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Psicologia dello sviluppo
La psicologia dello sviluppo =si occupa dei processi e dei meccanismi coinvolti nello sviluppo dell’individuo. 14/03/ Si occupa di capire come: Come avvengono i cambiamenti nel corso del Come si mantengono o si estinguono Come si modificano Come il corso dello sviluppo cambia da individuo a individuo
Perché importante studiare la psicologia dello sviluppo
I bambini si sono sempre allevati con l’intuizione, la tradizione e il senso comune tuttavia spesso questo porta a facili generalizzazioni: Ad esempio -i figli unici sono bambini soli -le femmine sono più sensibili dei maschi -guardare troppa TV rallenta lo sviluppo intellettivo -chi uomini sono meno abili delle donne come genitori -i figli di madri che lavorano sono a rischio di disadattamento -i figli di genitori separati sono destinati alla delinquenza giovanile Si può rispondere alle domande sui bambini in modo -soggettivo (esperienze passate, parere di esperti) -oggettivo (ricerca affidabili e valide con descrizione del campione, uso il gruppo di controllo) La psicologia dello sviluppo serve a cercare risposte oggettive acquisiti sulla natura dei bambini e dello sviluppo su come educarli, aiuta a comprendere anche gli adulti Però quando si sceglie il modo oggettivo e giudizi di valore possono incidere sempre
Psicologia dell’educazione
La psicologia dell’educazione è una branca della psicologia che si occupa dello studio dei processi psicologici implicati nell’insegnamento e nell’apprendimento È stata fondata da alcuni pionieri della psicologia -william james (tenne dei discorsi agli insegnanti suggerì di portare le lezioni ad un livello superiore per allenare la mente) -john dewey (a cui si deve la visione dei bambini come agenti attivi nel processo di apprendimento a cui deve essere insegnato a pensare)
-sono consapevoli delle esigenze di didattica differenziata -sono capace di considerare le differenze culturali -hanno delle abilità tecnologiche la visione dello sviluppo infantile Cosa si intende per sviluppo? Lo sviluppo è costituito dalle dinamiche di quel processo di cambiamento che comincia col concepimento e continua tutto l’arco della vita Prospettive storiche sull’infanzia
- prospettiva del peccato originale: tipica del medioevo consiste nell’idea che i bambini appena venuti al mondo siano creature malvagie e che l’educazione abbia lo scopo di rimuovere il peccato e dalla loro vita
- prospettiva della tabula rasa: l’idea proposta da Locke , sostiene che i bambini siano come delle tavole raschiate su cui agire in maniera determinante Le esperienze infantili sono determinanti per la vita adulta
- prospettiva della bontà innata: l’idea presentata dal filosofo rousseau , sostiene che i bambini siano innatamente buoni Nel corso dei secoli la nostra visione dell’infanzia è cambiata sostanzialmente Oggi noi concepiamo l’infanzia come un periodo molto ricco di avvenimenti che pone le basi della vita adulta prima il bambino era considerato un piccolo adulto
- Lo studio moderno dello sviluppo infantile
- L’approccio alla psicologia umana passa da una prospettiva strettamente filosofica a osservazioni ed esperimenti sistematici
- Alfred Binet: compiti per studiare l’attenzione e la memoria
- G. Stanley Hall: lo sviluppo si dispiega attraverso stadi qualitativamente diversi
- La psicoanalisi di Sigmund Freud predomina per la prima metà del ventesimo secolo.
- Tra il 1920 e il 1930, la teoria comportamentista di John Watson (1928) influenza il modo di pensare l’infanzia.
- Watson sosteneva che il comportamento dei bambin i possa venir trasformato in qualunque cosa la società a cui essi appartengono desideri, attraverso l’osservazione e la modificazione dell’ambiente.
L’immagine dell’infanzia e la cura del bambino
- L’approccio contemporaneo all’infanzia porta con sé una maggiore attenzione al benessere dei bambini e alla loro cura, quindi verso tematiche quali
- Salute e benessere (promozione della salute non solo cura dei problemi)
- Parenting (crescere i bambini in un ambiente caldo, supportivo, sicuro e stimolante) à trasmissione
- Educazione (importante per lo sviluppo) Salute e benessere, parenting e educazione sono influenzati dal contesto socio-culturale
- I tipi di comportamento,le credenze e tutti gli altri prodotti di un gruppo che sono trasmessi da una generazione all’altra
- Gli studi cross-culturali confron tano due o più culture e forniscon o informazioni sul grado con cui lo sviluppo dei bambini è simile tra le culture o il grado con cui, invece, è cultura-specifica
- Cambiano anche le concezioni dello sviluppo
- Etnicità
- Caratteristica basata su eredità culturale, nazionalità, religione e linguaggio
- Status socioeconomico
- Categorizzazione basata sull’insieme di caratteristiche occupazionali, educative ed economiche della personaàdifferenze sociali • Genere
- Lo sviluppo dunque :
- Indica i meccanismi del cambiamento agiscono dal concepimento e per tutta la durata della vita
- È il risultato dell’interazione di diversi processi – biologici, cognitivi e socio-emotivi. Processi e periodi di sviluppo
- Periodo prenatale: il lasso di tempo compreso tra il concepimento e la nascita, della durata di circa 9 mesi.
- Prima infanzia (infancy): il periodo evolutivo che va dalla nascita ai 18-24 mesi d’età circa.
- Seconda infanzia (early childhood o periodo prescolare): il periodo evolutivo che va dalla fine della prima infanzia fino ai 5-6 anni d’età circa.
- Fanciullezza (middle and late childhood o periodo scolare): il periodo evolutivo che va dai 6 agli 11 anni d’età circa.
-Dominio-specifico, lo sviluppo avviene secondo modi e ritmi diversi nelle diverse aree della conoscenza
- Periodo critico come momento dello sviluppo in cui un individuo deve essere esposto a certe esperienze per acquisire certe abilità (es., linguaggio, Locke, 1995).
- Periodo sensibile come momento dello sviluppo in cui la persona ha maggiore probabilità di acquisire certe abilità particolari. Periodi critici vs periodi sensibili
- Molti studiosi dello sviluppo riconoscono che sarebbe poco saggio man tenere una posizione estremista nei confronti di questioni quali natura e cultura, continuità e discontinuità e prime esperienze ed esperienze successive.
- Lo sviluppo non può essere ricondotto unicamente alla natura o alla cultura, alla continuità o alla discontinuità, alle prime esperienze o alle esperienze successive Metodi di ricerca in Psicologia dello sviluppo Metodo = [dal greco hodós, “strada, via”, e dal prefisso meta-, “con, dopo”] significa letteralmente “strada con la quale” In generale, il termine indica il percorso che occorre compiere per raggiungere un certo fine, il procedimento da seguire per risolvere un insieme di problemi, capace di garantire, sul piano teorico o pratico, il risultato soddisfacente di un lavoro I risultati di un'indagine dipendono ampiamente dall'insieme delle scelte fatte dal ricercatore lungo il percorso Per tale ragione è necessario che nel preparare il rapporto di ricerca lo studioso dia ampio spazio al resoconto e alla giustificazione delle scelte operate, valutandone per quanto possibile l'impatto sui risultati ottenuti La prima scelta che occorre operare è quella della tecnica da utilizzare per raccogliere le informazioni. Tecnica indica le specifiche procedure operative di cui una disciplina scientifica si avvale per l’acquisizione e il controllo dei propri risultati di ricerca empirica
È possibile distinguere 4 famiglie di tecniche:
- Test psicometrici
- Tecniche di rilevazione mediante “osservatore” umano
- Tecniche di rilevazione strumentale
- Nella maggior parte dei casi è la natura stessa della variabile osservata che impone la tecnica di rilevazione
- Ogni metodo di rilevazione presenta caratteristiche e problemi particolari a seconda degli specifici ambiti di ricerca Test psicometrici
- Un test psicologico è una procedura attraverso cui si pone il soggetto in una situazione standardizzata nella quale gli si forniscono una serie di stimoli o item in grado di elicitare le risposte che costituiscono un campione delle risposte che il soggetto normalmente dà in condizioni simili e che sono valutabili sulla base di criteri quantitativi predefiniti e interpretabili come indicatori di un determinato costrutto psicologico
- Lo scopo del test psicologico è quello di avere una valutazione obiettiva di un soggetto che permetta di prevedere il comportamento in situazioni analoghe L’intervista è una tecnica costituita da un’interazione verbale col soggetto in cui l’aspetto fondamentale sono le domande che l’intervistatore pone e le risposte che ottiene Si distinguono 3 tipi di intervista:
- Intervista non strutturata (o qualitativa: il ricercatore non ha predeterminato ciò che dell’intervista deve essere codificato);
- Intervista strutturata (il ricercatore pone una serie di domande predisposte sia nel contenuto sia nell’ordine i maniera tale che la stessa forma viene ripetuta per ciascun soggetto intervistato);
- Intervista semistrutturata (la forma generale dell’intervista si ripete, ciò che può variare sono le domande, nel senso che l’intervistatore può seguire il flusso della conversazione e lasciare più libero l’intervistato). Il questionario Il questionario è uno strumento di raccolta dei dati che consiste in una serie di domande relative a informazioni oggettive (es. età, sesso, istruzione) e a questioni riguardanti la personalità, gli atteggiamenti e le opinioni del rispondente.
La ricerca sperimentale: I partecipanti vengono divisi casualmente in gruppi sperimentali gruppi di controllo Variabile indipendenti Gruppo sperimentale (Esercizio aerobico) Gruppo di controllo (Nessun esercizio aerobico) Variabile dipendente Ritmi di sonno e respirazione nei neonati Durata della ricerca
- Approccio Trasversale Una strategia di ricerca in base alla quale soggetti di età diverse vengono messi a confronto in un momento preciso.
- Approccio longitudinale Una strategia di ricerca in base alla quale gli stessi soggetti vengono studiati lungo un certo periodo di tempo, solitamente diversi anni I modelli in Psicologia dello sviluppo
- Un modello dello sviluppo è una maniera per descrivere sinteticamente una prospettiva di ricerca che sottende una determinata concezione dello sviluppo.
- Si basa su una serie si assunti che guidano le teorie degli studiosi
- Overtone Reese (1983)hanno sottolineato il contrasto tra i 2principali modelli dello sviluppo
- Il primo modello caratterizza le prospettive deterministiche.Il secondo quelle probabilistiche.
I modelli deterministici Costituiscono modelli di spiegazione dello sviluppo che fanno risalire ad una (modello deterministico unicausale) o poche cause (modello deterministico multicausale), in modo rigido e deterministico, la spiegazione del comportamento umano. Tali modelli si fondano sulla convinzione che sia possibile, nelle scienze in generale, individuare alcune catene causali certe e sufficientemente semplici, tali da consentire una chiara comprensione dei fenomeni ed una loro precisa manipolazione. In questa ottica, una volta individuato una causa è possibile, in modo rigidamente determinato, prevedere l’effetto, così come individuato l’effetto è possibile risalire alle cause. In ambito psicologico le spiegazioni deterministiche si sono polarizzate su due versanti opposti: da un lato l’origine del comportamento e dello sviluppo umano è stata ricercata nei fattori biologici, dall’altro nell’ambiente. I due approcci teorici che maggiormente hanno contribuito alla diffusione dei modelli deterministici sono il comportamentismo e la psicoanalisi. Esempi di teorie basate su questo modello Il comportamentismo ha ricondotto il comportamento umano all’influenza dell’ambiente e degli stimoli da esso provenienti. Vi è in questo caso un determinismo di tipo ambientale. Nel caso della psicoanalisi, il comportamento è il risultato dell’azione della pulsione. Quest’ultima è vista come una energia psichica di produzione endogena e di derivazione istintuale, la quale cerca di trovare uno sbocco nel comportamento. I modelli probabilistici L’introduzione di una visione sistemica e interazionista ha profondamente modificato il modo di spiegare qualsiasi fenomeno: all’interno di un sistema è impossibile ipotizzare una causalità certa e lineare tra variabili, dal momento che tutti gli elementi del sistema si influenzano reciprocamente. I fenomeni che sono causa in un certo momento, possono divenire effetto in un altro. Non solo non esiste una causa sola degli eventi, ma i complessi rapporti tra i diversi fattori causali impediscono di predire in modo certo gli esiti di una modificazione, per quanto piccola, quando questa avviene ad un certo momento o punto critico.
In tale processo circolare, è bene considerare contemporaneamente la dimensione individuale (il temperamento, le abilità cognitive, la competenza emotiva, le caratteristiche di personalità, ecc.), le modalità delle relazioni interpersonali (con la famiglia, con i pari, ecc.) e i contesti di riferimento (casa, scuola, società, cultura di appartenenza, ecc.). Le principali Teorie dello sviluppo Teorie psicoanalitiche Teoria di Freud >> Considera l’individuo come un essere capace di attribuire significati a se stesso e al mondo:
- attenzione verso l’inconscio e tre strutture della personalità (Es, Io, Super Io),
- importanza delle prime esperienze con i genitori.
- Il cambiamento è visto come l’esito di conflitti interni (amore e odio, unione e separazione), è qualitativo e procede secondo fasi ben distinte (es., sviluppo psicosessuale)
- Teorie psicoanalitiche
- Molteteoriepsicanalitichecontemporaneesiconcentranopiùsulleesperienze culturali che sugli istinti sessuali à l’inconscio rimane un elemento fondamentale, ma si pensa che il pensiero cosciente sia più importante di quanto Freud credesse.
- Teoria psico-sociale di Erikson
- Stadi psico-sociali (non psico-sessuali) riflettono la natura sia sociale che sessuale dello sviluppo.
- Erikson enfatizza il cambiamento nell’arco della vita attraverso otto fasi di sviluppo, ciascuna delle quali mette l’individuo di fronte ad una crisi che deve essere risolta.
- Freud vede le prime esperienze come più importanti rispetto a quelle successive. Erikson enfatizza l’importanza tanto delle prime quanto delle esperienze successive. Teoria dello sviluppo psico-sociale di Erikson La fase della fiducia e sfiducia (primo anno di vita).
- Se le persone che accudiscono il bambino sono premurose e riescono a soddisfare i suoi bisogni, egli svilupperà nei loro confronti sentimenti di fiducia che tenderà ad estendere agli altri.
- Al contrario, se le cure sono carenti, il bambino svilupperà un senso di sfiducia che investirà il resto delle persone.
- Questo senso di sfiducia caratterizzerà anche l’autostima del bambino, che avvertirà l’inadeguatezza di se stesso nei confronti di un ambiente su cui non riesce a incidere. La fase dell’autonomia, vergogna e dubbio (secondo e terzo anno di vita)
- Nel bambino crescere l’esigenza di essere autonomo, ma la sperimentazione dei primi insuccessi possono alimentare il sentimento di vergogna e il dubbio di non riuscire a portare a termine le sfide che lo sviluppo motorio e del controllo sfinterico prevede. La fase dello spirito di iniziativa e del senso di colpa (4-5 anni)
- Il bambino deve superare il dilemma tra l’esigenza di esplorazione e il senso di colpa dovuto a questa sua esuberanza. La fase dell’industriosità e del senso di inferiorità (6-12 anni)
- Il bambino è chiamato a realizzare alcune conquiste.
- Ascuoladeveimpararealeggere,scrivereeafardiconto.
- Il mancato sviluppo di queste nuove abilità complesse e il confronto con i coetanei può causare un senso di inferiorità che si ripercuoterà nello sviluppo successivo.
- Contributi delle teorie psicoanalitiche:
- Le prime esperienze giocano un ruolo importante nello sviluppo.
- Le relazioni familiari sono un elemento centrale nello sviluppo.
- L’approccio evolutivo fornisce un modello per comprendere la personalità.
- Devono essere considerati anche gli aspetti inconsci della mente.
- I cambiamenti avvengono tanto nell’età adulta quanto nell’infanzia (Erikson).
- Critiche alle teorie psicoanalitiche:
- Molti concetti sono difficili da testare scientificamente.
- La maggior parte dei dati utilizzati a sostegno delle teorie psicoanalitiche non sono accurati.
- E’ data troppa importanza agli aspetti sessuali dello sviluppo (specialmente nella teoria di Freud).
- Il lato inconscio della mente ricopre un ruolo troppo preponderante nell’influenzare lo sviluppo.
- Presentano un’immagine troppo negativa dell’uomo.
- Sono influenzate dall’ambiente culturale e sono discriminanti nei confronti delle donne. Teorie cognitive
- Le teorie cognitive enfatizzano il ruolo dei pensieri consci.
- Le tre teorie cognitive più importanti sono:
- la teoria di Piaget sullo sviluppo cognitivo,
- la teoria cognitiva socio-culturale di Vygotskij
- la teoria dell’elaborazione delle informazioni.
- Contributi delle teorie cognitive:
- Si offre un’immagine positiva dello sviluppo, mettendo in evidenza il pensiero consapevole.
- Enfasi sulla costruzione attiva della conoscenza da parte dell’individuo.
- Si sottolinea l’importanza di esaminare i cambiamenti evolutivi nel pensiero dei bambini.
- La teoria dell’elaborazione delle informazioni offre una descrizione dettagliata dei processi cognitivi.
- Critiche alle teorie cognitive: Teorie cognitive
- Scetticismo circa l’universalità e la “purezza” degli stadi piagetiani.
- Le teorie cognitive non riservano sufficiente attenzione alle variazioni individuali nello sviluppo cognitivo.
- La teoria dell’elaborazione delle informazioni non fornisce una descrizione adeguata dei cambiamenti evolutivi all’interno dei processi cognitivi
- I teorici della psicanalisi obiettano che le teorie cognitive non danno sufficiente credito al pensiero inconscio.
- CondizionamentoclassicodiWatson:siapprendeperassociazione
- CondizionamentooperantediSkinner:siapprendeattraversoleconseguenze del comportamento Teorie comportamentiste e socio-cognitive Condizionamento classico 1913 (Watson) - necessità di rifondare la psicologia su basi scientifiche ⁃ la psicologia deve studiare solo il comportamento, gli aceti catenenti che, possono essere osservati e descritti
- I metodi ottimali sono la sperimentazione e l'osservazione col massimo controllo È un approccio di tipo associazionista o elementarista
- i fenomeni psichici complessi possono essere spiegati come somma di elementi più semplici Critica all’innatismo à L’organismo è docile e plasmabile e possiede una capacità illimitata di apprendimento à Il cambiamento è prodotto da cause ambientali Diffusione dei lavori di Pavlov sul processo digestivo dei cani (1849-1936) à i cani producono saliva non solo alla presenza del cibo (riflesso incondizionato: reazione automatica innata) ma anche alla vista di chi lo portava o della luce (riflesso condizionato: reazione appresa per associazione) Non è necessario che ci sia un nesso significativo tra lo stimolo condizionato (luce, campanello, persona) e la risposta (salivazione) àl’essenziale è che si faccia percepire lo stimolo condizionato subito prima di mostrare lo stimolo incondizionato (cibo)àprocedura di associazione
Teoria etologica
- L’etologia sostiene che il comportamento è fortemente influenzato dalla biologia e dall’evoluzione ed è caratterizzato da periodi critici o sensibili.
- L’approccio etologico di Konrad Lorenz e degli zoologi europei spinse gli psicologi d ello sviluppo american i a riconoscere le basi biologiche del comportamento
- La teoria dell’attaccamento di Bowlby applica i principi della teoria etologica allo sviluppo umano. Contributi della teoria etologica: Aver incrementato il focus sulle basi biologiche ed evoluzionistiche dello sviluppo. Utilizzare osservazioni accurate in situazioni naturalistiche.
- Enfasi sui periodi sensibili dello sviluppo.
- I concetti di periodo critico e di periodo sensibile sono ancora troppo rigidi.
- Si dà troppa enfasi alle basi biologiche dello sviluppo.
- Si dà un’attenzione non adeguata alla cognizione.
- La teoria è stata più efficace nel produrre ricerche sugli animali che sugli esseri umani. Teoria ecologica
- La teoria sistemico-ambientale di Bronfenbrenner (attualmente chiamata bioecologica in virtù del recente inserimento delle influenze biologiche) si focalizza su cinque sistemi ambientali:
- Microsistema: tutte le situazioni in cui l’individuo vive
- Mesosistema: implica relazioni tra i microsistemi o le connessioni tra contesti differenti
- Esosistema: esperienze vissute in altri contesti sociali che influenzano ciò che l’individuo vive nel suo contesto più immediato
- Macrosistema: la cultura in cui gli individui vivono
- Cronosistema: cambiamenti causati da eventi ambientali e dalle transizioni che avvengono nel corso della vita, così come le circostanze sociali e storiche.
Contributi della teoria ecologica:
- Aver esaminato sistematicamente le dimensioni macro e micro dei sistemi ambientali.
- Prestare attenzione alle connessioni tra situazioni ambientali diverse (mesosistema).
- Prendere in considerazione le influenze storico-sociali sullo sviluppo (cronosistema). Critiche alla teoria ecologica:
- Aver dato poca attenzione alle basi biologiche dello sviluppo, anche se di recente se ne è discusso maggiormente.
- Non prendere sufficientemente in considerazione i processi cognitivi. Teorie dello sviluppo
- Un approccio teorico eclettico ed olistico
- Ciascuna delle teorie presentate ha dato un contributo importante alla nostra comprensione dello sviluppo.
- Nessuna delle teorie è in grado da sola di spiegare in maniera esaustiva la complessità dello sviluppo infantile.
- Si fa sempre più spesso riferimento a un approccio teorico eclettico che non segue un unico approccio ma piuttosto seleziona e utilizza ciò che considera gli aspetti migliori di ciascuna teoria.