















Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Power point sulle paralimpiadi
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
1 / 23
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!
















I Giochi paralimpici sono l'equivalente dei Giochi olimpici per atleti con disabilità fisiche. Pensati come Olimpiadi parallele, prendono il nome proprio dalla fusione del prefisso para con la parola Olimpiade e i suoi derivati. I primi giochi paralimpici riconosciuti come tali si disputarono nel 1960 a Roma.
Esistono carrozzine e protesi specifiche per ogni sport. In atletica leggera, a esempio, vengono utilizzate soprattutto carrozzine a tre ruote, due più grandi posteriori e una anteriore più piccola. Il telaio è allungato ed è costruito impiegando materiali che consentono di contenerne il peso complessivo, pur non compromettendone la robustezza. La posizione di spinta è raccolta, con ginocchia vicine al tronco e gambe flesse sotto il sedile. Inoltre sono fornite di un piccolo manubrio per regolare l’angolo di sterzata. Questo tipo di carrozzina e prevalentemente utilizzata per le gare su pista. Per le gare di resistenza su strada, come la maratona, si utilizza l'handbike, che si differenzia per essere dotata di “pedali a mano” collegati con un sistema a catena alla ruota anteriore. Un grande interprete italiano che si sta preparando alle paralimpiadi di Londra è Alex Zanardi, già vincitore della medaglia d'argento nella cronometro dei mondiali di Roskilde in Danimarca, nel 2011.
Per quanto riguarda le protesi, poiché in atletica sono preferibili piedi dinamici, in grado di accumulare e restituire energia, queste sono in fibra di carbonio e con uno speciale design che consente loro di restituire fra il 90-95% di energia prodotta. Il piede di un normodotato ne restituisce soltanto il 60%. Inoltre, le protesi non hanno tallone e la parte superiore è costituita da una guaina morbida in cui si alloggia l'arto monco. Si attaccano al quadricipite con delle legature a strappo, e all'estremità inferiore sono rivestite da chiodini, che garantiscono aderenza in pista. Il più grande atleta contemporaneo che utilizza protesi è Oscar Pistorious che avrà la possibilità dii confrontarsi alle Olimpiadi di Londra con i più grandi atleti normodotati. In altri tipi di sport, quali l’arrampicata, lo snowboard e lo scialpino, le normali protesi non sono in grado di fornire un adeguato supporto all’atleta. Sono quindi normalmente utilizzate protesi che presentano elementi dissipativi o elastici, così da avere un accumulo di energia nella flessione, che viene restituita nella fase di estensione, in modo da facilitare l’escursione verticale del baricentro.
Classificazione Una componente primaria degli sport paralimpici è la classificazione. Essa dà una struttura alle competizioni che permette agli atleti di competere contro altri aventi similari disabilità o livello di funzionalità fisica. Questa classificazione è del tutto simile alle categorie, per esempio di peso, tipiche degli sport per normodotati. La classificazione avviene attraverso vari processi che dipende dal gruppo a cui appartiene la disabilità e dallo sport a cui partecipano. La valutazione può includere un esame fisico o medico, una valutazione tecnica di come l'atleta esegue determinate funzioni fisiche relative allo sport, oltre ad un'osservazione della performance dell'atleta in competizione e fuori competizione. Ogni sport ha il suo sistema specifico di classificazione che fa parte delle regole dello sport stesso.
- disabilità fisica - Ci sono otto differenti tipologie: - potenza muscolare - la forza generata da un muscolo, dai muscoli di un arto o di una parte del corpo è ridotta, per esempio a causa di una ferita spinale, della spina bifida o della poliomielite. - Movimento ridotto - il range del movimento di uno o più giunti articolari è ridotto in modo sistematico. Condizioni acute di artrite non sono incluse. - Perdita o deficit di un arto - totale o parziale assenza di ossa o articolazioni dovuta a parziale o totale amputazione, causata da malattie, traumi o deficit congeniti come la micromelia. - Differenza di lunghezza delle gambe - lunghezza differente significativa di un osso di una gamba dovuta a deficit o trauma. - Statura bassa - statura ridotta a causa delle gambe, delle braccia o del tronco più corti a causa di deficit muscolo- scheletrici o relativi alle strutture ossee o cartilaginee. - Ipertonia - l'ipertonia è una crescita abnorme nella tensione muscolare e una capacità ridotta del muscolo di distendersi. L'ipertonia può essere provocata da ferite, malattie o condizioni relative a danni al sistema nervoso centrale come una paralisi cerebrale. - Atassia - l'atassia consiste nella mancanza di coordinazione del movimento muscolare dovuta per esempio ad una paralisi cerebrale o all'atassia di Friedreich. - Atetosi - l'atetosi è caratterizzata generalmente da un movimento non bilanciato, involontario, e al mantenimento difficoltoso di una postura simmetrica dovute per esempio ad una paralisi cerebrale o alla coreoatetosi. - Disabilità visive - gli atleti appartenenti a questa categoria soffrono di disabilità visive parziali, ma sufficienti da essere considerati legalmente ciechi, o totali. Sono incluse forme di disabilità relative ad una o più componenti del sistema visivo, ovvero struttura oculare, recettori, nervo ottico e corteccia visiva.[6] Le guide per atleti con disabilità visive sono una parte essenziale della competizione, tanto che atleta e guida sono considerati una squadra. Dal 2012, anche le guide possono ricevere una medaglia in caso di podio. - Disabilità intellettive - alla categoria appartengono atleti con significativi deficit nelle funzioni intellettive e limitazioni associate. Il Comitato Paralimpico Internazionale si occupa prevalentemente di disabilità fisiche, ma ad alcuni Giochi Paralimpici vi sono stati eventi per atleti con disabilità intellettive. Tuttavia, i Giochi olimpici speciali, riconosciuti dal Comitato Olimpico Internazionale, sono aperti a tutte le persone con disabilità intellettive. La categoria di appartenenza determina contro quali atleti si compete e a quali sport si partecipa. Alcuni sport sono aperti a più categorie, come il ciclismo, mentre altre sono ristrette ad una sola, come per il calcio a 5 per ciechi. In alcuni sport con più categorie, gli atleti competono all'interno della categoria di appartenenza, come per l'atletica leggera, mentre in altre gli atleti competono in eventi inter-categoria, come accade nel nuoto. Gli eventi paralimpici sono chiamati con il nome e tipo della disciplina, il genere degli atleti e la categoria di disabilità relativa alla gara.
Tempo libero Sebbene diversi manuali di psicologia ricordino quanto sia importante la valorizzazione del tempo libero nelle persone con disabilità per “gratificare ed aumentare l’autostima dell’individuo”, è chiaro che si tratti in realtà di qualcosa che va applicato indistintamente ad ogni persona, a prescindere dalle capacità fisiche, cognitive ed economiche. Infatti, se per una persona che non incontra problemi di accessibilità la gestione del tempo libero viene totalmente affidata alla preferenza del singolo, per chi trova barriere ed ostacoli è invece facile che il concetto si trasformi in “tempo vuoto”. Le conseguenze sono infelicità e insoddisfazione, che danneggiano significativamente il concetto di qualità della vita. Come discusso trattando delle differenze terminologiche da conoscere per poter parlare di disabilità, ancora una volta il problema non sta nella creazione di una legge ad hoc che sancisca il diritto allo svago e alla libertà di utilizzo del proprio tempo. Infatti la dimensione del tempo libero appartiene già alla sfera dei diritti di cittadinanza. Si tratta, piuttosto, di creare le giuste condizioni per giungere alla presenza di eguali opportunità sbloccando tutti gli ambiti ancora inaccessibili.
Quando parliamo di tempo libero, momenti ricreativi e spazi di interazione, è inevitabile pensare allo sport e all’attività fisica. L’attività fisica è un elemento indispensabile per la crescita, l’educazione, lo svago e la condivisione. Di conseguenza, è indispensabile all’essere umano, storicamente definito come animale sociale. Eppure, anticamente, lo sport è stato uno dei principali motivi di esclusione. Basti pensare alle origini dello sport moderno, nato nel XIX secolo come espressione di forza e di vigore, caratteristiche connesse unicamente all’uomo giovane, sano e di sesso maschile. Una visione tutt’altro che inclusiva. La strada per il cambiamento è stata lunga, e ha visto dapprima l’inclusione delle donne, seguite dagli anziani e, infine, delle persone con disabilità. Quando parliamo di sport accessibili parliamo quindi di qualcosa di relativamente nuovo.
I Giochi di Stoke Mandeville e l'inizio della storia delle Paralimpiadi L’iniziativa, com’era auspicabile, ebbe un successo consistente, portando il 28 luglio del 1948 allo svolgimento dei primi Giochi di Stoke Mandeville per atleti disabili, che videro la partecipazione di atleti ex membri delle Forze Armate Britanniche. Il percorso per trovare un ufficialità comparabile a quella delle Olimpiadi non fu breve, ma la grande curiosità scaturita dal nuovo evento fece il suo corso, portando i giochi ad essere dapprima internazionali, per giungere al contesto delle Olimpiadi di Roma nel 1960, con la nascita della Federazione Internazionale dei Giochi di Stoke Mandeville. La manifestazione, da allora, fu annuale. Vennero annessi sport come la scherma, la pallacanestro, il nuoto, le corse, i lanci, il tiro con l’arco, il tiro a segno, il ping- pong e le bocce. Il numero dei partecipanti continuò ad aumentare vertiginosamente, confermando quanto fosse viva la necessità di costituire un evento di tale portata.Fu presto chiaro, inoltre, che i giochi dovessero essere aperti ad altre categorie di disabili, come ciechi e amputati, necessità che vide dal 1964 al 1980 la nascita di associazioni come l’ISOD, l’IBSA e il CP-ISRA.
Fu nel 1982 che, dall’unione delle diverse associazioni in un comitato internazionale di coordinamento, ci si occupò della stesura delle regole tecniche ed organizzative dei Giochi Paralimpici. In occasione delle Olimpiadi di Roma vennero fondati i presupposti per costruire un evento da tenersi ciclicamente, nella stessa città e nello stesso anno del grande evento preesistente. Nel 1964 si tennero, a Tokyo, le prime Paralimpiadi. Raccolsero 390 partecipanti, quasi raddoppiati quattro anni dopo a Tel Aviv, anno in cui città del Messico rifiutò di ospitare i giochi. Gli atleti arrivarono a 1000 nel 1972 e a 2500 nel 1980, quando vennero annessi anche i membri dell’ISOD, non vedenti e amputati.
Attualmente alcune tra le discipline praticate dagli sportivi disabili sono atletica leggera, automobilismo, calcio, canoa, ciclismo, curling, ginnastica ed equitazione. A queste si aggiungono judo, lotta, nuoto, pallanuoto, pallavolo, pattinaggio, sci alpino, sci nautico, slittino e sollevamento pesi. Avere una manifestazione sportiva dedicata è il minimo per garantire una visione inclusiva ed eguale del mondo sportivo, e consequenzialmente del tempo libero, ma certo è che non tutti siamo o aspiriamo a diventare atleti. È comunque chiaro che quando parliamo di diritto all’attività motoria, alla possibilità di prendere parte a giochi e attività di svago come momenti di costruzione della propria autonomia, della consapevolezza di sé, dell’interazione con gli altri, della libera gestione del proprio tempo libero per migliorare la qualità della vita, nessuno può venire escluso.
Giochi Paralimpici estivi
**- Atletica leggera paralimpica
**- Sitting volley
**- Tennistavolo paralimpico