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Costi e Classificazione: Diretti, Indiretti e Responsabilità Economica, Appunti di Programmazione e controllo

Come classificare e imputare i costi diretti e indiretti in un'impresa. Vengono presentati criteri oggettivi per imputare costi diretti e comunanza per imputare costi indiretti. Inoltre, vengono discusse le responsabilità economiche di centri di spesa, costo, ricavo e investimento.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 01/03/2021

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sun-moon 🇮🇹

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La contabilità direzionale si articola in:
- Contabilità generale nasce dal sistema informativo dell’azienda e segue una procedura preordinata,
rilevando grandezze quantitative di natura finanziaria, economica e patrimoniale generate dalle attività
aziendali. Tali rilevazioni vengono organizzate sistematicamente in conti e prospetti con l’obiettivo di
determinare il risultato di periodo e il capitale di funzionamento tramite la redazione di bilancio.
Partendo da tale bilancio si possono ottenere ulteriori informazioni riguardanti lo stato economico,
patrimoniale e finanziario dell’impresa attraverso il calcolo di indici e flussi (analisi di bilancio).
La contabilità generale è destinata principalmente ai soggetti esterni allazienza, i cosiddetti
stakeholders, dona uno sguardo ex post cioè consuntivo e backward looking all’azienda; la tempistica
di redazione è lunga ma richiede estrema precisione; si tratta di una contabilità obbligatoria per legge,
va tenuta secondo criteri standard ed è necessario applicare il metodo della partita doppia; osserva
solo misure monetarie.
Ma questo non è sufficiente per verificare l’andamento economico e finanziario di una linea di
produzione, o di un singolo prodotto, o conoscerne i costi fissi, il costo delle materie prime, i costi di
distribuzione, la redditività.
- Contabilità analitica rappresenta un sistema usato per il monitoraggio interno dei costi e dei
ricavi rielaborati, fornendo informazioni di supporto al management (determinazione prezzi e volume,
make-or-buy, analisi redditività, valutaz aree di business, eliminazione di linee di produzione), al
controllo di gestione (controllo dell’efficacia e dell’efficienza, definzione degli standard dei costi e
valutazione delle performance delle unità organizzative) e fa da supporto alla contabilità generale
(valutazione magazzino e dei beni pluriennali). La contabilità analitica è orientata all’analisi consuntiva
o preventiva rielaborando le informazioni per l’analisi di centri di responsabilità, le fasi di processo e i
prodotti e ottenere informazioni per migliorare i costi di prodotto, di centro e di processi. A differenza
della contabilità generale, la contabilità analitica è destinata ai soggetti interni all’azienda; non è
obbligatoria per legge facoltativa); ha tempistiche di compilazione brevi (solitamente fine mese o
inizio del mese successivo); deriva da rilevazioni contabili ed extracontabili tenendo presente anche le
misure non monetarie.
- Budget cioè un documento creato con funzione di previsione di spesa di un’organizzazione in un
dato periodo di tempo con l’obiettivo di raggiungere un determinato risultato. Il budget ha
funzioni di programmazione e coordinamento delle attività aziendali e svolge anche la funzione di
motivazione degli stessi dipendenti per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato. Solitamente il
budget viene predisposto con largo anticipo rispetto allo svolgimento della stessa.
- Scostamenti sono rappresentati dalla differenza tra un importo consuntivo e uno standard
(o preventivo di budget) per poi procedere ad un’analisi quantitativa delle cause delle differenze.
CLASSIFICAZIONE DEI COSTI
- costi variabili e costi fissi: i costi variabili sono originati da fattori produttivi il cui consumo complessivo
varia al variare dei volumi di produzione di un particolare prodotto. Vi possono verificare diverse
casistiche: variabilità lineare, quando la variazione del costo totale è proporzionale ai volumi di
produzione; variabilità crescente o decrescente, quando i consumi complessivi di un dato fattore
produttivo variano in misura più che proporzionale alla variazione dei volumi. I costi fissi invece non
variano al variare della produzione fino al raggiungimento di un certo livello della produzione stessa.
Classificazione in base alla riferibilità ed oggettività nella misurazione dei costi rispetto all’ogg:
- costi specific/speciali e costi comuni: i costi specifici sono costi generati da fattori produttivi utilizzati
in via esclusiva per lo svolgimento di un dato processo produttivo e valutabili in modo oggettivo. I costi
comuni sono i costi condivisi con altri oggetti di calcolo e quindi non legati in maniera biunivoca a una
determinata produzione, bensì parametrica cioè vengono attribuiti ai centri e ai prodotti attraverso
una ripartizione o allocazione con caratteristiche di soggettività.
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La contabilità direzionale si articola in:

- Contabilità generale nasce dal sistema informativo dell’azienda e segue una procedura preordinata,

rilevando grandezze quantitative di natura finanziaria, economica e patrimoniale generate dalle attività aziendali. Tali rilevazioni vengono organizzate sistematicamente in conti e prospetti con l’obiettivo di determinare il risultato di periodo e il capitale di funzionamento tramite la redazione di bilancio. Partendo da tale bilancio si possono ottenere ulteriori informazioni riguardanti lo stato economico, patrimoniale e finanziario dell’impresa attraverso il calcolo di indici e flussi (analisi di bilancio). La contabilità generale è destinata principalmente ai soggetti esterni all’azienza, i cosiddetti stakeholders, dona uno sguardo ex post cioè consuntivo e backward looking all’azienda; la tempistica di redazione è lunga ma richiede estrema precisione; si tratta di una contabilità obbligatoria per legge, va tenuta secondo criteri standard ed è necessario applicare il metodo della partita doppia; osserva solo misure monetarie. Ma questo non è sufficiente per verificare l’andamento economico e finanziario di una linea di produzione, o di un singolo prodotto, o conoscerne i costi fissi, il costo delle materie prime, i costi di distribuzione, la redditività.

  • Contabilità analitica rappresenta un sistema usato per il monitoraggio interno dei costi e dei ricavi rielaborati, fornendo informazioni di supporto al management (determinazione prezzi e volume, make-or-buy, analisi redditività, valutaz aree di business, eliminazione di linee di produzione), al controllo di gestione (controllo dell’efficacia e dell’efficienza, definzione degli standard dei costi e valutazione delle performance delle unità organizzative) e fa da supporto alla contabilità generale (valutazione magazzino e dei beni pluriennali). La contabilità analitica è orientata all’analisi consuntiva o preventiva rielaborando le informazioni per l’analisi di centri di responsabilità, le fasi di processo e i prodotti e ottenere informazioni per migliorare i costi di prodotto, di centro e di processi. A differenza della contabilità generale, la contabilità analitica è destinata ai soggetti interni all’azienda; non è obbligatoria per legge (è facoltativa) ; ha tempistiche di compilazione brevi (solitamente fine mese o inizio del mese successivo); deriva da rilevazioni contabili ed extracontabili tenendo presente anche le misure non monetarie.
  • Budget cioè un documento creato con funzione di previsione di spesa di un’organizzazione in un dato periodo di tempo con l’obiettivo di raggiungere un determinato risultato. Il budget ha funzioni di programmazione e coordinamento delle attività aziendali e svolge anche la funzione di motivazione degli stessi dipendenti per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato. Solitamente il budget viene predisposto con largo anticipo rispetto allo svolgimento della stessa.
  • Scostamenti sono rappresentati dalla differenza tra un importo consuntivo e uno standard (o preventivo di budget) per poi procedere ad un’analisi quantitativa delle cause delle differenze. CLASSIFICAZIONE DEI COSTI
    • costi variabili e costi fissi : i costi variabili sono originati da fattori produttivi il cui consumo complessivo varia al variare dei volumi di produzione di un particolare prodotto. Vi possono verificare diverse casistiche: variabilità lineare, quando la variazione del costo totale è proporzionale ai volumi di produzione; variabilità crescente o decrescente, quando i consumi complessivi di un dato fattore produttivo variano in misura più che proporzionale alla variazione dei volumi. I costi fissi invece non variano al variare della produzione fino al raggiungimento di un certo livello della produzione stessa. Classificazione in base alla riferibilità ed oggettività nella misurazione dei costi rispetto all’ogg:
    • costi specific/speciali e costi comuni : i costi specifici sono costi generati da fattori produttivi utilizzati in via esclusiva per lo svolgimento di un dato processo produttivo e valutabili in modo oggettivo. I costi comuni sono i costi condivisi con altri oggetti di calcolo e quindi non legati in maniera biunivoca a una determinata produzione, bensì parametrica cioè vengono attribuiti ai centri e ai prodotti attraverso una ripartizione o allocazione con caratteristiche di soggettività.

Classificazione in base alla modalità di attribuzione dei costi agli ogg di calcolo.

  • costi diretti e indiretti : costi diretti sono direttamente imputabili all’oggetto con criteri oggettivi e di specialità; costi indiretti sono imputabili all’oggetto di costo secondo criteri di comunanza, utilizzando opportune basi di riparto che possono essere a valore (es costo materie e manodopera) o quantitative (quantità materie prime, ore manodopera, volume di produzione ecc) Es di costo speciale indiretto: forza motrice e quota manutenzione impianti I costi speciali possono essere diretti o indiretti, mentre quelli comuni sono sempre indiretti Classificazione in base alla scelta di responsabilità dei costi: .- costi controllabili e non controllabili : i costi controllabili possono essere influenzati da un certo responsabile di centro di responsabilità . - costi parametrici, discrezionali e vincolati, discrezionali: costi fissi discrezionalmente decisi dal manager per sostenere determinati costi (es. marketing e pubblicità, ricerca e sviluppo, formazione perché non sono direttamente collegabili al volume di produzione). I costi vincolati (solitamente costi fissi) sono detti anche sunk costs e si tratta di costi già sostenuti che bisogna sopportare per diversi periodi (es. costo ammortamento e rimanenze iniziali perché vengono portate a nuovo dal periodo precedente) Costi preventivi derivano da stime mirate a riprodurre il costo che si sosterrà svolgendo una certa produzione nell’impresa così come è attualmente configurata Costi consuntivi derivano da misurazioni di valore delle risorse utilizzate ex-post ovvero dopo lo svolgimento dei processi Costi standard sono costi preventivi riferiti a condizioni operative ipotetiche-obiettive che riflettono condizioni operative normali o ideali di acquisizione e impiego di fattori produttivi. Tali costi vengono utilizzati come punto di riferimento per il confronto rispetto al comportamento effettivo dei costi standard. Rappresentano l’espressione degli obiettivi di efficienza rappresentativi delle relazioni input- output definite sulla base di una rigorosa analisi dei processi aziendali col supporto tecnico. I costi standard possono essere: pratici quando si riferiscono a condizioni operative normali o teorici se definiti in considerazione di un livello ottimale di efficienza tecnico-produttiva in condizioni di assenza di qualsiasi circostanza sfavorevole, definiti in considerazione di un livello ottimale di efficienza tecnico- produttiva. Costi di budget si tratta di un dato complessivo riguardante più unità di prodotto e per un periodo delimitato, riferendosi ad un livello di produzione programmato I costi unitari sono composti di una parte costante e di una variabile: la parte costante è data dai costi unitari variabili mentre quella variabile è data dai costi fissi unitari In base all’impiego i costi si possono configurare come:
    • Costo primo che coincide con il valore delle materie prime impiegate per la realizzazione della produzione (impiegato per calcolare i rendimenti e l’efficienza)
    • Costo industriale di produzione che considera nel calcolo i costi inclusi nel costo diretto e quote di costi in indiretti fissi di produzione (es ammortamenti produttivi) (costo impiegato per la valutazione di rimanenze e per la scelta dei processi produttivi)
    • Costo complessivo , include la valorizzazione di tutti i fattori produttivi (diretti, indiretti, variabili, fissi ecc). Tale costo viene impiegato per la determinazione dei risultati di classi di operazioni
    • Costo economico-tecnico che include sia i costi correlati alla fase di trasformazione fisica che quelli connessi ai processi di commercializzazione, amministrazione e generali - figurativi come lo stipendio direzionale. Tale costo viene impiegato per la valutazione dei prezzi e per i calcoli di convenienza

I prezzi di trasferimento sono prezzi teorici sono i prezzi ai quali avvengono gli scambi di beni o servizi tra le divisioni/aree di business dell’azienda. Le misurazioni di tali prezzi interni hanno come obiettivo l’allocazione ottimale delle risorse e al contempo la neutralità nella misurazione in modo da non danneggiare la redditività delle singole divisioni. Tali prezzi possono:

  • basarsi sul costo di produzione del bene oggetto dello scambio
  • fare riferimento al suo prezzo di mercato: praticato cioè ai clienti o fornitori esternirischio
  • assumere valori misti (negoziati), in questo caso sia la divisione di vendita che quella di acquisto accettano la negoziazione solo se il loto utile aumenta in conseguenza della negoziazione. Prezzo minimo disposto a vendere la divisione cedente = cv per unità + (margine contrib tot su vendite perse/ n unità trasferite), prezzo massimo di accettazione è il prezzo di acquisto dal fornitore *essere imposti dal vertice aziendale I prezzi di trasferimento poi, permettono di sfruttare i regimi con fiscalità di vantaggio, a ridurre l’imponibile fiscale, sopravvalutare nel caso l’equity su società del gruppo in dismissione/quotazione ed evitare problematiche nel rimpatrio di profitti generati in paesi esteri con restrizioni normative. L’ Activity based costing è una metodologia secondo la quale si procede al calcolo dei costi di ogni singola attività individuata e, solo in seguito, assegnati ai prodotti e ai servizi (oggetti di costo) sulla base delle attività che sono state necessarie per produrli e al lor consumo specifico. Il metodo dell’ABC permette di fornire una risposta alla crescente complessità gestionale, infatti attraverso questo modo è possibile considerare sia i classici costi di produzione che i numerosi costi di servizio indiretti che continuano ad aumentare in relazione alla complessità tecnologica, organizzativa e di mercato. Il processo di implementazione dell’ABC consiste in:
  • Mappatura delle attività
  • Allocazione dei costi dei fattori produttivi alle attività sulla base delle risorse assorbite dalla stessa. I costi diretti sono attribuiti in maniera diretta mentre i costi comuni sono utilizzati degli indicatori chiamati “Risource driver” (es ore uomo, mq ecc)-driver di primo livello
  • Identificazione degli activity driver ovvero le determinanti di costo con cui si quantifica il consumo delle attività da parte dei prodotti – driver di secondo livello
  • Calcolo del costo unitario dell’activity driver
  • Allocazione del costo delle singole attività ai prodotti in base al consumo dell’activity driver, moltiplicando il costo unitario per il consumo effettivo Tale sistema è appropriato nei casi in cui vi sia una elevata incidenza dei costi indiretti, elevata competitività e differenziazione, brevi cicli di vita dei prodotti e una disponibilità di sistemi informativi e di capacità di elaborazione. Decisioni operative : si tratta di decisioni per cui non sono richiesti impieghi di risorse in modo permanente, tali decisioni possono essere modificate in maniera semplice e in tempi sostanzialmente brevi (carattere della reversibilità). Tali decisioni, infatti, si riferiscono ad un orizzonte temporale di breve durata e attraverso tali decisioni i manager si assicurano che le risorse siano acquisite e utilizzate in maniera efficace ed efficiente per raggiungere obiettivo aziendale (es variaz listino prezzi senza variare il posizionamento del brand). Le decisioni operative vengono prese analizzando la convenienza economica valutata sulla base di valori reddituali escludendo il valore finanziario del tempo e del rischio. Decisioni strategiche: si tratta di decisioni che considerano un periodo temporale di medio-lungo periodo e per questo non sono facilmente modificabili (irreversibilità), sono decisioni che richiedono un impiego di risorse permanente. Attraverso queste decisioni i manager definiscono gli obiettivi e i cambiamenti negli obiettivi dell’impresa, le risorse da impiegare per raggiungere tali obiettivi, le modalità di acquisizione, impiego e allocazione di tali risorse ai vari programmi strategici analizzando la convenienza economica valutata sulla base di valori finanziari (flussi di cassa attualizzati.

L’analisi differenziale è uno strumento di analisi dei costi che dà delle informazioni di natura economica di supporto a decisioni aziendali confrontando i costi e, eventualmente, i ricavi relativi ad alternative d’azione, al fine di definire il risultato differenziale che scaturisce da una decisione rispetto alla situazione di partenza. Tale analisi deriva da un confronto tra benefici (ricavi sorgenti, costi cessanti) e costi (ricavi cessanti, costi sorgenti) che si verificano nel passaggio da una alternativa all’altra, considerando i costi ed i ricavi rilevanti nelle alternative; si tratta di valori che sono evitabili in situazioni alternative rispetto a quella di partenza o che si generano solamente in esse. I costi irrilevanti, cioè presenti nello stesso valore in tutte le alternative messe a confronto, non incidono nel calcolo differenziale, in quanto la loro differenza è nulla. Una informazione è chiamata rilevante quando si riferisce ad accadimenti futuri; è specifica delle alternative analizzate; è differenziale ed è incrementale o eliminabile. Costo opportunità è la misurazione dell’alternativa cui si deve rinunciare ogni volta che si effettua una scelta economica, si tratta quindi del beneficio differenziale di un’alternativa più redditizia, alla quale si rinuncia per scegliere quella meno profittevole. Le decisioni prese in condizioni di certezza consistono nell’analizzare:

  • La convenienza economica ad eliminare o aggiungere un segmento all’azienda: introdurre un nuovo segmento è conveniente quando da esso si genera un risultato economico positivo contribuendo a coprire i costi variabili e fissi specifici incrementali, collaborando così alla formazione del risultato operativo aziendale; per decisioni sull’eliminazione di un segmento bisogna confrontare il margine di contribuzione che si perderebbe eliminando il segmento con i costi risparmiati/eliminabili.
  • Convenienza ad effettuare lavorazioni successive: si tratta di valutare la convenienza tra mettere in vendita un semilavorato con un mercato di riferimento esterno, oppure continuare la sua lavorazione all’interno trasformandolo in un altro prodotto. Per tale valutazione è necessario considerare i ricavi e i costi incrementali della fase di lavorazione successiva.
  • Convenienza ad accettare o meno un ordine speciale : si tratta di accettare condizioni particolari id vendita riguardanti la personalizzazione del prodotto/servizio, la sua qualità o i tempi di evasione. Per prendere una simile decisione è necessario valutare la fattibilità tecnica e la convenienza economica nell’accettare l’ordine. Per quest’ultima, oltre ad analizzare i costi e ricavi incrementali, cambia anche in base alla capacità produttiva aziendale, se scarsa o abbondante.
  • Convenienza tra make or buy: decisioni sul produrre internamente un componente o un semilavorato oppure acquistarlo da terzi senza che ciò comporti un investimento cambiando la struttura del capitale investito. Per poter prendere tale decisione è necessario considerare i costi incrementali o eliminabili, la disponibilità, per la produzione necessaria, di capacità produttiva, i costi o benefici derivanti dall’uso della capacità e delle risorse per scopi alternativi. Infine, si procede alla valutazione di convenienza comparando i costi eliminabili dell’alternativa make rispetto ai costi incrementali dell’alternativa buy.
  • Decisioni sull’impiego di risorse scarse: si tratta di decisioni prese nei casi in cui alcune risorse (es capacità produttiva, materie prime ecc) siano disponibili in quantità limitata e in questi casi i costi fissi non sono più rilevanti (in quanto andrebbero sostenuti in ogni caso visto la saturità della capacità produttiva) bensì è importante utilizzare la capacità produttiva per realizzare il mix produttivo che massimizza il reddito operativo aziendale impiegando così al meglio la risorsa scarsa.

Il modello di programmazione e controllo comporta i seguenti step:

  1. Definizione degli obiettivi attraverso il budget
  2. Procedere con l’azione manageriale di trasmissione nuove direttive
  3. Misurazione dei risultati ottenuti inviandoli ai vari responsabili di reparto (reporting)
  4. Calcolo degli scostamenti (ovvero differenza tra i costi preventivi e consultivi)
  5. Analisi degli scostamenti effettuata dai manager operativi e ricerca delle cause
  6. Azioni correttive inviando feedback riguardo il budget iniziale Il costo standard si riferisce ad un costo ipotetico, un costo obbiettivo e riguarda una singola unità di prodotto. Definendo così parametri-obiettivo di efficienza che descrivono le relazioni input-output derivanti dall’analisi dei processi produttivi. Tale costo viene utilizzato quindi sia come termine di confronto per formulare giudizi sulla grandezza dei costi effettivi e sia per definire la meta da raggiungere. I costi standard possono essere pratic i, quando fanno riferimento a condizioni operative normali o teoric i se fanno riferimento a condizioni operative ideali (ipotizzando l’assenza di eventi sfavorevoli). Il costo di budget riguarda più unità di prodotto, abbraccia un cero periodo di tempo e si riferisce ad un livello di produzione programmato Lo standard costing (standardizzazione dei costi) permette di svolgere:
  • Funzione di programmazione : con cui gli standard consentono di determinare analiticamente le risorse da acquisire ed impiegare
  • Funzione contabile , infatti attraverso gli standard vengono valutate le rimanenze e si semplifica il sistema delle registrazioni di contabilità industriale
  • Funzione di controllo : con cui gli standard diventano dei benchmark (parametri di riferimento) di aspettative con cui si confrontano poi le performance effettive
  • Funzione motivazionale : infatti gli standard diventano dei parametri obiettivo da raggiungere e gli operatori aziendali orienteranno il loro comportamento verso il raggiungimento di livelli di efficienza maggiori Costo standard dei fattori produttivi DIRETTI :
  • Materie prime vengono valutate col prezzo unitario di acquisto al netto di sconti/abbuoni e maggiorato degli oneri accessori quali trasporto e imballaggio. Per determinare tale costo standard si prendono in considerazione i trend storici, le caratteristiche dei mercati di approvvigionamento e la forza contrattuale.
  • Manodopera diretta il cui costo standard deriva dal costo medio compreso della retribuzione di base e differita, gli oneri sociali e fringe benefit (se presenti). Viene determinato basandosi sui contratti collettivi di lavoro e sulle condizioni retributive dell’impresa presa in considerazione. Costo standard dei fattori produttivi INDIRETTI (manod. Indiretta, energia elettrica, mater suss e di consumo, manutenzioni, ammortam e combustibili), possono essere determinati con:
  • Approccio analitico , questo approccio comporta l’analisi dei processi produttivi aziendali al fine di stabilire le quantità di risorse necessarie per la produzione. Per ciascuna tipologia di fattore produttivo indiretto è necessario esplicitare un doppio standard fisico: la quantità standard di fattore produttivo e la quantità st. del fattore di collegamento
  • Approccio statistico , basato sull’analisi dei dati storici con cui si arriva direttamente alla determinazione del costo standard senza definire il doppio standard fisico. Vi sono tre diversi modi per applicare l’approccio statistico: il metodo della perequazione grafica con cui l’equazione dei costi totali descrive l’andamento del grafico di dispersione, il metodo del massimo e del minimo con cui la retta passa per il punto di massimo e di minimo corso delle

serie storiche prese in considerazione; metodo dei minimi quadrati con cui l’eq dei costi rappresenta la retta di regressione che minimizza la somma dei quadrati delle differenza i tra i costi indiretti teorici ed effettivi per i vari volumi id produzione L’analisi degli scostamenti consiste nel confronto tra valori preventivi e consuntivi e può essere eseguita sulla base di prodotto o reparto. Lo scostamento globale può essere scomposto per ricercare le cause e attivare il meccanismo di feedback che permette poi l’analisi e l’interpretazione dei risultati. Un’analisi degli scostamenti basata sul reparto permette di controllare meglio l’efficienza delle condizioni operative e correlare meglio l’attribuzione delle responsabilità sull’acquisizione e l’impiego di fattori. L’analisi degli scostamenti si articola in 3 fasi:

  1. Rilevazione degli scostamenti globali per ogni categoria di fattore produttivo
  2. Rilevazione degli scostamenti elementari per ogni categoria di fattore produttivo
  3. Interpretazione degli scostamenti per definire le azioni correttive e valutare le responsabilità Le cause di scostamento possono essere di:
  • Scostamento straordinario, derivante da cambiamenti di carattere eccezionale e temporaneo delle condizioni aziendali e ambientali
  • Scostamento di previsione, rappresentativo di cambiamenti nell’ambiente in cui si colloca l’azienda, come casi di nuovi scenari non esattamente previsti o fenomeni difficilmente ipotizzabili
  • Scostamento di realizzazione rappresentativo della difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi Il normal costing system (sistema di misurazione dei costi a valori normalizzati) è un sistema di valori ibrido, che presenta sia valori consuntivi che valori stimati accogliendo per i fattori diretti i valori consuntivi mentre per i fattori indiretti i valori stimati (la cui quota è determinata valorizzando le unità effettive delle basi di allocazione in ragione di un coefficiente stimato). I valori standard sono più accurati dei valori stimati, infatti quest’ultimi non derivano da una rigorosa analisi del processo produttivo. Però un sistema di misurazione dei costi a valori normalizzati permette una maggiore tempestività delle informazioni di costo e una normalizzazione dei costi con riferimento alla stagionalità e al diverso grado do utilizzo della capacità produttiva. La differenza tra sistema a costi effettivi e sistema a costi normalizzati (normal costing system)
  • il CDA (coeff di allocaz) utilizzato nel sistema a costi effettivi è infrannuale e si basa su valori consuntivi che vengono calcolati alla fine del periodo di riferimento, ne consegue quindi che il costo pieno di prodotto può essere calcolato solo in quel dato momento pregiudicando così la tempestività dell’informazione. In più in presenza di fenomeni di carattere stagionale, il numeratore utilizzato per il calcolo del Cda effettivo può variare in modo sensibile da periodo a periodo e a parità di volume (denominatore) il CDA di period può variare sensibilmente. Infine, il CDA effettivo risente anche del diverso grado di saturazione della capacità produttiva. Infatti nel caso di volumi di produzione che si modificano di periodo in periodo (denominatore del rapporto), il CDA effettivo a parità di costi (num del rapporto) assume valori differenti inducendo erroneamente a considerare che i costi id struttura da addebitare al prodotto varino di periodo in periodo in relazione ai diversi tassi di saturazione della capacità produttiva.
  • L’utilizzo invece di CDA stimati/standard su valori annuali (dato da costi annuali stimati/volumi annuali di produzione stimati) peremtte sia di ottenere informazoni sui costi più tempestive e svincolate dalla rilevazione a consuntivo e sia dineutralizzare gli effetti connessi alla stagionalità di alcune categorie di costo e al diverso tasso di impiego della capacità produttiva cui i costi indiretti fissi sono correlati. Nel processo di normal costing si possono verificare differenze tra i costi indiretti effettivi e i costi indiretti allocati. Nel caso in cui i costi effettivi siano maggiori di quelli allocati si parla di sotto- assorbimento , viceversa si parla di sovra-assorbimento. Le cause di queste differenze possono essere causate da differenze di spesa, di efficienza nell’uso dei fattori produttivi connessi alle basi di allocazione o ancora nei volumi di produzione.

fabbricazione, delle rimanenze finite di materie prime, semilavorati e prodotti finiti), budget degli acquisti di materie prime e dal conto economico preventivo

  • budget economico-finanziari che quantificano le entrate e uscite derivanti dall’attuazione dei budget operativi in base al budget economico (conto economico di budget), budget patrimoniale (stato patrimoniale di budget) e budget finanziario (budget delle fonti e degli impieghi, budget di tesoreria) il BUDGET degli INVESTIMENTI consente di quantificare le uscite finanziarie e risulta essere necessario per adeguare la struttura aziendale ai programmi di gestione. Infatti, il budget degli investimenti aiuta a misurare nel periodo preso in considerazione, l’impatto economico-finanziario delle decisioni di investimento per tipologia di investimento, area di destinazione, momento temporale di impegno e di effettuazione. BUDGET FINANZIARI quantificano e valutano le dinamiche finanziarie derivanti dai programmi di azione della gestione operativa e dalle politiche di investimento e finanziamento, per poter adeguare la struttura aziendale in base alla disponibilità di risorse finanziarie e alla verifica della fattibilità. A tal proposito vengono realizzati il budget di cassa (che evidenzia la distribuzione temporale di entrate e uscite), il rendiconto finanziario (da cui si evince il fabbisogno finanziario netto) preventivo e lo stato patrimoniale preventivo. Per la costruzione del Master budget si comincia dal budget delle vendite (e piano dei volumi di vendita), poi il piano di produzione e budget dei costi di produzione, di acquisti materie prime, dei costi operativi, delle rimanenze finali, del costo del venduto, creazione del conto economico preventivo, del budget degli investimenti BUDGET DELLE VENDITE è un documento di dettaglio che valorizza le previsioni di vendita espresse nel piano delle vendite (in cui le vendite vengono espresse in unità). La stima dei ricavi rappresenta il punto di partenza del processo di elaborazione dell’intero master budget, infatti dal budget delle vendite si prevede la dimensione futura e il tasso di crescita atteso dall’impresa, mentre i volumi di vendita rappresentano input per il piano di produzione e la determinante principale di costi variabili e margini di contribuzione futuri. In più dai ricavi di vendita dipendono anche le entrate monetarie, importo necessario per l’elaborazione del budget di cassa e degli altri budget finanziari. Il piano dei volumi di vendita esprime le previsioni di vendita in unità e solitamente sono preparati utilizzando modelli statistici (analisi di serie storiche) con l’obiettivo di quantificare la domanda di prodotti e servizi nel periodo di budget in particolari mercati sulla base di alcune variabili quali i consumi , la capacità di spesa pro-capite e quindi il reddito, l’intensità della concorrenza ecc. Dal piano dei volumi di vendita possono derivare dei rischi nella previsione legati al troppo ottimismo di valutazione (che può portare ad eccessivi investimenti in capitale fisso e circolante e ad un peggioramento della liquidità) o ad un eccessivo pessimismo (che può comportare la perdita di quote di mercato, l’impossibilità di programmare la produzione a causa di richieste di mercato non preiste, un peggioramento della qualità del prodotto/servizio o allo scarso rispetto dei tempi di consegna) PIANO DI PRODUZIONE è un documento che viene preparto dopo il budget delle vendite e indica il numero di unità di prodotto che si devono produrre nel periodo di budget per soddisfare il piano di vendita tenuto conto delle politiche di gestione delle scorte di prodotti finiti. Nel piano di produzione viene verificata anche la sua fattibilità tecnica prima di elaborare il budget dei costi di produzione di manodopera diretta, consumi materie prime e quello dei costi indiretti di fabbricazione. Da questi budget si traggono notizie essenziali riguardo l’elaborazione del budget finanziario e dello stato patrimoniale preventivo. Le fasi di costruzione del budget di produzione consistono in: individuazione dei fabbisogni di fattori produttivi, copertura dei fabbisogni produttivi, determinazione dei costi standard dei fattori produttivi e dei prodotti, elaborazione del budget economico della produzione ì, dei flussi finanziari e del capitale investito. CONTO ECONOMICO PREVENTIVO che rappresenta la sintesi dei valori espressi nei budget operativi e finanziari e viene redatto una volta verificata la fattibilità economica del programma d’azione. Verificata tale attendibilità, si procede alla predisposizione del budget finanziario, quindi il fabbisogno

di credito, gli oneri finanziari e il reddito ante imposte per poi concludere con la stima per intero del conto economico previsionale compreso del reddito netto operativo BUDGET DEGLI INVESTIMENTI che rappresenta l’impatto economico finanziario, nel periodo di buget di riferimento, delle decisioni di investimento. Per ciascun investimento è neccesario indicare l’ammontare impegnato complessivo e nell’anno di budget, l’ammontare contabilizzato all’inizio , durante e alla fine all’anno di riferimento