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Principio di Legalità e Fonte del Diritto Penale, Dispense di Diritto Penale

I principi fondamentali della legge penale, in particolare il principio di legalità, che specifica che nessuna persona può essere punita per un fatto non espressamente previsto come reato dalla legge e che le pene non possono essere stabilite se non dalla legge. Viene inoltre esplorata la riserva di legge, la determinatezza e la tassatività della legge penale, e l'irretroattività. Il documento include anche una discussione sulla necessità di certezza e precisione nella formulazione e applicazione delle leggi penali.

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 25/03/2021

Studiomattoo
Studiomattoo 🇮🇹

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PRINCIPIO di LEGALITÀ
Art. 25 cost.
Art. 1 c.p. ‘’Nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla
legge, nè con pene che non siano da essa stabilite.’’
Art. 199 c.p.
In termini di:
1. DISCIPLINA delle FONTI
Le FONTI LEGITTIMATE alla PRODUZIONE del diritto penale.
2. ACCESSIBILITÀ e CONOSCIBILITÀ della norma da parte del cittadino
Funzionale agli scopi e alla natura del diritto penale e alla garanzia di libertà del cittadino.
Si specifica in sottoprincìpi:
Riserva di legge in materia penale
Determinatezza e tassatività della legge penale
Irretroattività della legge penale
RISERVA di LEGGE
Si estrinseca in:
1. Monopolio della produzione normativa penale dell’organo legislativo cioè per
l’individuazione delle fattispecie criminose. Per la garanzia da possibili abusi del potere
punitivo viene concentrata la fonte di produzione penale nelle mani dell’organo con più
legittimazione democratica.
2. Possibilità di assoggettare ad un triplice controllo il potere normativo penale che può
essere esercitato solo nei confronti degli atti normativi.
Ha natura ASSOLUTA
completa esclusione del contributo diverso da quello della legge e atti aventi forza di legge
nella costituzione della norma, nella sua parte percettiva e nella sua parte sanzionatoria.
Parte minoritaria della dottrina ne ha dichiarato la natura relativa.
La maggior parte degli autori insieme alla Corte Cost. Si è impegnata per la ricerca dei limiti dell’ assoluto.
La tipologia delle fonti primarie autorizzate a produrre diritto penale:
Legge ordinaria
Costituzione
Leggi costituzionali
Atti emanati da organi diversi dal potere
legislativo ma aventi forza di legge:
Con esclusione di:
Legge regionale
Ordinanze di necessità
Consuetudine
Fonti comunitarie
Portata dell’ambito della riserva
Riserva di codice
PRINCIPIO di DETERMINATEZZA e TASSATIVITÀ
Si estrinseca nel divieto di punire un fatto che, al momento della sua commissione, non è espressamente
previsto dalla legge come reato e di applicare pene che non siano dalla legge espressamente stabilite.
Ratio di
GARANZIA
DECRETO LEGGE DECRETO LEGISLATIVO
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PRINCIPIO di LEGALITÀ Art. 25 cost. Art. 1 c.p. ‘’ Nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge, nè con pene che non siano da essa stabilite.’’ Art. 199 c.p. In termini di:

  1. DISCIPLINA delle FONTI Le FONTI LEGITTIMATE alla PRODUZIONE del diritto penale.
  2. ACCESSIBILITÀ e CONOSCIBILITÀ della norma da parte del cittadino Funzionale agli scopi e alla natura del diritto penale e alla garanzia di libertà del cittadino. Si specifica in sottoprincìpi:  Riserva di legge in materia penale  Determinatezza e tassatività della legge penale  Irretroattività della legge penale RISERVA di LEGGE Si estrinseca in:
  3. Monopolio della produzione normativa penale dell’organo legislativo cioè per l’individuazione delle fattispecie criminose. Per la garanzia da possibili abusi del potere punitivo viene concentrata la fonte di produzione penale nelle mani dell’organo con più legittimazione democratica.
  4. Possibilità di assoggettare ad un triplice controllo il potere normativo penale che può essere esercitato solo nei confronti degli atti normativi. Ha natura ASSOLUTA completa esclusione del contributo diverso da quello della legge e atti aventi forza di legge nella costituzione della norma, nella sua parte percettiva e nella sua parte sanzionatoria. Parte minoritaria della dottrina ne ha dichiarato la natura relativa. La maggior parte degli autori insieme alla Corte Cost. Si è impegnata per la ricerca dei limiti dell’ assoluto. La tipologia delle fonti primarie autorizzate a produrre diritto penale:  Legge ordinaria  Costituzione  Leggi costituzionali  Atti emanati da organi diversi dal potere legislativo ma aventi forza di legge: Con esclusione di:  Legge regionale  Ordinanze di necessità  Consuetudine  Fonti comunitarie Portata dell’ambito della riserva Riserva di codice PRINCIPIO di DETERMINATEZZA e TASSATIVITÀ Si estrinseca nel divieto di punire un fatto che, al momento della sua commissione, non è espressamente previsto dalla legge come reato e di applicare pene che non siano dalla legge espressamente stabilite. Ratio di GARANZIA DECRETO LEGGE DECRETO LEGISLATIVO

Requisito di formulazione della norma Circa il moneto interpretativo Deriva da un esigenza di precisione e certezza nella formulazione e applicazione delle norme comportando il privilegiare le fonti formali di produzione del diritto, contribuendo a realizzare il primato della legge, riduce lo spazio di manovra del potere giudiziario. Duplice contenuto Formulazione chiara e precisa della norma Riduzione delle incertezze applicative ‘irrigidendo’ l’attività ermeneutica del giudice Limitando il ricorso all’analogia. Fondamenti:

  1. Esigenza di CERTEZZA del DIRITTO Da cui deriva la necessità di una formulazione determinata della norma e la sua applicazione univoca e rigorosa.  Si rivela anche un valore strumentale alla CONOSCIBILITÀ della norma al suo destinatario consentendo di prevedere le conseguenze penali del loro comportamento.  Condizione necessaria affinché le norme possano dispiegare la loro funzione percettiva ed orientativa del comportamento sociale.
  2. Considerata un strumento per assicurare l’EGUAGLIANZA di TRATTAMENTO La chiarezza della norma fa si che il procedimento logico-interpretativo per la sua applicazione al caso concreto sia univoco e rigoroso
  3. Da considerarsi in chiave di GARANZIA contro le potenziali esorbitanze del potere statale Intesa come esigenza DELIMITATIVA dei poteri del giudice nel suo compito di individuare la ‘regola’ per il caso concreto. Opera nei confronti di: LEGISLATORE GIUDICE
  4. Ratio di CERTEZZA Per evitare che conseguenze così rilevanti per tali interessi siano condizionate dall’incertezza presente nel procedimento analogico derivante dai 2 momenti valutativi.
  5. Ratio di GARANZIA La concentrazione del potere normativo nelle mani del legislatore porta ad escludere che il giudice possa spingersi in operazioni altamente valutative di tali interessi.
  6. Per limitare l’estensione senza controllo dell’area penalmente rilevante Il problema della portata L’analogia in BONA PARTEM Per IRRIGIDIRE l’attività ERMENEUTICA riducendo le incertezze applicative. Ne deriva il fondamentale DIVIETO di ANALOGIA Imponendogli l’obbligo di formulazione determinata della legge penale. Non deve configurare le fattispecie criminose con clausole che rinviino a casi analoghi o simili a quelli espressamente previsti. Divieto di analogia anticipata Richiedendo una formulazione chiara e precisa della norma. Ha ragione di esistere solo in un sistema in cui le norme sono formulate in modo rigoroso e tassativo con la precisa individuazione dei casi.