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Cloud Computing: Definizione, Modelli di Servizio e Vantaggi, Appunti di Informatica

Una panoramica completa del cloud computing, definendolo come un modello di erogazione di servizi informatici tramite internet. Esplora i tre modelli principali di servizio cloud: iaas, paas e saas, fornendo esempi pratici di ciascuno. Inoltre, analizza i vantaggi del cloud computing, come l'abbattimento dei costi fissi, l'elasticità e la scalabilità, e le figure professionali coinvolte nel processo di erogazione dei servizi.

Tipologia: Appunti

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claudio41189
claudio41189 🇮🇹

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CLOUD COMPUTING
Il Nist, National Institute of Standard and Technology, nella sua Special Publication 800-145 ha
definito il cloud computing:
“un modello per abilitare, tramite la rete, l’accesso diffuso, agevole e a richiesta, ad un insieme
condiviso e configurabile di risorse di elaborazione (ad esempio reti, server, memoria, applicazioni
e servizi) che possono essere acquisite e rilasciate rapidamente e con minimo sforzo di gestione o
di interazione con il fornitore di servizi”.
Il cloud computing nasce da una vecchia idea: il computing come una utility (servizio pubblico)
come l’energia elettrica o il gas. I fornitori di servizi sul cloud hanno la possibilità di realizzare data
center molto grandi, sfruttando delle significative economie di scale e vendere queste risorse con
un modello di pagamento a consumo.
È un modello di erogazione di servizi informatici in cui le risorse (come server, storage, database,
software, rete) sono fornite via internet anziché installate e gestite localmente. Invece di
possedere e gestire l'infrastruttura IT internamente, le aziende possono accedere a queste risorse
"on-demand" da un fornitore di servizi cloud, pagando solo per le risorse che effettivamente
utilizzano.
È un ambiente di esecuzione che consente l’accesso via rete (tramite protocolli standard) e su
richiesta ad un insieme condiviso di risorse preesistenti, configurabili e disponibili in remoto sotto
forma di architettura distribuita (es. server, storage, applicazioni) che offre servizi a vari livelli. Tali
servizi possono essere richiesti, forniti e rilasciati all’utente in modo efficace ed efficiente da parte
del fornitore (service provider).
Il cloud svolge servizi diversi, senza che l’utente debba comprare o installare software o hardware
specifici. Si paga l’uso dei servizi, ma non l’acquisto HW e SW degli stessi. La spesa IT, insomma,
diventa soltanto una spesa operativa.
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CLOUD COMPUTING

Il Nist, National Institute of Standard and Technology , nella sua Special Publication 800-145 ha definito il cloud computing: “un modello per abilitare, tramite la rete, l’accesso diffuso, agevole e a richiesta, ad un insieme condiviso e configurabile di risorse di elaborazione (ad esempio reti, server, memoria, applicazioni e servizi) che possono essere acquisite e rilasciate rapidamente e con minimo sforzo di gestione o di interazione con il fornitore di servizi”. Il cloud computing nasce da una vecchia idea: il computing come una utility (servizio pubblico) – come l’energia elettrica o il gas. I fornitori di servizi sul cloud hanno la possibilità di realizzare data center molto grandi, sfruttando delle significative economie di scale e vendere queste risorse con un modello di pagamento a consumo. È un modello di erogazione di servizi informatici in cui le risorse (come server, storage, database, software, rete) sono fornite via internet anziché installate e gestite localmente. Invece di possedere e gestire l'infrastruttura IT internamente, le aziende possono accedere a queste risorse "on-demand" da un fornitore di servizi cloud, pagando solo per le risorse che effettivamente utilizzano. È un ambiente di esecuzione che consente l’accesso via rete (tramite protocolli standard) e su richiesta ad un insieme condiviso di risorse preesistenti, configurabili e disponibili in remoto sotto forma di architettura distribuita (es. server, storage, applicazioni) che offre servizi a vari livelli. Tali servizi possono essere richiesti, forniti e rilasciati all’utente in modo efficace ed efficiente da parte del fornitore (service provider). Il cloud svolge servizi diversi, senza che l’utente debba comprare o installare software o hardware specifici. Si paga l’uso dei servizi, ma non l’acquisto HW e SW degli stessi. La spesa IT, insomma, diventa soltanto una spesa operativa.

MODELLI DI SERVIZIO

Esistono tre modelli principali di servizio cloud:

  • Infrastructure as a Service ( IaaS ): fornisce risorse informatiche di base come server, storage e rete.
  • Platform as a Service ( PaaS ): fornisce una piattaforma completa per lo sviluppo e l'esecuzione di applicazioni.
  • Software as a Service ( SaaS ): fornisce applicazioni software accessibili via internet, senza necessità di installazione. Il modello IaaS, infrastruttura come servizio, offre risorse virtualizzate di memoria ed elaborazione: macchine virtuali, server, firewall, reti locali ed eventualmente reti private dedicate o Internet per le reti geografiche. Dunque, informazione e dati depositati presso il fornitore in grandi data centre ai quali accedono i clienti. Applicazioni e servizi sono svolti dai clienti che pagano solo l'infrastruttura. L’utente è un amministratore di sistema. Es. Google Drive Il modello PaaS, piattaforma come servizio, offre strumenti per sviluppare applicazioni sulla piattaforma elaborativa: servizi di accesso ai dati, servizi di basi di dati, servizi di fatturazione. Anche in questo caso, le applicazioni non potrebbero evitare l’esternalità dei dati che vengono elaborati sulla piattaforma. L’utente è uno sviluppatore di applicazioni Es XAMPP. Il modello SaaS, software come servizio, il software si appoggia su una piattaforma. Il programma può essere usato tramite il browser; livello di astrazione più alto; l’uso del software può richiedere un pagamento, solitamente in abbonamento mensile. L’utente è il comune utilizzatore di servizi web, non deve gestire l’infrastruttura per la sua esecuzione.Es. Google Gmail, Docs.
  • Infrastructure as a Service (IaaS) In questo caso l’azienda noleggia direttamente l’hardware (come, ad esempio, dei server sui quali creare uno spazio di cloud storage accessibile esclusivamente ai suoi dipendenti) da un fornitore terzo, che si occuperà del loro funzionamento e della loro manutenzione; in pratica Il gestore del cloud ospita su ambienti dedicati ( data centre ) i dati del cliente e ne consente l’archiviazione. Quasi sempre in questi casi si paga un abbonamento in base al consumo.
  • Platform as a Service (PaaS) L’azienda “affitta” un sistema operativo o un ambiente di sviluppo che consente di creare delle applicazioni web o per dispositivi mobili. Piattaforme runtime che supportano l’esecuzione di programmi. Ad esempio una piattaforma per lo sviluppo di un sito web. Microsoft Azure, molto probabilmente, ne è l’esempio più conosciuto e adottato.
  • Software as a Service (SaaS) L’azienda consente di noleggiare non solo le piattaforme operative, ma anche software e applicativi di varia natura. In questo modo si risparmia sull’acquisto delle licenze di utilizzo e, grazie alla modularità delle piattaforme SaaS si riuscirà a “costruire” il pacchetto più adatto alle esigenze dei propri dipendenti. Ciò permette di risparmiare anche sui costi di aggiornamento, di manutenzione e sull’acquisto di hardware.

disposizione di qualsiasi utente.

  • Microsoft Office Live (Outlook, Office 360)
  • Salesforce.com (es., CRM) – applicazioni personalizzabili per la vendita e assistenza clienti. Il cloud storage è probabilmente la forma di cloud più nota al pubblico. E’ una tipologia di servizio IaaS. Offre la possibilità di accedere da diversi dispositivi. Spesso offrono anche meccanismi di backup e di versionamento (recuperare versioni precedenti o file cancellati). Ad es. dropbox, google drive, microsoft one drive, icloud. CARATTERISTICHE COMUNI del Cloud Computing:
  • dati e servizi sono su un’infrastruttura remota (remotely hosted);
  • dati e servizi disponibili ovunque (ubiquitos);
  • modello di fornitura simile a quello delle utility (commodified);
  • bassi costi di mantenimento (ownership) Le infrastrutture di cloud computing sono grandi data center che consentono all'utilizzatore di poter disporre delle risorse (storage, applicativi, programmi, servizi) di cui necessita, con la formula del pagamento a consumo; si dà vita così ad un nuovo modello aziendale che permette alle aziende di ridurre considerevolmente il proprio potere informatico interno per acquisirlo, esternamente, in base alle esigenze del momento. Lo sviluppo del cloud è dovuto essenzialmente allo sviluppo della virtualizzazione hardware. Se la necessità è quella di avere diverse applicazioni distribuite su server multipli e distribuite in diversi data center la parola “chiave” è Cloud. Il CLOUD COMPUTING è adatto a una varietà di aziende e organizzazioni, dalle grandi imprese alle piccole e medie imprese. Il cloud computing ha iniziato a svilupparsi una decina di anni fa e sta rivoluzionando molti comportamenti delle aziende, sia delle più grandi che delle PMI e del singolo Cittadino/professionista. Amazon è stata la prima azienda a offrire un insieme ricco di servizi su cloud. Necessità di gestire un data center molto grande – configurato per sostenere il carico di picco del periodo natalizio. Questa “necessità” venne convertita in un’opportunità – lanciando AWS, nel 2002 – poi il servizio decollerà nel 2007. Questi anni hanno portato alla maturazione delle tecnologie di virtualizzazione – e alla loro Evoluzione come supporto infrastrutturale al cloud computing. Il cloud computing può essere preferibile quando la richiesta di risorse (per l’applicazione da erogare) varia nel tempo o non è nota in anticipo; l’alternativa sarebbe fare “provisioning” per il picco del carico.

Il cloud computing può inoltre suddividersi in base alla modalità di distribuzione in: MODELLI DI DEPLOYMENT :

- Private Cloud Cloud infrastructure fornita per uso esclusivo di una singola organizzazione che comprende utenti multipli (ad esempio filiali di un’azienda). Gestita e operata da una singola organizzazione; risorse non condivise; la rete resta privata e protetta; a livello di sicurezza è la soluzione ottimale, ma è molto più costosa. Secondo alcune definizione non è una forma di cloud computing.

  • Community Cloud Cloud infrastructure fornita per uso esclusivo da parte di specifiche comunità di utenti; gestita da una o più organizzazioni nella comunità e sostiene gli interessi queste comunità. - Public Cloud Cloud infrastructure fornita per uso comune e al pubblico; di proprietà e gestita da una azienda (provider) che offre i servizi; ogni risorsa utilizzata è di proprietà dell’azienda. - Ibrido Cloud Cloud infrastructure è una combinazione di due o più cloud infrastructure distinte (private, community o public) mediante una tecnologia che consente la condivisione di dati e applicazioni tra due tipi di cloud; sistema molto flessibile. FORNITORI DI SERVIZI Tra i principali protagonisti nella diffusione del concetto di cloud, Amazon Web Services , resta un attore importante in quest’ambito fornendo servizi di elaborazione, storage di database, distribuzione di contenuti e molto altro. Ibm Cloud racchiude oltre 100 servizi di Ibm e di terze parti che consentono di potenziare infrastrutture e applicazioni. Anche Microsoft Azure lancia sul mercato tantissimi servizi cloud che garantiscono strumenti end- to-end in ambienti cloud ibridi. Negli anni, Google, con la sua Google Cloud Platform ha realizzato una piattaforma per gestire intensi carichi di lavoro, utilizzando tecnologie di gestione avanzata dei dati. Oracle , fornitore di soluzioni software e servizi, ha rinnovato completamente la propria offerta in ottica cloud. Sul fronte nazionale, si distingue l’offerta di TIM , che può basarsi su rete proprietaria, che è particolarmente orientata alle esigenze delle Pmi. TIM ha reso disponibile il servizio “Nuvola IT”, essa consente all’impresa di fare uso della tecnologia VDI senza possedere Server propri ma utilizzando quelli situati presso i Data Center di

qualsiasi dispositivo fisso o mobile capace di collegamento internet attraverso un browser qualsiasi. VALUTAZIONE RISCHI In ambito europeo l’ENISA, Agenzia dell’Unione Europea per la rete e la sicurezza dell’informazione, opera per gli stati membri e le istituzioni offrendo consulenza, buone pratiche e raccomandazioni. In particolare ENISA si sta occupando del programma di rischio emergente e futuro. Nell’ambito del cloud computing, ENISA sostiene essere considerato strategico da molti governi europei. Considerando la tendenza ad aumentare il numero di data centre globalmente distribuiti si sottolinea che il fallimento di un singolo fornitore potrebbe compromettere un’intera economia nazionale, ciò in connessione con l’Agenda europea che propone una strategia di cloud computing relativo al government e alla scienza. Nella valutazione dei rischi si colloca, primo fra tutti, la sicurezza. Da un lato si afferma che la sicurezza può addirittura aumentare dal punto di vista della centralizzazione dei dati ma può altresì comportare la perdita di controllo di dati sensibili e la mancanza di sicurezza di nuclei di dati. Partendo dall’assunto che il cloud computing è una tecnologia basata sulla condivisione di informazioni, dove differenti organizzazioni sono responsabili dell’implementazione e gestione delle varie parti, è chiaro come ciò implichi una distribuzione delle responsabilità di sicurezza tra le varie organizzazioni coinvolte. Si parla in questo caso, difatti, di modello a responsabilità condivisa. I sistemi di cloud computing vengono criticati principalmente per l'esposizione degli utenti ai seguenti rischi.

  1. Sicurezza informatica e privacy degli utenti:i dati personali vengono memorizzati nelle Server Farms di aziende che spesso risiedono in uno Stato diverso da quello dell'utente. Il cloud provider, in caso di comportamento scorretto o malevolo, potrebbe accedere ai dati personali per eseguire ricerche di mercato e profilazione degli utenti; con i collegamenti wireless, il rischio sicurezza aumenta e si è maggiormente esposti ai casi di pirateria informatica. Nel caso di industrie o aziende, tutti i dati memorizzati nelle memorie esterne sono seriamente esposti a eventuali casi di spionaggio industriale.
  2. Problemi internazionali di tipo economico e politico : possono verificarsi quando dati pubblici sono raccolti e conservati in archivi privati, situati in un paese diverso da quelli degli utenti della "nuvola", con legislazioni diverse e con il rischio di favorire grandi corporation che operano nel campo della conoscenza; occorrono regolamentazioni internazionali che garantiscano l’accesso ad internet e una libera concorrenza.
  3. Continuità del servizio offerto : delegando a un servizio esterno la gestione dei dati e la loro elaborazione l'utente si trova fortemente limitato nel caso in cui i suddetti servizi non siano operativi (out of service). Un eventuale malfunzionamento inoltre colpirebbe un numero molto elevato di persone contemporaneamente dato che questi sono servizi condivisi. Anche se i migliori servizi di cloud computing utilizzano architetture ridondate e personale qualificato al fine di

evitare malfunzionamenti dei sistemi e ridurre la probabilità di guasti visibili dall'utente finale, non eliminano del tutto il problema.

  1. Difficoltà di migrazione dei dati nel caso di un eventuale cambio del gestore dei servizi cloud: non esistendo uno standard definito tra i gestori dei servizi, un eventuale cambio di operatore può risultare complesso, soprattutto in caso di fallimento, rimodulazioni tariffarie o contenzioso col gestore dei servizi cui ci si è affidati. FIGURE PROFESSIONALI coinvolte In tutto il processo di erogazione di servizi di cloud risaltano tre figure distinte, ciascuna con compiti diversi:
  • Cloud Provider : è il fornitore dei servizi di cloud computing come server virtuali, spazio di archivizazione, applicativi gestionali, secondo un modello già discusso di pay-per-use.
  • Cloud Consumer: (utente finale) : è l'utilizzatore (persona e/o organizzazione) di un servizio fornito da un cloud provider.
  • Cloud Auditor : valuta i servizi offerti da un cloud provider in termini di controllo della sicurezza, impatto sulla privacy, prestazioni e conformità dei parametri del contratto di servizio.
  • Cloud Broker: (cliente amministratore): è l'amministratore dei servizi cloud, sotto l'aspetto dell'utilizzo, della configurazione e della fornitura; inoltre ha il compito di negoziare e di fare da intermediario nelle relazioni tra il cloud provider ed il cloud consumer.
  • Cloud Carrier : fornisce la connettività e trasporto ai servizi cloud tra cloud consumer e cloud provider.