsi del programma. Fra queste: - imitazione motoria: imitare il gesto - imitazione verbale: imitare suoni isolati e parole complete. e Utilizzazione funzionale dell'oggetto Dimostrare di saper attribuire almeno una funzione pratica per ciascun oggetto. ‘siii asgl OBIETTIVO 8: ERE RE Riconoscere un insieme non omogenea (tra due) qu Par OTT forchette) e un Insieme di (cacchio; oppure Quando l'insegnante pone di fronte allo studente due insiemi, composti STO I lencchiai) È le forchette» ciascuno da due elementi fra loro dissimili (adi es., una tazza e un piattino; un quaderno e una penna), quindi mostra un altra insieme con le stesse curatteristiche (ad es., un quaderno e una penna e dice: «Prendi l'insieme composto da quaderno e venna», lo studente dovrebbe indicare quello giusto Elementi da SAS separare Stimoli di richiamo Sequenza di insegnamento: Lc studente dovrebbe saper suddivi dere in nalami separati. (1) gruppi di oggetti dî diverso colore; (2) gruppi È oggetti i colore uguale. n ‘Richieste verbali: Quando lo studence ha correttamente separoto — l'insegnante dico: «Qu gli oggetti n insiemi distinti, l'insegnante lì Indica dicendo: «Quasto è un insieme di fcucch insteme?» Richieste verbali: uando lo studente ha indicato l'insieme giusto, ; è un insieme di (tazza e piattino). Che insieme è questo?» e lo studente dovrebbe definirlo correttamente Me laminare! igiene (ed as, «cuochi oppure «or TIVI n OBIETTIVO 6: STRUTTURA GENERALE DEL PROGRAMMA DI Riconoscere un insieme non omogeneo (tra tre) INSEGNAMENTO SULL'USO DELL'OROLOGIO ANALOGICO Quando l'insegnante pone di fronte allo studente tre insiemi, composti i ciuscuno da due elementi fra loro ili fad es., tazza e piattino; penna SES e quaderno; foglio e matita) e aggiunge: «Prendi l'insieme composto da (tazza piattino, lo stente dourebba indice Fusina giusto, [cas] —__ Bequenze di insegnamento: Lo studente dovrebbe prendere degli EEE insiemi di oggetti dissimili, trovandosi di fronte a: (1) du 3 i dissimili, trova jeri, ciascuno TT di due oggetti dissimili; (2) tre insiemi, ciascuno di due oggetti dissiil, i ,, Richieste verbali: Quando lo studente ha afferrato l'insieme giusto ssa 3 l'insegnante Le dice: «Che insieme è questo?» e lo studente dovrebbe definire —éÀ ogni elemento dell'insieme (ad es. «tazza e piattino»), i AUTISMO PROGRAMMI DI INTERVENTO Interventi basati su strategie comportamentali Analisi del comportamento, dei cambiamenti e dei fattori che lo determinano Programmi altamente strutturati ABA ( Applied Behavior Analysis ) Analisi Comportamentale Applicata (Metodo Lovaas) Utilizza le tecniche ad approccio comportamentale Prevede l'insegnamento sistematico di piccole e misurabili unità di comportamento. | compiti da apprendere sono suddivisi in piccole tappe, ognuna insegnata in sessioni ripetute e ravvicinate, inizialmente con un rapporto uno a uno. Programmi di intervento Si basa su analisi di: 1. antecedenti 2. il comportamento in esame 3. le conseguenze 4. il contesto Il luogo privilegiato dove attuare il trattamento è quello naturale del bambino (la casa dove vive, la scuola, gli ambienti di vita più frequentati). Si definiscono gli obiettivi comportamentali e Ilmetodosi basa sull’osservazione diretta e il programma di intervento (cioè la modifica del comportamento) viene realizzato sui dati che emergono dall'analisi e E’necessario sviluppare la capacità di pensare, scrivere e parlare in modo chiaro, e preciso e Visono tre componenti che caratterizzano un obiettivo comportamentale 33 inefficacia degli interventi psicodinamici la mancanza di chiarezza tra patologia autistica schizofrenia Verso la metà degli anni '60 vengono pubblicate le prime ricerche volte a verificare: le origini percettive vs emozionali dell’autismo i deficit dei processi cognitivi si correlavano con le diff. di rel. sociale (Schopler, 1971) riabilitare i genitori (Schopler, Loftini (1969) Nel 1971 Schopler e Reichler forti dei loro studi adottarono la tesi radicale per cui L'autismo non era causato da patologie genitoriali, ma da qualche forma di anormalità cerebrale. L'approccio TEACCH ha quindi come obiettivi: e Modificare l’ambiente in funzione delle esigenze del soggetto e Puntare sulle capacità e sulle potezialità e Sviluppare le autonomie del soggetto autistico e Migliorare la qualità di vita del soggetto con autismo e dei suoi familiari. Principi: Inquadramento diagnostico e attenta valutazione clinico-comportamentale; Migliorare l'adattamento dell'individuo all'ambiente; stretta collaborazione con la famiglia Educazione strutturata Individualizzazione degli interventi Far emergere il potenziale (capacità, abilità ...) Progetto di vita Organizzazione di servizi che copra l’intero arco di vita AUSILI PER LA COMUNICAZIONE ALTERNATIVE ALL'USO DELLA PAROLA IL DEFICIT COMUNICATIVO 17 NOVEMBRE FINIRE LE ULTIME DUE LEZIONI E FARE GLI APPUNTI SU FOGLIO DOMANDE 1.Cosa si intende per lettura funzionale e qual è l’obiettivo primario che questa tipologia di programma persegue? - La lettura funzionale è la capacità minima di saper leggere e scrivere, che riguarda aspetti pratici che permettono di rispondere alle varie esigenze quotidiane di lettura e scrittura. La lettura funzionale tratta di risposte motorie osservabili a stimoli scritti. Lo studente può fornire due risposte allo stimolo stampato: la prima è leggere la parola mentre la seconda è indicare il significato della parola in maniera osservabile. 2. Cosa significa adattare un testo per un soggetto con difficoltà di lettura/comprensione e quali sono le operazioni previste? - Adattare un testo per un soggetto con difficoltà di lettura significa semplificare, eliminando elementi complessi, o facilitare , scomponendo gli elementi complessi, per rendere il testo comprensibile per le persone con questa difficoltà. Easy to read interviene per lo stesso motivo, riducendo la lettura, semplificando , supportando e organizzando. 3.Cosa si intende per comportamento adattivo e quali sono le 4 dimensioni di analisi che lo caratterizzano - Il comportamento adattivo è il grado di efficacia con cui un individuo raggiunge gli standard di indipendenza e responsabilità sociale propri dell'età e del gruppo culturale di appartenenza. 35 Le quattro dimensioni che lo caratterizzano sono: La comunicazione, le abilità quotidiane, la socializzazione e le abilità motorie. 4.Il concetto di qualità della vita, trattato anche nel testo di Cottini, rappresenta un paradigma importante per determinare il PEI. Né motivi il perché Il concetto di qualità della vita è importante per il PEI perché è la percezione dell'individuo che ha della propria posizione nella vita, quindi il Pei come documento per l'inclusione scolastica e per un supporto personalizzato per persone con disabilità utilizza la qualità di vita come elemento fondamentale per comprendere il grado di soddisfazione nelle diverse aree della vita rendendo così partecipe il soggetto stesso al proprio progetto di vita. 5. Cos'è l'analisi del compito e a cosa serve? L'analisi del compito è la suddivisione di un compito complesso nelle sue parti più semplici, facendo uno sviluppo sequenziale e gerarchico dal semplice al complesso, dove per ogni abilità vengono definiti dei sotto obiettivi. L'analisi del compito presenta quattro fasi che sono: annotare le azioni sequenziali e logiche del compito, scomporre il compito nei suoi passaggi sequenziali, descrivere ogni azione necessaria e presentare la sequenza con uno strumento idoneo per i bisogni dell’individuo. L'analisi del compito serve a semplificare l'apprendimento, insegnare le autonomie, identificare i prerequisiti e quindi valutare che parti la persona è già in grado di fare e quelle che invece sono da migliorare. 6. Cos'è il PEI e che temi deve contenere? Il Piano Educativo Individualizzato è un documento-strumento che descrive gli interventi integrati ed equilibrati tra loro, per l'alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo di tempo ai fini della realizzazione del diritto dell'educazione e all'istruzione. Il PEI comprende una parte anagrafica e gli elementi significativi della persona. È uno strumento che deve comprendere la valutazione multidimensionale dell'utente, gli obiettivi d'intervento, definizione dei bisogni e attività quotidiane. Riguarda aspetti educativi e didattici. 7. Quali sono le tecniche per ridurre l'errore nei comportamenti semplici? Le tecniche per ridurre l'errore nei comportamenti semplici sono: Shaping o modellaggio, dato un ‘comportamento meta bisogna individuare un comportamento iniziale che il soggetto sa fare il più vicino possibile al comportamento meta, si aumenta mediante il rinforzo la frequenza di emissione del comportamento per poi eliminare il rinforzo, quindi si rafforzano le risposte che sono sempre più simili al comportamento meta. Tecniche di aiuto — Prompting, si forniscono aiuti aggiuntivi e fading si toglie l’aiuto in maniera progressiva, gradualmente. Modellamento e imitazione imitazione per imparare durante tutto il ciclo di vita con una forte importanza del feedback 36