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prova esame ITIS 2018, Prove d'esame di Tecnologie di mecaniche, processo e prodotto

prova di esame di tecnologia meccanica/macchine ITIS anno 2018

Tipologia: Prove d'esame

2017/2018

Caricato il 22/05/2023

nicola-bonomi-1
nicola-bonomi-1 🇮🇹

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SOLUZIONE
La presente soluzione verrà redatta facendo riferimento al manuale:
Caligaris, Fava, Tomasello Manuale di Meccanica (N.E) Hoepli.
Nonostante in letteratura vi siano svariate formule e procedure riguardo agli argomenti
richiesti, si cercherà di utilizzare il più possibile quanto messo a disposizione dal manuale
e di semplificare al massimo la trattazione.
PRIMA PARTE
Calcolo dei parametri fluidodinamici e geometrici della pompa.
Dai dati relativi all’elica è possibile calcolare il regime di rotazione:
=
= 27,8 /, che corrispondono a 265,6 giri/min.
Con riferimento alle formule di pg. R-40, dalla definizione di prevalenza manometrica si
può ricavare la pressione di uscita p
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Dalle formule a pg. R-41 si calcolano corsa e alesaggio della pompa a stantuffo.
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=0,95 si ottiene una cilindrata V=2,38
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Calcolata la cilindrata è possibile calcolare corsa C e alesaggio D mettendo a sistema
C/D=1,5 con =
. Con una semplice sostituzione si ottiene D=1,26 dm e C=1,90
dm.
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SOLUZIONE

La presente soluzione verrà redatta facendo riferimento al manuale:

Caligaris, Fava, Tomasello Manuale di Meccanica (N.E) Hoepli.

Nonostante in letteratura vi siano svariate formule e procedure riguardo agli argomenti richiesti, si cercherà di utilizzare il più possibile quanto messo a disposizione dal manuale e di semplificare al massimo la trattazione.

PRIMA PARTE

Calcolo dei parametri fluidodinamici e geometrici della pompa.

Dai dati relativi all’elica è possibile calcolare il regime di rotazione:

 =  = 27,8 / , che corrispondono a 265,6 giri/min.

Con riferimento alle formule di pg. R-40, dalla definizione di prevalenza manometrica si può ricavare la pressione di uscita p 2.

 =  ∙  , dati H=50 m, p 1 =80000 Pa e ρ=1000 kg/m^3 si ottiene p 2 =570500 Pa.

Dalle formule a pg. R-41 si calcolano corsa e alesaggio della pompa a stantuffo.

 =  ∙ (^)  ∙  , dati G=10 l/s, n=265,6 giri/min e ηv=0,95 si ottiene una cilindrata V=2,

dm^3.

Calcolata la cilindrata è possibile calcolare corsa C e alesaggio D mettendo a sistema

C/D=1,5 con  =  ∙ 

  ∙^. Con una semplice sostituzione si ottiene D=1,26 dm e C=1, dm.

- Calcolo dei parametri dinamici del sistema biella-manovella.

Essendo la velocità di rotazione non elevata, si possono trascurare gli effetti di inerzia delle masse rotanti e traslanti del sistema biella-manovella.

L’unica forza in gioco sul pistone diventa !"#$ = %"#$ ∙ &∙

  ∙^ = 7110 *,^ essendo pmax=570500 Pa e D=126 mm.

  • Dimensionamento del perno di estremità della manovella.

Il quesito richiede il dimensionamento del perno di estremità della manovella (bottone di manovella) nella configurazione di allineamento tra biella e manovella in corrispondenza del PMS.

Con riferimento agli schemi di pg. I-182 (sistema biella-manovella) e pg. I-190 (manovella di estremità), essendo allineati biella e manovella, la forza agente sul bottone di manovella è Fmax=7110 N.

Se si considera il bottone di manovella come un perno di estremità accoppiato con la testa di biella tramite una bronzina, si possono utilizzare le formule a pg. I-90 per il calcolo del diametro d e della lunghezza L.

Ipotizzando un rapporto L/d=1, = + 0 ,∙-.12.∙/∙3 = 21,4 55 ≅ 25 55, ipotizzando l’utilizzo di

un acciaio C40 con σr=700 N/mm^2 e quindi un σamf=700/9=77,8 N/mm^2. Ne deriva quindi una lunghezza del bottone di manovella L=25 mm.

Si procede quindi a verificare la pressione specifica di contatto % = (^) 3∙/- = 11,4 */55^8 ,

accettabile.

  • Dimensionamento del perno di banco.

Il quesito richiede il dimensionamento del perno di banco in posizione di quadratura (angolo tra la biella e la manovella pari a 90°). Sarà necessario calcolare le lunghezze di

  • Disegno schematico della manovella di estremità.

PARTE SECONDA

  1. L’analisi dell’albero richiederebbe di considerare anche la flessione derivata dall’accoppiamento conico necessario alla trasmissione ortogonale e il problema derivante dal carico di punta; ciò comporterebbe un’analisi troppo onerosa per un quesito a scelta, si ritiene pertanto sufficiente la sola analisi a torsione. La scelta del materiale ricade su un classico acciaio da bonifica C 40 UNI En 10083 con Rm = 700 MPa, assumiamo come coefficiente di sicurezza un valore pari a 9 a causa della totale incertezza dei dati in nostro possesso.

𝜎𝑎𝑚 = ͹ͲͲͻ = ͹ͺ ܯ𝑃𝑎

𝜏𝑎𝑚 = √͵͹ͺ = Ͷͷܯ𝑃𝑎

Da cui risulta un diametro di primo tentativo pari a:

𝑑 ≥ √ܯͳ͸ 𝜏ߨ𝑎𝑚𝑡

3 = √ͳ͸ ∙ ʹͲͲͲͲͲͲ ߨ∙ Ͷͷ

3 = ͸ͳ ݉݉

Valore portato a 70 mm per considerare la cava della linguetta t 1 = 7.5 mm.

Calcoliamo l’angolo torsionale:

𝜃 = ܯ𝐺𝐼𝑡݈ 𝑝

Da cui risulta una rigidezza pari a:

݇ = ܯ 𝜃𝑡 = Ͳ.ͲͶ͵ʹͲͲͲ = Ͷ͸ͷͳʹ ݉ܰ 𝑟𝑎𝑑

Valutiamo la sezione cava considerando il rapporto 𝐷𝑖 ⁄ 𝐷 (^) 𝑒= Ͳ.ͺ

Da cui ricaviamo:

𝐷𝑒 = √ ܯͳ͸𝑡 𝜏ߨ𝑎𝑚 [ͳ − ቀ 𝐷𝐷𝑒𝑖ቁ

4 ]

(^3) = √ͳ͸ ∙ ʹͲͲͲͲͲͲ ߨ∙ Ͷͷ ∙ Ͳ.ͷͻ

3 = ͹ʹ.͸͸݉݉

Una seconda soluzione potrebbe ricorrere all’utilizzo di una microturbina idraulica:

Per produrre l’energia necessaria per azionare la pompa (che in questo caso diventa un’elettropompa) bastano un salto utile di circa 5 m e una portata d’acqua pari a 0.15 m^3 /s, ipotizzando un rendimento pari a circa 80%.

  1. Per la movimentazione di un robot cartesiano le possibilità di movimentazione sono legate principalmente all’utilizzo di guide lineari servoassistite.
  1. Allo scopo di aumentare, a parità del numero di giri, il numero delle fasi utili, è stato ideato e realizzato il motore a due tempi (cicloClerk).

Con tale soluzione si riesce ad eliminare la fase di aspirazione e quella di scarico potendosi ottenere una fase utile per ogni giro dell'albero motore. Questo si ottiene ricavando sulla parete del cilindro opportune luci (di scarico e di lavaggio) ed eliminando così le valvole sulla testata. Ad un certo punto della sua corsa discendente il pistone scopre le luci di scarico (più alte di quelle di lavaggio), e successivamente quelle di lavaggio attraverso le quali entra miscela carburata (a 120-130 kPa), che espelle i gas combusti (a). In questa fase viene perduta anche una parte di miscela fresca (fino al 50%). Il pistone poi risale, comprimendo la miscela fresca rimasta nel cilindro (b), e giunge al PMS (c) dove inizia la combustione ed il fluido successivamente si espande spingendo il pistone verso il basso, fino a ricominciare il ciclo con lo scarico (d). Invia teorica il motore a 2tempi dovrebbe avere potenza doppia, a parità di numero di giri, rispetto al motore a 4 tempi. Invece tale potenza è ridotta sensibilmente da: