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Esercizi Risolti di Macroeconomia: Modello IS-LM e Politiche Economiche, Esercizi di Macroeconomia

Una serie di esercizi di macroeconomia, focalizzandosi sul modello is-lm in economia chiusa e aperta. Gli esercizi coprono argomenti come l'effetto delle variazioni della spesa pubblica, della tassazione e dell'offerta di moneta sull'output e sul tasso di interesse. Vengono analizzate le politiche fiscali e monetarie, l'influenza del tasso di cambio e le aspettative degli investitori. Soluzioni dettagliate e spiegazioni approfondite, utili per la comprensione dei concetti chiave e per la preparazione a prove d'esame. Gli esercizi sono strutturati per stimolare la riflessione e l'applicazione pratica dei modelli economici, rendendo il materiale particolarmente adatto per studenti universitari di economia.

Tipologia: Esercizi

2020/2021

Caricato il 23/08/2025

Giuliamma23
Giuliamma23 🇮🇹

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PS1
Esercizio 4:
Sulla base del modello presentato nel capitolo 3, un aumento in c1 (dove C = c0
+ c1YD) causerà:
1. una maggiore inclinazione della retta Z e una variazione del consumo
autonomo (c0) avrà
un effetto piccolo sull’output
2. una maggiore inclinazione della retta Z e una variazione del consumo
autonomo (c0) avrà
un effetto grande sull’output
3. una minore inclinazione della retta Z e una variazione del consumo autonomo
(c0) avrà
un effetto piccolo sull’output
4. una minore inclinazione della retta Z e una variazione del consumo autonomo
(c0) avrà
un effetto grande sull’output
Soluzione
La risposta giusta è la numero 2, perché un aumento di c1 rende l’inclinazione
della retta
Z più elevata. Dunque il valore del moltiplicatore aumenta e qualsiasi variazione
della
spesa autonoma (tra cui una variazione di c0) avrà un effetto maggiore sulla
produzione
di equilibrio.
Esercizio 3
Si suggerisca una misura di policy o un mix di misure di policy per raggiungere i
seguenti obiettivi:
1. un aumento di i che tenga costante Y . Come si modificano le componenti
della spesa aggregata (C, I e G)?;
2. una riduzione della tassazione che tenga costante Y (e quindi non provochi
spinte inflazionistiche). Come si modificano le componenti della spesa aggregata
(C, I e G)?
Soluzione
1. Al fine di ottenere un aumento di i, si dovrebbe ridurre l’offerta reale di
moneta. La curva LM si sposta in alto e il tasso di interesse aumenta. Questa
aumento del tasso di interesse provoca una riduzione degli investimenti e
dunque del reddito che si contrae al livello Y2. Per riportare il reddito al livello
iniziale occorre una politica fiscale espansiva cosicché la curva IS possa spostarsi
verso l’alto fino a che il reddito di equilibrio torni al livello Y1. Nel caso di una
politica fiscale espansiva attuata attraverso un aumento di spesa pubblica, i
consumi resterebbero invariati rispetto alla situazione iniziale (posto che il
consumo è indipendente dal tasso di interesse come nei modelli più usuali); la
spesa pubblica sarebbe ovviamente più elevata rispetto alla situazione iniziale.
Nel caso di una politica fiscale espansiva attuata attraverso una riduzione della
tassazione, i consumi aumenterebbero rispetto alla situazione iniziale perché il
reddito disponibile è più alto (posto che il consumo è indipendente dal tasso di
interesse come nei modelli più usuali); la spesa pubblica rimarrebbe invariata
rispetto alla situazione iniziale. Gli investimenti invece potrebbero essere più
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PS

Esercizio 4: Sulla base del modello presentato nel capitolo 3, un aumento in c1 (dove C = c

  • c1YD) causerà:
  1. una maggiore inclinazione della retta Z e una variazione del consumo autonomo (c0) avrà un effetto piccolo sull’output
  2. una maggiore inclinazione della retta Z e una variazione del consumo autonomo (c0) avrà un effetto grande sull’output
  3. una minore inclinazione della retta Z e una variazione del consumo autonomo (c0) avrà un effetto piccolo sull’output
  4. una minore inclinazione della retta Z e una variazione del consumo autonomo (c0) avrà un effetto grande sull’output Soluzione La risposta giusta è la numero 2, perché un aumento di c1 rende l’inclinazione della retta Z più elevata. Dunque il valore del moltiplicatore aumenta e qualsiasi variazione della spesa autonoma (tra cui una variazione di c0) avrà un effetto maggiore sulla produzione di equilibrio. Esercizio 3 Si suggerisca una misura di policy o un mix di misure di policy per raggiungere i seguenti obiettivi:
  5. un aumento di i che tenga costante Y. Come si modificano le componenti della spesa aggregata (C, I e G)?;
  6. una riduzione della tassazione che tenga costante Y (e quindi non provochi spinte inflazionistiche). Come si modificano le componenti della spesa aggregata (C, I e G)? Soluzione
  7. Al fine di ottenere un aumento di i, si dovrebbe ridurre l’offerta reale di moneta. La curva LM si sposta in alto e il tasso di interesse aumenta. Questa aumento del tasso di interesse provoca una riduzione degli investimenti e dunque del reddito che si contrae al livello Y2. Per riportare il reddito al livello iniziale occorre una politica fiscale espansiva cosicché la curva IS possa spostarsi verso l’alto fino a che il reddito di equilibrio torni al livello Y1. Nel caso di una politica fiscale espansiva attuata attraverso un aumento di spesa pubblica, i consumi resterebbero invariati rispetto alla situazione iniziale (posto che il consumo è indipendente dal tasso di interesse come nei modelli più usuali); la spesa pubblica sarebbe ovviamente più elevata rispetto alla situazione iniziale. Nel caso di una politica fiscale espansiva attuata attraverso una riduzione della tassazione, i consumi aumenterebbero rispetto alla situazione iniziale perché il reddito disponibile è più alto (posto che il consumo è indipendente dal tasso di interesse come nei modelli più usuali); la spesa pubblica rimarrebbe invariata rispetto alla situazione iniziale. Gli investimenti invece potrebbero essere più

bassi rispetto alla situazione inziale a causa dell’aumento del tasso di interesse (la variazione effettiva dipenderà dalla sensitività degli investimenti al reddito e al tasso di interesse). Nel caso i consumi dipendessero dal tasso di interesse e/o nel caso di maggiore sensitività degli investimenti al tasso di interesse piuttosto che al reddito, allora l’aumento di spesa pubblica (o riduzione della tassazione) necessaria a riportare il reddito al livello iniziale Y1 sarebbe più alta (Fig. 1).

  1. Se la tassazione si riduce, allora la IS si sposta a destra e Y di equilibrio aumenta. Affinché Y di equilibrio rimanga costante ci sono due possibilità: 1) poltica fiscale restrittiva (↓ G) 1 cosicché la IS trasla di nuovo verso sinistra posizionandosi al punto di partenza; 2) politica monetaria restrittiva (↓ Ms P ) che provochi un aumento del tasso di interesse e faccia traslare la LM in alto. Nel caso 1), il consumo sarebbe più elevato rispetto alla condizione iniziale perché il reddito disponibile è più alto; la spesa pubblica sarebbe più bassa rispetto alla situazione iniziale; gli investimenti rimarrebbero invariati rispetto alla situazione iniziale. Nel caso 2), il consumo sarebbe più elevato rispetto alla condizione iniziale perché il reddito disponibile è più alto; la spesa pubblica rimarrebbe invariata rispetto alla situazione iniziale; gli investimenti invece potrebbero essere più bassi rispetto alla situazione inziale a causa dell’aumento del tasso di interesse (la variazione effettiva dipenderà dalla sensitività degli investimenti al reddito e al tasso di interesse). Nel caso i consumi dipendessero dal tasso di interesse e/o nel caso di maggiore sensitività degli investimenti al tasso di interesse piuttosto che al reddito, allora la contrazione dell’offerta reale di moneta necessaria a riportare il reddito al livello iniziale Y1 sarebbe più bassa (per via del ruolo negativo del tasso di interesse su consumi e investimenti) (Fig. 2). Esercizio 5
  2. Finché l’inflazione rimane più o meno costante, le fluttuazioni del tasso di interesse reale sono circa uguali alle fluttuazioni del tasso di interesse nominale. ⇒ V ero: perché ∆rt ' ∆it − ∆π e t+1 = ∆it per ∆π e t+1 = 0.
  3. Quando l’inflazione attesa aumenta, il tasso di interesse reale diminuisce ⇒ V ero: perché ∆rt/( ∆π e t+1) =−1.
  4. Il tasso di policy nominale è stabilito dalla banca centrale ⇒ V ero: dal momento che le decisioni di spesa vengono prese sulla base del tasso di interesse reale e del premio per il rischio, la Banca Centrale ha interesse a controllare il tasso di interesse reale e quindi aggiusterà il tasso nominale per ottenere un dato tasso di interesse reale r¯. Esercizio 6 Si supponga che il consumo dipenda dal reddito disponibile e dal tasso di interesse secondo la seguente relazione: C = c0 + c1(Y − T) + c2i.
  5. Ti aspetti che c2 sia positivo o negativo?
  6. Quale è la pendenza della curva IS?
  7. Quale è il valore del moltiplicatore? Soluzione
  8. Ci aspettiamo che c2 sia negativo perché all’aumentare del tasso di interesse aumenta la convenienza a risparmiare piuttosto che a consumare e diminuisce la convenienza a prendere a prestito per finanziare il consumo.
  1. Quale è il tasso di deprezzamento atteso dell’euro?
    1. Si mostri che i dati forniti in questo esercizio non sono coerenti con la condizione di parità dei tassi di interesse. Soluzione
  2. 1€= 1.10$. Investo 1.1$ in titoli statunitensi e ottengo 1.10$·(1 + 0.01) = 1.111$. Converto questi dollari in euro usando il tasso di cambio atteso: 1.111$ = 1.111€
  3. Investo 1€ in titoli europei ottengo 1€(1 + 0.01) = 1.01€. Quindi 1.111$ > 1.01€ e questo investitore preferirà investire in titoli statunitensi piuttosto che in titoli europei nonostante il loro tasso di interesse sia più basso.
  4. 1$ = 0.091€. Investo 0.91€ in titoli europei e ottengo 0.091€·(1 + 0.02) = 0.9282€. Converto questi euro in dollari (attraverso il tasso di cambio atteso) e ottengo 0.9282$.
  5. Investo 1$ in titoli statunitensi e ottengo 1$ (1 + 0.01) = 1.01$. Quindi 1.01$

0.9282$ e questo investitore preferirà investire in titoli statunitensi oiuttosto che in titoli europei nonostante il loro tasso di interesse sia più basso

  1. Ora servono 1.10$ per comprare 1€, ma domani servirà solo 1. Dunque, il tasso di deprezzamento atteso è pari alla differenza percentuale tra quanti dollari potrò comprare con un euro in futuro e quanti dollari posso comprare con un euro ora: 1−1.10 1 ≃ −10%.
  2. 1 + iEU = Equantidollariper1euro/ Ee quantidollariper1euro (1 + iUS) ; 1 + 0.02 = 1.10$ /1$ (1 + 0.01); 1.02 < 1.
  3. Si assuma ora che lo shock estero faccia aumentare sia Y* che i. Rispetto al risultato ottenuto al punto 6, si intuisca l’impatto complessivo sull’economia domestica. (nel punto 6 c’era solo un aumento di Y) Soluzione L’aumento del tasso di interesse estero porta ad un aumento della domanda di valuta estera e dunque ad un deprezzamento del tasso di cambio. Il deprezzamento del tasso di cambio produce un effetto positivo sulle esportazioni e negativo sulle importazioni. Per la condizione di Marshall-Lerner possiamo concludere che l’effetto sulle esportazioni è maggiore di quello sulle importazioni e dunque le esportazioni nette aumentano. Rispetto ai risultati ottenuti nel punto precedente, l’impatto complessivo sull’output interno sarebbe dunque più elevato. MERCATO DEL LAVORO Si supponga che il governo decida di ridurre la durata del sussidio di disoccupazione: cosa succede al livello dei salari reali e al tasso naturale di disoccupazione? Spiegare la vostra risposta utilizzando anche il grafico di equilibrio nel mercato del lavoro.
  4. tasso di disoccupazione e salari reali diminuiscono
  5. il tasso di disoccupazione diminuisce e i salari reali aumentano
  6. il tasso di disoccupazione diminuisce e i salari reali rimangono invariati
  7. il tasso di disoccupazione cresce e i salari reali rimangono invariati Soluzione
  8. ↓ z ⇒↓ W (per l’equazione W S, a parità di u diminuisce il salario nominale richiesto e la curva W S si sposta a sinistra) ⇒↓ P (per l’equazione P S): dunque la curva P S non si muove e l’equilibrio tra domanda ed offerta di lavoro si posizionerà in corrispondenza di un tasso di disoccupazione minore e in corrispondenza di salari reale invariati. Intuitivamente, se il governo decide di

ridurre z, aumenta il numero di disoccupati che ora sarebbero disposti a lavorare ai salari di mercato. Questo implica che, a parità di salari reali che le imprese sono disposte a pagare, le imprese possono ora assumere di più perché in corrispondenza dello stesso livello di salari reali, W/ P = 1/ 1+μ , l’offerta di lavoro è superiore alla sua domanda. Dunque, la curva WS si sposta a sinistra e il nuovo equilibrio si posizionerà allo stesso livello di W/ P ma con un tasso di disoccupazione naturale più basso. La risposta corretta è la numero 3. Esercizio 2 Si supponga che l’Autorità Garante per la Concorrenza riesca a rendere il mercato dei beni più competitivo attraverso l’implementazione di politiche antitrust più severe. Come cambiano i salari reali e il tasso di disoccupazione? Spiegare la vostra risposta utilizzando anche il grafico di equilibrio nel mercato del lavoro.

  1. tasso di disoccupazione e salari reali diminuiscono
  2. il tasso di disoccupazione diminuisce e i salari reali aumentano
  3. il tasso di disoccupazione diminuisce e i salari reali rimangono invariati
  4. il tasso di disoccupazione cresce e i salari reali rimangono invariati Soluzione
  5. L’introduzione di politiche antitrust più severe porta ad un maggior livello di competitività dei mercati e dunque ad una riduzione del markup applicato dalle imprese a parità di altre condizioni (↓ μ). Questo a sua volta genera una riduzione del livello dei prezzi fissati dalle imprese (↓ P). Dal momento che i salari nominali fissati sul tavolo della contrattazione e richiesti dai lavoratori rimangono costanti, una riduzione di P porta ad un aumento del livello dei salari reali e dunque la curva P S slitta in alto. A parità di tasso di disoccupazione, W/P è ora maggiore di W/Pe e dunque un maggior numero di individui sarà disposto a lavorare al nuovo livello dei salari e il tasso di disoccupazione diminuisce. La risposta corretta è la numero 2.