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Prove domande di esame, Prove d'esame di Politica Economica

Prove di domande aperte d’esame teoriche di politica economia per la facoltà di scienze del turismo

Tipologia: Prove d'esame

2022/2023

Caricato il 16/07/2024

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veronica-xf1 🇮🇹

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Soluzioni temi d’esame
Tema d’esame 1
a) Effetti di una politica fiscale restrittiva in economia aperta e tassi di cambio fissi. Illustrate
graficamente e commentate, evidenziando le conseguenze della manovra su consumi, investimenti
privati, esportazioni nette.
Supponiamo che il governo decida di effettuare una politica fiscale restrittiva, tramite una riduzione della
spesa pubblica. Poiché la spesa pubblica è una componente della domanda aggregata, una sua riduzione
implica una riduzione della domanda aggregata, quindi della produzione e del reddito di equilibrio che
passa da Y a Y’. La curva IS trasla verso l’origine, verso sinistra e il punto di equilibrio passa dal punto A ad
A’.
Ciò che accade alle macro-variabili è:
La spesa pubblica si è ridotta per ipotesi, i consumi si sono ridotti in quanto dipendono positivamente dal
reddito che si è ridotto, gli investimenti privati si riducono poiché sono una funzione diretta del reddito e
quindi si riducono, le esportazioni nette aumentano poiché dipendono negativamente dal reddito
interno che si è ridotto.
b) Definite le operazioni di mercato aperto. Illustrate gli effetti di una operazione di mercato
aperto restrittiva sul bilancio della Banca centrale.
La banca centrale può variare la quantità di moneta offerta sul mercato attraverso le operazioni di
mercato aperte che possono essere espansive o restrittive. Con una politica di mercato aperta
espansiva, la banca aumenta l’offerta di moneta presente sul mercato. La banca centrale acquista titoli
sul mercato, pagandoli in moneta, questo implica un aumento della quantità di moneta in circolazione.
Per cui, si ha un aumento delle attività e delle passività del bilancio della banca centrale. Con una
politica di mercato aperta restrittiva, la banca riduce l’offerta di moneta presente sul mercato. La banca
centrale vende titoli sul mercato, facendoseli pagare in moneta, questo implica una riduzione della
quantità di moneta in circolazione. Per cui, si ha una riduzione delle attività e delle passività del bilancio
della banca centrale. Le passività del bilancio della banca centrale sono costituite da moneta, che la
banca usa per acquistare titoli che costituiscono le attività del bilancio.
c) Illustrate e discutete la differenza tra il tasso di cambio reale di equilibrio che un sistema
economico raggiunge nel medio-lungo periodo, rispettivamente in un regime di cambi fissi e in un
regime di cambi flessibili.
La prima osservazione relativa alla differenza che c’è fra il tasso di cambio reale di equilibrio nel medio
lungo periodo in regime di cambi fissi e in regime di cambi flessibili, è che non c’è differenza. Il tasso di
cambio reale di equilibrio di lungo periodo è il medesimo; la differenza sta nei tempi e nei modi di
convergenza.
Nel medio-lungo periodo, in un regime di tassi di cambio flessibili, il tasso di cambio reale può
raggiungere il valore di equilibrio, attraverso delle variazioni del tasso di cambio nominale, quindi
apprezzamenti o deprezzamenti.
Nel medio-lungo periodo, in un regime di tassi di cambio fissi, il tasso di cambio reale può raggiungere il
valore di equilibrio tramite una variazione del livello dei prezzi interni ed esteri, in quanto nel lungo
periodo, è un arco temporale sufficientemente lungo affinché il livello dei prezzi possa essere
considerato flessibile. Non è possibile tramite variazioni del tasso di cambio nominale, in quanto essendo
in un regime di tassi fissi, è dato.
Tema d’esame 2
a) Definite l’equazione di parità scoperta dei tassi di interesse e illustratene il significato.
Nei casi sotto riportati è conveniente effettuare un investimento finanziario all’estero o
all’interno? (nb: “i” è il tasso di interesse interno, “i*” quello estero)
i = 5%, i* = 7% e il tasso di deprezzamento atteso della valuta estera pari al 3%
Il tasso di interesse interno è pari al 5%, mentre il tasso di interesse estero è pari a 7 il tasso di
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Soluzioni temi d’esame

Tema d’esame 1

a) Effetti di una politica fiscale restrittiva in economia aperta e tassi di cambio fissi. Illustrate graficamente e commentate, evidenziando le conseguenze della manovra su consumi, investimenti privati, esportazioni nette. Supponiamo che il governo decida di effettuare una politica fiscale restrittiva, tramite una riduzione della spesa pubblica. Poiché la spesa pubblica è una componente della domanda aggregata, una sua riduzione implica una riduzione della domanda aggregata, quindi della produzione e del reddito di equilibrio che passa da Y a Y’. La curva IS trasla verso l’origine, verso sinistra e il punto di equilibrio passa dal punto A ad A’. Ciò che accade alle macro-variabili è: La spesa pubblica si è ridotta per ipotesi, i consumi si sono ridotti in quanto dipendono positivamente dal reddito che si è ridotto, gli investimenti privati si riducono poiché sono una funzione diretta del reddito e quindi si riducono, le esportazioni nette aumentano poiché dipendono negativamente dal reddito interno che si è ridotto. b) Definite le operazioni di mercato aperto. Illustrate gli effetti di una operazione di mercato aperto restrittiva sul bilancio della Banca centrale. La banca centrale può variare la quantità di moneta offerta sul mercato attraverso le operazioni di mercato aperte che possono essere espansive o restrittive. Con una politica di mercato aperta espansiva, la banca aumenta l’offerta di moneta presente sul mercato. La banca centrale acquista titoli sul mercato, pagandoli in moneta, questo implica un aumento della quantità di moneta in circolazione. Per cui, si ha un aumento delle attività e delle passività del bilancio della banca centrale. Con una politica di mercato aperta restrittiva, la banca riduce l’offerta di moneta presente sul mercato. La banca centrale vende titoli sul mercato, facendoseli pagare in moneta, questo implica una riduzione della quantità di moneta in circolazione. Per cui, si ha una riduzione delle attività e delle passività del bilancio della banca centrale. Le passività del bilancio della banca centrale sono costituite da moneta, che la banca usa per acquistare titoli che costituiscono le attività del bilancio. c) Illustrate e discutete la differenza tra il tasso di cambio reale di equilibrio che un sistema economico raggiunge nel medio-lungo periodo, rispettivamente in un regime di cambi fissi e in un regime di cambi flessibili. La prima osservazione relativa alla differenza che c’è fra il tasso di cambio reale di equilibrio nel medio lungo periodo in regime di cambi fissi e in regime di cambi flessibili, è che non c’è differenza. Il tasso di cambio reale di equilibrio di lungo periodo è il medesimo; la differenza sta nei tempi e nei modi di convergenza. Nel medio-lungo periodo, in un regime di tassi di cambio flessibili, il tasso di cambio reale può raggiungere il valore di equilibrio, attraverso delle variazioni del tasso di cambio nominale, quindi apprezzamenti o deprezzamenti. Nel medio-lungo periodo, in un regime di tassi di cambio fissi, il tasso di cambio reale può raggiungere il valore di equilibrio tramite una variazione del livello dei prezzi interni ed esteri, in quanto nel lungo periodo, è un arco temporale sufficientemente lungo affinché il livello dei prezzi possa essere considerato flessibile. Non è possibile tramite variazioni del tasso di cambio nominale, in quanto essendo in un regime di tassi fissi, è dato. Tema d’esame 2 a) Definite l’equazione di parità scoperta dei tassi di interesse e illustratene il significato. Nei casi sotto riportati è conveniente effettuare un investimento finanziario all’estero o all’interno? (nb: “i” è il tasso di interesse interno, “i” quello estero) ☐ i = 5%, i = 7% e il tasso di deprezzamento atteso della valuta estera pari al 3% Il tasso di interesse interno è pari al 5%, mentre il tasso di interesse estero è pari a 7 – il tasso di

deprezzamento atteso della valuta estera, quindi 7 – (3) = 4. Quindi 5 è maggiore di 4, dunque conviene investire all’interno. ☐ i = 10%, i* = 12% e il tasso di apprezzamento atteso della valuta interna pari al 4% Il tasso di interesse interno è pari al 10%, mentre il tasso di interesse estero è pari a 7 – il tasso di apprezzamento atteso della valuta interna, quindi 12 – (4) = 8. Quindi, 10 è maggiore di 8, dunque conviene investire all’interno. L’equazione di parità scoperta dei tassi di interesse dice che: se due mercati finanziari sono perfettamente integrati, gli operatori finanziari possono effettuare le operazioni di arbitraggio, ovvero possono spostare le risorse finanziarie senza vincoli da una parte all’altra della frontiera, laddove il rendimento netto delle risorse finanziarie è maggiore. Dunque, se i mercati sono perfettamente integrati, se sono possibili tutte le operazioni di arbitraggio, l’equazione di parità scoperta dei tassi di interesse è soddisfatta: per gli operatori finanziari è indifferente investire all’interno o all’esterno, quando il tasso di rendimento interno è uguale al tasso di rendimento estero. b) Si dimostri che la condizione di equilibrio sul mercato dei beni, in economia chiusa, comporta che l’investimento privato sia uguale alla somma di risparmio pubblico e del risparmio privato. Questa condizione di equilibrio, in economia chiusa, è stata definita per la prima volta da Keynes quando ha elaborato la Teoria generale. È una condizione che a capo ha la definizione di risparmio. Il risparmio è dato dalla somma tra risparmio privato e il risparmio pubblico. Il risparmio privato è la parte di reddito disponibile delle famiglie, dei consumatori che non viene spesa. Invece, il risparmio pubblico è la parte di gettito fiscale che non viene spesa dallo stato. Si tratta sempre si una condizione di equilibrio, tale per cui la produzione deve essere uguale alla domanda aggregata, ma che a capo ha la definizione di risparmio. Quindi, un sistema economico è in equilibrio quanto l’investimento privato è pari a tutte le sue possibili fonti di finanziamento, che sono il risparmio privato e quello pubblico. c) A partire da un equilibrio in un modello IS-LM in economia chiusa, si proponga un mix di politiche economiche in grado di ridurre il tasso di interesse senza variare il valore di equilibrio della produzione. Si discutano le conseguenze sulla composizione della produzione: in particolare, sul valore dei consumi e degli investimenti. Supponiamo un mix di politiche con una politica fiscale restrittiva, tramite un aumento delle imposte, e una politica monetaria espansiva. Ipotizziamo che il governa decida di effettuare una politica fiscale restrittiva con un aumento delle imposte, questo implica una riduzione del reddito e quindi reddito disponibile, dei consumi, della domanda aggregata quindi del livello di produzione di equilibrio che trasla da Y a Y’. Quindi, la curva IS trasla verso sinistra e l’equilibrio passa da A ad A’. A fronte della politica fiscale restrittiva, la banca centrale teme per l’eccessiva riduzione della produzione e il suo obiettivo è quello di riportare il livello della produzione a quello iniziale, per cui attua una politica monetaria espansiva. Con questa politica, la banca decide di aumentare l’offerta di moneta, quindi riduce il tasso di interesse che passa a i a i’ e la curva LM, trasla verso il basso da LM a LM’, quindi il punto di equilibrio passa da A’ ad A’’. La riduzione del tasso di interesse porta ad un aumento della domanda per investimenti, che aumenterà di tanto quanto erano state aumentate le imposte. Essendo la domanda per investimenti una componente della domanda aggregata, un suo aumento porta un aumento del reddito di equilibrio e quindi il livello di produzione torna ad essere quello iniziale, quindi passa da Y’ a Y’’. Poiché il reddito torna al suo livello iniziale, i consumi rimangono invariati perché dipendono dal reddito, che con il mix di politiche è rimasto invariato.

Il reddito si è ridotto e si sono ridotti anche i consumi perché dipendono positivamente dal reddito. La domanda per investimenti si è ridotta in quanto è aumentato il tasso di interesse e poiché è aumentato il reddito. Le esportazioni si sono ridotte perché è aumentato il tasso di cambio nominale, cioè si ha avuto un apprezzamento del tasso di cambio. Tuttavia, poiché il reddito interno è diminuito e le esportazioni nette dipendono negativamente da esso, queste ultime sono aumentate, per cui non si sa più qual è l’effetto netto. Tema d’esame 4 a) L'autorità di politica economica intende ridurre il livello del reddito e, nel contempo, ridurre l'avanzo di bilancia commerciale. È opportuno agire sulla spesa pubblica o sul tasso di cambio reale? In quale direzione deve essere variato lo strumento prescelto? Illustrate graficamente e spiegate le ragioni della vostra scelta. Se l’autorità di politica economica vuole ridurre il livello del reddito e ridurre l’avanzo di bilancia commerciale, deve agire attraverso un apprezzamento del tasso di cambio reale. Un apprezzamento del tasso di cambio reale, se valgono le condizioni di Marshal Lener, comporta un peggioramento delle esportazioni nette NX; quindi, una riduzione della domanda aggregata che trasla verso il basso da ZZ a ZZ’ e comporta anche una riduzione del livello del reddito che passa da Y a Y’. Un apprezzamento del tasso di cambio reale comporta uno spostamento delle esportazioni nette verso il basso da NX a NX’ e quindi questo comporta una riduzione dell’avanzo di bilancia commerciale. È opportuno agire tramite un apprezzamento reale perché, se avessimo scelto di agire con una riduzione della spesa pubblica non si sarebbe ridotto l’avanzo di bilancia commerciale: una riduzione della spesa pubblica comporta una riduzione della domanda aggregata che trasla da ZZ a ZZ’ e una riduzione del livello di reddito che passa da Y a Y’. Quindi riusciremmo a raggiungere il primo obiettivo, ovvero una riduzione del reddito. Tuttavia, una riduzione della spesa pubblica non comporta una variazione delle esportazioni nette perché non rientra nella definizione di NX. b) Cos'è la "trappola della liquidità"? Quando e perché si verifica? Illustrate il caso di trappola della liquidità con un opportuno grafico sul mercato della moneta. Quale politica economica mostra la maggiore efficacia reale in condizioni di trappola della liquidità? Quando il banchiere centrale continua ad aumentare l’offerta di moneta, abbassando così il tasso di interesse, a un certo punto il tasso di interesse toccherà lo Zero Lower Bound, ovvero il pavimento sotto il quale il tasso di interesse non può scendere. Arrivato a questo punto, anche se il banchiere centrale continua ad aumentare l’offerta di moneta, il tasso di interesse non scende più, dunque, non provoca variazioni. La politica monetaria è inefficacie e in corrispondenza dello Zero Lower Bound, la domanda di moneta diventa perfettamente elastica, dunque una retta perfettamente orizzontale. Si verifica così la trappola della liquidità poiché non vi è più il costo opportunità di detenere la moneta o titoli, in quanto i titoli non rendono un tasso di interesse in quanto il tasso di trova nella posizione di Zero Lower Bound, e quindi, per le persone è indifferente detenere moneta o titoli. Tuttavia, detenere moneta è più conveniente, comodo e quindi, tutti tendono a detenere moneta in forma liquida. Poiché tutti detengono moneta in forma liquida, i depositi in conto corrente, del bilancio del sistema bancario, aumentano e di conseguenza aumentano anche le loro riserve liquide in quanto non hanno interesse ad investire i depositi, in titoli o ad effettuare prestiti, dunque, aumentano sia le passività che le attività del bilancio. A partire da tale problema, il banchiere centrale europeo ha utilizzato una politica monetaria non convenzionale con tassi di interesse negativi, anche se on realtà non si potrebbe fare, per cercare di stimolare gli investimenti. Tuttavia, una parte di questi prestiti doveva essere per forza destinata a nuovi impieghi per le famiglie e le imprese. Poiché nella trappola della liquidità, la politica monetaria non è più efficacie, bisogna per forza ricorrere alla politica fiscale che è la sola che potrebbe andare a migliorare la situazione. Politica con maggior efficacia reale nel caso della trappola della liquidità:

Più ci avviciniamo a una situazione di trappola della liquidità, più la politica fiscale abbia ha una maggiore efficacia reale. Perché, quando viene effettuata una politica fiscale espansiva, cioè per aumentare il livello del reddito e ridurre l’occupazione, può essere per esempio finanziata coperta con l’emissione di titoli di debito pubblico. L’emissione di titoli di debito Pubblico può generare un aumento dei tassi di interesse di mercato medi, e quindi c’è un effetto disincentivo all’investimento privato, ovvero l’effetto spiazzamento. Quindi da un lato cresce la spesa pubblica, cresce la domanda e la produzione di equilibrio, ma dall’altro, si riducono gli investimenti privati, quindi la domanda e il reddito. Tanto più è grande l’effetto spiazzamento, tanto meno efficace sarà la politica fiscale. Se andiamo verso una condizione di trappola della liquidità, di Zero Lower Bound, siamo in una situazione in cui il sistema economico è caratterizzato da una elevatissima disponibilità di liquidità: la moneta che viene consegnata agli operatori economici, quando il tasso di interesse è zero, è trattenuta in forma liquida perché non ha senso investirla in titoli che hanno lo stesso tasso di rendimento della liquidità. D’altro canto, le banche tratterranno l’eccesso di liquidità in forma liquida per fare fronte alle richieste dei depositanti. Quindi, un operatore pubblico che effettua una maggiore spesa pubblica in queste condizioni si trova di fronte a un mercato che ha elevate disponibilità di liquidità da impiegare se la domanda aggregata riparte, senza la necessità di far crescere i tassi di interesse di mercato e quindi non si verifica l’effetto spiazzamento; quindi, si verifica in maniera molto limitata questo disincentivo della domanda di investimenti privati. Quindi, più siamo vicini allo zero lower bound, più siamo in una condizione vicina alla trappola della liquidità, più è vero che la politica fiscale avrà presumibilmente un’efficacia reale maggiore perché è minimizzato l’impatto dell’effetto spiazzamento. c) Descrivete un "policy mix" di politica monetaria e fiscale che riduca il disavanzo pubblico mantenendo inalterato il reddito di equilibrio. Illustrate attraverso un adeguato modello IS-LM. Se siamo in economia aperta, e in regime di tassi di cambio flessibili, quali saranno le conseguenze del policy mix sul tasso di cambio e sul saldo di bilancia commerciale? Per ridurre il disavanzo pubblico e mantenere invariato il livello di reddito, supponiamo un mix di politiche con una politica fiscale restrittiva, tramite un aumento delle imposte, e una politica monetaria espansiva. Ipotizziamo che il governa decida di effettuare una politica fiscale restrittiva con un aumento delle imposte, questo implica una riduzione del reddito e quindi reddito disponibile, dei consumi, della domanda aggregata quindi del livello di produzione di equilibrio che trasla da Y a Y’. Quindi, la curva IS trasla verso sinistra e l’equilibrio passa da A ad A’. A fronte della politica fiscale restrittiva, la banca centrale teme per l’eccessiva riduzione della produzione e il suo obiettivo è quello di riportare il livello della produzione a quello iniziale, per cui attua una politica monetaria espansiva. Con questa politica, la banca decide di aumentare l’offerta di moneta, quindi riduce il tasso di interesse che passa a i a i’ e la curva LM, trasla verso il basso da LM a LM’. La riduzione del tasso di interesse porta ad un aumento della domanda per investimenti, che aumenterà di tanto quanto erano state aumentate le imposte. Essendo la domanda per investimenti una componente della domanda aggregata, un suo aumento porta un aumento del reddito di equilibrio e quindi il livello di produzione torna ad essere quello iniziale, quindi passa da Y’ a Y’’. Poiché il reddito torna al suo livello iniziale, i consumi rimangono invariati perché dipendono dal reddito, che con il mix di politiche è rimasto invariato. Ipotizziamo di essere in economia aperta e vediamo quelle che sono le conseguenze sul tasso di cambio e sul saldo di bilancia commerciale, del policy mix con una politica fiscale restrittiva e una politica monetaria espansiva in un regime ti tassi di cambio flessibili: Se il governo vuole effettuare una politica fiscale restrittiva attraverso un aumento delle imposte. L’aumento delle imposte comporta una riduzione del reddito disponibile, dei consumi e quindi della domanda aggregata e della produzione di equilibrio che passa da Y a Y’ il punto di equilibrio passa da A ad A’. Quindi, questo implica uno spostamento della curva IS verso sinistra, l’origine.

rivela insolvente rispetto alle obbligazioni che aveva assunto verso i depositanti. Se una banca subisce si trova a fronte di una perdita su crediti, può agire in due modi: Se la banca vuole ricostituire il bilancio come lo era prima, se il mercato dà fiducia alla banca, la banca può sottoscrivere azioni di nuova emissione, sottoscrive l’aumento di capitale, nuovi azionisti rientrano e il bilancio si ricostituisce e la leva finanziaria torna come era quella iniziale. Altrimenti, la banca può ricostituire la leva finanziaria iniziale riducendo il valore del proprio attivo, cioè, liquidando una parte proprio attivo e rimborsando una parte dei depositanti. Si dice, quindi, che la banca fa credit crunch, ovvero per mantenere bassa la leva finanziaria riduce il volume dei prestiti in modo che il capitale proprio possa generare una leva finanziaria tollerabile. c) Che relazione c'è tra il tasso di cambio reale che il sistema economico raggiunge nel medio-lungo periodo, rispettivamente in regime di cambi fissi e in regime di cambi flessibili? Nel medio-lungo periodo, in un regime di tassi di cambio flessibili, il tasso di cambio reale può raggiungere il valore di equilibrio, attraverso delle variazioni del tasso di cambio nominale, quindi apprezzamenti o deprezzamenti. Nel medio-lungo periodo, in un regime di tassi di cambio fissi, il tasso di cambio reale può raggiungere il valore di equilibrio tramite una variazione del livello dei prezzi interni ed esteri, in quanto nel lungo periodo, è un arco temporale sufficientemente lungo affinché il livello dei prezzi possa essere considerato flessibile. Non è possibile tramite variazioni del tasso di cambio nominale, in quanto essendo in un regime di tassi fissi, è dato.