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Efficiente Gestione dei Costi: Strumenti e Metodologie, Sintesi del corso di Programmazione e controllo

Una panoramica su come gestire efficacemente i costi in azienda, attraverso l'uso di strumenti di contabilità analitica e la misurazione analitica dei costi. Vengono presentati diversi sistemi di misurazione, come quelli basati su costi tradizionali, basati su attività (ABC), a costi variabili e a costi preventivi. come calcolare i costi diretti e indiretti, e come distinguere costi variabili, fissi e misti. Viene inoltre discusso sulla configurazione di costo e le diverse metodologie utilizzate per calcolare il costo di produzione.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 29/09/2022

martinapiana
martinapiana 🇮🇹

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L’ATTIVITÀ DI DIREZIONE E IL SISTEMA DI MISURAZIONE DEI COSTI
L’attività di direzione: una attività svolta da una specifica categoria, i manager, che si occupano
della management dell’azione, cioè viene visto come soggetto che ha responsabilità di gestione
delle risorse di qualunque tipo come umane, tecnologiche… ecc!
In sostanza svolgono attività per presidiare l’ecacia e ecienza al fine di garantire le adeguate
performance aziendali, cioè risultati positivi della gestione finanziaria e operativa. !
L’attività di direzione allora è presente in ogni
azienda e viene svolta dal manager. !
-Ecacia: attuare processi di gestione che
garantiscano il raggiungimento degli obiettivi
predefiniti (risultati attesi). L’ecacia non è solo
in termini di quantità, ma anche tempo e valore
percepito, quindi la capacità di raggiungere
obiettivi che riguardano l’output, di tipo
qualitativo e quantitativo.*1!
-Ecienza: attitudine ad ottimizzare il rapporto
input-output. Quindi come vengono utilizzate le risorse per generare output dell’azienda, quindi
per essere ecienti bisogna ridurre o limitare gli sprechi. Limitare sprechi vuol dire utilizzare la
giusta quantità e tipologia di risorse necessaria per utilizzare l’output ( consumare la giusta q
quantità di risorse). Quando si consuma più del dovuto stiamo sprecando delle risorse, con
risvolto economico negativo, dato che le risorse utilizzate in azienda sono collegate a voci di
costo, quindi la parola ecienza significa in alcuni casi ridurre costi o tenerli in maniera
adeguata al raggiungimento dell’obiettivo. Al concetto di ecienza si collegano i concetti di
scarto o sfridoo (risorsa che è stata consumata in maniera troppo eccessiva o in modo
carente, data dal fatto che per natura della materia c’è né troppo o è carente). Quindi sono delle
quantità che non troveremo nel ricavo del nostro prodotto.!
In azienda si stabiliscono dei traguardi e il manager ha l’obiettivo di arrivare al traguardo,
applicando delle strategie per arrivare a tale obiettivo. Le aziende si pongono l’obiettivo di essere
ecienti in quanto può dare degli elementi di a vantaggio per i concorrenti. NB In molti settori la
competizione si è giocato per molto tempo in termini di ecienza. !
*1 Chi si occupa di qualità in azienda è giunto a capire che ci sono 4 tipi di qualità:
-Qualità attesa
-Qualità percepita
-Qualità programmata: azienda si propone di ottenere!
-Qualità erogata: quello che l’azienda sa fare !
Se q programmata e qualità erogata sono uguali (=) è ok, ed è ottimo se tali qualità sono uguali
anche ai consumatori o clienti quell’azienda. !
Un altro valore per definire l’ecacia è anche il tempo, quindi quanto siamo disposti ad aspettare
del clienti. Quindi c’è una sorta di collegamento tra tempo e qualità, cioè quanto tempo sono
disposta ad aspettare per quel bene con quelle qualità. !
L’ecienza ed ecacia sono collegate, perchè migliorare troppo ecenza crea eetti negativi
sull’ecacia (vale anche il contrario) . Nelle aziende non vengono attribuiti obiettivi ai manager di
massimizzazione die risultati in termini di ecienza ed ecacia, ma c’è un equilibrio tra ecienza
ed ecacia, che in certi termini è più dicile da realizzare. !
Tutte le decisioni del manager dovrebbe essere prese secondo ecacia ed ecienza. Molte volte
però dipende non solo dall’azienda, ma anche dai concorrenti e dalle esigenze del cliente. !
Attività di direzione si divide in!
-Pianificazione e programmazione: pianificazione significa ragionare su futuro di m/l termine,
invece fare programmi è in periodo di b termine. !
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Scarica Efficiente Gestione dei Costi: Strumenti e Metodologie e più Sintesi del corso in PDF di Programmazione e controllo solo su Docsity!

L’ATTIVITÀ DI DIREZIONE E IL SISTEMA DI MISURAZIONE DEI COSTI

L’attività di direzione : una attività svolta da una specifica categoria, i manager , che si occupano della management dell’azione, cioè viene visto come soggetto che ha responsabilità di gestione delle risorse di qualunque tipo come umane, tecnologiche… ecc In sostanza svolgono attività per presidiare l’efficacia e efficienza al fine di garantire le adeguate performance aziendali, cioè risultati positivi della gestione finanziaria e operativa. L’attività di direzione allora è presente in ogni azienda e viene svolta dal manager.

  • (^) Efficacia : attuare processi di gestione che garantiscano il raggiungimento degli obiettivi predefiniti (risultati attesi). L’efficacia non è solo in termini di quantità, ma anche tempo e valore percepito, quindi la capacità di raggiungere obiettivi che riguardano l’output, di tipo qualitativo e quantitativo.*^1
  • (^) Efficienza : attitudine ad ottimizzare il rapporto input-output. Quindi come vengono utilizzate le risorse per generare output dell’azienda, quindi per essere efficienti bisogna ridurre o limitare gli sprechi. Limitare sprechi vuol dire utilizzare la giusta quantità e tipologia di risorse necessaria per utilizzare l’output (→ consumare la giusta q quantità di risorse). Quando si consuma più del dovuto stiamo sprecando delle risorse, con risvolto economico negativo, dato che le risorse utilizzate in azienda sono collegate a voci di costo, quindi la parola efficienza significa in alcuni casi ridurre costi o tenerli in maniera adeguata al raggiungimento dell’obiettivo. Al concetto di efficienza si collegano i concetti di scarto o sfridoo (risorsa che è stata consumata in maniera troppo eccessiva o in modo carente, data dal fatto che per natura della materia c’è né troppo o è carente). Quindi sono delle quantità che non troveremo nel ricavo del nostro prodotto. In azienda si stabiliscono dei traguardi e il manager ha l’obiettivo di arrivare al traguardo, applicando delle strategie per arrivare a tale obiettivo. Le aziende si pongono l’obiettivo di essere efficienti in quanto può dare degli elementi di a vantaggio per i concorrenti. NB In molti settori la competizione si è giocato per molto tempo in termini di efficienza. *^1 Chi si occupa di qualità in azienda è giunto a capire che ci sono 4 tipi di qualità: - (^) Qualità attesa - (^) Qualità percepita
  • (^) Qualità programmata: azienda si propone di ottenere
  • (^) Qualità erogata: quello che l’azienda sa fare Se q programmata e qualità erogata sono uguali (=) è ok, ed è ottimo se tali qualità sono uguali anche ai consumatori o clienti quell’azienda. Un altro valore per definire l’efficacia è anche il tempo, quindi quanto siamo disposti ad aspettare del clienti. Quindi c’è una sorta di collegamento tra tempo e qualità, cioè quanto tempo sono disposta ad aspettare per quel bene con quelle qualità. L’efficienza ed efficacia sono collegate, perchè migliorare troppo efficenza crea effetti negativi sull’efficacia (vale anche il contrario). Nelle aziende non vengono attribuiti obiettivi ai manager di massimizzazione die risultati in termini di efficienza ed efficacia, ma c’è un equilibrio tra efficienza ed efficacia, che in certi termini è più difficile da realizzare. Tutte le decisioni del manager dovrebbe essere prese secondo efficacia ed efficienza. Molte volte però dipende non solo dall’azienda, ma anche dai concorrenti e dalle esigenze del cliente. Attività di direzione si divide in→
  • (^) Pianificazione e programmazione : pianificazione significa ragionare su futuro di m/l termine, invece fare programmi è in periodo di b termine.
  • (^) Organizzazione: organizzare le risorse e attività necessarie agli scopi aziendali, quindi attribuire i ruoli alle singole persone e dotarsi dal punto di vita quantitativo e qualitativo delle risorse. Tutto ciò avviene prima dello svolgimento della gestione
  • (^) Guida : si aiutano i manager alla presa delle scelte corrette, quindi attività che ci portano alle decisioni che abbiamo programmato.
  • (^) Controllo : si verificano veramente quello che è successo e se i traguardi e obiettivi sono stati raggiunti Le decisioni dell’azienda prese fanno cambiare la cooperazione dei manager nelle singole attività. Quindi ci sono modelli di azienda diverse. Non è sempre detto che un modello sia efficiente in tutte le imprese. Quindi la capacità che si auspica è capire gli elementi dei modelli e capire in quale azienda possono funzionare e in quale no. Lezione 21 febbraio 2022 pomeriggio La gestione si svolge in un ambiente continuo, quindi di norma si svolgono su un tempo pari all’ anno , ma ci sono contesti dove la situazione temporale è diversa, dove ci sono settori dove il ciclo di produzione sono molto lunghi, più di un anno come nel caso nel settore aereo-spaziale. Ci sono spesso catena di attività o di eventi che si colloca in un arco temporale che in alcuni casi precede o segue l’anno. Fabbisogno informativo : in tutte le 4 fasi citate ci sono momenti in cui i manager devono fare delle scelte. Quindi c’è una caratterizzazione comune cioè il dovere di avere delle informazioni, quindi per prendere decisioni adeguate per gli obiettivi che l’azienda vuole realizzare. Questo fabbisogno informativo viene generato pk è necessario avere informazioni, che è un fabbisogno dinamico. I fabbisogni informativi sono collegati con i costi e ricavi e il risultato economico dell’azienda. Il fabbisogno informativo va oltre agli aspetti economici. Quindi… Fabbisogno informativo : Il complesso delle informazioni, di natura quantitativa e qualitativa, che il management aziendale ritiene indispensabile al fine di supportare adeguatamente i processi decisionali Il sistema informativo viene visto come quel metodo che serve a fornire tali informazioni. Si parla di Sistema Informativo Amministrativo (Contabile) ovvero di Controllo Direzionale che a partire da dati monetari e non monetari produce informazioni “economiche”: di supporto all’attività di governo dell’impresa Economiche è tra virgolette perché non sono sempre solo economiche, perché ci sono fatti che dal punto economico sono ininfluenti ma sono importanti in ambito decisione. Come costi dell’azienda di un dipendente il quale viene spostato di un reparto, il quale non fa variare l’ambito economico, ma quello decisionale. Caratteristiche del sistema informativo - (^) Attendibilità - (^) Significatività - (^) Adeguatezza Le informazioni sia dai dati di ingresso devono essere attendibili , quindi i manager devono fidarsi delle informazioni che ricevono, altrimenti c’è il rischio che accantonino tali informazioni. In primo luogo i dati di ingresso e tutto quello che viene dopo devono essere attendibili.
  • i sistemi di gestione dei costi basati sulle attività (ABM);
  • l’assegnazione degli obiettivi economici nell’ambito del budget di responsabilità. Procedure informatiche, in relazione alle specifiche esigenze conoscitive. Procedure organizzative, in relazione a specifiche esigenze di responsabilizzazione. Sistema di controllo direzionale: criteri di progettazione
  • Non un generico flusso di informazioni
  • Informazioni puntuali per specifici destinatari
  • Non esistono principi o meccanismi sempre validi in ogni situazione
  • Piuttosto progettazione ad hoc secondo la teoria della contingenza
  • Nucleo centrale e critico è la configurazione del processo di elaborazione
    • Scelta di strumenti, supporti informatici e procedure organizzative
    • Per soddisfare specifiche finalità conoscitive e di responsabilizzazione, tenuto conto delle peculiarità dei fattori interni ed esterni all’azienda Con riferimento ad entrambe le esigenze il sistema è formato da procedure organizzative, ci deve essere equilibrio tra livello di responsabilità e livello di autonomia decisionale attribuite a un manager e da procedure informatiche. I sistemi direzionali di controllo direzionale vanno modulati in relazione alle dimensioni ecc dell'azienda, vi deve essere una progettazione ad hoc in quanto:
  • non vi deve essere generico flusso di informazione, create senza tener conto delle esigenze dei diversi manager (coloro che si occupano delle vendite e coloro che si occupano della gestione del personale). Un buon sistema direzionale non si misura in relazione alla quantità delle informazioni fornite, ma in base alla qualità di esse e alla loro utilità, non devono essere fornite informazioni che in quel momento non servono; le informazioni che potrebbero essere utili oggi non lo saranno necessariamente domani.
  • deve fornire informazioni puntuali per specifici destinatari.
  • non esistono principi o meccanismi sempre validi in ogni situazione.
  • scelta di strumenti, supporti informatici e procedure organizzative adeguate e tenuto conto delle peculiarità esterne ed interne dell’azienda. La complessità gestionale può essere letta in termini di :
  • (^) Complessità organizzativa : i rettangoli rappresentano unità organizzative, le linee che collegano le unita organizzative rappresentano rapporti di gerarchia.
  • (^) Complessità strategica : è legata ad una scelta di differenziazione di prodotti o di mercati. Le condizioni del contesto interno-esterno (slide 18) : spostandosi verso destra e verso l'alto diventa sempre più alto il grado di complessità delle aziende. Nello schema sono presenti gli strumenti che solitamente vengono utilizzati dalle aziende in base al livello di complessità. Non sempre viene utilizzato solo quello strumento e spesso se ne utilizzano altri. Un'azienda caratterizzata da alta complessità potrebbe utilizzare tutti o gran parte degli strumenti presenti nel grafico.

LA MISURAZIONE DEL COSTO DI PRODOTTO:

LE CLASSIFICAZIONI DEI COSTI E IL SISTEMA DI MISURAZIONE DEI COSTI

Costo di produzione di un prodotto è rappresentato dal valore delle risorse che sono state utilizzate per realizzare quel prodotto. Perciò eventuali sprechi vanno a finire nel costo di produzione. Migliorare dal punto si vista dell'efficienza, per un'azienda, significa minimizzare il costo di produzione. Valorizzare Il consumo delle risorse ci permette di individuare il costo. Gli strumenti di misurazione dei costi fanno riferimento all'oggetto di calcolo (= oggetto di costo), ossia qualsiasi cosa che in quel momento nell'azienda è rilevante e di cui si vuole calcolare il costo. L'oggetto di calcolo più utilizzato è il prodotto, ma può essere anche un un’unità organizzativa, un processo e qualsiasi altra cosa che il manager ritenga importante. Il costo di produzione è diverso dal costo di acquisto che è la q che ha origine in uno scambio monetario posto in essere per acquisire un fattore produttivo a date condizioni di negoziazione.

Il concetto di costo e gli oggetti di calcolo → il costo viene visto come la somma dei valori attribuiti ai fattori produttivi impiegati in una determinata attività produttiva. (Collegamento tra produzione e costo) Oggetto di costo → qualunque cosa con riferimento alla quale il management richiede una misurazione di costo specifica Oggetto di calcolo → entità alla quale viene riferito il calcolo del costo → Di norma l’oggetto ultimo di calcolo (oggetto finale) del costo di produzione è il prodotto/servizio. Può però essere costituito da coordinazioni e/o combinazioni produttive parziali o intermedie rispetto alla combinazione produttiva generale rilevanti per l’informazione economica (oggetti intermedi): Unità produttive, fasi, funzioni aziendali, classi di clienti, aree geografiche .... Criteri di classificazione dei costi (le prime due sono quelle più utilizzate) : Costi diretti e costi indiretti : per questa classificazione si utilizza il criterio di imputabilità. I costi diretti sono quei costi nei quali le risorse che sono state utilizzate per quell'oggetto di calcolo (per esempio costo del personale → professore con contratto che eroga attività didattica su un insegnamento); i costi indiretti sono quei costi per cui non so per certo quali risorse sono state utilizzate (per esempio costo del personale → professore che eroga attività didattiche su più insegnamenti e docente di ruolo in quanto fa anche attività di risorsa). Non esistono dei costi sempre diretti o sempre indiretti, una voce di costo può essere diretta o indiretta in base all'oggetto di calcolo che si vuole esaminare. Come si effettua il calcolo : costi diretti → quantità di risorsa (fattore produttiva) * prezzo/costo di acquisto. Non sempre abbiamo il prezzo di acquisto, perciò bisogna utilizzare altri metodi. Costi indiretti → costi consumati per più oggetti di calcolo, bisogna ripartire questo costo tra i diversi oggetti. Costi totali : base ripartizione = coefficienti di imputazione (ossia quanto di quel costo indiretto andare ad imputare tra i diversi oggetti di calcolo). Metodo diretto Può però essere costituito da coordinazioni e/o combinazioni produttive parziali o intermedie rispetto alla combinazione produttiva generale rilevanti per l’informazione economica (oggetti intermedi): Unità produttive, fasi, funzioni aziendali, classi di clienti, aree geografiche ....

Metodo diretto → q FP * prezzo/costo acquisto

Metodo indiretto → costi totali : base ripartizione = Coefficiente di imputazione

Costo del prodotto oggetto → costi diretti + quota di costi indiretti

Costi variabili e costi fissi: questo metodo è chiamato della variabilità. Nel momento in cui si modifica la capacità produttiva dell’impresa si modificano le voci di costo (aumentano i volumi di produzione e aumenta q consumata), detti costi variabili. Ci sono però risorse che non variano se si aumenta o si diminuisce il valore di produzione, sono dette fisse , anche se non è detto che siano sempre costanti su periodi di tempo annui o sup all’anno. Anche se si dovessero modificare il loro cambiamento però non dipende dal volume di produzione. I costi variabili: nel punto 0 non si producono risorse allora il costo è 0, quindi in termini matematici la retta è uguale a Y=BX quindi… Costi variabili tot= costo variabile unitario* volume di produzione Quando ci sono sprechi molto spesso non si utilizza la materia prima necessaria ma di più. Molte volte si utilizzano valori standard, che è usato soprattutto nel momento in cui ci sono delle analisi a preventivo (al futuro), è come se dicessi al manager della produzione di utilizzare 2 kg di materia prima per creare il prodotto, nel caso in cui ne usasse di più è inefficiente. Un’altra inefficienza potrebbe essere nel p di acquisto che può aumentare o diminuire, che risulta variabile nel tempo, anche se in questo caso c’è un valore standard, che risulta un obiettivo per il manager nell’area di acquisto.

Queste configurazioni si utilizzano per determinare dei risultati economici, che non sono

espressi da bilancio, ma utili ai fini del controllo direzionale, che derivano dal confronto tra

ricavi e le configurazioni di costo

Ricavi - configurazioni variabili= margine lordo di contribuzione

Ricavi - configurazioni diretto = margine semi-lordo di contribuzione

Ricavi - configurazione industriale = risultato industriale

Ricavi - configurazione piena = risultato netto (si avvicina al risalato di bilancio)

Due metodologie più diffuse sono:

- Direct costing : contabilità a costi variabili, se si utilizza questo metodo non si aggiunge

nulla dei costi fissi. Questo può andare bene solo nelle realtà aziendali dove i costi fissi

non sono del tutto significativi, in quanto in molte realtà aziendali non va bene

- Full costing : contabilità a costi pieni, che non avviene alcuna distinzione tra costi fissi

e variabili. Si dovrebbe procedere comunque alla distinzione in modo completo

Calcolo del full costing e ripartizione dei costi indiretti

NB nel direct costing il calcolo è banale, in quanto non ci sono costi indiretti

Il full costing comporta sempre la necessità di ripartire tra centri- prodotti- altre

destinazioni i costi indiretti (industriali, amministrativi e commerciali) e di imputare

oggettivamente i costi diretti.

Metodo di valorizzazione dei costi

- Metodo diretto: Individuazione dei fattori produttivi (F.P.) per i quali si avrà misurazione dei

volumi/quantità di impiego (onere di misurazione, quantificazione non immediata …). Si calcola quantità FP*prezzo/costo acquisto. Criteri di valutazione dei consumi: ad esempio magazzino (LIFO, FIFO, prezzi medi ...) manodopera (costo medio orario d’azienda, di reparto ...)

- Metodo indiretto: scelta dei fattori il cui valore non può essere immediatamente trasferito

all’oggetto di calcolo. Sono valori noti nel loro ammontare complessivo. Si calcola: costi totali/ base ripartizione= coeff di imputazione. La scelta della base di ripartizione: deve esprimere nel migliore dei modi le relazioni di causalità tra i costi e gli oggetti di calcolo. Scelta dei coefficienti di imputazione: coefficiente unico o coefficienti distinti (e se distinti rispetto a cosa: natura funzionale del costo, provenienza, natura del centro di costo ....)

I costi indiretti possono essere ripartiti

- Su base unica

- Su base multipla

SU BASE UNICA tutti i costi indiretti vengono ripartiti con la stessa base imponibile. È molto semplice, ma grossolano, pk c’è una solo base di ripartizione che potrebbe non essere adeguata per ogni voce di costo. SU BASE MULTIPLA per ogni tipologia di costo indiretto viene usata una diversa base di ripartizione. Quindi i costi di tipo industriale, amministrativo e commerciale hanno basi di ripartizione diverse. È una processo lungo, più raffinato. Il principio generale di ripartizione dei costi indiretti è il PRINCIPIO CAUSALE: cioè assegnare ad ogni “oggetto” valori di costo che esprimano il “concorso” di ciascuna risorsa all’ottenimento dell’oggetto stesso. assegnare ad ogni oggetto valori di costo che esprimano il concorso di ciascuna risorsa all’ottenimento dell’oggetto stesso Metodi di misurazione del costo di produzione

- Natura dei valori: scelti per valutare il costo da riferire ai vari oggetti di calcolo

- Metodi di valorizzazione (imputazione) dei costi agli oggetti prescelti

Natura dei valori

  • valori passati
  • Valori attuali
  • Valori futuri previsti o presunti Metodi di valutazione imputazione dei costi agli oggetti prescelti
  • metodo diretto: misurazione e valorizzazione oggettiva dei fattori consumati rispetto all’oggetto di calcolo
  • Metodo indiretto: attribuzione di volume e costo tramite ipotesi di calcolo rispettosi del principi di causalità Differenza tra contabilità generale e contabilità direzionale e analitica Costo del venduto _+ magazzino prodotti finiti inizio periodo
  • Costo dei beni prodotti —————————————————— = beni disponibili per la vendita -_ (^) magazzino prodotti finiti fine periodo = costo del venduto Costo dei beni prodotti _Materiali diretti MOD Costi indiretti di produzione imputabili —————————————————- = costi di produzione
  • magazzino semilavorati inizio periodo -_ (^) Magazzino semilavorati fine periodo - (^) ————————————————- = costo dei beni prodotti Costi eliminabili e ineliminabili →Si riferisce all’utilizzo di una risorsa impiegata unicamente per il processo di produzione di un dato prodotto. Quando la produzione di quel prodotto cessa, anche il costo per la risorsa in questione non viene più sostenuto. In prima approssimazione si possono fare alcune generalizzazioni, in caso di cessazione della produzione di un dato prodotto:
  • I costi fissi specifici possono essere eliminati
  • I costi fissi comuni non possono essere eliminati. Attenzione a verificare le ipotesi specifiche caso per caso!

LA CONTABILITÀ PER CENTRI DI COSTO

  1. I prodotti vengono realizzati nell’ambito dei centri di costo, ed è nei centri di costo che si consumano le risorse L’obiettivo finale è sempre lo stesso, il costo dei prodotti, ma con metodologie diverse di solito più complesse. Struttura del costo di prodotto 1.Come già visto si imputavano i costi diretti ai prodotti e costi indiretti con base unica o multipla ai singoli prodotti 2.L’imputazione di costi variabili diretti sono in base ai centri di costo 3.Il costo non è in base ai centri, ma in base alle attività, quindi q consumate per attività (Mod)? Pk tra parentesi?* Centri di costo : sono dei contenitori di costo normalmente coincidenti con unità organizzative della struttura aziendale, di solito coincidono con unità organizzative. Di solito pk non sono sempre tutte prese in considerazione Vengono chiamati centri di costo pk si consumano risorse e ci sono dei costi Classificazione dei centri di costo
  • Centri produttivi (operativi): è nato nell’ambito di aziende industriali
  • Centri ausiliari (di supporto): cono centri di supporto alla prima categoria, dove non c’è produzione in senso stretto, ma supportano i centri operativi
  • Centri funzionali (di struttura o generali): centri che svolgono attività generali, molto volte obbligatori che non sono collegate alla produzione Funzioni dei centri di costo Perché molto spesso a differenza di una imputazione diretta come vista, i centri di costo ci danno informazioni più attendibili del costo del prodotto e permette il controllo dell’efficienza economica delle unità organizzative Contabilità per centri di costo
  • calcola il costo di prodotto per aiutare la direzione a prendere decisioni “corrette”
  • imputa i costi ai centri e con ciò aiuta a guidare e responsabilizzare i manager in termini di “efficienza economica” (anche in assenza di budget) – determina il consumo di risorse di ciascun centro Requisiti dei centri di costo
  • omogeneità tecnico-economica: se non si riesce ad avere omogeneità non possono essere utilizzate nel modo corretto le informazioni per fare delle scelte
  • Presenza di un responsabile: ogni centro di costo deve avere un manager come responsabile, questo non significa che per ogni centro di costo ci sia un singolo manager, ma ci potrebbe essere un manager che è responsabile per più centri di costo
  • Rilevanza economica- strategica Fasi di lavoro: A. imputazione dei costi ai centri: costi variabili o costi fissi diretti. Solitamente i costi indiretti industriali vanno imputati ai centri produttivi e ausiliari, invece i cuori indiretti commerciali e amministrativi sono imputati ai centri funzionali ͬͬ ϰ  SURGRWWL  SURGRWWL  SURGRWWL ULVRUVH ULVRUVH ULVRUVH FHQWULGL FRVWR DWWLYLWj /2,&+( 0(72'2/2,(', &$/&2/2'(/&2672',352'** ϱ  0$ 02' $PPWL 6SHQ,QG 6WLSHQGL HFF   0$ 02' &RVWR&HQWUR &RVWRFHQWUR  &RVWR&HQWURQ   0$ 02' &RVWR$WWLYLWj$ &RVWR$WWLYLWj%  &RVWR$WWLYLWj=  6WUXWWXUDGHO³FRVWRGLSURGRWWR´ ͬͬ ϰ  SURGRWWL  SURGRWWL ULVRUVH FHQWULGL ULVRUVH FRVWR DWWLYLWj ϱ  0$ 02' $PPWL 6SHQ,QG 6WLSHQGL HFF   0$ 02' &RVWR&HQWUR &RVWRFHQWUR  &RVWR&HQWURQ   0$ 02' &RVWR$WWLYLWj$ &RVWR$WWLYLWj%  &RVWR$WWLYLWj=  6WUXWWXUDGHO³FRVWRGLSURGRWWR´

ma aumentano anche il costo del personale, cioè ok riduce MOD, ma c’è necessità di figure specializzate o altamente specializzate che si occupano della manutenzione e programmazione di linee automatizzate.

  • (^) terziarizzazione interna →progressivamente i costi ausiliari pesano di più dei costi di produzione
  • (^) decentramento produttivo → localizzare i processi di produzione in altri paesi pk costo di produzione minore (→ costo di lavoro MOD, costo materie prime)
  • (^) gestione per progetti e per processi →si è cominciato a ragionare in prospettiva di progetti- commessa, quindi avere degli oggetti di riferimento che non sono attività organizzative, che siano qualcosa di alternativo dei centri di costo, che siano diversi dal prodotto, che siano commessa o progetto. Dal punto di vista del controllo dei costi… ecc, quali sono le implicazioni ? → combinando gli elementi detti prima ci sono delle situazioni aziendali che possono esserci cambiamenti tecnologici, cambia la trattura dell’output, cambiano le analisi dei costi e l’imputazione dei costi, pk si inseriscono nuovi oggetti di calcolo.
  • (^) sviluppo dell’informatica In base alle decisioni ci dobbiamo avvalere di dirisi strumenti, pk tutti hanno dei punti a favore o dei punti di debolezza. reporting→ ultima fase, dove i dati sono resi ai manager e come vengono rappresentate ai manager.

ABC (SESSIONE 9)

Le cause di perdona di rilevanza dei metodi tradizionali

  • (^) Accorciamento dei cicli di vita dei prodotti → in linea di massima il ciclo di vita del prodotto ( →ideazione, progettazione, ingegnerizzazione, produzione, impiego, assistenza e manutenzione, eliminazione). Si ha nel caso di innovazione ( → in quanto la domanda dei prodotto viene modificata e quindi viene in qualche modo differenziato il prodotto), in caso di dinamiche della domanda (→ se si riduce la domanda il prodotto viene definito obsoleto e viene eliminato dal mercato), e in caso dei comportamenti dei concorrenti. Per ridurre il tempo di vita del prodotto è grazie alla riduzione del tempo di ideazione e lancio di un prodotto, cioè può avvenire con nuove tecniche di progettazione (→ come simultaneo engineering le fasi vengono svolte in parallelo e non in conseguenza) o attraverso analisi di mercato, analisi dei concorrenti, attraverso previsioni di vendita attendibili. Dal punto di vista economico è necessario sottolineare che esiste una sostanziale differenza tra 1.costi impegnati e 2. Costi sostenuti
  • (^) Aumento fenomeni di anticipazione dei costi →
  • Impatto della diversità e della complessità
  • Dinamica dei costi indiretti Contabilità per centri di costo→ si fonda sulle unità organizzative ABC → si fonda su attività e processi ABC→determinare un costo pieno di prodotto evitando le distorsioni provocante da una ripartizione semplicistica dei costi indiretti di prodotto mediante l’individuazione delle attività che operano per il prodotto e del corrispondente cost driver. L’assunto su cui si basa l’ABC è che i prodotti, i servizi, i clienti, consumano le attività del processo produttivo, e queste ultime, utilizzando i vari fattori produttivi, generano i costi La creazione di output crea avvolgimento di attività, le quali consumano risorse che creano costi. Cost driver → impuntano costi alle attività e poi le attività agli oggetti di calcolo ABC→ si determina un costo complessivo non escludendo alcune voci di costo Diff Attività → insieme di operazioni elementari di gestione tecnicamente omogenee, i cui costi hanno un determinante comune. Le attività sono costituite da un insieme di operazioni/compiti elementari:
  • realizzati da un individuo o da un gruppo,
  • che rispondono ad un know-how specifico,
  • omogenei in rapporto ai loro comportamenti di costo e performance,
  • che partono da un certo numero/tipologia di input (lavoro, macchine, informazioni, ecc.),
  • che permettono di ottenere un determinato output,
  • destinati ad un cliente interno o esterno. Processo → insieme di attività aventi in comune un “obiettivo”. Costruzione della mappa delle attività, costruzione di un modello di consumo delle risorse La differenza tra sistemi basati sui CdC e ABC
  • (^) Ciò che differenzia sostanzialmente i due sistemi è la natura e la dimensione del contenitore intermedio dei costi: l’attività nel sistema activity based costing, l’unità organizzativa nel sistema basato sui centri di costo.
  • (^) Le differenze riguardano sostanzialmente:
    • il riferimento alla struttura organizzativa: è completamente assente nella definizione di attività mentre è presente come primo elemento distintivo del centro di costo (il centro di costo è un’unità organizzativa...);
    • la dimensione dell’aggregato intermedio: dal confronto delle due definizioni emerge chiaramente che il contenitore attività è spesso più piccolo del contenitore centro di costo, in quanto “...può essere svolta da un individuo o da un gruppo..” mentre il centro di costo – trattandosi di un’unità organizzativa – comprende necessariamente strutture e un organico dedicato.

I driver delle attività e gli oggetti di calcolo I driver delle attività misurano il consumo delle attività da parte degli oggetti del calcolo e servono per assegnare i costi delle diverse attività agli oggetti medesimi Il modello ABC riserva particolare attenzione alle attività di supporto e in special modo alle così dette transazioni Attività di supporto, non industriali, sono a supporto del processo produttivo, ma anche di processi industriali che molti soggetti definiscono transazioni →scambio fisico o di informazioni in supporto a processi aziendali (i principali, produzioni, commercializzazione) Questi sono le attività che comportano scambi di materie e informazioni necessarie allo svolgimento della produzione. Le principali sono

  • (^) di logistica→ scambio fisico e di informazioni
  • (^) Di bilanciamento→ programmare l’attività dei processi produttivi nel modo più posti bile lineare per riuscire a usare le risorse a disposizione
  • Di qualità
  • Di cambiamento Sono attività dove c’è un magg impatto di quella che si definisce complessità Le strategie di differenziazione aumenta la complessità dell’attività, →collegata sempre dall’amento delle transazioni. Fattori alla base della complessità → motivi che aumentano la complessità gestionale. Numero di fornitori, n di ordine d’acquisto, n di componenti e materie prime, n di cambiamenti di progettazione del prodotto o del servizio, n di modifiche ai programmi di produzione, n di prodotti, n di caratteristiche, opzioni e accessori del prodotto-servizi. L’individuazione delle attività Criteri di fondo che aiutano a definire i confini di un’attività: due attività dovrebbero essere considerate distintamente se soddisfano almeno una delle seguenti condizioni
  1. Rappresentano una percentuale significativa dei costui aziendali
  2. la determinante ultima dei costi (cost driver) della prima attività è differente da quella della seconda attività;
  3. ciascuna delle due attività è fonte distinta di differenziazione per l’azienda. Processo →nasce da insieme di attività con stessa finalità orientate da uno specifico output. Sono attività interdipendenti, viste come attività svolte in conseguenza. In effetti nello svolgimento di un’attività sappiamo quale siano le risorse e l’output che da origine all’attività. L’output dell’attività 1 da input attività 2 → responsabile dell’attività 1 viene visto come fornitore attività 2, come il responsabile attività 2 viene visto come cliente dal responsabile attività 1 Tema irrilevante per la qualità non viene vista solo nell’ambito della vendita, ma anche nelle divisioni tra fasi. Organigramma →i processi danno una rappresentazione diversa dall’organigramma, pk l’organigramma ci dice quali sono le attività organizzative (il nome delle attività), come è divisa in maniera gerarchica. I processi ci dicono come sono collegate le attività simili anche se svolete in diverse divisioni, quindi sono più difficili da rappresentare. Di solito modifiche nella struttura non modificano in alcun modo il processo L’imputazione dei costi delle attività ai prodotti , o agli altri ogg di calcolo avviene attraverso l’identificazione degli activity driver ossia dalle basi di ripartizione che consentono di esprimere il legame di consumo delle attività da parte dell’oggetto di calcolo considerato (prodotto, servizio, cliente, etc.). I “driver delle attività” (Activity Driver) misurano il “consumo” delle attività da parte degli oggetti del calcolo e servono per imputare i costi delle diverse attività agli oggetti medesimi. Si arricchisce la platea degli ogg di calcolo→

COSTO STANDARD

I costi standard → non sono costi a consultivo, ma a preventivo → dipendendo da risorse ideali che fanno riferimento a risorse sia per il p e del consumo di tali risorse. Sono parametri obiettivo → rappresentano il risultato che si vuole raggiungere, risalato che è un frutto dell’operare del manager, in termini economici e non solo → dopo di tale obiettivo il manager andrà a valutare le differenze tra consultivo e preventivo → SCOSTAMENTI 2 tipologie di costo standard:

  • (^) Pratici → condizioni operativi normali con un consumo di risorse che si verificano senza introdurre cambiamenti significativi nel svolgere l’attività. Quindi in sintesi sono le condizioni a preventivo nel passato
  • (^) Teorici → condizioni operative ideali che ipotizzano l’assenza di qualsiasi circostanza sfavorevole (senza scarti, senza tempi morti, senza sfridi). Questa va confrontato con i dati pratici in quanto bisogna verificare quanto si discosta dal dato pratico. Funzioni:
  • (^) di programmazione → : la misurazione degli standard consente di determinare analiticamente le risorse da acquisire ed impiegare. →Soprattutto quelli di primo tipo (pratico), per avere una realistica programmazione delle risorse.
  • (^) Di controllo → gli standard sono un parametro di riferimento (benchmark) che rappresenta aspettative di performance con cui confrontare le performance effettive. Hanno un ruolo determinante nella “direzione per eccezioni” che prevede correttivi all’insorgere di scostamenti nei risultati.Si parla di modello di controllo cibernetico, con possibilità di autoregolazione a feedback, che utilizza le informazioni sulle varianze tra costi effettivi e standard per dare il via ad azioni correttive.…→Dove poi si fa un confronto tra preventivo e consultivo.
  • (^) Motivazionale → Attraverso la definizione di parametri-obiettivo si orienta il comportamento degli operatori aziendali, favorendo il raggiungimento di livelli di efficienza più elevati. Una criticità è rappresentato dal fatto che le variabili che spiegano la motivazione dei diversi attori aziendali sono molte e differenziate. Altro punto critico è la definizione del giusto “livello” da fissare per gli obiettivi: 1. troppo bassi: facili da raggiungere, possono limitare le performance a livelli più bassi di quelli effettivamente raggiungibili; 2.troppo elevati: appaino da subito irraggiungibili e non incentivano all’impegno, e anche in questo caso non vengono raggiunti risultati ottimali per l’azienda… →Si può inserire in un discorso in cui la remunerazione del manager è collegato con gli obiettivi che lui stesso prende a preventivo e i medesimi vengono commisurati con il consultivo (bilancio)
  • (^) Contabili→ la misurazione degli standard permette la valutazione delle rimanenze e la semplificazione del sistema delle registrazioni di contabilità industriale: 1.Valutazione delle rimanenze: elimina l’influenza di situazioni contingenti sui costi effettivi, che potrebbe rendere il valore delle rimanenze meno significativo. Attenzione che l’uso dei costi standard potrebbe non essere compatibile con i principi contabili. 2.Semplificare le registrazioni di contabilità industriale: quando gli scostamenti sono irrilevanti, oppure per rendere omogenee le valorizzazioni dei prelievi di magazzino, o anche per evitare complesse misurazioni analitiche dei costi effettivi, quando la differenza con i costi standard non è così rilevante. Formula Costo standard= p standard* q standard P standard →indica il prezzo di acquisto unitario del fattore produttivo; Ps Q standard →identifica la quantità di fattore produttivo necessaria ad ottenere una unità di prodotto finito; Qs Stiamo fissando un parametro obiettivo → cioè siamo fissando o Ps o Qs Il costo standard (Cs) rappresenta il valore del fattore produttivo incorporato in una unità di prodotto finito Determinazione del Cs Materie prime Prezzo unitario di acquisto al netto di sconti e abbuoni, maggiorato degli oneri accessori (trasporto, imballaggio).

Si determina tenendo conto dei trend storici e delle prospettive future, considerando le caratteristiche dei mercati di approvvigionamento, le loro particolarità e volatilità. Possono essere anche influenzati da fattori soggettivi, quali il potere contrattuale. E’ la quantità di fattore produttivo che viene impiegata per la produzione di una unità di prodotto Viene determinata con criteri che si basano su leggi fisiche, chimiche e delle scienze applicate (ingegneristiche), tenuto conto delle specifiche caratteristiche tecnico produttive dell’impresa La differenza tra quantità standard e specifica di output è data dal “materiale improduttivo” (sfridi, scarti, materiali residui o di recupero…), che rende necessario l’utilizzo di una maggiore quantità di fattore produttivo, nel processo di produzione, rispetto alla quantità incorporata nel prodotto alla fine del processo stesso. Specifica di output = Quantità standard * (1-%di materiale improduttivo) Quantità standard= Specifica di output /(1-%di materiale improduttivo) Manodopera diretta Tariffa oraria media che comprende la retribuzione di base, quella differita, gli oneri sociali ed eventuali fringe benefits Si determina sulla base dei contratti collettivi di lavoro e delle specifiche condizioni retributive dell’impresa Tiene conto del mix dei differenti costi orari dei singoli lavoratori Vanno considerate voci di costo comprese nella retribuzione, quali TFR, oneri sociali, permessi, malattia. Viene definita analizzando tempi e metodi di lavoro e cicli di lavorazione Nella definizione devono essere considerati sia i dati storici che le possibilità offerte dalle eventuali nuove tecniche di lavorazione, o i miglioramenti dovuti all’apprendimento La differenza tra quantità standard e specifica di output è data dai “tempi di lavoro improduttivi” (pause, tempi di fermo macchina, pulizia ….) che rendono necessario l’utilizzo di una maggiore quantità di manodopera, nel processo di produzione, rispetto alla quantità incorporata nel prodotto alla fine del processo stesso. Specifica di output = Quantità standard * (1-%di materiale improduttivo) Quantità standard= Specifica di output /(1-%di materiale improduttivo) Manca un pezzo… Determinazione dei costi standard Fattori produttivi indiretti Risorse che non possono essere attribuite direttamente ad un prodotto, ma risorse che vengono utilizzare per la realizzazione di più prodotti. Bisogna fare ricorso a coefficienti di ripartizione- fattori di collegamento. Questi fattori indiretti di prodotto sono pervasivi quindi si possono trovare in strutture in tutta l’azienda e sono eterogenei da punto di vista dell’attività. Possono essere costi fissi o variabili o misti. Due diversi approcci

  • (^) analitico → attenta analisi dei processi o attività, cioè uno studio attento approfondito e analitico, dove si evidenzia qualche sia la q delle risorse che consumiamo nella realizzazione dell’output dell’azienda. Si ricorre a un doppio standard fisico: si determina un primo standard fisico tra fattore produttivo e il fattore di collegamento e un secondo standard fisico tra fattore di collegamento e prodotto. Cs = Ps x Qs (fattore produttivo) x Qs (Fattore di collegamento)
  • (^) Statistico→ si formano su dati storici, non c’è un’analisi della realtà, ma c’è k’applicazione di tecniche statistiche sulle serie storiche. È un metodo più semplice, ma non si permette l’orientamento del miglioramento. CIT=CIF+ civ*Q=CIF+CIV Principali metodi statistici
  • (^) Metodo della perequazione grafica: L’equazione dei costi indiretti totali corrisponde alla retta che meglio approssima l’andamento del grafico di dispersione delle combinazioni Costo/Qtà