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Prof.ssa Zollo Tfa sostegno, Sintesi del corso di Pedagogia

Zollo professoressa, tfa sostegno superiori

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

Caricato il 28/02/2026

loredana-capuano-3
loredana-capuano-3 🇮🇹

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Prof.ssa Zollo
Progetto di vita e modelli di qualità della vita: dalla programmazione alla valutazione
12 domande a risposta multipla
Argomenti:
Programmazione in chiave inclusiva
Valutazione della qualità dell’inclusione a scuola
Progetto di vita
Qualità della vita
Programmazione inclusiva:
il programma viene stilato prima dell’azione prevalenza di razionalità
il progetto sta ad indicare il gettare avanti componente istintiva rappresenta il
pensiero, la cornice all’interno della quale viene ad inserirsi il programma che invece
rappresenta l’azione.
Non esiste il programma per l’allievo medio perché non esiste l’allievo medio. Non è
possibile stilare un programma per ogni singolo allievo.
Provare ad andare incontro alle esigenze di tutti, accoglienza e partecipazione sono 2
principi chiave dell’inclusione. Dare a tutti le migliori opportunità per poter
raggiungere il successo formativo.
La didattica inclusiva prevede prima una rilevazione degli stili di apprendimento da
parte dell’insegnante, quindi l’insegnante va ad individuare preventivamente quali
sono gli stili di apprendimento prevalenti nel contesto classe.
Il curricolo inclusivo è indirizzato alle discipline, secondo Cottini un possibile modello di
programmazione inclusiva è il curricolo, che può assumere diverse forme.
PROTOAPPRENDIMENTO Baldacci conoscenze e abilità
DEUTEROAPPRENDIMENTO Baldacci aspetti cognitivi, metacognitivi, emotivi
Dalla connessione tra questi 2 aspetti riusciamo ad adattare quanto più possibile i
contenuti ai nostri studenti, affinché raggiungano il successo formativo.
Quindi Cottini propone il curricolo come esempio di programmazione inclusiva, che si
rifà alle indicazioni ministeriali ma anche al discorso che va a comprendere le
emozioni.
Le strade della programmazione inclusiva sono 2: in riferimento agli studi condotti in
questi anni:
1) La prima strada prevede un programma per la classe che viene poi modificato
per coloro che non riescono a seguirlo, il curricolo viene adattato ai bisogni dei
singoli allievi, si procede per differenziazione di obietti, di materiali e di
organizzazione.
2) Fin dall’inizio si programmano curricoli differenziati.
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Prof.ssa Zollo Progetto di vita e modelli di qualità della vita: dalla programmazione alla valutazione 12 domande a risposta multipla Argomenti: Programmazione in chiave inclusiva Valutazione della qualità dell’inclusione a scuola Progetto di vita Qualità della vita Programmazione inclusiva: il programma viene stilato prima dell’azione  prevalenza di razionalità il progetto sta ad indicare il gettare avanti  componente istintiva  rappresenta il pensiero, la cornice all’interno della quale viene ad inserirsi il programma che invece rappresenta l’azione. Non esiste il programma per l’allievo medio perché non esiste l’allievo medio. Non è possibile stilare un programma per ogni singolo allievo. Provare ad andare incontro alle esigenze di tutti, accoglienza e partecipazione sono 2 principi chiave dell’inclusione. Dare a tutti le migliori opportunità per poter raggiungere il successo formativo. La didattica inclusiva prevede prima una rilevazione degli stili di apprendimento da parte dell’insegnante, quindi l’insegnante va ad individuare preventivamente quali sono gli stili di apprendimento prevalenti nel contesto classe. Il curricolo inclusivo è indirizzato alle discipline, secondo Cottini un possibile modello di programmazione inclusiva è il curricolo, che può assumere diverse forme. PROTOAPPRENDIMENTO  Baldacci  conoscenze e abilità DEUTEROAPPRENDIMENTO  Baldacci  aspetti cognitivi, metacognitivi, emotivi Dalla connessione tra questi 2 aspetti riusciamo ad adattare quanto più possibile i contenuti ai nostri studenti, affinché raggiungano il successo formativo. Quindi Cottini propone il curricolo come esempio di programmazione inclusiva, che si rifà alle indicazioni ministeriali ma anche al discorso che va a comprendere le emozioni. Le strade della programmazione inclusiva sono 2: in riferimento agli studi condotti in questi anni:

  1. La prima strada prevede un programma per la classe che viene poi modificato per coloro che non riescono a seguirlo, il curricolo viene adattato ai bisogni dei singoli allievi, si procede per differenziazione di obietti, di materiali e di organizzazione.
  2. Fin dall’inizio si programmano curricoli differenziati.

La prima strada sembra essere più percorribile, perché nella seconda strada non si ha una conoscenza pregressa della classe. La sfida della didattica inclusiva a è quella di trovare il punto di contatto tra la programmazione curricolare e quella individualizzata per giungere ad una programmazione inclusiva. La p. inclusiva quindi è l’incontro tra programmazione individualizzata e curriculare, con il relativo incontro tra insegnati curricolari e insegnanti di sostegno. Il progetto di vita: rendere consapevole lo studente del fatto che può avere delle ambizioni, può avere degli interessi, può partecipare a situazioni normali di vita, come feste ecc. Il concetto di AUTODETERMINAZIONE è centrale, cioè bisogna essere capaci di fare scelte non imposte da chi ci sta intorno. 03/12/ PROGRAMMAZIONE INCLUSIVA Individuazione e personalizzazione  non nascono con il PEI e con il PDP ma sono presenti in ambito educativo già da tempo. Al centro di questi concetti c’è il discente  Centralità del discente che apprende e delle sue potenzialità. Individualizzazione  Massimo Baldacci definizione famiglia di strategie didattiche il cui scopo è quello di garantire a tutti gli studenti il raggiungimento delle competenze fondamentali del curricolo, diversificando i percorsi di insegnamento. Quando il docente vuole mettere in atto un’azione individualizzata analizza la situazione iniziale (per valutare il livello di partenza) e predispone gli strumenti per far sì che tutti gli studenti raggiungano gli stessi obiettivi. Personalizzazione  strategie didattiche che hanno come obiettivo quello di assicurare ad ogni studente una propria eccellenza cognitiva (Baldacci), andando a lavorare sulle potenzialità. Il docente lavora sulle potenzialità di ciascuno, sulle aree di eccellenza, strutturando delle attività personalizzate sulla base delle proprie caratteristiche. Il docente sulla base delle necessità didattiche va a individualizzare o personalizzare l’attività didattica. Ad esempio per uno studente che ha una disabilità grave è più opportuno andare ad individualizzare, invece ad esempio in un’attività in ambito artistico è possibile personalizzare lavorando sulle potenzialità. Quindi tutto parte da quelle che sono le caratteristiche dei nostri studenti. L’una non esclude l’altra. Individualizzazione e personalizzazione possono essere usati in sinergia. VALUTAZIONE INCLUSIVA Valutare  etimologia  valeo: dare prezzo, ma anche avere in considerazione. Non si tratta quindi di un approccio meramente quantitativo, ma qualitativo. Valutazione del livello di inclusività di una scuola. Nel D.L. 66 del 13 aprile 2017  norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità  si fa riferimento a conoscenze e competenze (dei docenti) che consentono di rilevare, monitorare e comprendere come e quanto i

L. 170/2010  BES:

CTI – REPERTOIRE (Santi e Ghedin, 2021)  critica all’Index. Si parla di un’inclusione a livello sociale, generale, inglobando la società a livelli più ampi. Ci sono delle domandi attraverso le quali si vanno ad indentificare le azioni da mettere in atto per favorire l’inclusione. Scala di COTTINI QUISQUE

DOMANDE ZOLLO:

  1. La prima edizione index2000
  2. Indicatori Gherardini e Nocera (2000)sono 10 e ognuno di essi presenta 3 livelli di qualità (minimo medio e ottimale)
  3. Scala di valutazione processi inclusivi COTTINI (2016)è uno strumento valutativo ed auto-valutativo utile a consentire da un lato la realizzazione di specifiche forme di valutazione ………
  4. La Programmazione inclusiva dei curricoli didatticiprevede percorsi coerenti e sistematici di insegnamento e di apprendimento relativi a discipline o aree disciplinari
  5. Personalizzazionesi riferisce a quella famiglia di strategie didattiche la cui finalità è quella di assicurare ad ogni studente una propria forma di Eccellenza cognitiva(Baldacci, 2005)
  6. Deutero apprendimentoconsiste in una famiglia di fenomeni tra cui imparare ad apprendere e acquisizione di abitudini astratte cognitive ed emotive.
  7. Nell’ambito della valutazione inclusiva gli indicatorihanno una proprietà sistemica riassumono un concetto in modo significativo e sintetizzano una dimensione precise della realtà.
  8. Quali dei seguenti stumenti di valutazione è finalizzato alla misurazione del livello di integrazione delle scuole italianeIndicatori di Canevaro
  9. Indicare le affermazioni errate relativamente al CT REPERTOIRE 2012  **è stato elaborato agli inizi degli anni 2000 dal gruppo di ricerca Quadis….(UNICA FALSO e le altre sono vere)
  10. I domini di qualità della vità (Schalock e Verdugo) sono: autodeterminazione, sviluppo personale, benessere fisico, benessere emotivo, benessere materiale, inclusione sociale, diritti, relazioni interpersonali (8).
  11. Il progetto di vita (Bertolini): è un piano d’azione, un’intenzione che richiede una capacità di anticipare il futuro ….
  12. Il costrutto di qualità della vita: comprende sia Componenti oggettive e soggettive con la consapevolezza…… QUALITA’ DELLA VITA** La percezione di un individuo della propria posizione di vita nel contesto culturale e nel sistema di valori in cui vive, in relazione agli obiettivi alle aspettative, priorità ed interessi.