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riassunto generale potere e globalizzazione x superiori
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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La sociologia politica nasce con Max Weber che ha distinto il potere legittimo e il potere illegittimo; comunque, il concetto di potere è legato a quello di Stato. Che cos’è il potere quindi? Il potere è comando e capacità giuridica, è visto come una relazione. Il carattere del potere è analizzato da Michel Focault; secondo lui, esiste una dimensione “macro” del potere che rappresenta gli organi dello Stato ed esiste anche una dimensione “micro” del potere che si trova nelle relazioni. In ogni caso, dal punto di vista sociologico, Weber sostiene che occorre distinguere il punto di vista astratto. Secondo Weber inoltre, il potere legittimo gestisce la forza dello Stato in modo legale; il potere legittimo è diviso in tre: potere tradizionale potere carismatico e potere legale-tradizionale. Il primo è quello patriarcale (ad esempio il faraone o il papa), il secondo è il potere legato alle capacità del capo, mentre l’ultimo è il potere della legge (ad esempio, io obbedisco perché credo nella democrazia). LO STATO Lo stato moderno ha riconosciuto varie forme istituzionali è la prima è stata quella della monarchia assoluta, caratterizzata dal fatto che tutto il potere è nelle mani del re (il primo esempio della monarchia assoluta fu Luigi XIV, il re sole, in Francia). Altre forme di stato sono la monarchia costituzionale, la democrazia, lo stato totalitario e lo stato sociale. Ne “Il Principe”, Macchiavelli parla di status, che indica il potere politico organizzato; secondo Weber il potere si afferma nella modernità, nel ‘500. Weber parla anche di sovranità, cioè il potere “sommo”, che è il potere dello Stato. Secondo la concezione di Hobbes, esiste lo stato forte, che implica lo stato assoluto dove il potere del sovrano è assoluto ed è un mondo in cui gli uomini sono in continuo scontro gli uni con gli altri. Hobbes ha scritto “Il Leviatano”, in cui ha scritto che l’uomo deve sottomettersi allo Stato. La monarchia costituzionale invece nacque in
Inghilterra nel 600; in questo caso lo Stato ha il compito di tutelare i diritti civili degli individui, cioè le libertà personali come la libertà di pensiero, di parola, di religione. Con questo tipo di stato avviene la separazione dei poteri, che sono: il potere legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario. LA DEMOCRAZIA è una forma di stato rappresentativo e ci sono diritti di natura politica, come quelli di eleggere e di essere eletti e anche il diritto di voto. In passato la democrazia ha sollevato delle problematiche; per esempio, Aristotele poneva il problema della maggioranza perché la vede come un rischio. Invece secondo Tocqueville, la democrazia poteva portare al dispotismo del pensiero. Infine Sartori sosteneva che ci doveva essere una maggioranza moderata. L’espansione dello stato : è il controllo di tutti gli aspetti dello Stato civile. LO STATO TOTALITARIO Una forma di totalitarismo è il fascismo in Italia, con Mussolini; si tratta del completo assorbimento della società civile nello Stato. Nei regimi totalitari sono presenti un capo carismatico, la propaganda e il riferimento costante a un’ideologia. La filosofa Arendt fece uno studio sul totalitarismo, in cui parlò anche della società di massa in sociologia e della sua degenerazione. La Arendt si rifà al concetto greco di “polis” e parla del nazismo di Hitler e dello stalinismo di Stalin, che sono altre forme di totalitarismo. Al concetto di totalitarismo sono legati quelli di violenza e terrore perché la massa seguiva i dittatori (Hitler, Stalin) per paura. LO STATO SOCIALE È nato in Europa (in Inghilterra, Francia, Germania e in Italia) nel dopoguerra, è il modello di Stato che vuole garantire i diritti sociali (la salute, l’istruzione, l’assistenza) e vuole ridistribuire la ricchezza del paese a favore dei ceti più deboli. Dal punto di vista economico, in questo caso lo Stato interviene nell’economia dello Stato, cioè nei mercati. Lo stato sociale è detto anche Welfare State, cioè stato del benessere. Norberto Bobbio distingue due tipi di libertà: una negativa e una positiva;
Questa si identifica con la mondializzazione del mercato che consiste nel controllo e nel possesso delle attività economiche da parte delle multinazionali. Le multinazionali sono imprese che possiedono beni in vari paesi del mondo; la delocalizzazione avviene nel momento in cui si trasferiscono le produzioni in zone economiche più vantaggiose. Con la globalizzazione economica assume importanza il mercato finanziario. LA GLOBALIZZAZIONE CULTURALE Questa si manifesta nella tendenza alla condivisione di conoscenze e modelli di comportamento, si tratta di una omogeneizzazione, di una condivisione globale delle culture (i comportamenti, i costumi, gli stili di vita). Secondo Ritzer questa condivisione globale genera prodotti di bassa qualità, come nelle catene di fast food statunitensi: questo fenomeno si chiama macdonaldizzazione, cioè tutti consumano lo stesso prodotto in tutto il mondo, in questo caso si fa riferimento al McDonald ma è un fenomeno che riguarda tutte le grandi catene mondiali. Robertson parla invece di glocalizzazione, osservando che la cultura globalizzata non distrugge le tradizioni locali ma si mescola e si integra con esse, cioè la cultura è vista come se fosse un processo fatto di mescolanze. ASPETTI POSITIVI E NEGATIVI DELLA GLOBALIZZAZIONE Gli aspetti positivi della globalizzazione, cioè i suoi vantaggi, sono la vicinanza tra gli individui creata dai mezzi di comunicazione, la rapidità di accesso a strumenti e informazioni (come internet) e l’aumento degli investimenti produttivi; gli aspetti negativi invece riguardano la disuguale distribuzione degli investimenti produttivi tra i vari paesi e il fatto che le classi sociali più bassi non usufruivano tanto di questi benefici. Un altro aspetto negativo è che aumenta il distacco tra ricchi e poveri in tutti i paesi. LE POSIZIONI CRITICHE SULLA GLOBALIZZAZIONE Alcune posizioni critiche sulla globalizzazione hanno dato vita a movimenti che sono diventati importanti a livello sociale: ad esempio il
movimento “no global”, nato alla fine degli anni ’90, porta alla nascita di pratiche di commercio alternative come gli indignados, Anonymous e Wikileaks i quali fanno manifestazioni di protesta contro la globalizzazione, soprattutto via web. Altri invece, vengono chiamati “new global”; questi non sono contro la globalizzazione in generale, ma si battono per una globalizzazione diversa, solidale e rispettosa dell’ambiente.