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<p>Fac-simile esonero con soluzioni sui capitoli 1-8 e 10.</p><p>Materia:macroeconomia. Docente: A. Pozzoli dell'Università degli studi del Molise Facoltà: Economia</p>
Tipologia: Esercizi
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Capitolo 1 La macroeconomia come scienza
1. La macroeconomia studia tutti i seguenti problemi ECCETTO: (a) Le determinanti dell’inflazione. (b) Le quote di mercato di General Motors e Ford. (c) La crescita della produzione negli Stati Uniti. (d) Le importazioni e le esportazioni tra Stati Uni- ti e Giappone. 2. Quali tra i seguenti è un esempio di un esperimen- to controllato? (a) Astronomi che formulano una teoria del «big- bang» delle origini dell’universo sulla base di os- servazioni condotte per mezzo del telescopio Hubble. (b) Economisti che analizzano gli effetti di un au- mento dell’offerta di moneta sul livello di pro- duzione, il tasso di interesse e il tasso di infla- zione. (c) Biologi che modificano la teoria evoluzionista di Darwin in seguito all’esame di fossili di nuo- va scoperta. (d) Medici che studiano gli effetti dell’aspirina sul- l’incidenza delle malattie cardiache seguendo due gruppi di individui che differiscono sola- mente nelle quantità di aspirina assunta. 3. In un modello economico che studia il livello di pro- duzione di una piccola impresa, operante in un set- tore di grandi dimensioni, la variabile più verosi- milmente esogena è: (a) La quantità prodotta dall’impresa. (b) I prezzi dei fattori di produzione. (c) Il numero di lavoratori impiegati dall’impresa. (d) L’ammontare di macchinari installati e utiliz- zati. 4. Tutte le seguenti affermanzioni che spiegano la ri- gidità di salari e/o prezzi nel breve periodo sono vere ECCETTO: (a) I contratti di lavoro a lungo termine spesso fis- sano i salari per periodi fino a tre anni. (b) Le imprese non variano i prezzi per non perde- re clienti abituali. (c) La stampa di nuovi listini dei prezzi e la pub- blicità di frequenti cambiamenti dei prezzi ri- sultano onerose per le imprese. (d) Le imprese impongono il prezzo più elevato che i consumatori sono disposti a pagare, dunque la variazione dei prezzi non è necessaria per mas- simizzare i profitti. 5. L’ipotesi di mercati sempre in equilibrio (market clearing) sembra essere MENO applicabile al merca- to: (a) azionario (b) del grano (c) del lavoro (d) delle obbligazioni emesse dallo stato (BOT).
Capitolo 2 I dati della macroeconomia
1. Le seguenti variabili rappresentano grandezze di flus- so, ECCETTO: (a) il reddito disponibile (b) il consumo (c) la ricchezza (d) il prodotto interno lordo (PIL). 2. Nei periodi di elevata inflazione: (a) PIL reale e nominale crescono allo stesso tasso (b) il tasso di crescita del PIL nominale è superiore al tasso di crescita del PIL reale
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(c) il tasso di crescita del PIL nominale è inferiore a quello del PIL reale (d) non è possibile trarre conclusioni sui tassi di crescita relati- vi di PIL nominale e reale.
3. Supponete che nel 2000 le scorte di magazzino della General Motors abbiano subito un forte aumento. Allora nel 2000: (a) il reddito totale è più elevato della spesa totale per beni e servizi (b) il reddito totale è inferiore alla spesa totale per beni e servi- zi (c) il reddito totale è uguale alla spesa totale per beni e servizi, poiché l’aumento delle scorte è contabilizzato sia come red- dito sia come spesa (d) gli investimenti di General Motors sono negativi. 4. Supponete che la Fiat acquisti acciaio per un valore di 5000 euro da usare per la produzione di 1 auto. L’auto viene venduta a un concessionario per 17 mila euro, e a sua volta acquistata da una famiglia al prezzo di 20 mila euro. Di conseguenza il PIL ha su- bito un aumento pari a: (a) 42 mila euro (b) 37 mila euro (c) 20 mila euro (d) 17 mila euro 5. Il valore aggiunto di una impresa è uguale a: (a) le vendite (b) i profitti (c) le vendite al netto del costo di beni intermedi (d) zero nel lungo periodo. 6. Supponete di acquistare una nuova abitazione per 150 mila euro. Nella contabilità del reddito nazionale i consumi: (a) aumentano di 150 mila euro (b) aumentano di 150 mila euro diviso per il numero di anni che prevedete di vivere in quell’abitazione (c) aumentano di una somma pari al canone di locazione di mercato (d) non variano. 7. Il deflatore del PIL è definito come: (a) PIL nominale/PIL reale. (b) PIL nominale × PIL reale. (c) PIL nominale – PIL reale. (d) PIL nominale + PIL reale. 8. Occasionalmente, a un aumento del deflatore del PIL si asso- cia una diminuzione del PIL reale. Quando un simile fenome- no si verifica, il PIL nominale: (a) aumenta (b) diminuisce (c) rimane costante (d) può aumentare, diminuire, o rimanere costante. 9. Quale delle seguenti transazioni NON è contabilizzata come in- vestimenti dalla contabilità del reddito nazionale? (a) l’acquisto di nuovi impianti e macchinari (b) l’acquisto di azioni in Borsa (c) l’acquisto di nuove abitazioni (d) la variazione delle scorte. 10. Le seguenti spese sono contabilizzate come spesa pubblica, EC- CETTO : (a) l’acquisto di un aereo militare (b) la pensione mensile pagata a un pensionato (c) la costruzione di una diga (d) l’assunzione di un ufficiale di Polizia. 11. La componente più rilevante del PIL in Italia è: (a) il consumo (b) gli investimenti. (c) la spesa pubblica (d) le esportazioni nette. 12. Una ipotetica forte riduzione del prezzo alle importazioni di greggio determinerebbe: (a) una diminuzione allo stesso tasso del deflatore del PIL e del- l’indice dei prezzi al consumo (IPC) (b) una diminuzione del deflatore del PIL a un tasso superiore a quello dell’IPC (c) una diminuzione dell’IPC a un tasso superiore a quello del deflatore del PIL (d) nessuna conseguenza, né sul deflatore del PIL né sull’IPC. 13. Tutte le seguenti cause determinano una riduzione del tasso di disoccupazione, ECCETTO: (a) la riduzione del numero di disoccupati (b) un aumento degli occupati (c) la riduzione della forza lavoro, non accompagnata da varia- zioni del numero di disoccupati (d) un aumento del numero di persone che hanno rinunciato alla ricerca di un lavoro. 14. La legge di Okun descrive una relazione tra: (a) la variazione percentuale del PIL reale e la variazione del tas- so di disoccupazione (b) la variazione percentuale del PIL nominale e la variazione della forza lavoro (c) la variazione assoluta del PIL reale e la variazione percen- tuale del tasso di disoccupazione (d) la variazione assoluta del PIL reale e la variazione percen- tuale del deflatore del PIL. 15. Supponete che il tasso di disoccupazione all’inizio dell’anno sia pari al 5%. In base alla legge di Okun, quale tra le seguenti af- fermazioni è FALSA? (a) Se il tasso di disoccupazione rimane costante nel corso del- l’anno, il PIL reale tende a crescere del 3%. (b) Se il tasso di disoccupazione medio annuo sale al 7%, il PIL reale si riduce dell’1%. (c) Se il tasso di disoccupazione medio annuo si riduce al 3%, il PIL reale cresce al 7%. (d) Se il tasso di disoccupazione medio annuo rimane stabile al 5%, il PIL reale non subisce variazioni. 16. Il reddito percepito da un cittadino italiano, impiegato presso un’impresa italiana, che lavora in Brasile è contabilizzato come: (a) parte del PIL italiano e del prodotto nazionale lordo (PNL) brasiliano (b) parte del PIL italiano e del PIL brasiliano (c) parte del PNL italiano e del PNL brasiliano (d) parte del PNL italiano e del PIL brasiliano. 17. Se in un anno il deflatore del PIL cresce del 4% e il PIL reale cresce del 3%, allora il PIL nominale: (a) cresce dell’1% (b) si riduce dell’1% (c) cresce del 7% (d) cresce a un tasso compreso tra l’1 e il 7%, a seconda del li- vello iniziale del PIL. 18. Una riduzione della produttività media del lavoro Y / L è deter- minata da: (a) una riduzione del prodotto Y (b) un aumento del fattore lavoro L
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12. Quale delle seguenti transazioni è contabilizzata alla voce inve- stimenti dalla contabilità del reddito nazionale? (a) Voi acquistate 1000 euro di Buoni del Tesoro (b) Giuseppe, un falegname, costruisce una capanna per sé (c) La Galleria d’Arte Moderna compra un quadro di Picasso per 20 milioni di euro (d) La tua famiglia acquista una nuova abitazione. 13. Il tasso di interesse su un prestito dipende da: (a) la durata del prestito (b) la rischiosità del prestito (c) il trattamento fiscale del prestito (d) tutti gli elementi precedenti. 14. Quale delle seguenti affermazioni sul risparmio nazionale è FAL- SA? (a) Il risparmio nazionale è dato dalla somma dei depositi a ri- sparmio bancari. (b) Il risparmio nazionale è la somma di risparmio privato e ri- sparmio pubblico. (c) Il risparmio nazionale è uguale al prodotto residuo, dopo che la domanda pubblica e privata di beni di consumo è sta- ta soddisfatta. (d) Il risparmio nazionale eguaglia gli investimenti al tasso di interesse di equilibrio. 15. Se il livello di prodotto è fisso e il risparmio nazionale non di- pende dal tasso di interesse, un aumento della spesa pubblica fa crescere: (a) il risparmio nazionale (b) il risparmio pubblico (c) il tasso di interesse di equilibrio (d) il risparmio privato. 16. Se il livello di prodotto è fisso e il risparmio nazionale non di- pende dal tasso di interesse, un aumento della tassazione deter- mina: (a) uno spostamento a sinistra della curva verticale di rispar- mio (b) una diminuzione degli investimenti (c) una crescita dei consumi (d) una diminuzione del tasso di interesse di equilibrio e un au- mento degli investimenti. 17. Se il risparmio nazionale dipende positivamente dal tasso di in- teresse, un miglioramento tecnologico che determini un au- mento della domanda di investimenti: (a) non ha alcun effetto sul risparmio nazionale (b) sposta a sinistra la curva di domanda di investimenti (c) porta a un aumento sia degli investimenti sia del tasso di interesse di equilibrio (d) non ha effetti sul consumo. 18. Il risparmio pubblico è pari a: (a) tassazione più trasferimenti meno spesa pubblica (b) tassazione meno trasferimenti meno spesa pubblica (c) tassazione più trasferimenti più spesa pubblica (d) il deficit del bilancio dello Stato. 19. Se il tasso di interesse nominale è pari all’8% e i prezzi cresco- no a un tasso del 5% annuo, il tasso di interesse reale è: (a) 8% (b) 3% (c) 13% (d) –3%. 20. Supponete che la funzione di consumo sia data da C = 100 + 0,8( Y – T ), il reddito disponibile sia uguale a 1000, e Y = 2000.
Allora la propensione marginale al consumo è: (a) 0, (b) 900 (c) 0, (d) 0,
21. Una funzione di produzione Cobb-Douglas è caratterizzata da tutte le seguenti proprietà, ECCETTO: (a) rendimenti di scala costanti (b) produttività marginale del lavoro decrescente (c) produttività marginale del capitale costante (d) un rapporto costante tra reddito da lavoro e reddito da ca- pitale.
Capitolo 4 Moneta e inflazione
1. La moneta è: (a) lo stock di beni usati nelle transazioni (b) gli euro nelle mani del pubblico (c) una riserva di valore, una unità di conto e un mezzo di scam- bio (d) tutte le risposte precedenti. 2. Le economie di baratto sono caratterizzate da: (a) l’utilizzo di moneta a corso legale (moneta fiat). (b) l’utilizzo di moneta merce. (c) la convergenza di volontà tra gli agenti economici in occa- sione di ogni scambio (d) l’uso della moneta come riserva di valore, ma non come mezzo di scambio. 3. La moneta a corso legale (moneta fiat): (a) è convertibile in oro (b) prende il nome da una industria automobilistica italiana (c) include le banconote e l’oro conservati nelle casseforti del- le banche (d) non ha valore intrinseco. 4. L’offerta di moneta cresce se: (a) la spesa pubblica aumenta (b) la banca centrale acquista Buoni del Tesoro dal pubblico (c) un privato cittadino acquista un’obbligazione emessa da Fiat (d) l’IBM vende azioni al pubblico per finanziare la costruzio- ne di un nuovo impianto. 5. Tutte le seguenti grandezze sono incluse in M1 , ECCETTO: (a) il circolante (b) i depositi in conto corrente (c) i depositi a risparmio (d) i travelers’ check. 6. Nell’equazione di Fisher il tasso di interesse nominale: (a) è dato dalla somma di tasso di interesse reale e tasso di in- flazione (b) eguaglia il tasso di interesse reale meno il tasso di inflazio- ne (c) è sempre maggiore del tasso di interesse reale (d) è costante. 7. Secondo l’effetto Fisher, un aumento del tasso di inflazione con- duce a: (a) un aumento dello stock reale di moneta (b) un aumento del tasso di interesse nominale (c) un aumento del tasso di interesse reale (d) tutte le risposte precedenti.
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8. Se l’inflazione diminuisce dal 6% al 4%, a parità di altre con- dizioni, allora l’effetto Fisher stabilisce che: (a) tasso di interesse reale e nominale diminuiscono entrambi del 2% (b) non ci sono variazioni né del tasso di interesse nominale né del tasso di interesse reale (c) il tasso di interesse nominale diminuisce del 2%, mentre il tasso di interesse reale rimane invariato (d) il tasso di interesse reale diminuisce del 2%, mentre il tas- so di interesse nominale rimane invariato. 9. L’inflazione danneggia: (a) i detentori di moneta (b) le persone che percepiscono un reddito nominale fissato quando l’inflazione era inattesa (c) i proprietari di ristoranti (d) tutte le risposte precedenti. 10. Supponete che le patate siano l’unico bene prodotto dell’eco- nomia, e che in un anno 1000 kg di patate siano venduti a un prezzo di 0,15 euro al kg. La quantità di moneta presente nel- l’economia è pari a 50 euro. La velocità di circolazione della mo- neta è quindi data da: (a) 5 (b) 3 (c) 1, (d) 0, 11. Supponete che l’offerta di moneta nominale cresca del 6%, il livello dei prezzi aumenti del 4%, e il prodotto aumenti del 3%. Allora, l’equazione quantitativa della moneta stabilisce che la velocità di circolazione della moneta aumenti del: (a) 13% (b) 7% (c) 3% (d) 1% 12. Supponete che, in un dato anno, l’offerta di moneta aumenti dell’1%, e che rimanga costante al nuovo livello negli anni suc- cessivi. Secondo la teoria quantitativa della moneta il tasso di inflazione: (a) è pari all’1% sia nel primo anno sia in quelli successivi. (b) cresce dell’1% nel primo anno e rimane costante al livello più elevato negli anni successivi (c) cresce dell’1% nel primo anno e ritorna al suo livello pre- cedente in seguito (d) rimane invariato. 13. Supponete che il tasso di interesse nominale sia pari a 9%, che il tasso di inflazione atteso sia il 5%, e che l’inflazione effettiva sia al 3%. In questo caso: (a) il tasso di interesse reale ex-ante è pari al 4% (b) il tasso di interesse reale ex-post è pari al 4% (c) il tasso di interesse reale ex-ante è pari al 6% (d) il tasso di interesse reale ex-post è pari al 2%. 14. Durante periodi di inflazione il costo di detenere moneta egua- glia: (a) il tasso di interesse nominale (b) l’interesse reale ex-ante più il tasso atteso di inflazione (c) sia la risposta (a) sia la risposta (b) (d) il tasso di interesse reale ex-post. 15. La domanda di moneta reale dipende da: (a) il tasso di interesse reale ex-ante (b) il tasso di interesse nominale (c) il reddito reale
(d) sia la risposta (b) sia la risposta (c).
16. Se l’inflazione effettiva è più elevata di quella attesa, il credito- re subisce effetti negativi e il debitore guadagna perché: (a) il tasso di interesse reale ex-post è maggiore del tasso di in- teresse reale ex-ante (b) il tasso di interesse reale ex-post è minore del tasso di inte- resse reale ex-ante (c) il tasso di interesse reale diminuisce (d) il tasso di interesse nominale diminuisce. 17. Alla fine di un periodo di iperinflazione, la quantità reale di mo- neta aumenta perché: (a) la banca centrale elimina il fenomeno dell’iperinflazione emettendo moneta (b) la riduzione dell’inflazione attesa fa diminuire il tasso di in- teresse nominale, e questo a sua volta accresce la domanda di moneta reale. Ciò consente la stabilizzazione dei prezzi anche in presenza di un aumento dell’offerta di moneta rea- le (c) la riduzione dell’inflazione determina una diminuzione del tasso di interesse reale atteso, che a sua volta aumenta la do- manda di moneta (d) il tasso di interesse reale aumenta, così gli agenti investono i beni di proprietà in moneta. 18. Se l’offerta di moneta è data dall’equazione ( M / P ) d^ = 0,4 Y , al- lora: (a) la velocità di circolazione della moneta rispetto al reddito è costante (b) la domanda di moneta non dipende dal tasso di interesse (c) la velocità di circolazione della moneta è pari a 2, (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 19. Secondo la dicotomia classica: (a) l’offerta di moneta non ha effetti sulle variabili reali (b) il livello dei prezzi e di tutte le altre variabili nominali sono determinati dall’equilibrio sul mercato monetario (c) la moneta è neutrale (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 20. Gli economisti concordano sulla maggiore rilevanza del mo- dello classico nel dibattito riguardante: (a) i periodi di recessione (b) il breve periodo (c) il lungo periodo (d) i periodi di ripresa economica.
Capitolo 5 L’economia aperta
1. Secondo l’identità contabile del reddito nazionale, la spesa to- tale in produzione nazionale è la somma di: (a) consumo di beni e servizi nazionali, investimenti in beni e servizi nazionali, spesa pubblica per beni e servizi naziona- li, ed esportazioni di beni e servizi (b) consumo, investimenti, spesa pubblica ed esportazioni nette (c) sia la risposta (a) sia la risposta (b) (d) spesa nazionale per beni esteri e spesa per importazioni. 2. Se il prodotto nazionale è pari a 1000, e la spesa interna per beni e servizi di produzione sia estera sia nazionale è pari a 900, le esportazioni nette saranno pari a: (a) 100 (b) –
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17. Un aumento della spesa pubblica, oppure un taglio delle im- poste, di una grande economia aperta determina: (a) un aumento del tasso di interesse reale (b) una riduzione del flusso netto di capitali (c) un aumento del tasso di cambio reale. (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 18. In una grande economia aperta un aumento del credito di im- posta sugli investimenti, che incentiva la domanda di investi- menti, determina: (a) un aumento del tasso di interesse reale (b) una riduzione del flusso netto di capitali (c) una diminuzione delle esportazioni nette (d) tutte le risposte precedenti sono corrette.
Capitolo 6 La disoccupazione
1. Un tasso di disoccupazione pari allo 0% è irrealistico, e forse indesiderabile, per tutti i seguenti motivi, ECCETTO: (a) l’occupazione dei posti di lavoro vacanti da parte dei lavo- ratori in cerca di occupazione richiede tempo (b) sarebbe inumano costringere al lavoro persone anziane (c) le leggi sul salario minimo riducono le opportunità di im- piego (d) alcuni disoccupati non sono disposti ad accettare tutte le offerte di lavoro che si presentano loro. 2. Il tasso naturale di disoccupazione è principalmente determi- nato da: (a) il tasso di separazione dal lavoro e il tasso di ottenimento di lavoro (b) la durata media del periodo di disoccupazione (c) la dimensione della forza lavoro (d) il tasso di separazione dal lavoro 3. Sia L la forza lavoro, O il numero degli occupati, e D il nume- ro dei disoccupati. Il tasso di disoccupazione è dato da: (a) ( L – O )/ L (b) D / L (c) 1 – ( O / L ) (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 4. Sia s il tasso di separazione dal lavoro e o il tasso di ottenimen- to di lavoro. Se il mercato del lavoro si trova in stato staziona- rio, il tasso naturale di disoccupazione è pari a: (a) 1/ s (b) 1/( s + o ) (c) s /( s + o ) (d) o /( s + o ). 5. La disoccupazione frizionale aumenta in seguito a una politica pubblica volta: (a) ad ampliare i programmi di formazione professionale (b) ad aumentare il sussidio di disoccupazione (c) a ridurre il salario minimo (d) a disseminare informazioni sui posti di lavoro vacanti. 6. I seguenti fenomeni generano disoccupazione frizionale, EC - CETTO : (a) gli spostamenti intersettoriali (b) il fallimento di alcune imprese (c) lavoratori che abbandonano il posto di lavoro per cercare una nuova occupazione (d) lavoratori che abbandonano il posto di lavoro e rinunciano alla ricerca di una nuova occupazione. 7. Si ha disoccupazione strutturale quando: (a) i salari sono perfettamente flessibili (b) i posti di lavoro sono razionati (c) al salario corrente, la domanda di lavoro è più elevata del- l’offerta di lavoro (d) il mercato del lavoro è perfettamente concorrenziale. 8. Gli economisti ritengono che la rigidità dei salari sia causata dall’esistenza di: (a) sindacati (b) leggi che impongono un salario minimo (c) salari di efficienza (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 9. Le teorie basate sui salari di efficienza affermano che salari più elevati accrescono la produttività dei lavoratori per tutte le se- guenti motivazioni, ECCETTO: (a) salari più elevati consentono ai lavoratori una migliore ali- mentazione (b) salari più elevati attraggono i lavoratori migliori (c) salari più elevati intensificano lo sforzo lavorativo, perché aumentano il costo di perdere il lavoro (d) salari più elevati sono soggetti ad aliquote fiscali più eleva- te, di conseguenza i lavoratori devono lavorare di più per ottenere lo stesso reddito al netto della tassazione. 10. Una tra le seguenti affermazioni sulla disoccupazione è FALSA: (a) la maggioranza dei disoccupati rimane tale per meno di sei settimane (b) individui caratterizzati dalla permanenza in una condizio- ne di disoccupazione per periodi più lunghi di due mesi spe- rimentano la maggioranza delle settimane totali di disoc- cupazione (c) gli adolescenti e i lavoratori neri adulti tendono a essere ca- ratterizzati da tassi di disoccupazione più elevati dei lavora- tori bianchi e adulti (d) la popolazione femminile adulta è caratterizzata da tassi di disoccupazione più elevati rispetto agli uomini adulti.
Capitolo 7 La crescita economica, I
1. La funzione di produzione Y = F ( K , L ) gode della proprietà dei rendimenti di scala costanti se: (a) zY = F ( zK , zL ) (b) Y = F ( zK , zL ) (c) Y = zF ( K , L ) (d) F ( K + 1, L + 1) – F ( K , L ) = 1 2. Se la funzione di produzione Y = F ( K , L ) ha rendimenti di sca- la costanti, allora: (a) zY = F ( zK , zL ) (b) F ( K / L , 1) = Y / L (c) y = f ( k ) dove y è il prodotto pro capite e k il capitale per la- voratore (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 3. Tutte le seguenti affermazioni circa il prodotto marginale del capitale PMK sono vere, ECCETTO: (a) PMK = f ( k + 1) – f ( k ) (b) PMK tende a diminuire al crescere di k (c) quando il livello di capitale è basso, PMK è molto piccola (d) PMK ha uguale pendenza della funzione di produzione y = f ( k ). 4. La variazione dello stock di capitale è pari a:
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(a) investimenti + ammortamento (b) investimenti – ammortamento (c) investimenti × ammortamento (d) investimenti ÷ ammortamento.
5. Se il capitale ha una durata media di 50 anni, il tasso di am- mortamento è pari a: (a) 50%, o 0,5 annuo (b) 2%, o 0,02 annuo (c) 0,50%, o 0,005 annuo (d) 0,02%, o 0,0002 annuo. 6. In assenza di crescita della forza lavoro, lo stato stazionario del modello di Solow è caratterizzato da: (a) una quantità di capitale per lavoratore costante nel tempo (b) l’uguaglianza di investimenti per lavoratore e ammortamento per lavoratore (c) l’uguaglianza di risparmio per lavoratore e ammortamento per lavoratore (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 7. In assenza di crescita della forza lavoro il livello di capitale per lavoratore di stato stazionario del modello di Solow aumenta se: (a) l’ammontare di investimenti per lavoratore diminuisce (b) il tasso di ammortamento aumenta (c) il tasso di risparmio aumenta (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 8. Se y = k 1/2, s = 0,4, e il tasso di ammortamento è pari a = 20, allora lo stock di capitale per lavoratore di stato stazionario è uguale a: (a) 4 (b) 8 (c) 2 (d) 16. 9. Nello stato stazionario descritto nella domanda 8, risparmio e investimenti per lavoratore sono pari a: (a) 0, (b) 1, (c) 10 (d) 2. 10. Supponete che un paese che si trovi in stato stazionario attui delle politiche volte ad aumentare il tasso di risparmio. Nel nuo- vo stato stazionario: (a) il prodotto per lavoratore cresce più rapidamente di prima (b) il livello di prodotto per lavoratore è più elevato di prima (c) la quantità di capitale per lavoratore rimane costante (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 11. Il livello di capitale della regola aurea k *gold denota quello stato stazionario caratterizzato dal maggiore: (a) livello di consumo per lavoratore (b) livello di prodotto per lavoratore (c) tasso di crescita del consumo per lavoratore (d) tasso di crescita del prodotto per lavoratore. 12. Escludendo la crescita della forza lavoro, se lo stock di capitale è pari al livello di regola aurea: (a) f ( k *gold) = k *gold. (b) PMK = (c) f ( k ) ha un massimo (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 13. Supponi che y = k 1/2, = 0,5, e che il livello di capitale della re- gola aurea sia pari a k *gold = 100. Allora, il tasso di risparmio as- sociato a tali valori è:
(a) 5%, o 0, (b) 10%, o 0, (c) 20%, o 0, (d) 50%, o 0,50.
14. Supponete che l’economia si trovi in stato stazionario. Se il li- vello di capitale per lavoratore è inferiore al livello della regola aurea, e il governo attua una politica di aumento del tasso di ri- sparmio, il consumo per lavoratore: (a) cade a un livello inferiore a quello iniziale, per poi aumen- tare fino a raggiungere un livello superiore (b) aumenta costantemente a un livello superiore a quello ini- ziale (c) inizialmente cresce a un livello superiore a quello di par- tenza, per poi gradualmente diminuire fino a ritornare al li- vello iniziale (d) diminuisce costantemente sotto il livello iniziale. 15. Nel modello di Solow, con tasso di crescita della forza lavoro pari a n , la variazione del capitale per lavoratore è pari a: (a) sf ( k ) + ( + n ) k (b) sf ( k ) + ( – n ) k (c) sf ( k ) – ( + n ) k (d) sf ( k ) – ( – n ) k. 16. Un aumento del tasso di crescita della popolazione: (a) fa aumentare il livello di capitale per lavoratore di stato sta- zionario (b) fa diminuire il livello di capitale per lavoratore di stato sta- zionario (c) non ha effetti sul livello di capitale per lavoratore di stato stazionario (d) fa diminuire il livello di capitale per lavoratore di stato sta- zionario se < n , e lo fa aumentare se > n. 17. Il modello di crescita di Solow prevede che economie caratte- rizzate da tassi di crescita della popolazione più elevati siano ca- ratterizzata da: (a) un prodotto per lavoratore più basso (b) inferiori tassi di crescita del prodotto per lavoratore in sta- to stazionario (c) le risposte (a) e (b) sono entrambe corrette (d) più elevati tassi di crescita del prodotto per lavoratore.
Capitolo 8 La crescita economica, II
1. Nel modello di crescita di Solow, paesi a tasso di crescita della popolazione più elevato sono caratterizzati da: (a) più bassi livelli di stato stazionario di prodotto per lavora- tore (b) più bassi tassi di crescita di stato stazionario del prodotto per lavoratore (c) sia la risposta (a) sia la risposta (b) sono corrette (d) più elevati tassi di crescita di stato stazionario del prodotto per lavoratore. 2. Nel modello di crescita di Solow, con tasso di crescita della po- polazione n e progresso tecnologico g , la variazione nel capita- le per unità di lavoro effettivo è pari a: (a) sf ( k ) + ( + n + g ) k (b) sf ( k ) + ( – n – g ) k (c) sf ( k ) – ( + n + g ) k (d) sf ( k ) – ( – n – g ) k 3. Nel modello di Solow, con crescita della popolazione e progresso
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(c) la produttività totale dei fattori (d) il raggiungimento di elevati livelli di istruzione.
Capitolo 9 Introduzione alle fluttuazioni economiche
1. L’affermazione FALSA sulle fluttuazioni economiche è: (a) il PIL reale degli Stati Uniti ha subito un aumento nel cor- so del tempo, sebbene fluttui intorno al suo tasso di cresci- ta medio (b) gli economisti talvolta definiscono le fluttuazioni di pro- dotto e occupazione come ciclo economico (c) le fluttuazioni di prodotto e occupazione sono regolari e prevedibili (d) durante la recessione del 1982 il PIL reale ha subito un crol- lo e il tasso di disoccupazione un aumento. 2. Gli economisti ritengono che: (a) salari e prezzi siano flessibili nel lungo periodo (b) salari e prezzi siano rigidi nel breve periodo (c) nel lungo periodo il prodotto si muova verso il livello di pie- no impiego (d) tutte le affermazioni precedenti siano esatte. 3. L’affermazione FALSA sulla curva di domanda aggregata è: (a) dato un livello fisso dell’offerta di moneta, l’equazione quan- titativa implica una relazione negativa tra livello dei prezzi P e prodotto Y (b) la curva di domanda aggregata ha pendenza negativa (c) in seguito a un aumento dell’offerta di moneta, l’economia si muove lungo la curva di domanda aggregata, e si verifica un aumento del prodotto reale e una riduzione del livello dei prezzi (d) su una curva di domanda aggregata l’offerta di moneta è co- stante. 4. Il grafico che descrive gli effetti di una contrazione dell’offerta di moneta è: 5. Un aumento dell’offerta di moneta determina i seguenti effet- ti di lungo periodo: (a) un aumento del livello dei prezzi, ma nessuna variazione del prodotto
P
Y
(a) (b) P
(c) P (d) P
Y
Y Y
DA 2
DA 1 DA 1
DA 2
DA 1 DA 2 DA 1
DA 2
(b) un aumento del livello del prodotto, ma nessuna variazio- ne del livello dei prezzi (c) un aumento sia del livello dei prezzi sia del prodotto (d) sia il prodotto sia il livello dei prezzi rimangono invariati.
6. Se prezzi e salari sono fissi nel breve periodo, ma perfettamen- te flessibili nel lungo periodo, allora: (a) la curva di offerta aggregata di lungo periodo è verticale (b) la curva di offerta aggregata di breve periodo è orizzontale (c) variazioni dell’offerta di moneta nel lungo periodo deter- minano variazioni del prodotto nel breve periodo, ma non nel lungo periodo (d) tutte le affermazioni precedenti sono corrette. 7. Supponete che nel breve periodo i prezzi siano fissi. Gli effetti di breve periodo di una riduzione dell’offerta di moneta sono descritti nel grafico: 8. Il sentiero percorso da una economia che, trovandosi inizial- mente in equilibrio di lungo periodo, subisce uno spostamen- to della curva di domanda aggregata verso sinistra, è descritto nel grafico:
P
Y
(a) (b) P
(c) P (d) P
Y
Y Y
DA 2
DA 1 DA 2
DA 1
DA 1
DA 2 DA 2
DA 1
OALP OALP
OALP OALP
OABP OABP
OABP OABP
P
Y
(a) (b) P
(c) P (d) P
Y
Y Y
DA 2
DA 1 DA 1
DA 2
DA 2
DA 1 DA 1
DA 2
OABP OABP
OABP OABP
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9. L’introduzione delle carte di credito determina i seguenti effet- ti, ECCETTO: (a) un aumento della domanda di moneta (b) un aumento della velocità della moneta (c) uno spostamento a sinistra della curva di domanda aggre- gata (d) un aumento di breve periodo del prodotto. 10. In seguito a una raccolta eccezionale e a una conseguente ca- duta del prezzo dei beni alimentari, sperimenteremo: (a) uno shock negativo di offerta (b) uno spostamento verso l’alto della curva di offerta di breve periodo (c) un aumento del prodotto e una diminuzione del livello dei prezzi (d) una variazione della curva di domanda aggregata. 11. Supponete che la banca centrale attui una politica di stabilizza- zione per compensare il declino del prodotto verificatosi in se- guito a uno shock di offerta. Il punto del seguente grafico nel quale l’economia si stabilizzerà è:
(a) A (b) B (c) C (d) D.
12. Durante la recessione dei primi anni 1980 la velocità di circo- lazione della moneta: (a) è aumentata (b) è diminuita (c) non ha subito variazioni (d) era indeterminata.
Capitolo 10 La domanda aggregata, I
1. Se investimenti, tassazione e spesa pubblica sono costanti, la curva di spesa programmata: (a) ha pendenza positiva, con pendenza pari al PMC (b) ha pendenza negativa, con pendenza pari a PMC (c) è una retta a 45° (d) è una retta verticale. 2. Nel modello della croce keynesiana la retta a 45° indica che: (a) il PIL aumenta al crescere del consumo (b) la spesa effettiva è sempre uguale al reddito (c) il livello del reddito di equilibrio cresce al crescere del red- dito effettivo (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 3. Al livello di equilibrio del reddito: (a) l’accumulazione involontaria di scorte è uguale a zero
DA 1
DA 2
OALP
OABP 2
OABP 1
P
Y
B (^) C
D A
(b) la spesa programmata è uguale alla spesa effettiva (c) il PIL non varia (d) tutte le risposte precedenti sono corrette.
4. Se il reddito eccede la spesa programmata, le imprese taglie- ranno la produzione, poiché l’involontaria accumulazione di scorte sarà: (a) positiva (b) negativa (c) zero (d) indeterminata. 5. Se la funzione del consumo è data da C = 100 + 0,8( Y – T ), il moltiplicatore della spesa pubblica sarà pari a: (a) 0, (b) 1, (c) 4 (d) 5. 6. Se la funzione del consumo è data da C = 100 + 0,8( Y – T ), e la tassazione aumenta di 1 euro, il livello di equilibrio del red- dito: (a) diminuirà di 5 euro (b) diminuirà di 4 euro (c) aumenterà di 5 euro (d) aumenterà di 4 euro 7. Se la funzione del consumo è data da C = 100 + 0,8( Y – T ), e sia la tassazione sia la spesa pubblica aumentano di 1 euro, il li- vello di equilibrio del reddito: (a) rimane invariato (b) aumenta di 3 euro (c) aumenta di 1 euro (d) diminuisce di 4 euro. 8. L’affermazione FALSA è: (a) la diminuzione del tasso di interesse determina una dimi- nuzione degli investimenti programmati (b) la diminuzione del tasso di interesse determina uno sposta- mento verso l’alto della curva di domanda programmata (c) la diminuzione del tasso di interesse determina uno sposta- mento verso destra della curva IS (d) in seguito a una caduta del tasso di interesse, la spesa pro- grammata eguaglia la spesa effettiva a un livello di reddito più elevato. 9. Un aumento della spesa pubblica di 1 euro determina: (a) uno spostamento verso l’alto della curva di spesa program- mata pari a 1 euro (b) uno spostamento verso destra della curva IS pari a 1/(1 – PMC ) euro (c) nessuna variazione della curva LM (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 10. Secondo l’interpretazione della curva IS dal punto di vista dei fondi mutuabili: (a) le imprese vogliono accrescere gli investimenti al crescere del loro reddito (b) le banche vogliono accrescere i prestiti al crescere del tasso di interesse (c) l’aumento del reddito fa aumentare il risparmio e diminui- re il tasso di interesse che garantisce l’equilibrio del merca- to dei fondi mutuabili (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 11. Una diminuzione della tassazione determina uno spostamento della curva di spesa programmata _____ e della curva IS verso _____:
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10. Tutti i seguenti elementi determinano uno spostamento a de- stra della curva di domanda aggregata, ECCETTO: (a) un aumento della spesa pubblica (b) una riduzione dei trasferimenti (c) un aumento dell’offerta di moneta (nominale) (d) una riduzione della tassazione. 11. L’affermazione FALSA è: (a) l’ipotesi classica di prodotto al livello naturale definisce il concetto di lungo periodo (b) nel breve periodo il prodotto può deviare dal suo livello na- turale (c) nell modello IS - LM si suppone che i prezzi siano rigidi nel breve periodo (d) nell modello IS - LM la domanda aggregata non eguaglia mai il prodotto di equilibrio naturale, nemmeno nel lungo pe- riodo. 12. Se il reddito si trova inizialmente a un livello inferiore a quello naturale, il livello dei prezzi: (a) diminuisce gradualmente, spostando verso il basso (a de- stra) la curva LM (b) aumenta gradualmente, spostando verso l’alto (a sinistra) la curva LM (c) diminuisce, spostando verso destra la curva IS (d) è costante, anche nel lungo periodo. 13. L’ipotesi monetaria individua la causa della Grande Depressio- ne nel: (a) rapido declino dell’offerta di moneta (b) declino della fiducia delle imprese (c) declino della fiducia dei consumatori (d) rapido declino dei saldi monetari. 14. L’ipotesi della spesa individua la causa della Grande Depressio- ne in: (a) una riduzione nella fiducia delle imprese e dei consuma- tori (b) una contrazione (verso sinistra) della curva IS (c) il crollo della Borsa (d) tutte le cause precedenti sono corrette. 15. L’effetto Pigou stabilisce che: (a) per un dato livello dell’offerta di moneta, un abbassamen- to del livello dei prezzi determina uno spostamento verso l’esterno della curva LM , e dunque un aumento del livello del reddito (b) dal momento che i consumatori acquistano una quantità maggiore del bene il cui prezzo è diminuito, il prodotto rea- le aumenta nel corso di una recessione. (c) poiché i prezzi diminuiscono e la moneta reale aumenta, i consumatori percepiscono un aumento della propria ric- chezza e aumentano la spesa. (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 16. Secondo la teoria del debito-deflazione, l’inflazione inattesa dan- neggia i debitori e beneficia i creditori. Di conseguenza il red- dito nazionale si riduce se: (a) entrambi i gruppi sono caratterizzati dalla stessa propen- sione al consumo (b) i debitori sono caratterizzati da una propensione al consu- mo superiore a quella dei creditori (c) i creditori sono caratterizzati da una propensione al consu- mo superiore a quella dei debitori (f ) la PMC di entrambi i gruppi è inferiore a 1. 17. L’affermazione FALSA è:
(a) la domanda di moneta dipende dal tasso di interesse nomi- nale (b) la domanda di investimenti dipende dal tasso di interesse reale (c) il modello IS-LM non è in grado di incorporare variazioni dell’inflazione attesa (d) una deflazione attesa determina un aumento del tasso di in- teresse reale, per ogni livello del tasso di interesse nomina- le, che conduce a uno spostamento verso il basso della cur- va IS.
18. La maggior parte degli economisti ritiene che la Grande De- pressione sia meno probabile nel mondo odierno rispetto agli anni 1930 perché: (a) la nostra conoscenza delle politiche di stabilizzazione fisca- li e monetaria è migliorata (b) il sistema di assicurazione dei depositi rende improbabili va- sti fallimenti bancari (c) abbiamo più stabilizzatori automatici, quali la tassazione sul reddito (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 19. Se una economia si trova in una situazione di trappola della li- quidità, allora: (a) il tasso di interesse è così basso da rendere inefficace la po- litica fiscale (b) il tasso di interesse è così basso da rendere inefficace la po- litica monetaria (c) il disavanzo di bilancio è così elevato da rendere inefficace la politica fiscale (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 20. Se gli investimenti divengono molto sensibili al tasso di inte- resse: (a) la curva IS diviene più ripida (b) la curva IS diviene meno ripida (c) la curva LM diviene più ripida (d) la curva LM diviene meno ripida 21. Un abbassamento della propensione marginale al consumo con- duce a: (a) una curva di domanda programmata più ripida (b) un moltiplicatore della spesa pubblica inferiore (c) una curva IS meno ripida (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 22. Se la domanda di moneta non è molto sensibile al reddito: (a) all’aumentare del reddito la curva di domanda di moneta subisce uno spostamento verso destra contenuto (b) una modesta variazione del tasso di interesse è sufficiente a compensare un aumento della domanda di moneta indot- to da una variazione del reddito (c) la curva LM è relativamente piatta. (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 23. Se la domanda di moneta è molto sensibile al tasso di interes- se: (a) la curva di domanda di moneta è relativamente piatta (b) una variazione della domanda di moneta indotta da una va- riazione del reddito induce una variazione contenuta del tasso di interesse di equilibrio (c) la curva LM è relativamente piatta (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 24. La curva di domanda aggregata sarà praticamente piatta se: (a) la PMC è elevata (b) il valore del moltiplicatore è contenuto
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(c) gli investimenti non sono molto sensibili al tasso di inte- resse (d) tutte le risposte precedenti sono corrette.
25. Se la domanda di moneta non è molto sensibile a variazioni del tasso di interesse: (a) la curva IS sarà relativamente piatta, e variazioni della poli- tica monetaria avranno effetti rilevanti sul reddito reale (b) la curva IS sarà relativamente ripida, e variazioni della po- litica monetaria avranno effetti modesti sul reddito reale (c) la curva LM sarà relativamente ripida, e variazioni della po- litica fiscale avranno effetti modesti sul reddito reale (d) la curva LM sarà relativamente piatta, e variazioni della po- litica fiscale avranno effetti rilevanti sul reddito reale.
Capitolo 12 La domanda aggregata in una economia aperta
1. Il tasso di cambio è definito come l’ammontare di valuta stra- niera necessaria ad acquistare una unità di valuta nazionale (ad esempio, 100 yen per euro). Un aumento del tasso di cambio: (a) rende i beni interni meno costosi rispetto ai beni esteri (b) stimola le esportazioni e riduce le importazioni (c) induce una riduzione delle esportazioni nette (d) induce un aumento del reddito. 2. Nel modello IS - LM convenzionale gli assi rappresentano i va- lori del reddito reale Y e del tasso di interesse reale r. Quando il tasso di cambio aumenta: (a) gli investimenti aumentano e la curva IS si sposta verso de- stra (b) le esportazioni nette aumentano e la curva IS si sposta ver- so destra (c) gli investimenti diminuiscono e la curva IS si sposta verso sinistra (d) le esportazioni nette diminuiscono e la curva IS si sposta verso sinistra. 3. Tutte le seguenti affermazioni sul modello di Mundell-Fleming, nella versione con reddito aggregato Y e tasso di cambio e sugli assi, sono vere ECCETTO: (a) il tasso di interesse è fisso al livello prevalente sul mercato internazionale (b) la curva LM * è verticale perché il tasso di cambio non de- termina le equazioni di domanda e offerta di moneta (c) la curva IS * ha pendenza negativa perché una riduzione del tasso di cambio stimola gli investimenti (d) l’intersezione delle curve IS * e LM * determina il tasso di cambio di equilibrio. 4. In una economia piccola e aperta con tassi di cambio flessibili, la politica fiscale è inefficace perché: (a) è spiazzata dalla politica monetaria (b) il tasso di cambio rimane invariato (c) una caduta delle esportazioni nette spiazza l’aumento qual- siasi aumento della spesa pubblica o dei consumi (d) il tasso di cambio aumenta nella stessa misura del tasso di interesse. 5. In una piccola economia aperta con tassi di cambio flessibili, una espansione monetaria ha i seguenti effetti, ECCETTO: (a) la riduzione del tasso di interesse (b) l’aumento del livello del reddito di equilibrio (c) la riduzione del tasso di cambio
(d) l’aumento delle esportazioni nette.
6. Restrizioni al commercio sono inefficaci sul reddito in regime di cambi flessibili per il seguente motivo: (a) le esportazioni nette aumentano ma gli investimenti si ri- ducono (b) l’aumento del cambio spiazza l’aumento iniziale delle espor- tazioni nette (c) la caduta delle importazioni è pari all’aumento delle espor- tazioni (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 7. Se il cambio corrente yen-euro (ad esempio, 200 yen per euro) è superiore al cambio fissato dalla BCE (ad esempio, 150 yen per euro) allora gli arbitraggisti possono trarre profitti dalla se- guente operazione: (a) l’acquisto di yen sul mercato estero dei cambi per rivender- li in seguito alla BCE (b) l’acquisto di yen dalla BCE per rivenderli in seguito sul mer- cato estero dei cambi (c) l’acquisto di euro sul mercato estero dei cambi per riven- derli in seguito alla BCE. (d) nessuna delle risposte precedenti è corretta. 8. L’operazione descritta nella domanda 7 ha il seguente effetto sull’offerta di moneta: (a) un aumento, dunque uno spostamento a sinistra della cur- va LM * (b) un aumento, dunque uno spostamento a destra della curva LM * (c) una diminuzione, dunque uno spostamento a sinistra del- la curva LM * (d) una diminuzione, dunque uno spostamento a destra della curva LM *. 9. Se il cambio corrente yen-euro (ad esempio, 100 yen per euro) è inferiore al cambio fissato dalla BCE (ad esempio, 150 yen per euro), gli arbitraggisti possono trarre profitti dalla seguen- te operazione: (a) l’acquisto di yen dalla BCE per rivenderli in seguito sul mer- cato estero dei cambi (b) l’acquisto di euro sul mercato estero dei cambi per riven- derli in seguito alla BCE (c) l’acquisto di euro dalla BCE per rivenderli in seguito sul mercato estero dei cambi (d) Sia (a) sia (b) sono risposte corrette. 10. L’operazione descritta nella domanda 9 ha il seguente effetto sull’offerta di moneta: (a) un aumento, dunque uno spostamento a sinistra della cur- va LM * (b) un aumento, dunque uno spostamento a destra della curva LM * (c) una diminuzione, dunque uno spostamento a sinistra del- la curva LM * (d) una diminuzione, dunque uno spostamento a destra della curva LM *. 11. In un sistema su base aurea (tipo gold standard), se la BCE ven- desse un’oncia d’oro per 100 euro e la Bank of England ven- desse un’oncia d’oro per 150 sterline, il tasso di cambio di equi- librio verrebbe fissato a: (a) 2 sterline per euro (b) 0,5 sterline per euro (c) 1,5 sterline per euro (d) 5 sterline per euro.
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rifica un aumento inatteso dei prezzi, i produttori stimano che i loro prezzi relativi sono _____, che li induce a _____ la pro- duzione: (a) aumentati; aumentare (b) diminuiti; ridurre (c) aumentati; ridurre (d) diminuiti; aumentare.
6. Nel modello dei prezzi vischiosi: (a) le imprese aggiustano i prezzi istantaneamente in seguito a variazioni della domanda (b) nessuna impresa aggiusta istantaneamente i prezzi in segui- to a variazioni della domanda (c) alcune imprese aggiustano istantaneamente i prezzi in se- guito a variazioni della domanda (d) il prodotto è costante. 7. Se i prezzi di tutte le imprese di una economia sono fissi nel bre- ve periodo: (a) le curve di offerta aggregate di breve periodo e di lungo pe- riodo sono identiche (b) la curva di offerta aggregata di breve periodo è verticale (c) la curva di offerta aggregata di breve periodo è orizzontale (d) nessuna delle risposte precedenti è corretta. 8. Il modello dei prezzi vischiosi può spiegare perché paesi carat- terizzati da variabilità della domanda aggregata hanno curve di offerta aggregata di breve periodo: (a) piatte (b) ripide (c) orizzontali (d) verticali. 9. Tutti i modelli di offerta aggregata discussi nel capitolo 13 del testo affermano che: (a) la curva di offerta aggregata di breve periodo ha pendenza positiva. (b) la curva di offerta aggregata di breve periodo è verticale (c) il livello del prodotto effettivo è pari al suo livello naturale di lungo periodo (d) nessuna delle risposte precedenti è corretta. 10. La curva di Phillips afferma che il tasso di inflazione dipende da/dalla: (a) inflazione attesa (b) differenza tra tasso effettivo e tasso naturale di disoccupa- zione (c) shock di offerta (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 11. Quando la disoccupazione è inferiore al tasso naturale e l’infla- zione cresce, si parla di: (a) inflazione da domanda (b) inflazione da offerta (c) shock di offerta (d) stagflazione. 12. Rispetto all’ipotesi di aspettative adattative, quella di aspettati- ve razionali implica che la transizione a un nuovo equilibrio di lungo periodo, in seguito a una variazione credibile di politica monetaria o fiscale, richieda: (a) meno tempo (b) più tempo (c) lo stesso ammontare di tempo (d) qualsiasi delle risposte precedenti. 13. La curva di Phillips subisce uno spostamento istantaneo verso l’alto se:
(a) l’inflazione cresce (b) la disoccupazione si riduce (c) si verifica uno shock avverso di offerta, quale ad esempio un aumento del prezzo del petrolio (d) tutte le risposte precedenti sono corrette.
14. Una tipica stima del tasso di sacrificio è 5. Dunque, se il tasso di inflazione si riducesse di 2 punti percentuali, l’ammontare di PIL annuale cui dovremmo rinunciare è: (a) 2% (b) 2,5% (c) 5% (d) 10%. 15. Secondo l’ipotesi di isteresi della disoccupazione, una recessio- ne prolungata: (a) aumenta il tasso naturale di disoccupazione (b) riduce il tasso naturale di disoccupazione (c) non ha alcun effetto sul tasso naturale di disoccupazione (d) non si verifica mai.
Capitolo 14 Le politiche di stabilizzazione
1. Il ritardo esterno è il tempo che intercorre tra: (a) lo shock economico e l’intervento di politica economica di reazione (b) l’attuazione del provvedimento e il momento in cui questo sortisce i suoi effetti sull’economia (c) lo shock economico e il riconoscimento della necessità di intervenire (d) la decisione di attuare un certo provvedimento e la messa in atto del provvedimento stesso. 2. L’affermazione VERA è: (a) la politica monetaria è caratterizzata da un ritardo esterno piuttosto lungo. (b) la politica fiscale è caratterizzata da un ritardo interno piut- tosto lungo (c) gli stabilizzatori automatici eliminano parte del ritardo in- terno nella conduzione della politica fiscale (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 3. Tutti i seguenti elementi costituiscono argomentazioni contro l’utilizzo di politiche attive di stabilizzazione, ECCETTO: (a) l’esistenza di lunghi ritardi esterni e interni (b) una limitata abilità di formulare previsioni economiche ac- curate (c) la reattività dei tassi di partecipazione della forza lavoro a variazioni del prodotto nazionale (d) l’opinione basata sull’evidenza storica che scelte politiche sbagliate causarono la Grande Depressione. 4. Il sistema di assicurazione contro la disoccupazione può essere usato per illustrare: (a) l’incoerenza temporale della politica economica (b) il meccanismo di stabilizzazione automatica dell’economia in seguito al verificarsi di uno shock (c) la critica di Lucas (d) lunghi ritardi interni nell’attuazione delle politiche econo- miche 5. I paesi con banche centrali maggiormente indipendenti tendo- no a essere caratterizzati da: (a) tassi di disoccupazione inferiori (b) tassi di inflazione inferiori
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(c) tassi più elevati di crescita economica (d) tutte le risposte precedenti.
6. Supponete che l’indice dei principali indicatori economici subi- sca una caduta. Si prevedono tutti i seguenti effetti sull’econo- mia, ECCETTO: (a) un aumento del tasso di disoccupazione (b) una diminuzione della crescita del prodotto reale (c) un aumento dell’inflazione (d) una riduzione della crescita del gettito fiscale. 7. Secondo la critica di Lucas: (a) i metodi tradizionali di valutazione delle politiche econo- miche non tengono conto adeguatamente dell’impatto di variazioni delle politiche sulle aspettative (b) le stime tradizionali del tasso di sacrificio non sono atten- dibili (c) gli economisti possono valutare gli effetti di politiche alter- native con assoluta fiducia (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 8. Confrontando dati relativi al periodo antecedente la prima guer- ra mondiale con dati relativi al periodo successivo alla seconda, Christina Romer ha ottenuto il seguente risultato: (a) PIL reale e disoccupazione sono molto più stabili nel se- condo periodo (b) PIL reale e disoccupazione sono molto meno stabili nel se- condo periodo (c) PIL reale e disoccupazione sono leggermente più stabili nel secondo periodo (d) livello del PIL reale e disoccupazione non sono molto di- versi nei due periodi. 9. Tutti i seguenti esempi riguardano politiche basate su regole, ECCETTO: (a) la BCE aumenta automaticamente l’offerta di moneta del 3% annuo (b) la Costituzione impone al governo il pareggio del bilancio annuale (c) la BCE adotta la seguente politica monetaria per un perio- do di tempo indefinito: variazione % di M = 3% + 2 × (tas- so di disoccupazione effettivo – 5,5%) (d) in seguito al declino dei consumi privati, il Parlamento de- cide di stimolare la domanda riducendo la tassazione. 10. L’affermazione FALSA è: (a) una politica economica attiva non può essere basata su re- gole (b) il problema dell’incoerenza temporale riguarda in partico- lare politiche discrezionali (c) interessi conflittuali delle parti politiche rendono le politi- che discrezionali meno desiderabili rispetto alle politiche basate su regole. (d) la politica monetaria condotta attualmente è discrezionale. 11. Se la BCE conduce la politica monetaria fissando un tasso di disoccupazione obiettivo pari al 5,5 %, allora: (a) il tasso di disoccupazione non si discosterà mai dal 5,5% (b) il tasso naturale di disoccupazione convergerà all’obiettivo fissato dalla BCE (c) la BCE aumenterà il tasso di crescita dell’offerta di moneta ogniqualvolta il tasso di disoccupazione si discosti dall’o- biettivo prefissato (d) la BCE aggiusterà l’obiettivo ogniqualvolta la disoccupa- zione differisca dal tasso prefissato. 12. Quale delle seguenti politiche potrebbe condurre a risultati
subottimali nel lungo periodo, a causa dell’incoerenza tempo- rale? (a) il negoziato con terroristi che hanno sequestrato degli ostag- gi dopo l’annuncio di una politica di inflessibilità (b) l’attuazione di un condono fiscale temporaneo in favore di evasori (c) l’utilizzo di politiche monetarie discrezionali piuttosto che di regole monetarie (d) tutte le risposte precedenti sono corrette.
13. La migliore argomentazione conto la visione monetarista di una crescita stabile dell’offerta di moneta come migliore antidoto contro ampie fluttuazioni di prodotto e disoccupazione è la se- guente: (a) la crescita stabile dell’offerta di moneta impedirebbe flut- tuazioni del prodotto solo in presenza di un livello dei prez- zi costante (b) la crescita stabile dell’offerta di moneta non impedirebbe fluttuazioni della domanda aggregata a causa dell’instabili- tà della velocità della moneta (c) ampie fluttuazioni dell’offerta di moneta non si verificano, perché la quantità di moneta a disposizione dell’economia è limitata (d) le politiche fiscali sono più efficaci contro fluttuazioni di prodotto e disoccupazione, perché il governo controlla l’e- conomia più direttamente attraverso il sistema fiscale. 14. Durante gli anni 1990 la volatilità della crescita del prodotto reale e dell’inflazione è stata: (a) molto superiore al periodo precedente (b) pressoché uguale (c) molto inferiore al periodo precedente (d) prossima a zero.
Capitolo 15 Il debito pubblico
1. Confrontando i dati con quelli relativi ad altri paesi industria- lizzati, il debito pubblico in percentuale del PIL in Italia è: (a) molto elevato (b) molto basso (c) non si discosta dal valore medio. 2. Il rapporto debito/PIL americano: (a) non è mai stato così elevato (b) ha subito un picco negli anni 1950 (c) non è mai stato così basso negli ultimi 15 anni (d) è molto inferiore rispetto al livello registrato alla fine della seconda guerra mondiale. 3. Se non verranno apportate modifiche ai programmi Social Se- curity e Medicare, le tendenze demografiche avranno il seguente effetto sulle condizioni del bilancio pubblico negli Stati Uniti: (a) un peggioramento (b) un miglioramento (c) non ci saranno effetti rilevanti. 4. Il disavanzo del bilancio dello Stato è pari a: (a) G – T (b) T – G (c) G + T (d) – G. 5. Lo stock di debito pubblico è pari al/alla: (a) disavanzo del bilancio corrente dello Stato (b) debito totale di tutti gli individui appartenenti alla nazione
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(a) il consumo cresce in misura pari all’aumento del reddito (b) il consumo cresce in misura inferiore all’aumento del red- dito (c) la propensione media al consumo aumenta (d) la propensione marginale al consumo aumenta.
2. Secondo la teoria keynesiana, la principale determinante del consumo è costituita da: (a) il tasso di interesse (b) la ricchezza del consumatore (c) la possibilità per il consumatore di prendere a prestito (d) il reddito del consumatore. 3. Secondo la teoria del consumo di Fisher, tutte le seguenti af- fermazioni sul vincolo di bilancio intertemporale sono vere, EC- CETTO : (a) se il consumo corrente aumenta, le risorse disponibili per il consumo futuro si riducono (b) il consumo nel primo periodo deve essere minore o uguale al consumo nel secondo periodo (c) nel primo periodo il risparmio è pari al reddito percepito nel primo periodo meno il consumo (d) nel formulare decisioni relative al consumo, i consumatori tengono conto sia del reddito corrente sia del reddito futu- ro atteso. 4. Nel modello di Fisher, se il tasso di interesse reale è positivo: (a) il consumo nel secondo periodo è meno costoso, in termi- ni del reddito percepito nel primo periodo, relativamente al consumo nel primo periodo (b) il consumo nel secondo periodo ha più valore dello stesso ammontare di consumo nel primo periodo (c) i consumatori non sono disposti a prendere a prestito mo- neta, dunque il consumo nel primo periodo è inferiore al reddito percepito nel primo periodo stesso (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 5. Tutte le seguenti affermazioni sulle curve di indifferenza sono vere, ECCETTO: (a) a una diminuzione del consumo nel primo periodo, deve corrispondere un aumento del consumo nel secondo pe- riodo perché il livello di soddisfazione del consumatore ri- manga costante. (b) la pendenza è pari al saggio marginale di sostituzione (c) maggiore la riduzione del consumo nel primo periodo, mi- nore l’aumento del consumo nel secondo periodo necessa- rio a mantenere costante il livello di utilità del consuma- tore (d) il consumatore preferisce situarsi su curve di indifferenza più elevate. 6. Secondo il modello di Fisher, il consumo ottimale è tale che il saggio marginale di sostituzione: (a) sia pari a uno (b) sia pari a zero (c) sia pari alla pendenza del vincolo di bilancio (d) sia massimizzato. 7. Un aumento del tasso di interesse, tale da indurre uno sposta- mento su una curva di indifferenza più elevata e di conseguen- za un aumento del consumo in tutti i periodi, è un esempio di: (a) effetto di sostituzione (b) effetto di reddito (c) ipotesi del ciclo vitale (e) ipotesi del reddito permanente. 8. Quando il tasso di interesse aumenta, quale delle seguenti con- seguenze è meno probabile? (a) Per i consumatori che risparmiano parte del reddito perce- pito nel primo periodo, l’effetto di reddito agisce in maniera tale da aumentare il consumo in entrambi i periodi. (b) Il consumo cresce in entrambi i periodi. (c) Un consumatore che risparmia parte del reddito percepito nel primo periodo si muoverà su una curva di indifferenza più elevata. (d) L’effetto di sostituzione determina un aumento del consu- mo nel secondo periodo e una riduzione del consumo nel primo periodo. 9. Se il consumatore desidera consumare una somma superiore al reddito percepito nel primo periodo: (a) il consumo nel secondo periodo è pari a zero (b) il tasso di interesse deve essere maggiore di uno (c) la decisione di consumo deve soddisfare sia il vincolo di bi- lancio sia il vincolo di liquidità (d) nessuna delle risposte precedenti è corretta. 10. In presenza di un vincolo di indebitamento: (a) il consumo nel secondo periodo è pari a zero (b) il consumatore potrebbe essere più o meno soddisfatto del caso di assenza di vincolo (c) il consumo nel primo periodo deve essere inferiore al con- sumo nel secondo periodo (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 11. La funzione del consumo, nella teoria del ciclo vitale, tiene con- to di tutti i seguenti elementi, ECCETTO: (a) l’ammontare di ricchezza (b) il disavanzo del bilancio pubblico (c) gli anni lavorativi attesi (d) gli anni di pensionamento attesi. 12. Secondo la teoria del ciclo vitale, un individuo che si aspetta di lavorare per un periodo superiore ai 40 anni, e con aspettativa di vita superiore ai 50 anni, sarà caratterizzata dalla seguente funzione di consumo: (a) C = 0,2 W + 0,6 Y. (b) C = 0,2 W + 0,8 Y. (c) C = 0,04 W + 0,8 Y. (d) C = 0,02 W + 0,8 Y. 13. Secondo la teoria del ciclo vitale, la funzione del consumo C = 0,025 W + 0,5 Y implica che: (a) l’individuo abbia un’aspettativa di vita superiore ai 40 anni (b) la metà della vita residua attesa sia trascorsa da pensionato (c) per ogni euro addizionale di ricchezza, il consumo aumen- ti di 2,5 centesimi (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 14. Un esempio di risparmio precauzionale è costituito da: (a) una giovane coppia risparmia per l’acquisto di una abita- zione (b) alti tassi di interesse inducono un uomo d’affari a ridurre gli investimenti (c) un individuo risparmia automaticamente una frazione del suo reddito settimanale in vista delle successive vacanze na- talizie (d) un individuo che aumenti il proprio risparmio in vista del pensionamento per timore di maggiori spese causate da cat- tive condizioni di salute. 15. La teoria del reddito permanente afferma che:
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(a) la propensione media al consumo è data dal rapporto tra reddito transitorio e reddito corrente (b) il consumo dipende in ugual modo sia dal reddito perma- nente sia dal reddito transitorio (c) il risparmio è utilizzato per uniformare il consumo, in se- guito a variazioni transitorie del reddito (d) nessuna delle risposte precedenti è corretta.
16. Una variazione del reddito permanente avviene quando: (a) gli affari del proprietario di una struttura turistica in Flori- da vanno molto bene nel corso di un inverno particolar- mente rigido (b) un individuo vince 10 mila euro in una lotteria (c) in seguito a un incidente sul lavoro, un lavoratore riceve una compensazione per sei mesi (d) a un professore è riconosciuto un aumento salariale annuo di 10 mila euro. 17. Quale delle seguenti affermazioni è VERA? (a) Alcuni studi indicano che le famiglie ad alto reddito pre- sentano bassa propensione media al consumo. (b) La propensione media al consumo è costante su periodi lun- ghi. (c) Le teorie del ciclo vitale e del reddito permanente spiegano gran parte delle osservazioni empiriche sulla propensione media al consumo. (d) Tutte le risposte precedenti sono corrette. 18. Secondo la teoria del reddito permanente, un artista il cui red- dito varia di anno in anno: (a) negli anni durante i quali il reddito è basso, è caratterizza- to da una più elevata propensione media al consumo (b) negli anni durante i quali il reddito è elevato, è caratteriz- zato da una più elevata propensione media al consumo (c) è caratterizzato da una propensione media al consumo co- stante (d) non risparmia. 19. Secondo la teoria del reddito permanente, quale delle seguenti conseguenze di una riduzione temporanea della tassazione è più probabile? (a) I consumatori percepiranno l’aumento del reddito come temporaneo e risparmieranno quasi l’intero ammontare del- la riduzione. (b) I consumatori accresceranno il consumo in misura quasi pari alla riduzione della tassazione. (c) La riduzione della tassazione avrà un impatto rilevante sul- la domanda aggregata. (d) Le risposte (b) e (c) sono entrambe corrette. 20. Un consumatore che prenda a prestito per aumentare il proprio consumo: (a) accresce il proprio reddito totale (b) elude il vincolo di bilancio intertemporale (c) attinge al proprio reddito futuro (d) è in grado di aumentare il proprio consumo in ogni pe- riodo.
Capitolo 17 Gli investimenti
1. Il modello neoclassico degli investimenti afferma che: (a) gli investimenti si riducono al crescere del tasso di interesse (b) gli investimenti si riducono al ridursi del tasso di interesse (c) la funzione degli investimenti si sposta a sinistra in seguito a un aumento del prodotto marginale del capitale
(d) le risposte (a) e (c) sono entrambe corrette.
2. In equilibrio, il prezzo di locazione del capitale reale è uguale: (a) a 1 (b) al prodotto marginale del capitale (c) al prezzo del prodotto (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 3. Nella funzione di produzione Cobb-Douglas, il prezzo di loca- zione del capitale di equilibrio cresce se: (a) lo stock di capitale utilizzato dalle imprese diminuisce (b) la quantità di lavoro impiegata dall’impresa aumenta (c) si verifica un avanzamento della tecnologia (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 4. Il costo del capitale è determinato dai seguenti fattori, ECCET - TO: (a) il tasso di ammortamento (b) il tasso di profitto (c) il tasso di interesse (d) il prezzo del capitale e il suo tasso di variazione. 5. Assumete che il prezzo del capitale cresca allo stesso tasso degli altri beni. Se il prezzo del capitale è di 1500 euro per unità, il tasso di interesse reale è il 4 %, il tasso di ammortamento è il 6%, ne consegue che il costo del capitale sia pari a: (a) 30 euro (b) 300 euro (c) 150 euro (d) 100 euro. 6. Se il prezzo del capitale cresce allo stesso tasso degli altri beni, il costo reale del capitale può essere definito nel modo seguen- te: (a) ( PK / P )( r + ) (b) ( PK / P )( r – ) (c) ( P / PK )( i + ) (d) ( P / PK )( r – ). 7. Le imprese considerano profittevole accrescere il proprio stock di capitale se: (a) il costo reale del capitale è maggiore del prodotto margina- le del capitale (b) il prodotto marginale del capitale è maggiore del costo rea- le del capitale (c) il prodotto marginale del capitale è maggiore del tasso di interesse reale (d) il prezzo di locazione del capitale è maggiore del prodotto marginale del capitale. 8. Una politica monetaria espansiva stimola gli investimenti nel breve periodo per via di: (a) una riduzione dell’inflazione (b) una riduzione del costo del capitale (c) un aumento del prezzo di locazione del capitale (d) tutte le risposte precedenti sono corrette. 9. Un evento che determina una riduzione del prodotto margina- le del capitale: (a) sposta verso sinistra la funzione di investimento (b) sposta verso destra la funzione di investimento (c) aumenta il costo reale del capitale (d) aumenta il tasso di ammortamento. 10. La tassazione sul reddito d’impresa disincentiva gli investimen- ti perché: (a) definisce i profitti come il prezzo di locazione del capitale meno il costo del capitale (b) tassa i profitti all’esorbitante aliquota del 60%