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Powerpoint sull'Atlante delle Frontiere, Slide di Geografia

Powerpoint su 3 capitoli a scelta dell'Altlante delle Frontiere - Geografia Umana

Tipologia: Slide

2020/2021

Caricato il 14/07/2021

costanza-soffia
costanza-soffia 🇮🇹

4.3

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ATLANTE DELLE
FRONTIERE Bruno Tertrais § Delphine Papin
Muri, Conflitti, Migrazioni
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ATLANTE DELLE

FRONTIERE Bruno Tertrais § Delphine Papin

Muri, Conflitti, Migrazioni

Che cos’è una frontiera?

  • Un limite geografico il cui tracciato riflette le relazioni tra

due gruppi umani (rapporti militari o diplomatici, ma anche

di tradizione).

  • (^) Le frontiere geografiche tra stati si collocano, teoricamente,

laddove termina la competenza territoriale. Ma come

vengono create?

1_ la conclusione di una guerra tra stati

2_ un’espansione territoriale

3_ un’indipendenza

4_ relazioni di buon vicinato

5_ un arbitrato internazionale

<<Limita lo spazio su cui si estende una sovranità territoriale>> (Jean Gottmann)

FRONTIERE EREDITARIE

Le frontiere sono cariche di
storia: guerre, diplomazia,
colonialismo e antiche
divisioni culturali. Tuttavia il
tracciato di molte è assai
recente: è la moltiplicazione
degli stati dopo il 1990 ad
aver moltiplicato le frontiere.
  • (^) Nell’antichità le frontiere, oltre ad essere zone molto più
fluide piuttosto che linee rette, avevano una funzione un po’
diversa. Chi le tracciava indicava una dominazione piuttosto
che una demarcazione. Es. Le mura romane o cinesi
servivano da bastioni militari o da barriera doganale e
fiscale. Non necessariamente delimitavano lo spazio, anche
se talvolta separavano i popoli.
  • (^) Lo sviluppo delle frontiere appartiene al mondo moderno e
comincia nel XVII secolo. Con il trattato di Westfalia (1648)
appaiono le prime frontiere negoziate tra gli imperi. Le
frontiere sono contemporanee anche nella cartografia
moderna: meglio si disegnano le carte, meglio si delimita.
  • (^) All’epoca il tracciato delle frontiere era anche legato al
‘diritto di uscita’ dal territorio nazionale: si trattava di
evitare che un individuo sfuggisse al servizio militare o alle
imposte. La nozione di frontiera al tempo degli imperi
designa ancora uno spazio da conquistare.
  • (^) Poche frontiere risalgono a prima del 1800 e sono per di più
in Europa. In certi casi le frontiere moderne riprendono

«Lo sviluppo delle frontiere è legato alla nascita del mondo moderno»

  • (^) Il continente europeo conta circa cento frontiere, e alcune di queste sono le più antiche al mondo (Andorra, S. Marino, Svizzera, Francia/Spagna ecc.), ma la metà è molto recente e risale al crollo del blocco dell’Est. La prospettiva di nuove frontiere all’interno dell’Unione Europea esiste, ad esempio in caso si secessione della Scozia. La principale contesa frontaliera rimane da tempo quella Gibilterra tra Inghilterra
  • e Spagna.L’assenza di una frontiera riconosciuta tra Germania, Austria e Svizzera sul lago di Costanza non è oggetto di controversie tra i paesi coinvolti, mentre la Slovenia e la Croazia cercano di accordarsi sulla delimitazione del golfo di Pirano. L’unione richiede ai futuri membri di risolvere le loro contese prima di entrare a farne parte. L’EUROPA E LE SUE FRONTIERE
  • (^) Le frontiere dell’Unione Europea possono modificarsi nel tempo, e comunque talvolta rimangono fluide. Ce ne sono state alcune discusse: il Marocco rivendica le enclave spagnole e l’isolotto di Perejil. La Grecia e la Turchia non hanno ancora delimitato la loro frontiera marittima, e Cipro è entrata nell’Unione quando gran parte del suo territorio era ancora occupata. Da una parte abbiamo i britannici hanno espresso la loro volontà di uscire dall’Unione, dall’altra gli stati dell’ex Iugoslavia intenzionati ad entrare. Occorrerà però che quei paesi rinuncino a ogni progetto irredentista.
  • (^) Non c’è una definizione unica di ‘frontiere dell’Europa’. Geologicamente l’Europa non è un continente: si parla, infatti, di placca euroasiatica, ma né il Regno Unito, né Islanda, né Cipro e Malta ne fanno parte. Culturalmente è un insieme fluido di continenti incerti
  • (^) Le frontiere culturali non coincidono quasi mai con quelle internazionali. Ad esempio possiamo citare la divisione ‘Est-Ovest’ o ‘Nord-Sud’. Dopo la guerra fredda una nuova divisione di questo tipo era allettante ma l’dea di un Occidente ricco che si trincera davanti a un Sud povero è troppo globalizzante e poco pertinente. Si possono tracciare linee di separazione tra grandi aree culturali? Le nozioni di ‘Oriente’ e ‘Occidente’ sono sempre state oggetti di distinzioni puramente convenzionali.

LE FRONTIERE MARITTIME

Le frontiere marittime sono ancora poco delimitate: solo 160 su 450 potenziali. Nel 1982 viene siglata la convenzione di Montego Bay sul diritto marittimo, entrata in vigore nel 1994, segnando l’inizio della territorializzazione degli oceani. Per stabilire i diritti nazionali fa riferimento alla media delle acque in bassa marea e definisce:

  • (^) Le acque territoriali (fino a 12 miglia nautiche) nelle quali le navi straniere hanno un diritto di passaggio ‘inoffensivo’.
  • (^) Una ‘zona contigua’ (fino a 24 miglia nautiche) dove lo Stato può esercitare il suo controllo di polizia.
  • Una zona ‘economica esclusiva’ (fino a 200 miglia nautiche) nella quale lo Stato costiero ha l’esclusiva dei diritti di sfruttamento delle risorse. Se si tratta di isole appartenenti a Stati limitrofi, la divisione delle acque si fa eseguendo il principio di ‘equidistanza temperata’, adattata alle circostanze: si bada più all’equità che all’uguaglianza.

FRONTIERE IN FIAMME

Le frontiere favoriscono la pace o inducono alla guerra? In realtà, la relazione tra frontiera e conflittualità non è così semplice, né univoca. Si contano una sessantina di contenziosi territoriali importanti e la politica di certi grandi Stati sembra estendere la loro influenza, se necessario con la forza, ben oltre le frontiere riconosciute.

  • (^) Una frontiere riconosciuta da una parte e dall’altra è spesso conseguenza di una pace, inoltre i paesi che hanno accettato le loro frontiere come legittime e regolato i loro diverbi hanno meno probabilità di dichiararsi guerra. Quasi tutti i contenziosi bilaterali che hanno conosciuto episodi di violenza si cristallizzano intorno a frontiere non delimitare, ereditate dalla colonizzazione o da una secessione.
  • (^) Più che di motivi bellici, per la maggior parte dei casi si dovrebbe parlare solo di semplici pretesti. Il geografo Jacques Ancel affermava «non è un problema di frontiere, è un problema di nazioni, e Michel Foucher «non ci sono problemi di frontiere, ci sono solo problemi di rapporti tra Stati e popoli riguardo le frontiere».
  • (^) La ripartizione delle risorse è una delle questioni chiave nelle delimitazioni frontaliere. La questione è molto delicata, per esempio, quando due paesi sfruttano lo stesso giacimento di idrocarburi: uno può estrarre ciò che è sotto il suolo dell’altro. L’assenza di demarcazione e di sorveglianza della frontiera può anche favorire la circolazione di gruppi terroristi.
  • (^) La frontiera può dunque essere, a seconda dei casi, causa o conseguenza della pace o, al contrario, causa o conseguenza della guerra. Nella nostra epoca il principio unti possidetis favorisce la pace e dispone che le frontiere legittime di uno Stato che ha raggiunto l’indipendenza siano quelle del territorio che rappresentava, in qualità di regione amministrativa di un altro Paese o impero.

LA RUSSIA

  • (^) Dal 1991 Mosca ha cercato di riunire attorno a sé la maggior parte delle vecchie repubbliche sovietiche. Dopo la creazione della Comunità di Stati Indipendenti hanno fatto seguito, a partire dal 1992, interventi militari in Moldavia, Tagikistan e Ossezia del Sud. A questo sono seguite le operazioni militari in Cecenia e nel territorio della ex Iugoslavia. Dal 2000 Vladimir Putin, pur favorendo la delimitazione delle frontiere russe già riconosciute, cerca di superarle.
  • (^) Dopo un attacco ai server informatici governativi dell’Estonia nel 2007, attribuito a Mosca, gli interventi in Georgia l’anno dopo e in Ucraina nel 2013 hanno aperto una stagione di attivismo militare più aggressivo.
  • (^) La Russia muove anche le sue pedine nell’Artico, chiedendo la massima espansione della sua zona economica esclusiva. Spesso non esita a sfiorare e violare lo spazio sovrano dei paesi limitrofi. Infine, ha dimostrato una spettacolare forza militare

LA CINA

  • (^) A partire dagli anni 80, la Cina ha cercato di stabilizzare le sue frontiere per ragioni politiche e commerciali. Il metodo impiegato si è spesso tradotto nell’acquisto di porzioni di territori contesi in Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan.
  • (^) Restano tuttavia delle questioni in sospeso su territori che la Cina considera suoi. Nei confronti dell’India reclama 140. KM^2 dal 1952 e l’India, da parte sua, esige la restituzione dell’Aksai Chin.
  • (^) Altro contenziosi importanti: con le Filippine per la scogliera di Scarborough; col Giappone le isole Diaoyu/Senkaku e, soprattutto, la questione Taiwan (in quanto la Cina lo considera parte del suo territorio nazionale.
  • (^) Sul piano economico, la Cina dal 2013 tenta di sviluppare nuove vie della seta con il programma di Xi Jinping One Belt, One