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organizzazione didattica , cap 2 del libro educare l'infanzia . Caratteristiche delle relazioni
Tipologia: Sintesi del corso
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a.3) Le relazioniadulto-bambinocome impalcatura I processi^ di^ apprendimento^ implicano^ nella^ relazione^ sia^ la^ Prof. Giovanni Moretti - ODPV
dimensione emotiva^ (focalizzata^ da^ Salzberger-Wittenberg
et^ al,^ 1983),^ sia^ la dimensione cognitiva. In questo senso è rilevante il pensiero di Vygotskij eil costrutto di «zona prossimale di sviluppo
Di fronte a un problema prevalentemente cognitivo e convergente (problemsolving che^ prevede^ solo una soluzione: es° completamento
di^ incastri), attraverso^ una^ relazione^ di^ tutoring
,^ con^ funzione^ di^ scaffolding^ o impalcatura/supporto, l’adulto aiuta il bambino a svolgere attività chealtrimenti non riuscirebbe a fare da solo.L’adulto^ aiuta^ il^ bambino^ ad^ attivare
la^ «zona»^ svolgendo^ nei^ suoi confronti la funzione di «coscienza vicaria» consapevole non solo di
dove il bambino^ può^ arrivare, ma anche
di^ dove^ il^ bambino^ vuole^ arrivare (Wood, Bruner & Ross, 1976).
a.3) Le relazioniadulto-bambinocome impalcatura Il bambino individua un^ problema^ (situazione in cui manca equilibrio),spinto dalla^ curiosità,^ si apre alle novità e cerca nuove informazioni.Rileva^ dati^ osservativi,^ formula^ ipotesi^ di^ risoluzione^ del Prof. Giovanni Moretti - ODPV
Le relazioni adulto-bambino nei serviziper l’infanzia^ 0-6: alcuni indicatori^ Non esiste in assoluto una «buona relazione»,dipende dal contesto e dai valori presi a riferimento. Approccio «Promozione dall’interno» (Bondioli, 1996, 2004, 2008)^ ^ Lasciare spazio alla iniziativa del bambino,^ ^ Coglierne il significato,^ ^ Rispecchiarlo come proposta di comprensione, verbalmente ma anche nonverbalmente. Tratti^ espansivi^ dell’esperienza^ del^ bambino^ e^ approccio^ Prof. Giovanni Moretti - ODPV
relazionale dell’adulto:^ «l’adulto^ non^ si^ ferma^ all’ascolto
accogliente^ che^ comprende^ e rispecchia sia l’iniziativa sia i vissuti del bambino: partendo dalle proposte infantili,le^ rilancia^ con^ interventi^ che^ da^ una
parte,^ nel^ significato^ e^ nei^ contenuti,
si mantengono^ ad^ esse^ congruenti,^ dall’altra
le^ superano^ sollecitando^ rinnovato interesse e competenze potenziali, cioè comprensioni e approfondimenti ulteriori»(Bondioli & Savio, p. 96)
b) La relazione tra parinelle Indicazioni nazionali enelle Linee pedagogiche Le Indicazioni nazionali per il curricolo^ fanno^ riferimento Prof. Giovanni Moretti - ODPV
vocalizzare all’unisono^ e^ in^ alternanza,^ dalle
prime^ relazioni^ oggettuali,^ allo sviluppo degli schemi del Sé (Sé emergente,
il bambino scopre di avere una mente e che anche gli altri hanno una mente).Progressiva identificazione delle costanti del Sé e integrazione diesse (Sé nucleare:^ il Sé di fronte all’altro; il Sé con l’altro, inteso siacome evento oggettivo, sia come esperienza evocata).La sintonizzazione affettiva Sé-altro (senso di un
Sé soggettivo), è una tappa cruciale per l’acquisizione del linguaggio (senso di un
Sé verbale,^ a partire dal secondo anno
Il bambino fa esperienza di nuovi modi di «essere con», di «essereinsieme».
Sintonizzazionee Simulazione incarnata Sincronia, Sintonizzazione,Condivisione, Reciprocità, Intenzionalità^ (Stern, 1985). I neonati hanno una precoce^ disposizione^ sociale^ positiva, Prof. Giovanni Moretti - ODPV
mediante meccanismi^ di^ rispecchiamento,^
che^ Gallese^ chiama^ «Simulazione incarnata»^ (Gallese et al., 2006). Il^ sistema^ motorio^ si^ attiva^ anche^ quando
non^ ci^ muoviamo:^ vedere^ l’oggetto significa^ simulare^ automaticamente^ cosa
faremmo^ con^ quell’oggetto.^ I^ neuroni specchio si attivano sia quando si esegue un atto motorio come afferrare un oggettoo produrre gesti comunicativi con la bocca, sia quando si osserva un altro individuocompiere lo stesso atto o gesto. Il^ meccanismo^ della^ simulazione^ incarnata
si^ estende^ alla^ comprensione basilare delle emozioni altrui^ (Rizzolatti & Sinigaglia, 2019). I^ neuroni^ specchio^ influenzano^ la
nostra^ competenza^ di^ mimesi^ e
di empatizzazione^ (Gallese, 2015, Convegno - Roma)
Le relazioni tra parinella letteratura scientifica Il «gioco sociale», in particolare il gioco simbolico (in gruppi di etàeterogenea o omogenea), facilita la costruzione di un punto di vistacondiviso. Il gioco tra pari^ permette ai bambini di co-costruire una«cultura dei pari», che caratterizza le persone che si frequentanoregolarmente. I più piccoli imitano ciò che fanno i più grandi, che aloro volta offrono un aiuto tutoriale ai più piccoli. Tutoring (in gruppi di età eterogenea o omogenea): i bambini piùgrandi svolgono il ruolo di partner più competenti, agendo funzioni ditutoring e attivando così la zona prossimale di sviluppo dei bambinimeno competenti (Wood, Bruner & Ross, 1976).^ I piccoli imitano ipiù grandi e comunicano anche a loro «che sono preziosi».Prof. Giovanni Moretti - ODPV
Le relazioni tra pari:«l’educatore osservatore» Susan Isaacs (esperimento^ educativo^ alla^ «Malting Prof. Giovanni Moretti - ODPV
House Garden^ School»^ a^ Cambridge,^
1924-1927),^ in^ riferimento^ allo sviluppo^ delle^ competenze^ sociali
dei^ bambini,^ osserva^ che^ i bambini, prima dei sei anni di età:
Osservazione al nido:^ Griglia di osservazione
Supportare le relazioni tra parinei servizi 0-6: alcuni indicatori Ruolo dell’adulto: Assume una postura di ascolto restando «un passo indietro» («pontesociale»); modalità con cui l’adulto gestisce i conflitti tra bambini.Presenza di attività volte al rafforzamento del senso di appartenenza ealla costruzione di una comunità di apprendimento^ intesa come «basesicura», aperta a una^ socialità sempre più allargata^ (a livello di: sezione,intersezione, progetto, gruppo di nido, scuola). Progettazione e monitoraggio Presenza di riferimenti al supporto alla^ socialità positiva tra pariProf. Giovanni Moretti - ODPV
nella Carta dei servizi, nel PTOF, nel Progetto educativo, con esplicitati sia gliobiettivi, sia le modalità per raggiungerli. Spazi e tempi Allestire angoli di interesse, mettere a disposizione materiale ricco evario,^ favorendone l’uso libero e autonomo.Individuare tempi funzionali a riconoscersi come gruppo, a condividere leattività da svolgere e flettere su di esse.
Tempo dedicato al gioco libero.