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redazione tesi so important!, Appunti di Letteratura Angloamericana

come scrivere una perfetta tesi

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 15/10/2019

Quinn.Fabray
Quinn.Fabray 🇮🇹

4.6

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26 documenti

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Criteri per la redazione della tesi in Letteratura anglo-americana con il Prof. Giorgio Mariani.
Il testo che segue è stato in parte—con il consenso scritto dell’autore—ripreso da una breve guida
redatta dal mio collega, Prof. Stefano Rosso, dell’Università di Bergamo. Nonostante qui si parli di
Tesi di Laurea Triennale, la gran parte delle cose dette si può applicare anche al più complesso ed
esteso, ma in sostanza non molto diverso, di costruzione e stesura della Tesi di Laurea Magistrale.
Prima di leggere però questo documento, è indispensabile leggere con attenzione il documento
Criteri per la scrittura delle tesine, disponibile sulla mia pagina sul sito del Dipartimento. Molte
delle cose che vanno tenute a mente per la redazione della tesi sono già evidenziate in quel
documento e si prega pertanto di leggerlo con attenzione.
Il primo obiettivo da raggiungere nella stesura di uno scritto modesto e limitato come la prova
finale per la Laurea triennale è la correttezza formale. Obiettivo minimo ma imprescindibile.
Ogni testo (scritto, visuale, verbale o altro; sms, blog, e-mail, telefonata, lettera d’amore o
commerciale, video MTV, spot elettorale, pubblicità, ecc.) è redatto secondo delle convenzioni,
ovvero regole, ovvero codici, che sono comuni a chi lancia il messaggio e a chi lo riceve. Se non si
osservano o condividono i codici il messaggio non passa.
Anche il testo di un piccolo elaborato come la prova finale in letteratura anglo-americana ha le sue
regole specifiche e professionali.
Come si redige dunque un testo di analisi culturale o letteraria?
1. Guardando in primo luogo CON ATTENZIONE i testi della medesima natura, ossia i libri o gli
articoli di critica letteraria consultati per il lavoro.
2. Se non basta, si ricorra alla guida competente di Umberto Eco, Come si fa una tesi di laurea,
Tascabili Bompiani, acquistabile dovunque a pochi euro. In particolare, gli studenti attuali
sembrano avere particolari e ostinate difficoltà riguardo ad alcune modalità di lavoro, che
cerchiamo qui di evidenziare, fornendo qualche banalissimo consiglio:
3. Redigere già le prime pagine COME SE fossero definitive. Niente bozze, prove, pensieri sparsi,
approssimazioni. E, anche, RILEGGERE quello che si è scritto prima di consegnarlo al docente.
DOPO si correggerà quello che eventualmente c’è da correggere, ma la stesura che si porta al
docente deve essere corretta e COMPLETA (note, citazioni, bibliografia ecc.). Come un libro
stampato. Come i libri che consultate.
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Criteri per la redazione della tesi in Letteratura anglo-americana con il Prof. Giorgio Mariani.

Il testo che segue è stato in parte—con il consenso scritto dell’autore—ripreso da una breve guida redatta dal mio collega, Prof. Stefano Rosso, dell’Università di Bergamo. Nonostante qui si parli di Tesi di Laurea Triennale, la gran parte delle cose dette si può applicare anche al più complesso ed esteso, ma in sostanza non molto diverso, di costruzione e stesura della Tesi di Laurea Magistrale.

Prima di leggere però questo documento, è indispensabile leggere con attenzione il documento Criteri per la scrittura delle tesine , disponibile sulla mia pagina sul sito del Dipartimento. Molte delle cose che vanno tenute a mente per la redazione della tesi sono già evidenziate in quel documento e si prega pertanto di leggerlo con attenzione.

Il primo obiettivo da raggiungere nella stesura di uno scritto modesto e limitato come la prova finale per la Laurea triennale è la correttezza formale. Obiettivo minimo ma imprescindibile. Ogni testo (scritto, visuale, verbale o altro; sms, blog, e-mail, telefonata, lettera d’amore o commerciale, video MTV, spot elettorale, pubblicità, ecc.) è redatto secondo delle convenzioni, ovvero regole, ovvero codici, che sono comuni a chi lancia il messaggio e a chi lo riceve. Se non si osservano o condividono i codici il messaggio non passa.

Anche il testo di un piccolo elaborato come la prova finale in letteratura anglo-americana ha le sue regole specifiche e professionali.

Come si redige dunque un testo di analisi culturale o letteraria?

1. Guardando in primo luogo CON ATTENZIONE i testi della medesima natura, ossia i libri o gli articoli di critica letteraria consultati per il lavoro. 2. Se non basta, si ricorra alla guida competente di Umberto Eco, Come si fa una tesi di laurea , Tascabili Bompiani, acquistabile dovunque a pochi euro. In particolare, gli studenti attuali sembrano avere particolari e ostinate difficoltà riguardo ad alcune modalità di lavoro, che cerchiamo qui di evidenziare, fornendo qualche banalissimo consiglio: 3. Redigere già le prime pagine COME SE fossero definitive. Niente bozze, prove, pensieri sparsi, approssimazioni. E, anche, RILEGGERE quello che si è scritto prima di consegnarlo al docente. DOPO si correggerà quello che eventualmente c’è da correggere, ma la stesura che si porta al docente deve essere corretta e COMPLETA (note, citazioni, bibliografia ecc.). Come un libro stampato. Come i libri che consultate.

4. L’esposizione va articolata in modo conseguente e progressivo, in capoversi organici, che abbiano un capo e una coda e che comincino con un rientro tipografico. Esposto un concetto, tema o argomento sufficientemente compiuto, si va a capo e si comincia il capoverso successivo. Ovvero, niente frasi isolate (come si fa invece negli sms) e snocciolate senza un ordine visibile. Ovvero non si va a capo ogni tanto, quando capita, senza avere una precisa ragione per farlo, né si scrive senza MAI andare a capo, come se si stesse trascrivendo un lunghissimo e inarrestabile flusso di coscienza. 5. Se le frasi lunghe e complesse (sul modello latino, basato sulla ipotassi, che viene dal greco ypò- taxo, “subordino”, “stabilisco una gerarchia” tra frasi reggenti, subordinate, ecc.) non sono il vostro forte, scrivete all’americana (Ernest Hemingway): frasi semplici e brevi, fondate sul principio della paratassi (“accostamento”). Ma sempre raccolte in un paragrafo che abbia un senso compiuto. 6. Bisogna ormai raccomandare una particolare attenzione all’uso (non l’UTILIZZO, per pietà) delle virgole. Probabilmente l’abitudine agli sms e alle e-mail ha quasi annullato la percezione del senso e della funzione delle virgole in un discorso appena più complesso di quello che si fa attraverso quei mezzi. Nel caso di grave e irreversibile offuscamento percettivo evitate le virgole e usate i punti (vedi paratassi, § 5). 7. Una prova finale di Laurea triennale porterà solo raramente nuovi contributi scientifici originali. Accettiamo, almeno in partenza, che sia una onesta compilazione, attraverso la quale si può tuttavia imparare qualcosa di utile anche per un lavoro qualsiasi. 8. Anche un’onesta e modesta compilazione ha tuttavia le sue regole. Per esempio, la bibliografia complessiva andrà redatta secondo una delle varie convenzioni, PURCHE’ SIA UNA SCELTA COERENTE. Nel testo della tesi il riferimento bibliografico può essere convenientemente sintetizzato in una parentesi che porti l’indicazione di autore e pagina. Es.: (Bergamini, p. 124), con uno spazio fra punto e cifra; oppure (Bergamini, pp. 124-25, con doppia p, ma sempre con uno spazio fra punto e cifre). Questo sistema evita la nota a piè di pagina, ma rende necessario che una versione via via aggiornata della bibliografia sia sempre allegata a ogni consegna delle parti del vostro lavoro. (Si rimanda per questo ai paragrafi III.2, “La ricerca bibliografica”, e in particolare III.2.1, “Come usare la biblioteca”, del già citato testo di Umberto Eco, Come si fa una tesi di laurea. Le materie umanistiche , Milano, Bompiani, 1977). 9. Imparate, sempre per attenta e consapevole imitazione, come si fanno le citazioni: evidenziate in diverso corpo tipografico, rientrate, eccetera. In un lavoro di letteratura straniera, in particolare anglo-americana, le citazioni d’autore DEVONO essere tratte dal testo in lingua originale, preferibilmente nella sua prima edizione, che andrà comunque precisata nella bibliografia. Non è necessario dare la traduzione italiana in nota. Per le citazioni dai critici, è PREFERIBILE che siano in inglese. Le citazioni inferiori alle tre righe possono essere incorporate nel paragrafo, fra

NB: i titoli di rivista o periodico vanno in tondo tra virgolette in apice: “New Republic”, “Die Welt”, “La Stampa”, “Narrative”, “Lingua e stile”.

MAIUSCOLE/MINUSCOLE ETC.

Si danno qui di seguito alcuni esempi autoesplicativi: Prima guerra mondiale, guerra civile; Partito democratico; Partito del popolo; ministro del Tesoro; ministero della Difesa; Montagne Rocciose; Deserto di Gobi; Casa Bianca; Ovest; Sud, ecc.

N.B. I titoli di opere in inglese seguono l'uso americano: tutte le iniziali maiuscole meno articoli e congiunzioni es. Remains of the Day.

NUMERI E DATE

I numeri vanno tutti espressi in parola escluse le date, le cifre in denaro soprattutto se cospicue, i numeri troppo lunghi. Alcuni esempi: anni Trenta (mai: anni ’30); Novecento (mai: ‘900); 27 per cento (27% solo nelle note per ragioni di brevità); Esempi di date: 3 dicembre 2069 (mai: 3/12/2069, oppure 3-12-2069).

CITAZIONI

Restano inserite nel testo, nello stesso corpo e fra virgolette (“…”), tutte le citazioni brevi (da una parola fino a tre-quattro righe). All’interno delle virgolette, la prima parola avrà la maiuscola se la citazione segue i due punti, oppure se la prima parola è maiuscola nel testo citato. In tutti gli altri casi si usa la minuscola. Nelle citazioni contestualizzate si può intervenire sul testo con opportuni adattamenti per coordinarlo grammaticalmente al discorso, segnalando la modifica tra parentesi quadre: […].

Nelle citazioni dei testi poetici, i versi si dispongono di seguito, separati dalla barra obliqua e con la prima lettera del verso in maiuscolo.

Saranno staccate dal testo le citazioni più lunghe, sia di poesia che di prosa. Queste verranno scritte col margine sinistro rientrato, senza virgolette di apertura e chiusura, e frapponendo una riga di spazio sopra e sotto il brano citato.

Tutti i tagli interni ai testi citati (siano essi testi di poesia o di prosa) saranno segnalati da tre punti fra parentesi quadre: […].

N.B. Le virgolette sono sempre doppie, anche per parola singola. Le virgolette singole si usano solo all'interno di una citazione racchiusa tra doppie.

EPIGRAFI

Le epigrafi saranno scritte in corsivo sulla metà di destra della pagina e porteranno, fra parentesi su nuova riga, l’indicazione del nome dell’autore e del titolo dell’opera, senza ulteriori riferimenti bibliografici. Esempio: et aiutollo in questo parimente, che sapeva altro idioma che francesco (Ariosto, Orlando furioso )

INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA BIBLIOGRAFIA GENERALE (attenzione: queste norme valgono per la bibliografia generale da includere in fondo al proprio lavoro; NON valgono per le note a piè pagina, che se si adotta il sistema di cui sopra al punto 8, così come quello MLA al punto 10, non occorrono, tranne che per aggiungere commenti e osservazioni a latere di quanto si è scritto nel testo. Se viceversa scegliete di avere delle note a piè pagina “tradizionali”, tenete a mente che il NOME dell’autore deve precedere il COGNOME e i due non sono separati da virgola, come accade invece nella bibliografia finale )

Norme generali:

Le voci che compongono l’indicazione saranno separate dalla virgola, con l’eccezione di luogo e data, e seguite dal punto. Es: Cognome, Nome, Titolo, Editore, Luogo data.

Titolo e sottotitolo sono in corsivo, sono riprodotti per esteso dal frontespizio (e non dalla copertina) del libro e sono separati da un punto (se in italiano) o da due punti (se in inglese).

Al titolo segue l’indicazione dell’editore, che sarà seguito dal luogo di pubblicazione (che sarà sempre nella lingua del volume – Esempi: Paris, London, Sevilla – e dalla data. Per gli Stati Uniti va indicata, nel caso di città poco note, la sigla dello stato; se le città sono due o tre si ricorrerà al trattino.

Volumi non collettivi : Nencioni, Giovanni, Dante e la retorica , in Tra grammatica e retorica. Da Dante a Pirandello , Einaudi, Torino 1983, pp. 108-31. Florea, Juan, Refiguring “La Charca” , in Divided Borders: Essays on Puerto Rican Identity , Arte Publico Press, Houston 1993, pp. 71-85.

Saggi e articoli in riviste :

Nel caso di saggi e articoli pubblicati in rivista, si farà seguire al nome dell’autore e al Titolo la virgola e il nome della rivista fra virgolette, seguito dalle indicazioni che riguardano il fascicolo: annata o volume in cifre romane, numero del fascicolo in cifre arabe, data di pubblicazione fra parentesi, pagine dell’articolo; oppure (ove la rivista non sia organizzata in annate o volumi) numero del fascicolo in cifre arabe, data fra parentesi, pagine dell’articolo. Tutti i dati (incluso l’anno fra parentesi) saranno separati dalla virgola.

Esempi: Tomasi, Luca, Hard Bitter Style of Words: Wilson Harris’s Far Journey into Italian , “Caribana”, 1 (1990), pp. 63-70. Welter, Barbara, The Cult of True Womanhood: 1820-1860 , “American Quarterly”, XVIII, 2 (1966), pp. 151-74.

Libri o autori già citati :

Per i libri già citati si ripeteranno il solo cognome dell’autore, seguito dopo la virgola dal numero (o dai numeri) di pagina. Es: Welter, p. 173. Welter, pp. 172-73. Se citate più libri dello stesso autore, dopo il cognome dello stesso, indicherete il titolo del volume (esempio: Eco, Opera aperta , p. 27; Eco, Come si fa una tesi di laurea , p. 123)

Tenete presente che mi ritengo autorizzato a controllare se nelle prime DUE pagine (non di più) del primo capitolo del vostro elaborato sono osservate tutte le regole di redazione. In caso contrario vi restituirò il testo, chiedendovi di correggerlo, perché la lettura va condotta su un testo corretto. Non è compito di un docente universitario correggere i dettagli formali di un elaborato. È compito di uno studente universitario apprenderli e applicarli.

Per quanto riguarda la FORMATTAZIONE delle pagine:

  • scrivere in corpo 12 (preferibilmente usando Times New Roman o comunque caratteri di comoda lettura)
  • usare una spaziatura doppia tra le righe, così che sia possibile inserire commenti e correzioni
  • lasciare un margine di 2 cm a destra e sinistra, e di 3 cm in alto e in basso e ricordate che quando stamperete la versione finale della vostra tesi il margine sinistro dovrà essere ampliato, al fine di consentire la rilegatura del testo