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Zollo professoressa, tfa sostegno superiori
Tipologia: Sintesi del corso
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Prof.ssa Zollo Progetto di vita e modelli di qualità della vita: dalla programmazione alla valutazione 12 domande a risposta multipla Argomenti: Programmazione in chiave inclusiva Valutazione della qualità dell’inclusione a scuola Progetto di vita Qualità della vita Programmazione inclusiva: il programma viene stilato prima dell’azione prevalenza di razionalità il progetto sta ad indicare il gettare avanti componente istintiva rappresenta il pensiero, la cornice all’interno della quale viene ad inserirsi il programma che invece rappresenta l’azione. Non esiste il programma per l’allievo medio perché non esiste l’allievo medio. Non è possibile stilare un programma per ogni singolo allievo. Provare ad andare incontro alle esigenze di tutti, accoglienza e partecipazione sono 2 principi chiave dell’inclusione. Dare a tutti le migliori opportunità per poter raggiungere il successo formativo. La didattica inclusiva prevede prima una rilevazione degli stili di apprendimento da parte dell’insegnante, quindi l’insegnante va ad individuare preventivamente quali sono gli stili di apprendimento prevalenti nel contesto classe. Il curricolo inclusivo è indirizzato alle discipline, secondo Cottini un possibile modello di programmazione inclusiva è il curricolo, che può assumere diverse forme. PROTOAPPRENDIMENTO Baldacci conoscenze e abilità DEUTEROAPPRENDIMENTO Baldacci aspetti cognitivi, metacognitivi, emotivi Dalla connessione tra questi 2 aspetti riusciamo ad adattare quanto più possibile i contenuti ai nostri studenti, affinché raggiungano il successo formativo. Quindi Cottini propone il curricolo come esempio di programmazione inclusiva, che si rifà alle indicazioni ministeriali ma anche al discorso che va a comprendere le emozioni. Le strade della programmazione inclusiva sono 2: in riferimento agli studi condotti in questi anni:
La prima strada sembra essere più percorribile, perché nella seconda strada non si ha una conoscenza pregressa della classe. La sfida della didattica inclusiva a è quella di trovare il punto di contatto tra la programmazione curricolare e quella individualizzata per giungere ad una programmazione inclusiva. La p. inclusiva quindi è l’incontro tra programmazione individualizzata e curriculare, con il relativo incontro tra insegnati curricolari e insegnanti di sostegno. Il progetto di vita: rendere consapevole lo studente del fatto che può avere delle ambizioni, può avere degli interessi, può partecipare a situazioni normali di vita, come feste ecc. Il concetto di AUTODETERMINAZIONE è centrale, cioè bisogna essere capaci di fare scelte non imposte da chi ci sta intorno. 03/12/ PROGRAMMAZIONE INCLUSIVA Individuazione e personalizzazione non nascono con il PEI e con il PDP ma sono presenti in ambito educativo già da tempo. Al centro di questi concetti c’è il discente Centralità del discente che apprende e delle sue potenzialità. Individualizzazione Massimo Baldacci definizione famiglia di strategie didattiche il cui scopo è quello di garantire a tutti gli studenti il raggiungimento delle competenze fondamentali del curricolo, diversificando i percorsi di insegnamento. Quando il docente vuole mettere in atto un’azione individualizzata analizza la situazione iniziale (per valutare il livello di partenza) e predispone gli strumenti per far sì che tutti gli studenti raggiungano gli stessi obiettivi. Personalizzazione strategie didattiche che hanno come obiettivo quello di assicurare ad ogni studente una propria eccellenza cognitiva (Baldacci), andando a lavorare sulle potenzialità. Il docente lavora sulle potenzialità di ciascuno, sulle aree di eccellenza, strutturando delle attività personalizzate sulla base delle proprie caratteristiche. Il docente sulla base delle necessità didattiche va a individualizzare o personalizzare l’attività didattica. Ad esempio per uno studente che ha una disabilità grave è più opportuno andare ad individualizzare, invece ad esempio in un’attività in ambito artistico è possibile personalizzare lavorando sulle potenzialità. Quindi tutto parte da quelle che sono le caratteristiche dei nostri studenti. L’una non esclude l’altra. Individualizzazione e personalizzazione possono essere usati in sinergia. VALUTAZIONE INCLUSIVA Valutare etimologia valeo: dare prezzo, ma anche avere in considerazione. Non si tratta quindi di un approccio meramente quantitativo, ma qualitativo. Valutazione del livello di inclusività di una scuola. Nel D.L. 66 del 13 aprile 2017 norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità si fa riferimento a conoscenze e competenze (dei docenti) che consentono di rilevare, monitorare e comprendere come e quanto i
CTI – REPERTOIRE (Santi e Ghedin, 2021) critica all’Index. Si parla di un’inclusione a livello sociale, generale, inglobando la società a livelli più ampi. Ci sono delle domandi attraverso le quali si vanno ad indentificare le azioni da mettere in atto per favorire l’inclusione. Scala di COTTINI QUISQUE