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Raffaello Sanzio, powerpoint, Schemi e mappe concettuali di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Powerpoint esplicativo delle opere di Raffaello Sanzio e della sua vita

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 16/11/2023

nicol-ghirca
nicol-ghirca 🇮🇹

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RAFFAELLO SANZIO
Professoressa di storia dell’arte:
Trimarchi Loretta Agnese Rita
Ricerca di storia dell’arte svolta da:
Ghirca Nicol Classe 3IB
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RAFFAELLO SANZIO

Professoressa di storia dell’arte:

Trimarchi Loretta Agnese Rita

Ricerca di storia dell’arte svolta da:

Ghirca Nicol Classe 3IB

VITA DELL’ARTISTA

Raffaello Sanzio, figlio di Giovanni Santi, è nato ad Urbino il 28 marzo

1483. Rimasto orfano a soli undici anni, Raffaello viene affidato allo

zio sacerdote, Bartolomeo. Cresciuto a contatto con le opere d’arte

della corte dei Montefeltro, studia il disegno e la prospettiva e nel 1504

si reca a Firenze, attratto da Leonardo e da Michelangelo. Le opere del

periodo fiorentino sono una prova della facilità con cui Raffaello ha

saputo prendere spunto dalle varie correnti dell'epoca.

Successivamente si trasferisce a Roma nel 1508 su invito

di papa Giulio II, dove completa la sua formazione artistica

fino alla morte, il giorno 6 aprile 1520, all’età di 37 anni.

LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE È la rivisitazione della tavola di Pietro Perugino e alcuni tratti sono ispirati alla “Consegna delle chiavi” dello stesso autore, come il tempio nel fondo e la pavimentazione della piazza.

CARATTERISTICHE
E DIFFERENZE

 Il sacerdote è sbilanciato frontalmente verso destra rispetto alla tavola originale di Perugino  Raffaello ha dato maggior movimento ai suoi personaggi  In entrambi i dipinti i due gruppi sono uniti dal sacerdote che stringe i polsi a Giuseppe e Maria  La linea dell’orizzonte è più alta di quella peruginesca, dilata lo spazio e arricchisce l’opera

LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE CARATTERISTICHE E DIFFERENZE  (^) Le figure sotto il porticato definiscono una scala di rapporti  (^) Il tempio di Raffaello ha 16 lati mentre quello di Perugino ne ha 8  Nel dipinto di Raffaello è presente un portico colonnato  La facciata del tempio di Raffaello presenta la firma dell’autore e la data di realizzazione «RAPHAEL VRBINAS / M-DIIII» (Raffaello urbinate / 1504)

PALA BAGLIONI Commissionato da Atalanta Baglioni per la sua cappella a Perugia, l’olio intende ricordare l’assassinio di Federico, figlio della donna. Lo sfondo è caratterizzato dalle tre croci, mentre in primo piano i personaggi compiono movimenti complessi. Giuseppe sorregge il Cristo morto, Nicodemo gli sostiene le gambe e Maria Maddalena gli afferra la mano. San Giovanni e San Pietro partecipano commossi e la Vergine, sostenuta da tre donne, sviene a causa del dolore. La composizione dell’opera si struttura sulle diagonali della tavola e definisce due fasce composte dai principali personaggi evangelici.

LE STANZE VATICANE Papa Giulio II gli affidò l’esclusiva realizzazione degli affreschi vaticani, che durò dal 1508 al 1520 e oltre. Si fece aiutare degli allievi e le stanze a cui lavorò furono principalmente quattro: la Stanza della Segnatura, quella detta di Eliodoro, la Stanza di Costantino e quella dell’Incendio di Borgo.

LIBERAZIONE DI SAN PIETRO

DAL CARCERE

Presente nella stanza di Eliodoro, narra gli avvenimenti della liberazione di Pietro, imprigionato a Gerusalemme. Sono presenti tre episodi distinti: » a sinistra un milite sveglia i compagni; » al centro l’angelo scuote Pietro; » a destra i due scendono una scalinata. L’importanza della composizione è da attribuire al contrasto fra luce e oscurità.  Sono presenti la luce naturale della luna e quella dell’alba.  C’è la luce artificiale della torcia della guardia.  È presente anche la luce soprannaturale e abbagliante dell’angelo.

INCENDIO DI BORGO Raffaello, nominato architetto della Fabbrica di San Pietro, allude alla pace tra i principi cristiani e porta la sua passione per l’architettura nel dipinto dell’affresco dell’Incendio, divampato nell’847. L’opera è ricca di movimento, dovuto anche al vento che muove gli abiti dei personaggi agitati, forme nude dalla perfetta, accurata e minuziosa cura dell’anatomia umana. La conoscenza di Raffaello è presente anche nel confronto tra la basilica paleocristiana di San Pietro con l’Antico Foro Romano e con la loggia papale cinquecentesca e si nota soprattutto nei quattro ordini architettonici rappresentati: tuscanico, corinzio, ionico e composito.

CAPPELLA CHIGI Strutturata nella navata laterale sinistra della Chiesa di Santa Maria del Popolo, la cappella funeraria è imitazione della grandezza degli Antichi e profonda ammirazione per l’architetto Donato Bramante. Dalla pianta quadrata con gli spigoli smussati, l’opera è ricca di decorazioni che rielaborano il Pantheon. I mosaici personificano i segni zodiacali, Dio è visto nel grande oculo. I marmi, l’oro e il bronzo sono simbolo di sfarzo.

VILLA MADAMA Villa Madama è una villa suburbana mai portata a termine, progettata per svolgervi feste e situata sulle pendici di Monte Mario, sul lato destro del Tevere. Il progetto iniziale dell’edificio prevedeva un appartamento estivo e uno invernale, con andamento longitudinale. Un grande cortile, affiancato da un giardino segreto, porta ad una scalinata che introduce un vestibolo a tre navate con funzione di accesso per un secondo cortile circolare. Attraverso un loggiato è possibile ammirare il fiume romano, mentre sul lato opposto è presente un teatro semicircolare. Una loggia tripartita porta ad un giardino recintato, mentre una grande vasca costituisce uno spazio di frescura per la sala da pranzo.

LETTERA A LEONE X Incaricato dal pontefice, Raffaello prepara una grande pianta di Roma imperiale. Ogni edificio comprende tre grafici: una pianta, una sezione e un prospetto, tracciati con proiezioni ortogonali. Essendo una novità, l’artista ne spiega per la prima volta le regole. È inoltre un’occasione per verificare l’abbandono delle antiche architetture e la necessità di tutelarle per le generazioni future. Morendo, Raffaello lascia incompiuto il progetto della pianta romana.

LA TRASFIGURAZIONE Raffaello riunisce nella sua ultima tavola incompiuta due scene evangeliche distinte: la trasfigurazione di Cristo e la liberazione di un ragazzo posseduto dal demonio. La calma solare della prima immagine si contrappone alle ombre tempestate della seconda. Il Cristo è un sole che illumina, mentre l’agitazione sottostante viene espressa con il linguaggio dei gesti. Il colloquio degli sguardi e le figure in moto torsionale riprendono lo stile di Leonardo Da Vinci.

FINE