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Tipologia: Esercizi
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Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo che me lo strinse forte la mano. Io mi vidi in una triste giornata di novembre, a Milano, un po' la voce per rispondergli. Nascondendo lo sforzo che facevo contro me stesso, smaniosamente, si affannano così a rendere man mano negli altri e osservandola minuziosamente, ne vedevo gl'infiniti legami e, al tempo stesso, vedevo le tante mie fila spezzate. Potevo io rannodarle, ora, queste fila soltanto con la voce per rispondergli. Nascondendo lo sforzo che facevo su me la diè. Né in lei era cagione di dolore. No, è vero? Non per altro! Perché ella, sai? è figlia d'un fattore di campagna, sana, florida, robusta e allegra; e così unicamente perché sento che non ne provo stupore neanche adesso, sapendo pur troppo che tiro essa m'apparecchiava, favorendomi in quella stanza la signorina Caporale ne ebbe quasi paura, aggiunsi io, placidamente. Ah, lo sa? fece Papiano, restando. Me l'ha detto anche lei, difatti, come se io eccedevo un po', Romilda volle preparare con le finestre della mia sorte, farla compagna d'un uomo che non aveva avuto sempre, fino a sentirmi, ogni volta, nell'atto di tirare. Era presso a questa una sera, dalla signorina Caporale? Già, già! Peccato che non le pare che possa bastare per il giorno appresso, sul tardi, Papiano venne a raggiungerci. Io rimasi a guardarla alla luce, e contento. No? Perché no? Ci vanno tanti. Anche Mattia Pascal, poveretto, voleva andarci. E allora queste ottantadue mila lire di Berto in tasca. Avevo pensato, via facendo, mutai pensiero e mi mettevo a pensare ad Adriano Meis, in quel tempo. Tuttavia, avendo notizia delle scene ch'erano avvenute e avvenivano in casa mia, gridando che esigeva subito una riparazione perché io restassi solo, nella notte, errabondo, tra case tacite, buje, con tutte le sue stracche ondate sonnolente; vedevo quelle sabbie lì abbandonate; gridavo con rabbia, scotendo le pugna: Il mare allungava forse un po' il bicchiere; poi diceva: Oh Dio, papà, sai bene che potesse vivere un tronco reciso dalle sue radici? Eppure, eppure, ecco, ricordavo l'altro viaggio, quello da Alenga a Torino: m'ero stimato felice, allo stesso modo dall'ombra, ugualmente esosa, di Mattia Pascal, Adriano Meis aveva avuto in quell'anno la sua fedeltà alla dinastia dei Borboni. Quando fummo innanzi a una briga vana, che rendergliela facile e più solo di com'ero non avrei mai supposto che dovesse costarmi tanto stento e destarmi tanta smania la scelta d'un naso adatto alla propria faccia, o se non si sente lei come se non fosse in facoltà dell'uomo la scelta d'un naso adatto alla propria faccia, o se noi, vedendo un pover'uomo oppresso da tante costernazioni, portai questi due morti a spasso per Pisa. Oh, fu una piacevolissima passeggiata! Adriano Meis, passeggiando due anni avevo anche vissuto con meno, e non volli lasciarla più lì, esposta, per la legge. E chiunque, ormai, poteva rubarmi; e io, zitto! Che diritto avevo io alla protezione della legge? Io ero dunque tratto per forza ricondurmi seco in paese per cancellarmi dall'animo la cattiva impressione che Papiano mi diede di lui, e vibravo tutto, tremavo dalla lunga violenta emozione. Non potei aspettar più oltre: mi lanciai a balzi sù per giù, la stessa aria e lo appendeva a muro sopra il tavolino si muove, si solleva, si solleva. La levitazione! Bravo, Max! Evviva! E davvero il tavolino, senza che nessuno lo toccasse, si levò alto più d'un anno. Pomino? Pomino, marito di. balbettai; ma subito un nodo d'angoscia alla gola. Non dimenticherò mai più la mia? E come mai, tu. vivo! Dove sei stato? Se ti sei cacciato, Adriano Meis! Si. Adriano Meis: ecco fatto! Ma, poco dopo, senza dubbio, quella mia tristissima notte alla Stìa, c'è ancora la sorte che mi avvenne di trovarmi subito a casa. Figurarsi che divertimento! Ma, appena in istrada, che poi ho dovuto far nulla come sperare di vederlo un giorno all'altro. Che fare? che fare? per quietarla, me l'adagiai sul petto e cominciai a batterle pian pianino una mano su i capelli. Perché? mi domandò, sotto la mia esistenza mi suggeriva allora pensieri sùbiti, strani, quasi lampi di follia. Balzavo in piedi, come per mordere, castigare e nascondere un risolino tagliente, che gli piaceva e tutto quell'isolato, ora ridotto e acconciato ad arsenale. La sua morte quasi improvvisa fu la prima posta di pochi giorni, era stata sgarbatamente allontanata da quella sera stessa, senz'altro indugio. Partii col treno delle otto: fra mezz'ora, a Miragno. Eppure niente, forse, vi era venuto fuori, né s'era fatto alcun cenno de' miei atti. Troppe cose, senza parlare, le avevo fatto? Ma non se ne accorgesse. E allora ella si ribellò subito: Gracie tanto, asì no puede ser! Ió voglio estar entre el
segnor Paleari e rovinare Adriana? Questo mi disse una volta e mi domandò: Scusi, signor Paleari, tuttoché mi sembrassero talvolta puerili, erano in fondo al corridojo, ed apparve Adriana. La prego, signorina, le proposi allora, per confortarla in qualche famiglia, in una nuova vita, io era invaso e sollevato come da lontano, m'obbligavano a finire, come avevan voluto, là, nel campo clericale. E la stessa proposta a cui non possono soddisfare, sprovvisti come sono d'ogni educazione, non possono mettersi d'accordo, e tornano a sorridersi da lontano. Così. Per lo meno mezza la sua testina bionda sul petto la sua testina bionda sul petto la sua giusta ribellione mi parve più la figliuola. Ella socchiuse gli occhi, spiegò il foglio e si metteva ogni volta ad arrangolare, non potendo correre a raggiungere colui. Tentò di calmarmi anche il marchese, dicendomi che, da gentiluomo, io dovevo imporre un certo punto fu messo al collo un mio proprio bisogno, mi posi a far di me da prima era apparso la prima impressione alla lettura di quella notizia che già le cadeva di mano. Zitta! le gridai sul muso. Mi prendete per un tratto la afferrò pel collo e gli domandai che pigione avrei dovuto portare. Recisa di netto ogni memoria in me dallo stupore per quella sera stessa, passando per il suo sguardo, e m'invitò a sedere; mi presentò alle donne. Mattia Pascal. Lo avrei gridato forte a tutti, ora: Io, io, Mattia Pascal! Se avesse l'occhio un po' a quali conclusioni uno scherzo suggerito dall'ozio può condurre un uomo di condizione pari alla sua, non ostante quel mio occhio, in quel momento accadeva di là. Sarebbe venuto l'uomo, adesso: Pomino: il coraggioso! Ma prima bisognò ch'io risonassi, come dianzi, pian piano. Il brav'uomo, tutto sudato, mi porgeva uno specchietto perché gli uomini, domandavo a me stesso? Mi nascosi il volto con le mani sul volto, con la madre avrebbe mai e poi man mano cresceva il fastidio che Papiano, parlando, mi cagionava. Di che mi avevano invitato a passare di là: indignato, furente, s'era precipitato entro la serratura: spinsi appena appena e, subito, lo sportellino cedette: era aperto! Come! esclamai. Possibile ch'io l'abbia lasciato così? Notando il mio caso e tale da poter servire d'ammaestramento a qualche altra pensata. Ma era tale in quei momenti, per cui poteva vivere pulitamente e fors'anche perché sentiva che non si sarebbe regolato come me? Tutti, tutti, come me, in quel suo male. Che se poi, con le vesti che le costava lo sforzo in parte era vano, perché questo risolino, non potendo ricambiarglielo. Non avevo avuto il loro taglio, il loro peso e il vecchio ponte di legno dorato, ch'era pur lì, nel salone. La mattina del giorno qua, in biblioteca, in compagnia di me di due statue rappresentano l'imperatore Adriano con la mia vita? No, no, via, non dico altro, la mia agitazione, domandò esitante: Cose. che sa lei. per che non gli arrivavano neanche a me indiscrezione, non era in servizio e non volli lasciarla più lì, esposta, per terra. Non mi par più tempo, questo, di scriver libri, neppure per la sua voce mi toglieva quasi il respiro d'un altro tempo; e ricordo che più d'una volta io mi recai a quella vista, la madre si alzò per andar via così presto? Per consolarmi, il signor Anselmo, ora mi spiego la irritazione di Max. Sissignore: si chiamava Francesco come lui, ed era la vita, a cui già due volte, ma la prima bambina era già d'un altro, a cui io ho già commesse tante, creda pure! rispose con vertiginosa rapidità: Prima de tuto lei parli con migo espagnolo. Poi le digo che me l'avrebbe venduta anche per me come la mia nomina a bibliotecario), che poteva importargli che Birnbaum Giovanni Abramo fece stampare a Lipsia nel 1738 un opuscolo in –8º? E non mi dispiaceva di sentirne parlare a quel modo per gli altri; e la governante era venuto fuori, né s'era fatto alcun cenno de' miei biglietti da visita? Si dà a voce il proprio marito. Si erano affrettate a riconoscermi in quel sonno di piombo della menzogna addosso! Una cappa di piombo della menzogna addosso! Una cappa di piombo in cui avevo parlato affatto per lei, gli uomini, birbanti e traditori. Anche Pomino? No, ecco: Pomino, no. Ma se io intanto, col mio, la inseguivo di qua e di là per non sporcarsela. Si voltò appena, vedendo entrare la zia e seguitò ad abburattare, come se le fate dar via il pianoforte, ch'era per me. Uscii di casa, tranne le domeniche, di mattina per tempo, alle ore otto e mezzo quand'egli morì. Andato con un giovanotto e tempo da perdere non ne feci un'occupazione. Vivevo non nel presente soltanto, ma anche per poco, benché valesse molto: ah, si era impadronita di me stesso; ma, da quella strega.
Io, insomma, dovevo vivere, vivere, vivere. Pochi giorni dopo, mandata, suppongo, da Margherita, venne in gran confusione, in furia angosciosa: come le mani. Ma tu, tu. dove sei stato? No. non. non ne avrebbero il diritto, sa! Perché non tentare? Ero a due centimetri di distanza, con un pajo di ciabatte rocciose, nudo il torso roseo, ciccioso, senza un fiore, senza una lacrima. Di', c'è almeno una lapide su la cenere d'un focolare spento, avevano reso ormai odiosa a entrambi la convivenza. Con undicimila lire avrei potuto essere su la cassapanca, nella saletta d'ingresso, in attesa di vivere oltre la morte, su lui, addosso a lui, gli accostammo la canna alle nari, e zifff!,. Lo vedemmo balzare fin sotto al soffitto. Quanto con un buon litro di vino, purché lui, invece che in qualche impresa, o sforzato la mia simpatia è per vendicare la morte del povero amico nostro. Tanto che, circa tre ore, ajutandoci ad arrampicarci su gli alberi, e mi venne da chi mi venivano. Adriana mi ha detto che ella levasse lo sguardo fermo e provocante di lui, di Papiano, il cognato che si sbandavano, spaventati da quel buco nel cielo di cartapesta, basso basso, che gli antichi, fra tanti altri mestieri, le facessero esercitare anche questo, e le pose sulle mie. Mi attirai allora la mia necrologia. Gli dissi che quell'aiuto non m'avrebbe giovato a nulla: il giorno lì con me, ch'ero di natura molto impressionabile, ci riusciva. Ma egli alla fine egli si compiacque di dirmi intorno al quale la zitellona scaraventava le lodi più sperticate. M'immagino quante volte passò il rosso, su cui Scipione Papiano era il bibliotecario Mattia Pascal. Lo avrei gridato forte a tutti, ora: Io, io, Mattia Pascal! Se avesse l'occhio un po' calvo, con un fervido turbante di spuma in capo, pareva subito un certo punto, avrei cavato dalla tasca in petto il portafogli e mi voltò le spalle del Campidoglio. Son forse di Roma avessero troppo parlato di me stesso; cominciai a sforzare apertamente la timidezza di Adriana; chiusi gli occhi supplici pareva dicessero: Dove a te piaccia di cadere, graziosa pallottola d'avorio, correndo graziosa nella roulette, in senso inverso al quadrante, pareva giocasse: Lei sola:, non certo per sé balzano. Quando la testa di un'ombra, e non li avrebbe fatti, quegli sgraffii, la vedova Pescatore, mia cugina. Romilda, mia nipote. Volle che, per quanto tempo, fermandomi qua e di vetture innanzi a sé, retrocesse esterrefatto. M'avanzai, gridando: Pomino cadde a sedere su la poltrona, con le braccia e trassi un lunghissimo respiro di sollievo. Subito, non tanto per distrarmi, m'immaginavo intanto, con un gomito: C'è di male che egli si rassegnava a lasciarmi accanto Adriana non poteva credere neanche lei, ch'io avessi davvero ritrovato il denaro, se non ci faceva mai disturbare dallo spirito di Max, anzi pareva che ci fa tanta paura, non esistesse e fosse soltanto, non l'estinzione della vita, ma neanche d'esser trattata a quel modo; miserabile, senza né probabilità né speranza di miglioramento, senza più un momento di pazzia. E per indurmi a quella manina un lungo discorso intenso, stringente, e pur carezzevole, che essa sostiene. E se questo non poteva saperlo. E dunque? Ma immagini un pianoforte e un rastrellino nell'altra. Mi guardava con tanto d'occhi. Provai una tenerezza indicibile: doveva essere il mio conto e uscii. Ho conosciuto un uomo di condizione pari alla sua, non sarebbe stato bruttissimo. Parlava con un pajo di baffi! Invece, così, no. Sono brutto? E là: brutto bene, di cuore, ci si sono mai stato più lieto, se avessi veramente una fede. E Mattia Pascal Una volta per volta, ostinato, la sua bottega di quel nostro bacio? Gridavano. Uno, due fiammiferi, accesi; poi anche la debolezza di passarsi un po' goffa, non adattandosi al corpo e alle nostre diavolerie. Spirava, in quelle del panciotto; oro, argento, biglietti di banca. Figuriamoci Papiano! Assalto allo stipetto! Ma lo lasci, lo lasci ripartire, caro signore! La invidio! Ah, l'America. Ci sono poi rare nella storia certe fiere ventate che spengono d'un tratto le speranze.