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Pesce 8 aprile (1), Appunti di Diritto dell'Unione Europea

appunto diritto europeo concorrenza

Tipologia: Appunti

2013/2014

Caricato il 23/11/2014

lidia1403
lidia1403 🇮🇹

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Dott.ssa Pesce 8/4/2014
Continuo misure cautelari
c'è una divisione di competenze in materia di concorrenza c'è il tribunale delle imprese, nel testo
troviamo rifermento alla corte d'appello che è il giudice competente in materia di concorrenza per
l'adozione di misure cautelari. La legge antitrust affida alla corte d'appello la competenza ad
emanare misure cautelari. Dobbiamo capire il rapporto tra i due organi della corte d appello e
dell'autorità garante della concorrenza. Innanzitutto sono organi tra loro autonomi, indipendenti,
agiscono in totale terzietà ed imparzialità; quindi entrambi sono soggetti esclusivamente alla legge
quindi non c'è un vincolo x l'una di rispettare i provvedimenti dell'altre; questo in linea teorica
perche in linea pratica si ha uno scambio continuo tra le due per cui c'è una certa uniformità tra i
provvedimenti. Però la corte d'applello con un'ampia motivazione potra discostarsi dai
provvedimenti dell antitrust.
Nella legge 287/90 troviamo i rifermenti normativi che mantengono la competenza corte appello ad
emanare misure cautelari; poi è intervenuto il decreto legge bersani . Che ha modificato la legge
287 introducendo la competenza ad emanare misure cautelari in capo all antitrust. Qual è la
differenza tra questi due poteri? Abbiamo un potere giudiziario e un potere amministrativo .
Secondo alcuni era un rapporto di tipo complementare, dove non arriva l'uno arriva l'altro. In realtà
non è così perche siamo dinanzi a 2 organi autonomi terzi indipendenti, quindi il rapporto non può
essere di complementarietà ma di concorrenza , cioè concorrono nel senso che operano in maniera
diversa, perseguono finalità differenti, quindi il loro rapporto deve essere di concorrenza; come si
spiega questo rapporto? Innanzitutto Una prima differenza sta nel fatto che l'AGCM agisce
d'ufficio (nulla esclude che la parte possa presentare una richiesta di misura cautelare all'agcm, ma
da ciò non deriva il diritto per la parte a vedere emanata una misura cautelare) e poi agcm agisce
nell interesse del mercato.
La corte appello agisce su istanza di parte, quindi è la parte a sollevare una questione dinanzi alla
corte appello e a chiedere una misura cautelare (quindi già qui c’è una differenza) e poi nel caso di
misura cautelare richiesta dalla parte è la parte che può far presente il danno che deriva alla sua
posizione, quindi è una prospettiva di parte che può essere avanzata alla corte d’appello ( può anche
essere presentata all agcm ma non avrebbe buon seguito) se viene presentata alla corte d appello
può avere un risvolto positivo. Quindi la parte è l’impresa che chiede una misura cautelare, che
quindi il comportamento sia interrotto nelle more del procedimento; nel chiedere la misura
cautelare può avanzare la richiesta all’antitrust, ovviamente l’antitrust non è tenuta a prenderla in
considerazione. Parallelamente può avanzare questa richiesta alla corte d’appello in questo caso può
far presente il danno che gli deriva da quel comportamento. Per ottenere la misura cautelare è
necessario il fumus boni juris e il periculum in mora; la valutazione del fumus boni juris rimane
uguale sia per antitrust che per corte d’appello perché si tratta di valutare una parvenza di lesione; la
differenza di valutazione sta nel periculum in mora perche nel caso dell’antitrust il periculm è il
danno al mercato ,alla concorrenza, mentre per la corte d’appello è la singola posizione della o delle
parti, si prendono in considerazione posizioni soggettive. Tra le due non c’è stato un contrasto , non
si sono intralciate a vicenda, è chiaro però che se l impresa vuole porre fine a una situazione
pregiudizievole per se ha più chance davanti alla corte d appello; se invece c’è un consumatore , cè
un interesse più difficile da dimostrare ( parliamo di interesse non di diritto ) avrà più chance
davanti all antitrust. Anche l onere probatorio cambia perché nel caso dell’anttrust fa tutto
l’antitrust, invece nel caso misura cautelare davanti alla corte d’appello qui è la parte che deve
dimostrare, il giudice decide in base a ciò che è stato prodotto e provato dalle parti, quindi anche
l’onere probatorio cambia (quindi è ovvio che davanti alla corte d appello è più difficile per il
singolo vincere perche deve dimostrare tutto mentre per l’impresa è più facile perche è direttamente
stata lesa da un azione anticoncorrenziale).
Per quanto riguarda la prassi noi prendiamo in considerazione la prassi dell AGCM
Prima non c’era la legge che prevedesse i poteri cautelari in capo all agcm ma l agcm aveva
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Dott.ssa Pesce 8/4/

Continuo misure cautelari c'è una divisione di competenze in materia di concorrenza c'è il tribunale delle imprese, nel testo troviamo rifermento alla corte d'appello che è il giudice competente in materia di concorrenza per l'adozione di misure cautelari. La legge antitrust affida alla corte d'appello la competenza ad emanare misure cautelari. Dobbiamo capire il rapporto tra i due organi della corte d appello e dell'autorità garante della concorrenza. Innanzitutto sono organi tra loro autonomi, indipendenti, agiscono in totale terzietà ed imparzialità; quindi entrambi sono soggetti esclusivamente alla legge quindi non c'è un vincolo x l'una di rispettare i provvedimenti dell'altre; questo in linea teorica perche in linea pratica si ha uno scambio continuo tra le due per cui c'è una certa uniformità tra i provvedimenti. Però la corte d'applello con un'ampia motivazione potra discostarsi dai provvedimenti dell antitrust. Nella legge 287/90 troviamo i rifermenti normativi che mantengono la competenza corte appello ad emanare misure cautelari; poi è intervenuto il decreto legge bersani. Che ha modificato la legge 287 introducendo la competenza ad emanare misure cautelari in capo all antitrust. Qual è la differenza tra questi due poteri? Abbiamo un potere giudiziario e un potere amministrativo. Secondo alcuni era un rapporto di tipo complementare, dove non arriva l'uno arriva l'altro. In realtà non è così perche siamo dinanzi a 2 organi autonomi terzi indipendenti, quindi il rapporto non può essere di complementarietà ma di concorrenza , cioè concorrono nel senso che operano in maniera diversa, perseguono finalità differenti, quindi il loro rapporto deve essere di concorrenza; come si spiega questo rapporto? Innanzitutto Una prima differenza sta nel fatto che l'AGCM agisce d'ufficio (nulla esclude che la parte possa presentare una richiesta di misura cautelare all'agcm, ma da ciò non deriva il diritto per la parte a vedere emanata una misura cautelare) e poi agcm agisce nell interesse del mercato. La corte appello agisce su istanza di parte, quindi è la parte a sollevare una questione dinanzi alla corte appello e a chiedere una misura cautelare (quindi già qui c’è una differenza) e poi nel caso di misura cautelare richiesta dalla parte è la parte che può far presente il danno che deriva alla sua posizione, quindi è una prospettiva di parte che può essere avanzata alla corte d’appello ( può anche essere presentata all agcm ma non avrebbe buon seguito) se viene presentata alla corte d appello può avere un risvolto positivo. Quindi la parte è l’impresa che chiede una misura cautelare, che quindi il comportamento sia interrotto nelle more del procedimento; nel chiedere la misura cautelare può avanzare la richiesta all’antitrust, ovviamente l’antitrust non è tenuta a prenderla in considerazione. Parallelamente può avanzare questa richiesta alla corte d’appello in questo caso può far presente il danno che gli deriva da quel comportamento. Per ottenere la misura cautelare è necessario il fumus boni juris e il periculum in mora; la valutazione del fumus boni juris rimane uguale sia per antitrust che per corte d’appello perché si tratta di valutare una parvenza di lesione; la differenza di valutazione sta nel periculum in mora perche nel caso dell’antitrust il periculm è il danno al mercato ,alla concorrenza, mentre per la corte d’appello è la singola posizione della o delle parti, si prendono in considerazione posizioni soggettive. Tra le due non c’è stato un contrasto , non si sono intralciate a vicenda, è chiaro però che se l impresa vuole porre fine a una situazione pregiudizievole per se ha più chance davanti alla corte d appello; se invece c’è un consumatore , cè un interesse più difficile da dimostrare ( parliamo di interesse non di diritto ) avrà più chance davanti all antitrust. Anche l onere probatorio cambia perché nel caso dell’anttrust fa tutto l’antitrust, invece nel caso misura cautelare davanti alla corte d’appello qui è la parte che deve dimostrare, il giudice decide in base a ciò che è stato prodotto e provato dalle parti, quindi anche l’onere probatorio cambia (quindi è ovvio che davanti alla corte d appello è più difficile per il singolo vincere perche deve dimostrare tutto mentre per l’impresa è più facile perche è direttamente stata lesa da un azione anticoncorrenziale). Per quanto riguarda la prassi noi prendiamo in considerazione la prassi dell AGCM Prima non c’era la legge che prevedesse i poteri cautelari in capo all agcm ma l agcm aveva

emanato una misura cautelare rifacendosi all art 8 e art 5 ( art 5 la legittima e art 8 le dice come fare