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PANIERE DELL'ESAME DI PROGETTAZIONE DI STRADE
Tipologia: Panieri
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La carreggiata è la parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli. Essa è composta da una o più corsie di marcia, è pavimentata ed è delimitata da strisce di margine. La corsia è la parte longitudinale della strada, normalmente delimitata da segnaletica orizzontale, di larghezza idonea a permettere il transito di una sola fila di veicoli. La corsia è il modulo fondamentale della carreggiata. • corsia di marcia : corsia facente parte della carreggiata, destinata alla normale percorrenza o al sorpasso; • Corsia riservata : corsia di marcia destinata alla circolazione esclusiva di una o solo di alcune categorie di veicoli; • Corsia specializzata : corsia destinata ai veicoli che si accingono ad effettuare determinate manovre, quali svolta, attraversamento, sorpasso, decelerazione, accelerazione, manovra per la sosta o che presentino basse velocità (corsia di arrampicamento) o altro; • Corsia di emergenza : corsia, adiacente alla carreggiata, destinata alle soste di emergenza, al transito dei veicoli di soccorso ed, eccezionalmente, al movimento dei pedoni. La banchina è la parte della strada, libera da qualsiasi ostacolo (segnaletica verticale, delineatori di margine, dispositivi di ritenuta), compresa tra il margine della carreggiata e il più vicino tra i seguenti elementi longitudinali : marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati. Crea un franco di sicurezza tra la corsia e gli elementi disposti lungo i margini. La piattaforma è la parte della sede stradale che comprende una o più carreggiate complanari , le banchine , i margini (eventuali) interno e laterale, le corsie riservate , le corsie specializzate , le fasce di sosta laterale e le piazzole di sosta o di fermata dei mezzi pubblici (se esistenti). Il marciapiede è la parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni. Il dispositivo di ritenuta è un elemento di protezione volto ad evitare la fuoriuscita dei veicoli dalla piattaforma o comunque a ridurne le conseguenze dannose. La fascia di pertinenza è la striscia di terreno compresa tra la carreggiata più esterna e il confine stradale. È parte della proprietà stradale e può essere utilizzata solo per la realizzazione di altre parti della strada. • La fascia di rispetto è la striscia di terreno, esterna al confine stradale, sulla quale esistono vincoli alla realizzazione , da parte del proprietario del terreno, di scavi, costruzioni, recinzioni, piantagioni, depositi e simili. Per la larghezza vedere gli articoli 26, 27 e 28 del DPR 495/92. La fascia di sosta laterale è la parte della strada adiacente alla carreggiata, separata da questa mediante striscia di margine discontinua e comprendente la fila degli stalli di sosta e la relativa corsia di manovra.
La distanza di visuale libera rappresenta la lunghezza del tratto di strada che il conducente riesce a vedere davanti a sé senza considerare l’influenza delle condizioni del traffico, atmosferiche e di illuminazione della strada. In fase progettuale tale distanza deve essere sempre confrontata con le seguenti distanze di visibilità :
Rettifili – pendenze trasversali La pendenza trasversale nasce dall’esigenza di garantire un rapido deflusso delle acque superficiali. In rettifilo, indipendentemente dal tipo di strada, la pendenza trasversale minima ( inclinata verso l’esterno ) delle falde della carreggiata è ic = 2.5%(q = 0.025). Valori inferiori possono essere impiegati solo nei tratti di transizione tra due elementi del tracciato caratterizzati da pendenze opposte seguendo comunque adeguati accorgimenti.
Curve circolari – pendenze trasversali
Rettifili Curve circolari Curve a raggio variabile Curve circolari I parametri geometrici fondamentali sono il raggio di curvatura R e lo sviluppo L. La curva circolare deve essere progettata in modo da garantire sicurezza e confort di guida. Per essere percepita correttamente deve avere uno sviluppo corrispondente ad un tempo di percorrenza di almeno 2.5 secondi valutato con riferimento alla relativa velocità di progetto.
Dalla geometria è noto che: Integrando membro a membro si ha:
L’inserimento della clotoide – raccordo a raggio conservato Il raggio R rimane invariato e per inserire il raccordo tra rettifilo e cerchio occorre spostare o il rettifilo o il cerchio. L’inserimento della clotoide – raccordo a centro conservato Il centro della curva M rimane fisso, il raggio iniziale R1 subisce un accorciamento assumendo il valore R1’< R1. Tale metodo è poco usato, soprattutto quando il raggio R1 è prossimo a Rmin fissato dalla normativa, poiché si incorre nel rischio di avere R1’ < Rmin. L’inserimento della clotoide – raccordo a vertice conservato Il vertice rimane fisso, il raggio iniziale R2 subisce un accorciamento assumendo il valore R2’< R2, il centro M si sposta verso il vertice assumendo la nuova posizione M’. Tale metodo è poco usato poiché il nuovo raggio di curvatura tende ad assumere valori estremamente ridotti (R2‘<< R2).
Le verifiche relative al parametro di scala A vengono effettuate prendendo in considerazione le seguenti grandezze operative:
Imponendo la velocità di percorrenza costante (V=cost.), si ottengono i tre criteri (dinamico, costruttivo ed ottico) che consentono di calcolare i’intervallo di oscillazione del parametro A ( Amin ≤ A ≤ Amax ).
A seconda degli elementi planimetrici del tracciato che vengono raccordati dalla clotoide si possono identificare tre principali casistiche:
L’impostazione tradizionale, usata fino a circa 15 anni fa, si basa sul cosiddetto metodo del tracciolino :
Inserendo manualmente livellette e raccordi verticali il progettista realizza il profilo altimetrico (linea rossa) cercando di minimizzare il più possibile la differenza di quota tra andamento del terreno e profilo di progetto. Minimizzare la differenza di quota tra terreno e progetto significa minimizzare i movimenti terra legati alle operazioni di sterro e riporto, e quindi minimizzare i costi di realizzazione dell’opera. Dal punto di vista operativo si possono ridurre i volumi di sterro e riporto utilizzando più livellette o agendo sulla planimetria. Negli elaborati progettuali si riportano:
Quando le scarpate laterali presentano problemi di stabilità oppure quando la zona di occupazione risulta eccessivamente estesa, diventa necessario inserire dei muri di sostegno. I muri che sostituiscono, totalmente o in parte, le scarpate in trincea sono detti muri di controripa. I muri sistemati alla base delle scarpate in rilevato sono detti muri di sottoscarpa. I muri che, nelle sezioni in rilevato, hanno la sommità alla stessa quota della piattaforma stradale prendono il nome di muri a ciglio strada.
La sezione trasversale è l’intersezione del corpo stradale e del terreno con un piano verticale normale all’asse stradale in corrispondenza delle sezioni topografiche e geometriche. Esse evidenziano l’andamento trasversale del corpo stradale e del terreno e forniscono gli elementi necessari per il calcolo del volume del solido stradale (movimenti terra). A seconda della differenza tra le quote di progetto si possono avere sezioni:
Per calcolare i movimenti terra bisogna determinare il volume del solido stradale. Si utilizza il metodo delle sezioni ragguagliate. Secondo tale metodo il volume Vm del solido stradale compreso tra le sezioni A1 e A2 distanti d si può calcolare tramite la seguente formule:
Nei tratti in curva l’ingombro dei veicoli aumenta rispetto a quello che si ha in rettifilo, in misura tanto maggiore quanto più piccolo è il raggio della curva. Occorre quindi consentire la sicura iscrizione dei veicoli nei tratti in curva conservando i necessari franchi fra la sagoma limite dei veicoli ed i margini delle corsie. Per le curve circolari è prescritto un allargamento E [m] per ciascuna corsia in funzione del raggio esterno della corsia R [m].
Il diagramma delle velocità è la rappresentazione grafica dell’andamento della velocità di progetto Vp in funzione della progressiva dell’asse stradale. Si costruisce, sulla base del solo tracciato planimetrico, calcolando per ogni elemento l’andamento della velocità di progetto, che deve sempre risultare Vp,min ≤ Vp ≤ Vp,max. Il limite superiore Vp,max corrisponde alla massima velocità compatibile (entro i limiti di sicurezza) in rettifilo o per gli elementi meno vincolanti. Il limite inferiore Vp,min corrisponde alla velocità di progetto degli elementi più vincolanti. Tali valori determinano l’ intervallo di velocità , che definisce il campo dei valori di velocità sulla base dei quali vengono dimensionati gli elementi geometrici del tracciato (rettifili, curve circolari e clotoidi):
Le caratteristiche strutturali della pavimentazione stradale sono:
Durante la sperimentazione è stata valutata l’evoluzione del grado di ammaloramento delle pavimentazioni attraverso un parametro denominato PSI ( pavement serviceability index ) variabile da 0 (pessime condizioni) e 5 (ottime condizioni). Il PSI è stato determinato, attraverso le formule empiriche riportate in basso, in funzione di:
Il catalogo è stato realizzato per fornire all’ingegnere una sovrastruttura di riferimento , valida in ambito nazionale e ad altitudine inferiore a 1000 m. s.l.m., in relazione alla tipologia di pavimentazione, alla portanza del sottofondo, ai materiali impiegati, alla combinazione degli spessori. Il catalogo si basa sulla procedura empirica “AASHTO guide design of pavement structures”. La soluzione prevista dal catalogo potrà essere affinata con successivo calcolo con metodo empirico e razionale. Le pavimentazioni di catalogo si riferiscono a condizioni climatiche differenti secondo il tipo di sovrastruttura. Per le pavimentazioni flessibili e semi-rigide si fa riferimento a situazioni climatiche medie quali si verificano nell’Italia centrale,
La canalizzazione consiste nella realizzazione di isole alle intersezioni per incanalare il traffico secondo determinati percorsi in modo da semplificare la circolazione stradale. Le canalizzazioni possono essere realizzate per:
La corsia di uscita permette la diversione dei veicoli dalla corrente principale. I flussi di traffico consentono di stabilire dei limiti oltre i quali è necessario inserire le corsie di uscita per permettere il deflusso ottimale dei veicoli. Le corsie di uscita sono composte da due tratti:
La corsia di entrata permette l’inserimento sulla corsia di marcia della direttrice principale a partire dalla strada secondaria. I flussi di traffico consentono di stabilire dei limiti oltre i quali è necessario inserire le corsie di entrata per permettere il deflusso ottimale dei veicoli. Le corsie di entrata sono composte da due tratti:
La corsia centrale di accumulo permette la fermata dei veicoli in attesa di svolta, senza interrompere il deflusso veicolare lungo la stessa direzione di provenienza. I flussi di traffico consentono di stabilire dei limiti oltre i quali è necessario inserire le corsie di entrata per permettere il deflusso ottimale dei veicoli. Le corsie centrali di accumulo sono composte da quattro tratti:
La corsia centrale di immissione permette ai veicoli che la transitano di trovare un varco libero che consenta loro di immettersi sulla direttrice di marcia principale. I flussi di traffico consentono di stabilire dei limiti oltre i quali è necessario inserire le corsie di entrata per permettere il deflusso ottimale dei veicoli. Le corsie centrali di immissione sono composte da tre tratti:
La curva tricentrica è una successione di tre archi di circonferenza, due tratti di raccordo (iniziale e finale) ed uno centrale. Tali circonferenze raccordano i cigli esterni della strada principale, ovvero delle eventuali corsie specializzate, con i cigli esterni della direttrice secondaria. In ordine di percorrenza i raggi dei tre archi di cerchio sono R1, R2 e R3. Il rapporto tra questi tre raggi è fisso e pari a: Anche gli angoli dei tre archi di cerchio sono in rapporto tra loro e la loro somma deve essere pari all’angolo tra la strada secondaria e la strada principale: Quando i veicoli pesanti eseguono una svolta, essi impegnano un’area maggiore rispetto alla loro ingombro in rettifilo. La superficie di tale area è funzione del raggio della curva e dell’angolo di deviazione. Una volta definita la tricentrica che identifica il ciglio destra nelle svolte a destra, il ciglio sinistro si ottiene eseguendo gli offset nei punti iniziali, centrali e finali dei tre archi della tricentrica.
Vantaggi
L’intersezione a rombo:
Il quadrifoglio completo:
Delle intersezioni con un solo manufatto di scavalco e senza punti di conflitto residui (svincolo) fa parte la trombetta. Lo svincolo a trombetta è spesso utilizzato in prossimità dei caselli autostradali e presenta le seguenti caratteristiche:
La massa volumica reale (o dei solidi) è il rapporto tra la massa del campione secco ed il volume occupato dei soli granuli ( peso specifico dei granuli ). Essa è una proprietà caratteristica del materiale. Il materiale viene ridotto in polvere per eliminare tutti i vuoti interni ai granuli, poi viene misurato con il metodo del picnometro. Il picnometro (nella figura) è un recipiente un vetro con il collo stretto e allungato. In tal modo il menisco creato dal liquido all’interno ha una superficie ridotta, quindi l’errore sperimentale si riduce. Valore tipico: 2.70 g/cm3, 2700 kg/m γ r: massa volumica reale [M/V, g/cm3, kg/dm3] Ms: massa del campione secco per essicazione a 105°C [M, g, kg] Vs: volume dei solidi [V, cm3, dm3] A. si misura la massa del picnometro; B. si misura la massa del picnometro e della terra e si calcola la massa della terra (MS = M1); → si aggiunge acqua distillata, si estrae l'aria intrappolata, si riempie il picnometro d'acqua no alla tacca di riferimento (volume fissato) e si porta a temperatura costante (T); C. si misura la massa del picnometro, della terra e dell'acqua (M2); D. si misura la massa del picnometro pieno d'acqua (M3)
La terra è suddivisa in frazioni contenenti elementi di dimensione caratteristica (D) compresa tra due valori fissati (frazioni granulometriche). La suddivisione è effettuata con una analisi granulometrica :
La portanza è la capacità di resistere ai carichi veicolari. La portanza è il carico specifico, ricavabile con un dato tipo di prova, che determina un prestabilito cedimento. La portanza è un parametro fondamentale per il dimensionamento della pavimentazione. L’elevata rigidezza del sottofondo permette:
La determinazione della portanza sono basati su prove in laboratorio come indice CBR, modulo resiliente. La prova CBR (California Bearing Ratio) L’indice di portanza CBR (California Bearing Ratio) è stato introdotto negli anni '20 dal California Division of Highways per il dimensionamento delle pavimentazioni. Il metodo (UNI EN 13286-47) consiste nel sottoporre un campione del terreno, opportunamente preparato (UNI EN 13286- 2), ad una prova di penetrazione effettuata con un apposito pistone, ricavando il carico corrispondente ad un affondamento di 2.5 e 5.0 mm (velocità di affondamento 1.27 mm/min). Tali carichi vengono riferiti ad analoghi carichi applicati ad un terreno di riferimento Esecuzione della prova :
La massa volumica (del secco) ottenuta in sito dipende da:
Sorge la necessita di controllare l'efficacia del costipamento determinando la massa volumica del secco in sito. Tale controllo può essere effettuato mediante il metodo del volumometro a sabbia. a) si fissa la piastra al terreno e si opera un piccolo scavo; la terra viene raccolta e ne viene misurata la massa (Mu) e l'umidita (W) b) si posiziona il cono ed il recipiente contenente la sabbia; la massa della sabbia contenuta nel recipiente è nota. c) si apre la valvola facendo fuoriuscire la sabbia; d) si calcola la massa della sabbia impiegata (fuoriuscita dal recipiente); la massa della sabbia che riempie il foro (Mf) si ottiene sottraendo quella che riempie il cono e la piastra;
La prova consiste nel:
La stabilizzazione a calce è particolarmente adatta per: