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Psichiatria, Appunti di Infermieristica

appunti infermieristica psichiatrica , psichiatria ed infermieristica di comunità

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 05/06/2016

Maria_Chiara.Gullo
Maria_Chiara.Gullo 🇮🇹

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PSICHIATRIA
PSICOSI: Qualsiasi forma di malattia mentale che interrompa il rapporto di un
individuo con la realtà, creando una frattura nella continuità della sua esistenza,
compromettendo il giudizio di realtà. Vi é una compromissione delle funzioni dell’io,
con rottura della continuità tra passato e presente e della possibilità di articolare le
proprie esperienze interne con gli stimoli della realtà esterna; una profonda
distorsione del vissuto, disorganizzazione delle funzioni psichiche con variazioni
qualitative rispetto alla normalità. Nella psicosi si riscontra sempre un’alterazione
della capacità di critica e di giudizio, un aevolimento del giudizio di realtà, una
impossibilità da parte dei familiari e degli altri a capire i pensieri e i comportamenti
del malato
NEVROSI: variazione degli aspetti emotivi ed aettivi in senso quantitativo rispetto
alla normalità.In un disturbo nevrotico grave vi è una profonda soerenza psichica,
con interferenza sul comportamento e con limitazione delle possibilità di scelta,
senza mai compromettere il giudizio di realtà
SCHIZOFRENIA:Patologia spesso denita come “proteiforme” data la possibilità di
comparsa di un’ampia varietà di sintomi, nessuno dei quali può essere considerato
patognomonico o comunque costante in tutte le forme e gli stadi del disturbo
schizofrenia .Il DSM IV denisce la schizofrenia come un disturbo caratterizzato dalla
presenza per almeno un mese di deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato,
comportamento disorganizzato o catatonico, sintomi negativi (presenti in numero di
2 o più), disfunzione sociale o lavorativa, della durata di almeno 6 mesi, compresi i
sintomi prodromici o residui.
Schizofrenia: storia
1911 Bleuler utilizza per la prima volta il termine di radice greca schizofrenia
(mente divisa) per sottolineare la caratteristica della malattia: la scissione delle
diverse funzioni psichiche. Inoltre eettua una distinzione tra sintomi fondamentali
o duraturi (sempre presenti) e sintomi accessori (che possono mancare)
Sintomi fondamentali e Sintomi accessori:Presenti in ogni caso e in ogni periodo
della malattia,sono caratteristici della malattia ma possono essere completamente
assenti in alcuni momenti della stessa. Altre volte possono dominare il quadro
clinico.Possono essere presenti anche in altre malattie
Alterazione delle funzioni semplici:
Delle associazioni ideative
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PSICHIATRIA

PSICOSI: Qualsiasi forma di malattia mentale che interrompa il rapporto di un individuo con la realtà, creando una frattura nella continuità della sua esistenza, compromettendo il giudizio di realtà. Vi é una compromissione delle funzioni dell’io, con rottura della continuità tra passato e presente e della possibilità di articolare le proprie esperienze interne con gli stimoli della realtà esterna; una profonda distorsione del vissuto, disorganizzazione delle funzioni psichiche con variazioni qualitative rispetto alla normalità. Nella psicosi si riscontra sempre un’alterazione della capacità di critica e di giudizio, un affievolimento del giudizio di realtà, una impossibilità da parte dei familiari e degli altri a capire i pensieri e i comportamenti del malato

NEVROSI: variazione degli aspetti emotivi ed affettivi in senso quantitativo rispetto alla normalità.In un disturbo nevrotico grave vi è una profonda sofferenza psichica, con interferenza sul comportamento e con limitazione delle possibilità di scelta, senza mai compromettere il giudizio di realtà

SCHIZOFRENIA: Patologia spesso definita come “proteiforme” data la possibilità di comparsa di un’ampia varietà di sintomi, nessuno dei quali può essere considerato patognomonico o comunque costante in tutte le forme e gli stadi del disturbo schizofrenia .Il DSM IV definisce la schizofrenia come un disturbo caratterizzato dalla presenza per almeno un mese di deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato, comportamento disorganizzato o catatonico, sintomi negativi (presenti in numero di 2 o più), disfunzione sociale o lavorativa, della durata di almeno 6 mesi, compresi i sintomi prodromici o residui.

Schizofrenia: storia

  • 1911 Bleuler utilizza per la prima volta il termine di radice greca schizofrenia (mente divisa) per sottolineare la caratteristica della malattia: la scissione delle diverse funzioni psichiche. Inoltre effettua una distinzione tra sintomi fondamentali o duraturi (sempre presenti) e sintomi accessori (che possono mancare)

Sintomi fondamentali e Sintomi accessori:Presenti in ogni caso e in ogni periodo della malattia,sono caratteristici della malattia ma possono essere completamente assenti in alcuni momenti della stessa. Altre volte possono dominare il quadro clinico.Possono essere presenti anche in altre malattie

Alterazione delle funzioni semplici:

  • Delle associazioni ideative

•Dell’affettività

Alterazione delle funzioni complesse:

  • Alterazione del rapporto con la realtà(autismo)

•Deterioramento dell’attenzione

•Alterazione della volontà

•Alterazioni del comportamento (perdita di iniziativa, degli interessi, della progettualità,dell’adattabilità)

Deliri, allucinazioni, illusioni,disturbi della memoria,disturbi del linguaggio e della scrittura

Sintomi catatonici

Ancora oggi il dibattito è aperto sul considerare la schizofrenia come una malattia, con eziopatogenesi unica, sia essa biologica o psicologica, una sindrome, esito finale di diversi processi morbosi, uno spettro di condizioni affini comprendente anche il disturbo schizofreniforme e la personalità schizoide

Schizofrenia: decorso

Fase prodromica o iniziale: cambiamento rispetto al funzionamento precedente, spesso iniziato dopo un evento stressante (ritiro e isolamento sociale, difficoltà comunicativa, perdita dell’interesse e della motivazione, comparsi di nuovi interessi spesso incentrati su temi magici,stranezze, declino del rendimento lavorativo o scolastico,d’ansia che può trasformarsi in angoscia).tende a peggiorare e può durare da alcune settimane a mesi

Fase attiva:

  • Sintomi positivi: distorsioni o esagerazione del pensiero deduttivo (deliri), della percezione (allucinazioni), del linguaggio e della comunicazione (eloquio disorganizzato con deragliamento e tangenzialità), e del controllo del comportamento, che può risultare disorganizzato o catatonico
  • Sintomi negativi: restrizioni nello spettro e nell’intensità delle espressioni emotive, nella fluidità e nella produttività del pensiero e dell’eloquio (alogia) e nell’iniziare comportamenti finalizzati ad una meta (abulia) Può durare mesi o anni per modificarsi poi nel senso di unarestitutio ad integrum o di una fase residuale

Terza fase (residuale):

  • Danni perinatali
  • Infezioni virali durante la gestazione
  • Problemi di perfusione ematica intrauterina
  • Traumi infantili

Ipotesi biochimica

Ipotesi dopaminergica

eccessiva produzione del neurotrasmettitore dopamina o eccessiva sensibilità dei recettori dopaminergici alla dopamina stessa.

Ipotesi psicologiche

  • Problemi dell’attenzione, delle funzioni esecutive, dei processi logici e delle emozioni
  • Problemi di isolamento sociale
  • Atteggiamenti familiari

Schizofrenia: terapia

  • Terapia di elezione è quella farmacologica attuata con neurolettici e antipsicotici atipici, che hanno come meccanismo comune il blocco dopaminergico dei recettori D2, risultando particolarmente efficaci nei confronti della sintomatologia positiva.L’introduzione di farmaci con azione sul blocco dei recettori 5-HT, ha permesso di poter agire anche sulla sintomatologia negativa

Farmaci neurolettici o antipsicotici

Antipsicotici di prima generazione o neurolettici: blocco prevalente sui recettori D ad alta potenza:

  • Grande incisività sui sintomi positivi;Scarsa azione sedativa;Importanti effetti collaterali di tipo extra-piramidale e ormonale;Scarsa incisività sui sintomi negativi

A bassa potenza

  • minore incisività sui sintomi positivi;Elevata azione sedativa;Maggiori effetti collaterali di tipo istaminergico, muscarinico e alfa-adrenergico

Neurolettici o antipsicotici: effetti collaterali

  • Sedazione;Ipotensione ortostatica;Inibizione dell’eiaculazione e disfunzioni della sfera sessuale;Sintomi exta-piramidali (distonia acuta; acatisia, parkinsonismo;discinesia tardiva);Tossicità cardiaca;Blocco colinergico;Disturbi

epatici;Sindrome dismetabolica;Iperprolattinemia;Aumento di peso;Leucopenia e agranulocitosi

Farmaci neurolettici o antipsicotici

Antipsicotici atipici: azione prevalente sui serotoninergici 5HT2 e su peculiari sottoinsiemi di recettori dopaminergici

  • Importante azione sulla sintomatologia positiva. Importante azione sulla sintomatologia negativa soprattutto a dosaggi medio bassi, scarsa collateralità extrapiramidale, acuta e tardiva alcuni farmaci scarsa collateralità ormonale

Altre terapie: Psicoterapia, Riabilitazione e terapie psicosociali,Ospedalizzazione

DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

Ipotesi di disturbi come un “continuum” che va dal comportamento alimentare normale alla sindrome franca: Eccessiva preoccupazione per il peso e la forma del corpo con rigide restrizioni alimentari,Anoressia nervosa,Bulimia nervosa,Disturbo da alimentazione incontrollata,Forme paucisintomatiche

  • Secondo l’ipotesi del “continuum” i disturbi sono distribuiti in modo continuo nella popolazione generale.Il problema non consiste nel fatto che un individuo abbia a no il disturbo, ma piuttosto che quota di esso ne presenti
  • L’anoressia e la bulimia nervosa, considerate le forme cliniche conclamate, colpiscono solo la metà delle persone che si rivolgono ai servizi
  • Le forme atipiche, parziali, subcliniche, sono molto più rappresentate di quelle conclamate.Profilo tipico di individuo con sindrome parziale: donna normopeso di giovane età che desidera perdere peso, che prova disagio psicologico e che manifesta la maggior parte dei comportamenti della sindrome piena ma con minor frequenza

Problemi alimentari: tendenza a seguire diete, palestra, ecc

Sindrome parziale,subclinica,sottosoglia

Sindrome piena

  • Aspetto patognomonico: Preoccupazione per il peso e per l’immagine del proprio corpo.Questa preoccupazione è fattore necessario ma non sufficiente per lo sviluppo di un disturbo.Esistono fattori di rischio legati alle caratteristiche di personalità, ad aspetti psicopatologici, al funzionamento familiare, a fattori socio-culturali
  • Atteggiamento dei coetanei e dei genitori rispetto al peso ( preoccupati dell’apparenza e/o della dieta) Influenza dei media e il dieting ( aumento del bisogno

Anoressia nervosa: E’ il disturbo meno frequente tra i disturbi dell’alimentazione, ma anche il più grave.La frequenza nella popolazione generale è più alta in modelle, ballerine , atleti.Il sesso più colpito è quello femminile.L’omosessualità sembra rappresentare un fattore di rischio per i soggetti di sesso maschile.L’età media in cui insorge il disturbo è di 17 anni e si manifesta tipicamente dai 12 ai 25 anni.Rifiuto di mantenere il peso al di sopra o al peso minimo normale per età e statura (BMI inferiore o uguale a 17.5 Kg/m quadrato). Ottenuto primariamente attraverso una riduzione quantitativa e qualitativa del cibo introdotto. Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassianche se sottopeso.I livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso. Amenorrea per almeno tre mesi.

Sottotipi

  • Con restrizioni: assenza di abbuffate o di condotte di eliminazione (es. Vomito autoindotto, uso di lassativi o diuretici) Con abbuffate/condotte di eliminazione: il soggetto presenta regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione

sintomi di comparsa

  • Controllo alimentare: riduzione dell’introduzione di cibo,Controllo pluriquotidiano del peso,Sedute davanti allo specchio,Strenua attività fisica, Perdita di peso in poco tempo (anche 10-12 Kg) sino ad arrivare all’amenorrea. In concomitanza costante pensiero per il cibo e la cucina

Anorresia: significato del sintomo

  • Aggressività passiva = resistenza (al cibo);
  • Risposta di forza, di potenza, di capacità di autocontrollo: più alto è l’investimento iniziale nel cibo e più la rinuncia è vissuta come una gloriosa vittoria nella lotta per l’autocontrollo e l’autoaffermazione; il sacrificio è percepito come unico progetto di sopravvivienza, di libertà, di crescita. Il controllo sul cibo e sul proprio corpo è il mezzo per dimostrare l’autonomia nei confronti della famiglia. Una volta iniziato il ciclo si auto-perpetua: la paziente anoressica si identifica con la propria magrezza : io sono ciò che io ho

Circa il 90 % delle persone affette da anoressie soddisfa i criteri diagnostici per almeno un disturbo di personalit (il più comune è il disturbo borderline) I disturbi affettivi sono particolarmante frequenti, ma solo ne 14% dei casi vengono soddisfatti i criteri per un Disturbo Depressivo; inoltre, non appena il disturbo dell’alimentazione diviene meno grave o guarisce completamente, la sintomtologia depressiva si riduce. Altri disturbi in comorbidità sono i disturbi d’ansia e i disturbi d’abuso.

  • Più spesso si tratta di un episodio singolo seguito da una remissione più meno completa.In altri casi l’andamento è ora ricorrente, con oscillazioni tra remissioni e ricadute, ora sub-continuo, ora continuo.Solo il 6% dei pazienti va incontro ad una

cronicizzazione dellamalattia anoressica pura. Più del 60% già dopo due anni non soddisfa più i criteri della forma restricting di anoressia e passano attraverso fasi di anoressia e di bulimia La maggior parte dei casi sviluppa gravi sintomi di bulimia.

  • Dopo 20 anni di malattia circa il 40% dei pazienti risulta gravemente invalidato o deceduto.La percentuale di mortalità è compresa tra il 5 e il 18%. Le cause più frequenti di decesso sono le aritmie cardiache, le convulsioni, le emorragie gastrointestinali, l’insufficienza renale, 1/3 dei soggetti sopravvissuti conduce una vita socialmente isolata e limitata, con un alto grado di dipendenza dai familiari.Almeno la metà dei pazienti ha problemi relativi alla sfera sessuale, alla vita matrimoniale e al ruolo genitoriale

Bulimia: diagnosi

  • Ricorrenti abbuffate, Ricorrenti manovre compensatorie per prevenire l’aumento di peso (vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici, attività fisica prolungata) Entrambe le condotte per almeno due volte alla settimana per almeno tre mesi. Influenza eccesiva del peso e della forma del corpo sull’autostima.Questi comportamenti non avverngono in corso di episodi di anoressia

Bulimia:

  • Sottotipi:

F 0 A 7Con condotte di eliminazione

F 0 A 7Senza condotte di eliminazione

  • Colpisce 1% delle giovani donne.L’età di esordio è compresa tra i 12 e i 25 anni, con un picco di maggior frequenza tra i 17-18 anni. Gli uomini sono colpiti raramente.Le persone colpite sono generalmente di peso normale, alcune in lieve sottopeso, altre leggermente in sovrappeso, pochissime in grave sovrappeso.

Eziopatogenesi

  • Automantenimento dovuto ai rinforzi positivi(sensazione piacevole legata all’assunzione del cibo) Manifestazione di una generica predisposizione all’abuso di sostanze.. Compensazione ad un insufficiente tono serotoninergico

Disturbi dell’alimentazione atipici

  • Disturbi molto simili all’anoressia nervosa o alla bulimia nervosa, ma che non presentano tutti i criteri diagnostici o non sono abbastanza gravi (ad esempio persone che sono perennemente a dieta, che controllano costantemente il loro peso al fine di prevenirne anche il minimo aumento, con conseguenti limitazioni sulla qualità di vita).

Concetto di personalità: La personalità si può definire come l’organizzazione dinamica degli aspetti intellettuali, affettivi, volitivi, fisiologici e morfologici dell’individuo.Il carattere è l’aspetto esterno della personalità(affettività e comportamento), quello che rappresenta l’insieme dei tratti osservabili dagli altri. Il temperamento indica i fattori biologici della personalità

Personalità normale e patologica

Per definire la normalità si utilizza un criterio funzionale, cioè si valuta se l’individuo ha un buon funzionamento interiore, tenendo conto delle sue particolarità psicologiche.Le differenze, piuttosto che essere qualitative, sono quantitative.

Principali disturbi di personalità

  1. Istrionico 2. Narcisistico 3.Borderline 4.Paranoide 5.Schizoide 6.Antisociale 7.Dipendente

Tutti i sintomi drammatici, i comportamenti distruttivi,l’espressione intensa e caotica delle emozioni, la precoce e totale svalutazione di chi si occupa di loro, fa si che le emozioni provate per questi pazienti siano prevalentemente negative e di rifiuto.

Anni 70

studi di Grinker:Peculiare organizzazione di personalità con caratteristiche distintive (sentimenti di rabbia,distorsioni delle relazioni interpersonali, assenza di un’identità coerente di sé,depressione)

DSM IV:Schema pervasivo di instabilità nelle relazioni interpersonali,nell’immagine di sé e negli affetti e una notevole impulsività con esordio nella prima età adulta e presente in diversi contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti punti:

  1. Tentativi frenetici di evitare abbandoni reali o immaginati
  2. Uno schema di relazioni intense ed instabili caratterizzate da un’alternanza fra gli estremi della idealizzazione e della svalutazione
  3. Disturbo dell’identità: immagine di sé o senso di sé fortemente e persistentemente instabile
  4. Impulsività in almeno due aree potenzialmente dannose per sé
  5. Comportamento suicidario ripetuto; comportamento, o minacce o gesti di autolesionismo
  6. Instabilità affettiva dovuta ad una forte reattività dell’umore
  7. (^) Sentimenti cronici di vuoto
  8. Rabbia inappropriata o intensa, difficoltà a controllare la rabbia
  1. Ideazione paranoide o sintomi dissociativi gravi, transitori e reattivi a situazioni stimolo

Tentativi frenetici di evitare l’abbandono.Nucleo patologico centrale del disturbo. Queste persone si aggrappano disperatamente alle persone con le quali hanno un rapporto significativo. Un esempio tipico di ciò sono i tentativi manipolativi di suicidio, intesi a prevenire o a protestare contro una sensazione di minaccia di abbandono

Relazioni interpersonali intense ed instabili questi pazienti hanno nella loro storia una serie di relazioni mutevoli; possono aver avuto numerose relazioni, ognuna delle quali può essere stata caratterizzata da un epilogo esplosivo o tragico, oppure una sola relazione caratterizzata da separazioni amare e grandiose riconciliazioni. L’instabilità delle relazioni spesso è uno dei motivi per cui i pazienti chiedono il trattamento, ma è anche uno dei motivi principali per cui sono difficili da trattare. Le loro relazioni terapeutiche diverranno presto intense ed instabili, con le medesime conseguenze disastrose delle altre relazioni.

Relazioni interpersonali intense ed instabili

La problematica principale che rende instabili le relazioni di questi pazienti è la continua oscillazione tra i due poli della idealizzazione e della totale svalutazione con l’incapacità di tenere uniti gli aspetti positivi e negativi di una persona (e di loro stessi). Nel momento in cui una persona compie un errore passa immediatamente tra i cattivi e viene totalmente svalutato. Questo vale ovviamente anche per il terapeuta.

Disturbo di identità:Incertezza circa l’immagine di sé, l’orientamento sessuale, gli obiettivi a lungo termine e la scelta della carriera, la scelta delle amicizie, la gerarchia dei valori impulsività.Abuso di sostanze,Promiscuità sessuale,Abbuffate alimentari,Comportamenti a rischio in genere,Ricorrenti tentativi di suicidio ed episodi di autolesionismo.Di solito è precipitato da minacce di separazione, rifiuti o perdite,ma può anche presentarsi nel corso di episodi di depersonalizzazione o derealizzazione.Ricorrenti tentativi di suicidio ed episodi di autolesionismo sovente rappresentano la causa prima dei ricoveri. L’autolesionismo, sia sotto forma di sfregio che di ustioni, è un atto tipicamente borderline. Questo sintomo può essere meno frequente di altri, per cui sarebbe strano per un pz DBP trascorrere una settimana senza instabilità affettiva, ma non sarebbe strano trascorrere una anno senza alcuna apparente idea suicida.

Instabilità affettiva:L’assenza di instabilità affettiva depone decisamente per assenza di DBP .L’umore fondamentale è la disforia, raramente intervallata da periodi di benessere e spesso precipitata da episodi di rabbia, panico o disperazione. Inoltre questi soggetti presentano una marcata reattività dell’umore; ci vuole pochissimo per scatenare una risposta esagerata. Un’ osservazione

può imparare a modulare le risposte emotive.Il controllo sulla propria emotività gli viene imposto anziché insegnato. Non può imparare a controllare lo stress e la frustrazione perché la portata dei problemi quotidiani e le difficoltà per risolverli vengono minimizzati. Soltanto manifestazioni emotive estreme ed eclatanti o problemi eccezionalmente gravi riescono a sollevare una risposta di sostegno da parte degli altri

Abuso sessuale e DBP

L’abuso sessuale è uno dei più chiari esempi di invalidazione: nei casi tipici alla vittima viene detto che la molestia o il rapporto sessuale appena subito è una “cosa normale”, ma che tuttavia non deve parlarne con nessuno. Per di più l’abuso gli viene spesso presentato come un atto d’amore, o viene altrimenti “normalizzato” dall’adulto che perpetra violenza

Obietti del trattamento: Riduzione dei comportamenti suicidari, Riduzione dei comportamenti che interferiscono con la terapia, Riduzione dei comportamenti che incidono sulla qualità della vita, Riduzione della diffidenza e/o della eccessiva confidenza nei confronti dei farmaci (spiegando però che la farmacoterapia ha modesti obiettivi (controllo sui sintomi affettivi, impulsivi o cognitivi).

DISTURBI DELL’UMORE

Definiti anche disturbi affettivi .Caratterizzati da una alterazione del tono dell’umore in senso depressivo, con o senza ansia associata, o nel senso dell’esaltazione. Sono di solito accompagnati da un mutamento globale dell’attività Comprendono:

Disturbo depressivo unipolare – episodio singolo

Disturbo depressivo unipolare – ricorrente

Disturbo bipolare

DISTURBO DEPRESSIVO UNIPOLARE:Aspetti tipici degli episodi depressivi sono stati evidenziati sin dai tempi di Ippocrate. Veniva sottolineato l’aspetto “umorale “ per descrivere l’etiologia della depressione, con una stretta analogia con le attuali teorie riguardante la disfunzione neuroendocrina e neurotrasmettitoriale che sarebbe alla base dei disturbi dell’umore

DEPRESSIONE UNIPOLARE:Non è Una forma di tristezza o di demoralizzazione È Una malattia con morbilità e mortalità comparabili con quelle delle malattie cardiovascolari croniche Pertanto Risulta di fondamentale importanza non solo la diagnosi ma anche un efficace trattamento

EPIDEMIOLOGIA: Prevalenza quasi doppia nelle donne rispetto agli uomini. Maggiore prevalenza nella fascia di età compresa tra i 25 e i 44 anni, sebbene un episodio depressivo possa svilupparsi a qualsiasi età

DEPRESSINE UNIPOLARE:Almeno 5 sintomi devono essere presenti quasi ogni giorno per un periodo di almeno due settimane. La comparsa dei sintomi:

a) Non deve essere secondario all’uso di sostanze o farmaci, ad una patologia sottostante o ad un lutto non complicato

b) Deve rappresentare un cambiamento rispetto alle condizioni precedenti

c) Deve causare un notevole distress o un deficit significativo della funzione sociale e occupazionale

Almeno uno dei cinque sintomi presentati deve essere rappresentato da perdita di interesse o di piacere o umore depresso, che persista per la maggior parte della giornata

SINTOMI:Umore depresso (o irritabile in bambini e adolescenti)manifestato da rilievi soggettivi (melanconia o sensazione di nullità) o dall’osservazione di altri (tristezza),Interesse o piacere marcatamente diminuiti per quasi tutti le attività svolte, con significativa apatia. Modifiche significative dell’appetito o del peso in assenza di dieta programmata. Insonnia o ipersonnia,Agitazione o rallentamento psicomotorio,Stanchezza o astenia,Sensazione di essere indegni, sentimenti di colpa eccessivi, perdita dell’autostima Indecisione o ridotta capacità di pensare o concentrarsi, Pensieri ricorrenti di morte o idee suicide senza un progetto specifico,una strategia specifica o un tentativo attuato

Umore depresso:L’umore è la disposizione affettiva di base che dona a ciascuno dei nostri stati d’animo una tonalità piacevole o spiacevole.L’umore depresso è una tristezza patologica,diversa dalla tristezza normale in presenza di un evento o di una situazione spiacevole o frustrante. Se esiste una causa, la tristezza patologica è sproporzionata rispetto alla causa stessa, è rigida, indipendente dal contesto Perdita di interesse o di piacere la persona appare distante, disinteressata,impassibile. Non trova gratificazione da nulla le cose che prima amava ora sono un peso

Sintomi psichici: tristezza, perdita dello slancio vitale, disperazione, rallentamento psicomotorio, dolore morale

Sintomi fisici: riduzione dell’appetito e del peso, della libido, disturbi del,idee di svalorizzazione,riduzione della stima di sé, sentimenti di colpa.Questi pensieri possono diventare veri e propri deliri di colpa o di rovina. Normalmente il linguaggio è scarso ed i contenuti del pensiero sono monotoni e ripetitivi, le sintomatologia è più grave al mattino e migliora verso sera. In alcuni casi, anziché rallentamento psicomotorio, è presente uno stato di agitazione che esprime la presenza dell’ansia: il paziente è incapace di stare fermo, vuole comunicare la propria sofferenza, parlare continuamente e della propria disperazione senza possibilità di aiuto.Esistono quadri atipici di depressione in cui i sintomi caratteristici sono sostituiti da comportamenti

e depressivo). E’ un disturbo con almeno un episodio depressivo ed un episodio ipomaniacale dell’episodio depressivo

Aspetti clinici identici a quelli dell’episodio depressivo unipolare

precoce età di esordio; breve durata degli episodi; maggiore evidenza di ipersonnia.La maggior parte degli episodi depressivi post-partum fanno parte di un disturbo bipolare

Disturbo bipolare:Definizione di episodio maniacale

Almeno tre dei seguenti sintomi devono essere presenti durante un episodio di umore espanso o irritabile che sia presente per almeno una settimana. L’alterazione dell’umore deve essere tale da determinare marcato deficit funzionale o indurre reazioni di altri individui per evitare danni a se stessi o ad altri e non deve essere secondario ad altra patologia o all’uso di sostanze

•Aumentata fiducia in se stessi o autostima, sensazione di grandiosità

•Riduzione del sonno

•Eloquio più rapido, tendenza alla conversazione sostenuta

•Fuga delle idee

•Distraibilità

•Aumentata attività finalizzata, sensazione di maggior energia, agitazione psicomotoria

•Eccessivo coinvolgimento in attività piacevoli aventi un elevato rischio di conseguenze indesiderate

I sintomi variano molto di intensità da soggetto a soggetto e da episodio a episodio. L’esordio può essere rapido, acuto o subacuto e spesso ha andamento stagionale.La durata è variabile ( almeno una settimana).Alcuni episodi sembrano verificarsi in risposta a fattori stressanti mentre altri si sviluppano del tutto spontaneamente.Più del 50% degli episodi maniacali acuti presenta sintomi psicotici (prevalentemente congrui all’umore)

Disturbo bipolare:episodio ipomaniacale

Almeno tre dei seguenti sintomi devono essere presenti durante un periodo di umore espanso o irritabile , persistente per almeno quattro giorni, significativamente differente dall’umore caratteristico non depresso. L’alterazione determina una alterazione funzionale ma non un marcato deficit, è realmente visibile ad altri, non è secondari ad altra patologia o ad abuso di sostanze

•Aumentata considerazione di sé o autostima, senso di grandiosità

•Riduzione del sonno

•Eloquio rapido, tendenza a conversazione sostenuta

•Fuga delle idee

•Distraibilità

•Aumentata attività finalizzata, sensazione di maggior energia, agitazione psicomotoria

•Eccessivo coinvolgimento in attività piacevoli aventi un elevato rischio di conseguenze indesiderate

Intensità dell’umore (espanso o irritabile) minore rispetto all’episodio maniacale, ma più labile.Più difficile iniziare una terapia in quanto i pazienti non soffrono durante tali episodi (senso di libertà, creatività) e il loro comportamento non è così distruttivo da indurre gli altri a spingerli al trattamento

Disturbo bipolare: episodio misto

Episodi in cui sono soddisfatti contemporaneamente alcuni criteri dell’episodio depressivo e dell’episodio maniacale.

Età di insorgenza soprattutto tra i 15 e i 24 anni,Rapporto maschi femmine circa uguale.Esordio sopra i 60 anni: probabile natura organica.Non è raro che tra il primo e il secondo episodio di malattia intercorrano anche 3-5 anni di funzionalità eutimica. Questo intervallo si accorcia con il tempo

I pazienti godono del loro stato di euforia, pertanto non ci si può attendere che richiedano un trattamento.La maggior parte dei pazienti in fase maniacale non ha nessuna consapevolezza di malattia pertanto spesso è necessaria l’ospedalizzazione , in quanto la riduzione delle stimolazioni esterne può risultare molto utile , coadiuvando l’azione dei farmaci.Risulta molto importante il coinvolgimento di membri della famiglia o di persone vicine al paziente , che possono rendersi conto del precipatare della condizione della malattia e possono collaborare nel convincimento alla ospedalizzazione e/o alla cura. Pertanto devono essere informate della natura e del decorso della malattia e del suo trattamento.

Disturbo bipolare:farmacoterapia

Carbonato di litio: pietra miliare del trattamento della mania acuta e della prevenzione delle recidive Carbamazepina Valproato Clonazepam Farmaci antipsicotici

Ansia patologica: inappropriata a un determinato stimolo per intensità e durata

l’ansia= minaccia

Sintomi fisici

Che cosa è l’ansia patologica:Non c’è una obiettiva situazione di minaccia.E’ sproporzionata rispetto alla situazione

Sintomi

Sintomi somatici: contratture, ipertonie,dolori, secchezza delle fauci, tachicardia,lipotimia,precordialgia, polipnea, senso di costrizione toracica, senso di soffocamento,nausea, vomito, diarrea, cefalea, capogiri,stordimento, tremori, pallore, pollachiuria

Sintomi psicologici: preoccupazioni, timore del futuro, irritabilità, pessimismo, insonnia,confusione, distorsioni della percezionedell’ambiente, delle persone e del significato degli eventi

Ezioatogenesi=Azione interattiva di fattori biologici e temperamentali e di fattori ambientali

Eventi biologici: attivazione di 3 principali neurotrasmettitori(noradrenalina, serotonina, GABA).Attivazione psicofisica in preparazione all’emergenza.

Esordio=Insorgono di norma nella tarda adolescenza, ma l’inizio della patologia può collocarsi in ogni momento dell’esistenza.Esordio dopo i 40 anni più probabilmente ascrivibile a una causa organica.I sintomi possono insorgere spontaneamente o fare seguito a un fattore stressante specifico e identificabile decorso. Generalmente persistenti o intermittenti

Quali disturbi?

Disturbo d’ansia generalizzato Disturbo di panico Fobia sociale Disturbo post- traumatico da stress Fobia specifica Disturbo ossessivo-compulsivo

Disturbo d’ansia generalizzato:Stato di ansia ECCESSIVA, che dura almeno 6 MESI, presente nella MAGGIOR PARTE dei giorni, non riferito a specifiche situazioni od oggetti, non scatenato da specifici eventi stressanti

sintomi=Preoccupazioni prevalenti sulle proprie capacità, o per eventi naturali o catastrofici,Irrequietezza, faticabilità, difficoltà di concentrazione, irritabilità, tensione muscolare, disturbi del sonno.Significativa interferenza sulla vita quotidiana, scolastica, lavorativa e sociale

evoluzione

Cronicizzazione

Associazione con un altro disturbo

Fobia specifica:Paura intensa e persistente relativa ad oggetti e situazioni, ECCESSIVA ed IRRAGIONEVOLE, attivate dalla esposizione o anticipazione dello stimolo fobico

Sintomi comportamentali che evidenziano la paura sperimentata:pianto, aggrappamento, rabbia.

Sintomi somatici:palpitazioni, rossore o pallore, dispnea, tensione muscolare.

Comportamento di evitamento

Pesante condizionamento sulla vita e sul comportamento

Fobia specifica

Principali tipi di fobie

Animali Situazioni ambientali Iniezioni e sangue Situazioni specifiche

Fobia specifica: evoluzione

Risoluzione spontanea per le forme lievi

Cronicizzazione per le forme più gravi

Fobia sociale:Ansia intensa attivata da situazioni sociali nelle quali il soggetto deve interagire con persone nuove o non familiari o da situazioni nelle quali può essere osservato, giudicato, umiliato.

Fobia sociale: sintomi

Bambini (devono avere più di tre anni):atteggiamenti adesivi e di aggrappamento, pianto, crisi di rabbia; spesso compromissione scolastica; spesso mutismo selettivo.

Adolescenti e adulti: compromissione scolastica, lavorativa e sociale (attenzione agli interessi atipici).

Fobia sociale=Tende a cronicizzare,Compromissione scolastica e lavorativa,Abuso di droghe ed alcool

Disturbo post traumatico da stress: Esposizione ad un evento traumatico,Risposta all’evento caratterizzato da intensa paura, sentimenti di impotenza o orrore,Continuo rivivere dell’evento traumatico,Evitamento degli stimoli associati al trauma,Sintomi di aumentato arousal