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Rappresentazione dei dati numerici
Tipologia: Slide
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Con dati alfabetici intendiamo i 26 caratteri dell’alfabeto anglosassone (moltiplicato per due poiché sono necessarie sia le maiuscole sia le minuscole), le dieci cifre numeriche, le parentesi e gli operatori, oltre a un insieme di caratteri particolari composto dalla punteggiatura, le lettere accentate ecc. {a, b , c, , ..., A, B, C, ..., %, &, (, ), 0, 1, 2, 3, ., ;, ?, +, - , *, ... } Il metodo di codifica più diffuso tra i produttori di hardware e di software prende il nome di codice ASCII (American Standard Code for Information Interchange – Codice americano per lo scambio di informazioni). “modello di riferimento a cui ci si uniforma: la codifica ASCII è stata fatta dalla ANSI (American National Standards Institute), una organizzazione privata USA senza fini di lucro, membro della ISO (Orga6nizzazione Internazionale degli Standard) e dell’IEC (Commissione Elettrotecnica Inter-nazionale). Tabella codici Ascii Area digitale” La rappresentazione dei dati all’interno di un elaboratore è quindi realizzata attraverso l’associazione di una combinazione di bit ad un determinato simbolo (lettera, cifra o carattere speciale): questa associazione è chiamata codifica. Utilizza 7 bit, ossia128 (27) caratteri diversi tra loro per codificare l’insieme di caratteri di uso comune, ma questi non sono sufficienti per codificare tutte le variazioni e tutti i simboli utilizzati nelle varie lingue. Per tale motivo questo sistema è stato esteso a 8 bit raddoppiando il numero di caratteri disponibili (256 = 28), con la definizione del codice chiamato ASCII esteso.
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Su sistemi operativi Windows , è possibile inserire caratteri non presenti sulla tastiera utilizzando la funzione Mappa dei caratteri. Per aprire questa utilissima funzione puoi anche fare clic sul pulsante Start presente in basso a sinistra sulla barra delle applicazioni (l’icona è quella della bandierina di Windows), quindi digitare “ charmap ” nel campo di ricerca e selezionare il risultato di ricerca restituito.