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postimpressionismo, appunti completi e chiari, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

postimpressionismo, appunti completi e chiari: Cezanne e Lautrec

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 19/02/2026

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POSTIMPRESSIONISMO
Il postimpressionismo è un concetto critico che comprende l’opera di differenti autori che, alla fine
dell’800, hanno saputo interpretare ed elaborare autonomamente la lezione dell’impressionismo. Fine del
XIX secolo, apre le porte alle Avanguardie storiche del ‘900.
Il termine “postimpressionismo” venne coniato nel 1910 dal critico d’arte Roger Fry quando organizza a
Londra un’esposizione di Gauguin, Cezanne e Van Gogh.
Le nuove soluzioni tecniche e stilistiche vengono avvertite come una sorta di avanzamento nella ricerca
pittorica moderna e dunque come il superamento di alcune convinzioni impressioniste, elaborate in
maniera autonoma. Ogni aspetto della realtà poteva essere fermato sulla tela in maniera soggettiva,
attraverso modalità proprie e libere. I postimpressionisti sperimentano e non tengono più conto di una
prospettiva e di una riproduzione naturalistica di luce e colore. Gli elementi comuni tra loro sono il fatto
che preferiscono una resa plastica della figura con: sicurezza del contorno, recupero del disegno, colori
puri (arbitrari, non rappresentano la realtà) spesso non realistici.
L’artista si rivolge verso un’indagine introspettiva dello spirito umano -> attenzione per gli aspetti simbolici
contrapposti al naturalismo. Inquietudine/ sfiducia nella ragione umana.
In questi anni la fotografia compie grandiosi progressi divenendo un formidabile strumento per la resa
immediata e fedele della realtà; nonostante ciò, i postimpressionisti danno una versione soggettiva del
tema. Non lavorano più en planair ma in studio, non vogliono ritrarre il momento, l’attimo. Parigi è il centro
focale del mercato dell’arte, con sistemi di gallerie e collezionisti, soprattutto privati in grado di garantire
un buon mercato.
HENRI DE TOULOUSE-LAUTREC (1864-1901)
Nasce da una famiglia nobile originaria di Tolosa (Sud della Francia) ma vive a Parigi con la madre. Ha una
pittura libera da schemi e basata su un tratto immediato; la sua attenzioni si rivolge ai soggetti più anomali.
Soffre fin da giovane di una malattia genetica che porta conseguenze simili al nanismo; solo la testa era
sviluppata in modo normale mentre le gambe erano quelle di un bambino di 6 anni. Criticato dal suo
ambiente per la sua vita dissoluta, si sposta tra ambienti equivoci (stanze in postriboli). Frequenta cabaret,
circhi e caffè (anche prostitute) + altre forme di autodistruzione come alcool e droghe) -> eccessi e vita
dissoluta che lo condurranno alla morte a soli 37 anni per sifilide e per abuso di assenzio. Disinteressato
alla pittura en plein air, si dedica a rappresentare le persone, nell’inesauribile varietà delle espressioni,
delle classi sociali, delle pose. Lavora con il Moulin Rouge che gli assegna una serie di manifesti, questa
attività gli permette di avere un’indipendenza economica.
LA TOILETTE (1889, Parigi, Musee d’Orsay)
La donna è in una posa antiaccademica, vista di spalle da un punto di vista rialzato. Nel dorso in primo
piano troviamo un gioco di chiaroscuri. L’artista stende i colori secondo linee veloci e marcate come le
ombre della spina dorsale che sono linee e anche i capelli. Utilizza la tecnica con olio su cartone (simile al
pastello, come utilizza Degas) e i colori essendo tenui in alcuni punti si vede il supporto sotto in cartone. (si
intersecano linee e colore). I toni dei colori sono compatti e uniformi. Linea della protagonista:
rappresentazione dello spazio e contorno delle figure. Il pittore la immortala senza nessuna femminilità ma
nella sua estrema umanità. L’opera venne criticata e rifiutata.
Ricordiamo i due dipinti nudi di Renoir.
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POSTIMPRESSIONISMO

Il postimpressionismo è un concetto critico che comprende l’opera di differenti autori che, alla fine dell’800, hanno saputo interpretare ed elaborare autonomamente la lezione dell’impressionismo. Fine del XIX secolo, apre le porte alle Avanguardie storiche del ‘900. Il termine “postimpressionismo” venne coniato nel 1910 dal critico d’arte Roger Fry quando organizza a Londra un’esposizione di Gauguin, Cezanne e Van Gogh. Le nuove soluzioni tecniche e stilistiche vengono avvertite come una sorta di avanzamento nella ricerca pittorica moderna e dunque come il superamento di alcune convinzioni impressioniste , elaborate in maniera autonoma. Ogni aspetto della realtà poteva essere fermato sulla tela in maniera soggettiva, attraverso modalità proprie e libere. I postimpressionisti sperimentano e non tengono più conto di una prospettiva e di una riproduzione naturalistica di luce e colore. Gli elementi comuni tra loro sono il fatto che preferiscono una resa plastica della figura con: sicurezza del contorno , recupero del disegno , colori puri (arbitrari, non rappresentano la realtà) spesso non realistici. L’artista si rivolge verso un’indagine introspettiva dello spirito umano - > attenzione per gli aspetti simbolici contrapposti al naturalismo. Inquietudine/ sfiducia nella ragione umana. In questi anni la fotografia compie grandiosi progressi divenendo un formidabile strumento per la resa immediata e fedele della realtà; nonostante ciò, i postimpressionisti danno una versione soggettiva del tema. Non lavorano più en planair ma in studio, non vogliono ritrarre il momento, l’attimo. Parigi è il centro focale del mercato dell’arte, con sistemi di gallerie e collezionisti, soprattutto privati in grado di garantire un buon mercato.

HENRI DE TOULOUSE-LAUTREC (1864-1901)

Nasce da una famiglia nobile originaria di Tolosa (Sud della Francia) ma vive a Parigi con la madre. Ha una pittura libera da schemi e basata su un tratto immediato; la sua attenzioni si rivolge ai soggetti più anomali. Soffre fin da giovane di una malattia genetica che porta conseguenze simili al nanismo; solo la testa era sviluppata in modo normale mentre le gambe erano quelle di un bambino di 6 anni. Criticato dal suo ambiente per la sua vita dissoluta, si sposta tra ambienti equivoci (stanze in postriboli). Frequenta cabaret, circhi e caffè (anche prostitute) + altre forme di autodistruzione come alcool e droghe) - > eccessi e vita dissoluta che lo condurranno alla morte a soli 37 anni per sifilide e per abuso di assenzio. Disinteressato alla pittura en plein air, si dedica a rappresentare le persone, nell’inesauribile varietà delle espressioni, delle classi sociali, delle pose. Lavora con il Moulin Rouge che gli assegna una serie di manifesti, questa attività gli permette di avere un’indipendenza economica. LA TOILETTE (1889, Parigi, Musee d’Orsay) La donna è in una posa antiaccademica, vista di spalle da un punto di vista rialzato. Nel dorso in primo piano troviamo un gioco di chiaroscuri. L’artista stende i colori secondo linee veloci e marcate come le ombre della spina dorsale che sono linee e anche i capelli. Utilizza la tecnica con olio su cartone (simile al pastello, come utilizza Degas) e i colori essendo tenui in alcuni punti si vede il supporto sotto in cartone. (si intersecano linee e colore). I toni dei colori sono compatti e uniformi. Linea della protagonista: rappresentazione dello spazio e contorno delle figure. Il pittore la immortala senza nessuna femminilità ma nella sua estrema umanità. L’opera venne criticata e rifiutata. Ricordiamo i due dipinti nudi di Renoir.

MOULIN ROUGE: LA GOULUE (1891, New York, Metropolitan Museum of Art) Realizza 31 manifesti “affiches”, tra cui questo, il più celebre “La goulue” (l’ingorda); la ballerina che inventò il can can e che era solita esibirsi nel locale. Lo stile fresco, vagamente caricaturale, i colori vivaci e la stesura piatta modificano la grafica della cartellonistica parigina ed elevano il genere del manifesto pubblicitario a una vera forma d’arte. La cartellonistica aveva goduto di ampia diffusione grazie alle tecniche litografiche, un metodo di stampa, che permettevano di riprodurre in serie immagini a più colori. Troviamo la linea di contorno ben visibile. Pochi colori perché stampati costavano, inoltre erano piatti ridotti ai soli rosso, giallo, bianco e nero. Pochi dettagli: pubblico dietro nero, ballerina che danza il can can, l’uomo a destra con mento e naso pronunciati. Immagine sintetica ed essenziale più varie scritte.

PAUL CEZANNE ( 1836 - 1906)

Nasce nel sud della Francia, figlio di un ricco banchiere, si afferma come artista dopo i sessant'anni. nel 1861 si trasferisce a Parigi dove si avvicina al gruppo degli impressionisti tramite Zola, suo amico d'infanzia. nel 1874 partecipa alla prima mostra impressionista con “la casa dell'impiccato”. negli anni 80 torna nella sua città Natale E la sua ricerca pittorica assume caratteristiche originali, deve agli impressionisti l'insegnamento della pittura en plein air. La ricerca di Cezanne va oltre la rappresentazione e l'impressione del soggetto: egli intende restituirne l'essenza. La pittura è per lui uno strumento di indagine che mira a oltrepassare la lettura sensibile della natura. Ha una visione della natura che si basa sulla percezione personale e sulla riflessione mentale. Fa una ricostruzione dell'immagine attraverso. Ha un'organizzazione razionale dello spazio pittorico, in cui il soggetto si può notare da più punti di vista simultaneamente, questo fa di lui un precursore della ricerca cubista di inizio 900. LA CASA DELL’IMPICCATO, Auvers-sur-Oise (1873, Parigi, Musee d’Orsay) Venne presentata alla prima esposizione impressionista, mostra una durezza stilistica data dagli angoli spigolosi e da una stesura pittorica irregolare. Realizza questo villaggio a pochi chilometri da Parigi, il dipinto restituisce il paesaggio secondo una prospettiva estremamente audace: tutte le linee di forza convergono al centro del quadro, come se lo sguardo fosse imprigionato tra le case il muro in primo piano. La prospettiva tradizionale è assente, i piani si sovrappongono e si confondono in una dimensione di generale piattezza: gli alberi di fronte alla casa, l'abitazione di fronte al paesaggio e il muro laterale non hanno profondità. La pennellata è rapida, in linea con la tecnica dell'impressionismo ma allo stesso tempo i contorni sono fissati con chiarezza. I colori si limitano ai toni dell'ocra e a un un verde cupo, accesi da qualche tocco di bianco sulle pareti della casa. Ogni elemento del dipinto concorre a creare un clima claustrofobico, un senso di angoscia accentuato dal fatto che non c'è nessuna traccia di presenza umana e il paesaggio sembra immobile. I GIOCATORI DI CARTE ( 1890 - 95, Parigi, Musee d’Orsay) Soggetto al quale l'artista dedica ben 5 tele: il tema è di ispirazione caravaggesca ed è riletto attraverso l'esperienza della frequentazione delle osterie di campagna. Attraverso la frontalità delle silhouette allungate, il pittore riesce a ricostruire la concentrazione dei due giocatori, immobili e in silenzio nel momento che precede il lancio della carta. Le due figure si contrappongono di profilo (simmetricamente) di fronte a uno specchio, elemento che ricorre nei dipinti impressionisti, che complica ulteriormente la