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Breve presentazione sugli affreschi di Raffaello
Tipologia: Sintesi del corso
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La Messa di Bolsena Nel bel mezzo del lavoro, proprio nel 1512, in un momento in cui il Papa Giulio II stava temporaneamente ottenendo qualche trionfo, decise di farsi ritrarre all’interno degli affreschi di Raffaello in modo più netto, così da risaltare maggiormente rispetto a tutti gli altri personaggi rappresentati. La scena rappresentata fa riferimento al Miracolo eucaristico di Bolsena avvenuto nel 1263: stando alla tradizione, un sacerdote boemo non credeva nella conversione del Corpo di Cristo in pane eucaristico e del Sangue di Cristo in Vino, fino a che, proprio durante la messa vide che dall’ostia cominciò a gocciare sangue; da qui nacque nel 1624 la festa del Corpus Domini. Tutti i personaggi inclusi all’interno dell’affresco non sono legati a rigidi canoni simmetrici che renderebbero la scena troppo macchinosa, bensì Raffaello li rappresenta con estrema naturalezza, e organizzando bene le masse presenti ai lati. Nonostante l’avvenimento del miracolo, il volto dei protagonisti non è sorpreso, quasi come se tutto quello che sta accadendo fosse vissuto solo a livello interiore. L’ambiente che ospita questa scena è una basilica di cui non si intravede la punta. Nella parte centrale è presente il sacerdote boemo che sta celebrando la messa, con al seguito alcuni chierichetti. Proprio davanti al sacerdote si trova inginocchiato Giulio II, riconoscibile attraverso il suo sgargiante abbigliamento e differenziabile dalla massa poiché si trova con i gomiti appoggiati su un cuscino decorato con le nappe agli angoli; anche al seguito di Giulio II sono presenti dei cardinali.