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Laprogrammazione e controllo aziendale, con particolare attenzione alla definizione degli obiettivi, alla redazione del bilancio e del forecast, all'analisi dei risultati attraverso l'Analisi degli scostamenti e l'utilizzo di indicatori KPI. Vengono inoltre approfonditi i concetti di liquidità, competitività e subottimizzazione, con l'obiettivo di fornire strumenti utili per la gestione aziendale.
Tipologia: Appunti
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PROGRAMMAZIONE: è la definizione degli obiettivi. Il bilancio non è il cuore della programmazione ma è utilissimo per l’analisi dei risultati, per il livello atteso di redditività e competitività. Le aziende nel primo trimestre dell’anno redigono il bilancio che sarà poi sottoposto ai soci ed approvato. Molto prima di questo momento, all’incirca a settembre/ottobre, si effettuerà un FORECAST, ossia una previsione. Questa previsione si esprimerà all’interno del Conto Economico preconsuntivo dai dati che saranno resi ufficiali l’anno seguente. Sarà un C.E. scalare reddituale che focalizza meglio i risultati rispetto a quello civilistico. Per costruire questi dati si utilizzano come basi la contabilità generale e il managerial accounting. I risultati che saranno evidenziati dal CE ci diranno se la gestione programmata è andata a buon fine o meno, e in questo caso ci dice di quanto possa essere il gap, attraverso l’Analisi degli scostamenti. Esiste comunque un margine di tolleranza. Day by day: si tratta di un’azienda non programmata, nella quale si decidono i comportamenti giorno per giorno. I problemi che vengono scoperti oggi, verranno risolti il giorno dopo. Controller: colui che è specializzato in programmazione e controllo, ha il compito di utilizzare il bilancio per valutare i risultati attesi, non quelli ottenuti, ossia valutare se sono accettabili e quanto. È opportuno che le aziende determinino relazioni, bilanci, trimestrali. Perché?Abbiamo bisogno di feedback perché la programmazione definisce degli obiettivi che sono principalmente tre, e si abbinano poi nello specifico a determinati indicatori KPI (key performance indicators): management interculturale business idea marketing indice qualità prodotti REDDITIVITÀ: è un attributo della gestione di un’azienda profit oriented. Espressione di adeguatezza di un certo livello di profitto. Si valuta attraverso un indicatore. Subottimizzazione: leve comerciali. È capacità di remunerare i fattori produttivi (capitale, lavoro e mezzi tecnici) adeguatamente, indicatore ROE, che indica la remunerazione del capitale. Nel caso del lavoro il grado di turnover è significativo ma va considerato il settore cui appartiene l’azienda (ad es. alto turnover in società di consulenza è buono) COMPETITIVITÀ: è la capacità di un’azienda di competere nel mercato di sbocco e su quello di acquisizione, cioè capire se sarò capace di acquisire i fattori produttivi a buon prezzo/buone condizioni/buona qualità. Devo valutare come si stanno comportando i competitors, quali strategie stanno progettando.La competitivà si misura sul mercato di sbocco attraverso la quota di mercato, ossia il rapporto tra il fatturato e quello complessivo. Vi sono molteplici indicatori, dipende dal numero di mercati in cui lavora l’azienda. Si misura sia sul mercato di acquisizione (capacità di ottenere al miglior prezzo i fattori produttivi, ad es. ottenere denaro con il minimo interesse possibile) sia sul mercato di sbocco (ad es. se un’impresa è competitiva, nel caso in cui il mercato si ampli, la sua fetta cresce di conseguenza; al contrario se un’azienda non è competitiva vedrà la sua fetta di mercato diminuire nel momento in cui esso si espande) FATTORI PRODUTTIVI LAVORO: capacità di essere competitivi nel mercato di acquisizione con riferimento al fattore risorse umane. È individuabile dal turnover (tasso di ricambio del personale. È un indicatore di competitività sul mercato di acquisizione. Le società di consulenza hanno un elevato turnover. Questo va rapportato tra imprese dello stesso settore. CAPITALE: per misurare la competitività con riferimento al capitale si può usare il costo medio ponderato del capitale MEZZI TECNICI ROE: return on equity. Un certo profitto deve essere obbligatoriamente comparato a capitale sociale e copertura di rischio. Kpi: sono indicatori che permettono di identificare la REDDITIVITÀ e tutti gli altri fattori: liquiditià, competitività, efficienza, qualità e sostenibilità. LIQUIDITÀ: è un attributo, capacità dell’azienda di avere denaro per far fronte agli impieghi finanziari, oppure se n’è approvigionata in presenza delle condizioni economiche migliori. Un’azienda è liquida se paga gli stipendi in tempo, paga i fornitori entro le scadenze. È importante per capire se posso autofinanziarmi nel momento in cui vorrò ad esempio ampliare il mio stabilimento. Non ho liquiditià sufficiente quando manca liquidità personale, capitale dei soci e capitale prestato dalla banca. Indicatori di liquidità:
avere la liquidità necessaria per assolvere ai miei debiti, per questo è importante progettare con largo anticipo, per poter raccogliere i fondi necessari. ANALISI DEI DATI DEL BUSINESS: quando vi è una crescita della quota di mercato, dovuta a: (è un’analisi a supporto della programmazione) Big data: svolgo analisi per capire se ci sono motivazioni per quello che è successo e studiare soluzioni per migliorare. Business analytics: più analisi faccio, tramite tecnologia infomatica e business intelligence, più è probabile che quel numero sia affidabile Programmazione: indicatore quota di mercato attesa, può andare a scapito della redditività. Non posso trascurare il fatto che ci siano più modi per aumentare la competitività:
EBITDA→margine operativo lordo, margine di contribuzione dei costi fissi. MdCU-costi fissi Miglioramento dell’EBITDA determinato da:
INDUSTRIE 4.0: sono più evolute. Un materiale con l’etichetta viene identificato dal sistema, quindi so dove è posizionato. Tencologie informatiche applicate al personale, non alla produzione. Tali tecnologie diminuiscono i CFT: il personale che rimane deve essere formato per far funzionare nuovi sistemi. BUYER: direttore degli acquisti. Il programmatore deve chiedere se è possibile ridurre il prezzo. Inizia quindi una negoziazione tra buyer e direttore delle vendite. Il buyere esegue una serie di attività di sensibilizzazione per creare un contesto positivo con il direttore delle vendite, dove si relazione il corebusiness, migliorando i rapporti di fiducia. BREAK EVEN POINT BEP RT=CT c’è un pareggio dei costi tra RT e CT. La quantità rappresenta il pareggio dell’azienda. A destra della quantità si ha un guadagno. Per ogni quantità in meno si ha una perdita.
esso troviamo ad esempio l’EBITDA, indicatore fondamentale del risultato dell’azienda, che il controller sottoporrà a DRILL DOWN (scavare a fondo) attraverso i sistemi informatici per la gestione, Business Intelligence, Data Analytics, per vedere come si è arrivati a quel risultato.
COSTI VARIABILI: salari (agli operai di MOD), Materie Prime, provvigioni, consumo elettrico macchinari, Forza Elettromotrice (fem), in generale i costi che variano col variare della qt prodotta. OUTSOURCING: esternalizzare alcuni dei processi produttivi. Posso affidarli a terzisti che li compiono al posto mio, trovo imprese che possono fare questi step al posto mio ad esempio facendo scouting sul web. Posso fare produrre (vedi industria smartphone) le varie parti del mio prodotto dai diversi fornitori (SUBASSEMBLY). Posso esternalizzare fasi specifiche ad alto impatto ambientale come ad es. la verniciatura affidandole ad imprese specializzate. Nell’ INTERNET OF THINGS 4.0 (vedi Amazon) a seconda del livello di vendite che mi aspetto per l’anno successivo posso agganciare o sganciare NODI PRODUTTIVI (fornitori), ossia aziende che fabbricano il prodotto che io vado a rivendere. Questo implica che l’impresa madre non debba più iniziare nuovi investimenti per far fronte all’aumento di produzione, né disinvestimenti nel caso opposto, cambiando quindi solo i costi variabili. DELOCALIZZAZIONE: Posso anche spostare parte o tutta la produzione all’estero per diminuire il costo del lavoro e trovare migliori condizioni tributarie. Questi elementi influiscono positivamente sul ROE ma devo considerare anche le differenze di skills (capacità professionali)fra i vari paesi che cambieranno i tempi di produzione, i costi di trasloco e di trasporto che aumenteranno. Le grandi aziende hanno reparto interno che si occupa di valutare i costi e i benefici della delocalizzazione in varie aree del mondo, le piccole medie aziende si rifanno agli studi ad es. di Confindustria che sono però ovviamente non personalizzati e meno frequenti. DOWNSIZING: ristrutturazione dell’azienda attraverso la riduzione del personale, per delocalizzazione o per crescente automazione, causata da un’innovazione di processo (l’innovazione può essere di prodotto ma anche di processo) PPM: parts per million, inteso come la media di pezzi fallati per milione di pezzi prodotti. WORLDCLASS MANUFACTURING gruppo di elite di aziende che hanno un PPM bassissimo, ad es. Brembo. CROSS SELLING: vendita incrociata, ti attiro con un prodotto ma nel frattempo approfitto per proportene anche altri. Invitare i venditori a non fermarsi a vendere un oggetto, ma arricchire la singola vendita con con più oggetti.