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La linguistica come scienza che studia le lingue nel mondo, i loro aspetti sincronici e diacronici, e la comunicazione attraverso segni. Esplora la divisione in linguistica generale e storica, la natura di segni naturali e simbolici, e la biplanarità, arbitrarietà, doppia articolazione e trasponibilità del mezzo. Il testo conclude con le proprietà esclusive del segno linguistico.
Tipologia: Sintesi del corso
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INTRODUZIONE- set di slide 1 “La linguistica è il ramo delle scienze umane che studia la lingua. Lo studio della lingua si può dividere in due sottocampi principali : la linguistica generale , che si occupa di che cosa sono, come sono fatte e come funzionano le lingue, e la linguistica storica , che si occupa dell’evoluzione delle lingue nel tempo e dei rapporti fra le lingue e fra lingua e cultura […]. Oggetto della linguistica sono dunque le cosiddette lingue storico-naturali. […] Tutte le lingue storico- naturali sono espressione di quello che viene chiamato il linguaggio verbale umano ”. (Berruto Cerruti) La linguistica si occupa delle lingue nel mondo, nei loro aspetti sincronici (come si presentano le lingue in questo momento) e diacronici (come si sono evolute nel tempo). Ricerca la radice delle lingue, la loro origine, mettendole a paragone fra loro (dimensione comparativa). Studia le caratteristiche strutturali (es fonetica, …) Vuole fornire i mezzi per decodificare il significato, il messaggio, anche tramite il tono, l’espressione, il linguaggio del corpo e fattori culturali. Questi atteggiamenti possono essere: Connaturati: involontari, come quando si arrossisce Inculturati: dettati dalla cultura di appartenenza, come la distanza sociale opportuna da mantenere Le lingue storico naturali sono tutte le lingue parlate al mondo (non solo quelle scritte) → Naturali perché la scrittura è artificiale E il dialetto? Il dialetto è una variante di una lingua con differenze strutturali minime, in continuo cambiamento (perché sono solo in forma orale), relegate in un’area geografica ridotta. → non c’è differenza dal punto di vista linguistico e strutturale fra lingua e dialetto → lingua e dialetto si distinguono per fattori sociolinguistici e storico-culturali , è per motivazioni storiche, politiche ed economiche che quella parlata nel centro viene chiamata lingua e quella parlata nei paesini dialetto. A= francese B= italiano C= tedesco Ab, ba, bc, cb= lingue di frontiera A1, a2, b1, b2, c1, c2= dialetti Nel caso delle lingue di frontiera, per esempio ab, ha ereditato da A (francese) la struttura, ovvero la morfologia e lo scheletro grammaticale (es. la costruzione della frase) e da B (italiano) le parti più superficiali (es. lessico). Invece, A, A1 e A2 condividono la stessa struttura grammaticale, ma il lessico è sviluppato in modo differente. Mentre la comunicazione fra A e A1 e fra A e A2 è semplice, non si può dire lo stesso della comunicazione fra A1 e A2.
Cos’è la comunicazione? È una forma di interazione fra almeno due individui che può essere anche non verbale (es gestualità) La comunicazione (< lat. communicare - communis “mettere in comune”) è basata sul passaggio di informazioni, intenzionale o meno, da un emittente ad un ricevente Esistono tre categorie di comunicazione:
Gli ideofoni : Berruto: “sono espressioni imitative o interiezioni (zac, bum, …), ma non sono vere e proprie parole” sono simili a delle fotografie sonore → la teoria di Berruto è applicabile solamente alle lingue occidentali, infatti in Africa e nel Sud-Est Asiatico gli ideofoni vengono utilizzati come rafforzativi, quindi per rendere più intenso il significato espresso da un aggettivo o da un verbo qualificativo. L’ iconismo nella morfologia : secondo il “principio di iconismo” la lingua riproduce con i suoi mezzi propri la realtà. es. formazione del plurale con aggiunta di materiale fonico kind→ kinder o child→children ma non è così in italiano dove c’è la sostituzione di desinenza bambino→ bambini
Esistono invece dei segni che sono “globali”, ovvero vengono percepiti come un tutto simultaneamente (come, ad esempio, i cartelli stradali). La linearità implica anche la monodimensionalità del segno, ovvero il significante si sviluppa in un verso solo. es. Carlo chiama Maria ≠ Maria chiama Carlo
Dipendenze es. Il cane nero di Mauro Le incassature es. Luca, che è furbo, non si fa vedere La ricorsività→ conferisce complessità interna Il tipo di legame espresso tramite congiunzioni Discontinuità nella strutturazione del messaggio es. separazione del verbo separabile in neerlandese: due particelle unite dal punto di vista strutturale vengono divise.