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Una panoramica dettagliata delle tecniche di sicurezza nei sistemi informatici, incluse le password, i backup, la protezione dei dati personali e la privacy online. Vengono anche esaminate le norme legali che regolano l'uso dei dati personali e la protezione dei software. Stato scritto per il corso di tecnologie informatiche dell'istituto di istruzione superiore g. Marconi.
Tipologia: Slide
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Corso di Tecnologie Informatiche Classi: 1A, 1I, 1L
Prima di tutto affermiamo che il software è quella cosa che permette all’hardware di funzionare : senza software, l’hardware è assolutamente inutile. Il software rappresenta l’insieme di tutti i dati memorizzati nel computer, siano essi dati semplici oppure istruzioni da far eseguire alla CPU: parleremo in questo caso di programmi. Recentemente si tende tuttavia ad associare al software i programmi e non i dati semplici. Il software può essere classificato in tre tipi diversi :
Il software di sistema è il software progettato per fornire funzionalità operative di base all’hardware del computer e fornire una sorta di “piattaforma” per poter utilizzare i programmi del software applicativo. Il software di sistema è rappresentato principalmente dal sistema operativo , ma anche dall’insieme dei programmi necessari all’uso dell’hardware; tra questi ricordiamo i driver dei dispositivi e le utility di gestione.
I software applicativi rappresentano l’insieme dei programmi che consentono all’utente di gestire dati, elementi grafici e multimediali. Possono essere suddivisi in cinque categorie principali:
1. office productivity : software per l’automazione d’ufficio, elaborazione di testi (word processor), gestione di basi di dati (database), fogli di calcolo, presentazioni multimediali, prospetti personalizzati, posta elettronica ecc.;
2. strumenti di sviluppo : software per lo sviluppo di altri programmi (authoring tools), per la creazione di pagine Web, per l’elaborazione di audio e video, per l’elaborazione grafica di immagini, sistemi CAD/CAM (Computer Aided Design e Computer Aided Manifacturing) per la progettazione e produzione assistita da computer; 3. utilities : software per la pulizia dell’hard disk, per la masterizzazione, antivirus, firewall, controllo dello stato del sistema ecc.;
Il software applicativo viene anche definito con dei sinonimi, tra questi ricordiamo package e app. Il termine package (in inglese “pacchetto”) deriva dal fatto che in passato i primi software applicativi venivano venduti in confezioni contenenti manuali e CD di installazione. App è invece un’espressione più recente. Un’app rappresenta un programma per dispositivi mobili, il suo nome deriva dall’abbreviazione di “applications”.
Un software applicativo deve essere in genere installato (setup) nel proprio sistema. Questa operazione avviene in genere attraverso un programma di installazione apposito chiamato setup.exe. Le applicazioni che non interessano più devono essere disinstallate attraverso una procedura apposita. L’operazione di disinstallazione è più complessa di quella dell’installazione, infatti la sola cancellazione dei file e delle cartelle associate al programma applicativo non è sufficiente. La disinstallazione deve quindi procedere effettuando, in ordine inverso e con operazioni opposte, tutti i passi svolti durante l’installazione. Le operazioni di installazione e disinstallazione avvengono in genere attraverso appositi programmi chiamati wizard.
Lo studio degli algoritmi ha come obiettivo la ricerca del metodo migliore e più veloce per risolvere un problema. Ad esempio i navigatori GPS sono in grado di calcolare il percorso migliore per raggiungere una certa destinazione, applicando un algoritmo ideato da Edsger Dijkstra, uno dei padri dell’informatica moderna.
Un esempio di algoritmo può essere anche rappresentato dai passi che dobbiamo impartire a un esecutore per farlo uscire da un labirinto , dirigendolo in modo da evitare muri o fossati, nel minor numero di mosse possibili.
Il free software è un software che fornisce a chiunque il permesso di utilizzarlo, copiarlo e distribuirlo, in forma originale o dopo averlo modificato. Tuttavia anche questo tipo di software è soggetto a una licenza d’uso che permette di eseguire il programma per qualsiasi scopo, di accedere al codice sorgente, di studiarlo ed eventualmente modificarlo e infine di ridistribuirlo in un numero di copie illimitato. Questi vincoli vengono anche chiamati copyleft e hanno lo scopo di divulgare e condividere il sapere. I vincoli a cui è invece soggetto un software proprietario prendono il nome di copyright. Tale software non può quindi essere diffuso.
Recentemente è diventato molto diffuso il fenomeno della pirateria digitale. Esso è un fenomeno che non viene perseguito nello stesso modo in tutti i Paesi del mondo. Si tratta di una pratica illecita che, utilizzando strumenti informatici, copia e redistribuisce illegalmente software o altro materiale digitale senza rispettare il diritto d’autore. I responsabili che si occupano di superare o rimuovere le protezioni dei sistemi informatici, chiamati cracker , diffondono il materiale ottenuto illegalmente ad altri pirati passivi che lo accettano.
Esistono però anche altre forme di licenza. Vediamone alcune: ❖ shareware : software gratuitamente utilizzabile solo per un breve periodo di tempo. Viene anche chiamato software di valutazione, in quanto per poter essere usato, al termine del periodo di valutazione (normalmente 30 o 60 giorni), è necessario acquistarlo; ❖ demo : software promozionale in versione ridotta e completamente gratuito. Nei videogiochi, ad esempio, è consuetudine rilasciare la versione demo alcuni mesi prima dell’uscita sul mercato del programma completo.
❖ adware : software distribuito come freeware. Richiede tuttavia all’utente la visione di messaggi pubblicitari per il suo utilizzo. ❖ donationware : software distribuito gratuitamente come freeware. L’autore, tuttavia chiede agli utenti del proprio software di fare una donazione facoltativa.