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Presentazione google sulla moda durante gli anni ruggenti
Tipologia: Slide
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Durante gli anni '20, gli anni del primo dopoguerra, negli Stati Uniti vi era una generale euforia, che si rifletteva non solo nella ricchezza artistica e culturale, ma anche nella quotidianità: l'abbigliamento, la moda e il modo in cui il corpo si esprime. Questa ondata travolge tutte le classi sociali ed è strettamente legata anche al fattore economico. La concezione e lo stile di vita dei cittadini statunitensi cambia totalmente grazie al consumismo che va oltre i beni di prima necessità, come l’automobile, il cinema e la radio.
In questo periodo storico la donna e il suo ruolo nella società cominciò a cambiare, poiché in mancanza degli uomini costretti al fronte si trovarono di fronte ad una inevitabile emancipazione che le portò a rimboccarsi le maniche. Di conseguenza sia le donne del popolo che quelle appartenenti alle classi più agiate cominciarono a sentire il bisogno di poter indossare abiti semplici e pratici che dessero maggiore libertà di movimento.
La libertà che le donne ora respirano è riflessa perfettamente nella moda anni ’20, e gli stilisti prendono al balzo l’occasione di poter creare vestiti con materiali più colorati e leggeri, andando a diminuire forme di costrizione, come corsetti e bustini, tipici dell’era vittoriana. Rimangono solo dei corsetti elasticizzati, fatti con materiali sintetici e corredati già di zip.
Una flapper degli anni ‘20 Una donna vestita “à la garçonne”
Gli abiti erano quindi semplici, dalle linee dritte e la vita bassa. I tessuti utilizzati per realizzarli erano morbidi e leggeri come lo chiffon, il tulle, l’organza e la seta; le gonne plissè o a pieghe, via via sempre più corte, aderenti al corpo, ma morbide, venivano impreziosite da frange e perline e lasciavano scoperte le gambe mostrando le prime calze color carne.
Spesso gli outfit venivano poi adornati con piume, stole, lunghi fili di perle, foulard, nastri, paillettes, lustrini e spille (più o meno preziose); in testa non poteva mancare il cappellino a cloche e fra gli accessori più desiderati rientravano i colli in pelliccia di volpe. Molto diffusi furono inoltre i twin-set in lana e cotone sia per la quotidianità che per lo sport. Fra i tessuti ereditati dalle divise della guerra troviamo lane tweed a fantasie maschili, gessati pied de poule e principe di galles.
Anche all’uomo venne concessa un pò più di comodità: le spalle delle giacche si allargarono un po’, così come i pantaloni e dal 1928 si diffusero gli spezzati, ovvero i completi con giacca e pantaloni di colori diversi.
Entrarono nel guardaroba i colori chiari per il giorno, il doppio petto e i risvolti ai pantaloni. Fra i tessuti ebbe successo l’eleganza del principe di Galles.
Bibliografia: