Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Programmazione e controllo aziendale, Appunti di Programmazione e controllo

Laprogrammazione e controllo aziendale, con particolare attenzione alla definizione degli obiettivi, alla redazione del bilancio e del forecast, all'analisi dei risultati attraverso l'Analisi degli scostamenti e l'utilizzo di indicatori KPI. Vengono inoltre approfonditi i concetti di liquidità, competitività e subottimizzazione, con l'obiettivo di fornire strumenti utili per la gestione aziendale.

Tipologia: Appunti

2018/2019

In vendita dal 07/01/2022

mca_23
mca_23 🇮🇹

4.7

(3)

18 documenti

1 / 8

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
PROGRAMMAZIONE
PROGRAMMAZIONE: è la definizione degli obiettivi. Il bilancio non è il cuore della programmazione ma è utilissimo per l’analisi dei
risultati, per il livello atteso di redditività e competitività.
Le aziende nel primo trimestre dell’anno redigono il bilancio che sarà poi sottoposto ai soci ed approvato. Molto prima di questo
momento, all’incirca a settembre/ottobre, si effettuerà un FORECAST, ossia una previsione. Questa previsione si esprimerà
all’interno del Conto Economico preconsuntivo dai dati che saranno resi ufficiali l’anno seguente. Sarà un C.E. scalare reddituale
che focalizza meglio i risultati rispetto a quello civilistico. Per costruire questi dati si utilizzano come basi la contabilità generale e il
managerial accounting. I risultati che saranno evidenziati dal CE ci diranno se la gestione programmata è andata a buon fine o
meno, e in questo caso ci dice di quanto possa essere il gap, attraverso l’Analisi degli scostamenti. Esiste comunque un margine di
tolleranza.
Day by day: si tratta di un’azienda non programmata, nella quale si decidono i comportamenti giorno per giorno. I problemi che
vengono scoperti oggi, verranno risolti il giorno dopo.
Controller: colui che è specializzato in programmazione e controllo, ha il compito di utilizzare il bilancio per valutare i risultati attesi,
non quelli ottenuti, ossia valutare se sono accettabili e quanto. È opportuno che le aziende determinino relazioni, bilanci,
trimestrali.
Perché?Abbiamo bisogno di feedback perché la programmazione definisce degli obiettivi che sono principalmente tre, e si
abbinano poi nello specifico a determinati indicatori KPI (key performance indicators):
management interculturale
business idea
marketing
indice qualità prodotti
REDDITIVITÀ: è un attributo della gestione di un’azienda profit oriented. Espressione di adeguatezza di un certo livello di profitto. Si
valuta attraverso un indicatore.
Subottimizzazione:
leve comerciali.
È capacità di remunerare i fattori produttivi (capitale, lavoro e mezzi tecnici) adeguatamente, indicatore ROE, che indica la
remunerazione del capitale. Nel caso del lavoro il grado di turnover è significativo ma va considerato il settore cui appartiene
l’azienda (ad es. alto turnover in società di consulenza è buono)
COMPETITIVITÀ: è la capacità di un’azienda di competere nel mercato di sbocco e su quello di acquisizione, cioè capire se sarò
capace di acquisire i fattori produttivi a buon prezzo/buone condizioni/buona qualità. Devo valutare come si stanno comportando i
competitors, quali strategie stanno progettando.La competitivà si misura sul mercato di sbocco attraverso la quota di mercato,
ossia il rapporto tra il fatturato e quello complessivo. Vi sono molteplici indicatori, dipende dal numero di mercati in cui lavora
l’azienda. Si misura sia sul mercato di acquisizione (capacità di ottenere al miglior prezzo i fattori produttivi, ad es. ottenere denaro
con il minimo interesse possibile) sia sul mercato di sbocco (ad es. se un’impresa è competitiva, nel caso in cui il mercato si ampli, la
sua fetta cresce di conseguenza; al contrario se un’azienda non è competitiva vedrà la sua fetta di mercato diminuire nel momento
in cui esso si espande)
FATTORI PRODUTTIVI
LAVORO: capacità di essere competitivi nel mercato di acquisizione con riferimento al fattore risorse umane. È individuabile dal
turnover (tasso di ricambio del personale. È un indicatore di competitività sul mercato di acquisizione. Le società di consulenza
hanno un elevato turnover. Questo va rapportato tra imprese dello stesso settore.
CAPITALE: per misurare la competitività con riferimento al capitale si può usare il costo medio ponderato del capitale
MEZZI TECNICI
ROE: return on equity. Un certo profitto deve essere obbligatoriamente comparato a capitale sociale e copertura di rischio.
Kpi: sono indicatori che permettono di identificare la REDDITIVITÀ e tutti gli altri fattori: liquiditià, competitività, efficienza, qualità
e sostenibilità.
LIQUIDITÀ: è un attributo, capacità dell’azienda di avere denaro per far fronte agli impieghi finanziari, oppure se n’è approvigionata
in presenza delle condizioni economiche migliori. Un’azienda è liquida se paga gli stipendi in tempo, paga i fornitori entro le
scadenze. È importante per capire se posso autofinanziarmi nel momento in cui vorrò ad esempio ampliare il mio stabilimento.
Non ho liquiditià sufficiente quando manca liquidità personale, capitale dei soci e capitale prestato dalla banca.
Indicatori di liquidità:
-net financial position: cassa+crediti finanziari-debiti finanziari
-liquidità differite (denaro che devo incassare)
-liquidità correnti (denaro depositato in banca)
Capacità di assolvere agli impegni finanziari assunti entro le scadenze prestabilite, senza aprire nuovi debiti. L’illiquidità è spesso
prodromica al fallimento, qualora diventi cronica. L’indicatore della posizione finanziaria è NFP (Net Financial Position)= cassa +
crediti finanziari debiti finanziari. Devo ricordare che se progetto una crescita di produzione devo considerare la crescita dei costi
che dovrò affrontare, perché le uscite precedono sempre le entrate (investimenti in macchinari, ordini ai fornitori etc.) e devo
pf3
pf4
pf5
pf8

Anteprima parziale del testo

Scarica Programmazione e controllo aziendale e più Appunti in PDF di Programmazione e controllo solo su Docsity!

PROGRAMMAZIONE

PROGRAMMAZIONE: è la definizione degli obiettivi. Il bilancio non è il cuore della programmazione ma è utilissimo per l’analisi dei risultati, per il livello atteso di redditività e competitività. Le aziende nel primo trimestre dell’anno redigono il bilancio che sarà poi sottoposto ai soci ed approvato. Molto prima di questo momento, all’incirca a settembre/ottobre, si effettuerà un FORECAST, ossia una previsione. Questa previsione si esprimerà all’interno del Conto Economico preconsuntivo dai dati che saranno resi ufficiali l’anno seguente. Sarà un C.E. scalare reddituale che focalizza meglio i risultati rispetto a quello civilistico. Per costruire questi dati si utilizzano come basi la contabilità generale e il managerial accounting. I risultati che saranno evidenziati dal CE ci diranno se la gestione programmata è andata a buon fine o meno, e in questo caso ci dice di quanto possa essere il gap, attraverso l’Analisi degli scostamenti. Esiste comunque un margine di tolleranza. Day by day: si tratta di un’azienda non programmata, nella quale si decidono i comportamenti giorno per giorno. I problemi che vengono scoperti oggi, verranno risolti il giorno dopo. Controller: colui che è specializzato in programmazione e controllo, ha il compito di utilizzare il bilancio per valutare i risultati attesi, non quelli ottenuti, ossia valutare se sono accettabili e quanto. È opportuno che le aziende determinino relazioni, bilanci, trimestrali. Perché?Abbiamo bisogno di feedback perché la programmazione definisce degli obiettivi che sono principalmente tre, e si abbinano poi nello specifico a determinati indicatori KPI (key performance indicators): management interculturale business idea marketing indice qualità prodotti REDDITIVITÀ: è un attributo della gestione di un’azienda profit oriented. Espressione di adeguatezza di un certo livello di profitto. Si valuta attraverso un indicatore. Subottimizzazione: leve comerciali. È capacità di remunerare i fattori produttivi (capitale, lavoro e mezzi tecnici) adeguatamente, indicatore ROE, che indica la remunerazione del capitale. Nel caso del lavoro il grado di turnover è significativo ma va considerato il settore cui appartiene l’azienda (ad es. alto turnover in società di consulenza è buono) COMPETITIVITÀ: è la capacità di un’azienda di competere nel mercato di sbocco e su quello di acquisizione, cioè capire se sarò capace di acquisire i fattori produttivi a buon prezzo/buone condizioni/buona qualità. Devo valutare come si stanno comportando i competitors, quali strategie stanno progettando.La competitivà si misura sul mercato di sbocco attraverso la quota di mercato, ossia il rapporto tra il fatturato e quello complessivo. Vi sono molteplici indicatori, dipende dal numero di mercati in cui lavora l’azienda. Si misura sia sul mercato di acquisizione (capacità di ottenere al miglior prezzo i fattori produttivi, ad es. ottenere denaro con il minimo interesse possibile) sia sul mercato di sbocco (ad es. se un’impresa è competitiva, nel caso in cui il mercato si ampli, la sua fetta cresce di conseguenza; al contrario se un’azienda non è competitiva vedrà la sua fetta di mercato diminuire nel momento in cui esso si espande) FATTORI PRODUTTIVI LAVORO: capacità di essere competitivi nel mercato di acquisizione con riferimento al fattore risorse umane. È individuabile dal turnover (tasso di ricambio del personale. È un indicatore di competitività sul mercato di acquisizione. Le società di consulenza hanno un elevato turnover. Questo va rapportato tra imprese dello stesso settore. CAPITALE: per misurare la competitività con riferimento al capitale si può usare il costo medio ponderato del capitale MEZZI TECNICI ROE: return on equity. Un certo profitto deve essere obbligatoriamente comparato a capitale sociale e copertura di rischio. Kpi: sono indicatori che permettono di identificare la REDDITIVITÀ e tutti gli altri fattori: liquiditià, competitività, efficienza, qualità e sostenibilità. LIQUIDITÀ: è un attributo, capacità dell’azienda di avere denaro per far fronte agli impieghi finanziari, oppure se n’è approvigionata in presenza delle condizioni economiche migliori. Un’azienda è liquida se paga gli stipendi in tempo, paga i fornitori entro le scadenze. È importante per capire se posso autofinanziarmi nel momento in cui vorrò ad esempio ampliare il mio stabilimento. Non ho liquiditià sufficiente quando manca liquidità personale, capitale dei soci e capitale prestato dalla banca. Indicatori di liquidità:

  • net financial position: cassa+crediti finanziari-debiti finanziari
  • liquidità differite (denaro che devo incassare)
  • liquidità correnti (denaro depositato in banca) Capacità di assolvere agli impegni finanziari assunti entro le scadenze prestabilite, senza aprire nuovi debiti. L’illiquidità è spesso prodromica al fallimento, qualora diventi cronica. L’indicatore della posizione finanziaria è NFP (Net Financial Position)= cassa + crediti finanziari – debiti finanziari. Devo ricordare che se progetto una crescita di produzione devo considerare la crescita dei costi che dovrò affrontare, perché le uscite precedono sempre le entrate (investimenti in macchinari, ordini ai fornitori etc.) e devo

avere la liquidità necessaria per assolvere ai miei debiti, per questo è importante progettare con largo anticipo, per poter raccogliere i fondi necessari. ANALISI DEI DATI DEL BUSINESS: quando vi è una crescita della quota di mercato, dovuta a: (è un’analisi a supporto della programmazione) Big data: svolgo analisi per capire se ci sono motivazioni per quello che è successo e studiare soluzioni per migliorare. Business analytics: più analisi faccio, tramite tecnologia infomatica e business intelligence, più è probabile che quel numero sia affidabile Programmazione: indicatore quota di mercato attesa, può andare a scapito della redditività. Non posso trascurare il fatto che ci siano più modi per aumentare la competitività:

  • offro al buyer qualcosa affinchè compri più prodotti, per incrementare la quota di mercato
  • riduco il prezzo al buyer, vendendo più prodotti a un prezzo unitario inferiore, in questo modo diminuisce la redditività. Punto a vendere il più possibile. *Subottimizzazione: quando provo a migliorare la quota di mercato ma senza peggiorare la redditività. OSS: NON MASSIMIZZO UN INDICATORE PERCHÉ QUALCUN ALTRO SUBIRÀ LE CONSEGUENZE. Devo tenere conto di tutti gli indicatori: una possibile soluzione per aumentare la quota di mercato sono le leve commerciali: ossia faccio saldi, concedendo dilazioni per i pagamenti. Es: il fornitore faceva pagare il 40% alla consegna e il 60 dopo 1 mese. Se gli compro più prodotti mi chiede il 60% alla consegna e il 40 dopo 1 mese. Ho 1.6 un mese e 1.4 il mese dopo, piuttosto che 1.5 di media, quindi cambiano i flussi. EFFICIENZA: è un attributo, qualità della gestione aziendale. Esprime la capacità dell’azienda di impiegare la minor quantità possibile e al minor prezzo possibile di risorse per ottenere un determinato risultato. Significa mantenere la quota di mercato, migliorando l’efficienza, significa impiegare una quantità di input produttivi inferiori per produrre output, non sprecando materie prime. Es: Nel caso facessi manutenzione ordinaria dei macchinari, ogni tot ore di lavoro macchina, in quel tempo il macchinario resterebbe fermo e non utilizzerei al meglio tutte le risorse. Allora potrei comprare un altro macchinario che produce gli stessi prodotti, ma da utilizzare solo nel periodo di manutenzione. Analisi costo beneficio: significa calcolare la convenienza dell’investimento, cioè l’utilità del macchinario nuovo Attività e condizioni di attività: per “attività” intendiamo la situazione o livello di attività che mi aspetto per l’anno successivo. Per migliorare l’attività devo migliorare l’efficienza. Le condizioni di attività sono situazioni e scelte riferite alle unitàproduttive che determinano un certo livello di efficienza. Es: le scelte sulla dislocazione delle attività produttive, sulle tipologie di impianti, sulle strategie, sulle tecnologie. OSS: se non ho liquidità, non posso migliorare l’attività. Posso modificare le mie condizioni di attività, migliorando l’efficienza e la redditività. Ampliamento capacità produttiva: significa comprare o costruire un maccinario o capannone, ma anche cercare di comprare o affittare un’unità produttiva all’estero in cui si possa produrre senza doversi fisicamente spostare. Visione che presenta un costo di reversibilità minore di quello di reversibilità che potrebbe essere un macchinario o un capannone. Posso farlo tramite:
  • utilizzo del mondo del Web→marketing intelligence supplier on web
  • recarsi alle fiere, in questo modo ottengo consulti, contatti di ditte ecc. QUALITÀ: migliorare la redditività, profitto, signicia migliorare la qualità del prodotto. Ad esempio: se produco o vendo freni più costosi provo a tutelare il mio cliente, fornendo servisi aggiuntivi, in questo modo nasce la FEDELTÀ DEL CLIENTE. CONTROLLO: non c’è programmazione senza controllo. Mi permetto di capire se la programmazione è rispettata o se ci sono eventi esogeni in modo da poter gestire la situazione. Si tratta di un’attività svolta nell’anno x+1 per tenere sott’occhio l’andamento dei miei obiettivi. Analisi che potrà portarmi conferme oppure portarmi ad effettuare cambiamenti. Non è solo un confronto tra target atteso e quello realizzato, ma è anche reazione. Durante l’anno è opportuno fare un Controllo concomitante: o in itinere, serve per capre se vi sono scostamenti rilevanti rispetto ai target prefissati e attivare eventuali azioni correttive. Tali controlli vengono effettuati durante l’anno. Controllo consuntivo: o quello preconsuntivo, ossia quello di novembre, serve per pubblicare dei dati per avere informazioni e redigere il bilancio. È un controllo consuntivo in ambito finanziario e economico che ha uno schema imposto dal codice civile. Serve per avere informazioni per creare n budget per il prossimo esercizio. Viene effettuato a fine anno, ma lo ricontrollano poi verso febbraio/marzo. Non serve a modificare nulla, serve per avere una guida per la redazione di un BUDGET per l’anno successivo. Viene definito controllo preconsuntivo perché viene effettuato verso settembre/ottobre, non il 31/12. Viene effettuato negli ultimi 3 mesi dell’anno perché l’andamento dorebbe rimanere simile. OSS: Altre imprese non fanno il budget a settembre e non lo controllano poi a marzo, ma lo fanno direttamente a marzo.

EBITDA→margine operativo lordo, margine di contribuzione dei costi fissi. MdCU-costi fissi Miglioramento dell’EBITDA determinato da:

  • miglioramento dei costi: riduzione dei costi
  • miglioramento dei ricavi: aumento dei ricavi
  • miglioramento di entrambi. earnings before interests, taxes, depreciation and amortization è uguale al MOL (margine operative lordo) presenta l’utile lordo di interessi, tasse, ammortamenti etc. EBIT: earnings before interests; reddito operativo→MOL prodotto= (prezzo – costi variabili)x q MOL AZIENDALE MOL PRODOTTO CONTABILITÀ INDUSTRIALE: misurata con i costi dei prodotti. Il costo determina il prezzo del prodotto. Per esempio il costo di un bene prodotto in serie è più facile calcolare il costo di ogni singolo componente. I prodotti su commessa invece non sono costi standardizzabili, bisogna progettare e definire un costo di un qualcosa che non è ancora stato prodotto e non vengono mai identici. La caratteristica della commessa è proprio l’unicità del prodotto. Calcolo costo prodotto Prodotto in serie Prodotto su commessa e caratteristica della commessa downsizing RELAZIONE/ANALISI COSTI VOLUMI: esiste una relazione, in quanto alcuni costi hanno come variabile i volumi e altre le quantità. Non sempre i costi diminuiscono all’aumentare delle quantità, ad esempio quando produco sfruttando il macchinario al 100% e aumento la quantità prodotta, devo fare un nuovo investimento, cambiando macchinari ad esempio. MOI: manodopera indiretta, per esempio per far manutenzione. Non è un costo attribuibile direttamente ai prodotti. MOD: manodopera diretta
  • come si abbassa: spostandomi all’estero, costruendo in quel paese degli stabilimenti e organizzando i trasporti. NATURA DEI COSTI Costi variabile: 1materie prime 2 salari: costo della manodopera. 2 provvigioni commerciali→più vendo e più mi vengono riconosciute le provvigioni 4consumo da parte dei macchinari e forza elletromotrice COSTI FISSI:
  • diretti: attribuibili ad un prodotto
  • indiretti: costi fissi- costi diretti che è possibile attribuire direttamente ai prodotti. costi fissi: 2stipendi: costo del fattore produttivo degli impiegati. Gli stipendi si dividono in amministrativi, commerciali e tecnici. 3affitti, canoni leasing e ammortamenti: costi che l’azienda sostiene per affittare qualcosa che non possidere per produrre o pubblicizzare. 4 luce degli uffici 5 SERVIZI (LOGISTICI, CONTABILI DI BILANCIO E FISCALI, TECNICI DI QUALITÀ, LEGALI, CONSULENZE) consulenze tecniche, commerciali e amministrative e legali→esternalizzazione OUT SOURCING: privazione di capacità interna per approvigionarsi dall’esterno. Esternalizzo un processo produttivo, lo faccio effettuare da altri→compro un processo produttivo che non posso o non mi conviene produrre all’interno. DIFFERENZA COSTI VARIABILI E FISSI
  • costi indiretti e ripartizione

INDUSTRIE 4.0: sono più evolute. Un materiale con l’etichetta viene identificato dal sistema, quindi so dove è posizionato. Tencologie informatiche applicate al personale, non alla produzione. Tali tecnologie diminuiscono i CFT: il personale che rimane deve essere formato per far funzionare nuovi sistemi. BUYER: direttore degli acquisti. Il programmatore deve chiedere se è possibile ridurre il prezzo. Inizia quindi una negoziazione tra buyer e direttore delle vendite. Il buyere esegue una serie di attività di sensibilizzazione per creare un contesto positivo con il direttore delle vendite, dove si relazione il corebusiness, migliorando i rapporti di fiducia. BREAK EVEN POINT BEP RT=CT c’è un pareggio dei costi tra RT e CT. La quantità rappresenta il pareggio dell’azienda. A destra della quantità si ha un guadagno. Per ogni quantità in meno si ha una perdita.

  • abbassare il punto di pareggio: si sposta la curva dei RT, aumentando i prezzi. Bisogna ridurre i costi fissi e il costo variabile unitario. In questo modo si abbassa la pendenza del CT.
  • abbassare MP e MOD: contrattando con il fornitore, in modo da ottener sconti. O esternalizzando. È consigliabile stare lontani dal punto di pareggio e avere un punto di pareggio il più basso possibile. Lo ottengo:
  • facendo in modo che CFT scenda passando da CFT1 a CFT2 e avrò il pnto di pareggio nel punto 2.
  • provo ad abbassare la curva dei costi variabili CV. CV è il coefficiente nella pendenza della curva, ridurre CVU (MP e MOD) significa far pendere meno la curva. CVU composizione: è composto da:
  • MP= prezzo materie prime x coefficiente materie prime MOD=prezzo manodopera x tempo di lavoro. Strategie per ridurre i CFT:
  • chiudere stabilimenti compattando negli altri la produzione o allocare all’esterno alcune produzioni.
  • ridefinizioni della struttura della capacità produttiva: cambio la struttura, passo da 3 stabilimenti a 2, aumentando macchinari.
  • ridurre i pagamenti all’esterno se ho stabilimenti all’esterno.
  • compio operazioni di innovazione sostituendo le persone all’innovazione tecnologia ERP (automatizzazione informatica di una serie di lavori d’ufficio). Strategie per ridurre i CVU:
  • Abbassare il prezzo a cui si comprano le materie prime o fare in modo che non aumentino.
  • studiare il trade off, cioè l’analisi costo-beneficio e proporre tempi adeguati per fare contratti con i fornitori. Disinvestimenti Investimenti Avviamento=goodwill E.R.P CT=CFT+SVT CT= CFT+CVU*Q MOI: mano d’opera indiretta. Non è un costo variabile secondo la quantità prodotta. Determina un salario dei dipendenti non inclusi nel processo produttivo, ad esemio coloro che effettuano il setup sui macchinari.
  • MP-→BOM→VALORIZZAZIONE DELLA BOM: La distinta base è l’insieme dei componenti di un prodotto. Ogni prodotto avrà una quantità prodotta per un prezzo unitario. È la parte di un documento che riepiloga tutte le MP che abbiamo comprato per l’azienda. Non possiede il costo unitario.
  • MOD diretta: magazzino,manutentori,operai-→CICLO DI LAVORAZIONE
  • MATERIALI AUSILIARI
  • PROVVIGIONI COMMERCIALI
  • abbassare i CVU
  • aumentare i CVU→economia di scala STABILIRE CVU ANNO BASE: modo analitico statistico

esso troviamo ad esempio l’EBITDA, indicatore fondamentale del risultato dell’azienda, che il controller sottoporrà a DRILL DOWN (scavare a fondo) attraverso i sistemi informatici per la gestione, Business Intelligence, Data Analytics, per vedere come si è arrivati a quel risultato.

  • BUDGET PATRIMONIALE: SP previsionale con NFP che dipende anche dal CE ed elementi del rendiconto finanziario. In questo fascicolo gli investimenti sono considerati solo per quanto riguarda gli ammortamenti, ma funge da anello di collegamento fra il budget economico e il budget degli investimenti.
  • BUDGET degli INVESTIMENTI: diversamente dagli altri documenti, questo non è un prospetto ma un elenco degli investimenti sia materiali che immateriali che si vogliono proporre, per i quali si chiede autorizzazione, e che concorreranno al raggiungimento del budget previsto negli altri due documenti. Contiene oltre agli investimenti anche gli eventuali disinvestimenti, operazioni più critiche perché di difficile reversibilità. Come? Per funzionare il budget deve essere pervasivo all’interno dell’azienda, ogni dipendente deve essere conscio della parte che gli spetta nel raggiungimento degli obiettivi. A tale scopo è possibile perseguire, nel caso di risorse umane di diverse nazionalità, il management interculturale e/o istituire degli incentivi, assegnati dal responsabile del personale con l’aiuto del controller. MBO (management by objecting) prevede l’istituzione di questi incentivi e di premi legati al raggiungimento dell’obiettivo che possono essere finanziari e non. Chi? L’owner del budget è l’amministratore delegato, che al contempo è il controller che si occuperà di vigilare sui risultati che si ottengono durante l’anno per monitorare la loro corrispondenza agli standard prefissati nel budget, occupandosi parallelamente anche di gestione. Nel percorso di programmazione soprattutto è affiancato e sostenuto da altri dipendenti dell’impresa, in particolare dal settore delle vendite. A capo di questo c’è il Direttore Commerciale che ha collaboratori strutturati con diversi ruoli a seconda dei prodotti, canali distributivi, clienti, aree geografiche. Quest’ultima suddivisione è la più frequente: ci sarà un’Area Manager per ciascuna zona (ad es. per USA, EU, Asia) che a sua volta avrà degli agenti commerciali divisi per ruoli che si interfacceranno direttamente con i buyer, affiancati dal Product Manager. Nella creazione del budget questi individui sono fondamentali perché raccolgono le info dai buyer sugli ordini che faranno nell’anno seguente, andando a formare la previsione di fatturato. Si parte da una business idea, per cui si svilupperà in seguito un business plan con cui si programma la sua commercializzazione. Lo svolgimento di un’attività economica presume la presenza di costi e ricavi, per generare un profitto è necessario che i ricavi siano uguali o maggiori dei costi. Il punto di pareggio fra i ricavi e i costi si chiama BEP (Break Even Point): RT = CT. E’ fondamentale per programmare la produzione, infatti se ad es il mercato si riducesse il BEP si alzerebbe, mentre la mission della gestione deve essere quello di tenerlo il più basso possibile con operazioni come l’innalzamento del prezzo (pericoloso, diminuisce q) la riduzione dei costi fissi e/o dei costi variabili. RT = CT quindi P.Q = CFT + CVU.Q quindi RT = P. Q CT = CFT + CVT CVT = CVU.Q RT ha come variabile indipendente Q, come coefficiente angolare P CT ha come variabile indipendente CVT, come coefficiente angolare CFT. Componenti del CVU:
  • MP: costo variabile, posso avere varie forniture durante l’anno che pagherò a prezzo diversi, quindi faccio una media ponderata. Devo contrattare con i fornitori ottenendo il miglior prezzo, anche impegnandomi a comprare qt maggiori se sono coerenti con una crescita di produzione. Trovo le informazioni relative ai materiali nella DB (distinta base) anche detta BOM (bill of materials). La DB viene ideata dal progettista e completata dal responsabile di produzione oppure dal reparto di industrializzazione che sono gli OWNER. Il costo è legato al coefficiente di impiego, ossia la qt effettiva utilizzata per comporre ogni singolo prodotto.
  • MOD: due tipi principali di lavorazione: trasformazione e assemblaggio (a meno che questi resti in capo al cliente vedi Ikea). Ci possono essere delle esternalizzazioni della produzione che affido a TERZISTI (imprese esterne). La qt di MOD che andrò a inserire nel mio CVU è riportata nel documento CICLO DI LAVORAZIONE, questo documento è corredato anche di disegni esplicativi delle varie fasi per aiutare l’operaio. Da questo documento noi otteniamo tutte le informazioni necessarie riguardo le tempistiche di ciascuna fase della lavorazione. È importantissimo stabilire i tempi, infatti vengono fatte misurazioni cronometrate della durata di ciascuna operazione (incluse quelle accessorie come spostamento fra i reparti o assemblaggio) eseguita dagli operai. Le varie misurazioni sono poi utilizzate per creare una curva gaussiana che ci dia l’idea del PASSO, ovvero del tempio medio di lavorazione che ragionevolmente può essere migliorato nel tempo fino a circa il 33%. I tempi sono fondamentali perché necessari nella definizione del costo del prodotto. (MP + MOD sono l’85-90% del CVU totale)
  • MATERIALI AUSILIARI colla, imballaggi etc.
  • PROVVIGIONI COMMERCIALI assegnate agli agenti commerciali in base alle vendite In una tipica fabbrica italiana il CVU rappresenta il 30-40% dei costi complessivi. Per stabilire l’ammontare dei CV posso utilizzare il metodo analitico (più preciso e costoso, considero la DB e la qt di vendite previste)o il metodo statistico (meno preciso, l’ottengo per estrapolazione dalla serie storica). DIVISIONE DEI COSTI: COSTI FISSI: stipendi (pagamento agli impiegati, il rapporto impiegati/operai è di circa 1/10), costo MOI, ammortamenti, illuminazione uffici, consulenze etc. in generale tutte quelle spese il cui ammontare non è legato al volume della produzione.

COSTI VARIABILI: salari (agli operai di MOD), Materie Prime, provvigioni, consumo elettrico macchinari, Forza Elettromotrice (fem), in generale i costi che variano col variare della qt prodotta. OUTSOURCING: esternalizzare alcuni dei processi produttivi. Posso affidarli a terzisti che li compiono al posto mio, trovo imprese che possono fare questi step al posto mio ad esempio facendo scouting sul web. Posso fare produrre (vedi industria smartphone) le varie parti del mio prodotto dai diversi fornitori (SUBASSEMBLY). Posso esternalizzare fasi specifiche ad alto impatto ambientale come ad es. la verniciatura affidandole ad imprese specializzate. Nell’ INTERNET OF THINGS 4.0 (vedi Amazon) a seconda del livello di vendite che mi aspetto per l’anno successivo posso agganciare o sganciare NODI PRODUTTIVI (fornitori), ossia aziende che fabbricano il prodotto che io vado a rivendere. Questo implica che l’impresa madre non debba più iniziare nuovi investimenti per far fronte all’aumento di produzione, né disinvestimenti nel caso opposto, cambiando quindi solo i costi variabili. DELOCALIZZAZIONE: Posso anche spostare parte o tutta la produzione all’estero per diminuire il costo del lavoro e trovare migliori condizioni tributarie. Questi elementi influiscono positivamente sul ROE ma devo considerare anche le differenze di skills (capacità professionali)fra i vari paesi che cambieranno i tempi di produzione, i costi di trasloco e di trasporto che aumenteranno. Le grandi aziende hanno reparto interno che si occupa di valutare i costi e i benefici della delocalizzazione in varie aree del mondo, le piccole medie aziende si rifanno agli studi ad es. di Confindustria che sono però ovviamente non personalizzati e meno frequenti. DOWNSIZING: ristrutturazione dell’azienda attraverso la riduzione del personale, per delocalizzazione o per crescente automazione, causata da un’innovazione di processo (l’innovazione può essere di prodotto ma anche di processo) PPM: parts per million, inteso come la media di pezzi fallati per milione di pezzi prodotti. WORLDCLASS MANUFACTURING gruppo di elite di aziende che hanno un PPM bassissimo, ad es. Brembo. CROSS SELLING: vendita incrociata, ti attiro con un prodotto ma nel frattempo approfitto per proportene anche altri. Invitare i venditori a non fermarsi a vendere un oggetto, ma arricchire la singola vendita con con più oggetti.