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Lezione e appunti sul Pop e Radical Design con focus sul design italiano.
Tipologia: Sbobinature
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Pop Art: origine e sviluppo
La Pop Art nasce in Inghilterra negli anni ’50, nell’ambito dell’Independent Group. In questa prima fase assume spesso forme ibride, anche tridimensionali: opere colorate, quasi totemiche, costruite come assemblage e realizzate con materiali industriali come l’alluminio pressofuso e saldato. L’interesse principale è già rivolto alla cultura di massa, alla pubblicità e ai nuovi linguaggi visivi.
Successivamente il movimento viene esportato negli Stati Uniti, dove esplode negli anni ’60 e si definisce in maniera più netta, diventando un fenomeno centrale nella cultura contemporanea.
Warhol lavora sul concetto di riproduzione seriale : la bellezza non è più nell’unicità, ma nella moltiplicazione. In questo senso è pertinente il riferimento a Vico Magistretti, secondo cui la ripetizione di un oggetto comune (come le bottiglie di Coca-Cola) produce un effetto estetico superiore.
Warhol esalta la banalità e l’ubiquità degli oggetti industriali: la lattina di zuppa Campbell (1962) diventa un’icona proprio perché è identica a milioni di altre. L’operazione non è ironica in senso semplice, ma ambigua: da un lato celebra il consumismo, dall’altro lo rende visibile e quindi criticabile.
Questa immagine è così potente da entrare anche nel design: Dino Gavina realizza tra il 1970 e il 1973 uno sgabello ispirato alla lattina Campbell, ingigantendola. Qui lo spiazzamento estetico nasce proprio dal cambio di scala: un oggetto banale diventa scultura e arredo.
Warhol estende il discorso anche ai prodotti immateriali della cultura di massa, come il cinema: le serie dedicate a Marilyn Monroe trasformano il volto dell’attrice in un’immagine riproducibile, svuotata di individualità e resa pura icona.
Il suo studio, la Factory, funziona come un vero laboratorio produttivo: uso della serigrafia, intervento manuale ridotto e ripetizione sistematica. Anche quando l’opera è fatta a mano, il modello è industriale.
Warhol vs Duchamp
Il confronto con Marcel Duchamp è fondamentale.
Duchamp seleziona un oggetto industriale (l’orinatoio) e lo trasforma in arte attraverso un gesto concettuale unico. Dopo Duchamp, l’arte diventa riflessione sull’oggetto.
Warhol invece lavora sulla moltiplicazione: non prende un oggetto, ma una serie di oggetti identici. Se Duchamp isola e nobilita, Warhol accumula e banalizza, mettendo al centro il sistema produttivo.
Warhol sviluppa anche una riflessione critica nei cicli
capitali vengono riprodotti serialmente.
La Electric Chair è un esempio emblematico: l’immagine della morte viene ripetuta fino a perdere carica emotiva. Warhol denuncia implicitamente il modo in cui i media trasformano la tragedia in spettacolo consumabile.
Lichtenstein utilizza il linguaggio del fumetto, in particolare i Ben-Day dots, una tecnica di stampa economica basata su puntini che suggeriscono il colore.
Nel fumetto, essendo piccolo, l’effetto è quasi invisibile; nelle sue tele di grande formato i puntini diventano evidenti e strutturali. In questo modo l’artista porta un linguaggio “basso” dentro l’arte, celebrandolo come prodotto industriale.
Sistema modulare composto da elementi imbottiti rettangolari con angoli arrotondati.
● struttura interna in metallo (alluminio/acciaio) ● ● moduli agganciabili tra loro ● ● possibilità di configurazioni multiple
stesso effetto del Crystal Palace
Poltrona Blow (1967) – De Pas D'Urbino Lomazzi per Zanotta ● Poltrona gonfiabile in PVC trasparente. ● leggerissima ● economica ● facilmente trasportabile
Il successo commerciale deriva proprio da queste caratteristiche. È un oggetto che rifiuta la tradizione del mobile pesante e permanente.
è una seduta strutturata e flessibile che si adatta a chi ne usufruisce. Dentro vi sono piccole sfere di polistirolo. Inizialmente dovevano essere sfere di vetro, meno comodo e leggero. Il clima è quello informale, si sposta con un dito praticamente.--> estetica della leggerezza. Tanti colori ↓ (seduta celebrata in termini probelematici da Woody Allen ne IL DORMIGLIONE del ‘73, qui il SACCO è presente fra i mobili del futuro in cui viene catapultato il protagon. E’ presente poi nei fumetti di PEANUTS (snoopy), che prende forma rispetto alle emozioni dei personaggi )
forma di guantone da baseball, riferimento a Joe DiMaggio È un oggetto dichiaratamente figurativo: il design diventa immagine.
Descritto spesso come divano.L’azienda emiliana è specializzata nella produzione di arredi in Poliuretano espanso, vernice impermeabile. ↓ Pratone è realizzato in un unico materiale, si tratta infatti di un unico pezzo in poliuretano espanso, schiumato a freddo e rivestito in vernice lavabile brevettata dalla Gufram stessa, denominata "Guflac". Il materiale ha una densità tale che permette agli steli di avere ottime proprietà meccaniche soprattutto per quanto riguarda la loro deformazione elastica; Gli steli infatti riprendono facilmente la forma iniziale dopo l'utilizzo.
L’installazione dedicata a Mae West ispira il Divano
● poliuretano espanso ● ● rivestimento elasticizzato ● ● forte componente psicologica e simbolica ●
x Poltronova nel 1968.
Il divano Safari è una seduta multipla con il profilo dello schienale configurato
in una serie di onde, nel vuoto centrale, cui si accede mediante un varco, ci si raccoglie come in una sorta di rito tribale. Il mobile è composto da quattro pezzi di due diversi tipi [due moduli poltrona e due moduli divanetto].
Per la struttura viene utilizzata la tecnica sperimentale del fiberglass. La scelta dell’animalier leopard o aveva un richiamo colto nell’opera “Bedroom ensemble” [1963] di Claes Oldenburg, maestro della Pop Art inglese, e della
sua successiva “Leopard chair”,
possibilità di scegliere rivestimenti e colori
anticipa la personalizzazione di massa (tipo IKEA)
ANOTHER GREEN CACTUS
privo di scocca. È costituito da due onde, ricavate da un blocco di poliuretano segato in due parti da un taglio a “S”, che s’incastrano e si sovrappongono, modellando differenti configurazioni.
Enzo Mari
Enzo Mari
progetto Autoprogettazione (1974)
mobili costruibili dall’utente
L’idea è la democratizzazione del design: rendere accessibile il progetto, non solo il prodotto.
Inizialmente è un fallimento commerciale, perché viene interpretato come un trasferimento di lavoro al consumatore. Successivamente viene rivalutato (anni 2000) come anticipazione di temi attuali: autoproduzione, open design, sostenibilità
(fin troppo coinvolgente, spazza via gli altri pezzi. sono acidi, chic, eccitanti ai massimi livelli ↓ MIES metallo cromato, formalmente nitida pura, poi ve una lampada atmosferica poggia piedi. non è perfettamente comoda, è più un oggetto scenico. ↓ POLTRONA AEO per archizoom di DEGANELLO. tessuto e colore possono essere scelti dal consumatore(cerca). antiicpa le logiche ikea
ENZO MARI nasce dauna mostra realizzata da isomari nel 74. dice che la cosa migliore è proporre un sistema da organizzzare in base alle proprie esigenze personali. Democratizzazione del design ↓ inizialmente la proposta viene interpretata come l’affidare il compito di cotruire tipo direttamente al consumatore ↓ FLOP COMMERCIALE ma anticipa temi attuali dell’autoproduzione. nel 2010 si riconosce grande? progettuale in tale idea del 74)