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Riassunto dell'articolo e testo d'esame "Poverty of the stimulus" del professore Edoardo Lombardi Vallauri. L'articolo originario è in inglese, ma questo riassunto è in italiano.
Tipologia: Sintesi del corso
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Cecchetto e Rizzi: Gli esseri umani acquisiscono il linguaggio molto presto, senza istruzioni e in maniera non intenzionale. La comprensione precisa di frammenti della conoscenza adulta del linguaggio rivela la presenza di situazioni in cui c’è la povertà dello stimolo. L’ipotesi di Chomsky è che ci sia una grammatica innata nel cervello che funge anche da dispositivo di acquisizione del linguaggio “LAD” (Language Acquisition Device) e che permette ad un bambino di imparare qualsiasi lingua nei primi 3/5 anni di vita.
Philip Lieberman: Sembra non ci sia alcun problema nel Principio della dipendenza dalla struttura o nel parametro della testa se pensiamo che la grammatica è condotta da moduli del cervello multi-funzionali, ma ciò diventa sospetto se ipotizziamo che specifiche parti del cervello sono specificamente create per funzioni grammaticali. L’acquisizione del linguaggio passa attraverso diverse fasi da più semplici a più complesse e questo rende difficile pensare che ci sia una G.U nel cervello del bambino fin dall’inizio. Gli innatisti, affermano al riguardo, che ci sia una grammatica universale dalla nascita che però si sviluppa progressivamente. Ma questa affermazione manca di prove. Altri innatisti ritengono che la G.U possa maturare dopo un po’. La motivazione di questa ipotesi è che il comportamento linguistico dei bambini non segue la grammatica universale proposta ma la viola sistematicamente. Però, è più facile pensare che la crescita di questa grammatica interna avvenga solo attraverso l’esposizione al linguaggio, essendo il prodotto di abilità di problem solving e dell’ambiente. Se l’abilità linguistica presuppone una G.U e un LAD, all’interno di un quadro evoluzionistico può solo essersi imposta attraverso la selezione in un umano dove la mutazione ha avuto inizio. Ma non può essere stata trasmessa insegnandola a ciascun individuo che non è discendente diretto dell’individuo in cui è avvenuta la mutazione. L’intera umanità deve discendere da un uomo o una donna nel cui cervello la G.U si è sviluppata attraverso la mutazione. Tuttavia, se accettiamo L’ipotesi della monogenesi (lingua discende da un’unica persona) non c’è alcun bisogno per la G.U di spiegare gli universali linguistici. Se la G.U è una configurazione anatomica e fisiologica del cervello umano nata dalla mutazione, perché non dovrebbe ammettere versioni differenti? Una delle più gravi e diffuse aberrazioni del geneticismo sta nella credenza che se una stessa caratteristica è adottata da tutti gli individui della comunità, allora essa è innata. Ma se esse fossero innate o genetiche allora ci dovrebbe essere qualcuno che non le ha.
Problema di Platone di Chomsky:” Come possiamo avere una conoscenza così ricca e specifica o un sistema così intricato di credenze e comprensione, quando le evidenze disponibili sono così scarse? “ Ciò che Chomsky ritiene che il tempo e il materiale a disposizione del bambino durante l’acquisizione del linguaggio è insufficiente per spiegare la loro rapida padronanza di uno strumento così complesso. Ci sono due ragioni per cui il linguaggio dovrebbe essere non-insegnabile:
Qui sorge spontanea la domanda: Cos’è innato? La sintassi? O la fonologia, morfologia, sintassi e semantica? Oltre alla sintassi la G.U include principi fissi che governano principi sonori e un sistema concettuale ricco e invariabile. Dal punto di vista della quantità di informazioni la fonologia sembra avere un importo piccolo quindi non è necessario che sia innata per essere acquisita. La morfologia è leggermente più ricca, lo stesso vale per la sintassi, se considerata escludendo la semantica. Ma la sintassi diventa certamente molto più ricca se la concepiamo come modo di apprendere quali significati possono essere espressi da ciascuna costruzione e quali costruzioni possono esprimere ciascun significato. Va considerato che impariamo la complessa organizzazione semantica della realtà durante tutta la vita, o almeno, a differenza della sintassi, la sua acquisizione non sarà completa dopo i famosi 3/5 anni di vita che permettono la maturazione della fonologia, quasi tutta la morfologia e gran parte della sintassi nel suo senso ristretto. Tutti noi abbiamo lingue differenti e quelle che esse hanno in comune è meno di quello che le differenzia. La G.U non può estendersi oltre ciò che le lingue hanno in comune. Ciò che è innato rappresenterebbe una quantità così piccola di informazioni che la sua influenza nel facilitare l’acquisizione del linguaggio sarebbe quasi nulla. Se la UG comprende pochissime regole essenziali che vengono declinate in modi diversi nelle diverse lingue, non è necessario postulare la sua innata preesistenza perché l’acquisizione presenterà più o meno le stesse difficoltà con o senza una grammatica innata. La tesi innatista deve dimostrare che i principi della grammatica universale esistono davvero e sono gli stessi in tutti i parlanti di tutte le lingue. Resta assolutamente vero che la quantità di cose che i bambini imparano sulla loro lingua è grande e che l'acquisizione del linguaggio è, probabilmente, la prestazione più inspiegabile della mente umana. Tuttavia, quella parte di esso che è specifica e acquisita è probabilmente superiore in quantità a ciò che è universale e innato. Per questo motivo è necessario immaginare un altro meccanismo di acquisizione, chiamato “Subset principle” (Principio del sottoinsieme), attraverso il quale i bambini possono impostare il parametro al valore più restrittivo consentito dai campioni linguistici che sperimentano. La grammatica universale si pone sempre come una spiegazione antieconomica per l'acquisizione del linguaggio, in quanto implica che ogni mente contiene molte informazioni che devono essere scartate. L'ipotesi è che il cervello abbia capacità illimitate se concepito come un hard disk dove sono semplicemente immagazzinati i dati, mentre che sia piuttosto debole se concepito come un processore che deve gestirli e, soprattutto, apprenderli.
La comprensione della sintassi è probabilmente meno importante della comprensione della realtà per capire gli enunciati. Slobin svolse degli studi sulla comprensione del linguaggio dei bambini e affermò: “ La stragrande maggioranza degli enunciati erano chiaramente interpretabili nel contesto, richiedeva solo la conoscenza dei significati delle parole e le relazioni tra attori, azioni e gli oggetti nel mondo ” Se consideriamo le frasi:
Wexler e Manzini si chiedono: “Come fanno i bambini che imparano l’inglese a fissare il parametro sul valore più restrittivo, dato che tutti gli esempi che loro sentono sono anche compatibili con il valore più esteso?” L’assenza sistematica di un’opzione può essere interpretata dal bambino come un’evidenza della sua indisponibilità. Per negare questa risposta, Wexler e Manzini sono costretti ad accettare il così chiamato Subset Principle: porta i bambini a testare alcuni valori del parametro prima di altri. I bambini non fanno immediatamente ipotesi, ma prima controllano ed estendono la gamma di possibilità solo se trovano violazioni. Ma ciò non vuol dire che loro hanno tutte queste cose già pre-impostate nella mente, in realtà è sufficiente produrre tutte le strutture che sentono attraverso l’imitazione e non produrre le strutture che non sentono.
durante la programmazione e durante la ricezione. Se il parlante dovesse continuamente, in ogni enunciato, decidere ex novo dove mettere ogni elemento della frase e come segnalarne le funzioni, consumerebbe molta più energia e forse dovrebbe parlare molto più lentamente di quanto non faccia affidandosi all’abitudine di rispettare le regole della sua lingua. Vanno considerati anche l’energia e il tempo che sarebbero necessari al ricevente per interpretare (principio di economia).