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piano triennale informatica, Guide, Progetti e Ricerche di Informatica Giuridica

Il documento tratta il piano triennale dell'informatica delle pubbliche amministrazioni

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2020/2021

Caricato il 01/11/2021

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Piano Triennale
per l’informatica
nella Pubblica
Amministrazione
2020-2022
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Anteprima parziale del testo

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Piano Triennale

per l’informatica

nella Pubblica

Amministrazione

Il Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione è frutto della stretta collaborazione tra l’Agenzia per l’Italia Digitale e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale.

Roma, Luglio 2020

  • PARTE Ia - IL PIANO TRIENNALE.........................................................................................................................
  • Executive Summary
  • Strategia
  • Principi guida
  • PARTE IIa – LE COMPONENTI TECNOLOGICHE
  • CAPITOLO 1. Servizi
    • Contesto normativo e strategico
    • Obiettivi e risultati attesi
    • Cosa devono fare AGID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e Consip
    • Cosa devono fare le PA
    • I servizi pubblici digitali nella Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese
  • CAPITOLO 2. Dati
    • Contesto normativo e strategico
    • Obiettivi e risultati attesi
    • interesse nazionale Cosa devono fare AGID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e titolari delle banche dati di
    • Cosa devono fare le PA
    • digitalizzazione del Paese La valorizzazione del patrimonio informativo pubblico nella Strategia per l’innovazione tecnologica e la
  • CAPITOLO 3. Piattaforme
    • Contesto normativo e strategico
    • Obiettivi e risultati attesi
    • Cosa devono fare AGID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e altri soggetti istituzionali
    • Cosa devono fare le PA
    • Le Piattaforme nella Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese
  • CAPITOLO 4. Infrastrutture
    • Contesto normativo e strategico
    • Cosa devono fare AGID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e Consip
    • Cosa devono fare le PA
    • Le infrastrutture nella Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese
  • CAPITOLO 5. Interoperabilità
    • Contesto normativo e strategico
    • Obiettivi e risultati attesi
    • Cosa devono fare AGID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale.......................................................
    • Cosa devono fare le PA
    • Le infrastrutture nella Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese
  • CAPITOLO 6. Sicurezza informatica
    • Contesto normativo e strategico
    • Obiettivi e risultati attesi
    • Cosa devono fare AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale
    • Cosa devono fare le PA
    • La sicurezza informatica nella Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese
  • PARTE IIIa - La governance
  • CAPITOLO 7. Strumenti e modelli per l’innovazione
    • Contesto normativo e strategico
    • Obiettivi
    • Cosa devono fare AGID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e altri soggetti istituzionali
    • Cosa devono fare le PA
    • del Paese 2025............................................................................................................................................. L’innovazione per una Smarter Nation nella Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione
  • CAPITOLO 8. Governare la trasformazione digitale - Le leve per l’innovazione delle PA e dei territori..................................................................................... - Le competenze digitali per la PA e per il Paese e l’inclusione digitale - Gli strumenti per migliorare i processi di trasformazione digitale e di innovazione della PA
    • Contesto normativo e strategico
      • Le leve per l’innovazione delle PA e dei territori.....................................................................................
      • Le competenze digitali per la PA e per il Paese e l’inclusione digitale
      • Gli strumenti per migliorare i processi di trasformazione digitale e di innovazione della PA
    • Obiettivi e risultati attesi
    • Cosa devono fare AGID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e altri soggetti istituzionali
    • Cosa devono fare le PA
    • digitalizzazione del Paese La governance della trasformazione digitale nella Strategia per l’innovazione tecnologica e la
  • CAPITOLO 9. Indicazioni per le PA
  • Ringraziamenti
  • APPENDICE 1. Acronimi

PARTE Ia - IL PIANO TRIENNALE

Executive Summary

Il Piano Triennale per l’informatica della Pubblica Amministrazione (di seguito Piano Triennale o Piano) è uno strumento essenziale per promuovere la trasformazione digitale del Paese e, in particolare quella della Pubblica Amministrazione italiana. Tale trasformazione deve avvenire nel contesto del mercato unico europeo di beni e servizi digitali, secondo una strategia che in tutta la UE si propone di migliorare l'accesso online ai beni e servizi per i consumatori e le imprese e creare le condizioni favorevoli affinché le reti e i servizi digitali possano svilupparsi per massimizzare il potenziale di crescita dell'economia digitale europea. Per tale motivo, come già indicato dettagliatamente nelle edizioni precedenti, gli obiettivi del Piano triennale sono basati sulle indicazioni che emergono dalla nuova programmazione europea 2021-2027, sui principi dell' eGovernment Action Plan 2016-2020 e sulle azioni previste dalla eGovernment Declaration di Tallinn (2017-2021), i cui indicatori misurano il livello di digitalizzazione in tutta l’UE e rilevano l’effettiva presenza e l’uso dei servizi digitali da parte dei cittadini e imprese. Come noto, l’Italia è caratterizzata da un’elevata decentralizzazione amministrativa che fa sì che il ruolo delle PA regionali/locali sia particolarmente rilevante nel processo di innovazione tecnologica. Gli obiettivi del Piano sono pertanto pianificati affinché le azioni attuative siano fortemente integrate ai diversi livelli della Pubblica Amministrazione, fino agli enti locali – che sono caratterizzati da un contesto di maggiore prossimità - per una più ampia diffusione della cultura della trasformazione digitale che abbia immediati vantaggi per cittadini e imprese.

Il Piano Triennale 2020-2022 è nella sua fase di consolidamento: alla sua terza edizione ha visto una partecipazione attiva della Pubblica Amministrazione locale, in linea con la strategia bottom-up prefigurata nelle edizioni precedenti. Anche questa edizione, infatti, è stata costruita con il coinvolgimento attivo e strutturato delle pubbliche amministrazioni centrali e degli enti locali, che hanno condiviso la redazione e discussione in bozza del presente documento. La presente edizione, rappresenta la naturale evoluzione dei due Piani precedenti: laddove la prima edizione poneva l’accento sull’introduzione del Modello strategico dell’informatica nella PA e la seconda edizione si proponeva di dettagliare l’implementazione del modello, questa edizione si focalizza sulla realizzazione delle azioni previste, avendo - nell’ultimo triennio - condiviso con le amministrazioni lo stesso linguaggio, le stesse finalità e gli stessi riferimenti progettuali. In questa prospettiva, pur ponendosi in continuità con il Piano precedente, il Piano 2020-2022 introduce un’importante innovazione con riferimento ai destinatari degli obiettivi individuati per ciascuna delle tematiche affrontate. Saranno infatti le singole amministrazioni a dover realizzare gli obiettivi elencati, obiettivi spesso “ambiziosi” ma sostenibili poiché costruiti sull’esperienza, sul confronto e sulle esigenze delle amministrazioni destinatarie. Si tratta di obiettivi di ampio respiro declinati tuttavia in risultati molto concreti. L’elemento innovativo di questo Piano sta proprio nel forte accento posto sulla misurazione di tali risultati, introducendo così uno spunto di riflessione e una guida operativa per tutte le amministrazioni: la cultura della misurazione e conseguentemente della qualità dei dati diventa uno dei motivi portanti di questo approccio. A completamento di tale innovazione sono state introdotte le attività di monitoraggio descritte nel cap. 8.

standard/modelli/metodi di misurazione conosciuti. La misurazione e il relativo monitoraggio dei risultati attesi è un compito di governance dell’intero Piano ed uno dei capitoli conclusivi sarà dedicato proprio ai temi del governo della trasformazione digitale;

  • la sezione Cosa devono fare AGID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e altri soggetti istituzionali esplicita la roadmap – per il triennio 2020-2022 – delle linee d’azione (attività) a carico di AGID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale, e altri soggetti istituzionali per il conseguimento di ciascun obiettivo definito nel paragrafo precedente;
  • la sezione Cosa devono fare le PA descrive la roadmap delle attività a carico delle diverse PA, che scaturiscono dalla roadmap dei soggetti istituzionali sopra indicati o in continuità con quanto previsto dal precedente PT;
  • i riferimenti alla Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese 2025 riassumono brevemente quali siano i collegamenti del Piano Triennale 2020-22 alla Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese 2025 pubblicata dal Ministero dell’Innovazione all’inizio del 2020.

L’obiettivo di predisporre un documento snello di consultazione ha fatto sì che alcune parti del Piano precedente, peraltro rilevanti, siano state spostate in altri documenti a corredo del Piano. È stata realizzata una collana editoriale del Piano al cui interno saranno pubblicati, nel corso del 2020: il rapporto sulla spesa ICT delle PA, un documento di dettaglio sul tema degli indicatori internazionali; un documento con esempi applicativi e buone pratiche relativi ad obiettivi e risultati attesi indicati. Come già indicato nelle precedenti edizioni, si ribadisce che anche questo Piano va visto come uno strumento dinamico, la cui efficacia dipende dal coinvolgimento delle amministrazioni sia per la sua evoluzione sia per la sua attuazione anche grazie ad uno scambio costante e trasparente di informazioni tra tutti gli attori. Il Piano si pone infatti come insieme di obiettivi di alto livello e di azioni che le singole amministrazioni sono invitate a calare all’interno delle proprie programmazioni operative rafforzandone la coerenza con l’impianto dello stesso Piano Triennale.

A conclusione di questo executive summary , sulla scorta dei suggerimenti recepiti dalle Regioni e Province Autonome durante la condivisione del documento in fase di elaborazione, si ritiene importante sottolineare alcuni aspetti relativi alla situazione emergenziale manifestatasi nel mese di marzo 2020: l’emergenza COVID 19 ha imposto alle Amministrazioni di procedere con celerità all’attivazione delle procedure per lo smart working diffuso, che ha coinvolto oltre il 75% dei dipendenti; il lockdown ha comportato per il dipendente una nuova e repentina condizione di lavoro che ha fatto emergere alcune criticità nell’uso degli strumenti tecnologici (in precedenza non rilevabili data la possibilità di ottenere supporto immediato in ufficio); e, in molti ambiti, ha evidenziato la necessità di rivedere in modo profondo l’organizzazione dei processi, favorendo la condivisione in rete di documenti e materiali di lavoro.

Parimenti, tale modalità ha favorito l’emergere di una sensibilità culturale del dipendente verso nuovi paradigmi di “produttività” rispetto al canonico concetto di “attestazione di presenza” della pubblica amministrazione. In tal senso, rappresenta un rilevante potenziale cambiamento culturale nelle relazioni Ente-dipendente.

Lo smart working , se considerato quale modalità di lavoro a regime anche nella fase post-emergenza, potrebbe costituire un profondo elemento di innovazione dell’Amministrazione, purché sostenuto da un sistemico mutamento organizzativo e dall’evoluzione tecnologica dei sistemi informativi del settore pubblico.

Si rende quindi quanto mai opportuno cogliere l’occasione del Piano Triennale per avviare una nuova fase – mediata e facilitata dalle figure dei Responsabili della Transizione al digitale - in cui il paradigma lavorativo nella PA si possa invertire: è il processo analizzato e rivisto a guidare l’informatizzazione la quale sarà, quindi, applicata ad un contesto di cambiamento organizzativo, ottenendo da una parte un effettivo risparmio e dall’altra generando fiducia nei sistemi informatici e nelle tecnologie. Ciò permetterà, altresì, al sistema di accogliere le nuove generazioni in un contesto adeguato ai tempi e professionalmente appagante.

Strategia

  • Favorire lo sviluppo di una società digitale, dove i servizi mettono al centro i cittadini e le imprese, attraverso la digitalizzazione della pubblica amministrazione che costituisce il motore di sviluppo per tutto il Paese.
  • Promuovere lo sviluppo sostenibile, etico ed inclusivo, attraverso l’innovazione e la digitalizzazione al servizio delle persone, delle comunità e dei territori, nel rispetto della sostenibilità ambientale.
  • Contribuire alla diffusione delle nuove tecnologie digitali nel tessuto produttivo italiano, incentivando la standardizzazione, l’innovazione e la sperimentazione nell’ambito dei servizi pubblici.

Principi guida

  • digital & mobile first (digitale e mobile come prima opzione): le pubbliche amministrazioni devono realizzare servizi primariamente digitali;
  • digital identity only (accesso esclusivo mediante identità digitale): le PA devono adottare in via esclusiva sistemi di identità digitale definiti dalla normativa assicurando almeno l’accesso tramite SPID;
  • cloud first ( cloud come prima opzione): le pubbliche amministrazioni, in fase di definizione di un nuovo progetto e di sviluppo di nuovi servizi, adottano primariamente il paradigma cloud , tenendo conto della necessità di prevenire il rischio di lock-in ;
  • servizi inclusivi e accessibili : le pubbliche amministrazioni devono progettare servizi pubblici digitali che siano inclusivi e che vengano incontro alle diverse esigenze delle persone e dei singoli territori;
  • dati pubblici un bene comune : il patrimonio informativo della pubblica amministrazione è un bene fondamentale per lo sviluppo del Paese e deve essere valorizzato e reso disponibile ai cittadini e alle imprese, in forma aperta e interoperabile;
  • interoperabile by design : i servizi pubblici devono essere progettati in modo da funzionare in modalità integrata e senza interruzioni in tutto il mercato unico esponendo le opportune API;
  • sicurezza e privacy by design : i servizi digitali devono essere progettati ed erogati in modo sicuro e garantire la protezione dei dati personali;
  • user-centric, data driven e agile: le amministrazioni sviluppano i servizi digitali, prevedendo modalità agili di miglioramento continuo, partendo dall’esperienza dell'utente e basandosi sulla continua misurazione di prestazioni e utilizzo.

PARTE IIa – LE COMPONENTI TECNOLOGICHE

CAPITOLO 1. Servizi

Il miglioramento della qualità dei servizi pubblici digitali costituisce la premessa indispensabile per l’incremento del loro utilizzo da parte degli utenti, siano questi cittadini, imprese o altre amministrazioni pubbliche. In questo processo di trasformazione digitale, è essenziale che i servizi abbiano un chiaro valore per l’utente; questo obiettivo richiede un approccio multidisciplinare nell'adozione di metodologie e tecniche interoperabili per la progettazione di un servizio. La qualità finale, così come il costo complessivo del servizio, non può infatti prescindere da un’attenta analisi dei molteplici layer, tecnologici e organizzativi interni, che strutturano l’intero processo della prestazione erogata, celandone la complessità sottostante. Ciò implica anche un’adeguata semplificazione dei processi interni alle PA, coordinata dal Responsabile della Transizione al Digitale, con il necessario supporto di efficienti procedure digitali.

Occorre quindi agire su più livelli e migliorare la capacità delle Pubbliche Amministrazioni di generare ed erogare servizi di qualità attraverso:

  • un utilizzo più consistente di soluzioni Software as a Service già esistenti;
  • il riuso e la condivisione di software e competenze tra le diverse amministrazioni;
  • l'adozione di modelli e strumenti validati a disposizione di tutti;
  • il costante monitoraggio da parte delle PA dei propri servizi on line.

A tale scopo il CAD e il presente Piano pongono l’accento sulla necessità di mettere a fattor comune le soluzioni applicative adottate dalle diverse amministrazioni al fine di ridurre la frammentazione che ritarda la maturità dei servizi. Si richiama quindi l’importanza di fornire servizi completamente digitali, progettati sulla base delle semplificazioni di processo abilitate dalle piattaforme di cui al Capitolo 3, del principio cloud first , sia in termini tecnologici (architetture a microservizi ecc.), sia in termini di acquisizione dei servizi di erogazione in forma SaaS ove possibile, da preferirsi alla conduzione diretta degli applicativi. È cruciale infine il rispetto degli obblighi del CAD in materia di open source al fine di massimizzare il riuso del software sviluppato per conto della PA riducendo i casi di applicativi utilizzati da una singola PA e non condivisi tra più soggetti.

Gli strumenti per la condivisione di conoscenza e di soluzioni a disposizione delle amministrazioni sono:

  • le linee guida attuative del CAD (v. paragrafo “Contesto normativo e strategico”);
  • Designers Italia;
  • Developers Italia;
  • Forum Italia.

Per incoraggiare tutti gli utenti a privilegiare il canale online rispetto a quello esclusivamente fisico, rimane necessaria una decisa accelerazione nella semplificazione dell'esperienza d’uso complessiva e un miglioramento dell'inclusività dei servizi, in modo che essi siano utilizzabili da qualsiasi dispositivo, senza alcuna competenza pregressa da parte dei cittadini, nel pieno rispetto delle norme riguardanti accessibilità e il Regolamento generale sulla protezione dei dati.

Per il monitoraggio dei propri servizi, le PA possono utilizzare Web Analytics Italia, una piattaforma nazionale open source che offre rilevazioni statistiche su indicatori utili al miglioramento continuo dell’esperienza utente.

Anche il quadro normativo nazionale ed europeo pone importanti obiettivi finalizzati a incrementare la centralità de ll’utente, l'in tegrazione dei principali servizi europei e la loro reperibilità. Ad esempio il Regolamento europeo sul Single Digital Gateway intende costruire uno sportello unico digitale a livello europeo che consenta a cittadini e imprese di esercitare più facilmente i propri diritti e fare impresa all’interno dell’Unione europea.

Per semplificare e agevolare l'utilizzo del servizio è necessario favorire l’applicazione del principio once only , richiedendo agli utenti i soli dati non conosciuti dalle Pubbliche Amministrazioni e, per questi, assicurandone la validità ed efficacia probatoria nei modi previsti dalla norma, anche attraverso l’accesso ai dati certificati da altre Pubbliche Amministrazioni nei modi previsti dal Modello di Interoperabilità per la PA indicato nel capitolo 5

Nel caso il servizio richieda un accesso da parte del cittadino è necessario che sia consentito attraverso un sistema di autenticazione previsto dal CAD assicurando l‘accesso almeno tramite SPID. Allo stesso modo, se è richiesto un pagamento, tale servizio dovrà essere reso disponibile anche attraverso il sistema di pagamento pagoPA.

Contesto normativo e strategico

In materia di qualità dei servizi pubblici digitali esistono una serie di riferimenti normativi e strategici cui le amministrazioni devono attenersi. Di seguito un elenco delle principali fonti.

Riferimenti normativi italiani:

  • Legge 9 gennaio 2004, n. 4 - Disposizioni per favorire e semplificare l'accesso degli utenti e, in particolare, delle persone con disabilità agli strumenti informatici
  • Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 - Codice dell'amministrazione digitale (in breve CAD), art. 7, 68, 69 e 71
  • Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 106 - Attuazione della direttiva (UE) 2016/2102 relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici
  • Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 - Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese, art. 9, comma 7
  • Linee Guida AGID per il design dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione
  • Linee Guida AGID sull’accessibilità degli strumenti informatici
  • Linee Guida AGID sull’acquisizione e il riuso del software per la Pubblica Amministrazione
  • Circolare AGID n.2/2018, Criteri per la qualificazione dei Cloud Service Provider per la PA
  • Circolare AGID n.3/2018, Criteri per la qualificazione di servizi SaaS per il Cloud della PA

Riferimenti normativi europei:

  • Regolamento (UE) 2018/1724 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 2 ottobre 2018 che istituisce uno sportello digitale unico per l’accesso a informazioni, procedure e servizi di assistenza e di risoluzione dei problemi e che modifica il regolamento (UE)
  • Direttiva UE 2016/2102 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2016 relativa all'accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici

Progetti di riferimento finanziati:

OB.1.2 - Migliorare l’esperienza d’uso e l’accessibilità dei servizi

 R.A.1.2a - Incremento e diffusione dei modelli standard per lo sviluppo di siti disponibili in Designers Italia

  • Target 2020 - Baseline : almeno 80 PA utilizzano i modelli standard di sviluppo web disponibili.
  • Target 2021 - Incremento, rispetto alla baseline , dell’utilizzo del modello per almeno altre 100 PA.
  • Target 2022 - Incremento, rispetto alla baseline , dell’utilizzo del modello per almeno altre 200 PA.

 R.A.1.2b - Diffusione dei test di usabilità previsti dalle Linee Guida AGID per il design dei servizi nelle amministrazioni per agevolare il feedback e le valutazioni da parte degli utenti

  • Target 2020 - Baseline : numero di report ricevuti da AGID sui test di usabilità effettuati dalle PA
  • Target 2021 - Incremento del 5% del numero di report ricevuti rispetto alla baseline
  • Target 2022 - Incremento del 10% del numero di report ricevuti rispetto alla baseline

 R.A.1.2c - Incremento del livello di accessibilità dei servizi digitali della PA secondo le Linee guida sull'accessibilità degli strumenti informatici

  • Target 2020 - Baseline 1: rilevazione del livello di conformità dei siti, comunicato dalle Amministrazioni nelle loro dichiarazioni di accessibilità.
  • Target 2021 - Baseline 2: rilevazione del livello di accessibilità risultante dal monitoraggio del campione di 1.280 siti web della PA.
  • Target 2022 - Definizione di un indicatore nazionale di accessibilità dei siti web e incremento del 10% del livello di accessibilità rispetto al campione di 1.280 siti monitorati.

Cosa devono fare AGID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e Consip

OB.1.1 - Migliorare la capacità di generare ed erogare servizi digitali

Le seguenti linee d’azione devono concludersi entro:

  • Ottobre 2020 - Predisposizione di un’area in Developers Italia finalizzata alla condivisione delle valutazioni comparative svolte dalle PA in relazione all’acquisizione di software nonché di altro materiale finalizzato alla cooperazione tra amministrazioni in materia di sviluppo e conduzione di servizi applicativi - (Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP1.LA
  • Dicembre 2020 - Rilascio di un documento di guida allo sviluppo e gestione di software secondo il modello open source - (Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP1.LA
  • Gennaio 2021 - Rilascio del primo set organico di strumenti avanzati per l’analisi statistica web in relazione alla piattaforma Web Analytics Italia (WAI) - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP1.LA
  • Gennaio 2021 - Rilascio nuova release della piattaforma Cloud Marketplace (catalogo dei servizi Cloud qualificati da AGID per la PA) al fine di migliorare la fruibilità e l’utilizzo della stessa da parte di fornitori e PA - (AGID) - CAP1.LA
  • Gennaio 2021 - Avvio di un roadshow sul territorio per illustrare i percorsi di qualificazione dei servizi cloud - (AGID) - CAP1.LA
  • Febbraio 2021 - Definizione del modello di integrazione tra Cloud Marketplac e di AGID e piattaforma AcquistinretePA di Consip - (Consip) - CAP1.LA
  • Marzo 2021 - Avvio pubblicazione gare strategiche per Servizi SaaS Public Cloud - (Consip) - CAP1.LA
  • Marzo 2021 - Pubblicazione della categorizzazione dei servizi SaaS in coerenza con il catalogo dei servizi della PA e rilascio di un kit informativo specifico sui servizi SaaS che abilitano semplificazioni di processo nell’erogazione dei servizi per la PA - (AGID) - CAP1.LA
  • Giugno 2021 - Realizzazione del modello integrato Cloud Marketplace di AGID e piattaforma AcquistinretePA di Consip - (Consip) - CAP1.LA
  • Giugno 2021 - Rilascio della funzionalità di widget embedding per i siti PA in relazione alla piattaforma Web Analytics Italia - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP1.LA
  • Dicembre 2021 - Predisposizione dei flussi dati Web Analytics Italia in formato open data - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP1.LA
  • Dicembre 2021 - Rilascio in esercizio del catalogo dei servizi delle PA - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP1.LA
  • Giugno 2022 - Pubblicazione dell’aggiornamento della Circolare per le qualificazioni dei servizi cloud attuativa delle evoluzioni tecnologiche e normative - (AGID) - CAP1.LA
  • Dicembre 2022 - Rilascio primo set di API conformi al Modello di Interoperabilità per l’integrazione dei flussi di dati Web Analytics Italia ad altre fonti dati - (AGID) - CAP1.LA

OB.1.2 - Migliorare l’esperienza d’uso e l’accessibilità dei servizi

Le seguenti linee d’azione devono concludersi entro:

  • Settembre 2020 - Pubblicazione dell’analisi degli obiettivi di accessibilità comunicati dalle PA - (AGID) - CAP1.LA
  • Settembre 2020 - Pubblicazione delle linee guida di design contenenti regole, standard e guide tecniche, secondo l’articolo 71 del CAD - (AGID) - CAP1.LA
  • Dicembre 2020 - Definizione e lancio di un piano di comunicazione sulle attività da effettuare per comuni e scuole per l’adesione ai modelli standard per lo sviluppo dei siti - (Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP1.LA
  • Dicembre 2020 - Attività di disseminazione, divulgazione e test di usabilità della piattaforma di monitoraggio dell’accessibilità “ WADcher - Web Accessibility Directive Decision Support Environment ” per i siti web della PA - (AGID e CNR) - CAP1.LA
  • Dicembre 2020 - Analisi accessibilità e usabilità delle pagine web che le Amministrazioni devono pubblicare nel rispetto delle attività previste dal Regolamento Europeo 2018/1724 su Single Digital Gateway - (AGID) - CAP1.LA
  • Giugno 2021 - Rilevazione del numero delle dichiarazioni di accessibilità relative alle app mobile delle PA pubblicate dalle amministrazioni tramite form.agid.gov.it - (AGID) - CAP1.LA
  • Settembre 2021 - Rilascio di un modello standard di servizio ed esperienza utente per musei pubblici che prendono parte alla sperimentazione pilota - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP1.LA
  • Entro marzo 2022 - Le PA devono pubblicare gli obiettivi di accessibilità sul proprio sito - CAP1.PA.LA

I servizi pubblici digitali nella Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione

del Paese 2025

Nell’elaborazione complessiva, il capitolo tiene conto delle tre sfide della Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese 2025, in particolare:

  • per “La prima sfida: una Società digitale”, attraverso l’individuazione di azioni di promozione di modelli virtuosi e di creazione di nuovi servizi digitali, o di miglioramento dell’efficienza e della trasparenza nei servizi esistenti, che aiutino cittadini e imprese ad accedere on line ai servizi;
  • per “La seconda sfida: un paese innovativo”, attraverso la collaborazione con le diverse realtà locali, regionali, nazionali e internazionali;
  • per “La terza sfida: Sviluppo inclusivo e sostenibile”, attraverso la semplificazione dei servizi e il conseguente rafforzamento delle capacità digitali dei cittadini.

Inoltre, le roadmap definite per il miglioramento di siti e servizi sono in linea con l’azione “A05_Ristrutturazione digitale”. Allo stesso tempo, il modello di riuso, di design e di cloud enablement fa da base allo sviluppo dei servizi in modalità open afferenti all’azione “A06_ Open innovation nella Pubblica Amministrazione”.

CAPITOLO 2. Dati

La valorizzazione del patrimonio informativo pubblico è un obiettivo strategico per la pubblica amministrazione, soprattutto per affrontare efficacemente le nuove sfide dell’economia dei dati ( data economy ), supportare la costruzione del mercato unico europeo per i dati definito dalla Strategia europea in materia di dati, garantire la creazione di servizi digitali a valore aggiunto per cittadini, imprese e, in generale, tutti i portatori di interesse e fornire ai policy maker strumenti data-driven da utilizzare nei processi decisionali. A tal fine, è necessario ridefinire una nuova data governance coerente con la Strategia europea e con il quadro delineato dalla nuova Direttiva europea sull’apertura dei dati e il riutilizzo dell’informazione del settore pubblico. È quindi opportuno individuare quanto prima le principali problematiche e sfide che l’attuale data governance del patrimonio informativo pubblico pone per delineare le motivazioni e gli obiettivi di una Strategia nazionale dati, anche in condivisione con i portatori di interesse pubblici e privati. In linea con i principi enunciati anche con il precedente Piano, è ora necessario dare continuità alle azioni avviate e fare un ulteriore passo in avanti per assicurare maggiore efficacia all’attività amministrativa in tutti i processi che coinvolgono l’utilizzo dei dati: sia con riferimento alla condivisione dei dati tra pubbliche amministrazioni per finalità istituzionali, sia con riferimento al riutilizzo dei dati, per finalità commerciali e non, secondo il paradigma degli open data. Un asset fondamentale tra i dati gestiti dalle pubbliche amministrazione è rappresentato dalle banche dati di interesse nazionali (art. 60 del CAD), la nuova data governance deve favorire l'accesso alle stesse per agevolare la constatazione degli stati relative alle persone fisiche e alle persone giuridich

Contesto normativo e strategico

In materia di dati esistono una serie di riferimenti normativi e strategici a cui le amministrazioni devono attenersi. Di seguito un elenco delle principali fonti.

Riferimenti normativi italiani:

  • Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali
  • Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 - Codice dell'amministrazione digitale (in breve CAD)
  • Decreto legislativo 24 gennaio 2006, n.36 - Attuazione della direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo di documenti nel settore pubblico
  • Decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 32 - Attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un'infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE)
  • Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 - Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni (Decreto trasparenza)
  • Decreto legislativo 18 maggio 2015, n.102 - Attuazione della direttiva 2013/37/UE relativa al riutilizzo di documenti nel settore pubblico
  • Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri 10 novembre 2011 - Regole tecniche per la definizione del contenuto del Repertorio nazionale dei dati territoriali, nonché delle modalità di prima costituzione e di aggiornamento dello stesso
  • Linee guida nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico

 R.A.2.1c - Aumento del numero di dataset resi disponibili attraverso i servizi di dati territoriali di cui alla Direttiva 2007/2/EC ( INSPIRE )

  • Target 2020 - Baseline : definizione indicatore e misurazione in conformità alle regole di monitoraggio INSPIRE.
  • Target 2021 - Aumento del 20% rispetto alla baseline.
  • Target 2022 - Aumento del 40% rispetto alla baseline.

OB.2.2 - Aumentare la qualità dei dati e dei metadati

 R.A.2.2a - Aumento del numero di dataset con metadati di qualità conformi agli standard di riferimento europei e dei cataloghi nazionali (dati.gov.it, geodati.gov.it)

  • Target 2020 - Baseline : costruzione dell’indicatore e definizione del target.
  • Target 2021 - Aumento del 20% rispetto alla baseline.
  • Target 2022 - Aumento del 40% rispetto alla baseline.

 R.A.2.2b - Aumento del numero di dataset aperti conformi ad un sottoinsieme di caratteristiche di qualità derivate dallo standard ISO/IEC 25012

  • Target 2020 - Baseline : individuazione di dataset di interesse e caratteristiche di qualità.
  • Target 2021 - Incremento del 5% rispetto alla baseline.
  • Target 2022 - Incremento del 10% rispetto alla baseline.

OB.2.3 - Aumentare la consapevolezza sulle politiche di valorizzazione del patrimonio informativo

pubblico e su una moderna economia dei dati

 R.A.2.3a - Aumento di azioni coordinate tra le pubbliche amministrazioni coerenti con la Strategia nazionale dati

  • Target 2020 - n.d.
  • Target 2021 - n.d.
  • Target 2022 - Almeno due iniziative coordinate di implementazione del piano operativo.

 R.A.2.3b - Aumento del numero di dataset che adottano un’unica licenza aperta identificata a livello nazionale

  • Target 2020 - Baseline : individuazione della licenza aperta di riferimento nazionale e rilevazione del numero di dataset che già la adottano.
  • Target 2021 - Aumento del 30% rispetto alla baseline.
  • Target 2022 - Aumento del 60% rispetto alla baseline.

Cosa devono fare AGID, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e titolari delle banche

dati di interesse nazionale

OB.2.1 - Favorire la condivisione e il riutilizzo dei dati tra le PA e il riutilizzo da parte di cittadini e

imprese

Le seguenti linee d’azione devono concludersi entro:

  • Dicembre 2020 - Identificazione della baseline delle basi di dati di interesse nazionale - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP2.LA
  • Dicembre 2020 - Costruzione dell’indicatore per i dataset di tipo dinamico e definizione delle modalità di misurazione - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP2.LA
  • Dicembre 2020 - Identificazione dei dataset per il monitoraggio INSPIRE con la definizione del relativo target - (AGID) - CAP2.LA
  • Dicembre 2021 - Avvio dell’adeguamento al modello di interoperabilità e ai modelli di riferimento di dati nazionali ed europei delle basi di dati di interesse nazionale e documentazione nel relativo catalogo delle API - (Titolari delle banche dati di interesse nazionale) - CAP2.LA
  • Dicembre 2022 - Prosecuzione dell’adeguamento al modello di interoperabilità e ai modelli di riferimento di dati nazionali ed europei delle basi di dati di interesse nazionale, individuate come da target e documentazione nel relativo catalogo delle API - (Titolari delle banche dati di interesse nazionale) - CAP2.LA

OB.2.2 - Aumentare la qualità dei dati e dei metadati

Le seguenti linee d’azione devono concludersi entro:

  • Dicembre 2020 - Aggiornamento degli standard di riferimento dei cataloghi nazionali - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP2.LA
  • Dicembre 2020 - Definizione degli indicatori per i risultati attesi, delle modalità di monitoraggio e delle relative baseline - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP2.LA
  • Gennaio 2021 - Aggiornamento delle linee guida sulla valorizzazione patrimonio informativo pubblico - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP2.LA
  • Gennaio 2021 - Avvio, insieme alla PA, del processo continuo di identificazione e definizione dei modelli semantici standard condivisi per i dataset di interesse aperti - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP2.LA

OB.2.3 - Aumentare la consapevolezza sulle politiche di valorizzazione del patrimonio

informativo pubblico e su una moderna economia dei dati

Le seguenti linee d’azione devono concludersi entro:

  • Dicembre 2020 - Costituzione di un gruppo di lavoro multidisciplinare (in ambito PA, accademico, della ricerca e privato) finalizzato: alla redazione di un Libro Verde che enuclei le principali problematiche/sfide poste dall’attuale data governance del patrimonio informativo pubblico e alla stesura della Strategia nazionale dati - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP2.LA
  • Dicembre 2020 - Identificazione e adozione della licenza aperta di riferimento nazionale - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP2.LA
  • Gennaio 2021 - Definizione di iniziative di formazione e di sensibilizzazione rivolte ai Responsabili della Trasformazione Digitale e al personale delle amministrazioni sui temi relativi alle politiche di gestione del dato (qualità, processi, riutilizzo, licenza, formati) in raccordo con le iniziative sul tema delle competenze digitali - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP2.LA
  • Luglio 2021 - Pubblicazione del Libro verde a seguito di consultazione pubblica e avvio della definizione di una Strategia nazionale dati - (AGID e Dipartimento per la Trasformazione Digitale) - CAP2.LA