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.prova esercizio...., Esercizi di Pedagogia

.prova esercizio pratico......

Tipologia: Esercizi

2019/2020

Caricato il 12/06/2024

melania62
melania62 🇮🇹

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abcinema Khumba - Cercasi strisce disperatamente Khumba
Regia Anthony Silverston - Origine Sudafrica, 2013
Distribuzione Eagle Pictures - Durata 83’ - Dai 5 anni
Khumba è un cucciolo di zebra, ma è particolare: infatti ha le strisce solo nella parte
anteriore del corpo. I suoi simili sono convinti che lui, con la stranezza del suo colore, sia
proprio la causa della siccità che ha colpito il loro territorio e quindi restano chiusi in una
limitata zona del deserto per preservare l’unica pozza d’acqua nel raggio di chilometri.
Ma, una volta diventato più grande, Khumba decide di varcare il confine dell’area
protetta per avventurarsi alla ricerca di una fonte magica: sua mamma, infatti, prima
di morire, gli ha raccontato una leggenda secondo la quale quella fonte donerebbe le
strisce alle zebre che vi si immergono.
Inizia così il viaggio di Khumba: lo accompagnano Bradley, uno struzzo artista e
strampalato, e Mama V, uno gnu accudente e protettivo.
Questo strano gruppetto, a cui si aggiungerà anche un branco di antilopi, si inoltra nella
foresta sudafricana, affronta situazioni complicate e alcuni pericoli: ad esempio Phango,
il leopardo predatore, mai però così predatore come gli umani che vogliono a tutti i costi
catturare immagini fotografiche dei magnifici esemplari della giungla.
La tenacia e il coraggio di Khumba e dei suoi amici saranno di esempio per gli altri
animali e per gli spettatori che capiranno come la vera “fonte magica” sia dentro di noi:
è proprio quella diversità che ci rende unici e straordinari.
Varcare i confini, soprattutto quelli
imposti da altri, significa crescere: ed
è quello che fa Khumba, insegnandolo
anche agli spettatori più piccoli ai quali
è dedicato questo lavoro di animazione
della Triggerfish, casa di produzione
sudafricana, già conosciuta per Zambezia.
Si torna a viaggiare nella foresta, luogo
simbolo delle avventure fiabesche, dove
gli eroi sono costretti a mettersi alla prova,
a superare pericoli e paure e dove, alla
fine del percorso, ci si scopre più maturi
e consapevoli. Khumba, nel suo percorso
di formazione, non è da solo: sono
sempre importanti gli aiutanti e i suoi
rappresentano altre forme di diversità, o
di eccentricità, oltre alla propria: Bradley è
una buffa macchietta, Mama V è lo gnu che
diventa per Khumba una figura materna.
Poi, nel suo cammino, la zebra incontra il
cane selvatico, l’aquila nera e solitaria e
il branco di antilopi, loro tutte uguali,
ma capaci di essere bravissime giocatrici
di rugby e di estirpare staccionate. Tutti
animali diversi, appunto; tutti con una
peculiarità che può essere utile a ottenere
il risultato finale desiderato. Ma anche i
limiti o i difetti possono contribuire a creare
un’armonia nel gruppo tanto variegato.
In un primo momento il protagonista
è vittima di pregiudizio e quindi viene
emarginato dalla sua comunità, ma poi,
grazie al proprio coraggio e alla propria
intraprendenza, si renderà conto che
“essere diversi” può costituire una
ricchezza, un valore aggiunto sia per se
stessi sia per quella stessa comunità da
cui era stato allontanato. «Quante strisce
ti servono per essere una vera zebra?»:
questa frase viene ripetuta più volte nel
corso della narrazione e Khumba diventerà
consapevole del fatto che non è importante
il numero delle strisce che colorano il
suo manto, ma che più dell’apparenza è
importante l’interiorità. Consapevolezza
del proprio valore, ma anche compassione
per chi è stato sempre ritenuto un nemico:
Phango. Diventare grandi significa anche
mettersi nei panni dell’altro, conoscerlo
meglio e cercare di capire le motivazioni
che determinano i comportamenti:
Phango è un felino nato cieco da un occhio
(in fondo, anche lui, un “diverso” dalla
nascita come Khumba), per questo è stato
rifiutato dalla famiglia ed è sopravvissuto
a un tentativo di annegamento. Phango ha
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abc inema Khumba - Cercasi strisce disperatamente Khumba

Regia Anthony Silverston - Origine Sudafrica, 2013 Distribuzione Eagle Pictures - Durata 83’ - Dai 5 anni

Khumba è un cucciolo di zebra, ma è particolare: infatti ha le strisce solo nella parte anteriore del corpo. I suoi simili sono convinti che lui, con la stranezza del suo colore, sia proprio la causa della siccità che ha colpito il loro territorio e quindi restano chiusi in una limitata zona del deserto per preservare l’unica pozza d’acqua nel raggio di chilometri.

Ma, una volta diventato più grande, Khumba decide di varcare il confine dell’area protetta per avventurarsi alla ricerca di una fonte magica: sua mamma, infatti, prima di morire, gli ha raccontato una leggenda secondo la quale quella fonte donerebbe le strisce alle zebre che vi si immergono.

Inizia così il viaggio di Khumba: lo accompagnano Bradley, uno struzzo artista e strampalato, e Mama V, uno gnu accudente e protettivo.

Questo strano gruppetto, a cui si aggiungerà anche un branco di antilopi, si inoltra nella foresta sudafricana, affronta situazioni complicate e alcuni pericoli: ad esempio Phango, il leopardo predatore, mai però così predatore come gli umani che vogliono a tutti i costi catturare immagini fotografiche dei magnifici esemplari della giungla.

La tenacia e il coraggio di Khumba e dei suoi amici saranno di esempio per gli altri animali e per gli spettatori che capiranno come la vera “fonte magica” sia dentro di noi: è proprio quella diversità che ci rende unici e straordinari.

V

arcare i confini, soprattutto quelli imposti da altri, significa crescere: ed è quello che fa Khumba, insegnandolo anche agli spettatori più piccoli ai quali è dedicato questo lavoro di animazione della Triggerfish, casa di produzione sudafricana, già conosciuta per Zambezia. Si torna a viaggiare nella foresta, luogo simbolo delle avventure fiabesche, dove gli eroi sono costretti a mettersi alla prova, a superare pericoli e paure e dove, alla fine del percorso, ci si scopre più maturi e consapevoli. Khumba, nel suo percorso di formazione, non è da solo: sono sempre importanti gli aiutanti e i suoi rappresentano altre forme di diversità, o di eccentricità, oltre alla propria: Bradley è una buffa macchietta, Mama V è lo gnu che diventa per Khumba una figura materna. Poi, nel suo cammino, la zebra incontra il cane selvatico, l’aquila nera e solitaria e il branco di antilopi, loro sì tutte uguali, ma capaci di essere bravissime giocatrici di rugby e di estirpare staccionate. Tutti animali diversi, appunto; tutti con una peculiarità che può essere utile a ottenere il risultato finale desiderato. Ma anche i limiti o i difetti possono contribuire a creare un’armonia nel gruppo tanto variegato. In un primo momento il protagonista è vittima di pregiudizio e quindi viene emarginato dalla sua comunità, ma poi, grazie al proprio coraggio e alla propria intraprendenza, si renderà conto che “essere diversi” può costituire una ricchezza, un valore aggiunto sia per se stessi sia per quella stessa comunità da cui era stato allontanato. « Quante strisce ti servono per essere una vera zebra? »:

questa frase viene ripetuta più volte nel corso della narrazione e Khumba diventerà consapevole del fatto che non è importante il numero delle strisce che colorano il suo manto, ma che più dell’apparenza è importante l’interiorità. Consapevolezza del proprio valore, ma anche compassione per chi è stato sempre ritenuto un nemico: Phango. Diventare grandi significa anche mettersi nei panni dell’altro, conoscerlo meglio e cercare di capire le motivazioni che determinano i comportamenti: Phango è un felino nato cieco da un occhio (in fondo, anche lui, un “diverso” dalla nascita come Khumba), per questo è stato rifiutato dalla famiglia ed è sopravvissuto a un tentativo di annegamento. Phango ha

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quindi sviluppato diffidenza e aggressività, ma anche un olfatto prodigioso, perché è stato a sua volta vittima di emarginazione, di violenza e di abbandono. Certo, non si può mai giustificare l’aggressività, ma è uno dei personaggi cattivi che riesce a destare simpatia. In questo film, che per tanti aspetti ricorda il classico dei classici, il primo Il libro della giungla , gli esseri umani sono, forse, più temibili degli animali predatori: incuranti del rispetto nei confronti della Natura, della fauna e della flora, restano imprigionati nelle jeep e nei loro percorsi mentali che li portano a utilizzare i fucili o altre armi come, a volte, possono esserlo le macchine fotografiche:

come in tutte le fiabe, gli animali sono personificati ed è interessante il punto di vista delle “ bestie” a quattro zampe nei confronti degli “animali” a due zampe. Dal punto di vista tecnico ed estetico, il 3D amplifica l’avventura e coinvolge lo spettatore nelle vicende che si sviluppano sullo schermo e a questo si aggiunge una trascinante colonna sonora. Un viaggio che, come tutti i viaggi, si fa iniziatico e accompagna i protagonisti verso la maturità e la pienezza della vita cosicché, al termine del proprio, Khumba non sarà più da solo, ma troverà una nuova, strana e felice famiglia. Alessandra Montesanto

Elementi per la discussione / suggerimenti didattici

  • Ti è capitato di sentirti, qualche volta, “diversa/o”? Racconta la tua esperienza. Come hai reagito?
  • Quanto sono importanti gli amici nella vita di una persona giovane? E gli adulti possono essere un punto di riferimento?
  • Ti è capitato di emarginare, anche involontariamente, qualcuno? Racconta l’esperienza.
  • Rifletti sulla differenza di comportamento tra gli animali (personificati) e gli uomini.

Per eventuali spettatori di scuola primaria

  • Quali sono i valori veicolati da questa storia? E da che cosa, oggi, viene determinato il valore di una persona?
  • Sono tanti i film che affrontano il tema della diversità attraverso la storia di animali e grazie all’animazione: fai altri esempi e confronta questo film con un altro a tua scelta: i protagonisti come risolvono le loro difficoltà? Con l’aiuto di chi?
  • Svolgi una ricerca su un Paese africano (decidi tu dove potrebbe essere ambientata questa storia).
  • Cosa può fare l’essere umano per preservare la Natura e l’ambiente in cui vive?
  • Cosa si intende per “famiglia”? Confronta la tua risposta con le relazioni tra i personaggi del film.
  • Quali sono le caratteristiche del genere avventuroso, nel cinema e in letteratura?
  • Quali sono le caratteristiche di una fiaba?

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