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power point libro educare l'infanzia, Sintesi del corso di Modelli e tecniche di progettazione, organizzazione e ricerca educativa

organizzazione didattica , cap 2 del libro educare l'infanzia . Caratteristiche delle relazioni

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

Caricato il 09/07/2022

An-na22
An-na22 🇮🇹

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Prof. Giovanni Moretti - ODPV
Organizzazione didattica
e processi valutativi (A-L)
(M-PED/03)
Prof. Giovanni Moretti
Dipartimento di Scienze della Formazione
CdS Educatore di Nido e dei Servizi per l’infanzia
(EDUNIDO)
a.a. 2021-2022, primo semestre
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Scarica power point libro educare l'infanzia e più Sintesi del corso in PDF di Modelli e tecniche di progettazione, organizzazione e ricerca educativa solo su Docsity!

Organizzazione didatticae processi valutativi (A-L)^ (M-PED/03)^ Prof. Giovanni Moretti^ Dipartimento di Scienze della Formazione CdS Educatore di Nido e dei Servizi per l’infanzia(EDUNIDO)^ a.a. 2021-2022, primo semestre Prof. Giovanni Moretti - ODPV

Mappa concettuale condivisa«Organizzare la didattica nell’ambito dei servizi 0-6»^ Prof. Giovanni Moretti - ODPV

Ambienti educatividensi di relazioni a) Relazioniadulto – bambinoe con gruppi di bambinib) Relazionitra pari c) Relazioni tra adulti^ Prof. Giovanni Moretti - ODPV

a.3) Le relazioniadulto-bambinocome impalcatura I processi^ di^ apprendimento^ implicano^ nella^ relazione^ sia^ la^ Prof. Giovanni Moretti - ODPV

dimensione emotiva^ (focalizzata^ da^ Salzberger-Wittenberg

et^ al,^ 1983),^ sia^ la dimensione cognitiva. In questo senso è rilevante il pensiero di Vygotskij eil costrutto di «zona prossimale di sviluppo

Di fronte a un problema prevalentemente cognitivo e convergente (problemsolving che^ prevede^ solo una soluzione: es° completamento

di^ incastri), attraverso^ una^ relazione^ di^ tutoring

,^ con^ funzione^ di^ scaffolding^ o impalcatura/supporto, l’adulto aiuta il bambino a svolgere attività chealtrimenti non riuscirebbe a fare da solo.L’adulto^ aiuta^ il^ bambino^ ad^ attivare

la^ «zona»^ svolgendo^ nei^ suoi confronti la funzione di «coscienza vicaria» consapevole non solo di

dove il bambino^ può^ arrivare, ma anche

di^ dove^ il^ bambino^ vuole^ arrivare (Wood, Bruner & Ross, 1976).

a.3) Le relazioniadulto-bambinocome impalcatura Il bambino individua un^ problema^ (situazione in cui manca equilibrio),spinto dalla^ curiosità,^ si apre alle novità e cerca nuove informazioni.Rileva^ dati^ osservativi,^ formula^ ipotesi^ di^ risoluzione^ del Prof. Giovanni Moretti - ODPV

problema,

mette alla prova l’ipotesi e produce nuovi equilibri, che consistono innuovi apprendimenti (Dewey, 1933).Il^ pensiero^ riflessivo^ sostenuto^

dallo^ scaffolding,^ è^ alla^ base^ della

capacità di problem solving. Le Indicazioni nazionali per il curricolo

,^ fanno^ propria^ l’esigenza

della «relazione come impalcatura

»:^ «Nella relazione educativa gli

insegnanti svolgono una funzione di mediazione e facilitazione e, nelfare la ricerca dei bambini, li aiutano a pensare e a riflettere meglio,sollecitandoli^ a^ osservare,^ descrivere,

narrare,^ fare^ ipotesi,^ dare^ e

chiedere^ spiegazioni^ in^ contesti^

cooperativi^ e^ di^ confronto^ diffuso»

(Miur, 2012, p. 28).

Le relazioni adulto-bambino nei serviziper l’infanzia^ 0-6: alcuni indicatori^ Non esiste in assoluto una «buona relazione»,dipende dal contesto e dai valori presi a riferimento. Approccio «Promozione dall’interno» (Bondioli, 1996, 2004, 2008)^ ^ Lasciare spazio alla iniziativa del bambino,^ ^ Coglierne il significato,^ ^ Rispecchiarlo come proposta di comprensione, verbalmente ma anche nonverbalmente. Tratti^ espansivi^ dell’esperienza^ del^ bambino^ e^ approccio^ Prof. Giovanni Moretti - ODPV

relazionale dell’adulto:^ «l’adulto^ non^ si^ ferma^ all’ascolto

accogliente^ che^ comprende^ e rispecchia sia l’iniziativa sia i vissuti del bambino: partendo dalle proposte infantili,le^ rilancia^ con^ interventi^ che^ da^ una

parte,^ nel^ significato^ e^ nei^ contenuti,

si mantengono^ ad^ esse^ congruenti,^ dall’altra

le^ superano^ sollecitando^ rinnovato interesse e competenze potenziali, cioè comprensioni e approfondimenti ulteriori»(Bondioli & Savio, p. 96)

Esempio di indicatore:^ «Il bambino utilizza in modoautonomo di oggetti messi a disposizione dall’educatore». Griglia di osservazione, in cui annotare«le richieste che il bambino rivolge all’adulto».

b) La relazione tra parinelle Indicazioni nazionali enelle Linee pedagogiche Le Indicazioni nazionali per il curricolo^ fanno^ riferimento Prof. Giovanni Moretti - ODPV

alla

necessità^ di^ favorire^ «contesti

cooperativi^ e^ di^ confronto

diffuso»^ (Miur,^ 2012,^ p.^ 28)^

e^ collocano^ la^ promozione^ delle

relazioni tra pari nell’ambito dell’avvio alle

prime esperienze di

cittadinanza,^ che^ «significa^ scoprire

l’altro^ da^ sé^ e^ attribuire

progressiva^ importanza^ agli^

altri,^ ai^ loro^ bisogni;^ rendersi

sempre^ meglio^ conto^ della

necessità^ di^ stabilire^ regole

condivise, implica il primo esercizio del

dialogo^ che è fondato

sulla^ reciprocità di ascolto»(Miur, 2012, p. 16).Le Linee guida (2021)^ suggeriscono una articolazione dei gruppi incui i bambini più grandi possono svolgere il

ruolo di tutor^ per i nuovi

arrivati e per i più piccoli. Lo^ sviluppo^ di^ «comunità^ di

apprendimento»^ è^ dunque^

un

obiettivo da perseguire intenzionalmente sia nella Macro sia nella Micro-progettazione in contesti 0-6.

Il mondo interpersonale del bambino^ (Stern, 1985)I quattro sensi del Sé. Dalle interazioni^ diadiche^ madre-bambino,^ dal^ Prof. Giovanni Moretti - ODPV

vocalizzare all’unisono^ e^ in^ alternanza,^ dalle

prime^ relazioni^ oggettuali,^ allo sviluppo degli schemi del Sé (Sé emergente,

il bambino scopre di avere una mente e che anche gli altri hanno una mente).Progressiva identificazione delle costanti del Sé e integrazione diesse (Sé nucleare:^ il Sé di fronte all’altro; il Sé con l’altro, inteso siacome evento oggettivo, sia come esperienza evocata).La sintonizzazione affettiva Sé-altro (senso di un

Sé soggettivo), è una tappa cruciale per l’acquisizione del linguaggio (senso di un

Sé verbale,^ a partire dal secondo anno

Il bambino fa esperienza di nuovi modi di «essere con», di «essereinsieme».

Sintonizzazionee Simulazione incarnata Sincronia, Sintonizzazione,Condivisione, Reciprocità, Intenzionalità^ (Stern, 1985). I neonati hanno una precoce^ disposizione^ sociale^ positiva, Prof. Giovanni Moretti - ODPV

mediante meccanismi^ di^ rispecchiamento,^

che^ Gallese^ chiama^ «Simulazione incarnata»^ (Gallese et al., 2006). Il^ sistema^ motorio^ si^ attiva^ anche^ quando

non^ ci^ muoviamo:^ vedere^ l’oggetto significa^ simulare^ automaticamente^ cosa

faremmo^ con^ quell’oggetto.^ I^ neuroni specchio si attivano sia quando si esegue un atto motorio come afferrare un oggettoo produrre gesti comunicativi con la bocca, sia quando si osserva un altro individuocompiere lo stesso atto o gesto. Il^ meccanismo^ della^ simulazione^ incarnata

si^ estende^ alla^ comprensione basilare delle emozioni altrui^ (Rizzolatti & Sinigaglia, 2019). I^ neuroni^ specchio^ influenzano^ la

nostra^ competenza^ di^ mimesi^ e

di empatizzazione^ (Gallese, 2015, Convegno - Roma)

Le relazioni tra parinella letteratura scientifica  Il «gioco sociale», in particolare il gioco simbolico (in gruppi di etàeterogenea o omogenea), facilita la costruzione di un punto di vistacondiviso. Il gioco tra pari^ permette ai bambini di co-costruire una«cultura dei pari», che caratterizza le persone che si frequentanoregolarmente. I più piccoli imitano ciò che fanno i più grandi, che aloro volta offrono un aiuto tutoriale ai più piccoli.  Tutoring (in gruppi di età eterogenea o omogenea): i bambini piùgrandi svolgono il ruolo di partner più competenti, agendo funzioni ditutoring e attivando così la zona prossimale di sviluppo dei bambinimeno competenti (Wood, Bruner & Ross, 1976).^ I piccoli imitano ipiù grandi e comunicano anche a loro «che sono preziosi».Prof. Giovanni Moretti - ODPV

Le relazioni tra pari:«l’educatore osservatore» Susan Isaacs (esperimento^ educativo^ alla^ «Malting Prof. Giovanni Moretti - ODPV

House Garden^ School»^ a^ Cambridge,^

1924-1927),^ in^ riferimento^ allo sviluppo^ delle^ competenze^ sociali

dei^ bambini,^ osserva^ che^ i bambini, prima dei sei anni di età:

Osservazione al nido:^ Griglia di osservazione

con cui l’educatore annota gli «scambi sociali» tra pari

Supportare le relazioni tra parinei servizi 0-6: alcuni indicatori Ruolo dell’adulto: Assume una postura di ascolto restando «un passo indietro» («pontesociale»); modalità con cui l’adulto gestisce i conflitti tra bambini.Presenza di attività volte al rafforzamento del senso di appartenenza ealla costruzione di una comunità di apprendimento^ intesa come «basesicura», aperta a una^ socialità sempre più allargata^ (a livello di: sezione,intersezione, progetto, gruppo di nido, scuola). Progettazione e monitoraggio Presenza di riferimenti al supporto alla^ socialità positiva tra pariProf. Giovanni Moretti - ODPV

nella Carta dei servizi, nel PTOF, nel Progetto educativo, con esplicitati sia gliobiettivi, sia le modalità per raggiungerli. Spazi e tempi Allestire angoli di interesse, mettere a disposizione materiale ricco evario,^ favorendone l’uso libero e autonomo.Individuare tempi funzionali a riconoscersi come gruppo, a condividere leattività da svolgere e flettere su di esse.

Tempo dedicato al gioco libero.