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Letteratura latina: Petronio, Plinio il vecchio e Marziale
Tipologia: Appunti
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PETRONIO Uno degli autori più importi dell’età neroniana, di petronio noi abbiamo pochissimo infatti si parla di una questione petroniana, il termine del problema sono che noi abbiamo dei frammenti dell’esattezza del 15-16esimo libro di un’opera definita come romanzo, di cui titolo è il SATIRICON quindi abbiamo questi frammenti parziali che vengono definiti dagli autori come frammenti del 14- 15-16 esimo libro. Il più ampio di questi frammenti è stato ritrovato in realtà soltanto in età moderna, ed è il frammento della cosiddetta cena di trimalcione, tutto il resto dell’opera c’è sconosciuta. Un’opera che forse si doveva articolare in 24 libri ma noi abbiamo soltanto questi frammenti, anche se sono talmente significativi che determina una lunghissima discussione tra gli studiosi sulle caratteristiche dell’opera e sul suo ipotetico autore. Quest’opera si intitola Satyricon e fa riferimento ad un genitivo plurale e significa “dei satiri” e allude al carattere satirico dell’opera con riferimento al genere della satira latina(varietà) che richiama sia il carattere convolto dell’opera la cui definizione del genere va dal romanzo alla fabula milesia fino alla satira menippea, sia a carattere satirico, licenzioso addirittura in certi tratti erotico dell’opera stessa. Quindi il titolo farebbe riferimento alla varietà del genere letterario dell’opera stessa, perché l’opera in realtà oscilla tra il genere del romanzo ma in realtà anche al genere della fabula milesia e alla satira menippea e del romanzo ellenistico. Il titolo potrebbe illudere anche a carattere licenzioso dell’opera che a tratti diventa quasi erotico. Quindi da un lato abbiamo i frammenti di quest’opera dall’altro l’opera viene definita attribuibile a un tale Petronio Arbitro, di cui ci parla Tacito nel 16esimo libro degli Annales, capitoli 18-19. In questi due capitoli, Tacito ci fa la descrizione di un personaggio vissuto alla corte di Nerone, un personaggio molto singolare e originale, viene citato come Petronio di cui non chiaro il prenomen e che tacito definisce “arbiter elegantie”, cioè “arbitro di eleganza”, personaggio noto per la sua raffinatezza, eleganza ma anche per i suoi modi dissoluti, esercitò bene l’incarico di governatore infatti Nerone porta a corte proprio per la sua raffinatezza, tacito ci dice che è un personaggio che di giorno oziava(non svolgeva nessuna attività, né politica né militare, anche se tacito ci dice che come governatore della vittigna petronio svolse bene il suo ruolo) e di notte invece si dedicava a piaceri, cioè si dedicava ai banchetti, alla poesia, alla letteratura ma anche a piaceri di altro tipo, questo personaggio ad un certo momento per la gelosia di Tigellino(prefetto del pretorio ai tempi di Nerone) viene accusato di far parte della congiura dei Pisoni(contro nerone) e di conseguenza è costretto a togliersi la vita. Pare che petronio non sopportando l’attesa per una eventuale condanna decise di darla la morte e anche questo gesto fu fatto in maniera molto particolare, perché petronio invitò a cena i suoi amici si fece aprire le vene, si fece richiudere le vene in modo tale da prolungare questo momento della morte, fece chiamare i suoi servi alcuni li lodò altri li bastonò, e al punto di morte dettò il suo testamento, e nel dettare il suo testamento non fu adulatore com’era consuetudine fare all’epoca dell’imperatore del tempo, ma elencò tutti quelli che erano i vizi di Nerone, addirittura indicò nome e cognome di tutti gli amanti e le amanti di Nerone e poi incaricò di consegnare questo testamento all’imperatore. Una morte tale è la morte di un epicureo, sicuramente questo personaggio era un epicureo e come tale accusato di vivere nel piacere a differenza di un personaggio come Seneca che era un esponente della filosofia storica. Nessun filosofo storico avrebbe mai fatto un suicidio in questo modo, e questo ci fa pensare proprio che petronio fosse epicureo. Quindi abbiamo questi due elementi, da un lato la testimonianza di tacito che ci racconta così la biografia di questo personaggio molto singolare, e dall’altro lato abbiamo i frammenti.
La cosiddetta questione petroniana, consiste in tutta la discussione critica che alla fine pone in relazione due cose, pone in relazione i frammenti di questo romanzo e questo personaggio descritto da tacito per cui li mette assieme e nella traduzione storica si ritiene che questi frammenti siano opere appunto di petronio descrittoci da tacito, in realtà questa questione è molto più complessa perché tacito ci descrive questo personaggio e non ci dice mai che petronio ha scritto un’opera, quindi ci da il ritratto di questo personaggio molto originale ma non ci dice che è l’autore di un’opera letteraria, anche se abbiamo quest’opera letteraria che dalla maggior parte degli scrittori viene considerata di età neroniana, perché c’è una discussione sulla decadenza dell’oratoria, perché ha suo interno si citano al suo interno dei versi di una troiae halosis cioè della distruzione di troia, che secondo i critici potrebbero essere dei versi che Nerone declamò durante l’incendio di Roma, poi ci sono riferimenti ad un bellum civile analogo alla pharsalia di lucano. Dobbiamo tener presente che una parte sposta la cronologia del Satyricon al secondo secolo o addirittura al terzo d.c. di conseguenza parliamo di una cosa di cui non abbiamo niente di certo, anche se nonostante al giorno d’oggi non abbiamo nessuna testimonianza che ci dice che petronio sia autore del Satyricon, si studia comunque il Satyricon di petronio. IMPORTANZA DI QUESTA OPERA. Quest’opera è considerata molto importante infatti viene considerata come l’origine del romanzo, e la definizione di romanzo è una definizione inesatta perché il genere del romanzo inizia in Europa a partire dal 1700 cioè dalla rivoluzione industriale, tuttavia quest’opera presenta un testo in prosa con l’inserimento di due parti in versi e cioè troiae halosis e i versi del bellum civile(frammenti di una guerra civile tra cesare e pompeo che alludono alla pharsalia) per cui si pensa che quest’opera in realtà faccia riferimento al genere della satira menippea che appunto viene visto in versi e in prosa e con un tono fortemente ironico. L’opera ha anche al suo interno l’inserimento di 5 novelle, definite Fabulae Milesiae, perché sono novelle a sfondo erotico, ma quest’opera viene definita un romanzo perché presenta le avventure di una coppia omosessuale anzi c’è un triangolo amoroso(encolpio, gitone e il rivale ascilto). In una fabula si racconta la vicenda di una moglie considerata bellissima, la fama della sua bellezza era nota in tutta la regione ma perde suo marito, la donna si dispera e si chiude nel sepolcro insieme al marito, per giorni si dispera per il marito ma fuori dal sepolcro ci sono le guardie che custodiscono le spoglie dei ladri che sono crocifissi, una di questa guardie inizia a consolare la vedova, la vedova si fa consolare e ad un certo punto il soldato si distrae e il defunto della sua croce viene rubato e di conseguenza questa guardie sarebbe stata accusa ma la vedova dice che ha perso un uomo, non voleva perdere pure il secondo e per salvare la guardia offre il cadavere del marito affinché sia appeso in croce, QUESTA E’ LA FABULA DELLA MATRONA DI EFESO e quindi in questo consiste l’erotismo di questa favola. Tornando al Satyricon noi non l’abbiamo trovato per intero perché è stata ben nascosta, è un’opera molto irriverente e un’opere veramente singolare, la sua originalità rimane tale anche nella modernità, un’opera totalmente fuori dai canoni della traduzione letteraria antica ed è un’opera che sicuramente veniva nascosta negli scriptoria medievali perché era considerata scandalosa. L’opera viene definita un romanzo perché presenta le avventure di una coppia di amanti anche se si tratta di una coppia di amanti omosessuali, quindi abbiamo una coppia anzi un triangolo amoroso, il protagonista è Encolpio con il suo amante Gitone e con il suo rivale/amico Ascilto, i tre sono amici ma poi durante una notte gitone si unisce con Ascilto e quindi viene tradita l’amicizia, in realtà il terzo elemento dovrebbe essere un amico ma poi ha una relazione con Gitone, e quindi encolpio e Ascilto si contendono il giovane Gitone il quale sta un po’ con uno e un po’ con un altro. Gitone verrà sedotto anche da una donna, la bisessualità nel mondo antico era normalissima soprattutto da parte maschile, perché stavano lontani da casa per le guerre. Ma in
i maiali vivi e poi vengono cucinati. I personaggi poi prendono la nave e si narra il mito della matrona di Efeso e poi li troviamo a Crotone, Ascilto è uscito di scena ed Eumolpo finge di essere un ricco anziano che è accompagnato dai suoi servi e si fa riferimento ai cacciatori di eredità, perché c’erano questi cacciatori di eredità e quindi per graziarsi eumolpo si circonda e alla fine detta il suo testamento per far andare via i cacciatori dicendo che le sue ricchezze andranno a colui che alla sua morte si ciberà del suo cadavere. Secondo gli studiosi dovrebbero essere 24 libri, i frammenti sono stati trovati in un codice. Dalla trama gli studiosi individuano i temi fondamentali, e sono tre: il denaro (i personaggi sono ossessionati da questo), l’eros (fine a se stesso, scisso dall’amore, visto in questo modo viene visto come un bene di consumo) e la morte(lo troviamo sia nella cena di Trimalcioneperché c’è questa finzione del finto funerale ma anche lo troviamo nell’episodio di Crotone quando eumolpio lega la sua eredità a chi si ciberà del suo cadavere). Tre temi che sono abbastanza congeniati all’età neroniana. Le città della magna Grecia avevano una fama di essere città molto ricchi ma anche molto corrette. Nel satyricon non nasce nessun rapporto amoroso ma nasce come un bene di consumo. REALISMO l’atmosfera è realistica, la descrizione di questo mercato, sarà sicuramente una descrizione realistica, ma il realismo di cui parliamo in età romana non c’entra niente con quello di cui stiamo parlando perché il realismo nasce nell’800 quando nasce la consapevolezza della dimensione sociale ed economica fino all’800 non si ha nessuna idea di questa dimensione, e così è nel satyricon, cioè la dimensione è assolutamente assente e non si può parlare di realismo, il realismo di cui si parla è sostanzialmente di tipo linguistico, questi personaggi parlano con un lessico che è effettivamente la mimesi ossia la traduzione del registro linguistico familiare, che veniva effettivamente operato nell’ambito del popolo e in un contesto familiare, molto diverso è il registro linguistico quando ci sono i frammenti poetici e li diventa registro linguistico poetico, differente è la lingua utilizzata dal pretore quando parla della decadenza dell’eloquenza e diversa anche quando si parla della fabula milesia. Invece quando parlano questi personaggi si ha un registro linguistico familiare. Un documento importantissimo del serbo familiaris(non so se è giusto) sono le iscrizioni di Pompei perché avendo trovato una città intatta ci sono le iscrizioni all’interno delle case. Quindi questo aspetto ci fa capire l’unicità del Satyricon. SITUAZIONE POLITICA E CULTURALE DURANTE L’ETA’ FLAVIA Dopo la morte di Nerone nel 68 è un anno complicato, in cui 4 generali sostenuti dai rispettivi eserciti si contengono la possibilità di diventare l’imperatore. Avrà la meglio Vespasiano, con lui inizia l’età Flavia (69-79) dal 79.81 con il figlio Tito 81-96 con l’altro figlio Domiziano. Con la dinastia Flavia comincia un periodo nuovo per l’impero, Vespasiano rivela delle capacità straordinarie, il primo atto che fa è quello di emanare l’ex dell’imperio, attraverso questa legge vespasiano in pratica enuncia quelle che sono le prerogative imperiali, quindi viene meno quella sorta di finzione attraverso la quale l’imperatore alla sua morte restituiva i potevi al senato e poi il senato doveva assegnare la potestas tribunicia e l’imperium adesso vespasiano enuncia in maniera trasparente quelle che sono le prerogative imperiali ossia il potere assoluto dell’imperatore, quello che prima esisteva ma non era diventato legge, ma ora viene teorizzato ed è diventata una legge e questo rende la gestione dell’imperatore molto più semplice, bisogna dire che vespasiano nonostante non fosse un uomo politico, in realtà si rivela estremamente capace nel controllare il senato, nel ricostruire il rapporto con il senato anche perché vespasiano ebbe l’intuizione di allargare l’accesso al senato ai membri della aristocrazia provinciale e soprattutto a quelli della spagna e dell’africa, questo significa che se prima di lui l’accesso al senato era riservato soltanto ai senatori italici, da vespasiano verrà estesa anche a queste due, e in questo modo i nuovi senati che entrano nel senato sono riconoscenti all’imperatore e si creare un legame più saldo con
l’imperatore. In secondo luogo Vespasiano è molto cauto nel gestire le finanze imperiali cioè non da luogo agli eccessi ma gestisce le finanze statali e impiega il risparmio ottenuto per l’inizio della costruzione dell’anfiteatro Flavio non che la ristrutturazione della reta viaria italiana quindi le strade vengono ristrutturate, il programma di edilizia pubblica era importante perché da lavoro. Con vespasiano quindi abbiamo un nuovo periodo di inizio di benessere economico e anche un periodo di pacificazione nei rapporti tra l’imperatore e il senato. Vespasiano è il primo imperatore che propone di organizzare l’istruzione pubblica, darà l’incarico a Quintiliano di organizzare l’istruzione, parla di come deve essere l’educazione dei giovani, l’imperatore paga moltissimo Quintiliano(maestro di retorica) perché l’istituzione è finanziata perché deve preparare la nuova classe dirigente, i futuri senatori di domani. La materia più importante è la retorica (aveva avuto il suo massimo con cicerone) .Con Quintiliano la retorica diventa fine a ste stessa mentre prima era usato come strumento politico per fare propaganda. Tramite la retorica si insegna ai giovani a parlare ma non a pensare. In politica estera Vespasiano riesce a gestire i conflitti, alla sua morte ci succede Tito che era distinto per la repressione di una insurrezione a Gerusalemme e verrà ricardato con l’arco di Tito che si trova a Roma. Nonostante i brevi anni di regno egli si distingue perché da soccorso alle popolazioni di Pompei e di Ercolano durante l’eruzione del Vesuvio e aiuta il popolo anche durante un incendio e la peste, veniva chiamato pure Amore e delizia del genere umano. Gli succede Domiziano si pensa che fosse affetto da problemi psichici, attua una politica autoritaria e assolutista e vuole essere appellato Dominus e dios. Con lui si inaspriscono i rapporti con il senato e si ha la prima persecuzione degli ebrei perché non ornavano le divinità romane, infatti Domiziano esercita censura e uccide coloro che si oppongono. Muore nel 96 in una congiura. Dopo viene eletto Nerva, un senatore, fu il primo senatore a diventare imperatore. Inizia il periodo degli imperatori adottivi, ovvero vengono elette i nuovi imperatori in base a quanto sono adatti al ruolo. Nerva riesce a gestire in modo equilibrato il rapporto con senatore, popolo ed esercito. Muore nel 98 ma adotta Traiano, primo imperatore di origine spagnola. Con lui si ha l’ultima fase espansiva dell’impero in particolare nella Dacia. Questo viene ricordato con la colonna troiana, queste campagna hanno un risvolto sociale ed economico perché se non si lavora si può diventare soldati e con le conquiste ci si arricchisce. Con Traiano abbiamo importanti opere edilizie come il foro di traiano, riesce a gestire il problema dei cristiani. Esistono delle lettere tra traiano e plinio il giovane, quest’ultimo chiede cosa fare con i cristiani, traiano dice che i cristiani possono essere condannati solo se arriva una denuncia non anonima e se si rifiutavano pubblicamente di onorare le divinità romane. I cristiani diventano una spina nel fianco perché oltre a rifiutare il culto degli dei si rifiutano di prendere le armi. Dopo Traiano abbiamo Adriano, scelto da Traiano. Egli attiva una politica conservatrice, è l’autore del Vallo di adriano in Inghilterra che separa la parte romanizzata da quella non romanizzata, l’impero inizia ad essere minacciato dai barbari. Adriano è filo-ellenico, viaggia in tutto l’impero e in particolare in Grecia dove finanzia molte ricostruzioni. L’impero diventa cosmopolita e avremo un autore africano importante. Egli fece costruire la di adriano a tivoli. Dopo Adriano c’è Antonino Pio al quale succederanno i figli, Lucio vero e Marco aurelio con il quale finisce la serie di imperatori adottivi e sale dopo di lui il figlio Comodo che è un pessimo imperatore. È un imperatore dispotico, autocratico, assolutistico. Si faceva chiamare il nuovo Nerone, con Comodo si ha un brutto periodo per l’Impero Romano. PLINIO IL VECCHIO visse in età Flavia. È un autore scienziato e ha la libertà di esprimersi. È un autore di un’opera scientifica intitolata Naturalis Historiae definita la prima enciclopedia del mondo antico. Plinio scrive questo libro di scienza dove parla dei fenomeni naturali ma si pensa
preciso visto che essendo un cliente non può rivelare di parlare di persone vere. Risulto conformista ovvero non c’è una vera e propria denuncia e il suo realismo viene ridimensionato. Alcuni epigrammi hanno maggiore intensità e son o considerati più personali. In una parla della morte di una bimba schiava dove usa un tono più drammatico e la sua poesia è più autentica. La produzione di Marziale è considerata poco autentica, egli scrive spesso per l’imperatore Domiziano ma non per servilismo forzato ma anzi si pensa che ci sia la consapevolezza che la poesia possa essere uno strumento di comunicazione con il popolo. L’epigramma di marziale inizia con 2 versi introduttivi altri da dove c’è la battuta a sorpresa che deve far ridere (detta flumen in clausula). Per esempio quando dice che il personaggio piange da un occhio solo e poi dice che vedeva da uno.