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Il file contiene tramite riassunti, schemi e tabelle tutto il programma del secondo quadrimestre: la commedia (antica e nuova con confronti), la storiografia, l'oratoria, e le varie forme letterarie dell'ellenismo - con una contestualizzazione storica di questo periodo. Sono riportati i vari autori con anche l'analisi di alcuni testi più importanti per comprenderne la poetica: Aristofane, Menandro, Demostene, Isocrate, Teocrito, Callimaco, Apollonio, Polibio, Luciano di Samosata
Tipologia: Appunti
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Se la tragedia è considerata espressione della cultura ateniese di età classica, la commedia invece si sviluppa in un periodo più lungo e ha avuto un processo di evoluzione più lungo rispetto alle tematiche, ai personaggi e alle strutture. (= non possiamo pensare che la commedia nasca con Menandro → la commedia nuova vede in lui il principale esponente, ma già da prima, con Aristofane per esempio, si parlava di commedia) I filosofi alessandrini hanno infatti distinto 3 fasi della commedia:
Non abbiamo molte informazioni sulla vita e sulle opere di Aristofane, e quelle che abbiamo derivano da riferimenti interni alle commedie e da biografie antiche. Abbiamo però alcune date importanti da ricordare:
bellicistica, deformata in un’utopistica soluzione femminile, in cui Aristofane volge una critica ai democratici) Le caratteristiche principali delle commedie di Aristofane, dunque sono:
studiosi: alcuni ne esaltano la funzione, altri ne sottolineano la sostanziale estraneità alla vicenda rappresentata. Le commedie di Menandro rispecchiano i cambiamenti in atto nella società greca nell’ultimo quarantennio del IV secolo a.C.: al mondo delle poleis , con le loro tradizioni di gestione politica democratica o aristocratica a partecipazione diretta, si sostituisce dapprima l’impero di Alessandro Magno, poi i regni ellenistici. La commedia perde il suo legame privilegiato ed esclusivo con Atene, scompaiono i riferimenti ad personam, subentra il cosmopolitismo, per cui i valori di riferimento riguardano tutti gli uomini e i principi etici delle commedie menandree hanno portata universale. La perdita di centralità della dimensione politica nella vita dei Greci fa sì che lo sfondo dell’azione drammatica nelle commedie menandree non sia più costituito dalla polis , ma dalla sfera privata della famiglia, dall’universo degli affetti domestici, ampliato dai legami fondati sull’amicizia e sulla solidarietà. Venuto meno il rapporto tra teatro comico e pubblico ateniese, scompare anche l’esasperato individualismo dell’eroe comico, nei cui avversari era spesso possibile riconoscere i tratti di personalità pubbliche di spicco. L’ORATORIA Nell’oratoria del V – IV secolo si assiste alla fioritura dell’oratoria nei suoi tre ambiti d’uso, favorita dall’importanza politico-culturale di Atene. In base all’occasione, ai destinatari e agli scopi perseguiti, nell’oratoria attica distinguiamo tre generi: giudiziario, deliberativo, epidittico. In tutti e tre i generi il codice utilizzato è il dialetto attico. GIUDIZIARIO → in tribunale =convincere i giudici della colpevolezza o dell’innocenza dell’imputato DELIBERATIVO → in assemblee con poteri decisionali = orientare il parere di chi deve prendere una decisione EPIDITTICO → in momenti significativi della vita politica e religiosa = sottolineare l’importanza della circostanza e intrattenere piacevolmente l’uditorio DEMOSTENE CARATTERISTICHE DI MENANDRO:
La vita di Demostene è movimentata e ricca di avvenimenti, in conseguenza dell’impegno politico dell’oratore. Ecco gli eventi e i discorsi più importanti:
IL PANEGIRICO = (380 a.C.) → è un discorso epidittico destinato alla lettura, che imita i discorsi pronunciati in occasione delle feste panelleniche. Il tema di fondo è la necessità di ristabilire la concordia tra gli stati greci e di difendersi dalla Persia. La parte principale è occupata da un Elogio di Atene, che riprende i contenuti fondamentali dell’epitaffio di Pericle, e della grecità: essere greci significa condividere una cultura e il desiderio di vivere secondo libertà. Nel discorso vengono inserite numerose considerazioni didattiche, dal valore formativo degli exempla storici alla necessità di riproporre concetti già noti in modo sempre più efficace Per quanto riguarda la paideia di Isocrate, egli sviluppa un nuovo modello educativo (ripreso da Quintiliano nel mondo latino):la paideia insegnata da Isocrate ruota attorno all’eloquenza e al perfetto dominio della forma, nell’espressione orale e scritta, senza però trascurare la formazione etica e politica: la partecipazione all’amministrazione della polis costituisce l’obiettivo della sua pedagogia (per questo apprezzato da Cicerone → l’oratoria di Isocrate era volta al bene comune). Isocrate rifiuta sia la tradizionale educazione ginnico-musicale sia quella di tipo sofistico-filosofico (geometria, astronomia, dialettica ecc.). Il suo allievo, seguendo l’esempio del maestro e degli altri allievi (INSEGNAMENTO TRA PARI), dovrà essere in grado di:
Anche in altri discorsi Isocrate prende spunto dalla storia contemporanea per avanzare proposte alla classe dirigente: SULLA PACE → propone la pace con gli alleati della seconda lega navale delio – attica e sostiene la necessità di riformare il sistema politico ateniese (questo passo viene messo a confronto con uno di Demostene da Dionigi Di Alicarnasso) L’ELLENISMO Le caratteristiche principali sono le seguenti:
carmi eolici carmi composti sul modello della poesia simposiale di Alceo ➢ dattili eolici/asclepiadei maggiori ➢ eolico GLI IDILLI BUCOLICI → Teocrito è l’inventore di un nuovo genere letterario, l’idillio bucolico. Idillio vuol dire “piccolo componimento” ed è nome assegnato a tutti i carmi teocritei. L’aggettivo bucolico significa “relativo al mondo dei bovari o dei pastori” e richiama gli elementi specifici di questo genere letterario: l’ambientazione agreste e alcuni aspetti della vita dei pastori (in particolare le gare di canto, i cosiddetti agoni bucolici). Il metro scelto da Teocrito è l’esametro: il verso dell’epica viene usato per trattare personaggi e situazioni tratti dal mondo contemporaneo e reale. La lingua è il dialetto dorico di Siracusa. LE TALISIE = Il VII idillio è forse il più importante, perché Teocrito vi narra la propria consacrazione a inventore della poesia bucolica, riprendendo i moduli narrativi della scena di investitura poetica posta da Esiodo all’inizio della Teogonia. Simichida (Teocrito stesso) si reca con due amici a festeggiare le Talisie, festa celebrata a Cos in onore di Demetra, in casa di due ricchi possidenti. Per strada incontrano il capraio Licida (figura dai tratti divini), la cui eccellenza nel canto è riconosciuta; dopo aver gareggiato con Simichida, Licida gli dona il suo bastone, “dono ospitale delle Muse”. Nonostante il realismo che caratterizza la scena (l’esattezza dei riferimenti topografici, gli abiti dei personaggi, il cattivo odore del capraio), è evidente che le Talisie veicolano un significato simbolico: ➢ il capraio Licida rappresenta una figura divina collegata con la poesia; ➢ il bastone, “dono ospitale delle Muse”, simboleggia l’investitura poetica; ➢ il verbo usato per indicare il tipo di canto in cui Simichida e Licida devono confrontarsi ( boukoliasdòmestha ) indica la poesia bucolica. Sulle labbra di Licida Teocrito mette anche una chiara dichiarazione di poetica: il capraio odia chi compone lunghi poemi epici e chi imita Omero senza riuscirci GLI IDILLI I E IV = permettono di illustrare situazioni e caratteri significativi del genere bucolico.
Tirsi o il canto (I) → un capraio prega il pecoraio Tirsi di cantare, offrendogli in premio un vaso intagliato accuratamente descritto ( èkfrasis ); Tirsi canta la morte di Dafni, eroe del mondo bucolico, al cui compianto partecipano animali, pastori e varie divinità. Il mito è alluso, non narrato l’agone bucolico (V ) → è la versione letteraria esametrica di un agone bucolico, una gara di canto fra pastori (Comata e Lacone) nella forma del canto amebeo, che prevede un’alternanza di interventi tra gli sfidanti. Gli interventi si corrispondono strutturalmente e tematicamente; vince chi riesce a tener testa alle proposte dell’avversario senza entrare in contraddizione con se stesso I MIMI URBANI → Del corpus teocriteo fanno parte 3 mimi. Il modello cui Teocrito si ispira è Sofrone di Siracusa (V sec. a.C.), il primo ad aver conferito veste letteraria a una forma di improvvisazione drammatica popolare, tesa a rappresentare con vivacità e immediatezza scene di vita quotidiana. I mimi di Teocrito sono in esametri e sono ambientati in contesti cittadini. IDILLIO XV = Le Siracusane o Le donne alla festa di Adone → è un dialogo tra due siracusane, Gorgò e Prassinoa, che si svolge ad Alessandria e si articola in tre scene: la prima in casa, la seconda per strada, la terza al palazzo dei Tolemei (valore encomiastico), dove è in corso una festa in onore di Adone. In una lingua ricca di colloquialismi e tratti popolari le donne parlano della loro vita familiare e ammirano il fasto di Alessandria. = L’incontro tra Gorgò e Prassinoa nelle Siracusane mostra il realismo e l’umorismo di cui Teocrito è capace e fa vivere al lettore un autentico spaccato di vita domestica e cittadina, con la vivacità e l’immediatezza della commedia. CALLIMACO (300-246 a.C) La vita ▪ autore ellenistico ▪ esponente della Biblioteca di Alessandria → filologo ▪ nasce in Africa Settentrionale a Cirene – ne rende spesso onore nelle sue opere (così come Teocrito citava la sua torre d’origine o quella in cui era cresciuto) = dunque Alessandria e Cirene sono i luoghi più importanti (mentre in Teocrito ricordiamo molti più luoghi) POETICA DI TEOCRITO: 1 – ORIGINALITA’ di contenuti e di forma (usa dell’esametro per temi non eroici) 2 – BREVITA’ e CURA estrema per la forma 3 – REALISMO 4 – POIKILIA = VARIETA’ DI GENERI (=tentare strade nuove ma nell’ambito della tradizione)
= anche qui l’occasione religiosa dà la possibilità di parlare di eziologia (ricerca delle cause prime e origini di costumi e tradizioni) ma anche di questioni letterarie → dunque è presente la metaletteratura
3. INNO AD ARTEMIDE = presenti temi tratti dalla vita quotidiana (ricorda i mimi urbani di Teocrito e il realismo della commedia nuova), ma anche temi legati all’infanzia (=viene raccontata la dea Artemide bambina, mentre in Teocrito la descrizione di Eracle bambino), tipico atteggiamento della poesia ellenista ed è infine presente un catalogo di ninfe e luoghi → il desiderio di catalogazione è tipico dell’età ellenistica: per mettere ordine nella tradizione letteraria 4. INNO A DELO = è presente sia il mito (in quanto a Delo c’è il culto di Apollo ed è proprio di questo culto che Callimaco ricerca l’origine eziologica) ma anche l’elemento encomiastico in quanto pronuncia un encomio di Tolomeo Filadelfo 5. PER I LAVACRI DI PALLADE = esso è un inno mimetico (cioè come descrizioni di un rituale che si immagina in atto), ma spiega anche l’origine della cecità di Tiresia (eziologia) 6. INNO A DEMESTRA = inno mimetico, ma è un’occasione religiosa e l’elemento encomiastico perché questa occasione era stata creata proprio da Tolomeo Filadelfo TEMATICHE Mito (gli episodi meno noti ma non inventati, come in Teocrito – tipico dell’ellenismo) + eziologia + quotidianità (commedia) + gnome
GENERE = li unisce: mistione dei generi (poikilia formale) Negli inni vi è l’insieme della poesia bucolica con quella eziologica, con il mito e la gnome (=la massima). Callimaco unisce:
➢ Polemica contro i contemporanei che sostenevano la tradizione (tipico dell’ellenismo è infatti la novità) ➢ i Telchini sono demoni maligni che Apollo, dio della poesia, ha sterminato: Callimaco chiama in segno simbolico “Telchini” i contemporanei perché spera facciano la sua stessa fine ➢ in uno scolio (= nota a margine di un papiro) si citano due dionisi che non sappiamo chi siano e alcuni poeti a cui Callimaco si riferiva: Asclepiade, Posidippo e del peripatetico Prassifane di Mitilene → in questo scolio non appare il nome di Apollonio Rodio ma un’altra tradizione dice che i due erano acerrimi nemici = forse lo scolio ha una lacuna da questo punto di vista, ma è solo un’ipotesi. A tal proposito, secondo alcuni, proprio negli Aitia c’è traccia delle controversie tra Callimaco e Apollonio Rodio nel nostos di Giasone – dove la versione del mito è diversa da quella presentata nelle Argonautiche di Apollonio → lo stesso nell’Eracle, dove è dipinto in modo più positivo rispetto a quello delle Argonautiche analisi ❖ papiro mutilo nella parte di sinistra = perché è stato ritrovato nei primi decenni del 900 e presenta delle lacune (non solo a sinistra ma anche a destra, ma a sinistra maggiormente perché manca la parte iniziale di parecchi versi) ❖ pantoqi vv 1 =probabilmente è l’integrazione del primo verso e significa “da ogni parte” ❖ epitruzousin vv 1 = verbo onomatopeico: suono fastidioso che significa borbottare → i Telchini borbottano contro il canto di Callimaco ❖ vv 2 = prima i Telchini attaccavano lui come descrive al primo verso, poi è Callimaco a farlo sostenendo che non conoscono musica e poesia ❖ dihnekes vv 3 = aggettivo formato da dia + enek (radice di fero) e significa estensione → secondo Aristotele estensione e struttura dell’esametro garantivano grandiosità all’opera = dunque questo è la prima accusa verso Callimaco e il primo distacco dai canoni aristotelici ❖ vv 5-6 epos elissw = un’altra delle accuse che viene poste a Callimaco è quella di scrivere come un bambino (che non sa articolare frasi più lunghe) testi ed opere troppo brevi + a quest’accusa si aggiunge quella per cui Callimaco non rende onore agli eroi (altri intenti) ❖ oligostixos dunque l’oligostikia vv 9 = probabilmente, nella risposta ai Telchini (definita razza spinosa, capace di divorarsi il fegato), egli cita Fileta di Kos (nella sezione mancante) come esempio di oligostikos → nel senso che compose pochi versi nel suo componimento: “Demetra” (che viene infatti implicitamente citata nella parola “qesmoforos al vv 11)
❖ vv 9 e 11 = richiama autori della classicità che furono capaci di comporre pochi versi ma che hanno molta fama (oltre a Fileta di Kos anche Mimnermo viene citato) → citare questi due è per Callimaco un modo per difendersi T4: ELOGIO DELLA BREVITA’ ➢ Tratto dall’inno ad Apollo → Callimaco in questo modo si difende dalle accuse che gli vengono poste: in ogni occasione e in ogni contesto Callimaco inserisce la sua dichiarazione di poetica = autodifesa del poeta ➢ L’occasiono sono le feste Carnee in onore di Apollo ➢ metro = esametri dattilici ➢ presenti molte similitudini → fiume (forse l’Eufrate) è molto grande ma non puro - > così come nei componimenti degli autori a lui contemporaneo manca la cura e il labor limae // diversamente sostiene che dalla piccola sorgente sgorga acqua pura e incontaminata (che dunque rappresenta la sua brevitas e la sua poesia) MA NON E’ UNA CONDANNA NEI CONFRONTI DI OMERO, semplicemente sono cambiati i tempi analisi ❖ fwonos vv? = alcuni sostengono che non sia identificabile con nessuno altri ritengono che sia identificabile in Apollonio Rodio in virtù della polemica che c’era tra i due T5: CONTRO GLI INVIDIOSI ➢ Tratto dall’epigramma 21 (scrisse numerosi epigrammi, sia erotici, sia funebri etc…) è un epigramma fittizio funerario per suo padre ➢ il defunto è la persona loquens (anche in epigrafia latina) → il defunto parla non di se stesso, ma del padre e del figlio ➢ IL TEMA E’ L’INVIDIA E IL BISOGNO DI ESSERE RICORDATI DI FAMA e RICORDARE LA SUA GRANDEZZA E LA SUA BRAVURA T12: IL PROLOGO DEL SOGNO ➢ è considerato il vero prologo perché quello dei Telchini è più una difesa letteraria e una polemica contro i contemporanei APOLLONIO RODIO la vita e la poetica ▪ nato ad Alessandria ▪ passa del tempo a Rodi → da qui il nome “Rodio” molto probabilmente