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Prima e Seconda Memoria di Condorcet, Appunti di Storia Della Filosofia

riassunto delle prime due memorie di Condorcet

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 21/01/2021

Polli2
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Prima memoria
La società deve dare al popolo un’istruzione pubblica
I. In quanto strumento per rendere reale l’eguaglianza dei diritti
L’istruzione pubblica è un dovere della società nei confronti dei cittadini. Chi è
istruito esercita una certa superiorità nei confronti di chi non è istruito. Da qui
nasce l’ineguaglianza degli individui nella società e la dipendenza tra coloro che non
sanno nei confronti di coloro che sanno. Chi non sa scrivere e ignora i principi
dell’aritmetica dipende realmente dall’uomo più istruito, al quale è costretto
costantemente a ricorrere. Chi non conosce non gode dei diritti di cui potrebbe
godere. L’uomo che conosce le regole necessarie alla vita non è dipendente dal
sapiente che raggiunge il più alto grado della conoscenza, le quali le saranno utili.
L’ineguaglianza dell’istruzione è anche una delle prime cause di tirannia. Un
tiranno, circondato da una casta superiore che detiene tutti i saperi e le conoscenze
riesce bene ad ingannare e soggiogare un popolo ignorante. L’esempio presso gli
Egiziani e gli Indiani: le caste che si erano riservate la conoscenza dei misteri della
religione e dei segreti della natura hanno esercitato il dispotismo più assoluto nei
confronti del popolo.
II. Per diminuire l’ineguaglianza che nasce dalla differenza dei sentimenti morali
Esiste un altro tipo di eguaglianza che può essere risolta con un’istruzione generale.
Nel momento in cui la legge ha reso gli uomini tutti uguali nonostante le diverse classi,
ciò che li differenzia ancora è la diversa educazione che le classi ricevono: il figlio di un
ricco non apparterrà alla stessa classe del figlio del popolo se l’istituzione pubblica non
li avvicina attraverso l’educazione. Uno avrà le virtù più pure l’altro i vizi. Il dovere
della società è estendere e procurare a ciascun uomo l’istruzione necessaria per
esercitare le funzioni comuni di uomo, padre di famiglia, cittadino e per conoscerne
tutti i doveri.
III. Per aumentare nella società il numero di lumi utili
Più gli uomini sono portati dall’educazione a ragionare, a conoscere le verità, a
rigettare gli errori, più una nazione aumenterà il numero di lumi, conserverà buone
leggi, una saggia amministrazione e una costituzione veramente libera. Il dovete
della società è quello di offrire a tuti, tutti i mezzi per procurarsi le conoscenze utili
per esercitare la loro intelligenza e sviluppare a pieno le proprie capacità.
La società deve dare anche un’istruzione pubblica relativa alle diverse
professioni
I. Per garantire più eguaglianza tra coloro che vi si dedicano
Nella società attuale gli uomini si trovano divisi in professioni, ciascuna delle quali
esige particolari conoscenze.
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Prima memoria

La società deve dare al popolo un’istruzione pubblica I. In quanto strumento per rendere reale l’eguaglianza dei diritti L’istruzione pubblica è un dovere della società nei confronti dei cittadini. Chi è istruito esercita una certa superiorità nei confronti di chi non è istruito. Da qui nasce l’ineguaglianza degli individui nella società e la dipendenza tra coloro che non sanno nei confronti di coloro che sanno. Chi non sa scrivere e ignora i principi dell’aritmetica dipende realmente dall’uomo più istruito, al quale è costretto costantemente a ricorrere. Chi non conosce non gode dei diritti di cui potrebbe godere. L’uomo che conosce le regole necessarie alla vita non è dipendente dal sapiente che raggiunge il più alto grado della conoscenza, le quali le saranno utili. L’ineguaglianza dell’istruzione è anche una delle prime cause di tirannia. Un tiranno, circondato da una casta superiore che detiene tutti i saperi e le conoscenze riesce bene ad ingannare e soggiogare un popolo ignorante. L’esempio presso gli Egiziani e gli Indiani: le caste che si erano riservate la conoscenza dei misteri della religione e dei segreti della natura hanno esercitato il dispotismo più assoluto nei confronti del popolo. II. Per diminuire l’ineguaglianza che nasce dalla differenza dei sentimenti morali Esiste un altro tipo di eguaglianza che può essere risolta con un’istruzione generale. Nel momento in cui la legge ha reso gli uomini tutti uguali nonostante le diverse classi, ciò che li differenzia ancora è la diversa educazione che le classi ricevono: il figlio di un ricco non apparterrà alla stessa classe del figlio del popolo se l’istituzione pubblica non li avvicina attraverso l’educazione. Uno avrà le virtù più pure l’altro i vizi. Il dovere della società è estendere e procurare a ciascun uomo l’istruzione necessaria per esercitare le funzioni comuni di uomo, padre di famiglia, cittadino e per conoscerne tutti i doveri. III. Per aumentare nella società il numero di lumi utili Più gli uomini sono portati dall’educazione a ragionare, a conoscere le verità, a rigettare gli errori, più una nazione aumenterà il numero di lumi, conserverà buone leggi, una saggia amministrazione e una costituzione veramente libera. Il dovete della società è quello di offrire a tuti, tutti i mezzi per procurarsi le conoscenze utili per esercitare la loro intelligenza e sviluppare a pieno le proprie capacità. La società deve dare anche un’istruzione pubblica relativa alle diverse professioni I. Per garantire più eguaglianza tra coloro che vi si dedicano Nella società attuale gli uomini si trovano divisi in professioni, ciascuna delle quali esige particolari conoscenze.

I progressi di queste professioni contribuiscono al benessere comune e per questo offrire la possibilità a tutti di accedere alle professioni che più gli piacciono è considerato utile per garantire l’eguaglianza. II. Per renderle più egualmente utili Questa eguaglianza nell’istruzione contribuirebbe al perfezionamento delle arti: se tutti possono soddisfare i propri bisogni con facilità e riunire nella loro abitazione raffinatezze ed eleganza, genere un’eguaglianza generale e quindi un benessere comune, eliminando la disparità delle ricchezze che genera disuguaglianza. Un più alto grado di bellezza nelle arti contribuisce anche al progresso dell’industria. Il lavoratore ignorante produce solo opere difettose, e questo è nocivo. III. Per diminuire il pericolo a cui alcune professioni espongono L’istruzione generale rende alcune professioni meno nocive all’uomo perché si accresce la conoscenza per preservare l’uomo dalle malattie. IV. Per accelerare i loro progressi Un’istruzione comune favorisce l’eliminazione anche di quei piccoli segreti di cui la pratica di tutte le arti è infetta e che frena il progresso e offre alimento alla ciarlataneria e alla cattiva fede. La società deve impartire l’istruzione pubblica anche come mezzo di perfezionamento della specie umana I. Mettendo tutti gli uomini nati con genio nella condizione di svilupparlo Il perfezionamento della specie umana può avvenire anche grazie alle scoperte di nuove verità. L’istruzione ha il dovere di favorire la scoperta di verità speculative, come unico mezzo di progressione e perfezionamento della specie umana e di conseguenza aspirare alla felicità. Un esiguo numero di individui riceve un’istruzione che consente loro di sviluppare tutte le facoltà naturali. Ma un altro numero di individui che non hanno avuto questa istruzione, e sono rimasti al di sotto delle loro p0ossibilità. Sarebbe importante una forma di istruzione pubblica che non lasci sfuggire nessun talento senza averlo notato e che offra tutti gli aiuti riservati ad ora solo ai figli dei ricchi. Notando ciò che il genio è riuscito a fare malgrado gli ostacoli e malgrado non avendo ricevuto un’istruzione, si possono immaginare i progressi che avrebbe fatto se avesse avuto un’istruzione diretta alle sue facoltà intellettuali. I progressi delle scienze non si limitano solo a spingersi avanti ma anche ad estendersi intorno allo stesso punto. La felicità è un concetto tipico illuminista. II. Preparando le nuove generazioni con la cultura di quelle che le precedono Il perfezionamento che ci si aspetta dall’istruzione è trasmissibile ai discendenti e l’esperienza lo ha provato. L’educazione che si da non modifica anche le

funzioni pubbliche può essere esercitata da coloro che hanno ricevuto un’istruzione comune. II. Perché la divisione dei mestieri e delle professioni non conduca il popolo alla stupidità La stupidità naturale degli uomini, considerata un male, ha come unico rimedio l’istruzione. Le leggi proclamano l’eguaglianza dei diritti ma solo le istituzioni per l’istruzione pubblica possono rendere questa eguaglianza reale. Qui critica il noto economista e filosofo scozzese, in base alle conseguenze negative prodotte dalla divisione del lavoro, da lui stesso teorizzata per incrementare il profitto. Se il diritto di avere un’istruzione comune è solo per alcuni diventa privilegio, non più un diritto. III. Per diminuire la vanità e l’ambizione con un’istruzione generale Lo scopo dell’istruzione è anche quello di eliminare vanità e ambizione che fa parte della società odierna. Una costituzione veramente libera, in cui tutte le classi godono degli stessi diritti non potrà mai esistere se l’ignoranza di una parte dei cittadini li porta a pronunciarsi su ciò che non conoscono, a sentirsi superiori rispetto agli altri. Problemi che bisogna risolvere: l’educazione pubblica vs istruzione pubblica; fin dove si estendono i diritti della potenza pubblica su questa istruzione; se l’istruzione deve essere la stessa per entrambi i sessi o se deve essere diversa. L’educazione pubblica deve limitarsi all’istruzione I. Perché la differenza necessaria delle carriere e dei destini le impedisce di estendersi oltre Condorcet era contrario alle idee dei giacobini e di Robespierre di creare un’educazione pubblica. Secondo l’oro nell’educazione c’erano diversi ambiti come quello morale e religioso, nell’istruzione pubblica di Condorcet no. L’istruzione pubblica non deve contenere la religione. C. è un ateo, rigetta l’istruzione religiosa nell’istruzione pubblica e viceversa. L’educazione invece è affidata alle famiglie mentre l’istruzione allo stato. Inizia distinguendo la libertà antica con il nuovo concetto di libertà rivoluzionaria, nella quale si parla di nazioni e non più di caste e schiavi. Distingue poi, in base alle differenze di fortuna di ciascuno, 3 diversi tipi di soggetti:  Gran parte dei figli dei cittadini è destinata ad occupazioni dure, il cui apprendistato inizia presto e l’esercizio occupa tutto il loro tempo. Il loro lavoro diventa parte integrante della risorsa della famiglia.  Coloro i quali l’agiatezza dei genitori permette di impiegare più tempo e di utilizzare qualche risorsa a un’educazione più ampia e si preparano a professioni più lucrative.

 Altri, nati con un patrimonio indipendente, l’educazione ha come obiettivo assicurare loro i mezzi per vivere felicemente e acquisire ricchezza o considerazione che offrono gli impieghi, i servizi pubblici e i talenti. È impossibile sottoporre rigorosamente alla stessa educazione uomini la cui destinazione è così differente. Un’educazione comune non può essere divisa per gradi come l’istruzione, occorre che essa sia completa per tutti. II. Perché essa lederebbe i diritti dei genitori Un altro motivo che obbliga a limitare l’educazione pubblica alla sola istruzione è il fatto che non la si può estendere oltre senza pregiudicare alcuni diritti che la potenza pubblica deve rispettare. È un diritto imposto dalla natura che i tutori dei bambini devono occuparsi della loro educazione. Sarebbe una vera ingiustizia obbligare i padri a rinunciare ad educare loro le proprie famiglie perché deve farlo lo stato. III. Perché un’educazione pubblica diventerebbe contraria all’indipendenza delle opinioni  L’educazione non si limita solo all’insegnamento delle verità di fatto e di calcolo, ma abbraccia tutte le opinioni politiche, morali o religiose. Colui che entrando nella società porta le opinioni che l’educazione gli ha dato non è più un uomo libero, ma uno schiavo del suo maestro e recidere le catene è difficile perché lui non si considera incatenato. è necessario, dunque, che l’educazione sia affidata alle famiglie. Un altro motivo è che un’educazione totale finirebbe con l’estendersi alle opinioni religiose e lo stato non può essere costretto a stabilire tante educazioni diverse per quante religioni ci fossero sul suo territorio. È necessario che la potenza pubblica si limiti a regolare l’istruzione lasciando alle famiglie il resto dell’educazione.  L’istruzione pubblica non deve contenere la religione. C. è ateo e rigetta l’istruzione religiosa in quella pubblica e viceversa. Inoltre, l’insegnamento della morale deve essere rigorosamente indipendente dalle opinioni religiose.  La potenza pubblica non ha il diritto di far insegnare determinate opinioni come verità e non deve imporre nessuna fede anche se ritiene sbagliate altre opinioni o fedi non può costringere un individuo a credere. Il suo unico dovere è armare l’individuo contro ogni errore che è sempre un male pubblico. Deve fornire gli strumenti adatti per sottrarsi dagli errori e che gli permettono di conoscere tutti i pericoli.  L’istruzione pubblica non deve essere affidata a corporazioni di nessun genere, religiose, universitarie, da mezzi-monaci, perché esse sono pericolose, creare dei corpi insegnanti equivale a creare tiranni o strumenti di tirannia. L’istruzione che questi trasmettono avrà sempre per fine non il progresso dei lumi, ma la crescita

ha disposizioni più fortunate.  Esse non devono essere escluse dall’educazione relativa alle scienze perché possono rendersi utili per il loro progresso, facendo osservazioni e componendo libri. C’è un riferimento a Sophie De GROUSCY, moglie e sua assistente, donna intelligente, esempio di donna scienziata dei lumi. Può essere che esse siano più adatte di alcuni uomini nel donare ai libri elementari metodi e chiarezza, sono più disposte grazie alla loro amabile flessibilità a rapportarsi con lo spirito dei bambini.  L’istruzione non deve essere solo primaria, ma deve estendersi a tutta la vita (life long learning) e non deve avere per scopo l’inculcare conoscenze ma deve formare l’individuo per arrivare a creare una società di un certo tipo. È necessario che le donne condividano l’istruzione data agli uomini I.Perché possano sorvegliare quella dei loro bambini È importante che i bambini a casa abbiano un educatore domestico che possa vegliare sui loro studi durante l’intervallo delle lezioni, prepararli a riceverli, agevolandone l’intelligenza. Le madri sembrano adatte ad adempiere questo lavoro e dovere, perché gli uomini a causa del loro lavoro sono spesso fuori casa. II. Perchè la mancanza di istruzione alle donne introdurrebbe nelle famiglie un’ineguaglianza contraria alla loro felicità. se vengono istruiti solo gli uomini si crea uno squilibrio di conoscenze che genera disuguaglianza e infelicità. L’uguaglianza rappresenta il primo elemento di felicità, pace e virtù. Se non c’è non si istaura nessun tipo di rapporto, neanche comunicativo e la coppia non sarà felice. III. Perché è un modo per far conservare agli uomini le conoscenze che hanno acquisito in giovinezza. Avere a fianco una donna istruita allena la mente degli uomini istruiti continuamente. Uomo e donna si aiutano nel mantenimento dei concetti acquisiti. IV. Perché le donne hanno lo stesso diritto degli uomini all’istruzione pubblica. Devono poter stare nelle stesse classi con lo stesso maestro. Alcune donne in Italia hanno ottenuto cattedre universitarie, si pensi a Laura Bassi, professoressa di anatomia e Gaetana Agnesi, professoressa di matematica presso l’università di Bologna. Non si devono separare i ragazzi dalle ragazze anche quando sono più grandi perché lo stare insieme fa nascere una mutua concorrenza e un aiuto reciproco. La separazione dei sessi ha come principale causa l’avarizia e l’orgoglio in quanto

se un bambino si considera uguale solo ad un sesso, si comporterà con poco rispetto nei confronti dell’altro sesso. Inoltre, l’unione dei due sessi favorisce l’emulazione e fa nascere il principio della benevolenza. Nei collegi dei gesuiti il bambino esce con la corona e con la consapevolezza di essere un uomo, questo lo porta a sviluppare in lui avarizia vanità e superiorità, alla lotta tra individui per essere il migliore. Nelle scuole rivoluzionarie gli uomini non si fanno la lotta tra individui ma concorrono ad una società pacifica. Non c’è una lotta con un vincitore, ma si vince tutti insieme dove ognuno è compensato.

Seconda memoria – dell’istruzione comune per i fanciulli

DISTRIBUZIONE DELLE SCUOLE

Il primo grado di istruzione ha come scopo quello di mettere tutti gli abitanti e i cittadini in grado di conoscere i loro diritti e i loro doveri per poter esercitare gli uni e compiere gli altri, senza essere costretti a ricorrere alla ragione altrui. Questo permette all’uomo di emanciparsi e non dipendere dall’intelligenza degli altri. In ogni villaggio deve essere istituita una scuola pubblica diretta da un maestro, nelle città con una popolazione numerosa ci saranno più maestri il cui numero sarà regolato in base agli alunni. DURATA DEL CORSO DI ISTRUZIONE Primo grado: 9-13 così dopo possono andare a lavorare se non vogliono proseguire gli studi Secondo grado: 14- Terzo grado: 18- Anno della maggior età in Francia DISTRIBUZIONE DEGLI ALLIEVI Metà delle lezioni saranno impartite dal maestro e l’altra metà da un allievo delle ultime classi. In un paese con una sola scuola basteranno 4 classi con u maestro. Dove ci saranno due o più maestri è necessario che essi abbiano più di una classe e la tengono per tutto l’anno cosi gli allievi non cambiano maestro e ciascun maestro sia in grado di insegnare in ogni classe del corso. PRIMO GRADO DI ISTRUZIONE STUDI DEL PRIMO ANNO Si insegnerà a leggere e a scrivere contemporaneamente (i gesuiti insegnavano separatamente a leggere e scrivere) con dei libri specifici e particolari creati ad

ISTRUZIONE DEL SECONDO ANNO

I libri di lettura conterranno i racconti morali dove verranno espressi sentimenti più complessi e riflessi. Ai primi sentimenti di pietà si aggiungeranno quelli della benevolenza e l’amore per l’umanità la riconoscenza e la dimostrazione, l’affetto, in maniera che i ragazzi, indotti a riflettere su tali sentimenti, possano formare in loro queste idee. Le scienze morali devono essere strettamente legate alla filosofia: le parole utilizzate dagli alunni devono avere anche un senso filosofico. L’uomo comune e il filosofo non devono essere due esseri separati. Gli alunni devono fissare le idee nel loro spirito, farla propria, analizzarla e circoscriverla. Si riprenderanno poi le descrizioni degli oggetti che ricadono sotto i sensi, aggiungendo particolati meno rilevanti, la loro storia e gli usi più generali. L’insegnamento dell’aritmetica sarà limitato alle 4 regole semplici che bastano per tutti i calcoli. Il fine dell’educazione è quello di fornire agli alunni delle cognizioni di cui potranno aver bisogno nella vita comune. Insegnando l’aritmetica e le altre nozioni è importante insistere sulle ragioni e l’utilità delle stesse nella quotidianità. Si terminerà l’istruzione del secondo anno con le prime nozioni di geometria. ISTRUZIONI DEL TERZO ANNO Si sono già formate le idee morali e le storie destinate a questi fanciulli sono ricche di idee astratte per ampliarle e renderle più precise. I primi precetti morali saranno letti ai fanciulli e spiegati e approfonditi dal maestro. Ci si eserciterà ancora con l’aritmetica, con i problemi e con il disegno a mano delle figure geometriche, in più si affronteranno le prime nozioni di agrimensura, per misurare il terreno e far si che siano capaci di metterlo in pratica. ISTRUZIONI DEL QUARTO ANNO Si insegneranno i primi principi morali e un piccolo codice morale sufficiente per dirigere la loro condotta da tenere in ogni epoca della vita. Ci si impegnerà in questo momento di differenziare la morale dalla religione. Si spiegheranno i diritti dei fanciulli e i loro doveri. L’educazione di questo primo grado, più che impartire vere cognizioni ha lo scopo di preservare dall’errore. Uno dei vantaggi dell’istruzione è quello di premunire gli uomini dalle false opinioni. Il metodo di insegnamento non deve essere quello mnemonico ma bisogna stimolare la curiosità degli alunni. Più si espone in modo semplice e chiaro l’argomento, più si sviluppa la curiosità, che è considerato un sentimento.

SECONDO GRADO DI ISTRUZIONE

Gli istituti devono essere posti nei capoluoghi. L’insegnamento sarà diviso in due parti: ci sarà un corso di istruzione generale che continua con quello già impartito e ci saranno dei corsi più particolari e ampi sulle scienze particolari. Questa è un’istruzione comune, sufficiente per ciascuno, anche per chi ha una mediocre intelligenza. Mentre coloro che sono più brillanti troveranno nel corso particolare un’istruzione proporzionata e conforme ai loro gusti. Le materie generali devono essere: matematica, storia naturale, fisica, che possono essere utili alla vita comune. Poi le scienze politiche e la costituzione nazionale, si spiegheranno le leggi con cui il paese è governato, nozioni fondamentali di grammatica e metafisica, primi elementi di logica (arte di esprimere le proprie idee), e infine storia e geografia. Si ritornerà poi al codice morale per approfondirne i principi e completarlo. Lo scopo è quello di fornire tutti gli strumenti necessari all’uomo per renderlo autonomo. È utile avere 4 maestri che insegnino queste discipline. Nel corso particolare verrà insegnata la meccanica, utile per conoscere come calcolare le forze della natura e ci permettono di costruire macchine; la logica come arte della riflessione, sarà impartita in modo molto semplice, sulla natura dei giudizi e sulle preposizioni e la probabilità. Per insegnare la storia dei popoli e i luoghi dove si sono compiuti i fatti, cioè la storia e la geografia, è utile utilizzare dei quadri generali, che partono dalla distribuzione delle specie nel globo e presentano ogni epoca, con i personaggi più illustri, che permettono di cogliere il tutto seguendo l’ordine dei tempi, imparando a cogliere i legami e i rapporti che vi si sono creati. Per l’insegnamento della retorica come arte di esprimere le proprie idee. Si tratta di insegnare l’arte di scrivere una memoria o un avviso con chiarezza, semplicità e metodo. Si può insegnare a classificare e ordinare idee, a scrivere con eleganza e dignità. Gli alunni saranno esercitati attraverso esempi. Così chi nasce eloquente potrà ampliare le sue predisposizioni e chi non lo sarà avrà comunque una base dell’eloquenza. È utile inoltre far mantenere un determinato numero di fanciulli a spese pubbliche dallo stato, tra la scelta ci sono quei fanciulli che spiccano di ingegno, sia che abbiano famiglie ricche sia che abbiano famiglie povere. TERZO GRADO DI ISTRUZIONE L’istituto sarà nei capoluoghi e l’insegnamento svolto da molti professori. Le discipline che devono essere insegnate sono le stesse ma vengono divise tra più insegnanti (vedi pag 102). Si possono insegnare anche le lingue antiche come il

È necessario creare delle società di dotti che hanno il compito di istituire per comune accordo i contenuti degli argomenti da impartire. Il potere politico fornisce una guida ma la scelta delle teorie è affidata al gruppo di dotti. Differenza tra Dotto e insegnante, il primo fa parte della società dei dotti ed eccelle in un campo, mentre l’insegnate appartiene al corpo degli insegnanti e abbraccia tutti i campi. C. termina affermando che l’istruzione pubblica non ha il monopolio, posso crearsi delle case di educazione private alle quali possono accedere i giovani. L’educazione è libera e deve esserlo sempre e l’istruzione privata non è un limite alla libertà. Ci sono poi delle cariche che devono essere per forza pubbliche come la polizia, alla quale deve pensare lo stato.