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Michelangelo: Vita, Opere e Contraddizioni di un Genio del Rinascimento, Slide di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

power point su vita e opere di Michelangelo Buonarroti

Tipologia: Slide

2019/2020

Caricato il 12/05/2020

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Michelangelo
Michelangelo BUONARROTI nasce durante il
Rinascimento, egli esprime più volte nelle
sue opere le lotte e i conflitti che affrontava
ogni giorno contro la famiglia, e soprattutto
contro le proprie emozioni. È ricordato
come uomo pieno di contraddizioni, umile e
vanitoso, generoso e arrogante,
costantemente estasiato e depresso, cosi
egli si dedica all’arte, dove può esprimere
le proprie emozioni.
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Michelangelo

Michelangelo BUONARROTI nasce durante il

Rinascimento, egli esprime più volte nelle

sue opere le lotte e i conflitti che affrontava

ogni giorno contro la famiglia, e soprattutto

contro le proprie emozioni. È ricordato

come uomo pieno di contraddizioni, umile e

vanitoso, generoso e arrogante,

costantemente estasiato e depresso, cosi

egli si dedica all’arte, dove può esprimere

le proprie emozioni.

Egli nasce a Caprese una cittadina vicino a Firenze nel 6 marzo

1475, poco si sa di sua madre Francesca, egli avendo già un

figlio decide di affidare Michelangelo, lasciando che questo

cresca su delle montagne. Anni dopo Michelangelo scrisse di

quanto sia stato fortunato dato che li aveva imparato a

lavorare con lo scalpello.

Egli si trasferisce poi a Firenze, dove Michelangelo riceverà la

prima educazione. Verso la fine del quindicesimo secolo,

Firenze è il nucleo del rinascimento cosi si va a creare una

rivoluzione culturale. Michelangelo fu colpito dalle varie opere

artistiche che caratterizzavano la città, egli inizia a considerare

l’idea di diventare un artista, ma il padre molto contrariato lo

asseconderà solo all’età di tredici anni dove farà apprendistato

da uno dei più rinomati artisti fiorentini, Ghirlandaio.

VITA

Egli poi si cimento alla “battaglia dei centauri “ dove i corpi e le membra si intersecavano in ogni millimetro di marmo, è la centauromachia di Michelangelo. Al centro rispecchia la figura dominante di Apollo col braccio rivolto verso l’alto, con la stessa posizione che ritroveremo col Cristo del Giudizio Universale. La lotta tra i Lapiti e i Centauri sta a rappresentare la lotta tra la razionalità e la forza bruta. Centauromachia

Successivamente Michelangelo inizia a studiare le opere di Donatello, conoscendo cosi lo stiacciato e le potenzialità che può offrire e quindi decide di utilizzarlo nella realizzazione della Madonna della Scala, in essa gli elementi di arredo, come le sedie e le scale sono ridotte a delle semplici figure geometriche poiché Michelangelo vuole che tutta l’attenzione sia volta alla Madonna al bambino e sulle loro anatomie basta guardare infatti la schiena muscolosa del bambino. Come si può notare Michelangelo inizia già a contorcere i corpi in pose complesse, per questo i corpi sentono il bisogno di gigantismo e monumentalità.

LA MADONNA DELLA SCALA

Arrivo a Firenze, a Santa Maria del Fiore dove Michelangelo cercò di riportare in vita un pezzo di marmo deturpato e maltrattato, rendendolo uno dei suoi più grandi traguardi. Dopo quattro anni ‘’Il David’’ fu completato, l’opera e resa straordinariamente viva. Il “David” un giovane eroe, raffigurato un secondo prima che scagliasse una pietra verso Golia, salvando così il popolo di Israele, attimo che richiede grandissima concentrazione non solo fisica ma anche mentale e quindi ciò che più colpisce l’osservatore è la contrapposizione del volto rilassato, marcato e un fisico, snello e asciutto, però subito dopo al corpo venne ritoccato con una muscolatura rigida. Le vene in risalto, gli occhi culmini di concentrazione che prevede l’azione, il petto definito e le gambe pronte a scattare. I richiami all’antico sono molti e ritroviamo ad esempio il chiasmo di Policleto. DAVID

Michelangelo si può definire come il genio indiscusso del rinascimento, ma essi è stato sempre in bilico tra perfezione e imperfezione. Perfezione poiché egli levigava il marmo benissimo e come lui nessuno, imperfezione in quanto passando molto spesso tantissimo tempo su uno stesso punto a levigare e levigare la maggior parte delle sue opere rimangono incompiute. Egli partiva da un’idea di fondo in quanto dentro ogni blocco di marmo c’è già una forma definita ma sta allo scultore rompere la pietra e marcare questa forma e sprigionare quest’idea PERFEZIONE E IMPERFEZIONE

“Il Tondo Doni” è il primo dipinto a tondo di Michelangelo, dipinto tra il 1504 e il 1506 per Agnolo Doni, la figura della vergine è posta in primissimo piano, la sua postura difficile chiamata contrapposto ne esalta il corpo possente e si avvita consentendole di ricevere tra le sue braccia il bambino da Giuseppe. Sullo sfondo ci sono dei nudi enigmatici , i quali non sono ancora consapevoli della reincarnazione di cristo. Michelangelo riesce a fondere la tradizione classica con quella pagana. I panni di Maria e di Giuseppe sono mossi da curve possenti e somigliano a pietra. un’altra sacra famiglia è “Il Tondo Pitti” che accoglie impassibile il bambino che la aveva interrotta durante la sua lettura.

TONDO DONI

Papa Giulio Secondo, voleva come suo scultore Michelangelo, il quale fu incaricato di realizzare il suo monumento funebre, egli esaltato da quello che promette essere il suo più grande capolavoro, Michelangelo decide di comprendere nell’opera non meno di quaranta statue in grandezza naturale, ma il pontefice perde subito l’interesse nell’opera. Michelangelo infuriato decide di abbandonare Roma e tornare a Firenze. Nel 1508 egli ritorna a Roma, dove il pontefice lo incarica di affrescare la volta della cappella Sistina. Inizialmente egli rifiuta l’offerta, desideroso di tornare a scolpire il marmo. Il 10 maggio 1508 viene firmato il contratto. Nel corso dei quattro anni egli si dedica all’opera all’estremo delle sue forze. Iniziò ad eliminare il cielo azzurro, e a decorare ogni minimo particolare di suo pugno. Non trovava mai soddisfazione in ciò che faceva, non vedendoci mai una fine. CAPPELLA SISTINA

Papa Leone decimo incaricò Michelangelo le sculture dei Medici. Qui possiamo notare la contrapposizione di finito e non finito in modo molto discutibile. Egli scolpisce poi delle statue che rappresentano le varie tappe della giornata. Esse alludono al tempo che passa e all’eternità. La notte che è sprofondata in un sonno profondo, mentre il giorno esibisce nella torsione la sua potente struttura anatomica, il crepuscolo è rassegnato al sogno eterno, l’aurosa si contorce dal dolore per la morte dei giovani Medici.

Tomba dei medici

Come ultima opera abbiamo studiato il giudizio universale Michelangelo fu poi incaricato di decorare la parete della cappella Sistina in quel che era “Il Giudizio Universale”, tutto ruotava attorno un Gesù grandioso. La scena non ha confine, sospesa nel tempo e nello spazio. Cristo giudice ha il compito di giudicare i vivi e i morti con durezza, una volta abbassato in potente braccio il destino è compiuto. Al suo fianco la madonna si raccoglie in se stessa. Composta da centinaia di figure, gli eletti riemergono, alcuni sono solo ossa trasportati da angeli. I corpi dei peccatori franano in basso verso l’inferno come descritto da Dante. Qui i diavoli emergono da una fossa, Karonte traghetta le anime dei peccatori come animali portati ai macelli. Minosse giudica le anime attraverso la coda. Ai beati c’è la canzone angelica delle sette trombe, chi va agli inferi deve tapparsi le orecchie per non rimanerne assordato. San Pietro consegna le chiavi, è presente anche Michelangelo viene riprodotto senza pelle, sperando il perdono di Cristo. Non tutti ne rimangono impressionati, molti criticano il corpo troppo muscoloso di Gesù, altri criticano la presenza di cosi tanti corpi nudi nella scena. Dopo pochi anni dalla morte di Michelangelo fu deciso di coprire solo i corpi più scandalosi.

Giudizio universale