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Riassunto completo e ben strutturato sugli eventi principali della Prima Guerra Mondiale. Il documento tratta le cause e le tensioni che portarono al conflitto, l’attentato di Sarajevo, le fasi della guerra (di movimento e di posizione), l’entrata in guerra dell’Italia e le motivazioni del Patto di Londra, la svolta del 1917 con la rivoluzione russa e l’intervento degli Stati Uniti, fino alla conclusione del conflitto e ai trattati di pace (Versailles, Rapallo). Include anche approfondimenti sulla “vittoria mutilata”, la Battaglia di Caporetto e quella di Vittorio Veneto.
Tipologia: Appunti
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Prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale quali situazioni di tensione c’erano In Europa e perché?
Prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, in Europa vi erano tensioni gravi tra Francia e Germania e nell’area dei Balcani. La crisi tra Francia e Germania era nata per il possesso del Marocco e si concluse con il riconoscimento di un protettorato francese su parte del Marocco. La Germania continuò ad attuare politiche espansionistiche sempre più aggressive verso i Paesi europei. Nel Balcani, l’indebolimento dell’Impero ottomano aveva avuto come conseguenze la nascita di alcuni stati indipendenti e il riaccendersi di mire espansionistiche da parte dell’Impero russo e dell’Impero austro-ungarico, che volevano spartirsi il controllo della regione. Nel 1908, l’Austria annesse ai propri territori la Bosnia-Erzegovina, che amministrava già da tempo ma che faceva ancora parte dell’impero ottomano, questo scatenò tumulti degli indipendentisti serbi e bosniaci.
Quali furono le cause più importanti che portarono allo scoppio della Prima Guerra Mondiale?
Nel 1914 l'Europa era percorsa da profonde rivalità tra gli stati che contribuivano A
creare un clima ancora più forte di tensione. molti storici ritengono che ad aver
scatenato la Prima Guerra Mondiale furono diverse cause tra le principali troviamo:
● la Germania che aspirava a superare la Gran Bretagna sul piano dell'Economia e del prestigio politico; ● la Gran Bretagna intendeva difendere la propria supremazia minacciata dalla Potenza economica e politica tedesca; ● la Francia voleva riprendersi Alsazia e Lorena che furono cedute ai tedeschi dopo la guerra nel 1870 con una volontà di rivincita; ● l'impero Russo e l'impero austro-ungarico miravano entrambi ed espandere la propria influenza politica nella regione dei Balcani; ● l'Italia aspirava a completare la sua unificazione nazionale con l'acquisizione di Trento e Trieste ancora sul dominio austro-ungarico.
Inoltre bisogna dire che la causa più vera dello scoppio della guerra è anche che
nessuno tentò di fermarla. queste tensioni e rivalità già esistenti da tempo erano state Però accentuate anche dalle competizioni per la conquista di nuove colonie
soprattutto nel continente africano, questo determinò infatti una corsa agli armamenti
e la diffusione del nazionalismo nell'opinione pubblica e dei vari paesi.
Nazionalismo: dottrina politica che afferma la centralità e il primato della propria
Nazione sugli stessi individui che ne fanno parte e sulle altre nazioni; la politica deve
realizzare gli interessi della nazione con ogni mezzo Se necessario anche quella
guerra.
Quale fu l’episodio che scatenò la Prima Guerra Mondiale?
L’episodio scatenante della Prima Guerra Mondiale avvenne il 28 giugno 1914 quando a Sarajevo capitale della Bosnia un giovane studente nazionalista serbo
gavrilo Princip uccise a colpi di pistola l'erede al trono austro-ungarico l’arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia. l'Austria quindi accusò la Serbia di aver organizzato l'attentato e mandò al governo di quel paese un ultimatum nel quale veniva chiesto al governo serbo di proibire la propaganda anti Austriaca e di rimuovere i ministri e generali che erano contro Vienna.La Serbia si dimostrò quindi disponibile a esaudire una parte delle richieste ad eccezione però per quelle lesive (che potevano provare danni irreparabili) della propria sovranità interna. Il mancato rispetto dei termini dell'ultimatum offrì all'austria il pretesto per dichiarare guerra alla Serbia il 28 luglio 1914.
Ultimatum= condizioni poste da uno stato a un altro per evitare una sanzione ad
esempio economica o militare. Se queste condizioni però non vengono rispettate
entro la data stabilita scattano delle sanzioni che potrebbero riguardare anche un
conflitto.
Perché la Prima Guerra Mondiale fu una guerra totale e mondiale?
La Prima Guerra Mondiale fu una guerra totale perché coinvolse gli eserciti e i civili. Il coinvolgimento della popolazione fu ottenuto anche grazie alla propaganda. Fu un evento di intensità e proporzioni mai viste prima. Il conflitto fu una guerra mondiale perché oltre alle potenze europee furono coinvolte anche le colonie, sparse nei cinque continenti. Inoltre, le nazioni aderenti alla Triplice Intesa coinvolsero i loro possedimenti coloniali e forze extraeuropee, come Stati Uniti e Canada.
La Prima Guerra Mondiale fu combattuta in maniera diversa rispetto a tutte le guerre combattute fino a quel momento: spiega questa affermazione.
La Prima Guerra Mondiale fu inizialmente una tradizionale guerra di movimento, cioè basata su attacchi improvvisi e massicci tra due eserciti: successe così soprattutto fra Germania e Francia e sul fronte orientale. Poi divenne una guerra di posizione, nel senso che gli eserciti rimanevano a fronteggiarsi in trincee per lungo tempo senza muoversi, per poi lanciarsi in attacchi corpo a corpo. Questo tipo di combattimento causò la perdita di milioni di uomini e moltissimi furono i feriti e i mutilati.
Quale atteggiamento ebbe l’Italia all’inizio della guerra?
L’Italia non entrò in guerra durante il primo anno dei combattimenti e decise di continuare ad avere contatti diplomatici con la Gran Bretagna e di avvicinarsi agli Stati della Triplice Intesa. L’opinione pubblica era inizialmente contraria alla guerra, ma nel Paese si formarono due schieramenti opposti: da un lato i favorevoli al mantenimento della neutralità i neutralisti ovvero: cattolici, socialisti riformisti, Giolitti e i liberali, dall’altro lato chi sosteneva la partecipazione alla guerra a fianco dell’Intesa soprattutto per riconquistare i territori di Trieste e Trento ovvero gli interventisti: socialisti rivoluzionari, nazionalisti, Benito Mussolini.
diventarono zone di influenza francese o inglese. L’Italia ottenne il Trentino, l’Alto Adige, la Venezia Giulia, con Trieste e l’Istria.
Che cosa si intende per “vittoria mutilata”?
Con i trattati di pace, alla fine della Prima Guerra Mondiale l’Italia non ottenne tutti i territori che erano stati concordati con il Patto di Londra: Fiume e le coste della Dalmazia rimasero alla Jugoslavia. Per questo motivo i movimenti nazionalisti parlarono di “vittoria mutilata” e Gabriele d’Annunzio organizzò una spedizione per occupare Fiume. La contesa finì nel 1920 con il Trattato di Rapallo che stabilì l’indipendenza di Fiume e l’assegnazione all’Italia di Zara e di alcune isole della costa dalmata.
Quali sono le questioni più importanti rimaste aperte dopo i trattati di pace?
Alla fine della Prima Guerra Mondiale rimasero aperti problemi di tipo politico e di tipo economico. Dal punto di vista politico, molti Stati si dichiarano insoddisfatti dalle decisioni prese dalla Conferenza di Parigi e chiesero la revisione dei trattati: minoranze etniche si trovarono a vivere entro i confini di nuovi Stati. In Turchia c’era una situazione instabile e il sultanato (territorio del sovrano turco) venne abbattuto e fu creata la repubblica. Inoltre, l’autorità della Società delle Nazioni non fu pienamente riconosciuta. Dal punto di vista economico, le spese militari e le distruzioni avevano creato una profonda crisi, nei Paesi vinti ma anche nei Paesi che avevano perso. Il primo dopoguerra vide la decadenza economica dell’Europa, decadenza di cui si avvantaggiarono Stati Uniti e Giappone.
Perché gli stati uniti entrarono in guerra?
Le cause che introdussero il presidente americano a dichiarare guerra alla germania nell’aprile del 1917 furono alcune. Il motivo scatenante fu dovuto al fatto che la guerra sottomarina dei tedeschi attaccava e affondava le navi mercantili di tutti i paesi anche quelli non in guerra, quindi dato che furono affondate diverse navi mercantili americane, l’america si sentì presa in causa e quindi le dichiarò guerra.
Chi fu l’ispiratore dei princìpi guida per i trattati di pace dopo la Prima Guerra Mondiale e quali erano i punti più importanti?
L’ispiratore dei princìpi guida per i trattati di pace dopo la Prima Guerra Mondiale fu il presidente degli Stati Uniti Wilson, estensore di un documento noto come I quattordici punti. Tra le linee guida vi erano: la richiesta di un nuova sistemazione internazionale che garantisse l’equilibrio fra le potenze, la dignità dei popoli e il loro diritto all’indipendenza, oltre alla tutela della libertà di commercio e di scambio; la creazione di un’organizzazione di tutti gli Stati con l’obiettivo di salvaguardare la pace e risolvere tutte le controversie per via diplomatica. Questa seconda proposta portò alla costituzione della Società delle Nazioni (1919).
Battaglia di caporetto?
Siamo nel 1917 in piena prima guerra mondiale, l'esercito italiano è stanco e logorato dalla guerra di trincea, la Russia si sta ritirando, Austria e Germania
possono quindi concentrarsi sul fronte italiano, in particolare sulla zona di caporetto. Secondo il comando italiano anche i tedeschi sono stanchi e logori e nessuno crede che possano attaccare. Dal 1914 a capo delle truppe Italiane c’è il generale Luigi Cadorna, la sua dottrina militare è rigida e il suo rapporto con i collaboratori e soldati è molto distaccato. il 21 ottobre, l’artiglieria nemica inizia a sparare, il comando supremo, però continua a sottovalutare il nemico. L’attacco austro-tedesco inizia il 24 ottobre alle 2 del mattino. I tedeschi penetrano nelle linee italiane e il 25 ottobre sono a Caporetto. Cadorna ordina la ritirata la mattina del 27 ottobre con colpevole ritardo. Il giorno successivo è costretto ad annunciare la disfatta. Le conseguenze sono disastrose: 40.000 morti, quasi 300.000 prigionieri e l’intero Friuli viene occupato. Si tratta di una delle sconfitte più drammatiche mai subite dall’italia. Nella conferenza del 6 novembre a Rapallo, gli alleati chiedono di rimuovere Cadorna, che verrà sostituito da Armando Diaz. Il 12 novembre, l’esercito italiano riesce ad assentarsi sul Piave, date le notevoli perdite, il regno d'Italia dovrà convocare i ragazzi del 1899. Cadorna verrà interrogato sulle responsabilità della disfatta ma non ammetterà i propri errori.
Battaglia di Vittorio Veneto:
La battaglia di Vittorio Veneto fu combattuta fra il 24 ottobre e il 4 novembre 1918, fra l’esercito dell’Impero austro-ungarico e l’esercito Italiano. Terminò con la disfatta degli austro-ungarici e la resa incondizionata dell’Impero di fronte alle Potenze dell’Intesa. Di fatto sancì la vittoria dell’Italia nel primo conflitto mondiale.