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Power point su Cicerone, Slide di Latino

Power point curato graficamente ed esauriente sulla figura di Cicerone. Contiene: minibiografia, pensiero, trattazione delle orazioni più famose ("In Verrem", "In Catilinam", "Pro Caelio", "Pro Milone"), la pedagogia, il progetto politico (con ideologia del "de Republica" e approfondimento sul Somnium Scipionis), accenno ai trattati filosofici ("De divinatione" e "De Officis"). Per convertire il pdf in power point potete utilizzare un convertitore gratuito online.

Tipologia: Slide

2020/2021

In vendita dal 01/09/2021

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Marco Tullio Cicerone
106 a.C. - 43 a.C.
Temi trattati:
Mini biografia
Cicerone, laudator temporis acti
Orazioni, cause più famose
In Verrem
In catilinam + esordio
Pro Caelio + pedagogia di Cicerone
La sua unica causa persa
Progetto politico
De Republica (analisi dei temi e del
Somnium Scipionis)
Trattati filosofici De divinatione
e de officiis
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Marco Tullio Cicerone

106 a.C. - 43 a.C.

Temi trattati: ➔ Mini biografia ➔ Cicerone, laudator temporis acti ➔ Orazioni, cause più famose ➔ In VerremIn catilinam + esordio ➔ Pro Caelio + pedagogia di Cicerone ➔ La sua unica causa persa ➔ Progetto politico ➔ De Republica (analisi dei temi e del Somnium Scipionis ) ➔ Trattati filosofici De divinatione e de officiis

➔ Origine: Arpino, 106 a. C. , ceto equestre

➔ Formazione: maestri privati e ascolto di processi e orazioni tenuti nel Foro

➔ Esordio come avvocato (col processo contro Verre), 70 a.C.

➔ Rapida scalata del cursus honorum

➔ Consolato, 63 a.C.

➔ La congiura di Catilina e l’appellativo a pater patriae, 63 a.C.

➔ Esilio, 58-57 a.C.

➔ Liste di proscrizione contro Cicerone, 43 a.C.

➔ Fuga mal riuscita di Cicerone in Grecia

➔ Morte: Gaeta, 43 a.C. per mano di sicari di Marco Antonio

Mini biografia

Cause più famose

➔ In Verrem (= Le Verrine), 70-69 a.C.

➔ In Catilinam (= Le Catilinarie), 63 a.C.

➔ Pro Caelio, 56 a.C.

➔ Philippicae (= Le Filippiche / Antoniane), 44-43 a.C.

Orazioni

In difesa di qualcuno Contro qualcuno

PRO + ABLATIVO IN + ACCUSATIVO

In Verrem

Nel 70 a.C, i siciliani chiesero a Cicerone di fare causa a Verre, governatore che aveva depredato e sfruttato l’isola per arricchirsi. Il processo spianò a Cicerone la strada del successo in ambito giuridico perché non solo vinse il processo, ma battè l’avvocato dell'opposizione nonché il migliore del tempo, Ortensio.

Perché fu un processo vincente? ➔ Cicerone riuscì a procurarsi moltissimi testimoni e materiali ➔ Il processo si svolse in brevissimo tempo (50 giorni) ➔ Intuì le mosse depistanti di Verre (Il più significativo: far avvenire il processo più tardi possibile per poterlo far arrivare all’anno dopo con giudici più favorevoli)

Cicerone rinunciò a tenere l’usuale orazione iniziale ed iniziò a sorpresa l’interrogatorio dei testimoni. Verre, consapevole di aver perso, andò volontariamente in esilio a Marsiglia.

Cicerone con questo processo non solo dimostrò a tutti la sua abilità oratoria, ma anche la veridicità della sua teoria riguardo al governo di un popolo: governare correttamente oltre che ad essere una questione di morale etica, implica molti vantaggi politici, tra i quali l’assenza di ostilità.

“ Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Quam diu etiam furor iste tuus nos

eludet? Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia? Nihilne te nocturnum praesidium

Palati, nihil urbis vigiliae, nihil timor populi, nihil concursus bonorum omnium, nihil hic

munitissimus habendi senatus locus, nihil horum ora voltusque moverunt? Patere tua consilia

non sentis, constrictam iam horum omnium scientia teneri coniurationem tuam non vides? Quid

proxima, quid superiore nocte egeris, ubi fueris, quos convocaveris, quid consilii ceperis, quem

nostrum ignorare arbitraris? O tempora, o mores! Senatus haec intellegit. Consul videt; hic

tamen vivit. Vivit? Immo vero etiam in senatum venit, fit publici consilii particeps, notat et

designat oculis ad caedem unum quemque nostrum. Nos autem fortes viri satis facere rei

publicae videmur, si istius furorem ac tela vitemus. Ad mortem te, Catilina, duci iussu consulis

iam pridem oportebat, in te conferri pestem, quam tu in nos omnes iam diu machinaris. “

http://www.latin.it/autore/cicerone/orationes/in_catilinam/!01!liber_i

L’esordio, 1-

Testo intero del liber 1 con traduzione

Pro Caelio

In questa orazione, Cicerone prende le difese di Celio, un giovane aristocratico accusato di tentativo di omicidio ai danni della sua ex-amante Clodia (identificata con la Lesbia di Catullo). Ella era la sorella di Clodio, colui che aveva fatto esiliare Cicerone tra il 58 e il 57 a.C. Nel discorso quindi Cicerone attacca frontalmente Clodia, dandole dell’ “amica di tutti” anche per poter minare la figura di Clodio stesso.

Chi era Clodia? Clodia era una ricca matrona di nobile stirpe che non sottostava alle regole culturali che imponevano alle donne determinati comportamenti e limitazioni. Essendo ricca, potente e spregiudicata, Clodia prende in pugno la sua vita, decidendone le sorti.

All’epoca questo atteggiamento non era ben visto, anzi veniva ritenuto spregiudicato. Per Clodio quindi ciò sarebbe stato oggetto di screditamento agli occhi di tutti. Cicerone aveva intenzione di vendicarsi del torto subito.

La sua unica causa persa - Pro Milone -

L’ex console Clodio rimane ucciso in uno scontro armato guidato da Milone

Clodio Milone

Ex tribuno della plebe che aveva fatto mandare in esilio Cicerone per non aver concesso la provocatio ad populum ad alcuni complici di Catilina

Ex tribuno della plebe che si era battuto per il ritorno in patria di Cicerone

Cicerone era obbligato moralmente

ad aiutarlo

Il processo avvenne in condizioni anormali: il foro fu blindato e l’esercito schierato.

Cicerone in quel clima si bloccò non riuscendo a pronunciare il discorso che aveva

preparato. Milone perse quindi la causa e fu esiliato a Marsiglia, luogo dal quale si

prese poi gioco di Cicerone.

Progetto politico

De Oratore

(55 a.C)

Cicerone è molto attento alla politica della sua Roma. Secondo lui ogni cittadino avrebbe dovuto occuparsene e prendersene cura, soprattutto in quel particolare periodo di decadenza.

Al termine o al margine della propria partecipazione politica a Roma si era soliti dedicarsi all’attività intellettuale. Le opere politiche di Cicerone sono:

De Repubblica

(54 - 51 a.C)

La figura del politico ideale

In una situazione di grave crisi, come quella che stava affrontando Roma, bisognava fare riferimento ad un princeps, cioè un cittadino eminente che riuscisse a prendere in mano le redini della Res Publica per riportarla allo splendore.

➔ Capacità di governo e di mediazione ➔ Senso dello Stato ➔ Buona formazione culturale ➔ Moderazione

➔ Princeps: il primo, il più insigne, il migliore fra gli altri ➔ Moderator: colui che capisce qual è la giusta misura dei provvedimenti da prendere ➔ Rector: guida, colui che deve guidare Roma verso lo splendore ➔ Optimus civis: il miglior cittadino, colui che si distingueva per quelle virtù elencate qui a fianco

Cicerone riteneva che un cittadino simile fosse stato Scipione Emiliano, che non a caso è il protagonista di quest’opera. Allo stesso tempo Cicerone pensava a se stesso come un possibile princeps.

Caratteristiche

Termini con cui viene indicato

La celebrazione celeste dell’uomo politico ideale

Nella parte finale del De Republica viene anche svelata l’immortalità dell’anima e la sua residenza nella via Lattea. Ciò si verifica solo:

“Per tutti gli uomini che abbiano

conservato gli ordinamenti della patria,

si siano adoperati per essa, l'abbiano

resa potente, è assicurato in cielo un

luogo ben definito, dove beati godono

del tempo senza fine”

De divinatione - Come giovare alla patria?

Cicerone spiega che per poter risultare utile alla patria, si dedica alla scrittura di opere filosofiche.

L’uomo di cultura infatti deve essere al servizio della società. Lo scopo di queste opere è formare la

gioventù: lo fa prediligendo il metodo dossografico.

Si elencano tutte le teorie dei filosofi, per poter farsi una propria idea. Non si afferma un’unica valida posizione, ma quella che ha più probabilità di accostarsi alla realtà (= probabilismo)

De Officiis

Temi: ➔ Honestum (= ciò che è conforme alla morale). Si ripartisce in giustizia, fortezza, sapienza e temperanza ➔ Utile ➔ Contrasto fra onesto e utile

Trattati filosofici