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Psicologia - Bernardini, Appunti di Psicologia Generale

Appunti sul corso di psicologia delle relazioni interpersonali 1° anno infermieristica

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 27/03/2020

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Psicologia
Lezione 8/10/19
Docente: Riccardo Bernardini ([email protected])
Testi: (questi sono obbligatori)
“Psicologia come funzione della mente”- Giorgio Blandino (serve! Leggeremo alcuni capitoli che
verranno indicati a lezione e indicati anche sulle slides)
+due articoli scientifici in inglese (“Understanding the unconscious mind” -Moore & “The
concept of hope revisited for nursing”-Stephenson C.)
Ci sono dei testi opzionali i cui titoli sono inseriti nelle slides
Esame: Esame integrato con Inf. Gen., sociologia, medicina del lavoro. Scritto e orale. (Documento
d’identità assolutamente, no testi fotocopiati per questo esame)
Introduzione corso:
Disciplina antichissima, fonda le sue radici nell’età ellenica, inizia a strutturarsi a partire dalla fine
dell’800.
Psicologia dinamica
Freud → 3 fonti di fragilità:
1. Malattia/morte
2. Natura non governabile (alluvioni, disastri…)
3. Rapporto interpersonale (i rapporti non sono innocui, veniamo feriti, problematizzati, messi
in discussione…)
Psicologia
= deriva dal greco (“ psyché “= farfalla
) noi non possiamo governare la vita di una
farfalla, la psiche è inafferrabile.
La patologia è la stasi, mi fisso su un’esperienza traumatica → se c’è movimento nel sogno va
bene, anche se il movimento genera inquietudine portandoci verso l’ignoto.
Cos’è la psicologia?
Dal greco “psyché
” (anima,spirito) e “logos
” (studio,discorso). Il significato di studio o scienza
della psiche fu introdotto solo a partire dal 1520. Le basi della psicologia vennero però gettate
nell’ottocento grazie a Freud.
La psicologia dinamica:
Il concetto fondamentale è il movimento, è un “gioco tra forze”(contrapposte). La patologia
comporta la stasi o la regressione.
Il termine viene per la prima volta introdotto nell’800 da Sigmund Freud. Noi siamo anche un
campo di forze contrapposte fra loro, ogni nostra decisione presenta sempre un’opposizione, seppur
flebile.
Viene percepita anche in termini di “energia” → “libido” è l’espressione dinamica nella vita
psichica della pulsione sessuale. Il disturbo psichico è dovuto ad una stasi, ad un ingorgo della
libido, spiegata dal conflitto di forze psichiche contrastanti.
Antagonismo → principio di piacere (voglio soddisfare il mio piacere sessuale ad ogni costo, non
importa con chi) e principio di realtà (non si può fare tutto con tutti); pulsioni sessuali( voglio essere
soddisfatta ora e qui) e pulsioni dell’IO( non si può fare ora, esistono norme sociali ecc…), pulsioni
di vita(Eros=unione) e pulsioni di morte (Thanatos= scissione dell’individuo).
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Psicologia

Lezione 8/10/

Docente: Riccardo Bernardini ([email protected]) Testi: (questi sono obbligatori) “Psicologia come funzione della mente”- Giorgio Blandino (serve! Leggeremo alcuni capitoli che verranno indicati a lezione e indicati anche sulle slides) +due articoli scientifici in inglese (“Understanding the unconscious mind” -Moore & “The concept of hope revisited for nursing”-Stephenson C.) Ci sono dei testi opzionali i cui titoli sono inseriti nelle slides Esame: Esame integrato con Inf. Gen., sociologia, medicina del lavoro. Scritto e orale. (Documento d’identità assolutamente, no testi fotocopiati per questo esame)

Introduzione corso:

Disciplina antichissima, fonda le sue radici nell’età ellenica, inizia a strutturarsi a partire dalla fine dell’800. Psicologia dinamica Freud → 3 fonti di fragilità:

  1. Malattia/morte
  2. Natura non governabile (alluvioni, disastri…)
  3. Rapporto interpersonale (i rapporti non sono innocui, veniamo feriti, problematizzati, messi in discussione…) Psicologia = deriva dal greco ( “ psyché “= farfalla ) noi non possiamo governare la vita di una farfalla, la psiche è inafferrabile. La patologia è la stasi, mi fisso su un’esperienza traumatica → se c’è movimento nel sogno va bene, anche se il movimento genera inquietudine portandoci verso l’ignoto.

Cos’è la psicologia?

Dal greco “ psyché ” (anima,spirito) e “ logos ” (studio,discorso). Il significato di studio o scienza della psiche fu introdotto solo a partire dal 1520. Le basi della psicologia vennero però gettate nell’ottocento grazie a Freud.

La psicologia dinamica: Il concetto fondamentale è il movimento, è un “gioco tra forze”(contrapposte). La patologia comporta la stasi o la regressione. Il termine viene per la prima volta introdotto nell’800 da Sigmund Freud. Noi siamo anche un campo di forze contrapposte fra loro, ogni nostra decisione presenta sempre un’opposizione, seppur flebile. Viene percepita anche in termini di “energia” → “libido” è l’espressione dinamica nella vita psichica della pulsione sessuale. Il disturbo psichico è dovuto ad una stasi, ad un ingorgo della libido, spiegata dal conflitto di forze psichiche contrastanti. Antagonismo → principio di piacere (voglio soddisfare il mio piacere sessuale ad ogni costo, non importa con chi) e principio di realtà (non si può fare tutto con tutti); pulsioni sessuali( voglio essere soddisfatta ora e qui) e pulsioni dell’IO( non si può fare ora, esistono norme sociali ecc…), pulsioni di vita(Eros=unione) e pulsioni di morte (Thanatos= scissione dell’individuo).

K.G. Jung estese il significato di “libido” in 3 direzioni:

1) Insoddisfatto della connotazione unicamente sessuale, Jung la estese in senso più ampio, ovvero come “pulsione vitale universale” che intende realizzare l’individuo attraverso diversi aspetti, non legati solo alla sfera sessuale. (Freud intendeva questi altri aspetti come nevrosi della libido: non posso soddisfarmi sessualmente, quindi studio, scrivo ecc…) 2) Non esiste solo un determinismo ma anche un finalismo dei processi psichici, non siamo determinati solo da ciò che ci è accaduto, ma tendiamo verso una meta, un’organizzazione più soddisfacente della personalità a cui la coscienza deve adeguarsi. I sogni forse vogliono portarci verso qualcosa a cui noi non siamo ancora arrivati. Cosa mi sta chiedendo la vita? Dove vuole portarmi? Perché ho incontrato queste persone? Perché qualcosa mi riporta sempre a lui? 3) La libido come responsabili della tipizzazione individuale (i “tipi psicologici”), in base al suo movimento diretto verso il mondo esteriore (estroverso) o interiore (introverso).

Lezione 15/10/

La struttura della psiche: le relazioni tra coscienza e inconscio

Mini-ripasso sulla lezione precedente: → Secondo Jung Psicologia si potrebbe definire come “testimonianza” /“racconto” del processo psicologico che, in ogni individuo, ha i tratti dell’unicità e dell’irripetibilità. Non esistono significati univoci per i singoli sogni. Psicologia non tanto come scienza, ma come testimonianza di un processo soggettivo per ogni individuo. → A valle dell’idea dell’estrema soggettività dell’uomo la psicologico si presenta secondo il modello pluriprospettico (ognuno vede un particolare aspetto, non esiste in fondo un’oggettività, dipende dall’osservatore). → consapevolezza, presa di coscienza di strutture, funzioni relativamente immutabili e imperiture. Ci sono aspetti nostri soggettivi e aspetti che condividiamo con tutti gli altri (rende possibile l’incontro con l’altro, si condividono certe strutture, certe forme psichiche). Concetto di “psicologia dinamica” Sintomatologie isteriche: non conducibili a cause organiche (possessioni, somatizzazioni…) → per la prima volta nell’800 da psichiatri francesi NB. Concetto di CONFLITTO e di ENERGIE Ciascuno di noi è mosso da un’energia → attenzione, grande differenza tra Freud e Jung : per Freud l’energia che ci muove, chiamata “libido”, è sostanzialmente un impulso sessuale; per Jung l’energia ha un senso più ampio, secondo lui esiste una pulsione universale vitale, di crescita, di autorealizzazione che comprende anche l’energia sessuale. Secondo Freud il conflitto di due istanze psichiche fa si che la libido non arrivi ad una gratificazione (es. norme sociali o cliché culturali) con esiti diversi, ci può essere una stasi o una regressione (la libido rifluisce indietro, io funziono in maniera più infantile, primitiva). → soluzione= andare oltre il conflitto Stasi = causa della patologia o del malessere Al contrario, per Jung il problema non è il conflitto, ma l’inconsapevolezza del conflitto. Tutti siamo dentro ad un conflitto (“quando dico di sì, qualcuno dentro di me dice di no”). → soluzione = prendere coscienza del nostro conflitto Revisione dei tre punti che distanziano Freud da Jung per quanto riguarda la libido:

Un concetto accostabile al principio regolatore è quello di pulsione: secondo Freud noi siamo pieni di pulsioni di vita (eros) e di morte (thanatos). (Attenzione principio regolatore e pulsioni non sono sovrapponibili!!). La pulsione Eros tende a ridurre l’entropia, a creare ordine(la coppia → Cosmo); al contrario Thanatos tende a creare disordine, produce entropia( principio della scomposizione → Caos).

Jung, Carl Gustav:

Per Jung ci sono tre livelli:

  1. Coscienza : si struttura in tipi (tipi psicologici, ora sono 16) → estrema soggettività
  2. Inconscio individuale/personale : (qui si colloca l’inconscio freudiano) contiene delle cose che sono nostre (NB. Mentre per Freud ciò che è cosciente può diventare inconscio, per Jung ciò che è inconscio potrà diventare conscio)
  3. Inconscio collettivo : non si parla più di complessi, ma parliamo di ARCHETIPI (=impronte arcaiche) → esperienza collettiva, gli archetipi sono strutture che organizzano il modo attraverso cui noi facciamo esperienza. Non sono ricordi di altri, sono delle forme della nostra psiche che ci dicono come noi facciamo esperienza. C’è un continuum dall’estremo soggettivo all’estremo universale.

Cinque contenuti dell’inconscio personale:

  1. Contenuti rimossi (Esattamente come Freud, non ne sono consapevole, è peggio! )
  2. Contenuti repressi ( a differenza di quelli rimossi, nei contenuti repressi c’è volontà di rimozione, ne siamo consapevoli, es. educazione religiosa → tentazione ma si resiste) → la consapevolezza del conflitto è positiva per Jung
  3. Contenuti dimenticati (noi non possiamo ricordarci tutto, nei punti 1 e 2 è in gioco un aspetto affettivo, nel punto 3 invece conta l’aspetto cognitivo, mentale, questo aspetto non è presente nella riflessione freudiana!)
  4. Contenuti subliminali (contenuti che ci arrivano ma noi non ne siamo coscienti, lo diventiamo solo se prestiamo attenzione)
  5. Contenuti potenziali (secondo Jung l’inconscio prepara qualcosa che diventerà cosciente solo col tempo, prepara, anticipa → idea di prospettivismo, la psiche tende verso un fine)

I contenuti si organizzano in complessi a tonalità affettiva : i contenuti dei nostri ricordi sono tenuti insieme da legami affettivi, c’è un sentimento che li collega.

Lezione 16/10/

Pulsione e sviluppo psicosessuale

(Lez. capitolo 2 p.26 )

Pulsione= processo dinamico, movimento, che fa tendere l’organismo verso una meta (una sorta di spinta che arriva da dietro)

Tre aspetti da considerare di ogni pulsione:

  1. Una fonte → la zona erogena che è l’esperienza di noi stessi che facciamo attraverso un organo sessuale (si attraversano diversi stadi durante lo sviluppo psicosessuale → la sessualità infantile sopravvive in età adulta, siamo più affezionati a certe zone)
  2. Una meta → cessazione dello stimolo (l’esaurimento stesso della pulsione)
  1. Un oggetto → tramite per cui si trova soddisfazione (oggetti erogeni della sessualità adulta, oggetto altro (uomo/donna, corpo nella sua interezza)) Attenzione: oggetto= non qualcosa di materiale, ma qualcosa di esterno rispetto al soggetto (assume significato psicanalitico) L’oggetto può essere l’intera persona o singole parti del corpo (non sono escludenti, si può essere attratti di più da una specifica parte del corpo, pur essendo attratti da una persona) o ancora l’oggetto (è in questo caso un oggetto materiale, perversione, feticismo )

Fasi dello sviluppo psicosessuale nel bambino: (secondo Jung 4 funzioni nello sviluppo del bambino, dimensione diacronica )

  1. Sensazione : piacere della suzione del seno, calore della madre, sapore del latte, ci fanno stare bene e ci fanno star dannatamente male quando non ci sono, ma non sappiamo bene cos’è (il bambino è sensoriale)
  2. Pensiero: realizzo che il biberon non è più il seno della mamma, distinguo cognitivamente le esperienze sensoriali
  3. Sentimento: quanto è importante il seno materno per noi, ci dice quanto quest’esperienza è importante per noi (che valore ha)
  4. Intuizione : ci dice dove stanno tendendo le cose, è un senso di possibilità (mia mamma non mi da il latte ma so che tra poco arriverà , ho capito che se piango alla fine lei cede e mi da del latte )

Quindi quando nasciamo siamo solo a livello delle sensazioni, non pensiamo a ciò che facciamo, ma sperimentiamo.

Fasi dello sviluppo psicosessuale secondo Freud:

  1. Fase orale : la suzione del latte, è la prima esperienza sensoriale dopo il parto (da 0 a 12 mesi)
  2. Fase anale : più o meno dopo il primo anno di vita, piacere nel rilasciare le feci e nell’imparare a trattenerle (rilascio e ritenzione) (2-3 anni)
  3. Fase fallica : gli organi sessuali (pene per i maschi e il clitoride per le femmine) diventano oggetto di interesse (4-5 anni)
  4. Fase di latenza: (6-15? Non si sa bene quando finisca) sostanzialmente è un grande sogno.
  5. Fase genitale: si cerca gradualmente un contatto con l’altro sesso, fase dell’innamoramento (le ragazze escono prima)
  • Fase orale → esperienza psicologica dell’incorporamento, dicotomia fuori/dentro, sè/non sé, sperimenta la sopravvivenza (non ci pensa ancora)
  • Fase anale → espulsione, ritenzione, produttività, esperienza psichica di attività/passività (passivo se non le trattengo/ attivo se riesco ad avere controllo sulle feci)(collegamento denaro/feci)
  • Fase fallica → stimolazione, masturbazione infantile (masturbazione= autoconsolazione “io mi basto da me”), aggressività, invidia, gelosia, esperienza psicologica dell’ inclusione/esclusione.. Destino diverso tra bambini e bambini: entrambi sperimentano il desiderio proibito di separare i genitori e di accoppiarsi con il genitore del sesso opposto (fusione, diventare una cosa sola) → complesso di Edipo (maschi) e di Elettra (femmine), e condividono anche il timore di ritorsione (essere puniti per aver desiderato qualcosa di proibito), ma il bambino ha la fantasia che le

Per Klein : Amore & Odio → visione dell’infanzia segnata dalla violenza Ogni individuo è portatore di un’ombra, c’è una dimensione cattiva che ci costituisce (peccato originale, male costitutivo) → la strada non è di liberarci illusoriamente del male ma del scendere a patti con la nostra ombra (“non cerchiamo la perfezione ma la completezza” → ☯ ) , conoscere la propria ombra la rende più innocua. La via regia per studiare il nostro mondo interiore secondo Freud è il SOGNO; per la Klein è invece il GIOCO (nel gioco il bambino esprime le sue fantasie più profonde). Per Freud noi immaginiamo uno sviluppo psichico che passa attraverso delle FASI, c’è una sequenza ordinata (nel caso dello sviluppo psicosessuale ad esempio) → Fissità Klein si parla di POSIZIONE (io posso trovarmi a funzionare in una certa posizione psichica ottimale ma per un imprevisto, incidente, mi ritrovo a funzionare in una posizione inferiore; una volta stabilito un equilibrio ritorno a funzionare in un’altra posizione psichica)—> Flessibilità (vedi bene cap.XI)

___________________________________cap. XIII_____________________________________

Due tipi di angoscia nel lattante: (Per Klein)

  1. Persecutoria : diretta verso se stessi, riguarda noi (Secondo Jung—> angoscia introversa?) è legata sostanzialmente a dei pericoli dell’IO (es. nessuno è capace di aiutarmi)
  2. Depressiva : rivolta verso l’oggetto, verso l’altro in sé (Jung—> angoscia estroversa?) è legata ad una percezione di pericolo dei propri oggetti d’amore (es. bimbo teme che la mamma possa essere ferita, uccisa ecc..); la causa del danneggiamento dell’oggetto d’amore è il bambino stesso, teme di essere la causa di danneggiamento della mamma. (es. si assume la colpa se i genitori si separano)

Ciascuno di noi funziona in base ad entrambi, in diverse fasi della vita, in maniera anche molto repentina.

I due tipi di angoscia sono legati a due tipi di posizioni (tipi di funzionamento, si può fluttuare da una posizione all’altra):

  1. Schizo-paranoide:(“schizo”=scissione; “paranoide”= qualcosa che ho separato mi torna indietro ) si ricollega all’angoscia persecutoria, insorge intorno ai 3-4 mesi; impulsi distruttivi, onnipotenza, scissione e persecuzione; non c’è il tempo!! Ci troviamo quindi nelle fasi pre-genitali di Freud—> l’oggetto iniziale, primario, non è la persona, ma parti di una persona (es. seno della madre)(il bimbo non sperimenta speranza, attesa ecc.., tutto è immediato, deve avvenire subito)—> ”seno buono, seno cattivo” viene enfatizzata la qualità del seno materno (buono: mamma c’è; cattivo: mamma non c’è—> non c’è un’immagine unitaria nel bambino, ma vede una mamma buona quando riceve il latte e una mamma cattiva se il latte non viene dato). Gli “oggetti buoni” e gli “oggetti cattivi” sono costruiti nel bambino dalla madre “seno buono” e da quella “seno cattivo”—> il bambino sperimenta ciò che si chiama “ frustrazione primaria” (non sempre negativo)
  2. Depressiva: si ricollega all’angoscia depressiva, insorge intorno ai 5-6 mesi. Esperienza tragica: la mamma “seno buono” e quella “seno cattivo” sono la stessa persona! Il bambino si accorge di avere avuto fantasie distruttive sulla stessa persona che gli da nutrimento e gli consente la sopravvivenza-> sperimenta il senso di colpa; ci sono tre passaggi che il bimbo deve fare: considerare la madre come oggetto esterno a sé; totalitario (non è più una fantasia dicotomica); la cattiveria non è più esterna (del “seno cattivo”) ma è interna (sono io, ho sbagliato tutto, è tutta colpa mia). La consapevolezza della propria colpa è una fase necessaria perché il bimbo possa transitare nelle fasi successive.

———————————-——————-cap XV——————————————————

Nb. Non parliamo di fasi, ma di POSIZIONI (=funzionamenti, stati mentali vivi in ciascuno di noi; è un passato che è ancora presente) Possiamo immaginare la posizione Schizo-paranoide come stato mentale infantile e quella depressiva come stato mentale adulto.

Ci sono tre step che ci dicono se noi siamo stati capaci di passare dalla posizione infantile a quella adulta: OK : (è andato tutto bene)

  1. Colpa: accettare di essere colpevoli
  2. Lutto: si elabora, si accetta che qualcosa si sia perso/danneggiato
  3. Riparazione —> FINE: si è adulti! :)

KO : (non sono riuscite ad affrontare questo passaggio)

  1. Trionfo
  2. Dominio
  3. Disprezzo (“riferimenti puramente casuali” a Salvini)

Lezione 30/10/

I meccanismi di difesa

Cap IV-XX

Esistono, secondo Freud, tre grandi fonti di fragilità, inalienabili:

  • Corpo (soggetto a malattie, ferite, morte, invecchiamento)
  • Mondo esterno (natura che non è mai benevola)
  • Relazioni (qualunque tipo di rapporto ci espone ad una condizione di fragilità, il sociale, la comunità) Non riusciamo a comprendere perché le stesse istituzioni che noi abbiamo creato per proteggerci siano in realtà fonte di fragilità → metafora dei porcospini (Schopenauer): i porcospini devono stare vicini per proteggersi dal freddo, però si pungono con le spine I cosiddetti meccanismi di difesa sono delle strategie che aiutano l’individuo a sostenere questi tre tipi di fragilità (“pattern” di sentimenti, comportamenti che emergono in risposta a pericoli psichici) → parola-chiave= PERCEZIONE (io percepisco qualcosa/qualcuno come pericoloso quindi attivo i meccanismi di difesa) → inconscia, talvolta coatta (avviene in automatico); sono anche una risorsa adattiva/adattativa dell’individuo che permettono di vivere e sopravvivere nel mondo in maniera sufficientemente adeguata, non sono quindi meccanismi necessariamente patologici, ma che possono diventarlo se usati in maniera eccessiva (non è il “come” o il “dove”, ma il “quanto” se ne fa uso). I meccanismi di difesa si attivano nel momento in cui l’IO percepisce qualcosa di pericoloso che arrivano dal basso (ES: sesso, violenza, potere) o dall’alto (SUPER-IO, parte più nobile). I meccanismi di difesa sono risultato di una complessa interazione di diverse variabili (da Jung: soggettività), come la natura dei disagi subiti nella prima infanzia (genitori troppo accondiscenti, severi, violenti, abusanti), come la natura costituzionale, le difese utilizzate da i nostri genitori (madre nevrotica che idealizza tutte le figure maschili → anche io utilizzerò il meccanismo di idealizzazione), le conseguenze sperimentate dell’uso di particolari difese (una sorta di autoapprendimento, faccio esperienza di certe difese, se vedo che portano successo le utilizzerò sempre). Inoltre, variano a seconda:
  • della nostra fase di sviluppo (adulti → difese più mature ; infanzia → difese primitive)
  • Dalla differenziazione dell’Io da mondo esterno (più io mi pongo in modo dialettico col mondo esterno meno utilizzerò difese primitive, come ad esempio la scissione, e farò uso di difese più mature)
  • Acting out: il soggetto affronta emozionali ecc… attraverso azioni
  • Sublimazione: affronta conflitti incanalando sentimenti, impulsi verso comportamenti socialmente apprezzati (es. attività sportiva per incanalare gli impulsi aggressivi e sessuali)

Salute e patologia:

Il Borderline mette in atto difese primitive (es. tossicodipendenti) Nella psicosi il mondo diventa “simbolo”

Lezione 06/11/

Paradigimi psicodinamici per le professioni di aiuto (1)

Cap XVIII e XXIII

W.Bion (a lui piace!!) —> Idea di “contenimento”: Il rapporto contenitore(associabile al femminile, materno)/contenuto(associabile al maschile, paterno) è alla base di tutte le relazioni umane. Le dicotomie più basilari sono:

  1. Bocca/vagina (Contenitore): il contenimento materno consiste nella capacità empatica della madre nell’entrare in relazione con le emozioni, angosce del bambino. Il bambino introietta dentro di lui la capacità di comprendere( sanità mentale—> ci sentiamo compresi)
  2. Seno/ pene (Contenuto)

In ambito sanitario l’infermiere è il contenitore (esercita una funzione femminile che ha a che fare col comprendere e con l’accogliere i turbamenti, dando spazio agli aspetti emotivi) e il paziente è il contenuto. Il bambino ha due tipi di bisogni:

  1. Biologici
  2. Di relazione: il bambino oltre a bisognare di relazione è anche competente (si vedrà questo aspetto nei prossimi incontri), non necessita di apprendere (una sorta di imprinting relazionale); significa “essere in contatto” psichico, mentale, emotivo col bambino

Secondo D.Winnicott → la madre “sufficientemente buona”: una madre buona non dev’essere né manchevole, né troppo buona. La preoccupazione materna primaria è una particolare condizione di sensibilità necessaria e sufficiente che permette alla madre di fare la cosa giusta al momento giusto, è vitale per il bambino.

Il concetto di Rèverie (Bion) è uno stato “sognante” (oniroide) ed è una condizione che la madre dovrebbe vivere per poter comprendere il bambino e dialogare con lui. (la madre sente dentro di sé ciò che le trasmette il bambino e lo riporta a lui bonificato) NB. Differenza tra i meccanismi di difesa di proiezione e identificazione proiettiva: nella proiezione il soggetto si libera di un contenuto interno spiacevole, attribuendolo ad un altro soggetto o gruppo sociale e non è detto che quest’ultimo ne sia consapevole, perdendo il contatto con la parte espulsa; nell’ identificazione proiettiva , noi comunque proiettiamo qualcosa verso un soggetto, il quale si identifica con la parte proiettata e si comporta secondo il copione previsto dalla parte proiettata, in questo caso il soggetto si libera illusoriamente della parte proiettata. Nel rapporto madre-bambino: la madre riceve le proiezioni negative del bambino e tramite lo stato sognante la madre è in grado di rielaborare e bonificare la negatività ricevuta e ridarla al bambino

→ identificazione proiettiva bonificante (un buon infermiere dev’essere in grado di agire in questo modo) (cap XVIII) (Cap XXIII) Concetti di:

  1. Holding = da “to hold”, “tenere”,”contenere”. È un processo che facilità la costruzione del sé (identità) e l’integrazione dell’IO del bambino. L’essere tenuto in braccio permette al bambino di proteggere il bambino da angosce estreme (identità che si sfalda, precipitare all’infinito); l’holding è anche la capacità della madre di contenere il proprio bambino nella propria mente (“mentalizzare”). Nel rapporto col paziente si traduce anche con la comunicazione non verbale, vicinanza fisica, appoggiare la mano sulla spalla…
  2. Handling = letteralmente “manipolare”, la funzione si espleta nel modo in cui la madre accudisce, lava, nutre il corpo del bambino; è l’insediamento del sé nel corpo, permette di acquisire una buona unità psicosomatica.
  3. Object Presenting = consiste nel modo in cui la madre è in grado di presentare la realtà al bambino, fonda il senso della realtà e getta le basi per lo sviluppo dell’autostima. Il bambino scopre che c’è una realtà esterna che magari non è sempre così piacevole. È una graduale disillusione(la mamma oltre ad avere questo compito, ha quello di dover introdurre il mondo “a piccole dosi”) attraverso cui riconosco che esiste una realtà. Il Gioco che è una forma di relazione con la realtà che sta a metà tra illusione e realtà (ha uno spazio di fantasia); tra i giochi c’è una tipologia di gioco importante: “oggetto transizionale”, ovvero quegli oggetti che ci permettono di disilluderci gradualmente permettendo un ingresso nella realtà (es.peluches, coperta…); il terzo concetto è quello di “madre/ambiente”, cioè è la mamma che crea l’ambiente, il mondo: se la mamma riesce mi creerò un ambiente positivo, viceversa, in caso di fallimento, l’ambiente che creerò sarà negativo. Il bambino potrà realizzare il vero sé; se questo passaggio di dosaggio del mondo non avviene, il bambino svilupperà un falso sé (identità fittizia con funzione protettiva del vero sé).

Lezione 19/11/ Visione film: “La grande seduzione”

Il gruppo:

Gruppo= etimologicamente significa riunire, ammassare, nella lingua celtica e germanica anche “ritrovarsi”. → L’infermiere è sempre inserito nell’ambito dell’equipe. Da quante persone si compone un gruppo? Un gruppo parte quando siamo più di una persona. Una persona non è un gruppo. Bisogna avere almeno due persone c’è solo una relazione mentre con tre persone abbiamo tre relazioni. QUINDI… UN GRUPPO È UN INSIEME DI PERSONE IN CUI CI SONO DELLE REAZIONI PARI O SUPERIORE A I COMPONENTI DEL GRUPPO APPARTENENTE.

Lezione 26/11/

Lo sguardo interiore del sogno:

16 vertici dai quali guardare il sogno 4 tipi di contenuto di inconscio personale secondo Jung

Non è presente sul manuale. Solo slides.

3.1 Struttura testo: possiamo riconoscere una struttura di base, sono sempre le stesse tappe (le categorie dell’immaginazione). _3.2 Linguaggio simbolico: 3.3 Potenzialità originaria: 3.4 Individuale e collettivo:

4._

Allieva di Jung → sogno medio come onda con 4 fasi:

_1. Onda prende movimento: ESPOSIZIONE dovrebbe essere legata al passato.

  1. SVILUPPO: fase statica, accade qualcosa ma assenza di vero movimento. Inizia a muoversi_ _qualcosa
  2. PERIPEZIA: non si può più tornare indietro
  3. LISI o SOLUZIONE: è letteralmente la soluzione che l’inconscio ci suggerisce per il problema_ che stiamo affrontando.

Lezione 04/12/

Il bambino nell’adulto: attaccamento e crescita

Cap. XXIV p 321 (da sapere bene per l’esame) Conta più il mondo esteriore rispetto a ciò che accade interiormente. Importanza che i rapporti reali assumono per il bambino per il corretto sviluppo o problematiche. —> John Bolwby : idea di “attaccamento” Questa idea assume due radicali connotazioni:

  • prima psicanalisi: qualcosa di negativo, patologico, fissazione e stasi della libido.
  • Psicanalisi contemporanea: un buon attaccamento (bimbo-mamma) segna un buono e corretto sviluppo psichico. 3 fasi:
  • Libido (o energia psichica): enfasi sessuale (prima psicanalisi, Freud)
  • Affetto (affettività) : Seconda fase in cui dall’enfasi si sposta all’affettività, dal mondo esterno verso il mondo interno per poi arrivare all’attaccamento bimbo-mamma (mamma ulteriormente desessualizzata).
  • Attaccamento: letteralmente forte legame affettivo, forte affezione, forte affetto. (“to take”= prendere, afferrare, qlcs di fisico —> Winnicott “holding”-“handling”—> importante)

Torniamo ad essere più bambini di quelli che saremmo se non fossimo ospedalizzati —> il pz. Tende a tornare bambino

Attaccamento:

  1. i primi legami affettivi sono fondamentali per il successivo sviluppo della vita adulta, qualità affettiva è fondamentale per il successivo sviluppo psichico (positivo o negativo) e anche (idea della mamma-ambiente) il nostro adattamento all’ambiente è condizionato dalla qualità dei primi legami affettivi.
  2. Bambino ha bisogno sociale innato, indipendentemente dal bisogno biologico; (mamme performanti incapaci di passare del tempo libero coi bambini, incapaci di amarli indipendentemente dai voti scolastici o dall’esito di una competizione sportiva).
  1. Il bambino non è solo bisognoso di un contenimento/ adattamento che corrisponda ai suoi bisogni sociali, ma è anche competente dal pdv dei bisogni sociali. Il bambino sa già come comportarsi socialmente a prescindere dall’educazione che gli viene impartita (anche se i genitori sono carenti dal pdv di questa tipologia di contenimento, il bambino prova comunque a cercare un contatto sociale con l’altro.)—> competenze sociali innate che vengono sfruttate quando i genitori non sono competenti.
  2. Esiste un attaccamento primario indipendente dalla qualità dell’attaccamento reale. Il bambino ha capacità di attaccamento, di sviluppare un buon attaccamento anche se la madre non è in grado di garantirglielo. L’individuo ha comunque rigore che gli permettono sopravvivenza, pur dovendo in futuro fare analisi, fare un percorso di conoscenza di sé.

Anche l’attaccamento si sviluppa in uno specifico “frame” temporale—> dal 6° all’8° mese di vita Genera “M.O.I.” che sta per Modelli Operativi Interni che sono degli script (=copioni, tracce) comportamentali che l’adulto si porta dietro sulla base del tipo di attaccamento sperimentato in quella precisa finestra temporale. Visione video che mostra l’attaccamento (mamma che fa finta di essere disfunzionale, si può vedere bene il pto 3) —> “still face”

Ainsworth (esperimento “strange situation”) & Main (“a.a.i.” Ovvero Adult Attachment Interview) Tabella degli episodi della strange Situation ( foto telefono) Reazione che il bambino ha nel momento in cui si ricongiunge con la madre—> si possono individuare 4 tipologie di attaccamento. ( prima e seconda riunione) —> visione dell’episodio video e in seguito analisi. Ainsworth ha analizzato ciò che accade nelle fasi 4 e 7 : in base alla risposta del bambino rileviamo 4 modelli di attaccamento:

  1. attaccamento di tipo B (o sicuro): nel momento in cui il bimbo viene rassicurato dalla mamma (figura per lui affidabile) si calma —> il 60/65% della popolazione si trova nell’ambito di questa tipologia di funzionamento.
  2. Attaccamento ansioso-evitante (tipo A): legame con la madre di tipo insicuro, avendo sperimentato dei segnali di rifiuto ai loro bisogni di affetto, quando la mamma rientra respingono la mamma, la evitano (“precocemente adultizzati”, mamma assente e il bimbo trova in sé, in maniera resiliente, il modo di sopravvivere) , non può contare sulla mamma. —> 20/25% della popolazione, 1 su 8 o 1 su 6.
  3. Attaccamento ansioso-ambivalente (di tipo C):quadro sempre negativo, grado di ansia e non sicurezza, ma peggio del tipo A perché c’è un’ambivalenza di fondo: nel tipo A il bimbo ha imparato a cavarsela, nel tipo C il bimbo ha avuto una madre imprevedibile (non sa mai come si comporta, non sa prevedere come la mamma si relazionerà con lui) generando confusione, abbraccia la mamma ma gira la testa, guarda la mamma ma se ne va, non c’è una posizione netta, ma un’ambivalenza. —> 10/15 % popolazione
  4. Disorientato-Disorganizzato (patologico): Il bimbo non ha orientamento ed è disorganizzato, si verifica in situazioni famigliari molto patologiche (tossicodipendenze, schizofrenia…); quando la madre torna il bimbo dondola la testa in continuazione, movimenti inconsulti, totalmente incongruenti con ciò che prevederebbe la situazione. —> percentuale bassa (5% circa).

L’adulto continua a far vivere questi modelli dentro di sé.

Main (A.A.I.) attaccamenti nell’adulto:

  1. attaccamento sicuro:
  2. Attaccamento distanziante: Non voglio relazioni per non esserne travolta, ho imparrato a fare da sola
  3. Attaccamento preoccupato: non so come reagirà, sento che l’altro è incontrollabile, costantemente preoccupato.
  4. Irrisolto:

Trasmissione intergenerazionale: il modello di attaccamento si trasmette di generazione in generazione. ( mamma ha primarietà)

  1. Sensazione (S) : permette al bambino, e di conseguenza all’adulto, di sentire che c’è qualcosa, che esiste qualcosa, funzione irrazionale, immediata, non mediata, istintiva. Pura percezione. È meglio che l’elemento razionale non interferisca affinché queste trovino la massima espressione. Trasmette stimolo fisico alla percezione sensoriale, ossia mediante gli organi sensoriali e del senso somatico, è un semplice dato di fatto non sottoposto alle leggi della ragione. Scelte sulla base della sensorialità. Ci dice che qualcosa è ma non sappiamo cosa sia.
  2. Pensiero (T di Thinking) : il pensiero ci dice che cosa è questo qualcosa di cui sto facendo esperienza, funzione razionale, ragiono e comprendo il significato. Influenzata dalla riflessione. È quella funzione psicologica che mette in relazione concettuale contenuti rappresentativi già dati, emaniamo un giudizio razionale su qualcosa. Si orienta prevalentemente in base alla propria razionalità.
  3. Sentimento (F di Feeling) *2 : è una funzione razionale che ci dice quanto una certa cosa vale per noi, è la funzione non del significato, ma del valore di cose e persone. Influenzata dalla riflessione. Conferisce al contenuto un determinato valore, nel senso di attrazione o repulsione, accettazione o rifiuto. Può apparire come isolato come stato d’animo. È anche un forma di giudizio, diverso dal pensiero in quanto no si produce attraverso un nesso concettuale ma un’accettazione o un rifiuto di carattere soggettivo. Ordina i contenuti secondo il valore. Processo di lunga maturazione.
  4. Intuizione (N) *3 : funzione irrazionale, inconscia, funzione della tendenza futura delle cose, della possibilità; intuisco dove le cose stanno andando, anche in assenza di dati reali oggettivi. Pura percezione. È meglio che l’elemento razionale non interferisca affinché queste trovino la massima espressione. Trasmette le percezioni per vie inconsce, ho un sesto senso rispetto a qualcosa ma non so da dove arrivi, un concetto qualunque si presenta come qualcosa di compiuto senza che non capiamo come mai questa cosa sia arrivata da noi, carattere di dato di fatto, si manifestano senza che io ci abbia riflettuto razionalmente o valorialmente.

Gli 8 tipi psicologici: 4 tipi irrazionali + 4 tipi razionali; Utilizziamo le prime due lettere: IF ES —> irrazionale; ET —>razionale; EF—>razionale; EN —> irrazionale; IS —>irrazionale; IT—>razionale; IF—>razionale; IN —>irrazionale;

Le due preferenze di base: Preferenze negli individui col relazionarsi con il mondo, può caratterizzarsi rispetto all’uso di :

  1. Percezione (P) : si intende il processo del divenire cosciente di cose/persone ecc.. —> Processo Bottom-up
  2. Giudizio (J) *4 : giungere a conclusioni su ciò che è stato percepito (esprimere opinioni, valutazioni). —> Processo Top-down

I 16 tipi preferenza: ISTJ ISFJ INFJ INTJ ISTP ISFP INFP INTP ESTP ESFP

ENFP ENTP ESTJ ESFJ ENTJ

I livelli di differenziazione delle funzioni: Tutti noi abbiamo tutte e 4 le funzioni psicologiche, collocate in posizioni diverse.

  1. primaria ”: è individuata d una delle due lettere intermedie del tipo preferenza, o la seconda o la terza, tende a essere E o I congruentemente con il nostro atteggiamento generale; Se ultima lettera J allora F/T saranno estroverse, se ultima lettera P allora S/N saranno estroverse —> la funzione primaria è quella congruente all’atteggiamento, nel mio caso la primaria non è F, ma N.
  2. secondaria ”: Si trova seguendo il tutorial sopra
  3. terziaria ”: è collocata in verticale esattamente sotto la secondaria, nel mio caso è T, che è introversa.
  4. quaternaria ”: nel mio caso è S. La 4a funzione è, nel mio caso, estroversa.

Quindi, ricapitolando, io sono—> I N(i) F(e) J S(e) T(i) MBTI Test

Lezione 14/

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Lezione 21/ Ripasso generale sugli argomenti utili per l’esame